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Craxi, il finto riformista.

Post n°59 pubblicato il 16 Aprile 2012 da cajen.1972

 

"MEMORIE"

 


Strano come certi imbelli, eccitati dall'idea di parlare di politica con la p maiuscola e di storia con la s maiuscola finiscano poi con il soltio rito del copia e incolla, questi imbelli ci stanno prendendo per il sedere. A loro rischio, ci fanno notare la frase di Bettino Craxi da riformista in contrapposizione ad un certo massimalismo di sinistra, frase che il copia e incollatore fa cadere nel vuoto. Si passa dalla Tv in bianco e nero a quella a colori ed effetti speciali ma non ci vengono spiegati i danni di tali effetti alla vista. Ve lo dico io, il "riformismo" di Craxi vale almeno 20 anni di tangentari, corrotti e ruberie allo Stato, c'è poco da spiegare se questo è il riformismo auspicato dall'imbelle è meglio passare ad altro.


Craxi : “Berlinguer è fermo alla televisione in bianco e nero”.

 

Ma chi era Craxi?

È uno degli uomini politici più rilevanti della cosiddetta Prima Repubblica, ma anche uno dei più controversi: ciò perché da latitante in seguito alle indagini di Mani Pulite, che condussero, tra l'altro, all'incriminazione e ad una duplice condanna definitiva in sede penale - "morì in solitudine, lontano dall'Italia (...) dopo che egli decise di lasciare il paese mentre erano ancora in pieno svolgimento i procedimenti giudiziari nei suoi confronti".

 

La sua tv a colori

il nuovo concordato con la Santa Sede, detto Accordi di Villa Madama perché firmato nel 1984 a Villa Madama con il cardinale Agostino Casaroli Segretario di Stato vaticano; il cattolicesimo abbandonava la nozione di "religione di Stato" e veniva abolita la "congrua". Veniva istituito il contribuito dell'8 per mille per i finanziamenti alla Chiesa cattolica e alle altre religioni e l'insegnamento facoltativo della religione cattolica nelle scuole.

In sintesi: soldi alla Chiesa, 8 per mille.

il contestato taglio di tre punti della Scala mobile, a seguito del cosiddetto "decreto di San Valentino", ottenuto con la sola concertazione della CISL e della UIL. La CGIL, invece, abbandonò le trattative e diede vita a massicce manifestazioni di massa, con la collaborazione del Pci, che nel frattempo scatenò in Parlamento un ostruzionismo durissimo. Il decreto passò con la fiducia e in seguito venne avviata una raccolta di firme che portò ad un referendum abrogativo. Al referendum, che si tenne nella primavera del 1985, Craxi partecipò attivamente alla campagna elettorale a sostegno della sua riforma, riuscendo ad ottenere, a sorpresa, la sconfitta degli abrogazionisti.

In sintesi: abrogazione della scala mobile = meno soldi in busta paga.

La politica economica dei suoi governi è stata molto discussa: da un lato l'inflazione, dal 1983 al 1987, scese dal 12,30% al 5,20%, e lo sviluppo dell'economia italiana, secondo soltanto a quello del Giappone, vide sia una crescita dei salari (in quattro anni, di quasi due punti al di sopra dell'inflazione), sia il momentaneo sorpasso del reddito nazionale e di quello pro-capite della Gran Bretagna, diventando il quinto paese industriale avanzato del mondo. In quegli stessi anni però il debito pubblico passò da 234 a 522 miliardi di euro (dati valuta 2006) e il rapporto fra debito pubblico e PIL passò dal 70% al 90%. Ciò ha fatto dire che la sua gestione del bilancio - sul punto non correttiva degli squilibri accumulativi nei conti pubblici nel decennio precedente - ha contribuito a provocare allo Stato l'enorme debito pubblico, decisamente superiore alla media europea.

In sintesi: raddoppiato il debito pubblico lo stesso debito che oggi l'Europa ci chiede di ridurre con tanti e tanti sacrifici.

La battaglia agli evasori fiscali nel commercio al minuto, che produsse l'obbligo del registratore di cassa e dello scontrino fiscale grazie ad una battaglia condotta dal ministro delle finanze Bruno Visentini.

In sintesi: una riforma mai applicata.

Il condono edilizio Nicolazzi del 1985: esso era inserito in una legge urbanistica, che non fu mai realmente applicata, che aveva l'ambizione di voltare pagina rispetto al passato ed introduceva un sistema di regole penali e una diretta attribuzione di responsabilità alle amministrazioni comunali per la repressione degli abusi.

In sintesi: Legge sull'abusivismo mai applicata ma semmai rafforzato da Craxi permettendo agli abusivisti di costruire case pagando piccoli condoni, un sistema che permetteva di ricevere persino dai cittadini, i soldi per il partito.

Il "decreto Berlusconi", varato dopo la decisione dei pretori di Torino, Roma e Pescara di oscurare i canali televisivi della Fininvest di proprietà di Silvio Berlusconi, allora un semplice imprenditore con cui Craxi aveva una forte amicizia (fece da testimone al suo secondo matrimonio). Il decreto stabilì la legalità delle trasmissioni delle televisioni dei grandi network privati, ma suscitò aspre critiche nel Paese e fu approvato dal Parlamento solo tramite il voto di fiducia.

In sintesi: Un regalo al suo amico Berlusconi per fare la campagna del PSI sulle reti Mediaset dopo essere stato allontanato dalla Rai per finanziamento illecito al partito.

http://it.wikipedia.org/wiki/Bettino_Craxi

 

 

Una cosa è certa: Berlinguer, non avendo mai governato non ha potuto farsi giudicare dalla storia, Craxi invece sì...

 

 

 
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