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Un blog creato da cornell2 il 24/05/2009

0744 Il Velino

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"Il Re è morto, viva il Re"!

Foto di cornell2

"Assoluta. Dicesi della monarchia, in cui il sovrano può fare tutto quello che gli aggrada, almeno finché ciò gli viene consentito dagli attentatori. Tali istituzioni sono tuttavia oggi più rare, essendo sostituite da monarchie costituzionali dove la facoltà del sovrano di fare del bene (o del male) è rigorosamente limitata, oppure da repubbliche, governate dal caso". Ambrose Bierce 

Incipit. 

Come ampiamente previsto dagli organi d'informazione e più volte annunciato da fonti del Quirinale, concluso il Semestre di Presidenza Italiana dell'UE, il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, ha rassegnato le proprie dimissioni.

Si aprono ora le procedure Costituzionali di designazione e nomina del suo successore da parte del Parlamento, che si riunirà per le operazioni di voto entro la fine del mese di Gennaio. Frattanto, Il Presidente del Senato, Pietro Grasso, reggerà l'interim della "sede vacante" fino ad elezione avvenuta.

Che dire? Beh, se non altro: "Orsù gioite! Il Re è morto, lunga vita al Re"...

20 Aprile 2013: promemoria dell'inizio delle fine.

Quell'infausto giorno, in una delle tante, troppe, innumerevoli e inenarrabili “Notti della Repubblica", la “Partitocrazia Istituzionalizzata” alzò il proprio “muro di Berlino” innanzi alle giuste pretese dei cittadini onesti e liberi, l'Undicesimo Presidente della Repubblica Italiana ricevette un secondo mandato, dalle Camere riunite in seduta comune, succedendo a se stesso e divenendone il dodicesimo... Ma soltanto "pro-tempore"!

Il “Putsch di Roma” diventò di chiara evidenza a tutti. "Responsabilità" fu la parola magica pronunciata a giustificazione del suo rinnovato impegno... "Omissis" invece (ma soltanto per pudore, ndr), rappresenta al meglio le dieci, cento, mille ben più adeguate "parole magiche" che avremmo potuto e che potremmo tuttora proporre in alternativa...

Se fosse esistita davvero una Classe Politica capace, in un certo qual modo onesta, "pulita", lungimirante, rispettosa delle Regole sostanziali prima ancora di quelle formali e fattivamente interessata al destino dell'Italia e dei suoi cittadini, ne avremmo avuto conferma allora. 

Non avremmo cioè assistito all'avvio di un secondo Settennato (una riconferma senza precedenti nella Storia Patria, ndr), né avremmo dovuto subire l'onta di una "programmazione a termine" della Massima delle nostre Istituzioni, oltraggiando ogni ovvia prescrizione al riguardo, imposta dall'art.85 della Sacra Carta. Ma soprattutto, avremmo avuto il piacere di sentir pronunciare il nome di qualcun altro; di una personalità di spiccata rettitudine, d'indubbia probità e di certa onestà, che se per tanti portava il nome di Gustavo Zagrebelsky o di Stefano Rodotà, per quanto ci riguardi, si chiamava e continua a chiamarsi, Piercamillo Davigo.

Una speranza tradita.

Mentre i traumi e gli scossoni post-elettorali erano ancora lì (dolenti e senza cure apparenti per i Partiti sconfitti; pieno di speranza l'unico, vero e vincente movimento "illuminato", ndr) eravamo pronti a conoscere il volto nuovo del Colle. Come dire: finalmente, dopo tanto penare dovuto al precedente inquilino, eravamo certi che chiunque ivi fosse assurto, una volta nominato, si sarebbe sentito, avrebbe ragionato ed agito, per davvero, come un cittadino tra tanti… “Uno di Voi” avrebbe dovuto esserne il suo motto; “Giusto” sarebbe stato il suo nome; “Onesto” sarebbe stato il suo cognome; “Verità”, infine, avrebbe dovuto esserne l'unico Credo.

E noi credemmo... Ma poi, fummo edotti che la "vecchia logica di Palazzo" avesse prevalso nuovamente. Non che fosse una novità, certo. La novità si materializzò però nel "precedente" creatosi con la riconferma. Ergo: addio rinnovamento! 

Eccoci qua dunque, oggi, come ampiamente previsto quel giorno, affranti, vilipesi  e umiliati, a leccarci le ferite, eppur mai domi, dopo aver assistito ad una pagina tanto indecifrabile, quanto vergognosa della Storia contemporanea d’Italia.

Un Presidente "sui generis" o un dispotico sovrano?

Non è per insensato pregiudizio, ma per la saggezza donataci a piene mani dall'esperienza... Abbiamo visto ed ascoltato, pertanto, giunti al momento di assegnare un voto, non ci tiriamo indietro. Siamo dell'idea che in questi anni Giorgio Napolitano abbia dato prova di cosa non debba fare un Presidente della Repubblica ligio e rispettoso della Costituzione.

E più il tempo passa, più ci convinciamo che Egli sia stato il peggiore di sempre in quel ruolo. E ovviamente, asserendo ciò, non ci esimiamo dal chinare doverosamente il capo innanzi alla somma Figura Istituzionale da lui rappresentata.

Guardando al passato, non possiamo dimenticare che egli abbia costretto alla "fuga" Silvio Berlusconi (un personaggio, per di più pregiudicato, che per inciso non gode certo delle nostre simpatie, ndr) sulla spinta dei "Poteri Forti" di Bruxelles, né che abbia fatto del tutto per agevolare l'ascesa di Mario Monti a Palazzo Chigi (salvo poi mangiarsi le mani, ndr). 

Non possiamo nemmeno dimenticare che egli abbia fatto in modo che il Governo presieduto da Enrico Letta fosse "pensionato" anzitempo e che abbia forsennatamente voluto partecipare alla costruzione della "squadra" di  Matteo Renzi… Un concetto di Democrazia quantomeno discutibile, quello dell'ormai ex-Presidente, in cui mai ci siamo rispecchiati.

E come se non bastassero i suoi continui interventi sui temi nell'agenda dei vari Esecutivi succedutisi sotto la sua egida, è comunque impossibile passare sopra alle perduranti pressioni esercitate sul Parlamento, la "presa in giro" dei Dieci Saggi in tema di Riforme, gli attacchi al Bicameralismo perfetto, l'aggiramento "de facto" del Parlamentarismo e ogni altra velleità a lui cara, di "dirigismo" della "vil Politica" fuori dalle prescrizioni della Sacra Carta.

Parimenti, non possiamo restare in silenzio sulle sue odiose prese di posizione sulla cosiddetta "anti-Politica" e sulle farneticazioni riguardanti presunte spinte all'Eversione, provenienti, a suo dire, da realtà nate dal basso come il Movimento Cinque Stelle, ree, aggiungiamo noi, di puntare soltanto il dito sul "marcio" fatto Ordinamento dello Stato. 

Né possiamo tacere sulla sua disponibilità a dire sì a Decreti "Omnibus" (formula legislativa impropria sita ben oltre i limiti della Legittimità Costituzionale, ndr) nonostante in passato l'avesse aspramente e giustamente criticata.

E ancora, è d'obbligo rammentare l'aria di "Colpo di Stato sostanziale", che abbiamo dovuto respirare ogni qual volta abbia riunito il Consiglio Supremo di Difesa - Organo meramente consultivo, sottoposto alla Legge e dunque al Parlamento - che in una logica di "scavalcamento decisionale" da lui architettata ha più volte smentito e tacitato un altro Potere dello Stato, quello Legislativo, nelle sue decisioni e nelle sue facoltà, come nel caso della vicenda dei controlli conoscitivi e preventivi in tema di costi e di sicurezza, riguardo all'acquisto di ulteriori caccia bombardieri JSF F35 (per la somma gioia del fornitore, ovvero della multinazionale della guerra, Lockheed Martin).

D'altro canto, non possiamo, non vogliamo e non dobbiamo dimenticare le "firme facili" apposte sul Lodo Alfano, sullo Scudo Fiscale, sulla Legge Fornero e sulla Legge salva-ILVA; la sua mancata sollecitazione, mediante messaggio alle Camere, riguardo al Conflitto d'Interessi e l'incomprensibile e in un certo qual modo illegale, "Grazia Diplomatica" concessa a Joseph L. Romano‬ (Colonnello dell'USAF, coinvolto nel "Caso Abu Omar" e condannato in contumacia dalla Giustizia ‬Italiana, ndr), tanto per fare un gradito presente all'Amministrazione di Washington in generale e a Barack Obama in particolare.

E ovviamente, come ciliegine su un'immangiabile torta, restano sempre vivi in noi, le bacchettate sprezzanti inferte alla Magistratura (tacciata di protagonismo, ndr)...

Bacchettate che comunque sono nulla innanzi al rammarico e all'indignazione provocati dalla vicenda delle Intercettazioni‬ (distrutte per decisione di una Consulta‬ alquanto "imboccata", ndr), in cui ebbe l'ardire di sollevare un Conflitto di Attribuzione davanti alla Corte Costituzionale contro la Procura Palermitana. Intercettazioni delle quali, per quanto ci riguardi, si spera che qualche solerte Cancelliere, spinto da senso di ‪‎Verità‬, abbia fatto una copia da svelare al mondo, prima o poi…

Che dire poi, dei dubbi lasciati nella sua deposizione come persona informata dei fatti, rilasciata ai Magistrati Siciliani, in materia di "Trattativa Stato-Mafia", o del silenzio fragoroso attorno alle minacce ricevute dal PM Nino Di Matteo o, ancora, delle pressioni esercitate per la designazione di Franco Lo Voi, proprio come Procuratore Capo di Palermo?

Insomma, tali e tanti casi che, rammentati uno ad uno, assieme ad innumerevoli altre “varie ed eventuali” che la concitazione del momento relega lontano dai nostri mai assopiti ricordi, c'indussero ad appoggiare la richiesta d'‪Impeachment‬ a suo capo presentata dal M5S (e frettolosamente rigettata dalle Aule, ndr), che fino ad oggi ci portavano tranquillamente ad affermare: “ecco una ragione in più per contare le ore che ci separano dal suo addio". 

Atti, fatti ed eventi che per l'appunto, oggi, ci fanno brindare alle sue tanto attese dimissioni, dedicando un sospiro di sollievo all'Italia‬ infangata e alla sua Democrazia‬ sospesa e fin troppo oltraggiata…

Una fine tanto attesa. Un nuovo inizio...

Chiusa la storia di un "Sovrano", insediatosi sul trono di sua sponte, in spregio della "Res Publica" e con il prostrante plauso della maggior parte dei partiti, come avemmo modo di fare soltanto pochi mesi or sono, sebbene arduo (visto e considerato che siano schierati in campo gli stessi "giocatori", ndr), auspichiamo che quanti siano chiamati a quell'importante votazione in seduta comune, impongano al Vertice del Stato "uomo tutto d'un pezzo".

Non c'interessa esser spettatori dei soliti, risaputi e sciagurati "Giochi di Palazzo" e in Verità, non vogliamo rinunciare ad un Presidente della Repubblica che sia persona onesta e capace e che della Legalità e della Giustizia abbia fatto da sempre, il proprio "pane quotidiano". Inutile dire che sarebbe necessario eleggere un "Papa Francesco" anche da "questa parte del Tevere", per fare le opportune pulizie dove necessario, per ridare lustro alle Istituzioni e per controbattere alla loro generale decadenza.

Al Parlamento è offerta un'imperdibile opportunità per il rilancio del Paese. Un rilancio che può partire proprio da una nomina oculata e ragionata, che sia in grado di tacitare il generale senso inquietudine, lo sdegno e il rammarico per quanto odiosamente fu e che per "grazia ricevuta", per fortuna, non sia più.

Che il nuovo Capo dello Stato sia dunque un cittadino che possa riunire un popolo disorientato e spento, dovendogli rispetto e Lealtà ben oltre l'ubbidienza ad un freddo Giuramento; che sappia stringerlo a sé e che voglia condurlo Avanti, con lo sguardo volto al Futuro, ma con i piedi ben piantati in un Presente sciagurato e fin troppo duro...

La speranza dunque, è solo questa: che il prescelto sia accolto dal popolo con giubilo gaudente e che c'induca a sentenziare: "Orsù gioite! Il Re è morto... Che riviva il Presidente. Finalmente"!

D.V. 

P.S.: "Poscia ch'io v'ebbi alcun riconosciuto, vidi e conobbi l'ombra di colui che fece per viltade il gran rifiuto"...

 
 
 

"La Mafia de Roma". (Il giorno delle Verità).

Foto di cornell2

"Mafia e Politica sono due poteri che vivono sul controllo dello stesso territorio: o si fanno la guerra o si mettono d'accordo. Il terreno su cui possono accordarsi è la spartizione del denaro pubblico, il profitto illegale sui pubblici lavori". (Paolo Borsellino)

Incipit. 

Impossibile negarlo: con l'inchiesta che ha svelato la linea del malaffare che per anni, a Roma, ha unito la Criminalità e il "Palazzo", appiattito su un un "mono-colore" che non poteva non essere che quello dei soldi, è tornato in voga, tanto in Patria, quanto e soprattutto oltre-confine, lo stereotipo dell'Italia "pizza, Mafia e mandolino"… Tutto accompagnato da un biasimevole pizzico di Terrorismo Nero, proprio nella culla del Fascismo e da una spruzzata d'immancabile "retorica mazzettara", nei riguardi, non a caso, di uno dei Paesi più corrotti del mondo.

E' questo ciò che non vogliamo: che passi un messaggio scontato, possibile e giustificabile in base alla Cronaca giudiziaria, ma pur sempre non veritiero. L'Italia è e dev'essere tutt'altro. L'Italia non può avere la faccia di Totò Riina, di Francesco Schiavone, di Giuseppe Morabito, o "der ciecato" Massimo Carminati...

Verità n.1: la Storia non insegna alcunché a chi abbia la "memoria corta".

E' passata molta acqua sotto ai ponti dai tempi di "Tangentopoli", ovvero, da quando la Procura Meneghina si adoperò meritoriamente, nel tentativo di arginare il fiume di mazzette che univa Politica e Imprenditoria e che inondava la "Capitale Economica" d'Italia. E ovviamente, non si contano gli anni trascorsi dall'inchiesta "Mani Pulite" che, come un salutare anti-tumorale, giunse a ridare speranza ad un Paese ormai in metastasi, dando l'impressione ai cittadini che vi fosse ancora una luce in fondo al tunnel chiamata Onestà... 

Gli sforzi di "quella" Magistratura furono immani e impagabili, tuttavia, la sua opera di pulizia/polizia s'interruppe bruscamente, sia per le melmose e sciagurate contromosse dei Partiti, sia per la campagna mediatica avversa, promossa da mezzi d'informazione nati "forcaioli" e giustizialisti e diventati, improvvisamente, garantisti e "puritani", che seppero imboccare ad arte un'Opinione Pubblica ondivaga e manovrabile come una vela al primo mutar del vento... 

Insomma, al di là del crollo di quella che oggi è pomposamente e odiosamente definita "Prima Repubblica" e ben oltre la trasformazione o la sparizione delle antiche formazioni partitiche, la Storia ci racconta che tutto o quasi, si riassunse in un sostanziale fallimento, che portò pochi pesci piccoli nella rete, alla fuga della preda più grossa (Bettino Craxi, ndr), al ripensamento dei tempi e dei modi del "furto istituzionalizzato", all'infausta "discesa in campo" di Silvio Berlusconi e alla nascita di un movimento che tutto diede all'Italia fuorché la "Forza"...

E quello sciagurato processo reazionario è ancora in corso, oggi, come si evince dalle famigerate velleità in tema di Riforme della Giustizia, mediante le quali, con la scusa del servizio al cittadino, sia il Potere Esecutivo, sia il Potere Legislativo, cercano di affondare definitivamente quello Giudiziario, ultimo possente baluardo contro lo sfascio totale e la definitiva capitolazione del nostro Ordinamento.

Verità n.2: il malcostume persistente fa il furbastro gaudente.

Or dunque, passano gli anni ma la malversazione, il peculato, il falso, la corruzione e la concussione (frattanto, accuratamente "ammorbidita" dall'Esecutivo presieduto da Mario Monti, attraverso la norma che porta il nome dell'allora Guardasigilli, Paola Severino, ndr) restano sempre delle amare realtà, che fanno ancora la felicità di quegli esplicativi personaggi creati da Giovanni Maria Flick e rilanciati a più riprese da Marco Travaglio, chiamati "Gustavo Dandolo" e "Godevo Prendendolo", che per reciproco interesse si fanno beffa della Legge, nel nome del "Dio Denaro" e del suo "Creatore", il Potere (invertendo l'ordine dei fattori, il risultato non cambia, ndr).

Le tante, troppe notizie che hanno ripreso a riempire le prime pagine dei quotidiani, a causa di un novello "Romanzo Criminale" che porta scritte le pagine più buie del centro nevralgico del Paese, stanno lì a dimostrare che l'istinto tangentizio sia più vivo che mai. 

Ieri era Milano, oggi è Roma; ieri era la Metropolitana Milanese, oggi sono l'ATAC e la metro C; ieri erano le pulizie del Pio Albergo Trivulzio, oggi sono l'immondizia "targata" AMA e la cura del verde pubblico "tra i Fori"; ieri si maneggiava denaro con Enimont, oggi lo si fa con Finmeccanica... Ieri si rubava per il partito, poi per sé, oggi si ruba per sé con la benedizione e la compiacenza del Partito.

Perché c'è un "listino prezzi" per tutto, che garantisce una "stecca" proprio a tutti... La parola magica è "Appalti": basta farsi avanti ed essere "ben disposti". Citando Giuseppe Prezzolini, potremmo affermare, oggi più di ieri: "In Italia non si può ottener nulla per le vie legali, nemmeno le cose legali. Anche queste si hanno per via illecita: favore, raccomandazione, pressione, ricatto, eccetera".

Verità n.3: i Poteri forti e le coperture Istituzionali del ladrocinio aggravato continuato.

Nutriamo il massimo rispetto per la "Città Eterna" e per i suoi abitanti ligi e probi. Tuttavia, di questi tempi, allorché ci capiti di leggere il noto acronimo "S.P.Q.R." ci torna alla memoria la rilettura fattane in tempi moderni da un "barbaro" calato dal Nord (Sono Porci Questi Romani, ndr), non per generico e generale dileggio, bensì per l'ovvio riferimento alla "costola" della rediviva Banda della Magliana, ai politicanti compiacenti, ai faccendieri senza scrupoli, Romanisti e Laziali, "rossi" e "neri" e ai Mafiosi di vario "calibro", incastrati dalle intercettazioni telefoniche e ambientali effettuate dalle Forze dell'Ordine per conto degli inquirenti. E come noi, è probabile che in tanti giungano a oltraggiare il noto motto latino, come a voler dire: "La società dei magnaccioni esiste per davvero"!

L'inchiesta "Mondo di Mezzo" ci ha informato dell'esistenza di un triplice livello di malavita: quello "di sotto", degli "spezza-pollici" e dei marchettari del branco ideologizzato, dediti al lavoro di prepotenza emotiva e di violenza fisica; quello "di sopra", dei salotti politico-istituzionali, vogliosi di partecipare al "sacco" e a spartirsi il bottino, nell'ombra delle segrete stanze, dove le decisioni si adottano e soprattutto s'indirizzano (col nome dell'ex Primo Cittadino, Gianni Alemanno, in primo piano, ndr); ed infine, per l'appunto, quello "mezzano", che fa da collante e che proprio grazie a quelle insane decisioni, cresce, prolifera e ingrassa, assieme agli altri due, alle spalle della gente comune e inconsapevole.

Sembra assurdo, ma a farci balzare sulla sedia è l'ignavia mostrata per anni dalla Procura Capitolina, innanzi a quanto avveniva sotto ai suoi occhi. Dopo le vicende dei primi anni Novanta, pareva infatti essersi dimenticata dei Reati contro la Pubblica Amministrazione, o meglio, sembrava guardare altrove o non guardare affatto... Si sono avuti vent'anni d'oblio, persi e mai ritrovati "nei fumi e nelle nebbie" del Palazzo di Giustizia della Capitale.

Vista e considerata la nota insoddisfazione dei Romani verso i loro Amministratori, ci sorge un dubbio: "possibile che prima dell'arrivo di Giuseppe Pignatone tutto funzionasse alla perfezione e che nessun Sostituto Procuratore avesse avuto sentore di marcio"? Qualcuno dovrebbe essere "rapidamente" chiamato a dare delle risposte, prima che, come sovente capita in Patria nostra, le indagini siano sviate ad arte, attraverso furti su commissione degli elementi probatori... O prima che, 41Bis o meno, qualcun altro sia messo a tacere con una tazzina di caffè corretto... Al cianuro!

Ben inteso, rapidamente non vuole comunque dire concludere le indagini alla svelta, come invece vorrebbe il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, che in una sua recente dichiarazione, ancora frastornato dal coinvolgimento diretto del suo PD, è sembrato chiedere un "colpo di spugna", lasciando intendere che i Magistrati avessero isolato poche mele marce e che il resto della cesta fosse salvo, quando la realtà sembra essere ben diversa. Del tipo: la cesta è tutta marcia, eccetto qualche rara mela eccezionalmente sana.

Verità n.4: "Mafia cooperativa".

Dicevamo: che si trattasse di "monnezza", di trasporti pubblici locali, di Sanità, o di gestione delle fronde di migranti che si assiepano in lungo e in largo nei campi dell'Urbe, mentre il Sindaco, Ignazio Marino, parcheggiava distrattamente la sua Panda Rossa qua e là per le vie del Centro, tutto faceva brodo per rimpinzarsi e godere, in "cooperativa", alla faccia e a spese dei contribuenti...

Strana e contorta storia quella dell'interessamento del mondo cooperativo. Potremmo esordire dicendo che se avessimo vestito i panni del Ministro del Lavoro Giuliano Poletti, avremmo avuto il buon gusto di dimetterci. Già, perché essere stato immortalato da una foto, qualche tempo fa, in veste di Presidente della Lega Coop, seduto a tavola con Salvatore Buzzi (ovvero la presunta mente operativa del sistema fraudolento oggetto d'indagine, ndr) avremmo scelto di "andare a casa", per l'intervenuto venir meno della fiducia degli Italiani... E difatti, non ci esimiano da ciò, lanciandogli un appello: "caro Ministro, suvvia, faccia un passo indietro... Mica vorrà aspettare un avviso di garanzia"!

Per inciso, bisogna rammentare che egli abbia messo la firma sul "Jobs Act", ovvero in calce ad una normativa reazionaria che al di là delle belle parole degli esponenti del Governo, precarizza ulteriormente l'Occupazione e dà campo libero al Lavoro in cooperativa. Se non altro, ci sarebbero tutti gli estremi per gridare al Conflitto d'Interessi.

Verità n.5: "Giuro di essere fedele alla Repubblica Italiana"...

Negli ultimi anni, eravamo abituati a sentir parlare di Mafia, non tanto per le vicende dei Corleonesi "in gabbia" (Totò Riina, Bernardo Provenzano, Leoluca Bagarella, ecc. ecc.) o dei latitanti più pericolosi (Matteo Messina Denaro, solo per citare il più noto, ndr), quanto per quelle che hanno visto il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, alle prese con la storiaccia delle intercettazioni e del conflitto di attribuzioni con la Procura di Palermo. 

Ma anche per la "salita al Colle" degli stessi Magistrati, per il persistente fragoroso silenzio del Capo dello Stato, riguardo alle minacce indirizzate al PM Nino Di Matteo e ovviamente, per la nota "Trattativa Stato-Mafia" in base alla quale una delle "Istituzioni guida" più stimate ed apprezzate del nostro Paese, (la Benemerita, nei secoli fedele, ndr) sarebbe scesa a patti con Cosa Nostra, attraverso uno dei suoi bracci silenti, nascosto da una sigla, il ROS, per scelta del suo ex-comandante Mario Mori.

Tralasciando le eventuali connivenze del Vertice dello Stato, cui sarà la Storia a rendere Giustizia, non possiamo negare di essere stati rinfrancati dal fatto che proprio gli uomini di quell'assai biasimato Reparto, abbiano dato la prima spallata alla Criminalità Romana, o meglio, a "Mafia Capitale", per troppi anni "lasciata fare", ridando in tal modo lustro e significato alla parola Fedeltà, oltreché ad un giuramento prestato, da troppi altri vilipeso e oltraggiato. 

Non resta che da chiedersi: "chissà mai dove fossero il Ministro degli Interni, Angelino Alfano (capace soltanto di saltare sul carro del vincitore, alla prima occasione, ndr), il Prefetto Giuseppe Pecoraro e gli uomini dell'AISI... Al telefono o a cena con qualche indagato"? Mah!

"Tutto è perduto, fuorché l'onore". E se domani...

In un giorno che pareva scorrere ignavo e stanco come tanti altri, delle crude, infauste e sconvolgenti Verità sono state svelate grazie ad un manipolo di uomini (cui dobbiamo soltanto stima e riconoscenza, ndr) a coronamento di quattro anni di pericolose indagini, mentre la Politica "arraffona", puerile, bugiarda e meretrice, estendeva ancora una volta a dismisura, il suo essere "l'Arte del compromesso... E del furto d'Autorità, nascosto dietro ai Princìpi Democratici"... 

E nel divenire degli eventi, se domani potremo dire che si sia alzato il vento del cambiamento sopra questo Paese alla deriva, sul mare piatto dell'ipocrisia... E se domani sapremo per certo che esista "un altro mondo", ma alla luce del Sole... E se domani avremo la certezza di vivere in una Patria diversa e certamente migliore, non potremo che dire grazie ai suoi eroi "postumi" e a quelli che, da cittadini qualunque, da rappresentanti delle Istituzioni "sane" e da indefessi e leali uomini in divisa, non abbiano accettato di piegarsi all'ignobile idea del "così fan tutti"...

Perché l'Italia dei giusti respinge gli arcaici pregiudizi e le etichette stantie... Perché l'Italia può, deve e vuole avere il volto pulito e onesto di Peppino Impastato, di Giorgio Ambrosoli, di Giancarlo Siani, di Antonino Scopelliti, di Rosario Livatino, di Libero Grassi, di Giovanni Falcone, di Paolo Borsellino, di Pino Puglisi, di Giuseppe Diana, di Angelo Vassallo e di tutti coloro che si siano adoperati, troppo spesso fino all'estremo sacrificio, per far attecchire in ogni dove il seme della Legalità.

D.V.

 
 
 

Caro Amico ti scrivo… Con l'auspicio che ti consegnino la posta!

Foto di cornell2

"Se i ritratti dei nostri amici assenti ci sono graditi, perché rinnovano il ricordo e alleviano la nostalgia con un falso ed effimero conforto, tanto più ci è gradita una lettera, che porta le vere tracce, i veri segni dell'amico assente". (Lucio Anneo Seneca)

Inicipit.

E' indubbio. Nonostante ci si trovi in piena Era Digitale, capita, talvolta, che per diletto o per lavoro, un cittadino come tanti "torni all'Analogico", prendendo in mano carta e penna e si attardi a scrivere una missiva, anziché cedere all'ormai consolidata "politica dell'e-mail". 

Ciò, con la speranza neanche troppo nascosta che il "Sistema" funzioni e che una volta affrancata e imbucata, essa giunga a destinazione, consegnata nelle mani del ricevente designato. Facendo comunque gli scongiuri di non dover vivere sulla propria pelle l'infelice esperienza, spesso raccontata dalla cronaca, di vedere il proprio scritto e le proprie riflessioni (sia che si tratti di un semplice saluto, sia che si tratti di un importante documento firmato in calce, ndr) dispersi in un sacco abbandonato in qualche improvvisata discarica, da un postino svogliato e malandrino

Già, perché, guardando quantomeno all'Italia, il dubbio che i Servizi Postali tradizionali funzionino davvero è comprensibile e ci sta tutto. 

Tanto per cominciare, basta avere la sfortuna di entrare in un qualunque Ufficio di Poste Italiane per trovarsi catapultati in una sorta di emporio, a metà tra una cartolibreria con annessa edicola e una società d'investimento alquanto raccapezzata, con tanto di file chilometriche, "perditempo agevola-fila" e mature donzelle snervanti dietro al bancone, nel quale l'antico "core business" di collegamento tra mittente e destinatario, rappresenta oramai un obsoleto ed anti-economico residuo del passato.

Che volete? Chiamatele pure: "le amare conseguenze della politica gestionale impressa da Corrado Passera, ai tempi in cui vestiva i panni dell'AD della Partecipata di Stato, osannato e omaggiato come suo prode salvatore"… 

In aggiunta, è d'obbligo rammentare l'esosa, illogica, incomprensibile e indecorosa spesa di parecchie decine di milioni di Euro, benedetta da Francesco Caio (attualmente alla guida dell'Azienda, ndr), sostenuta per l'ingresso nel capitale di Alitalia… Come avrebbe detto un noto politico ormai tramontato: "che c'azzecca"?

Il caso fortuito.

Or dunque dicevamo: in questo Paese "sbandato" capita che un cittadino operoso, come un bravo scolaro, porti con sé del lavoro a casa, specie di Venerdì e che in ragione dell'alea legata al passaggio della "Panda con la Banda Gialla" presso il suo Ufficio, abbia l'obbligata abitudine riempire un sacco con la posta in uscita, al fine di depositarla nella Cassetta Postale più vicina. Perché è noto: "chi fa da sé…". 

Ovviamente, per quanto si tratti di un numero sempre più esiguo di lettere, in un'epoca non a caso definita telematica, quel cittadino è conscio della loro importanza. Della stessa opinione, tuttavia, paiono non essere certi portalettere distratti, né, per responsabilità oggettiva, pare essere il loro datore di lavoro Statale...

Può succedere, infatti, che egli si trovi a passare davanti alla solita tabaccheria lungo la strada, che si fermi davanti allo "scatolone rosso", che vi infili accuratamente delle buste affrancate, che con sommo orrore veda aprirsi di botto il suo fondo (chiuso con criminale approssimazione, ndr) e che si trovi a veder cadere in terra tutto il suo "prezioso contenuto". Ovviamente, oltre a quello di sua pertinenza, anche quello di chissà quanti altri ignari cittadini...

Per quanto sconcertato, quel comprensivo cittadino, pensando ad un problema meccanico del meccanismo di chiusura, non si perde d'animo, raccoglie tutto e lo imbuca poco più avanti. Ovviamente, non senza aver imprecato verso l'altrui scandalosa disattenzione e senza essersi domandato, tra sé e sé, quale fosse l'articolo del Codice Penale che persegua i reati contro la corrispondenza (l'art. 616), riflettendo e cercando un'eventuale contestualizzazione all'infausto evento.

Ma si sa: chiuso un capitolo, "incollata la busta", tutto passa e tutto si dimentica. Col tempo. Forse…

Diabolica perseveranza.

Infatti, dopo qualche settimana, il laborioso cittadino si trova a rivivere il fattaccio, pari pari, come in un "déjà vu" o una Candid Camera.

Come dire: imbuca le lettere; si apre il fondo; lettere in terra... Stavolta però, credendo ancora nelle Istituzioni, l'indomito cittadino non passa oltre, prende in mano il troppo abusato "smart phone" e ne fa un uso "illuminato", componendo il numero dell'Autorità (nello specifico di quella per antonomasia, nella sua pregressa e mai rinnegata educazione di bambino: l'Arma dei Carabinieri, ndr). 

Spiegata con cura la questione e rinverdita le precedente sventura, il cittadino riceve l'ambita rassicurazione: "investiremo della questione l'organo competente... La Polizia Postale sarà immediatamente informata, affinché siano appurate le responsabilità e adottati i provvedimenti del caso". Come dire: "grazie della segnalazione, ci pensiamo noi"!

Fiero del suo contributo al ripristino della Legalità, il cittadino risale in auto e procede nello scorrere della propria vita. Sennonché...

Non c'è due senza tre!

E' un Sabato mattina in cui si respira il sempre più fioco spirito del Natale, in conseguenza della Crisi. Il cittadino esce di buon mattino e da persona responsabile sa che la Festa sia ancora di là da venire e che le incombenze del Lavoro non si siano ancora esaurite. Prende le solite buste con su recanti francobolli da Euro 0,70, da 0,85, più vari ed eventuali (che fanno la gioia del Ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan e del Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, sempre in cerca di denari, ndr) e si avvia verso la solita cassetta, perché ovviamente, l'ipotesi che possa capitargli di nuovo quanto accaduto tempo addietro, neppure lo sfiora… 

Invece, come per magia, nel momento topico: imbuca le lettere; si apre il fondo; lettere in terra...

Cieco di fervente inquietudine, resta basito, mentre si china a raccogliere le proprie lettere e quella di qualche altro povero Cristo alla cui insaputa si è consumata la "tragedia"...

E proprio mentre sta per inveire contro l'intera, incolpevole "Volta Celeste", si ricorda che è prossimo al dì di Festa per antonomasia e si limita ad un sorriso amaro, rinfocolato dalle parole di conforto della tabaccaia a fianco, che mentre tenta di aiutarlo a chiudere la cassetta, sbadatamente esclama: "Toh! E' capitato ancora. Lo fa spesso"… 

Lo fa spesso!? Ma come? Il cittadino la guarda negli occhi e con voce ferma e decisa risponde: "Beh, stavolta qualcuno dovrà pagarne le conseguenze. Questa vicenda si ripete con una frequenza scandalosa… E' una cosa inconcepibile e gravissima. Da Codice Penale"!

Il finale grottesco.

Preso di nuovo in mano il fido telefono cellulare, proprio mentre sta per comporre il 112, il prode cittadino rammenta che nel suo animo, oltre ad "Risorgimentale scrittore carta e penna", alberga anche "Machiavellico blogger del Terzo Millennio" e che magari, chiamando il 113 possano invece indirizzarlo direttamente alla Polizia Postale, evitando sul nascere le lungaggini e i dispersivi meandri della Burocrazia.

Ergo, come per magia, chiamata la Questura di… (della sua città... Una come tante, ndr), lo stremato cittadino trova finalmente la giusta controparte, che, con vivo "interesse Pre-Natalizio", comprensione,  disponibilità e professionalità, gli promette: "grazie della segnalazione, ci pensiamo noi"!

E al cittadino ormai stordito e rassegnato, non resta altro da fare, se non rispondere: "Ci pensate Voi? Sì. Auguri"…

D.V.

P.S. ...Mentre nella sua testa coscienziosa (e soprattutto cosciente di che razza sia il Paese in cui gli tocchi "sopravvivere", ndr) rimbomba e risuona un pensiero del tipo: "Non c'è proprio Giustizia. Ricomincia daccapo lo Storia, ma non mi cruccio. Tanto ormai ho il numero in memoria"...

 
 
 

"Ce piace 'o presepe".

Foto di cornell2

"Caro, caro Natale, che hai il potere di ricondurci alle illusioni della fanciullezza, che ricordi al vecchio i piaceri della sua gioventù, che riconduci da mille miglia lontano il viaggiatore e il navigante al suo focolare, fra le pareti tranquille della sua casa"! (Charles Dickens)

Premessa. Crediamo fermamente nell'importanza della Storia e delle Tradizioni, nel determinare l'essenza stessa di un popolo e rigettiamo sul nascere la volontà, o meglio l'utopia di taluni, che vorrebbero a tutti i costi un mondo uniformato e appiattito, secondo i canoni di una Globalizzazione scriteriata. Detto ciò, non rinunciamo certo al valore della Solidarietà e della collaborazione tra Nazioni, in regime di pragmatica Reciprocità

E' per questo che, come sempre più spesso accade allorché si avvicini il 25 Dicembre, quando sentiamo montare l'artificiosa polemica sul Presepe, un senso d'inquietudine ci pervade… 

E prima ancora di rinfocolare le polemiche circa l'ennesima, presunta/probabile/possibile, strumentalizzazione della Politica (che per taluni potrebbe apparire spinta da Populismo e Demagogia pre-elettorali, ndr), nelle questioni che tocchino direttamente la Comunità, siamo del parere che debbano essere proprio quella Storia e quelle Tradizioni a prevalere.

Insomma, è la nostra coscienza che ci mette in guardia e ci chiede di prendere posizione. Che poi il ruggente Segretario della Lega Nord, Matteo Salvini, abbia scelto di fare a suo modo le barricate, affinché in una scuola di Bergamo, il Preside tornasse sulla sua decisione d'impedire che si proseguisse nell'insegnamento Francescano di comporre la Sacra Famiglia, in segno di festa e devozione, è un altro paio di maniche...

Ergo, in questo caso, al di là del nostro essere Laici, Atei o Credenti, non possiamo, non dobbiamo e non vogliamo vederla diversamente da chi chieda umilmente di rappresentare in "casa propria" (l'Italia, ndr), la Natività.

Non è questione di credo, né di Religione, bensì di rispetto che lo straniero deve all'autoctono, prima ancora di esigere il viceversa, oltreché un segno di reale capacità d'Integrazione degli "integrandi". Con la scusa di non offendere la sensibilità altrui innanzi alla rappresentazione della Natività e della Croce, si dà il la al crollo della nostra Società e si rinuncia al nostro Futuro.

La questione, ben inteso, va molto al di là delle infinite discussioni circa la veridicità del costrutto ruotante attorno al Cristianesimo, in quanto risultato di decisioni prese da uomini, per gli uomini, attraverso questo o quel Concilio Ecumenico. Come dire: anche a voler assumere che la Chiesa di Cristo sia un "falso storico", fondato su un Potere "istituzionalizzato" (il Vaticano, ndr) discutibile e criticabile sotto innumerevoli punti di vista, non accettiamo che lo si sostituisca con un altro, oltretutto assai più estremo e potenzialmente estremista, in segno di "buonismo" e riconciliazione, o peggio, a mo' di richiesta di perdono per le colpe dei nostri "padri medioevali", i Crociati… Duemila anni di speranza e preghiere non si cancellano per ripicca o partito preso.

Anche coloro che professino la più profonda Laicità dello Stato e delle Istituzioni e che, come noi, siano sempre pronti a "metter mano" alla Costituzione e alle sue prescrizioni, dovrebbero cogliere il senso di certe insane posizioni, poiché la loro possibilità di controbattere e di porsi fuori dai canoni costituiti, è concessa dalla professione di Fede, più o meno severa, verso questo o quel Dio, prima ancora che dalle prescrizioni di questa o di quella Legge

Non ci attarderemo a rammentare alle "orecchie sorde" cosa accada ancora oggi, laddove un tempo sorgevano i Buddha di Bamiyan, né punteremo il dito verso la guerra totale (il Jihad, ndr) scatenata dall'ISIS/ISIL contro gli "infedeli" e la sua promessa/minaccia di "prendere" Roma, né tantomeno ricorderemo loro il noto adagio che così recita: “Grazie alle vostre leggi democratiche vi invaderemo; grazie alle nostre leggi religiose vi domineremo”...

Tuttavia, l'idea stessa che laddove il Corano oscuri e soppianti la Bibbia, il dissenso sia una bestemmia punita con la Sharia e l'impudenza di pensarla diversamente voglia dire essere condannati a morte per Apostasia, dovrebbe spingerle ad affermare: "è Natale. Per fortuna. E così sia"...

D.V.

P.S.: dedicato al mio amico Natale.

 
 
 

"Boom" anti-economico.

Foto di cornell2

Il "progresso", un tempo la manifestazione più estrema dell'ottimismo radicale e promessa di felicità universalmente condivisa e duratura, si è spostato all'altra estremità dell'asse delle aspettative, connotata da distopia e fatalismo: adesso "progresso" sta ad indicare la minaccia di un cambiamento inesorabile e ineludibile che invece di promettere pace e sollievo non preannuncia altro che crisi e affanni continui. (Zygmunt Bauman)

Premessa. Già in passato avemmo modo di affermare che anche il più sciagurato degli studenti di Economia sappia bene che il PIL (Y), in quanto gruppo "aggregato", sia costituito da quattro sotto-voci: la Spesa Pubblica (G), gli Investimenti Privati (I), le Esportazioni Nette (X) e i Consumi (C). Tuttavia, visto e considerato che tra le "alte sfere" paiano proprio voler dimenticare tale assunto, siamo "amaramente lieti" di tornarci su.

Spesa Pubblica. Com'è noto, in ragione dell'obbligo di rispettare i parametri economico-finanziari "capestro", imposti dall'Europa che tanto male fanno ad un Paese dal Debito Pubblico di caratura biblica come il nostro, la leva "G" è di fatto inutilizzabile. Ciò, come dimostrato dai continui piagnistei di Matteo Renzi destinati alle dure orecchie dei guardiani dei conti pubblici Italiani, stanziati oltre-confine, volti ad ottenere un allentamento delle rigidità riguardo a cosa, come e quanto vada calcolato, per non aggirare fittiziamente i criteri standard, per evitare che altri anni di Austerity ci affossino ulteriormente e ovviamente, affinché non scattino delle scomode procedure d'infrazione per deficit eccessivo, a nostro sfavore.

Investimenti Privati. D'altro canto, in tempi sciagurati come questi, in cui le poche Aziende rimaste sulla Penisola preferiscano chiudere o delocalizzare lontano dal "fu" Bel Paese e nei quali, anche volendo, si trovino a fare i conti con la Politica dei "rubinetti chiusi" portata avanti dalle Banche, la voce "I" rappresenta tuttalpiù una vana speranza. Cosa che cozza irrimediabilmente con le parole del Governatore di Bankitalia, Ignazio Visco e con quelle del Presidente della BCE, Mario Draghi, sempre più ostinati nel chiedere, per l'appunto, oltre alle solite insulse ed indecifrabili Riforme (che vogliono dire abbattere quel che resta del Welfare State, ndr), nuovi investimenti privati.

Esportazioni Nette. Da ultimo, tenuto conto della "forza" dell'Euro (nonostante la manica larga di Francoforte, sul regime dei tassi d'interesse sempre più in discesa, ndr) e data l'impossibilità di ricorrere a quella soluzione tanto utile in passato alla Lira chiamata "Svalutazione competitiva", il peso di "X" è quantomai trascurabile. Non foss'altro che per l'amara considerazione che oramai, in un mondo globalizzato, sia tanto facile ottenere tutto dappertutto, quanto prendere atto che nell'ex quinta potenza economica mondiale regni un vero e proprio "deserto manifatturiero", che pone il dubbio: "esportare sì, ma anche potendo, esportare cosa"?

Consumi. E' scelta cieca, incauta ed ipocrita dunque, quella di puntare tutto su "C", visto e considerato che se da una parte l'impennata del tasso di Disoccupazione e la regressione degli stipendi ai valori di trent'anni or sono, privino di Reddito "spendibile" un numero crescente di cittadini, dall'altra si aggiungano il mantenimento del Cuneo Fiscale a livelli stratosferici e l'aumento continuo ed inarrestabile delle imposte, delle tasse, delle bollette e dei balzelli d'ogni sorta. Come dire che pur volendo spendere, resti ben poco denaro da "scialacquare" in cibo, vestiario, vacanze ed altri svaghi che un tempo parevano normali abitudini individuali o familiari.

La farsa della Spending Review. In una situazione perversamente avvitata su se stessa, ci aveva pensato Mario Monti a sdoganare il termine "revisione della spesa", nominando un super-commmissario ad hoc, Enrico Bondi, col compito d'individuare le voci superflue tra le righe del Bilancio Pubblico, con risultati per nulla soddisfacenti.

Dopo di lui, fu la volta di Enrico Letta, che ebbe l'idea di richiamare in Patria Carlo Cottarelli, dai propri impegni di Washington, lasciandolo poi in dono, suo malgrado, al "Giuda delle idi di Marzo", nonché suo compagnuccio della parrocchietta in salsa PD, Matteo Renzi.

Anche in questo caso, risultato uguale a zero. Se non altro perché nella Politica delle chiacchiere tanto cara all'attuale Esecutivo, Mr. Cottarelli (supportato dalla Ragioneria Generale Dello Stato, ndr) si è dovuto scontrare a più riprese col "decisionismo al lampredotto" dell'ex Podestà di Firenze, sul tema dei tagli da venti miliardi di Euro e riguardo alle "coperture" necessarie per le spese ineludibili.

Non a caso, il super-commissario (fin dal principio inviso al duo Renzi-Padoan, in quanto residuo della fallimentare esperienza Letta, ndr) è  stato ricevuto a Palazzo Chigi non per premiarne gli sforzi, bensì per chiedergli indietro le chiavi dell'ufficio, prima di dargli il benservito...

Non v'è giorno che l'ISTAT non ci ricordi che l'Italia sia sempre più attanagliata da un binomio Deflazione/Recessione che non dia alcuna speranza di Ripresa dell'Economia in tempi brevi. Ciò, come dichiarato a più riprese da BCE, UE, OCSE, FMI e recentemente addirittura (strano ma vero, ndr), proprio dal "Presidente del Consiglio nostro malgrado", nonché "campione del Marketing di se stesso", per il quale non solo l'Economia Italiana non cresce, ma si attesta attorno allo 0%! E badate, quando il Capo di un Governo mette sul piatto delle percentuali da licenziamento in tronco, le cose sono ben peggiori del previsto, del prevedibile e del reale...

E' un fatto inoltre, che crescano ogni giorno di più le pressioni su Roma, affinché si trovi il modo per evitare il "crack" del Bilancio Pubblico e il potenziale Default della Nazione, con conseguenze negative anche su Banche e Mercati d'oltre-confine (che in fondo, è la vera ragione che ci pone costantemente sotto la lente d'ingrandimento di buona parte delle Cancellerie Occidentali, ndr).

E qui nascono i problemi.

Se infatti è vero che oramai il nostro PIL possa contare soltanto sulla propria componente legata agli Investimenti privati (per quanto, come detto, esclusivamente potenziali, ndr) e che pertanto sia destinato inesorabilmente ad arretrare, mandando all'aria i parametri economico-finanziari imposti da Bruxelles, l'unica sciagurata "ricetta" che rimane è quella dell'aumento della Pressione Fiscale.

Recentemente, il Fondo Monetario ha "autorizzato" (evento senza precedenti, ndr) il ricorso al Prelievo Forzoso sui Conti Correnti, al fine d'incrementare le Entrate dei Paesi a rischio, mascherando in tal modo, un approccio diretto (certamente più aggressivo e "visibile", ndr) al portafogli di contribuenti già alla canna del gas.

D'altro canto, non va dimenticato che le linee guida sul Fisco determinate dall'Unione Europea invitino gli Stati a puntare sulle imposte indirette anziché su quelle dirette, per rimpinguare le proprie casse. Il che significa, molto semplicemente, che per i Risparmi e i Consumi in generale e per il bene Casa in particolare, si prevedano tempi ancor più bui.

Ora, com'era la storiella del "nessuna Manovra Correttiva in programma", tanto cara a certa parte della nostrana "vil Politica" e raccontata a più riprese, sempre a favore di telecamera, dal Ministro Pier Carlo Padoan?

Prima di chiederci perché l'Italia resti inchiodata alla Crisi, domandiamoci perché essa resti attaccata alle ignobili promesse della Politica di Governo. Politica che anziché trovare soluzioni realistiche e realizzabili, persevera semplicemente a vendere le proprie incapacità ad un "pubblico" troppo spesso distratto, conducendoci, passo dopo passo, molto prima di mille giorni, verso la rovina...

D.V.

P.S.: Matteo Stai Sereno, Tanto Non Duri.

 
 
 
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