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2 novembre 2006 - 2 novembre 2011 Sono già passati cinque anni. Sono successe tante cose. Cambiamenti fuori e dentro. E mi sento felice...
ps: volevo fare un po' meglio come penultimo post, ma mi sono accorto all'improvviso della ricorrenza, dato che non frequento più queste pagine, e quindi ho dovuto improvvisare. Speriamo, la prossima volta, di ritrovare il vecchio stile, per concludere in bellezza... |
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Questa sera sono sceso in cantina per fare un po' di spazio, che in casa non ci stiamo più. La cantina è piccola piena di scaffali, ciascuno dei quali pieno di scatole. In alcuni avevo scritto fuori il contenuto, altri sono anonimi e misteriosi. Così tra una sistemazione e l'altra, mi è capitato tra le mani uno scatolone contenente... quante saranno state? diciamo 200 musicassette, quelle che fino a 15 anni fa erano indispensabili su ogni auto, adesso invece giacciono addormentate e inutili negli scantinati di noi quarantenni. Si perchè quanti di noi, quando avevamo vent'anni, non passava il tempo a registrare, copiare, duplicare musica sulle cassette? Io avevo anche lo stereo Pioneer con doppia piastra! E stasera sono rimasto incantato a guardare quelle scatolette di plastica, che tanti sogni mi hanno regalato. La maggiorparte con la mia scrittura e le mie scelte musicali. Altre originali, comprate in negozio, quando ancora la città era piena di negozi di musica. A malincuore le lasciate nella stessa scatola, mettendo via solo quelle originali, perchè la copertina merita qualche altro ricordino tra una decina d'anni. Poi ho buttato via la scatola, nell'immondizia. Perchè quelle musicassette sono ormai morte. Non so più come ascoltarle, nell'era degli ipod e dell'mp3. E così ho pensato a cosa resterà di noi, del nostro modo di vivere, delle nostre abitudini. Cosa lascieremo ai nostri nipoti. Io dei miei nonni conservo delle foto. I miei nipoti cosa conserveranno di me? una foto jpg? si userà ancora quel formato di file? ci sarà ancora energia per tenere acceso un PC, caricare una foto, ascoltare una canzone? Ho già salutato i filmini Super8 di quando ero bambino, le videocassette VHS, i filmini magnetici della videocamera DV, stasera le musicassette... i 33 giri però no, quelli moriranno con me! E adesso scrivo questi pensieri su questo blog, sembrano archiviati per sempre ed eterni, ma sono solo bit memorizzati in qualche archivio di massa nascosto chissà dove. Possono sparire ancora più in fretta di quanto ci ho messo io stasera a buttare via vent'annni di musica. Quasi quasi ricomincio a scrivere un diario su carta...
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Quanti pensieri che affollano la mente. Preoccupazione, gioia, angoscia, allegria, domande, attese. Il treno già corre verso un'altra stazione, verso un'altra vita. Sali pure su anche tu, c'è posto, anche se saremo un po' stretti. Aiutaci a togliere la ruggine, a spolverare questi mobili, a dare aria a queste stanze. E Tu da lassù, dacci la forza di andare avanti, come in questi anni difficili, ma questa volta con il cuore leggero e i piedi danzanti.
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Tu mi parli, e piangi, e tra un singhiozzo e una lacrima mi dici di aver perso la speranza, che non trovi più la luce ad illuminare la tua strada. Io ti abbraccio e ti consolo e provo a farti capire, anche con tono un po' brusco ma determinato, che non c'è nulla di perduto, che tornerai a sorridere e a vivere la tua vita in maniera spensierata. Ma tu non mi ascolti, dici che non capisco, che solo chi è nella tua situazione può capire cosa significa il vuoto, il nero, la solitudine, l'angoscia. E' vero non sono nella tua situazione. Non adesso almeno. Guardo in basso la punta delle scarpe pesanti, le pozzanghere e l'erba bagnata. E mi viene da sorridere. Ti guardo negli occhi e ti dico: "E tu ci crederesti adesso, in questo momento, con il freddo pungente che ti entra sotto la giacca, con la pioggerellina gelata che ti bagna i capelli, con questo vento gelido che ti fa tremare le gambe, se ti dicessi che tra qualche mese saremo di nuovo qui, in questo posto, in costume da bagno a correre su questa spiaggia rovente, cercando di rinfrescarci in un mare caldo, o alla ricerca di una minima ombra a bagnarci la gola con acqua ghiacciata?" Sembra impossibile vero? Invece sarà così. Quando sarà estate, ci chiederemo com'è possibile camminare con addosso quattro strati di vestiti, guanti, berretto e sciarpa. E anche tu spero che ti chiederai com'è stato possibile stare così male, vedere tutto nero, quando la vita è così piena di suoni e di colori. Ti abbraccio ancora, amica mia.
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2 novembre 2006, l'inizio di questa raccolta di pensieri. Quattro anni da allora. Quante persone conosciute. Quanti ricordi. Sorrido nel percorrere indietro questi passi, vuoti a prima vista, ma così pieni di significati. Questo blog è stato importante, mi ha aiutato a superare un periodo difficile, ho conosciuto un angelo e quasi l'ho sfiorato prima di farlo fuggire via, ho scherzato con dei folletti notturni come me, ho trovato colei che in una vita precedente è sicramente stata mia sorella, ho parlato col cuore nel tepore della notte. No, non ti cancellerò. Spero solo di non essere costretto a farlo, grazie a questa splendida idea di mettere il pulsante di facebook. Se ne sentiva così tanto il bisogno, cari amici di Libero? Adesso ti saluto, caro blog, manca poco all'addio finale, all'ultimo post, vorrei non sprecarne nemmeno uno, però concedimi queste poche parole di augurio di buon compleanno e spegni pure queste lucenti quattro candeline? Un desiderio?
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