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Un blog creato da cornell2 il 24/05/2009

0744 Il Velino

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"Abbiate Fiducia: più Lampredotto per tutti"!

Foto di cornell2

 

"L'Ambizione è lo sterco della gloria". (Pietro Aretino)

"Confermo che in questa vicenda, per come sono andate le cose, molti di noi si giocano qualcosa di più importante della carriera: si giocano la faccia. Io parto dal presupposto che la faccia sia più importante della carriera. Rischiamo tutto, ma lo facciamo con determinazione, amore per l'Italia e convinzione che questo Paese ha un tempo davanti a sé, che è un tempo di bellezza e di entusiasmo". (Matteo Renzi, 21 Febbraio 2014)

Incipit. Or dunque, dopo tanto ciarlare, terminate le Consultazioni più "sbrigative" della nostra Storia recente e venuta meno l'attesa per conoscere la fantomatica lista dei "papabili", i nuovi Ministri della Repubblica hanno giurato al Quirinale, che dire? Beh, se non altro, è necessario prendere atto che, dopo aver messo l'impronta sul Governo di Mario Monti e su quello "pensionato" anzitempo, presieduto da Enrico Letta, anche nella forsennata corsa volta a costruire la "squadra" di Matteo Renzi, Giorgio Napolitano abbia pensato bene di dar prova di cosa "non voglia dire" essere un Presidente della Repubblica ligio e rispettoso della Costituzione...

Ma veniamo a noi.

Buttando un occhio agli ultimi eventi che hanno scosso o meglio scombussolato, le vicende politiche nazionali, Ambrose Bierce avrebbe esordito dicendo: "Tradire: ripagare per la fiducia accordata"... E in effetti, è quantomai arduo, se non impossibile, dargli torto.

Ieri

Qualche tempo fa, quando tra Enrico Letta Matteo Renzi cominciarono a palesarsi le crepe prima e i profondi attriti poi (scontri al vetriolo tanto deleteri quanto ridicoli, messi in piazza a giorni alterni e sempre seguiti da improvvisi ravvedimenti, proprio in virtù della declamata "reciproca Fiducia", ndr) avemmo modo di paragonarli ai "giochetti" della vil Politica, tanto in voga nella fu "Balena Bianca" (la DC, ndr) di Giulio Andreotti e Amintore Fanfani (auto-citaz.: «mentre i "piccoli Democristiani crescono", l'Italia affonda», ndr).

E in effetti, a ben guardare, fummo buoni profeti, visto e considerato che proprio quelle "sceneggiate di Palazzo", scontate e stantie, messe in piazza a favore di telecamera, hanno finito per condurre alla formazione del "Governo delle idi di Marzo". Da un lato, sta ora il "Giuda Iscariota", nonché, per l'appunto, novello "Cesaricida double face"; il "Bruto e Cassio" della situazione, che di nome fa Matteo Renzi. Dall'altro resta, rammaricato e "sanguinante", Enrico Letta: l'incerto, volenteroso ma incapace "Giulio Cesare", tradito nella Roma moderna. Su tutti, ovviamente, vigila imperante, il volere pretenzioso e impenitente di "Giove" fatto persona: Giorgio Napolitano. 

E proprio mentre studiava a tavolino il come e il quando fare le scarpe al suo compagno di Partito (pardon: "compagnuccio della parrocchietta" in salsa PD, nonché "nipote di cotanto Zio", ndr), è assai probabile che gli unici ad essere lieti, innanzi all'eventualità di un nuovo Esecutivo, guidato dal proprio ex "Podestà", fossero in larga parte, soltanto i cittadini di Firenze... Per poterselo togliere di torno! 

Oggi

In attesa che le promesse "cadano" una dopo l'altra, nel limbo degli eventi, agli Italiani non resta che pazientare, poiché presto o tardi impareranno, nuovamente, quanto sia sciocco affidarsi al primo venuto (l'ultimo di una lunga serie, ndr) presentatosi come "salvatore della Patria"... 

Certi del suo "auto-annichilimento", mentre ci sediamo sul greto del fiume in attesa di vederne passare la "carcassa", ci rivolgiamo proprio al nuovo Presidente del Consiglio.

«Caro Matteo (ragioni anagrafiche ci spingono a parlarti da pari a pari, dandoti del tu, ndr), dopo che il "formalismo Parlamentare" ti ha dichiarato pienamente in carica, in tutta Onestà, non siamo affatto disposti a concederti la nostra ideale Fiducia, né confidiamo nel fatto che tu riesca nel velleitario intento di compiere un "Ottimo Lavoro"...

In primis ti neghiamo la Fiducia in quanto Elettori. Non bastassero le idee che hai in mente riguardo al "Sistema Paese", oltreché le tue intenzioni in tema di Riforme Istituzionali, di forma di Stato e di Governo da dare alla "Terza Repubblica" e di Legge Elettorale (che in tutta Onestà, sono assai diverse dalle nostre, ndr), non ci piace il fatto che anche tu, a dispetto di quanto avesti modi di affermare pochi mesi or sono, sia "entrato" a Palazzo Chigi senza aver ricevuto alcuna "investitura" elettorale da parte del Popolo Sovrano. 

In secondo luogo, te la neghiamo in veste di Cittadini, per diverse ragioni. Perché in Politica Estera, siamo certi che nei tuoi intendimenti, da un lato il nostro Paese continuerà ad essere una "pedina" della Germania di "Frau Merkel", della BCE, dell'OCSE e del Fondo Monetario Internazionale (come dimostrato dalla nomina di Pier Carlo Padoan al Dicastero dell'Economia). Dall'altro, non abbiamo dubbi che deciderai di agire in continuità con i tuoi predecessori, perseverando, ad esempio, nello sciagurato aggiramento dell'art.11 della nostra sacra Costituzione (in materia di "guerre d'oltre-confine" mascherate da missioni di Peace Keeping, ndr) giusto per non alterare gli "Alleati" della NATO, o chi per loro (evenienza ribadita a più riprese da un pretenzioso e fin troppo incontestabile Capo dello Stato, cui anche tu, in fin dei conti, hai "giurato" ubbidienza).

In Politica Interna, invece, ad impedirci di stare dalla tua parte, sono innanzitutto le proposte che covi in cuor tuo per tentare di "rilanciare" l'Economia e l'Occupazione. Se da un lato, l'incarico affidato a Giuliano Poletti al Ministero del Lavoro, sembra tanto una sorta di parafulmine, utile per farti agire indisturbatamente su un fronte fin troppo caldo - deturpato negli anni dal "Pacchetto Treu", dalla "legge Biagi" e dalla "Riforma Fornero" -  magari partendo dalla cancellazione dell'art. 18 dello Statuto dei Lavoratori, dall'altro, è evidente la tua volontà di confermare Opere Pubbliche mastodontiche e di dubbia utilità come la TAV - alle quali siamo fermamente contrari - dimostrata dalla conferma di Maurizio Lupi alle Infrastrutture e ai Trasporti. E come "ciliegina sulla torta", ti neghiamo l'appoggio per la tua scontata scelta di aprire ancor più il portafogli, per finanziare spese folli come quella prevista per l'acquisto degli F-35, meglio noti come "caccia bidone di V generazione", evidenziata dalla nomina di Roberta Pinotti alla Difesa.

Per finire, a conferma dei nostri intendimenti, stanno la decisione di mantenere Angelino Alfano al Viminale (perché in questo Sistema, il mantenimento dello Status Quo fa comodo a troppi "Qualcuno", ndr) e di fare a meno di un pezzo da novanta della Magistratura come Nicola Gratteri in veste di Guardasigilli. Scelte che parlano da sole e che ci dicono, ad esempio, che non imporrai l'apertura degli "Archivi" per saziare finalmente la "fame di Verità" degli Italiani sulle "Stragi di Stato" e che il pieno riavvio della lotta alla Mafia non sia una tua priorità.

Da ultimo, anche se volessimo, non potremmo concederti alcuna Fiducia, per principio. Con la tua presunta "ventata" di novità, iniziata con l'impegno sul fronte della Legge Elettorale - che con mal celata presunzione hai battezzato "Italicum", privando i giornalisti del piacere di provvedere in tal senso - hai di nuovo offerto le luci della ribalta al "Caimano", noto ai più come il "Pregiudicato di Arcore", nonché come il "Cavaliere pieno di macchie", oltreché come l'ex Senatore della Repubblica decaduto per ragioni giudiziarie, Silvio Berlusconi.

Costui, allo stato, è il vero "vincitore" del tuo Governo e se egli continuerà a farsi i "fatti propri" e a fare il male dell'Italia, grazie al suo impegno (si fa per dire, ndr) in Politica, l'unico responsabile sarai sempre e soltanto tu. "Pranzi di Arcore", o meno...

A proposito: non possiamo negare che il Piano Programmatico del tuo Esecutivo ci ricordi il famigerato "Contratto con gli Italiani" che qualche anno or sono, proprio il tuo "padre putativo" volle "vomitare" nelle case degli Italiani, direttamente dallo studio televisivo di Porta a Porta... E che dire poi della tua promessa di ottenere risultati concreti entro i primi sessanta giorni dall'insediamento? Permettici di dire che essa ci ricordi parecchio quella fatta dal suddetto, riguardo ai suoi "primi cento giorni" a Palazzo Chigi...

Insomma, se il "nuovo che avanza" è così simile ad un periodo malandato e stantio, che puzza di marcio e che non può dirsi del tutto concluso, stiamo freschi»!

Domani

«Matteo, credici, potremmo continuare, ma tanto ci basta. Nello scegliere di non farci abbindolare dalla tua riconosciuta capacità di fare Marketing, con cui sei in grado di venderti alle folle e di regalare sogni, saremo davvero lieti di essere smentiti, qualora dal tuo Governo venisse qualcosa di buono per l'Italia e per gli Italiani. Qui non siamo alla "Ruota della Fortuna". Ergo, spetta a te, sempre che tu ne sia davvero all'altezza, adoperarti concretamente per farci ricredere, compiendo (cosa ardua se non impossibile, ndr) atti davvero "illuminati". 

In caso contrario (eventualità che a nostro modo di vedere ha maggiore probabilità di realizzarsi, ndr) ti aspettiamo al varco della nostra critica, puntigliosa e severa, che per quanto conti, non fa sconti ad alcuno». 

D.V.

Addendum. Tornando al principio della riflessione, è evidente anche ai più ciechi delle "cose della Politica", che anziché trovarci a veder scorrere i primi fotogrammi di un film intitolato "Renzi I", ci troviamo a leggere i "titoli di coda" di una pellicola di serie B, chiamata "Napolitano III"... 

Insomma, è inutile: più il tempo passa, più ci convinciamo dell'idea che "Colui che sul Colle alberga" sia stato e continui ad essere un pessimo Capo dello Stato. Il peggiore della Storia Patria, anzichenò! E dicendo ciò, chiniamo doverosamente il capo innanzi alla somma Figura Istituzionale da lui rappresentata.

In effetti, non bastassero i suoi continui interventi sui temi nell'agenda dei vari Esecutivi fin qui succedutisi; le perduranti pressioni quotidiane esercitate sul Parlamento e ogni altra velleità a lui cara, di "dirigismo" della "vil Politica" fuori dalle prescrizioni della Sacra Carta, ci è assai difficile dimenticare le "firme facili" apposte sul Lodo Alfano, sullo Scudo Fiscale e sulla Legge salva-ILVA, oltreché sull'incomprensibile e in un certo qual modo illegale, "Grazia Diplomatica" concessa a Joseph L. Romano, Colonnello dell'USAF, coinvolto nel "Caso Abu Omar" e condannato in contumacia dalla Giustizia Italiana...

E ovviamente, resta sempre vivo in noi, il rammarico e l'indignazione per la vicenda delle Intercettazioni (distrutte per decisione di una Consulta alquanto "imboccata", ndr) che lo vide duellare a distanza con la Procura di Palermo (e di cui si spera che qualche solerte Cancelliere, spinto da senso di Verità, abbia fatto una copia da svelare al mondo, prima o poi…).

Tali e tanti casi che, rammentati uno ad uno, assieme ad innumerevoli altre "varie ed eventuali" che la concitazione del momento relega lontano dai nostri ricordi, ci portano tranquillamente ad affermare: "ecco una ragione in più appoggiare idealmente, la richiesta d'Impeachment dell'immortale Inquilino del Quirinale, presentata (e frettolosamente rigettata, ndr) dall'unico Partito "illuminato", di nome e di fatto (il M5S) seduto sugli scranni.

Frattanto, nell'attesa che il procedimento di Messa in Stato d'Accusa prima o poi e in qualunque modo, si compia (sebbene, ahinoi, il suo esito negativo appaia quantomai scontato per mancanza degli adeguati "numeri Parlamentari", ndr) non resta che confidare che il futuro regali all'Italia qualcuno di meglio, ovvero che abbia realmente a cuore i valori del Diritto e della Democrazia.

 

 
 
 

Lettera Aperta a Matteo Renzi.

Foto di cornell2

 

"E 'l primaio vizîo è Vanagrolia: questo muove l'animo e fallo vizîoso e mal disposto d'una volontà disordinata a volere quello onore che non si conviene. E comettesi questo peccato per [otto] vie, e catuna ha il suo nome per meglio averle a memoria. E quelle sono i vizî che nascono di lei, e sono cosí appellati: Grandigia, Aroganza, [N]on usanza, Ipocresia, Contumacia, Contenzione, Presunzione, Inobbedienzia". (Bono Giamboni)

Caro Matteo Renzi,

dopo aver letto la sua lettera indirizzata ai Partiti, abbiamo ritenuto opportuno, financo doveroso, portarla a conoscenza della nostra opinione, in risposta alle sue idee. Ciò, non tanto in virtù del nostro "non-essere" Forza Politica, quanto in veste di semplici cittadini della Repubblica Italiana.

Perché se è vero che la Partecipazione popolare, in quanto principio cardine della Democrazia, sia un obbligo morale, ancorché legale (perlomeno a nostro modo di vedere, ndr), è parimenti vero che la Propositività del singolo, come un'insperata, ultima freccia nella faretra, sia una facoltà da impiegare al meglio, attraverso il personale impegno in Politica, mediato o immediato che sia, oltreché con un dialogo diretto con quanti siedano al vertice delle Istituzioni, sfruttando in maniera proficua e costruttiva, le possibilità offerte dai nuovi mezzi di comunicazione.

Ma bando alla ciance e veniamo a noi.

Legge Elettorale

"Il Porcellum è morto, viva il Porcellum". La recente decisione della Corte Costituzionale ha portato nuovamente alla ribalta la Riforma Elettorale, che dire? Beh, se non altro che in tema di Elezioni Politiche, l'Italia sia l'unico Paese Occidentale in grado di mettersi in discussione sia ex ante, sia ex post, tanto sulle regole del Voto, quanto innanzi al responso dell'Urna (i consueti "teatrini da Pinocchio" a corollario degli "Exit Polls", sono indicativi di tale assunto: "siamo primi ma non abbiamo vinto"; "ce l'aspettavamo"; "abbiamo confermato i seggi"; "non abbiamo vinto, ma neanche loro"; ecc. ecc.).

Ciò premesso, al di là delle prese di posizione, note o "segrete", proprie della Casta bipartisan al Potere nostro malgrado, sebbene avessimo visto con favore il temporaneo ritorno al "Mattarellum", attraverso il libero ricorso ad un Referendum dall'esito scontato - Diritto che la Storia ricorderà sempre esserci stato negato proprio dalla Consulta, all'ultimo momento, a causa delle illegittime "pressioni" del Quirinale - è ormai da tempo che sosteniamo la necessità di abbandonare il Sistema Maggioritario, in favore di un più democratico Sistema Proporzionale. Dopo tutto, è dimostrato dagli eventi, che la (presunta) Governabilità assicurata dal primo sia quantomai ondivaga e opinabile.

Essendo l'Italia un Paese in cui è fortemente radicato il Parlamentarismo, crediamo che la soluzione stia tutta nell'adozione di un metodo Proporzionale con sbarramento del 5%, voto di preferenza, determinazione della Coalizione d'appartenenza prima del voto e ovviamente, "vincolo di mandato" in capo agli eletti, con decadimento automatico per chi optasse per un ribaltone, più o meno "lucroso", a cose fatte...

A dispetto delle recenti dichiarazioni di alcuni Politici (lei tra loro, ndr) non crediamo che la soluzione a tutti i problemi passi per quel "Sindaco d'Italia" ipotizzato vent'anni or sono da Mariotto Segni. Siamo infatti dell'opinione che - avendo il nostro Paese, pagato amaramente lo scotto di un "uomo forte" che volle far da sé - sia di certo più auspicabile la realizzazione di una "Italia di 60 milioni di Sindaci", nella quale, in nome della Partecipazione, il Potere torni finalmente nelle mani dei cittadini. Alla faccia delle futili ed interessate "discussioni di Palazzo", che, a forza di nuove "Maialate", puntino ad imporre nuovamente al popolo, l'onta morale, lo scempio ideale e l'inezia fattuale, causati dall'esser rappresentati da un Parlamento di "Nominati"!

E visto che siamo in ballo, rimanendo in tema di legge elettorale, ci permetta di sfruttare la sua vena iper-produttiva, rammentandole semplicemente, che il mancato riconoscimento del Diritto di Voto agli studenti Erasmus (evento occorso in occasione delle ultime Elezioni Politiche), attenda tuttora un risolutivo atto normativo ad hoc. A fronte del confermato impedimento a parteciparvi, tutti i "gozzoviglianti incapaci" della vil Politica Italiana, si persero in mari (e Monti) di promesse, affinché fosse impedita un'analoga, infausta (ed infame) sorte, ai giovani che avessero avuto la sfortuna di trovarsi temporaneamente all'Estero, per motivi di studio, durante il successivo appuntamento con le Urne. E' passato del tempo e come sovente capita nella nostra "Terra Sciagurata", nessuno si è preso la briga di legiferare in favore di tale "porzione" di cittadini.

Non sappiamo e non c'interessa più, cosa ne pensino il Ministro degli Interni, Angelino Alfano, il Presidente del Consiglio, Enrico Letta e soprattutto il "custode" della  Costituzione - sempre troppo prodigo di richiami - nonché Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Certo è che se ne avessero avuto il men che minimo interesse, la questione sarebbe stata risolta da un pezzo.

Ergo, pendiamo dalle sue labbra, di "giovane" della Politica Nazionale... Perché se è sicuro che prima o poi si torni a votare, a causa del perdurante "rischio scollamento" dell'attuale Maggioranza Parlamentare, lo è altrettanto che ci ritroveremo a parlare di "problema Erasmus" il giorno prima dell'apertura dei seggi, rinviando alla "prossima occasione" ogni valutazione di riforma al riguardo.

Ciò, mentre si tornerà a biasimare, ad urne chiuse e al cospetto dell'ulteriore crollo dell'Affluenza degli Aventi Diritto, la "disaffezione" degli Italiani e in particolare delle nuove generazioni (che, a nostro avviso, già a sedici anni dovrebbero essere autorizzate a dire la loro, ndr) verso il sacro Diritto di Partecipazione, notoriamente riconosciuto come il "sale" della Democrazia... 

Riforma del Bicameralismo e modifica del Titolo V della Sacra Carta

Ci consenta un paio di premesse. Quando sentiamo parlare di Riforme, un brivido ci corre lungo la schiena, non foss'altro che per il fatto d'aver sentito proferire tale parola così tante volte e per così tanto tempo, perlomeno negli ultimi vent'anni, da farci venire la nausea ad ogni sua nuova riproposizione... Come dire che se fosse per noi, la voce "Riforma" sarebbe già sparita dai dizionari della Lingua Italiana, in quanto soffocata da un più significativo "sinonimo": Raggiro (del cittadino, ndr)...

In aggiunta, il timore che si adoperino in maniera sconclusionata, interessata, o reazionaria, gli strumenti riformatori offerti di una Costituzione sempre più interpretata ad uso e consumo di questo o di quel qualcuno, resta lì immobile, come un paletto sprofondato nel terreno. Dopo tutto, anche il Piano di Rinascita Democratica della P2, tirava in ballo un bel po' di Riforme...

Detto ciò, riguardo alla revisione del Sistema Bicamerale, così come architettato dai "Padri Costituenti", non siamo d'accordo con la proposta di rendere il Senato una Camera delle Autonomie o, Dio non voglia, una rediviva Camera delle Corporazioni. Per noi, l'unica modifica da attuare per svecchiare rapidamente e per davvero il nostro Ordinamento, passa infatti per la consacrazione del Monocameralismo puro, in cui, nel rispetto della tradizione dell'Antica Roma, resti un solo Ramo del Parlamento: il Senato della Repubblica, per l'appunto. E che si metta una bella croce, finalmente, sulla più numerosa e costosa Camera dei Deputati!

D'altro canto, in merito alla modifica del Titolo V della Legge delle Leggi, riteniamo non soltanto che le Province debbano essere cancellate in quanto entità amministrative autonome (rendendole delle mere realtà geografiche, ndr), ma che anche il complesso delle venti Regioni sia da cambiare radicalmente, riducendone il numero ad una decina.

Con ciò, si darebbe più visibilità al concetto di Federalismo e nel contempo, si realizzerebbe un invidiabile risparmio di Spesa Pubblica, la quale, trattandosi si burocrazia, il più delle volte si rivela improduttiva e clientelare. Il "verbo" dev'essere insomma: meno centri di Potere e più possibilità di controllo sulla corretta gestione della Cosa Pubblica. O vogliamo ancora continuare a sperare nell'azione disincrostante della Magistratura, da molti riassunta a sproposito, nel termine "Magistratocrazia"?

In sostanza, l'ossatura dello Stato dovrebbe ridursi, comprendendo l'Autorità Centrale (magari rivedendo anche l'operatività dei Prefetti), le nuove 10 Regioni e i Comuni. Proprio questi ultimi, assumerebbero il ruolo di "collante" del territorio, tra Autorità e Cittadini, ma anche tra singole Autorità Locali, assumendo i compiti delle Province "dismesse", grazie alla realizzazione di Consorzi, liberamente costituibili e altrettanto liberamente risolvibili.

In conclusione delle nostre riflessioni, ci complimentiamo per la sua scelta di tenersi alla larga dai "salotti" della Politica Romana, (che in un certo qual modo ridà lustro alla sua Firenze, già Capitale d'Italia) e le auguriamo un anno di successi, perché non dubitiamo che quando dalle parole dovrà passare ai fatti, avrà bisogno dei migliori auspici, anche dai suoi avversari... Per inciso: i migliori auspici non tanto per lei, quanto per l'Italia, ovviamente!

E in attesa di un suo riscontro che mai arriverà, non ci resta che continuare a confidare nella determinazione e nella lungimiranza dell'unica forza politica "illuminata" seduta sugli scranni... Dalla quale anch'Ella, negli ultimi tempi, pare esser tentata dal prendere ispirazione.

Cordialmente,

D.V.

P.S.: Ah! Quasi dimenticavamo... Vorrà perdonarci l'impudenza, ma non possiamo esimerci dal seguente promemoria: "#Renziecaccialagrana"! Il contribuente ringrazia...

 

 
 
 

"GIUSTIZIAteli"!

Foto di cornell2

 

"La Legge è uguale per tutti" è una bella frase che rincuora il povero, quando la vede scritta sopra le teste dei giudici, sulla parete di fondo delle aule giudiziarie; ma quando si accorge che, per invocar la uguaglianza della legge a sua difesa, è indispensabile l'aiuto di quella ricchezza che egli non ha, allora quella frase gli sembra una beffa alla sua miseria. (Piero Calamandrei)

Incipit. La Giustizia? E' come la Legge: non è questione per gente onesta. Cose che succedono. In Italia. 

Or dunque diteci: "che razza di Paese è l'Italia"?

Già! Che Paese è quello un ladrone in doppiopetto blu - magari seduto comodamente a Palazzo, assieme ai suoi compari - possa tranquillamente continuare nelle propria opera di oltraggio della Legge senza pagar pegno (qualunque Legge, ndr), grazie alla cavillosità del Sistema Giudiziario che abbia contribuito a peggiorare, unicamente a ristoro del proprio personale tornaconto?

Che Paese è quello in cui il contrappeso del censo, del nome e del portafogli (l'appartenenza alla "Casta", ndr), consenta ancora di dividere la Società tra cittadini facoltosi e fortunati e cittadini (sempre più) derelitti e bistrattati? E soprattutto, che Paese è quello che sia in grado di far pendere la bilancia della "Somma Dea Giustizia", da un lato piuttosto che dall'altro, nonostante i tentativi di taluni integerrimi Magistrati, che non si "pieghino" passivamente ad accettare una sciagurata e precostituita "diseguaglianza" formale e sostanziale degli individui innanzi alla Legge e che per questo, siano additati come sediziosi rivoluzionari da tacitare con ogni mezzo?

Che Paese è quello in cui la Politica si attardi a parlare di "Riforma della Giustizia", solamente per riempire le ingorde pagine dei quotidiani, con l'intima consapevolezza che ogni frase, ogni intento o proponimento, siano destinate a restare soltanto "chiacchiere buttate al vento"?

E che Paese è quello in cui troppe Verità silenti ed invereconde, assurgano agli onori della cronaca, in via diretta o  in via mediata (per errore, o presunto tale, ndr), soltanto allorché siano "intercettate", dando così nuova ispirazione censoria e linfa vitale, al trasversale "Partito del Bavaglio", deciso a nascondere i propri sporchi affari ad un'Opinione Pubblica distratta da futilità ed inezie varie?

Beh, unite i punti e troverete le risposte...

Un terra sciagurata.

E' un fatto che a far scorrere l'inchiostro, da almeno un ventennio, siano a giorni alterni le beghe giudiziarie del "Pregiudicato di Arcore", meglio noto come Silvio Berlusconi. Insomma: i processi, le prescrizioni, i "Lodi" e buon ultima la condanna sul caso Mediaset con al seguito le giravolte giuridiche attorno alla pena inflittagli, ecc. ecc. Senza contare che l'ennesimo "giorno del giudizio" ruotante attorno alla sua Decadenza dal Seggio Senatoriale, la retroattività della Legge Severino, il pantano e lo scontro sempiterno che affliggono le Aule, le diatribe sul voto segreto e sul voto palese e via discorrendo, continuino a rammentarci quanto a fondo siano penetrate nel nostro Ordinamento, le sue malefatte Politiche e ad illustrarci i tanti perché sia riuscito negli anni, a rendere il nostro Paese un posto peggiore dove vivere.

Così com'è un fatto, quello che racconti che in Italia sia sufficiente avere per amico un Ministro del Governo della Repubblica, affinché si possa "aggirare" in maniera squallidamente normale, le norme inerenti alla Custodia Cautelare - infangando un intero Sistema Carcerario, già di per sé da Terzo Mondo - per aver "salva la vita" e godere del privilegio degli arresti domiciliari...

Oppure, quello che racconti che un fermo di Polizia, o l'Arresto, rischino di essere la causa del passaggio a miglior vita, di chi abbia la sfortuna di passare per oscure camere di sicurezza, magari dopo aver ricevuto il "benvenuto" da parte di smaniosi "controllori" decisi a sfogare le proprie personali frustrazioni e a proferir menzogne allorché chiamati in causa (perché dopo tutto è cosa nota, ahinoi, che le Forze dell'Ordine, anziché a "proteggere e servire", siano ormai ridotte al rango d'incontrollato "braccio armato" del Potere...).

E tanto che ci siamo, è un fatto quello che racconti di un Capo dello Stato, dedito a parlar troppo anche quando proprio non serva, si faccia desiderare assai, nel momento in cui sia chiamato a collaborare da una Procura, poiché "informato sui fatti" riguardanti presunti accordi con Cosa Nostra... La stessa Procura con cui aveva pensato bene di intavolare, attraverso l'Avvocatura dello Stato, un conflitto di attribuzione tra Poteri, innanzi alla Corte Costituzionale (in relazione all’attività di intercettazione telefonica da questo effettuata su utenza di altra persona, nell’ambito della quale sono state captate conversazioni del Presidente della Repubblica).

I disonori del Cavaliere pieno di macchie e il Riformismo ad Personam.

Forse sarà un caso, ma tra le proposte che sovente saltano fuori dal cilindro della "vil Politica" in materia di Giustizia, non manca mai il Decreto svuota-carceri, con scioperi della fame e della sete al seguito, presunte minacce da parte dell'Europa, ed inviti a fare presto rivolti al Parlamento da ogni dove, perché si trovi una soluzione al "sovraffollamento" dei Penitenziari.

Ciò, come per dare una parvenza, o meglio, un "contorno di generalità" a quella che ogni volta sa di "mossa politica" dedicata ad uno o più casi particolari. Come dire: una tana libera tutti, a tutela del singolo. Il rispetto formale della Legge e del Diritto cui fa da contraltare il loro dileggio sostanziale.

Essendo stati educati a "Pane e Rispetto della Legalità", non possiamo negare che allorché si ragioni attorno a tali fantomatici espedienti, non ci sentiamo rappresentati, né tutelati, bensì oltraggiati e vilipesi da scriteriati Esponenti di quelle stesse Istituzioni che avrebbero l'onore di fare e decidere per noi altri, cittadini della Repubblica Italiana.

Per tale ragione, la domanda che ci scuote e ci tormenta è sempre la medesima: "L'Onestà paga ancora in questo sciagurato Paese"? Già, perché come se non fossero bastati i troppi anni in cui la parola d'ordine era "Legge ad Personam", non passa giorno in cui al cospetto delle fin troppo numerose ipotesi di "Riforma" a base di provvedimenti di Amnistia e di Indulto e nulla più, non si finisca per chiedersi se valga ancora la pena, per sé e per la propria morale, continuare a tenere un comportamento ligio alle regole, all'educazione e al vivere civile e rispettoso della Legge... E nonostante i tentennamenti, la risposta è sempre ed immancabilmente la stessa: "Si"!

Sono almeno vent'anni che ad ogni dì che Dio, o chi per lui, ci doni da vivere, giunga immancabile la proposta di "metter mano ai Codici" da parte di un Ministro o di chi sieda in Parlamento. Un fatto che, al di là delle apparenze, non ha alcunché di benemerito e che esce "amplificato", in tempi di Governo dell'inciucio, dai continui rimbrotti e dagli scontati richiami che eccedenti ed eccessivi, anzichenò, giungono nervosi (e snervanti, ndr) dal Colle, per tenere alta l'attenzione sui problemi del "Sistema Carcerario al collasso"…

Frattanto, mentre troppi novelli "Cesare Beccaria" si fanno largo (nostro malgrado, ndr) nessun concetto degno di nota, arriva a rincuorare i "liberi" e i "coscienziosi" da parte di chi sieda al Vertice dell'Ordinamento. Dicevamo: si fa tutto nel tentativo di nascondere un "insano intento" (ad esempio, il salvacondotto giudiziario di Silvio Berlusconi, ndr) dietro al nobile proposito di salvaguardare la salute dei detenuti e l'etica dello Stato... E si fa il contrario di tutto, per quanti rimangano (la meritoria maggioranza degli Italiani, ndr).

Consci di parlare per molte anime inquiete, parafrasando un tale che se ne intendeva, affermiamo con forza: "a questo gioco al massacro, noi non ci stiamo"! Qualsivoglia provvedimento di Grazia sia allo studio - generale o "ad personam" che sia - la foga messa dalla Politica in materia, appare più che mai come un ulteriore, sfacciato insulto, inferto alla gente onesta e all'Italia tutta.

Non ci piegheremo, mai, a dover rinunciare alla nostra riverente, doverosa e bene accetta prostrazione al Diritto Normativo, per il solo fatto di non essere tenuti in considerazione da una Classe Dirigente incompetente, connivente e fin troppo "interessata".

Non ci piegheremo, mai, alla passiva accettazione dell'assunto in divenire che in Patria nostra, la Giustizia non sia cosa per gente onesta... Proprio perché essere ligi ed onesti deve continuare ad essere un comportamento "premiante", né Amnistia, né Indulto, né Grazia ad personam, possono o debbono essere concessi. Né ora, né mai più"!

E ovviamente, quando il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, il Presidente del Consiglio, Enrico Letta e il Guardasigilli (ormai noto alle cronache come il "Ministro telefonista", ndr) Anna Maria Cancellieri, si prodighino in pomposi e dissennati discorsi al riguardo, non parlano in nostro nome e non ci rappresentano.

Le pretese dell'insolente pulzella e la "grazia" dello Sceriffo di Nottingham... 

Ora, prendete il cosiddetto "Rubygate", ovvero la vicenda dalla quale è scaturita la potenziale, definitiva "defenestrazione" Politica di Silvio Berlusconi.

Se quella esercitata dall'allora Presidente del Consiglio nei confronti dei funzionari della Questura di Milano, in base alla sentenza di condanna (in Primo Grado) rivelò il reato di Concussione per Costrizione (fattispecie regolata dall'art. 317 C.P.), l'analoga intromissione (oh, pardon! Volevamo dire "sensibilizzazione", ndr) attuata nei confronti dei due vice capi del dipartimento per l’Amministrazione Penitenziaria attuata dal Ministro del Governo dell'inciucio, Anna Maria Cancellieri, affinché si giungesse rapidamente alla scarcerazione di Giulia Ligresti, cosa sarebbe? A nostro parere, siamo quantomeno di fronte ad un caso di Concussione per Induzione (fattispecie introdotta dal Legislatore nel 2012 e regolata dall'art. 319 quater, C.P.).

E detto ciò non ci passa per la testa, neppure lontanamente, di prendere le parti del primo. In effetti, al di là delle rinvigorite e pretestuose proteste degli esponenti del PDL (i quali, reputando "normale" l'interessamento del Ministro Cancellieri e la conseguente "telefonata" sul "caso Ligresti", hanno ripreso a sbandierare la non perseguibilità del loro "Signore", reo di aver compiuto la ben più famigerata "chiamata" sul caso "Ruby"), a far pensare dev'essere invece, il mancato invio di un avviso di garanzia ad Anna Maria Cancellieri, proprio in ragione della stessa logica che condusse ad accusare (e a giudicare colpevole in Primo grado, ndr), Silvio Berlusconi!

Forse, a mancare, è la consapevolezza dell'importanza del Dicastero interessato dalla vicenda (ribadita dal fatto che il suo Titolare sia l'unico indirettamente citato dalla Costituzione, all'art.110) e dell'impudicizia di cui sia stato fatto oggetto, dall'attuale Ministro. Non è possibile prendere le difese di un Esponente del Governo, quando sia indifendibile, di fatto e di diritto. Dovrebbe essere lo stesso Presidente del Consiglio, Enrico Letta, a ritirare le deleghe e a nominare un soggetto meno attaccabile e magari, chissà, più capace. 

Invece, a prevalere è il solito attaccamento alla poltrona all'Italiana da un lato e un fiducioso silenzio giustificatorio e connivente, dall'altro.

Davvero altri tempi quelli in cui si forzarono a tal punto le regole, da giungere ad interpretare in maniera abnorme e fuori da ogni logica, il secondo comma dell'art.95 della Sacra Carta, soltanto per ammettere la liceità della "Sfiducia Individuale". Sfiducia destinata a "dimissionare" l'allora Ministro Filippo Mancuso (reo di aver "remato contro" la propria Maggioranza) e ad evitare - come sarebbe dovuto essere, in ossequio al rigore delle prescrizioni normative - la fine dell'intero Governo Dini.

...E il sacrificio dello scudiero qualunque.

Ora prendete un ragazzo come tanti, messo all'angolo dai problemi della vita che affliggono tutti noi. Certo, questo non ne fa un martire, direte Voi; eppure il suo nome basta di colpo a far cambiare idea: Stefano Cucchi...

Stefano Cucchi ha avuto ben tre sfortune.

La prima: esser stato trattato come un cittadino di serie inferiore, umiliato e malmenato, da chi avendolo arrestato ne avrebbe dovuto comunque garantire la sicurezza e la salute, secondo Giustizia, oltreché, ovviamente, in base ai precetti della Legge e ai più comuni canoni del Diritto.

La seconda: non avere avuto un "Santo in Paradiso" che ne abbia sollecitato la scarcerazione, richiedendone gli arresti domiciliari per ragioni umanitarie, come accaduto alla più "fortunata" Giulia Ligresti (per la quale, per l'appunto, si è scomodato addirittura l'attuale Ministro di Grazia e Giustizia).

La terza: aver perso la vita, per "coincidenza", in ragione delle due precedenti...

Siamo tutti figli di uno stesso Stato, le cui Istituzioni, qualunque "faccia" le rappresentino, dovrebbero assicurare "pari dignità, trattamento e considerazione" a tutti i cittadini e invece, a prevalere è il "Sistema dei due pesi e delle due misure". Ciò capita, addirittura, quando vi sia in gioco la Libertà delle persone. Decisamente, qui qualcosa non gira proprio come dovrebbe...

E' per questo che, come allora chiedemmo le dimissioni del Cavaliere per aver interferito nelle legittime determinazioni di un altro Rappresentante dello Stato, ora pretendiamo le dimissioni di Anna Maria Cancellieri, Responsabile del Ministero di Grazia e Giustizia, nel nome di Stefano Cucchi e di tanti altri come lui. Perché con la vicenda di Giulia Ligresti, anziché dare prova di totale "imparzialità ed abnegazione" in virtù del ruolo rivestito, si è resa protagonista di una bieca vicenda mascherata da "premuroso atto di civiltà".

I cittadini onesti, dei suoi distinguo, dei suoi chiarimenti e del suo rinnovato, presuntuoso intendimento a restare in sella, non sanno proprio cosa farsene. Ergo, caro Ministro, già Prefetto della Repubblica, compia l'unico, irrinunciabile atto che le resta, firmando le proprie dimissioni irrevocabili e poi: "a casa"! (E visto che c'è, si porti dietro anche il Capo dell'Esecutivo, Enrico Letta (che da "Primus Inter Pares" è con lei parimenti e pienamente responsabile).

Chi di "Giustizia" ferisce, di "Giustizia" deve giocoforza perire...

D.V.

P.S.: Il Silenzio dell'Anziano Regnante.

Che ne è stato dell'anziano Regnante? Beh, avremmo voluto dire, da cotanta figura, giunge soltanto l'esempio... Invece, ascoltando il suo "fragoroso silenzio", come capita ogniqualvolta sarebbe utile, financo necessaria, una sua presa di posizione minimanete illuminata, ci limitiamo a rammentare che, come lasciato filtrare confidenzialmente da fonti vicine a WikiLeaks, sia pendente un "cablo" che confermerebbe l'esistenza di almeno un file audio, inerente a talune non meglio precisate "intercettazioni della discordia, provenienti dall'Alto Colle di Roma", in grado di acuire in maniera sconvolgente, lo scontro tra Politica e Giustizia che continua ad avvelenare l'Italia. E che il documento (da diverso tempo in possesso dell'Organizzazione guidata da Julian Assange), sarebbe in procinto di essere pubblicato. Come dire: Edward Snowden insegna... Siamo tutt'orecchi!

Meglio di così?

 

 
 
 

"Abuso di Cittadinanza".

Foto di cornell2

 

"Peccato che non si possa vedere che cosa passi nella mente degli uomini quando scelgono un'opinione! Son sicuro che, se questo fosse possibile, potremmo ridurre il consenso di un'infinità di uomini all'autorità di due o tre persone, che, ritenute profonde conoscitrici di una dottrina, sono riuscite a diffonderla, grazie al pregiudizio che si aveva dei loro meriti". Pierre Bayle

Dedicato a chi fugga in cerca di Opportunità e a chi, pur restando, continui a credere nei propri Diritti e nelle proprie Libertà.

Incipit

Tutto ebbe inizio in una data precisa: 8 Agosto 1991. Quel giorno, rimosso dalla memoria dei più e probabilmente sconosciuto a tutti gli altri, con l'ingresso nel porto di Bari della nave Vlora, salpata da Durazzo, Albania, con un carico di oltre ventimila persone disperate (e contemporaneamente cariche di nuovi auspici in vista dell'approdo in "America", ndr) venne meno il "non-rapporto" instaurato fino ad allora, tra l'Italia e Flussi Migratori...

Il nostro Paese, appeso alle limitate sicurezze derivanti dall'aver promulgato la "Legge Martelli" giusto l'anno prima (Legge n.39 del 1990) e abituato al massimo, a sghignazzare sulle spiagge, alle spalle del "Vù cumprà" di turno, fu messo di fronte al mastodontico, "prevedibile imprevisto", sapendo dare dimostrazione al mondo di tutte le incapacità del caso...

In quel preciso istante, tutti noi fummo posti di fronte al crollo delle nostre certezze - pur non comprendendolo appieno - mentre la Penisola passò di colpo, dall'essere punto di partenza per altri "ameni lidi", a sciagurata terra d'approdo.

Oltre millecinquecento anni dopo il definitivo superamento del Limes "reale e sostanziale" eretto contro i "Barbari" dall'Impero Romano, fu la volta di quello "ideale ed ingenuo", figlio dei Blocchi delle Ideologie, che per decenni aveva tenuto separato il Suolo Italico dallo Straniero.

Fu l'inizio della fine... Fu un nuovo inizio.

La Politica, l'Immigrazione e il Rispetto dei Diritti

Riguardo alle Politiche sull'immigrazione, siamo da sempre convinti che all'obbligo morale ed umano, che impone il rispetto del principio di Solidarietà e dunque l'Accoglienza del bisognoso, debba accompagnarsi il dovere di rispettare i Diritti dei cittadini, nel nome della Legalità e dell'Etica di Stato.

In effetti, i Processi di Integrazione nella Società di coloro che scelgano l'Italia per cominciare una nuova vita, cominciano nel momento stesso in cui essi giungano da noi e rappresentano la "prima pietra" sulla quale erigere l'Italia di domani. Allo stesso tempo, il mantenimento delle prospettive e dei fondati interessi degli Italiani "della prima ora", è il collante necessario affinché la nuova costruzione non imploda come un castello di carte.

In questa materia, ad illuminare le menti e a guidare le mani dev'essere un principio di mutuo "Do ut Des", in cui l'equilibrio tra esigenze e pretese di ambo le parti sia ben ponderato. "Comune prosperità nella legalità" dev'essere la parola d'ordine.

Proprio per questa ragione, a nostro avviso, ogni forzatura che miri a disarticolare in senso peggiorativo l'attuale impianto normativo, in maniera poco ragionata, o addirittura faziosa, dev'essere rifiuta e respinta all'origine. Ben venga la sensibilità personale ed umana (a patto che non sia guidata da ragioni ideali "estremiste", o da più bieche motivazioni elettorali) ma ben venga, nel contempo, del sano e coscienzioso "pragmatismo di salvaguardia".

In tempi in cui parlare semplicemente di "Nazione" pare esser diventato un oltraggioso affronto, valga la premessa doverosa, ineludibile e sincera, che nel nostro animo a prevalere sia del sano e genuino "Amor di Patria" e che ivi non alberghi alcunché ascrivibile a vili e perniciose "questioni di razza". A fare la differenza, in cuor nostro, è l'Onestà delle persone. Ergo, non abbiamo problemi a vivere e a lavorare con chi abbia il colore della pelle di qualsivoglia colore dell'Arcobaleno, o che parli un idioma che non "risuoni" il Fiorentino, il Bresciano, il Siculo, o il Ternano.

Ciò che non accettiamo è l'immigrazione "selvaggia e sfrenata" - basata sul concetto della "continua emergenza" - senza scrupoli, senza risorse e senza soluzione, che dimostra quotidianamente il disimpegno della Politica e il prevalere d'interessi di nicchia. Un concetto erroneo cui, nel nome degli "sbarchi", al rispetto e al ristoro delle giuste necessità dei nuovi arrivati, fa da contraltare la dimenticanza delle altrettanto giuste esigenze degli "indigeni".

Allorché ci troviamo a vivere i salvataggi degli esuli in diretta televisiva; ad ascoltare i drammi di vita di quella gente dai diversi Natali; a vedere le facce spente dei detenuti dei CIE; a sapere degli impediti affondamenti delle "carrette del mare" e dei respingimenti del vicino Stato Maltese; un misto di rabbia e sofferenza ci pervade.

Pur tuttavia, allo stesso tempo, non dimentichiamo il sentimento di frustrazione e il senso d'abbandono, omaggio di uno Stato assente, vissuti dagli abitanti di talune realtà locali (la Puglia di ieri e Lampedusa di oggi, ndr), lontane da Roma, sia geograficamente, sia emotivamente...

Così come non dimentichiamo che, nelle difficoltà proprie degli Apparati cui siano delegate le funzioni di controllo in tema di "clandestinità", spesso e volentieri finisca per valere l'equivalenza tra immigrati irregolari (privi di occupazione e di reddito stabile) e criminalità di ogni livello (la Cronaca Nera quotidiana, ahinoi, parla da sé).

L'obbligo impellente: migliorare lo stato delle cose nel nome del "riequilibrio"

Se davvero la volontà è quella di dire basta: basta alle "barche delle morte" che affondano; basta alle polemiche sui CIE che "scoppiano"; basta alle prese in giro degli abitanti delle piccole isole e delle Regioni abbandonate al loro destino; basta alle centinaia di migliaia di persone prive di permesso di soggiorno che sovente, muovendosi nell'ombra, vanno ad ingrossare le file del malaffare; ecc. ecc. E' nostra opinione che il Governo e il Parlamento della Repubblica Italiana, debbano impegnarsi, da un lato a far riemergere gli "irregolari" presenti sul territorio e dall'altro, ad inviare ai disperati senza Patria, ma soprattutto ai Poteri Mafiosi che lucrino su di loro, un messaggio perentorio: "qui, non si passa più".

Dopo tutto, al di là delle promesse di comodo, è inutile aspettarsi aiuti da un'Europa distratta e disinteressata, lamentandosi degli appelli rimasti inascoltati da Bruxelles - per poi cedere a "denti stretti" alle richieste dell'Alto Commissariato per i Rifugiati dell'ONU - quando scafisti senza scrupoli sappiano per certo, che le frontiere colabrodo del nostro Paese (specie quelle marittime) siano un mezzo sicuro per fare soldi sulle sfortune di chi scappi da guerre, miserie e malattie.

Se è vero come è vero che il Passato Coloniale di alcuni Paesi (in parte anche del nostro) conti parecchio sui drammi dell'Africa e del Medio Oriente, che oggigiorno spingono alle "fughe di massa", è quantomai lecito domandarsi: "Visto e considerato che l'opzione di aprire le porte a chiunque non sia praticabile, per quanto tempo è giusto accettare le colpe e le responsabilità morali delle passate generazioni? E per quanto invece, è giusto accettare i rimbrotti e le osservazioni di certi "benpensanti", riguardo a presunti "privilegi" goduti dai nostri padri"? Chissà mai che "Eternità" non sia la risposta di qualcuno...

Il fatto che la "nostra gente", tanto in un lontano passato, quanto in un amaro presente, abbia lasciato casa propria con la valigia di cartone e rinunciato agli affetti dei propri cari, per cercare fortuna oltre-confine, non è una ragione valida per assecondare un "obbligo d'ingresso morale" che faciliti quello fattuale e che imponga la rinuncia a tutte le severe verifiche e restrizioni del caso.

Il mondo cambia continuamente e per l'appunto, è assai cambiato: in termini di risorse; in termini di sviluppo; in termini di bisogno di forza lavoro. Agire come se nulla fosse, ritenendo che tante diverse "Ellis Island" riservate agli Italiani aspiranti cittadini del mondo, non siano mai esistite, è fuorviante. Anzi, è pericoloso, in quanto può condurre all'innesco di conflitti sociali gravi, inestricabili e irrisolvibili.

E' per questo che quando sentiamo affermare dal Capo dello Stato, Giorgio Napolitano: "Massima attenzione all'integrazione degli immigrati", da par nostro rispondiamo: "Certo"! Tuttavia, caro Presidente vorremmo che si prestassero la medesima cura, lo stesso "spreco di parole" e di risorse, gli stessi intendimenti ideali, ed eguale impegno politico, per evitare la "disintegrazione" del popolo Italiano.

Insomma, non vogliamo apparire come dei bigotti ed ottusi nazionalisti o peggio, essere tacciati di "nere tendenze politiche", ma gradiremmo quantomeno che in Italia ci fosse "pari dignità" tra Dovere all'accoglienza ed Obbligo di Solidarietà da un lato e Diritto di tutela del cittadino dall'altro. Sarebbe bello sapere che le Istituzioni si adoperino concretamente per impedire l'espatrio per necessità della "Meglio Gioventù Italica" in cerca di una possibilità chiamata Occupazione...

O si prende coscienza dell'impellente necessità di un "riequilibrio" in questa difficile situazione, o, prima o poi, il noto motto "prima gli Italiani" tornerà di gran moda... E allora, sarà "guerra tra poveri", innanzi al crollo della nostra Società.

Il Dilemma della "revisione" della Legge Bossi-Fini.

Di recente si è tornati a parlare di una riforma dell'attuale Legge sull'immigrazione (n.189 del 2002), altrimenti nota come Bossi-Fini, "rea", per molti cittadini e per alcuni tribunali, di avere introdotto il Reato di Clandestinità nel nostro Ordinamento. Rimettendoci alla volontà del Legislatore, riguardo al se, al come e al quando modificarla, ci limitiamo a proporre dei costruttivi appunti, o meglio, qualche suggerimento volto ad affrontare costruttivamente la questione.

A nostro giudizio, allo stato, bisognerebbe sospendere a tempo indeterminato il Trattato di Schengen, al fin di limitare l'invasione "in ingresso" proveniente dall'Est Europa, "sigillando" d'altro canto, i confini "in uscita". Ciò, con lo scopo d'inviare indirettamente il messaggio, verso le coste d'Oltremare, che l'Italia non sia più il canale privilegiato per il passaggio verso il Continente.

Si potrebbe dar vita ad un Comitato Operativo sull'Immigrazione (un organismo burocratico composto, per esempio, da un Prefetto, da un Magistrato e da un Alto Ufficiale dello Stato Maggiore della Marina Militare, soggetto alle "valutazioni politiche" di un eventuale Comitato Interministeriale Emigrazione e Lavoro, ndr) cui delegare tutte le decisioni operative in tema di: accordi "di blocco" con gli Stati di provenienza e di partenza dei migranti/clandestini; determinazione del possesso e del mantenimento del "merito" di permanenza e d'impiego dello straniero in Italia; rimpatrio degli indesiderati e dei soggetti condannati in via definitiva, a fronte di reati la cui pena possa essere scontata nei Paesi di provenienza; controllo delle coste e pattugliamento delle acque territoriali; valutazione delle domande di Asilo Politico.

Comunque sia, sarebbe logica ed "umana", la decisione di limitare quanto prima, ad una settimana, il tempo di permanenza nei CIE (un "male" comunque necessario) di quanti ad ogni dì, continuino a sbarcare sul "lungomare".

Allorché ci si perda dietro al "sogno" della libera circolazione delle persone a livello globale, siamo tutti d'accordo. Tuttavia, nella realtà, ragioni economiche, politiche, sociali e religiose lo impediscono. E' un po' come per la "Pace nel mondo": la vorremmo tutti, ma, di fatto, essa rappresenta soltanto un'utopia per cui battersi e morire, con la consapevolezza che mai si possa realizzare.

Pertanto, anche in virtù dell'approssimarsi della data in cui il nostro pianeta raggiungerà il numero di Otto Miliardi di abitanti, è bene ragionare in maniera forse un po' più cinica, ma di sicuro più avveduta e realistica, sui "conflitti" dell'immigrazione. E' preferibile guardare con lungimiranza al futuro, mettendo in pratica una più ovvia e vantaggiosa (per tutti) Politica di redistribuzione delle risorse, anziché permettendo uno "sbilanciamento umano" verso l'Europa, con l'Italia in prima fila.

Se la Statistica "post-Censimento 2011" conta oltre sessanta milioni di  persone sparse sulla Penisola, sarebbe giusto che i Governanti di turno si prendessero la briga di mettere nero su bianco, nel nome di una sensata e civile programmazione, quale sia, secondo loro, il numero massimo di abitanti raggiungibile dall'Italia, sia in termini di risorse disponibili e spendibili, sia in termini di salvaguardia ambientale

Visto e considerato che capita sovente che si sottolinei si rimproveri l'arretratezza normativa del nostro Paese in questa o in quella materia, riguardo alla Legislazione sull'immigrazione potremmo dire: "o si va "a scuola" agli antipodi, prendendo spunto dalle analoghe, restrittive Leggi emanate in materia dall'Australia e soprattutto dalla Nuova Zelanda, o ben presto la nostra Comunità "salterà in aria", letteralmente".

Il Diritto di Cittadinanza

Sfogliando la Costituzione, all'art.3, comma 1, leggiamo: "Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali". 

E' un fatto assodato che in tema d'Immigrazione, a fare la differenza sia il Diritto di Cittadinanza e che le due voci, procedano (o dovrebbero comunque procedere) di pari passo. Ciò, soprattutto quando si abbia a che fare con le "seconde generazioni", ovvero con i figli dei non-Italiani che vivano da anni nel nostro Paese.

A tal proposito, è giusto affermare fin dal principio la nostra contrarietà alla proposta d'introdurre nel nostro Ordinamento lo "Ius Soli", argomento tanto caro a Cécile Kyenge, Ministro dell'Integrazione del Governo Letta e a Laura Boldrini"Presidentissima" della Camera dei Deputati.

Ovviamente, è il caso di dire che il nostro diverso parere, specie con riferimento al Ministro Kyenge, non abbia alcunché di pregiudiziale e sia distante anni luce dai ragionamenti di taluni "Politici di Verde Vestiti" che, tra "insulti scimmieschi", "maiale day" e "oltraggiose magliette", anziché sedere in Parlamento, dovrebbero essere rinchiusi in una "gabbia Padana"...

In effetti, proprio perché siamo favorevoli ad integrare al meglio chi pur non avendo degli "Italici Natali", sia desideroso di "acquisirli" con onestà, dedizione e rispetto, non vediamo con favore una modifica dell'attuale Status Quo normativo e pensiamo che "imporre" la rinuncia dello "Ius Sanguinis" rappresenterebbe un vero e proprio "Abuso di Cittadinanza"...

Senza contare che al cospetto dei "negrieri del Terzo Millennio", optare per tale scelta equivarrebbe di fatto, ad "offrire" in pasto una succulenta bistecca ad un leone affamato: l'esito è scontato, prima ancora di averlo pensato!

In un Paese dove moltissimi "abitanti DOC" meriterebbero di essere resi apolidi e messi alla porta, per quanto sia doloroso affermarlo non si può correre il rischio di "importare" un numero incommensurabile di "potenziali Italiani in fasce".

Inoltre, in tutta onestà, il fatto che a proporre il superamento dell'attuale sistema di acquisizione della Cittadinanza, siano un Ministro che abbia vissuto suo malgrado (per ragioni burocratiche, ndr) un seppur temporaneo "senso di clandestinità" e una Presidentessa della Camera che abbia rivestito il ruolo di Portavoce dell'UNHCR, palesa un evidente "eccesso di tutela" delle ragioni di chieda di entrare, rispetto a quelle altrettanto degne di nota (e di cura), proprie di chi chieda di rimanere (i cittadini, ndr).

E' un po' come dire che dovendosi legiferare in materia di lotta agli stupefacenti, avessero voce in capitolo un ex tossicodipendente e l'ex Responsabile di una Comunità di Recupero. Per quanto sulla carta, ciò possa apparire come la soluzione ideale, è più che lecito dubitare del fatto che il loro profondo coinvolgimento emotivo, legato ad eventi passati, rischi di compromettere il raggiungimento del "migliore risultato" per tutti, ovvero anche di chi mai abbia fatto uso di droghe...

Per raggiungere un compromesso "civile e costruttivo", riteniamo comunque ineludibile la concessione di una Sanatoria a quanti si trovassero sul nostro territorio ad una specifica data. Ciò, al fine di "cristallizzare" la pur tragica situazione e per consentire ai "Sans-Papiers" di poter emergere dall'anonimato e di cercare "la via legale ad una vita dignitosa". A meno di non volersi impegnare in inconcepibili rastrellamenti di "stampo Hitleriano" del Territorio Nazionale: possibilità, ahinoi, sempre nella mente di talune teste bacate...

Una volta che si avesse finalmente qualche certezza in più, si potrebbe poi pensare di "allargare la maglia dei diritti": riducendo a cinque o a sette anni i tempi d'attesa per la naturalizzazione; concedendo l'agognato Passaporto della Repubblica ai figli degli immigrati nati in Italia (e con la fedina penale pulita, ndr) al compimento dei sedici anni di età; garantendo il diritto di voto amministrativo ai "residenti non Italiani" di lungo corso e senza carichi con la Giustizia; introducendo una sorta di "pre-Passaporto" che in virtù del comprovato merito sociale, economico, lavorativo, culturale, artistico, sportivo e militare, dell'individuo, consenta alle Prefetture di ridurre, o di azzerare, i termini di concessione della Cittadinanza.

Non sappiamo se il nostro punto di vista raccolga o raccoglierà consensi, né pretendiamo che coloro che abbiano la bontà di leggerci lo accettino pedissequamente. Il nostro intendimento è soltanto quello di proporre delle soluzioni; delle risposte a precise domande; delle soluzioni agli equilibri instabili della nostra vita e della nostra Società... Prendendo spunto da un'impudica e tragica Realtà.

D.V.

P.S.: "È un uomo civilizzato colui che dà una risposta seria ad una domanda seria. Di per sé la civiltà non è altro che un sano equilibrio di valori". (E. P.)

 
 
 

"Cieche Parole e Assordanti Silenzi".

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1) "La parola è una chiave, ma il silenzio è un grimaldello"Gesualdo Bufalino

2) "Il silenzio è l'atteggiamento più sicuro per chi diffida di sé stesso". François de La Rochefoucauld

Dedicato a Giorgio Napolitano.

Incipit. Capita, talvolta, che avendo la necessità di essere rinfrancati da parole illuminate e sagge, si finisca per ascoltare un fragoroso e cupo silenzio. Capita, talaltra, che al bisogno di una riflessione silente, acuta e profonda, corrisponda una sciagurata cacofonia di suoni scialbi e perversi.

Mentre l'eco del Processo Mediaset risuona ancora dentro e fuori dal "Palazzo", nell'insolito silenzio del Quirinale prosegue la "rumorosa persecuzione" mediatica e giudiziaria (unitamente alla "rovina professionale" auto-inflitta, causa "intervista fuori luogo", ndr) del Giudice di Cassazione Antonio Esposito, ovvero di colui che abbia avuto l'onore e l'onere di condannare con sentenza definitiva l'uomo che, per quanto ci riguardi, in un ventennio è riuscito nel non facile intento di rendere l'Italia un posto peggiore dove vivere: Silvio Berlusconi.

A tal proposito, se fossimo dediti al gioco d'azzardo accetteremmo scommesse, circa il "contentino" con cui il CSM vorrà omaggiare il "Pregiudicato di Arcore", a ristoro (si fa per dire) dell'onta subita. Molto più realisticamente, ci accontentiamo di valutare le Sanzioni che prevedibilmente toccheranno al Giudice Esposito, con la somma certezza che comunque vada sia già un successo. Come dire: che gli infliggano l'Incapacità Temporanea ad esercitare un incarico direttivo, per un periodo di tempo (probabilmente, almeno un anno), o la più "morbida" Mozione di Censura, una cosa è certa: le persone oneste gli saranno riconoscenti per l'eternità.

Comunque sia, ben oltre le cronache giudiziarie, a far discutere sono le "fibrillazioni della Politica". Il tempo stringe e a ben guardare, realtà o apparenza che siano, non è un mistero che giorno dopo giorno si vada inasprendo lo scontro tra Letta & Co. da un lato e Berlusconi e "soldatini vari" (cd. esercito di Silvio, più falchi e colombe d'ogni sorta, ndr) dall'altro, sullo spinoso tema della decadenza del "Senatore pregiudicato".

A quando il "botto"? E chi lo sa?

Un attento osservatore potrebbe pensare che tutto, questione "immunità giudiziaria" in primis, rientri nei canoni dell'Italica normalità, in quanto tutto era ampiamente prevedibile al momento della formazione dell'Esecutivo... Ma se accettassimo tale appunto, oltre che della possibilità di rammentare all'insolente parte in causa che a godere di tale privilegio, siano solitamente i mafiosi "pentiti" e non certo i cittadini ligi e disciplinati osservatori delle Leggi, ci priveremmo in origine del gusto della polemica e della dialettica che, quando si abbia a che fare con "Mr. B", non manca mai.

Tornando all'attualità, il fatto che il Governo, il Quirinale e la Consulta, stiano valutando l'ipotesi di come offrire "un aiutino" all'ex Presidente del Consiglio, così da consentirgli di continuare a proclamarsi "più grande Statista della Storia Patria" dentro e fuori dall'Aula del Senato, rappresenta, a nostro avviso, l'ennesimo, vile oltraggio nei confronti dei cittadini onesti e coscienziosi e soprattutto verso la Costituzione della Repubblica Italiana (già troppe volte infangata dalla sciagurata Classe Politica al Potere).

Per quanto ci riguardi infatti, vale ancora e sempre varrà, il principio che la Legge sia uguale per tutti, incensurati o condannati che siano. Ergo, resta sempre valido il nostro indomito grido di battaglia, indirizzato alle Italiche Istituzioni interessate: "NO all'Amnistia ad Personam! NO alla Grazia Presidenziale! NO a qualunque salvacondotto per Silvio Berlusconi"!

Frattanto, a far rumore è il "vile ricatto" con cui il PDL sta mettendo a rischio il nostro Paese. Una bestialità morale e sostanziale, attraverso la quale, nel nome della cancellazione di un'imposta diventata un simbolo (l'IMU, ndr), si vuol giungere ad uno scambio Politico-Giudiziario in cui al confermato sostegno al Governo, faccia da contraltare la ristabilita "Agibilità Politica" del proprio pretenzioso Presidente.

Ora, fatte le opportune premesse, giunti a vivere questa triste situazione, ci domandiamo: è più irresponsabile l'inerzia del "non fare" di un tal "nipote d'arte"; "il verbo" di un pregiudicato alla guida di un gruppo di Politicanti da strapazzo che (grazie alla Magistratura, ndr) rischi di andare a fondo per sempre, assieme al suo decadente leader, con somma letizia di almeno 3/4 degli Italiani; una Corte Costituzionale al guinzaglio del Capo dello Stato; o un Presidente della Repubblica che abbia benedetto a più riprese delle incomprensibili ed incomprese "Larghe Intese"?

Chissà mai perché, ma propendiamo per l'opzione numero quattro...

Caro Presidente Napolitano, se l'Italia continua ad essere prigioniera dell'inconcludenza Politica, della Crisi Economica e della "Fiducia ad Orologeria" conseguente alle bizze di un Cavaliere che seppur disarcionato, non muore mai (politicamente parlando, ndr), la colpa è da ascriversi in particolare alla decisione (soprattutto sua, ndr) di scendere a patti col Diavolo, alias Silvio Berlusconi. Non occorreva certo l'ultima parola di un Magistrato, per comprendere appieno chi egli fosse! Se i mali del nostro Paese restano tali e quali, con tendenza ad un pericoloso peggioramento, farebbe bene a farsi qualche domanda in più, su quanto abbia "architettato" dall'alto del suo "Palazzo Dorato". 

Cucendosi addosso un ruolo non suo, mettendo bocca su questioni non di sua pertinenza e trasformando di fatto l'Italia, in una Repubblica Presidenziale, ha contribuito in prima persona alle attuali tensioni sociali, politiche ed economiche.

Al di là della Crisi di Governo in divenire, ci è sufficiente citare un "esempio di scuola": l'abolizione della "Legge Elettorale", la quale, anziché rappresentare il primo punto dell'Agenda dell'Esecutivo di Enrico Letta, è rimasta lettera morta, nonostante il suo pregresso, puntiglioso intendimento di metter d'accordo le maggiori Forze Politiche. Se proprio lei, non avesse osteggiato il Referendum volto alla sua cancellazione, la "farsa" che stiamo vivendo sarebbe stata, con altissima probabilità, nient'altro che una remota ipotesi di scuola.

D'altro canto, andando poco più indietro nel tempo, siamo sicuri che se non avesse fatto perdere un anno agli Italiani - a causa del Governo di Mario Monti - facendoli votare alla prima data utile, dopo le dimissioni del "Reuccio di Arcore", oggi, da parte di costui non verrebbero minacce, bensì il flebile lamento di un "Politico dismesso". Come dire: Chi è causa del suo mal pianga se stesso… L'Italia ha da tempo finito le lacrime.

Poiché è inutile piangere sul latte versato, nella scelta tra rinuncia ai Valori della Repubblica che si avrebbe a causa del criminale aggiramento delle Prescrizioni della Sacra Carta, se lo scontro in atto diventasse una vera e propria guerra, destabilizzante e sanguinosa da ogni parte delle barricate, non vedremmo nulla di patologico nel ricorso al Voto Anticipato.

Insomma, al rischio di veder piegata la Verità, la Giustizia e la Legalità, alla volontà di chicchessia, preferiremmo di gran lunga che lealmente si rendesse omaggio all'Onestà, all'Etica e più semplicemente, al Rispetto delle Regole, confermando la messa alla porta di Silvio Berlusconi dal Parlamento e ridando la parola all'Elettorato.

Quando le alternative si riducano alla scelta tra la "super-tutela" di un solo Cittadino e il perseverare a "sopravvivere" in una Democrazia per nulla compiuta, ma infangata e oltraggiata da un "Commissariamento perpetuo", esercitato da uno "Spirito Anziano" albergante sull'Alto Colle, lontano dal comune sentire e dalla disillusione di un intero Popolo, sta proprio nel ricorso alla voce del Popolo, la giusta soluzione. Un seppur instabile equilibrio...

Ora come ora, la nostra riflessione è rinfocolata da un "semplice" dilemma: come potrebbe evolvere il "nodo" della Decadenza Parlamentare di Silvio Berlusconi? Se, come pare, a prevalere dovesse essere la salvaguardia dell'interesse di uno, nel nome della tutela dell'interesse generale, viste e considerate le incertezze provenienti dalla "Maggioranza dell'inciucio", a rischio di sconfinare nella "fantapolitica", riteniamo che la soluzione (assai amara per i cittadini onesti, anzichenò) passi per il "sacrificio" del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano...

In effetti, se la cosa più importante, al momento, tanto per il Governo, quanto per lo stesso Inquilino del Colle, risulta essere il "mantenimento in vita" dell'Esecutivo (sia per fronteggiare la Crisi, sia per garantire "stabilità" al Paese, perlomeno fino al termine del Semestre di Presidenza Italiana dell'U.E., ndr), "Re Giorgio" potrebbe decidere di firmare il "Perdono Presidenziale" in favore del Cavaliere, rassegnando subito dopo le proprie dimissioni.

Ciò, in considerazione di un combinato disposto tra l'art. 87 della Costituzione e l'art. 174 del Codice Penale. Se nel primo si legge che il Capo dello Stato possa "Commutare le Pene", oltreché concedere la Grazia, nel secondo sta scritto quanto segue: "L'Indulto o la Grazia condona, in tutto o in parte, la pena inflitta, o la commuta in un'altra specie di pena stabilita dalla Legge. Non estingue le pene accessorie salvo che il decreto disponga diversamente, e neppure gli altri effetti penali della condanna...".

Ergo, poiché è indubbio che il Decreto disporrebbe "diversamente", con probabilità prossima all'Assoluto e al di là delle chiacchiere di facciata, che distraggono le folle, danno lavoro a "giornalisti e giornalai" e fanno campare la "vil Politica", il Pregiudicato di Arcore sarebbe salvo... Anzi, lo era già in partenza.

Riuscite ad immaginarlo? Nessuna ulteriore discussione circa la retroattività o l'incostituzionalità della Legge Severino, né ulteriori diatribe di comodo, tra PD e PDL. Senza considerare, ahinoi, che per evitare ulteriori "brutte sorprese" a fronte degli altri processi in divenire, ambo le parti potrebbero mettere in conto una "salvifica e sgangherata" riforma della Giustizia, ad personam, sulla quale già in passato, hanno dimostrato un vergognoso "comune sentire"...

Risolta la diatriba e scampato il "pericolo dell'urna", tutto continuerebbe sulla falsariga di quanto accaduto da vent'anni a questa parte. Amici come prima dunque! Anzi, di più! E sullo sfondo, magari, un nuovo "inciucio" per la nomina della più Alta Carica dell'Ordinamento.

Come dire: "Botte piena e moglie ubriaca" per il riconfermato Senatore della Repubblica; "Oltre al danno, la beffa", per la maggioranza del deriso ed umiliato Popolo Italiano...

Messa sul piatto un'ipotesi per nulla improbabile, l'importante, dicevamo, è che un minuto dopo aver (eventualmente) posto il "sigillo" sul Decreto di Grazia, il Presidente Napolitano si "sacrifichi", avendo il buon gusto fare le valigie e "salutare" (magari con un bel discorso alla Nazione a reti unificate, da par suo pieno di moniti e rimbrotti, ndr), lasciando spazio a più "giovani, rispettosi ed illuminati" Uomini di Stato...

D.V.

P.S.: Un potenziale nome "Presidenziale"?Beh, potessimo scegliere, non avremmo dubbi: Piercamillo Davigo. Un Magistrato, ma guarda caso...

 

 
 
 
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