Blog
Un blog creato da cornell2 il 24/05/2009

0744 Il Velino

La voce di www.senzavento.it

 
 

AREA PERSONALE

 

ARCHIVIO MESSAGGI

 
 << Dicembre 2014 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
1 2 3 4 5 6 7
8 9 10 11 12 13 14
15 16 17 18 19 20 21
22 23 24 25 26 27 28
29 30 31        
 
 
 
Get the trendcounter - free user online counter widget and many other great free widgets at Widgetbox!
 
RSS (Really simple syndication) Feed Atom
 
Citazioni nei Blog Amici: 17
 

CHI PUÒ SCRIVERE SUL BLOG

Solo l'autore può pubblicare messaggi in questo Blog e tutti gli utenti registrati possono pubblicare commenti.
I commenti sono moderati dall'autore del blog, verranno verificati e pubblicati a sua discrezione.
 

 

"Ce piace 'o presepe".

Foto di cornell2

"Caro, caro Natale, che hai il potere di ricondurci alle illusioni della fanciullezza, che ricordi al vecchio i piaceri della sua gioventù, che riconduci da mille miglia lontano il viaggiatore e il navigante al suo focolare, fra le pareti tranquille della sua casa"! (Charles Dickens)

Premessa. Crediamo fermamente nell'importanza della Storia e delle Tradizioni, nel determinare l'essenza stessa di un popolo e rigettiamo sul nascere la volontà, o meglio l'utopia di taluni, che vorrebbero a tutti i costi un mondo uniformato e appiattito, secondo i canoni di una Globalizzazione scriteriata. Detto ciò, non rinunciamo certo al valore della Solidarietà e della collaborazione tra Nazioni, in regime di pragmatica Reciprocità

E' per questo che, come sempre più spesso accade allorché si avvicini il 25 Dicembre, quando sentiamo montare l'artificiosa polemica sul Presepe, un senso d'inquietudine ci pervade… 

E prima ancora di rinfocolare le polemiche circa l'ennesima, presunta/probabile/possibile, strumentalizzazione della Politica (che per taluni potrebbe apparire spinta da Populismo e Demagogia pre-elettorali, ndr), nelle questioni che tocchino direttamente la Comunità, siamo del parere che debbano essere proprio quella Storia e quelle Tradizioni a prevalere.

Insomma, è la nostra coscienza che ci mette in guardia e ci chiede di prendere posizione. Che poi il ruggente Segretario della Lega Nord, Matteo Salvini, abbia scelto di fare a suo modo le barricate, affinché in una scuola di Bergamo, il Preside tornasse sulla sua decisione d'impedire che si proseguisse nell'insegnamento Francescano di comporre la Sacra Famiglia, in segno di festa e devozione, è un altro paio di maniche...

Ergo, in questo caso, al di là del nostro essere Laici, Atei o Credenti, non possiamo, non dobbiamo e non vogliamo vederla diversamente da chi chieda umilmente di rappresentare in "casa propria" (l'Italia, ndr), la Natività.

Non è questione di credo, né di Religione, bensì di rispetto che lo straniero deve all'autoctono, prima ancora di esigere il viceversa, oltreché un segno di reale capacità d'Integrazione degli "integrandi". Con la scusa di non offendere la sensibilità altrui innanzi alla rappresentazione della Natività e della Croce, si dà il la al crollo della nostra Società e si rinuncia al nostro Futuro.

La questione, ben inteso, va molto al di là delle infinite discussioni circa la veridicità del costrutto ruotante attorno al Cristianesimo, in quanto risultato di decisioni prese da uomini, per gli uomini, attraverso questo o quel Concilio Ecumenico. Come dire: anche a voler assumere che la Chiesa di Cristo sia un "falso storico", fondato su un Potere "istituzionalizzato" (il Vaticano, ndr) discutibile e criticabile sotto innumerevoli punti di vista, non accettiamo che lo si sostituisca con un altro, oltretutto assai più estremo e potenzialmente estremista, in segno di "buonismo" e riconciliazione, o peggio, a mo' di richiesta di perdono per le colpe dei nostri "padri medioevali", i Crociati… Duemila anni di speranza e preghiere non si cancellano per ripicca o partito preso.

Anche coloro che professino la più profonda Laicità dello Stato e delle Istituzioni e che, come noi, siano sempre pronti a "metter mano" alla Costituzione e alle sue prescrizioni, dovrebbero cogliere il senso di certe insane posizioni, poiché la loro possibilità di controbattere e di porsi fuori dai canoni costituiti, è concessa dalla professione di Fede, più o meno severa, verso questo o quel Dio, prima ancora che dalle prescrizioni di questa o di quella Legge

Non ci attarderemo a rammentare alle "orecchie sorde" cosa accada ancora oggi, laddove un tempo sorgevano i Buddha di Bamiyan, né punteremo il dito verso la guerra totale (il Jihad, ndr) scatenata dall'ISIS/ISIL contro gli "infedeli" e la sua promessa/minaccia di "prendere" Roma, né tantomeno ricorderemo loro il noto adagio che così recita: “Grazie alle vostre leggi democratiche vi invaderemo; grazie alle nostre leggi religiose vi domineremo”...

Tuttavia, l'idea stessa che laddove il Corano oscuri e soppianti la Bibbia, il dissenso sia una bestemmia punita con la Sharia e l'impudenza di pensarla diversamente voglia dire essere condannati a morte per Apostasia, dovrebbe spingerle ad affermare: "è Natale. Per fortuna. E così sia"...

D.V.

P.S.: dedicato al mio amico Natale.

 
 
 

"Boom" anti-economico.

Foto di cornell2

Il "progresso", un tempo la manifestazione più estrema dell'ottimismo radicale e promessa di felicità universalmente condivisa e duratura, si è spostato all'altra estremità dell'asse delle aspettative, connotata da distopia e fatalismo: adesso "progresso" sta ad indicare la minaccia di un cambiamento inesorabile e ineludibile che invece di promettere pace e sollievo non preannuncia altro che crisi e affanni continui. (Zygmunt Bauman)

Premessa. Già in passato avemmo modo di affermare che anche il più sciagurato degli studenti di Economia sappia bene che il PIL (Y), in quanto gruppo "aggregato", sia costituito da quattro sotto-voci: la Spesa Pubblica (G), gli Investimenti Privati (I), le Esportazioni Nette (X) e i Consumi (C). Tuttavia, visto e considerato che tra le "alte sfere" paiano proprio voler dimenticare tale assunto, siamo "amaramente lieti" di tornarci su.

Spesa Pubblica. Com'è noto, in ragione dell'obbligo di rispettare i parametri economico-finanziari "capestro", imposti dall'Europa che tanto male fanno ad un Paese dal Debito Pubblico di caratura biblica come il nostro, la leva "G" è di fatto inutilizzabile. Ciò, come dimostrato dai continui piagnistei di Matteo Renzi destinati alle dure orecchie dei guardiani dei conti pubblici Italiani, stanziati oltre-confine, volti ad ottenere un allentamento delle rigidità riguardo a cosa, come e quanto vada calcolato, per non aggirare fittiziamente i criteri standard, per evitare che altri anni di Austerity ci affossino ulteriormente e ovviamente, affinché non scattino delle scomode procedure d'infrazione per deficit eccessivo, a nostro sfavore.

Investimenti Privati. D'altro canto, in tempi sciagurati come questi, in cui le poche Aziende rimaste sulla Penisola preferiscano chiudere o delocalizzare lontano dal "fu" Bel Paese e nei quali, anche volendo, si trovino a fare i conti con la Politica dei "rubinetti chiusi" portata avanti dalle Banche, la voce "I" rappresenta tuttalpiù una vana speranza. Cosa che cozza irrimediabilmente con le parole del Governatore di Bankitalia, Ignazio Visco e con quelle del Presidente della BCE, Mario Draghi, sempre più ostinati nel chiedere, per l'appunto, oltre alle solite insulse ed indecifrabili Riforme (che vogliono dire abbattere quel che resta del Welfare State, ndr), nuovi investimenti privati.

Esportazioni Nette. Da ultimo, tenuto conto della "forza" dell'Euro (nonostante la manica larga di Francoforte, sul regime dei tassi d'interesse sempre più in discesa, ndr) e data l'impossibilità di ricorrere a quella soluzione tanto utile in passato alla Lira chiamata "Svalutazione competitiva", il peso di "X" è quantomai trascurabile. Non foss'altro che per l'amara considerazione che oramai, in un mondo globalizzato, sia tanto facile ottenere tutto dappertutto, quanto prendere atto che nell'ex quinta potenza economica mondiale regni un vero e proprio "deserto manifatturiero", che pone il dubbio: "esportare sì, ma anche potendo, esportare cosa"?

Consumi. E' scelta cieca, incauta ed ipocrita dunque, quella di puntare tutto su "C", visto e considerato che se da una parte l'impennata del tasso di Disoccupazione e la regressione degli stipendi ai valori di trent'anni or sono, privino di Reddito "spendibile" un numero crescente di cittadini, dall'altra si aggiungano il mantenimento del Cuneo Fiscale a livelli stratosferici e l'aumento continuo ed inarrestabile delle imposte, delle tasse, delle bollette e dei balzelli d'ogni sorta. Come dire che pur volendo spendere, resti ben poco denaro da "scialacquare" in cibo, vestiario, vacanze ed altri svaghi che un tempo parevano normali abitudini individuali o familiari.

La farsa della Spending Review. In una situazione perversamente avvitata su se stessa, ci aveva pensato Mario Monti a sdoganare il termine "revisione della spesa", nominando un super-commmissario ad hoc, Enrico Bondi, col compito d'individuare le voci superflue tra le righe del Bilancio Pubblico, con risultati per nulla soddisfacenti.

Dopo di lui, fu la volta di Enrico Letta, che ebbe l'idea di richiamare in Patria Carlo Cottarelli, dai propri impegni di Washington, lasciandolo poi in dono, suo malgrado, al "Giuda delle idi di Marzo", nonché suo compagnuccio della parrocchietta in salsa PD, Matteo Renzi.

Anche in questo caso, risultato uguale a zero. Se non altro perché nella Politica delle chiacchiere tanto cara all'attuale Esecutivo, Mr. Cottarelli (supportato dalla Ragioneria Generale Dello Stato, ndr) si è dovuto scontrare a più riprese col "decisionismo al lampredotto" dell'ex Podestà di Firenze, sul tema dei tagli da venti miliardi di Euro e riguardo alle "coperture" necessarie per le spese ineludibili.

Non a caso, il super-commissario (fin dal principio inviso al duo Renzi-Padoan, in quanto residuo della fallimentare esperienza Letta, ndr) è  stato ricevuto a Palazzo Chigi non per premiarne gli sforzi, bensì per chiedergli indietro le chiavi dell'ufficio, prima di dargli il benservito...

Non v'è giorno che l'ISTAT non ci ricordi che l'Italia sia sempre più attanagliata da un binomio Deflazione/Recessione che non dia alcuna speranza di Ripresa dell'Economia in tempi brevi. Ciò, come dichiarato a più riprese da BCE, UE, OCSE, FMI e recentemente addirittura (strano ma vero, ndr), proprio dal "Presidente del Consiglio nostro malgrado", nonché "campione del Marketing di se stesso", per il quale non solo l'Economia Italiana non cresce, ma si attesta attorno allo 0%! E badate, quando il Capo di un Governo mette sul piatto delle percentuali da licenziamento in tronco, le cose sono ben peggiori del previsto, del prevedibile e del reale...

E' un fatto inoltre, che crescano ogni giorno di più le pressioni su Roma, affinché si trovi il modo per evitare il "crack" del Bilancio Pubblico e il potenziale Default della Nazione, con conseguenze negative anche su Banche e Mercati d'oltre-confine (che in fondo, è la vera ragione che ci pone costantemente sotto la lente d'ingrandimento di buona parte delle Cancellerie Occidentali, ndr).

E qui nascono i problemi.

Se infatti è vero che oramai il nostro PIL possa contare soltanto sulla propria componente legata agli Investimenti privati (per quanto, come detto, esclusivamente potenziali, ndr) e che pertanto sia destinato inesorabilmente ad arretrare, mandando all'aria i parametri economico-finanziari imposti da Bruxelles, l'unica sciagurata "ricetta" che rimane è quella dell'aumento della Pressione Fiscale.

Recentemente, il Fondo Monetario ha "autorizzato" (evento senza precedenti, ndr) il ricorso al Prelievo Forzoso sui Conti Correnti, al fine d'incrementare le Entrate dei Paesi a rischio, mascherando in tal modo, un approccio diretto (certamente più aggressivo e "visibile", ndr) al portafogli di contribuenti già alla canna del gas.

D'altro canto, non va dimenticato che le linee guida sul Fisco determinate dall'Unione Europea invitino gli Stati a puntare sulle imposte indirette anziché su quelle dirette, per rimpinguare le proprie casse. Il che significa, molto semplicemente, che per i Risparmi e i Consumi in generale e per il bene Casa in particolare, si prevedano tempi ancor più bui.

Ora, com'era la storiella del "nessuna Manovra Correttiva in programma", tanto cara a certa parte della nostrana "vil Politica" e raccontata a più riprese, sempre a favore di telecamera, dal Ministro Pier Carlo Padoan?

Prima di chiederci perché l'Italia resti inchiodata alla Crisi, domandiamoci perché essa resti attaccata alle ignobili promesse della Politica di Governo. Politica che anziché trovare soluzioni realistiche e realizzabili, persevera semplicemente a vendere le proprie incapacità ad un "pubblico" troppo spesso distratto, conducendoci, passo dopo passo, molto prima di mille giorni, verso la rovina...

D.V.

P.S.: Matteo Stai Sereno, Tanto Non Duri.

 
 
 

"Campioni del mondo".

Foto di cornell2

"Il calcio è stupendamente rappresentato dalla nostra nazionale: si vedono undici ragionieri in mutande allo sbaraglio, senza nessuna remora, senza nessun decoro. È il nostro governo e il nostro sottogoverno in mutande". (Carmelo Bene)

Or dunque, anche per l'Italia è tempo di Mondiali di Calcio, che dire? 

Beh, se non altro che siano passati parecchi anni dai tempi in cui noi altri, ci fissavamo davanti al teleschermo, a tifare la Nazionale per antonomasia. Anni ruggenti e spensierati, in cui perlomeno avevamo la speranza che il nostro futuro, in quanto Paese, potesse risultare meno gramo di quanto ahinoi sarebbe stato e continui ad essere; nei quali parlare di "Azzurri" non faceva rima con una schiera di "Berlusconiani doc" e in cui non era proibito dal pudore, prima ancora che dalla Par Condicio, urlare a squarciagola "Forza Italia".

Dal gol di Tardelli del 1982, che ancora oggi, assieme alle "rapine in area" di Paolo Rossi e all'esultanza di Sandro Pertini (ultimo Presidente della Repubblica degno di nota, ndr) ci graffia l'anima e ci emoziona, in quel "replay infinito" che è la Storia, al rigore "alto" di Roberto Baggio, che, dal lontano 1994, continua invece ad addolorarci... Dalle decisioni "maledette e imboccate" dell'arbitro Moreno, che, in quell'infausto 2002, ci fece ripetere, volenti o nolenti, la grama figura con la "seconda" Corea, al trionfo in pompa magna contro i presuntuosi cugini d'Oltralpe, guidati dal "testardo" Zidane, nel 2006.

Insomma, da Bearzot al "Trap", passando per Sacchi e per finire con Lippi, è innegabile che questi cuori non si siano risparmiati, in quanto a "tachicardie", eppure...

A pesare come un macigno sul nostro lento, inesorabile e oramai pressoché totale distacco dal "mondo pallonaro", c'è un po' di tutto: prima le vicende di doping messe a tacere in maniera subdola e facendole apparire ben poca cosa rispetto a quanto continui ad accadere, per esempio, nel ciclismo; poi quelle di "Calciopoli", per cui, ciclicamente, si viene a sapere che giocatori, dirigenti e arbitri si organizzino in Associazioni per delinquere, un po' come capiti con la Mafia, giusto per vendersi al miglior offerente in denaro...

In mezzo, com'è logico che sia, la persistente ed indubbia considerazione che i miliardi di Euro che girino in quel mondo siano esageratemente troppi, visti i meriti, o meglio, i demeriti di troppi presunti "campioni". Per noi, che ci saremmo accontentati di goderci una partita di Coppa in santa pace, al Mercoledì, che avremmo preferito perseverare nel "riempire" una schedina del Totocalcio e magari di fare un salto allo stadio evitando tornelli, identificazioni e perquisizioni (perché certi di non aver nulla da nascondere, ndr), il fatto di esser costretti a veder girare, impotenti, una "lavatrice di denaro" di dubbia provenienza, per di più in "pay per view" era ed è davvero troppo. Meglio dunque "guadagnare tempo" per questioni più virtuose, interessanti e benemerite.

Ciò premesso, alla domanda se ci sentiamo o meno rappresentati da undici ragazzini viziati, con "improbabili" tagli di capelli, tatuaggi sconsiderati e saccenteria propria di una capra, la risposta non può non essere che "No".

Dichiariamo dunque, fieramente, che non faremo parte di quella parte di connazionali che (ignorando in gran parte, i luoghi, i personaggi e le gesta dell'Italico Risorgimento, ndr) si accingano a riscoprire il solito, scialbo e sciagurato amor patrio "quadriennale", sventolando un Tricolore "Bianco, Rosso e Verde" (il che la dice tutta, sulla media culturale di un popolo, ndr) e canticchiando con la mano sul cuore, magari con parole improvvisate, un Inno Nazionale d'altri tempi, che richiama alla memoria ben altri "incontri", combattuti da veri eroi.

Né prenderemo parte a quella farsa teatrale, in base alla quale ci si stringa in un tutt'uno, si acclami e si festeggi quando di vinca (come dire: "abbiamo vinto", ndr), citando a memoria i nomi dei "sette re di Roma", fianco degli Imperatori, mentre ci si rinfacci il "campanile", rinverdendo minacciose e vivaci rivalità, proprie dell'Italia dei Guelfi e Ghibellini o delle Repubbliche Marinare, quando invece si perda (come dire: "hanno perso", con aggiunta di epiteti e sproloqui vari, ndr).

In effetti, per quel che ci riguardi, se dobbiamo scegliere la squadra che c'infiamma l'animo e che confidiamo riesca nei propri intendimenti vittoriosi; che veste di nero e che non scende sui campi erbosi ma si batte tra quattro mura e che più che "giocare" fa da arbitro delle "partite" a cui prende parte, secondo una legge che non è certo quella del gol, ci schieriamo con un team che si chiama Magistratura. Una Nazionale "doc" che meglio rappresenta l'Italia che abbiamo nel cuore, a dispetto di qualsivoglia squadra di calcio! 

Un Organo e un Potere previsti dalla Costituzione, a salvaguardia di tutto noi e che, nonostante i vergognosi tentativi di metterle i bastoni tra le ruote, propri di certa Politica ladra, arraffona ed interessata (non ultimo il voto sulla Responsabilità Civile dei Magistrati, avvenuto in Parlamento) cerca sempre e comunque, anche all'ultimo minuto, di "estrarre il cartellino rosso" che dia l'attesa svolta ad un match "combinato" da altri, non ascoltando i fischi di un pubblico insolente e distratto, ma godendo degli applausi di un popolo desideroso di Giustizia.

Già! Non c'è proprio partita. I nostri ideali "Campioni del Mondo" sono coloro che nel silenzio del proprio lavoro, con dignità e dedizione, si facciano in quattro ogni giorno, allenandosi a tirar calci alla Corruzione, alla Concussione, al Falso, al Peculato e a qualunque altra denominazione penale data alla Malversazione pubblica e privata, ovvero agli effetti collaterali del Potere di Casta.

Basti pensare  alla rediviva aria di "Tangentopoli" che ha preso a spirare (in Italia in generale e a Milano e Venezia in particolare, ndr) e alle reminiscenze dell'inchiesta Mani Pulite che ciò comporti in noi. Cose che capitano, non ogni quattro anni come la Coppa del Mondo del pallone, ma a scadenze variabili, specie quando si scelga d'impelagarsi in eventi sciagurati, insensati, sproporzionati, ed esageratamente costosi come l'EXPO2015, o in opere mastodontiche, inutili e "sanguisuga" del Bilancio Pubblico come il MOSE.

Guarda caso, sarebbe stato sufficiente citare l'esempio di Italia '90 (ma anche quello dei Mondiali di nuoto del 2009, o, perché no, quello del G8 della Maddalena, mai tenutosi da quelle parti e spostato a L'Aquila a suon di miliardi di Euro, ndr) per capire che il nostro Paese non sia in grado di aspirare a null'altro che uno sperpero di denaro dei contribuenti; ad un fiume di mazzette utile ad "abbeverare" i soliti noti, a scapito dei cittadini onesti e ad un'ovvia lamentela, allorché non vi sia più trippa per gatti (leggi: fondi pubblici, ndr), per completare lavori ed opere, la cui consegna avvenga comunque sempre in ritardo, rispetto alle date previste.

E pensare che ci saremmo accontentati di relegare certe notizie all'epoca di Bettino Craxi, in quella che tanti si affannano a chiamare "Prima Repubblica"...

Insomma, perché negarlo? Grandi Opere vogliono dire "Grandi mazzette". E per fortuna che ci sia stata risparmiata l'assegnazione e l'organizzazione delle Olimpiadi del 2020 e che sia messo da parte il folle progetto del Ponte sullo Stretto di Messina...

Ora, ben oltre le idee e gli intendimenti propri del Governo di Matteo Renzi, riteniamo che se lo Sviluppo e l'Economia dell'Italia non possano prescindere dallo spartir Tangenti, all'arresto dei ladri, dei riciclatori e di tutti i furfanti in doppiopetto e colletto inamidato, debba far da doveroso contraltare lo Stop a progetti faraonici, spesso inutili alla gente comune (ovvero a chi dell'Onestà e della Legalità faccia un vanto, prima ancora che un'imposizione) e che tuttavia, si trovi a dover finanziare un gigantesco "furto" orchestrato alle sue spalle e nelle sue tasche, che nelle Istituzioni nasce, cresce e finisce per ingrassare i soliti noti e amici al seguito.

Per concludere, tornando all'inizio di questa sentita riflessione, piuttosto che perdere tempo e sonno, passando notti in bianco a vedere correre sgrammaticati e presuntuosi, Patrioti "pane e salame", preferiamo continuare ad aprire i giornali, al mattino, tifando per ben altri rappresentanti dell'Italia impegnata, per davvero, per il bene di tutti: i Magistrati della Repubblica, per l'appunto.

D.V.

P.S.: ringraziando la Magistratura per l'impegno profuso, affinché la Legge, la Legalità, la Giustizia e l'Onestà non passino di moda, confidiamo nel fatto che qualche solerte Procuratore della Repubblica, apra quanto prima (sempre che non l'abbia già fatto, ndr), un fascicolo d'inchiesta anche sulle vere "ragioni" che spingano a desiderare tanto ardentemente sia la TAV, sia gli F35. Il cittadino ligio e probo sentitamente ringrazia

 
 
 

Un "Obiettivo Comune" chiamato cambiamento.

Foto di cornell2

"La migliore politica è far Politica". (D.V.)

Incipit. Come tanti cittadini dei nostri tempi, quando penso alla Politica sono sempre combattuto: da un lato l'importanza della Partecipazione e dell'impegno in favore del proprio Paese; dall'altro, un innegabile senso di vero e proprio schifo.

Tutto è cominciato laddove l'acqua nasce, scorre e (nonostante la Crisi) arricchisce la comunità...

Era l'inizio di Aprile, quando quasi per caso, mi fu messo fra le mani un volantino come tanti... Di quelli, per intenderci, che finiscono per intasare la cassetta delle lettere e che io, usualmente, accartoccio distrattamente senza leggere. In effetti, odio la pubblicità!

Stranamente però, in quest'occasione feci un'eccezione - magari per volere del fato, o magari, per il suo insolito colore Verde "speranza" - e lessi da cima a fondo le parole, le riflessioni, le proposte che ivi erano elencate e soprattutto, accettai l'invito che riportava.More...

L'idea di fondo era semplice: partecipare ad un'assemblea pubblica, per decidere se e come costituire una lista civica, da opporre all'Amministrazione uscente (emanazione del PD, ndr), alle successive elezioni del 25 Maggio 2014.

Messo da parte il mio consueto scetticismo e la polemica sterile, limitata alle mura domestiche e ai "dibattiti da bar" con gli amici, con "armi, bagagli e buone intenzioni" inviai un'e-mail all'indirizzo segnalato e dopo qualche ora ricevetti una risposta.

Il mittente era G.M., noto imprenditore del mio Comune, di cui avevo sentito parlare ma che non conoscevo, se non per l'esser stato a capo della Minoranza, in seno al Consiglio Comunale dell'ultima Legislatura. Egli mi disse subito, che avrebbe avuto piacere d'incontrarmi per discutere del progetto.

Un po' titubante, mi presentai alla prima riunione, il giorno stabilito, all'orario prefissato. I punti fermi su cui avrei appoggiato la mia disponibilità? Né Matteo Renzi, né Silvio Berlusconi sono mie fonti d'ispirazione. Ergo: se costoro fossero stati i "fari" dell'iniziativa, per quanto in ambito locale, mi sarei tirato indietro. Nessuna remora invece, ad accettare un impegno col M5S.

Varcata la soglia della sala conferenze, uno sparuto gruppo di persone era in attesa che altri "coraggiosi" si facessero avanti. Feci pochi passi e mi presentai. Subito si alzò in piedi il fautore della riunione che mi venne incontro e mi porse la mano con un sorriso sulle labbra. In poche parole, spiegai le ragioni della mia adesione. Poi mi sedetti ad ascoltare. Dopo tutto sono uno scrittore, buon uditore e non proprio un grande oratore (idea che, con sommo piacere, di lì a qualche giorno avrei visto ribaltare).

Quando fu chiaro che non si potesse andare oltre le due dozzine di presenti, fatte le opportune premesse, fu avviato un civile dibattito. Ciascuno espose la propria idea, sul perché fosse giusto mettere assieme una formazione davvero trasversale, che evitasse sul nascere l'ipotesi che gli elettori si presentassero innanzi all'urna, con un unica scelta.

Alla fine, microfono alla mano e voce tremante, espressi il mio pensiero: "abbattere il muro che separa la gente dall'Istituzione Comunale; dire basta al nulla fattuale e al clientelismo; dare un futuro alla cittadina e speranza ai giovani"... E citando prima il "fu" Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro e poi (senza dire il suo nome, ndr) un Gianfranco Fini d'annata, aggiunsi: "Ad altri cinque anni di questa Amministrazione incapace, io non ci sto (...) Facciamo in modo che ognuno dei nostri voti, rappresenti una picconata al Sistema". Applausi... Addirittura!

Quella sera, furono piantati i primi paletti: Si, ad un'alternativa da presentare all'elettorato e si all'indicazione del candidato Sindaco (individuato come logica voleva, in G.M., con l'appoggio di tutti i presenti).

Dopo qualche giorno, visti i tempi strettissimi, ci ritrovammo nello stesso luogo (una bellissima chiesa sconsacrata, trasformata in sala multimediale, in pieno centro storico, ndr), per definire sia il nome da dare al gruppo, sia i dodici cittadini da "mettere" in lista, chiarendo immediatamente che non ci sarebbe stato spazio per posizioni estremiste, tanto di Destra, quanto di Sinistra, né per individui aventi carichi pendenti con la Giustizia.

Con metodo degno della più "vera" Democrazia, non ci fu designazione diretta da parte del candidato Sindaco, bensì un voto incrociato tra i potenziali eleggibili. Alla fine, anch'io fui della partita, combattuto tra un sentimento di orgoglio e il timore di non essere all'altezza.

Con l'occasione, fu approvata la proposta di realizzare un Simbolo recante l'effige stilizzata dell'Arcobaleno, in ragione dei suoi molteplici e variegati significati: speranza, rinascita e trasformazione su tutti.

Mentre i giorni passavano e la piazza (quella principale, ndr) si riempiva, la competizione cresceva. E poiché il Paese è piccolo e come è ovvio (seppure illogico) che sia, la gente mormora, dall'opposto schieramento non tardarono ad arrivare "note di biasimo", a me indirizzate, del tipo: "ma come? Non eri di Sinistra"? La mia risposta, ribadita a più riprese, molto semplicemente fu: "Perché, secondo te il PD è un Partito di Sinistra? Se ne sei convinto davvero, credo che Antonio Gramsci ed il compianto compagno Enrico Berlinguer, si stiano rivoltando (per l'ennesima volta, ndr) nella tomba (...) E comunque sia, sì, sono di Sinistra come può esserlo soltanto il secondogenito di una coppia in cui il marito era operaio e la moglie casalinga. E certamente, lo sono più di te". Insomma, fu un po' come dire: sciacquati la bocca...

Dopo altri due incontri, fu aperta anche la sede del nostro Comitato, il quale avrebbe avuto il compito di promuovere tra la gente, il Programma della nuova formazione politica. Insomma, le cose ingranavano e le cose parimenti giravano nel verso giusto, nella migliore tradizione della (rara) Partecipazione dal basso, priva d'ingombranti sovrastrutture di Partito.

Il Programma. Strano ma vero, l'intero testo fu messo nero su bianco dagli esponenti di lista, oltreché da qualche volenteroso, capace ed impagabile "simpatizzante", via internet. Ciascuno era libero di dire la sua, integrando, correggendo il testo e perché no, contestando civilmente l'altrui aggiunta, ora per ora, sfruttando il proprio tempo libero e una semplice connessione web.

Una volta che fu stesa la versione definitiva, venne il tempo di presentarlo agli elettori, assieme a noi candidati. Di lì a poco, avrei dovuto mettere da parte la paura che stringe lo stomaco e vestire i panni di un "Cicerone" fra tanti, con l'obbligo di non sbagliare, di dire il vero e di convincere i potenziali elettori. La parola d'ordine con cui mi davo coraggio era: "spirerà aria nuova, in questo Paese deserto e senza vento"...

In vista del mio primo "comizio", definii pian piano i punti su cui avrei fatto leva. Ciò mi aiutò non poco e l'impatto con la platea fu migliore di quanto avessi potuto immaginare, specie perché, avendo dovuto parlare per ultimo, la tensione aveva finto per raggiungere dei picchi assai elevati; "stellari" anzichenò!

Alla seconda occasione, d'altro canto, non avendo avuto sentore di dovermi nuovamente appellare alla "bontà del pubblico", improvvisai con successo un discorso degno del miglior "politicante" della prima ora (con la "piccola differenza" di essere veramente onesto, ndr) e con il peso, non secondario, di doverlo esporre davanti alla telecamera.

I giorni seguenti furono frementi. Prima giunsero i "santini", poi i pieghevoli da consegnare alle persone. Senza contare la necessità di mettere da parte un po' della propria dignità, andando a chiedere il voto casa per casa, sulla falsariga dei troppi, insopportabili, professionisti della Politica.

E proprio mentre la "carriera di potenziale Amministratore" cresceva, bisognava fare i conti con la carriera professionale, mettendo in fila impegni ed orari... Uno stress non da poco.

E che dire, poi, dell'incontro con gli abitanti del mio quartiere, nel centro sociale di zona? A parte qualche voce dissonante (che edotta della mia iniziativa, aveva bollato il tutto come una velleitaria impresa legata a chissà quale interesse e proclamato il proprio appoggio ai "professionisti" della Politica, ndr), sulla carta sarebbe stata un'occasione unica per riallacciare legami e per rivedere facce di un tempo lontano, più vecchie e raggrinzite, ma di certo sempre battagliere.

Peccato che, nella migliore tradizione Italica, tra il dire (leggi "partecipazione prevista all'evento") e il fare (leggi "partecipazione effettiva"), ci sia di mezzo il mare... Del tipo: io ci metterò la faccia (pronto nel caso, a saltare sul tuo carro), prima però, mettici la tua e vedi se riesci a vincere.

Comunque sia, settimana dopo settimana, giorno dopo giorno, venuto meno il tempo utile, trascorse le infinite ventiquattro ore di silenzio elettorale, si era giunti finalmente al dunque. Dopo aver riempito le altrui cassette della posta, come mai avrei pensato di fare; dopo aver stretto mani; ricevuto appoggio e attestati di stima; ecc. ecc. era tempo di raccogliere i frutti. L'emozione era palpabile, così come era viva e sincera la consapevolezza di poter vincere, in virtù dell'aria nuova che si respirava.

Proprio per questo, la Domenica delle elezioni evitai di recarmi al seggio al mattino presto (come sono fare da sempre, ndr), deciso a presenziarlo nelle ore serali di massimo afflusso, assieme agli altri amici della lista. Rividi facce di un passato più o meno lontano, con la speranza che un cenno con la mano, una strizzata d'occhio e una pacca sulla spalla avrebbero avuto, di lì a poco, un conseguente risvolto sulla scheda. Invece...

Invece, il giorno successivo, finito lo spoglio delle schede, la "sentenza" fu disarmante: la "vecchia Politica", seppure con uno scarto bassissimo, aveva nuovamente prevalso. La nostra lista era giunta seconda e il mio risultato non fu affatto soddisfacente. Due colpi al cuore, nel giro di qualche secondo, amplificati dal modo scomposto con cui gli avversari avevano avuto l'ardore e la faccia tosta di festeggiare...

Or dunque, laddove l'acque nasce, scorre e (nonostante la Crisi) arricchisce la comunità, tutto era finito, inesorabilmente, così come era cominciato. Ancora una volta, un nuovo progetto, un obiettivo comune, era stato scansato...

La doppiezza delle persone, il clientelismo incancrenito, la diffidenza per la novità e la propositività, avevano nuovamente raggiunto l'apice, garantendo altri cinque anni di discussioni futili e inutili, ravvivate dalla promessa che: "però, la prossima volta"...

Cose che succedono, in parecchi "dove", in Italia.

D.V.

P.S. Passati i giorni, sbollite a fatica la rabbia e la delusione, la promessa che mi sento di fare è questa: "qualcosa di mio lo lascerò, in questo mio tempo" (cit. Timoria, ndr). Perché la sconfitta è formativa; è un insegnamento... E di certo non non è un punto d'arrivo, bensì un trampolino verso il cambiamento!

 
 
 

"Abbiate Fiducia: più Lampredotto per tutti"!

Foto di cornell2

 

"L'Ambizione è lo sterco della gloria". (Pietro Aretino)

"Confermo che in questa vicenda, per come sono andate le cose, molti di noi si giocano qualcosa di più importante della carriera: si giocano la faccia. Io parto dal presupposto che la faccia sia più importante della carriera. Rischiamo tutto, ma lo facciamo con determinazione, amore per l'Italia e convinzione che questo Paese ha un tempo davanti a sé, che è un tempo di bellezza e di entusiasmo". (Matteo Renzi, 21 Febbraio 2014)

Incipit. Or dunque, dopo tanto ciarlare, terminate le Consultazioni più "sbrigative" della nostra Storia recente e venuta meno l'attesa per conoscere la fantomatica lista dei "papabili", i nuovi Ministri della Repubblica hanno giurato al Quirinale, che dire? Beh, se non altro, è necessario prendere atto che, dopo aver messo l'impronta sul Governo di Mario Monti e su quello "pensionato" anzitempo, presieduto da Enrico Letta, anche nella forsennata corsa volta a costruire la "squadra" di Matteo Renzi, Giorgio Napolitano abbia pensato bene di dar prova di cosa "non voglia dire" essere un Presidente della Repubblica ligio e rispettoso della Costituzione...

Ma veniamo a noi.

Buttando un occhio agli ultimi eventi che hanno scosso o meglio scombussolato, le vicende politiche nazionali, Ambrose Bierce avrebbe esordito dicendo: "Tradire: ripagare per la fiducia accordata"... E in effetti, è quantomai arduo, se non impossibile, dargli torto.

Ieri

Qualche tempo fa, quando tra Enrico Letta Matteo Renzi cominciarono a palesarsi le crepe prima e i profondi attriti poi (scontri al vetriolo tanto deleteri quanto ridicoli, messi in piazza a giorni alterni e sempre seguiti da improvvisi ravvedimenti, proprio in virtù della declamata "reciproca Fiducia", ndr) avemmo modo di paragonarli ai "giochetti" della vil Politica, tanto in voga nella fu "Balena Bianca" (la DC, ndr) di Giulio Andreotti e Amintore Fanfani (auto-citaz.: «mentre i "piccoli Democristiani crescono", l'Italia affonda», ndr).

E in effetti, a ben guardare, fummo buoni profeti, visto e considerato che proprio quelle "sceneggiate di Palazzo", scontate e stantie, messe in piazza a favore di telecamera, hanno finito per condurre alla formazione del "Governo delle idi di Marzo". Da un lato, sta ora il "Giuda Iscariota", nonché, per l'appunto, novello "Cesaricida double face"; il "Bruto e Cassio" della situazione, che di nome fa Matteo Renzi. Dall'altro resta, rammaricato e "sanguinante", Enrico Letta: l'incerto, volenteroso ma incapace "Giulio Cesare", tradito nella Roma moderna. Su tutti, ovviamente, vigila imperante, il volere pretenzioso e impenitente di "Giove" fatto persona: Giorgio Napolitano. 

E proprio mentre studiava a tavolino il come e il quando fare le scarpe al suo compagno di Partito (pardon: "compagnuccio della parrocchietta" in salsa PD, nonché "nipote di cotanto Zio", ndr), è assai probabile che gli unici ad essere lieti, innanzi all'eventualità di un nuovo Esecutivo, guidato dal proprio ex "Podestà", fossero in larga parte, soltanto i cittadini di Firenze... Per poterselo togliere di torno! 

Oggi

In attesa che le promesse "cadano" una dopo l'altra, nel limbo degli eventi, agli Italiani non resta che pazientare, poiché presto o tardi impareranno, nuovamente, quanto sia sciocco affidarsi al primo venuto (l'ultimo di una lunga serie, ndr) presentatosi come "salvatore della Patria"... 

Certi del suo "auto-annichilimento", mentre ci sediamo sul greto del fiume in attesa di vederne passare la "carcassa", ci rivolgiamo proprio al nuovo Presidente del Consiglio.

«Caro Matteo (ragioni anagrafiche ci spingono a parlarti da pari a pari, dandoti del tu, ndr), dopo che il "formalismo Parlamentare" ti ha dichiarato pienamente in carica, in tutta Onestà, non siamo affatto disposti a concederti la nostra ideale Fiducia, né confidiamo nel fatto che tu riesca nel velleitario intento di compiere un "Ottimo Lavoro"...

In primis ti neghiamo la Fiducia in quanto Elettori. Non bastassero le idee che hai in mente riguardo al "Sistema Paese", oltreché le tue intenzioni in tema di Riforme Istituzionali, di forma di Stato e di Governo da dare alla "Terza Repubblica" e di Legge Elettorale (che in tutta Onestà, sono assai diverse dalle nostre, ndr), non ci piace il fatto che anche tu, a dispetto di quanto avesti modi di affermare pochi mesi or sono, sia "entrato" a Palazzo Chigi senza aver ricevuto alcuna "investitura" elettorale da parte del Popolo Sovrano. 

In secondo luogo, te la neghiamo in veste di Cittadini, per diverse ragioni. Perché in Politica Estera, siamo certi che nei tuoi intendimenti, da un lato il nostro Paese continuerà ad essere una "pedina" della Germania di "Frau Merkel", della BCE, dell'OCSE e del Fondo Monetario Internazionale (come dimostrato dalla nomina di Pier Carlo Padoan al Dicastero dell'Economia). Dall'altro, non abbiamo dubbi che deciderai di agire in continuità con i tuoi predecessori, perseverando, ad esempio, nello sciagurato aggiramento dell'art.11 della nostra sacra Costituzione (in materia di "guerre d'oltre-confine" mascherate da missioni di Peace Keeping, ndr) giusto per non alterare gli "Alleati" della NATO, o chi per loro (evenienza ribadita a più riprese da un pretenzioso e fin troppo incontestabile Capo dello Stato, cui anche tu, in fin dei conti, hai "giurato" ubbidienza).

In Politica Interna, invece, ad impedirci di stare dalla tua parte, sono innanzitutto le proposte che covi in cuor tuo per tentare di "rilanciare" l'Economia e l'Occupazione. Se da un lato, l'incarico affidato a Giuliano Poletti al Ministero del Lavoro, sembra tanto una sorta di parafulmine, utile per farti agire indisturbatamente su un fronte fin troppo caldo - deturpato negli anni dal "Pacchetto Treu", dalla "legge Biagi" e dalla "Riforma Fornero" -  magari partendo dalla cancellazione dell'art. 18 dello Statuto dei Lavoratori, dall'altro, è evidente la tua volontà di confermare Opere Pubbliche mastodontiche e di dubbia utilità come la TAV - alle quali siamo fermamente contrari - dimostrata dalla conferma di Maurizio Lupi alle Infrastrutture e ai Trasporti. E come "ciliegina sulla torta", ti neghiamo l'appoggio per la tua scontata scelta di aprire ancor più il portafogli, per finanziare spese folli come quella prevista per l'acquisto degli F-35, meglio noti come "caccia bidone di V generazione", evidenziata dalla nomina di Roberta Pinotti alla Difesa.

Per finire, a conferma dei nostri intendimenti, stanno la decisione di mantenere Angelino Alfano al Viminale (perché in questo Sistema, il mantenimento dello Status Quo fa comodo a troppi "Qualcuno", ndr) e di fare a meno di un pezzo da novanta della Magistratura come Nicola Gratteri in veste di Guardasigilli. Scelte che parlano da sole e che ci dicono, ad esempio, che non imporrai l'apertura degli "Archivi" per saziare finalmente la "fame di Verità" degli Italiani sulle "Stragi di Stato" e che il pieno riavvio della lotta alla Mafia non sia una tua priorità.

Da ultimo, anche se volessimo, non potremmo concederti alcuna Fiducia, per principio. Con la tua presunta "ventata" di novità, iniziata con l'impegno sul fronte della Legge Elettorale - che con mal celata presunzione hai battezzato "Italicum", privando i giornalisti del piacere di provvedere in tal senso - hai di nuovo offerto le luci della ribalta al "Caimano", noto ai più come il "Pregiudicato di Arcore", nonché come il "Cavaliere pieno di macchie", oltreché come l'ex Senatore della Repubblica decaduto per ragioni giudiziarie, Silvio Berlusconi.

Costui, allo stato, è il vero "vincitore" del tuo Governo e se egli continuerà a farsi i "fatti propri" e a fare il male dell'Italia, grazie al suo impegno (si fa per dire, ndr) in Politica, l'unico responsabile sarai sempre e soltanto tu. "Pranzi di Arcore", o meno...

A proposito: non possiamo negare che il Piano Programmatico del tuo Esecutivo ci ricordi il famigerato "Contratto con gli Italiani" che qualche anno or sono, proprio il tuo "padre putativo" volle "vomitare" nelle case degli Italiani, direttamente dallo studio televisivo di Porta a Porta... E che dire poi della tua promessa di ottenere risultati concreti entro i primi sessanta giorni dall'insediamento? Permettici di dire che essa ci ricordi parecchio quella fatta dal suddetto, riguardo ai suoi "primi cento giorni" a Palazzo Chigi...

Insomma, se il "nuovo che avanza" è così simile ad un periodo malandato e stantio, che puzza di marcio e che non può dirsi del tutto concluso, stiamo freschi»!

Domani

«Matteo, credici, potremmo continuare, ma tanto ci basta. Nello scegliere di non farci abbindolare dalla tua riconosciuta capacità di fare Marketing, con cui sei in grado di venderti alle folle e di regalare sogni, saremo davvero lieti di essere smentiti, qualora dal tuo Governo venisse qualcosa di buono per l'Italia e per gli Italiani. Qui non siamo alla "Ruota della Fortuna". Ergo, spetta a te, sempre che tu ne sia davvero all'altezza, adoperarti concretamente per farci ricredere, compiendo (cosa ardua se non impossibile, ndr) atti davvero "illuminati". 

In caso contrario (eventualità che a nostro modo di vedere ha maggiore probabilità di realizzarsi, ndr) ti aspettiamo al varco della nostra critica, puntigliosa e severa, che per quanto conti, non fa sconti ad alcuno». 

D.V.

Addendum. Tornando al principio della riflessione, è evidente anche ai più ciechi delle "cose della Politica", che anziché trovarci a veder scorrere i primi fotogrammi di un film intitolato "Renzi I", ci troviamo a leggere i "titoli di coda" di una pellicola di serie B, chiamata "Napolitano III"... 

Insomma, è inutile: più il tempo passa, più ci convinciamo dell'idea che "Colui che sul Colle alberga" sia stato e continui ad essere un pessimo Capo dello Stato. Il peggiore della Storia Patria, anzichenò! E dicendo ciò, chiniamo doverosamente il capo innanzi alla somma Figura Istituzionale da lui rappresentata.

In effetti, non bastassero i suoi continui interventi sui temi nell'agenda dei vari Esecutivi fin qui succedutisi; le perduranti pressioni quotidiane esercitate sul Parlamento e ogni altra velleità a lui cara, di "dirigismo" della "vil Politica" fuori dalle prescrizioni della Sacra Carta, ci è assai difficile dimenticare le "firme facili" apposte sul Lodo Alfano, sullo Scudo Fiscale e sulla Legge salva-ILVA, oltreché sull'incomprensibile e in un certo qual modo illegale, "Grazia Diplomatica" concessa a Joseph L. Romano, Colonnello dell'USAF, coinvolto nel "Caso Abu Omar" e condannato in contumacia dalla Giustizia Italiana...

E ovviamente, resta sempre vivo in noi, il rammarico e l'indignazione per la vicenda delle Intercettazioni (distrutte per decisione di una Consulta alquanto "imboccata", ndr) che lo vide duellare a distanza con la Procura di Palermo (e di cui si spera che qualche solerte Cancelliere, spinto da senso di Verità, abbia fatto una copia da svelare al mondo, prima o poi…).

Tali e tanti casi che, rammentati uno ad uno, assieme ad innumerevoli altre "varie ed eventuali" che la concitazione del momento relega lontano dai nostri ricordi, ci portano tranquillamente ad affermare: "ecco una ragione in più appoggiare idealmente, la richiesta d'Impeachment dell'immortale Inquilino del Quirinale, presentata (e frettolosamente rigettata, ndr) dall'unico Partito "illuminato", di nome e di fatto (il M5S) seduto sugli scranni.

Frattanto, nell'attesa che il procedimento di Messa in Stato d'Accusa prima o poi e in qualunque modo, si compia (sebbene, ahinoi, il suo esito negativo appaia quantomai scontato per mancanza degli adeguati "numeri Parlamentari", ndr) non resta che confidare che il futuro regali all'Italia qualcuno di meglio, ovvero che abbia realmente a cuore i valori del Diritto e della Democrazia.

 

 
 
 
Successivi »