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Un blog creato da cornell2 il 24/05/2009

0744 Il Velino

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“Letta in lotta… Lotta a Letta”!

Foto di cornell2

"Non si dirà per certo giammai che il nostro è un Parlamento democratico! Vi è di tutto - il popolo eccetto". Ferdinando Petruccelli della Gattina.

Incipit. Sarà per abitudine, o forse chissà, per pregiudizio, ma allorché ci capiti di sentir parlare di "Letta", ci salta alla mente il Deus ex Machina dell'epopea Berlusconiana (zio Gianni, ndr). Soltanto dopo, Dio solo sa quanto, finisce per passarci per la mente l'attuale Inquilino di Palazzo Chigi (il "nipotino" Enrico)... E tuttavia, nel nostro immaginario, tale intuizione non ci riporta tanto all'istante in cui il "Letta il Giovane" fece risuonare la campanella di neo-eletto Capo del Governo, né alla cronaca corrente, quanto al momento in cui passò di soppiatto il famigerato foglietto, in cui si metteva "a disposizione" del suo impettito predecessore (oggigiorno caduto in disgrazia), Mario Monti...

Insomma, sia nel primo, sia nel secondo caso, non abbiamo bei ricordi e non proviamo proprio delle belle sensazioni...

Detto ciò, il Pensiero del giorno, una volta ancora, chissà mai perché, è dedicato al Presidente del Consiglio, Enrico Letta e ai suoi intenti riformatori, che lo hanno portato a mettersi al "servizio" del Paese.

In particolare, c'inducono a riflettere le manovre normative riguardanti il Finanziamento Pubblico delle Forze Politiche, le decisioni sul Sistema Fiscale (mantenimento o cancellazione dell'IMU e aumento o meno dell'IVA, dal 21% al 22%) e l'intervento "mediato" sul Mercato del Lavoro, attraverso la "limatura" del Cuneo Fiscale.

FINANZIAMENTO PUBBLICO DEI PARTITI (alias: RIMBORSI ELETTORALI)

Fosse per noi, fieri e rispettosi Referendari, il Finanziamento Pubblico (o rimborso che dir si voglia) sarebbe già Storia da tempo immemore. Per questo, siamo rimasti quantomai colpiti dalle voci che vorrebbero continuare imperterrite ad accettarlo come nulla fosse, rendendo i Partiti (ma solo quelli con uno Statuto Democratico, tutto da definire) "beneficiari per Legge" di una data percentuale delle Imposte sul Reddito dei contribuenti (il 2‰. Due per Mille).

Seppur consci di rimanere inascoltati, siamo pronti, ancora una volta, a ribadire la nostra ferma contrarietà al prolungamento di qualunque sovvenzione delle Forze Politiche che "frughi per Legge" nelle tasche dei cittadini. In effetti, a nostro parere il versamento di denaro ai Partiti dovrebbe essere ricondotto ad un puro atto di liberalità - e dunque volontario - stringentemente limitato nei modi e nelle quantità.

Vorremmo anche far notare che qualora il Governo insistesse sulla strada del 2‰ dell'IRE, specie nel caso in cui il contribuente fosse "obbligato a decidere", in fase di dichiarazione dei Redditi, a chi indirizzare la propria preferenza e dunque i propri soldi, si andrebbe incontro da una norma palesemente incostituzionale, perché in contrasto con l'art.48 della Sacra Carta. Per interpretazione estensiva, infatti, verrebbe messa a rischio la Segretezza del voto, prevista dal secondo comma di tale articolo.

Al riguardo, caro Presidente, le chiediamo: "possibile che tra tante "menti illuminate" che si mormora siedano nell'Esecutivo, nessuno abbia compreso che in un Paese come il nostro (dove il Potere Mafioso, i ricatti e le raccomandazioni continuano a dominare, tanto in Politica, quanto nella cosiddetta "Società Civile"), il voto di scambio sia sempre dietro l'angolo"? Insomma, è meglio limitare i rischi e cancellare del tutto (finalmente e definitivamente) i Finanziamenti/Rimborsi Pubblici ai Partiti. E' assai più semplice, sicuro e a buon mercato. Non le pare?

SISTEMA FISCALE (IMU ed IVA)

Guardando alle vili vicende che toccano da vicino il nostro Sistema Fiscale, le chiediamo: "E' proprio sicuro che tagliare l'IMU, o peggio "congelarla" per rinviarla semplicemente di qualche settimana, o mese (facendo lo stesso con l'IVA) sia la soluzione che accontenti un "corpo contribuenti" al limite della sopportazione e delle possibilità"?

Caro Letta, ci consenta: una riduzione non basta, mentre un rinvio a data più o meno certa, è una vigliaccata, degna della Battaglia di Cascina, a lei tanto amaramente e terribilmente cara. Tale imposta dev'essere eliminata del tutto, per le prime case non di pregio. Secondo noi, una soluzione per consentire ciò, mantenendo nel contempo i saldi di bilancio, potrebbe essere quella di "resuscitare" l'INVIM. In tal modo, generalmente, l'imposizione non andrebbe ad incidere sulle famiglie, ma solo su quanti facciano degli immobili non un fine, bensì un semplice mezzo di speculazione.

D'altro canto, a nostro avviso, rimodulare il Sistema Fiscale puntando sul gettito delle imposte indirette come l'IVA - piuttosto che sull'IRPEF e su una Patrimoniale vera e decisa - oltre ad essere una scelta politica "non equa e socialmente ingiusta" nei confronti delle classi sociali meno abbienti (che oramai rappresentano una maggioranza crescente nel Paese), è da considerarsi anche "atto costituzionalmente illegittimo", perché in contrasto con l'art.53 della Sacra Carta.

Per natura, non siamo sfavorevoli ad un aumento delle imposte. Ovviamente, dipende poi a quali di esse tocchi l'infausta sorte di essere ritoccate all'insù... L'IVA per esempio, è a nostro giudizio quella più vile, perché col suo pernicioso carattere proporzionale avvilisce e schiaccia le Classi (si, nel XXI secolo siamo tornati a parlare di Classi Sociali, ndr) meno abbienti e "accarezza" appena, quelle più "goderecce".

Si parla tanto di Riforma Fiscale e si punta sul rilancio dei Consumi, come volano per avviare un'era di "nuova crescita" per la nostra Economia sempre più allo sbando. Ecco, secondo noi, si potrebbe cominciare con l'eliminazione di tutte le aliquote IVA, lasciandone una minimale ed omnicomprensiva del 10%, e recuperando il gettito attraverso un incremento del prelievo sugli scaglioni IRPEF più "ricchi", oltreché con una Patrimoniale "severa" e progressiva per i patrimoni superiori a 516.456,90 Euro (equivalente del "rimpianto" Miliardo di Lire). E badi, dicevamo: tanto per cominciare...

In materia di Fiscalità, questo è quel che in Verità pensiamo. Tuttavia, il dubbio che ci resta è: "uno Stato che troppo spesso abbia accordato transazioni di comodo ai grandi evasori - architettando uno "Scudo Fiscale" che ogni volta avrebbe dovuto essere "unico ed irripetibile" - e che fatichi a trovare accordi bilaterali con talune realtà note alle cronache quali "Paradisi Fiscali", avrà davvero a cuore il destino dei cittadini onesti e lavoratori, che alla tassazione non possano e non vogliano sottrarsi, per fare il bene del proprio Paese"? Attenderemo con ansia la sua "fattiva" risposta...

CUNEO FISCALE

Con l'occasione, ci permettiamo di darle una tirata d'orecchie "per via indiretta", in ragione delle parole del suo Ministro dell'Economia, Fabrizio Saccomanni, secondo il quale il "taglio" del Cuneo Fiscale sarebbe una priorità a Medio Termine.

Un "Priorità a Medio Termine"? Che dire? Caro Saccomanni (e ovviamente, caro Letta) la riduzione dell'imposizione fiscale sul reddito da Lavoro è un obbligo "di oggi", non di domani... Specie quando si considerino i tempi biblici necessari alla Politica Italiana, per compiere qualunque scelta e prendere delle decisioni che non tocchino direttamente gli interessi della Classe Dirigente (la Casta, ndr). Non vorremmo vestire i panni dei "professorini", rammentandole una citazione di John Maynard Keynes che conoscono anche i bambini, secondo cui: "il lungo termine è una guida fallace per gli affari correnti: nel lungo termine siamo tutti morti".

A dispetto dei dettami Costituzionali, il binomio Italia-Lavoro, oggigiorno, appare quantomai insensato e tristemente doloroso. Come dire: la questione occupazionale è "il problema" in Patria nostra. Eppure, si fa poco o nulla per risolverlo. E' per questo che ad ogni volgere del dì, finiamo immancabilmente per chiederci: "Che Paese è quello in cui le Istituzioni si attorciglino pomposamente su se stesse, con chiacchiere vuote e "bei discorsi", evitando di compiere davvero qualcosa di concreto al riguardo? Che Paese è quello in cui avere un impiego significhi essere additato come uno sfacciato privilegiato, o un raccomandato, mentre avere un posto fisso voglia dire essere un miracolato "Unto del Signore"? Che Paese è quello in cui capiti ascoltare, nei discorsi della "Meglio Gioventù" Italica, parole di velata disperazione, alternate a furiose minacce di finire in prima pagina (perché per taluni, dopo tutto, sarebbe meglio passare vent'anni in "gabbia" per aver compiuto un gesto inconsulto ed eclatante, piuttosto che essere privati della dignità)? Che Paese quello in cui si vaneggi sul Futuro delle nuove generazioni, quando il Futuro, semplicemente, non esista"?

Semplici quesiti (si fa per dire, ndr) cui costantemente ci troviamo a rispondere: "Beh, quello non è certo il nostro Paese, non è la nostra Patria e soprattutto, non è la "Res Publica" che ci sentiamo di omaggiare... Troppo è il rispetto, l'onore e la lealtà che le tributiamo quotidianamente, per chinare il capo innanzi all'Altare e scordare che essa semplicemente "sia"... Fondata sul Lavoro.

Oltretutto, a meno di non battere l'attuale record degli ultra-centenari, sappiamo per certo che né noi, né lei, avremo modo di verificare la veridicità della fosca previsione in base alla quale, continuando di questo passo, soltanto nel 2076 (quando con ottime probabilità saremo già "terra per le piante"), il nostro Paese potrà toccare nuovamente i livelli occupazionali pre-crisi (quelli del 2007, ndr).

In definitiva, riguardo al capitolo Lavoro, citando Alberto Moravia abbiamo ben chiaro una cosa: "La Disoccupazione è una cosa per il disoccupato e un'altra per l'occupato. Per il disoccupato è come una malattia da cui deve guarire al più presto, se no muore; per l'occupato è una malattia che gira e lui deve stare attento a non prenderla se non vuole ammalarsi anche lui". 

CONCLUSIONI

Mancano i fondi per ridurre il Cuneo Fiscale, per tagliare l'IMU alle famiglie e alle imprese e soprattutto, per evitare il previsto aumento dell'IVA al 22%? Perché allarmarsi? Cominciamo a cancellare i rimborsi elettorali (l'esperienza del Movimento Cinque Stelle è alquanto indicativa al riguardo), a tagliare la spesa per gli F-35, le missioni militari all'Estero, il TAV e le "famigerate", ma a quanto pare eterne, Province... Azzeriamo le "Auto Blu"... Prendiamo per il bavero e soprattutto per il portafogli, gli evasori e i riciclatori "Scudati", facendo pagare loro fino all'ultimo centesimo delle imposte non versate... E ovviamente, cominciamo a pensare che far Politica voglia dire fare "volontariato" in favore della Comunità, piuttosto che lucrare alle spalle dei cittadini, tagliando tutte le indennità che eccedano un normale ed equo rimborso lavorativo. Come dire: anziché fare "demagogia di Palazzo", intimorendo e prendendo per i fondelli i contribuenti, se si guarda dove si deve, le risorse si trovano! Ha capito, Signor Letta?

Caro Presidente, ella è impegnata nella lotta quotidiana per fare il bene dell'Italia. Beh, da cittadini, lo siamo anche noi.

Ella è giovane e rappresenta il futuro dell'Italia. Beh, lo siamo anche noi.

Ella ha a cuore il destino di una Nazione allo sbando. Beh, ce lo abbiamo anche noi.

E' proprio per questo che, come accadde con i suoi predecessori, Silvio Berlusconi e Mario Monti, non possiamo, non vogliamo e non dobbiamo piegarci impassibili, rassegnati e penitenti, ad ogni sua decisione. Nostro compito, ci permetta, è quella di "farle le pulci" e di metterci di traverso e di dire "No", quando necessario.

Perchè dopo tutto, come ebbe a dire Tiziano Terzani: "Il Potere corrompe, il Potere ti fagocita, il Potere ti tira dentro di sé! [...] Il mio istinto è sempre stato di starne lontano. Proprio starne lontano, mentre oggi vedo tanti giovani che godono, che fioriscono all'idea di essere vicini al Potere, di dare del "tu" al Potere, di andarci a letto col Potere, di andarci a cena col Potere, per trarne lustro, gloria, informazioni magari. Io questo non lo ho mai fatto. Lo puoi chiamare anche una forma di moralità. Ho sempre avuto questo senso di orgoglio che io al Potere gli stavo di faccia, lo guardavo e lo mandavo a fanculo. Aprivo la porta, ci mettevo il piede, entravo dentro, ma quando ero nella sua stanza, invece di compiacerlo controllavo che cosa non andava, facevo le domande".

E noi, facciamo domande, per l'appunto... 

D.V.

 
 
 

20 Aprile 2013: la "notte" della Repubblica.

Foto di cornell2

 

“Confermo la mia non disponibilità a candidarmi per un secondo mandato. Nessuno dei precedenti nove Presidenti della Repubblica è stato rieletto. Ritengo che questa sia divenuta una consuetudine significativa. È bene non infrangerla. A mio avviso, il rinnovo di un mandato lungo, qual è quello settennale, mal si confà alle caratteristiche proprie della forma Repubblicana del nostro Stato”. Carlo Azeglio Ciampi. (Note del Quirinale, 3 Maggio 2006).

20 Aprile 2013. Giorgio Napolitano ha ricevuto dal Parlamento  riunito in seduta comune, il secondo mandato al Quirinale. Nella “notte” della Repubblica, il “Putsch di Roma” è stato compiuto… La “Partitocrazia Istituzionalizzata” ha alzato il proprio “muro di Berlino” innanzi alle giuste pretese dei cittadini onesti e liberi.

Eccoci qua dunque, affranti e vilipesi, piegati e umiliati, a leccarci le ferite, dopo aver assistito ad una pagina tanto indecifrabile, quanto vergognosa della Storia contemporanea d’Italia.

Ma facciamo un passo indietro.

Mentre i traumi post-elettorali erano (e restano) ancora lì, dolenti e senza cure apparenti, fino a poche ore fa eravamo pronti conoscere il nome e il volto del nuovo Capo dello Stato. Ciò, dopo l’incomprensibile e discutibile Settennato di Giorgio Napolitano. Chiunque fosse salito al Colle, l’unica speranza era che il nuovo Presidente, una volta nominato, si sarebbe sentito, avrebbe ragionato e agito per davvero, come un cittadino tra tanti… “Uno di noi”, per dirla più semplicemente. “Giusto” avrebbe dovuto esserne il nome. “Onesto” sarebbe stato il suo cognome. “Verità”, infine, avrebbe dovuto essere il suo unico Credo.

Avevamo creduto e ci eravamo battuti, per quanto nelle nostre possibilità di persone qualunque, affinché fosse evitato il bis di un pessimo Presidente. Invece, primo caso in assoluto, è giunta la sua riconferma.

Non che non ne avessimo avuto il sentore. Dopo tutto, come sappiamo amaramente a nostre spese, tutto può essere nell’ambiente della “vil Politica”. Pur tuttavia, ci eravamo imposti di mantenere vivo il fuoco della speranza del rinnovamento…

Un travaso di Bile. Come se non fossero state sufficienti le “firme facili” apposte sul Lodo Alfano, sullo Scudo Fiscale e sulla Legge salva-ILVA. Come se non fosse bastata l’incomprensibile ed illegale “Grazia Diplomatica” concessa poco prima di uscire di scena, a Joseph L. Romano, Colonnello dell’USAF, coinvolto nel “Caso Abu Omar” e condannato dalla Giustizia Italiana…

Senza contare lo “scontro sulle intercettazioni” che lo ha visto duellare a distanza con la Procura di Palermo e senza scordare la presa in giro dei “dieci saggi”, inutili allo scopo ufficialmente demandato loro, ma utilissimi ad allungare ulteriormente i tempi dei sotterfugi dei Partiti e l’uscita di scena “soft” di un Presidente voglioso di farsi da parte e di lasciare “molto professionalmente”, tutte le gatte da pelare al suo successore… 

Insomma, tali e tanti casi che, rammentati uno ad uno, assieme ad innumerevoli altre “varie ed eventuali” che la concitazione del momento relega lontano dai nostri ricordi, ci portavano tranquillamente ad affermare: “ecco una ragione in più per contare le ore che ci separano dall’addio a Giorgio Napolitano”. Eravamo confidenti che il “futuro in divenire” avesse in serbo qualcuno di meglio (Piercamillo Davigo, Gustavo Zagrebelsky, o Stefano Rodotà, per esempio), invece… Invece, per risolvere l'artificioso "stallo" creatosi, ha vinto un presunto e presuntuoso sentimento di "Responsabilità"!

E ovviamente, in tutto ciò ha vinto anche (e nuovamente) Silvio Berlusconi… Colui che, politicamente parlando, muore, muore, ma non muore mai e che anzi, continua a destabilizzare con la sua presenza, tanto il presente, quanto il futuro prossimo della Nazione. Uno cui è consentito sproloquiare a piacimento di “Colpi di Stato”, al contrario del “populista e demagogo Beppe Grillo“, senza che alcuno abbia nulla di ridire. Uno che fino a qualche mese fa, pareva destinato a sparire assieme alla sua creatura, il PDL e che invece, al contrario, piagnucolando per l’ottenimento di un Presidente “Condiviso”, ha visto sparire sotto ai colpi della propria inconcludenza, i principali (presunti) avversari: Pier Luigi Bersani e il PD. 

Un “Partito Dilaniato”. Già, il PD… Una Formazione politica implosa sotto il suo stesso peso, mai veramente nata, o per meglio dire, abortita ben prima della sua nascita forzata, folle e forsennata. Un’accozzaglia di punti di vista e di sentimenti dissonanti, che alla fine ha fatto il botto.

E pensare che dopo Franco Marini e Romano Prodi, caduti entrambi nella corsa verso il Colle, al cospetto dei primi violenti “scricchiolii” di quella che fino a ieri rappresentava la “prima forza politica Italiana”, ci pareva quantomai assurdo che il Cambiamento tanto invocato da Bersani, potesse cominciare con il suo “auto-annichilimento per pignoleria”… Come chiamereste d’altronde, la cocciuta indisponibilità a votare Stefano Rodotà – proposta ottima, offertagli dal Movimento Cinque Stelle su un piatto d’argento – e la preferenza ad accordarsi con il Caimano di Arcore, soltanto per pregresse “ripicche di Governo” con i pretenziosi Grillini?

Morto il Piano A e sepolto il Piano B, lo “smacchiatore di giaguari” ha insomma preferito rilanciare, proponendo addirittura un Piano C, a dispetto di quanto gli chiedessero il suo elettorato, i “contro-Berlusconiani” d’Italia e la maggioranza dei cittadini, ovvero tutti coloro che avevano e che continuano ad avere nel cuore e nella mente, il bene e il futuro del proprio Paese.

Un Piano che oltre alla conferma di Napolitano, ha condotto alle sue dimissioni dalla Segreteria. Una vera follia. Specie in considerazione del fatto che le dimissioni si rassegnino (e non si annuncino a data da destinarsi) soltanto quando tutto appaia perduto, mentre nel caso di Bersani, la via d’uscita e la rinascita avevano il nome di un Costituzionalista di fama e per di più di Sinistra… In alternativa, pur evitando di dare un’indicazione “illuminata”, chiara e limpida, sul nuovo Capo dello Stato, prima di “far fagotto” avrebbe potuto lasciare  “libertà di coscienza”ai Grandi Elettori del “fu” Partito Democratico… Il suo personale disastro politico sarebbe meno epico e altisonante, mentre il popolo avrebbe avuto la certezza che con uno “spirito nuovo” insediato sul “Colle più Alto”, se non la III Repubblica, sarebbe nata quantomeno l’Italia 2.0.

Ora, per quanto ci riguardi, la rielezione di Giorgio Napolitano alla Presidenza della Repubblica, figlia della nauseante alleanza tra il PD, PDL, Lega Nord e Scelta Civica e volta ad impedire la tanto attesa rinascita politico-istituzionale del Paese, ha l’amaro sapore di un “golpe sostanziale” architettato alle spalle della volontà popolare. La sua designazione, in effetti, per quanto sia stata formalmente rispettosa della Sacra Carta, dimostra in modo tanto chiaro, quanto viscido, come la “Democrazia di Fango” che affoga da decenni l’Italia, sia riuscita nell’intento di dare il colpo di grazia ad ogni auspicio di “cambiamento dal basso”. 

E già si architetta il nuovo “Governo di larghe intese 2 – La vendetta” - meglio noto come “inciucio all’Italiana” – che darà un senso di eternità alla “sospensione della Democrazia” ormai di casa, a Roma, nei Palazzi del Potere. A pagare dazio per prima, sarà quasi certamente la Magistratura, per ovvie ragioni d’interesse di Casta. Per l’Economia, il Lavoro e la “tenuta sociale”, state pur certi, continuerà il solito balletto di cifre e la solita “ondata di balle”.

Crediamo siano proprio queste la ragioni principali che ci danno rammentare una celebre citazione di Ernesto Rafael “Che” Guevara De la Serna, che così recita: ”Davanti a tutti i pericoli, davanti a tutte le minacce, le aggressioni, i blocchi, i sabotaggi, davanti a tutti i seminatori di discordia, davanti a tutti i Poteri che cercano di frenarci, dobbiamo dimostrare, ancora una volta, la capacità del Popolo di costruire la sua Storia”. Parole illuminante, anzichenò!

Siamo davvero certi che i “Poteri Forti” non esistano? Mentre lo smarrimento dei cittadini cresce assieme all’angoscia di quel che avrebbe potuto essere e non sarà, giungono come cavallette su un campo di grano vergine, le congratulazioni da Oltre-Confine. Tra le prime, quelle di Manuel Barroso, Presidente della Commissione Europea, di Herman Van Rompuy, Presidente del Consiglio Europeo, di Christine Lagarde, Direttrice del Fondo Monetario Internazionale e ovviamente, quelle del Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama (per il quale la riconferma di Napolitano garantisce che Roma e Washington andranno avanti insieme nell’affrontare le sfide dei nostri tempi…). E siamo certi che tra le tante, siano pervenute anche le felicitazioni della Lockheed Martin (perché dopo tutto e nostro malgrado, il Garante della Costituzione resta anche il Garante degli accordi, degli interessi e delle commesse consolidate…).

Lo sguardo indiscreto (e continuo) sui nostri Affari Interni, proveniente da Oltre-oceano. Riguardo ai rallegramenti giunti dall’America, ecco cosa affermava l’Amministrazione Obama, pochi giorni prima del recente appuntamento elettorale Italiano: “gli Usa non parteggiano o appoggiano alcun Partito Politico, nelle elezioni di altri Paesi. Alle elezioni Italiane tocca al popolo Italiano decidere”. (Ms. Caitlin Hayden, Portavoce della Casa Bianca). Che dire? Vorremmo rammentare alla gentile Signora Hayden, nonché al suo “capo-ufficio” Barack Obama, tutte le volte in cui gli Stati Uniti abbiano “influenzato” i risultati elettorali di altre Nazioni. Così su due piedi, potremmo ricordarle: Nicaragua; Cuba; Panama; Guatemala; Honduras; Cile; Colombia; ecc. ecc. Ma probabilmente ci sentiremmo rispondere: “casi legati a ragioni di Sicurezza Nazionale. L’Italia è uno Stato Alleato e non un Paese Centro o Sud-Americano, nel pieno del fermento rivoluzionario degli Anni ’70″. Potremmo allora rammentarle: Iran; Iraq; Arabia Saudita; Kuwait; Yemen; ecc. ecc. Ma di certo mi sentieri dire: “questioni di stabilizzazione dell’Area Medio-Orientale. Dopo tutto, il Petrolio è un bene comune, che serve a tutti. Voi compresi…”. Potremmo allora concludere, tirando fuori dal cilindro la parola magica: “Vietnam”. Ma non dubitiamo che la risposta sarebbe: “fatti ed eventi legati ad un passato ideologico che alla fine ci ha visto vincitori (assieme al Capitalismo) e su cui siamo “disposti” a mettere una pietra sopra…”. Già! E’ indubbio che comunque la si veda, dall’Amministrazione “a stelle e strisce” finirebbero per rivoltarci contro la frittata, confermando che del futuro politico della nostra sciagurata Realtà non gliene interessi un granché. Ciò non toglie, tuttavia, che la Storia stia lì a parlar da sé, in merito alle conseguenze della “nota neutralità” di Washington negli affari altrui (il nostro Passato Politico ne è un encomiabile esempio a testimonianza). Il “modus operandi”? Beh, è più o meno questo: “o fai come dico io (con una minima ma artefatta parvenza Democratica), o fai come dico io (con l’incoraggiamento di qualche simpatica “bombetta”).

L’Italia di oggi è in pieno fermento Rivoluzionario contro decenni di “malapolitica”, ladrocinio di Stato e furto legalizzato; è attraversata da un’Opinione Pubblica sempre meno disposta ad accettare e a rendersi partecipe delle “guerre per l’Oro Nero” che tutto esportano, salvo la Democrazia; ed è sempre più dubbiosa delle ricette e delle conseguenze del Capitalismo, alle prese com’è, con una Crisi Economica senza sbocchi e che annichilisce le conquiste di un Secolo di lotte in nome del “Welfare State”. Visto e considerato tutto ciò, credere che non fosse pronto un “Piano Italia”, proveniente da Oltre-Oceano e destinato al Bel Paese in caso di un’Elezione al Quirinale “sgradita” sarebbe quantomeno da stolti. Come dire: “occhio a non “rivoluzionare” lo status-quo Istituzionale, per un “eccesso di Democrazia”, altrimenti cambieranno Strategia… Detto ciò, “placata” la tensione Americana per l’Italico Alleato, in tutta onestà, da cittadini indomiti che rifiutano ogni ingerenza in Patria propria, non arretriamo di un passo, né temiamo di affermare: “Casa Bianca o non Casa Bianca, presto o tardi entreremo al Quirinale”!

E adesso? Un tempo, in Patria Nostra, si tirava in ballo il “compromesso storico” come pietra miliare del consociativismo partitocratico… Dal 20 Aprile 2013, novello giorno di Lutto Nazionale, si parlerà invece di “attentato al Diritto Sostanziale”, base della Costituzione e della Democrazia Italiane. Innanzi al Trasformismo 2.0, nato e cresciuto negli ultimi vent’anni, le “convergenze parallele” tanto care ai Partiti d’un tempo, hanno finito per intersecarsi, rivoltandosi al Volere e al Potere dei cittadini. VeritàGiustiziaLibertàProbitàIntegritàOnoreLealtà e soprattutto Onestà… Questi sono i Valori perduti dall’Italia, in un sol giorno. E’ finita. 

Cos’altro aggiungere? Posto che Giorgio Napolitano non sia, né mai sarà, il “nostro” Presidente, gli porgiamo comunque i nostri più sinceri… Auguri affinché il primo Capo dello Stato della Storia Patria cui sia stato accordato un secondo mandato, si bei brevemente dell’incarico cui è ormai destinato…

D.V.

P.S.: Anonime fonti d’agenzia, prevedono un aumento esponenziale dell’8‰ a quei Bravi Ragazzi.

 

 
 
 

"Re Giorgio ha sentenziato... E l'Italia s'è (spo)desta"!

Foto di cornell2

 

Incipit. Dedicato a Giorgio Napolitano.

1) "L'abitudine di riflettere profondamente è, sono costretto a dirlo, la più perniciosa fra tutte le abitudini prese dall'uomo civile". Joseph Conrad

2) "Un uomo tirava a sorte tutte le decisioni. Non gli capitò maggior male che a quelli che riflettono". Paul Valéry.

3) Le persone che si credono intensamente impegnate a riflettere in privato di solito non stanno facendo nulla. John Kenneth Galbraith.

La profonda Crisi Politico-Istituzionale in atto (caduta tra l'altro in pieno Semestre Bianco) che lungo un percorso irto e oscuro, conduce diritti alla formazione di un nuovo Esecutivo, appare come un intreccio inestricabile, o peggio, come un enigma apparentemente non risolvibile...

Eppure, dopo aver riflettuto un'intera nottata, il Capo dello Stato alla fine ha sentenziato...

Com'è stato riportato in tutte le salse dai Media tradizionali, egli ha infatti incaricato, in piena autonomia, due Commissioni di "Dieci Saggi", le quali che hanno ricevuto l'onore/onere di riunirsi con tutti i Gruppi Parlamentari per formulare "precise proposte programmatiche, che possano divenire in varie forme oggetto di condivisione da parte delle forze politiche". 

Insomma, tante chiacchiere, per dire semplicemente che il futuro dell'Italia sia legato ad un filo e che le parole d'ordine per evitare che si spezzi, siano Discussione Serrata e Confronto Costruttivo ad oltranza. Bene, bravo, bis! Beh, forse non è il caso per spellarsi le mani in applausi affrettati.

In fin dei conti, con la sua decisione Giorgio Napolitano ha dato ragione a Beppe Grillo, allorché questi ebbe ad affermare che la necessità di formare rapidamente un nuovo Governo fosse (e continui ad essere) un "non-problema", aggirabile attraverso un temporaneo regime di "Prorogatio" dell'Esecutivo Monti e con l'avvio della piena attività del nuovo Parlamento.

E in tutto ciò, strano ma vero, il Sistema Italia non è destinato a crollare come in tanti si sono affannati a farci credere, sotto ai colpi del Mercato. Ovviamente, pur non augurandoci di vivere una nuova stagione di "stress da spread", né la malasorte del Belgio, rimasto per mesi e mesi senza un Esecutivo in carica, se non per il disbrigo degli affari correnti (la nostra stessa, attuale situazione) preferiamo che a prevalere sia la Democrazia delle urne, anziché le spinte extra-ordinamentali ed extra-nazionali, provenienti da ogni dove...

Ben inteso: si proceda pure con una "Prorogatio", quantomeno fintantoché non sia eletto il nuovo Capo dello Stato. Frattanto, è indubbio che si possa legiferare sulle questioni più importanti, che non richiedano maggioranze qualificate o doppie letture (escludendo per il momento, o limitando al minimo indispensabile, le lungaggini proprie di ogni ipotesi di revisione della Costituzione) prima di tornare al voto, liberi da ogni timore di vivere una lunga stagione di ingovernabilità.

In primo luogo dunque: Legge sul Conflitto d'interessi e Legge Elettorale. Senza contare la possibilità di emanare norme a salvaguardia del Lavoro e per il rilancio delle piccole e medie imprese. Una Maggioranza c'è già... Se il PD non si nasconde e decide di far proprie - per davvero - alcune delle proposte del Movimento Cinque Stelle. 

In merito al Conflitto d'Interessi, in questi anni abbiamo già detto troppo, ergo, in particolare, nel caso di specie chiamato "Silvio Berlusconi", che si scelga il "blind trust" o il ricorso alla Legge 361/57, s'impone una scelta seria e restrittiva, ma soprattutto risolutiva e definitiva.

D'altro canto, in materia di Legge Elettorale, siamo l'unico Paese che riesce a mettersi in discussione sia "ex-ante" sia "ex-post". E chiacchiera per chiacchiera, noi siamo sempre del parere che essendo l'Italia un Paese fortemente radicato nel Parlamentarismo (ed avendo pagato amaramente, lo scotto di avere un "uomo forte" che volle far da sé), la soluzione stia tutta nel Proporzionale con sbarramento del 5%, voto di preferenza, determinazione della Coalizione d'appartenenza prima del voto e - tanto per dirla alla Grillo - "vincolo di mandato" in capo agli eletti, con decadimento automatico per chi opti per un ribaltone infame e più o meno "lucroso". Vi pare poco?

Non vorremmo apparire di parte, ma dopo la sostanziale bocciatura di Pier Luigi Bersani (tanto clamorosa, quanto incompresa dal diretto interessato), piuttosto che far ricorso alle "solite facce" delle nostre "decotte" Istituzioni, si sarebbe potuto assegnare un mandato esplorativo ad un personaggio gradito a M5S e PD. Probabilmente però, è interesse di qualcuno arrivare ad un accordo di "Grosse Koalition" che estrometta la "Creatura politica" di Grillo e Casaleggio dalla Gestione del Paese, dando vita al famigerato "ABC - Parte II". Già, parte II, anche se in questo caso sarebbe più corretto parlare di "BMR", ovvero Berlusconi, Monti e Renzi...

Incredibile non è vero? E pensare che avremmo potuto evitare tutto ciò, se solo avessimo avuto l'opportunità di cancellare il Porcellum, mediante quel Referendum che, anche "grazie" all'opposizione di Giorgio Napolitano, la Consulta decise ignobilmente di "evitare", al redivivo Popolo Sovrano... Ma come dice il proverbio: " è inutile piangere sul latte versato".

Tornando al punto di partenza, è doveroso dire che dopo aver letto la "lista dei saggi" proposta dal Quirinale, al fine di far sedere attorno allo stesso tavolo, Berlusconiani, Montiani e Democratici, siamo dell'opinione che il "pensionamento" del Presidente Napolitano, sia cosa quantomai indifferibile... Come dire: con la benedizione di "Re Giorgio", abbiamo avuto la certezza che fino al 15 Maggio p.v., la Casta lavorerà per rinnovare se stessa, le Istituzioni e più in generale l'intero Paese, in nome e per conto del tanto atteso "Cambiamento"'... Ergo, statene certi: non cambierà alcunché! A ben guardare infatti, si prospetta l'inciucio più esteso e scandaloso della Storia Patria.

Più che di un'Italia desta, potremmo parlare di un'Italia eticamente e giuridicamente "spodestata" da un Potere vecchio e prossimo al tramonto.

Frattanto, visto che tutti sono ormai avvezzi a giocare col futuro del nostro Paese e nella fremente attesa che il Segretario del PD ufficializzi quel che tutti sanno già (la forzata rinuncia a presentarsi alle Camere, in veste di Presidente del Consiglio incaricato), saremo noi a dare qualche "spunto nominale" per la formazione di un Governo snello, capace e senza legami con la "solita Politica", che possa contribuire, magari, a mettere d'accordo le varie anime che albergano tra gli scranni. Insomma, altro che larghe intese! 

La "caratura Tecnica" delle persone indicate non discende tanto dalla volontà di esautorare nuovamente il Parlamento da quanto gli competa, quanto dalla necessità di completare rapidamente e nel miglior modo possibile, un programma di poche decine di punti, ben definiti e concretamente raggiungibili. Da ciò deriva anche il limitato numero di Dicasteri (12) così determinato.

Fatte le dovute premesse, come vedrete, non ci siamo sbilanciati sul nome di chi possa essere chiamato a guidare tale (ipotetico) Esecutivo. Come dire: scelti gli "Apostoli", lasciamo almeno che il "Messia" sia chiamato a rapporto dall'attuale o perché no, dal futuro Capo dello Stato.

1) Ministro della Giustizia: Gustavo Zagrebelsky;

2) Ministro dell'Economia e delle Finanze: Pierluigi Grasselli;

3) Ministro dello Sviluppo Economico e delle Infrastrutture: Nerio Alessandri;

4) Ministro degli Interni: Anna Maria Cancellieri;

5) Ministro della Difesa: Gianmarco Bellini;

6) Ministro del Lavoro: Maurizio Landini; 

7) Ministri dei Rapporti col Parlamento e degli Affari Europei: Stefano Rodotà;

8) Ministro della Salute: Gino Strada;

9) Ministro dell'Istruzione e dell'Università: Piero Angela;

10) Ministro della Cultura: Philippe Daverio;

11) Ministro dell'Energia e della Ricerca: Carlo Rubbia;

12) Ministro della Tutela del Territorio e del Mare e dell'Economia Agricola e Forestale: Milena Gabanelli.

Da ultimo, visto e considerato che il 15 Maggio p.v. scada il Settennato dell'attuale Inquilino del Colle, desideriamo, nei limiti delle nostre possibilità di cittadini qualunque, lanciare un appello/proposta riguardo al prossimo Presidente della Repubblica Italiana. Solo in questo modo, in quel giorno affatto lontano, segnato da tempo sul calendario, avremo la certezza che il Cambiamento tanto atteso sia stato finalmente compiuto, o se invece, sia rimasto solamente un sogno irrealizzato. Sapremo insomma, se in conseguenza del "responso innovatore" delle urne, a Palazzo si respiri davvero "aria nuova".

E' per questo, che ci sentiamo di proporre a quanti siano chiamati a quell'importante votazione in seduta comune, il nome di un "uomo tutto d'un pezzo", affinché valutino l'opportunità di designarlo Capo dello Stato. Non c'interessano i recenti, persistenti e inverecondi "Giochi di Palazzo", che abbiano riguardato l'elezione dei Presidenti di Camera e Senato. Ciò a cui teniamo, in Verità, è che il prossimo Presidente della Repubblica sia una persona onesta e capace, che di Legalità e Giustizia abbia fatto da sempre, il proprio "pane quotidiano".

Da cittadini e da elettori, vogliamo riavvicinarci alla Politica e alle Istituzioni, grazie ad una persona che sia in grado di "non trasmettere" inquietudine o rammarico, né di causare dubbi e perplessità nel nostro animo, bensì di rappresentare al meglio i Valori della Nazione e i Princìpi della Costituzione. Vogliamo un'Italia nuova, seria e non banale... Vogliamo Piercamillo Davigo al Quirinale.

E a questo punto, siatene certi: lanciato il sasso non toglieremo la mano, ma aspetteremo confidenti, l'ineludibile decorso degli eventi.

D.V. 

 

 
 
 

Lettera Aperta a Silvio Berlusconi (Alt. Lyrics).

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''Pronti per una nuova campagna elettorale. E questa volta per vincere davvero alla grande (...) La Sinistra ha messo le mani sulle presidenze. Se anche il Quirinale dovesse andare alla sinistra sarebbe un golpe contro il paese (...) Se Bersani insisterà in questo tentativo assurdo di governo senza numeri, di minoranza, sappia che la nostra opposizione sarà durissima, senza sconti, in Parlamento e nelle piazze (...) Per noi resta decisivo sconfiggere le tre oppressioni: l'oppressione fiscale, quella burocratica e l'oppressione giudiziaria (...) Noi non vogliamo una magistratura succube della politica, deve essere libera, ma la libertà non è arbitrio. Non deve essere al di sopra del popolo, non può senza mandato popolare far cadere governi e decidere leggi da approvare (...) Basta con l'uso della giustizia come arma contro gli avversari: i magistrati non devono essere solo imparziali ma anche apparire imparziali e per questo é un diritto del cittadino la revoca e la sostituzione di un pm e di un giudice che militi in una corrente della magistratura politicizzata che consideri questo cittadino un nemico...". Silvio Berlusconi (Roma, Piazza del Popolo, 23 Marzo 2013. Intervento alla Manifestazione del PDL).

Caro Silvio, suvvia, non fare il discolo. Nessuno di noi aspira ad assistere ad una riedizione del Governo Tecnico, non foss'altro che per il fatto di doverci sorbire nuovamente, l'accozzaglia Parlamentare multicolore in suo appoggio. Senza contare che per di più, stavolta, ci saresti tu in prima fila, in luogo del tuo "porta-borse"...

Allo stesso tempo, tuttavia, non sei nella posizione di pretendere alcunché, specie un repentino ritorno alle urne, con la speranza di vincerle e di garantirti in tal modo, quel "salva-condotto giudiziario" che nel Parlamento appena insediato non hai ottenuto, nonostante le ampie aspettative covate dentro di te.

Allora si che potresti dedicarti anima e corpo alla Politica (degli affari tuoi), facendo a meno di ricorrere così sfacciatamente al "Legittimo Impedimento", di appellarti al "Legittimo Sospetto" e perché no, di fare un salto in Ospedale al momento opportuno (più, o meno opportuno, dipende dai punti di vista), giusto per far visita a qualche vecchio amico Medico, specializzato in Oculistica...

Ergo, anziché sproloquiare dovresti "abbassare la cresta"... A tal fine, rammentiamo a te, ai lettori e soprattutto agli elettori, qualche tua scialba esternazione di Governo:

1) "Non sarà fatta macelleria sociale, non saranno toccate la scuola, le pensioni e la sanità. Né si alzeranno le tasse. Non metteremo le mani nelle tasche degli italiani, ma cercheremo con ogni mezzo di combattere le spese eccessive e naturalmente l'evasione fiscale. Di fronte allo tsunami che sta mettendo a dura prova tutti i Paesi europei, il partito dei pessimisti, il solito partito dei pessimisti è tornato a farsi sentire e a diffondere le solite menzogne, i soliti veleni, attribuendo al nostro governo il proposito di varare a breve termine un insieme di provvedimenti economici punitivi che, per l'ennesima volta sono totalmente inventati". (Silvio Berlusconi, 22 Maggio 2010).

2) "Il DL anti-crisi è un provvedimento equilibrato e si compone di tagli alla spesa pubblica ma anche di imposizioni. Il nostro cuore gronda sangue perché il nostro vanto era non aver mai messo mani in tasca ma la situazione è cambiata, siamo di fronte a una sfida planetaria". (Silvio Berlusconi, 12 Agosto 2011). E infatti, Sabato 17 Settembre 2011, l'aumento dell'IVA, dal 20 al 21%, diventava un'amara realtà, infliggendo una nuova "mazzata" in testa al cittadino-contribuente...

Davvero un bel regalo, da parte del tuo Esecutivo che per mesi era rimasto inerme innanzi alla Crisi Economica Mondiale e alla mancanza di Crescita e Sviluppo, mentre tu gridavi ai quattro venti: "Il nostro, è un Governo che non ha messo, che non mette e che non metterà le mani, nelle tasche degli Italiani".

Ora, sentirti parlare di Responsabilità dopo che il 12 Novembre 2011 (giorno per noi assai festoso) decidesti di tirare i remi in barca e di lasciare in mani di altro "Capitano" (il prode ed incapace Mario Monti, ndr) la nave che affondava, ci fa sbellicare dal ridere.

D'altro canto, quando ti riferisci alla necessità di affrontare i problemi economici dell'Italia, a giustificazione della tua volontà di "inciucio" con il PD di Pier Luigi Bersani (o peggio, chissà, di Matteo Renzi che già si frega le mani) ci dai il voltastomaco. Complimenti per la coerenza! Populismo, impudicizia, vergogna, ignominia... Tutto "fa brodo" per descrivere i voli pindarici e lo "sloganismo" farsesco di una cloaca politica che della precarietà, della litigiosità e della bramosia di Potere ha fatto le proprie "chiavi di volta".

Tutto a discapito dei cittadini, come sempre, ovviamente, impunemente. Con la tua "A-Politica" fumosa e senza traguardi, con le tue innumerevoli ed interminabili vicende giudiziarie e con le tue presunte "storiacce da bordello", hai fatto "Tabula Rasa" dell'Onore (già risibile) di un'Italia denudata, stuprata, ed esposta al ludibrio del mondo, ma comunque amata da tanti, anzi tantissimi, cittadini.

Rassegnati! C'è stato un "prima" e c'è un "dopo" di te... Un dopo, che messi in archivio vent'anni di buio, è finalmente "fatto di Stelle"...

E nell'attesa che le Camere si esprimano sulla tua ineleggibilità alla carica di Senatore della Repubblica, a norma della Legge 361/57, a noi, popolo di mutevole umore, d'ingenua furbizia, ma d'indomito ardore, il compito di ristabilire sin d'ora e in ogni dove, il buon nome del nostro Paese, impedendoti democraticamente, ad ogni sorgere del Sole dei giorni che la vita vorrà ancora regalarci, di riaprire il "buco nero" da cui proveniamo e in cui vuoi ributtarci...

D.V.

P.S.: "Nessuna passione priva la mente così completamente delle sue capacità di agire e ragionare quanto la paura". Edmund Burke

 
 
 

Ingiustizia e Disonore.

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"Supponete ancora che parecchie società distinte mantengano dei rapporti per il vantaggio e l'utilità che essi potrebbero reciprocamente derivare; i confini della giustizia si allargherebbero ancora, in proporzione alla larghezza delle vedute umane ed alla forza delle connessioni reciproche. La storia, l'esperienza, la ragione ci istruiscono abbastanza su questo naturale progresso dei sentimenti umani e sul graduale allargarsi della nostra considerazione per la giustizia, in proporzione alla conoscenza che acquistiamo dell'ampia utilità di questa virtù". David Hume

"Amabasciator non porta pena"? Beh, forse una volta. Se non ci credete, potete sempre chiedere a Daniele Mancini, Ambasciatore d'Italia in India, trattenuto suo malgrado dalle Autorità di quel Paese - e che rischia il carcere in spregio delle più basilari tutele e delle prescrizioni imposte dalla Convenzione di Vienna sulle relazioni diplomatiche - a seguito dell'improvvida decisione del nostro Esecutivo di non "restituire" i fucilieri di Marina, Salvatore Girone e Massimiliano Latorre, alle Autorità di Nuova Delhi.

Insomma, tra Italia ed India monta un "caso diplomatico" senza precedenti, almeno nei tempi moderni, di cui non possiamo non "complimentarci" col Governo Monti. In special modo, congratulazioni al Ministro degli Esteri, Giulio Terzi, al suo omologo della Difesa, Giampaolo Di Paola, e da ultimo, al Ministro della Giustizia, Paola Severinoper la scelta affatto avveduta di negare il rientro dei due militari, contravvenendo a quanto concordato con la Giustizia Indiana, affinché potessero presenziare al processo che li vede imputati, è bene ricordarlo, per l'omicidio di due persone (pescatori o pirati che fossero, non sta a noi dirlo).

Già, perché, se è vero che tra Compagni d'armi nessuno vada "lasciato indietro" - mai e in qualunque caso - è parimenti vero che la Diplomazia, rappresentando un intero Paese, debba avere soltanto una "Parola"... Quella d'Onore.

Ma facciamo un passo indietro.

La Pirateria è una drammatica realtà dei nostri tempi, assai lontana dalle epiche ed avvincenti avventure, dell'epopea dei corsari di Salgariana memoria e al riguardo, potremmo aprire un'eterna discussione riguardo a quale ne sia la causa. Al "Capitalismo cosmopolita" ed ingerente, che da un lato tutto desidera e dall'altro tutto prosciuga (le risorse dei Paesi poveri). Ai venditori di armi che lucrano sulle disgrazie altrui senza "pagar dazio". Ai poveracci che aspirando di fare soldi facili, decidano d'imbracciare un Ak-47 per sforacchiare qualche porta-containers di passaggio sulla rotta di casa. Ecc. Ecc.

D'altro canto, potremmo arrovellarci all'infinito, riguardo al cavillo giuridico del Diritto Internazionale fatto proprio dall'ONU, allorché concesse la possibilità agli Stati, d'imbarcare propri militari su navi civili, con compiti di scorta armata. Come dire: un salvacondotto "de facto", contro ogni nefasta conseguenza, concesso dal massimo Organismo sovra-nazionale.

Comunque sia, non volendomi impegnare in discussioni dai risvolti mutevoli ed indefiniti, mi limiterò al caso eclatante raccontato dalla cronaca, che vede confrontarsi due Paesi così lontani eppure, in un certo qual modo così vicini (le presunte "mazzette" Finmeccanica, altro caso giudiziario che attende sviluppi, parlano da sole...).

La Storia racconta che il 15 Febbraio 2012, due pescatori Indiani, Valentine Jalstine e Ajesh Binki, furono uccisi da colpi di arma da fuoco, mentre viaggiavano a bordo della loro barca, al largo delle coste del Kerala (nota zona franca dei "corsari", assieme al Corno d'Africa e allo Stretto delle Molucche). Quasi immediatamente, della loro morte furono accusati due militari della nostra Marina, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, in servizio sulla petroliera Enrica Lexie.

Sebbene fin dall'inizio si fosse ipotizzato che il fatto fosse avvenuto in acque internazionali, il Comandante della nave, su invito delle Autorità locali, accettò di attraccare al porto più vicino - per mai chiariti "controlli" - lasciando inascoltati gli appelli giunti da Roma (affinché soprassedesse e continuasse sulla propria rotta) e provocando con ciò, lo sdegno dei nostri Rappresentanti di Governo.

I due militari, tratti in arresto con un espediente, dopo alcuni giorni di silenzio dichiararono di aver sparato in aria a scopo intimidatorio e comunque non verso imbarcazioni di sorta.

Tuttavia, mentre a livello politico-diplomatico la questione rimaneva in stallo, la Giustizia sembrava fare il suo corso, seppure con la lentezza propria di quel Paese (cosa che evidentemente lo accomuna all'Italia). Dopo aver trascorso tre mesi in un carcere dello Stato federale del Kerala e dopo aver ottenuto la libertà su cauzione, con l'ovvio divieto di lasciare la città, il 25 Maggio 2012, Latorre e Girone furono infatti trasferiti in una struttura di Kochi.

Quando il 20 Dicembre 2012 fu accolta la loro richiesta di un permesso speciale per trascorrere il Natale in famiglia - dietro cospicua cauzione in denaro e con l'obbligo di tornare in India entro il 10 Gennaio successivo - la mia riflessione m'indusse a scrivere"Guardiamo in faccia la realtà, senza troppi giri di parole. Al di là delle ragioni più o meno discutibili, che hanno condotto alla detenzione in India dei due militari Italiani, Vi pare che i carcerieri siano tanto stolti dal consentire il ritorno in Patria, seppur temporaneamente, di due imputati per omicidio? E se anche fosse, lo Stato Italiano, per le Leggi che si è dato, non potrebbe comunque rimandare i fucilieri nelle prigioni del Kerala. Il nostro Ordinamento non consente infatti l'estradizione (e per estensione giuridica, anche la riconsegna di detenuti), verso quei Paesi dove si rischi la Pena Capitale. Insomma, il Ministro Di Paola sta solo tenendo alta l'attenzione su una vicenda politica, tecnica e diplomatica, il cui responso (negativo) è già deciso in partenza".

Contrariamente al mio pronostico, il 22 Dicembre 2012 i due Marò atterrarono a Roma.

Ciononostante, poiché l'esperienza insegna che a pensar male, specie in Italia, 9 volte su 10 si faccia più che bene, le mie perplessità non vennero meno e difatti, ad atterraggio avvenuto ebbi a dire"Bene! Preso atto della scelta dell'India, non resta che prepararci alla Crisi Diplomatica che scoppierà, allorché il nostro Paese si rifiuterà di rimandare i due suoi militari, davanti alla corte del Kerala, dove, in teoria, rischiano grosso... Insomma, lieti dell'attesa novella, siamo davanti ad un artifizio giuridico, più o meno concordato, dai risvolti scontati. Una sola riflessione al riguardo: tornando indietro con la memoria, Vi pare che se ciò fosse capitato con i responsabili della strage del Cermis, in stato di fermo in Italia, gli Stati Uniti avrebbero rimandato al di qua dell'Oceano i propri militari, una volta che fossero tornati in Patria, anche solo temporaneamente? Beh, non lo credo affatto. Ed infatti, tornando al caso dei Marò, ciò è proprio quel che tra un paio di settimane ci troveremo a commentare...".

Anche in quest'occasione, fui felicemente smentito: il 3 Gennaio 2013 i fucilieri ripartirono per Kochi.

Con il nuovo anno, qualcosa parve sbloccarsi, allorché (il 18 Gennaio 2013) la Corte Suprema Indiana stabilì che il governo del Kerala non avesse giurisdizione sul caso e dispose che il processo fosse affidato a un Tribunale Speciale, a New Delhi. Il 22 febbraio 2013, la stessa Corte Suprema concesse ai Marò di tornare in Patria per quattro settimane, al fine di poter esercitare il proprio diritto di voto (cosa che mi stupì non poco, sia per la durata, a mio dire straordinariamente lunga, sia perché, da militari in missione, avrebbero potuto votare per posta).

Detto ciò, senza continuare a fare insulsi paragoni - com'è ormai di moda - con la "strage del Cermis" del 1998 (venti persone morte per le scorrerie aeree di quattro Marines, a bordo del loro EA-6B "Prowler", proprio sull'omonima funivia), o il "caso Lozano" (militare Statunitense accusato dell'omicidio di Nicola Calipari, a Baghdad, nel 2005) e senza stare a sentenziare sul rispetto o meno delle Acque Internazionali, per qualche centinaio di metri, quel che resta sono due persone morte... Il Giusto Processo non serve soltanto a condannare o a prosciogliere, ma ad appurare come siano andate le cose.

Qui non ci sono eroi, ma fin troppe vittime.

Eppure, nonostante il tempo passi, l'Italia si trova immancabilmente a fare i conti con i propri "falsi miti", costruiti su discutibili orizzonti di gloria e detestabili "personificazioni mediatiche". Latorre e Girone richiamano alla mente i due piloti dell'Aeronautica, Bellini e Cocciolone, abbattuti con il loro caccia-bombardiere Tornado in Iraq, nel corso della missione inaugurale di "Desert Storm", nel 1991...

Capitò allora, che in poche ore il nostro Paese si ritrovasse ad avere due nuovi eroi da acclamare (vabbè, almeno in quel caso, un eroe e 1/2), "rei" di aver rinverdito un Militarismo Tricolore, rimasto per tanto tempo felicemente sopito. Capita oggi, di ritrovarne altri due, di cui - al di là degli sciatti intendimenti pre-elettorali di un tale Larussa - molti di noi avrebbero fatto volentieri a meno.

E mentre allora, lo sganciar bombe oltre-confine, sul territorio di uno Stato sovrano, fu descritto come un "atto di coraggio, a rischio della vita, per il bene patrio", ma in spregio della Costituzione, la cronaca odierna racconta che lo sparare su persone, scambiate loro malgrado per ciò che non erano, uccidendole, sia descritto come un "atto meritorio, compiuto nello svolgimento del proprio dovere, a difesa dell'altrui sicurezza"...

Se tanto vale per ricevere "onori ed encomi", non abbiamo dubbi: il modo di pensare che oggi come ieri regna a "Palazzo" è, diplomaticamente parlando, quantomeno farlocco. Anche stavolta insomma, anziché VeritàGiustizia ed un dignitoso silenzio, ci troveremo a fare in conti con Falsità StoricheArtifizi Giuridici, oltreché con un inverecondo e puerile "clamore da salotto", al grido infingardo: "Viva l'Italia!

Concludo con una celeberrima affermazione di David Frost, che così recita: "La Diplomazia è l'arte di permettere ad un altro di fare a modo tuo". Citazione che dedico ai già richiamati Ministri Giulio Terzi, Giampaolo Di Paola e Paola Severino, ma anche al Presidente del Consiglio, Mario Monti e soprattutto, al Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, per aver contribuito a "ribassare" ulteriormente sul piano Internazionale, tanto l'Onore, quanto la Lealtà dell'Italia, a seguito della decisione di non rispettare la promessa - con tanto di dichiarazione giurata - fatta all'India, sotto gli occhi severi del mondo intero.

Sebbene di questa triste vicenda si sia parlato fin troppo, è indubbio che averla conclusa con un atto disonorevole è una cosa vile e quantomeno, eticamente disgustosa. Senza contare che la scelta sia stata compiuta da un Governo dimissionario e dunque, da un "Potere Diplomatico" in via di dismissione.

Ora, nel caso in cui nel Vostro prossimo viaggio in India doveste essere rapiti, malmenati, o peggio, assassinati, soltanto perché Italiani, saprete con chi prendervela e a quali "menti tecnico-politiche" attribuire le Responsabilità...

D.V.

 

 
 
 
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