Creato da tuttottanta il 23/10/2007
Tutto ciò che riguarda gli Anni '80...per restare (o tornare) un pò a sognare!

Cominciamo da Sanremo 80:il vincitore

   Il vincitore del primo Festival del decennio è Toto Cutugno con "Solo noi". Si inizia... 

 

Notizie su Toto, voce dell'Italia anni '80

Salvatore Cutugno, detto amichevolmente Toto, nasce il 7 luglio 1943 a Fosdinovo, prov. di Massa Carrara,in Lunigiana. Come dato importante della sua carriera bisogna ricordare che è stato il fondatore degli "Albatros", un gruppo musicale che arriva sulla scena musicale italiana intorno alla metà degli anni '70. Il loro brano più noto è " Volo AZ 504" che si classifica terzo al festival di Sanremo 1976. Per quanto riguarda il festival del video, è importante notare come è proprio nel 1980 che la manifestazione riparte, dopo la crisi delle ultime edizioni degli anni '70. "Solo noi" segna la rinascita di Sanremo '80 e di una Italia pronta a ripartire. Una delle mie canzoni d'amore preferite di quegli anni

 

E tutto questo per noi era ...Reality

Sempre nel 1980, esce l'indimenticabile" Il tempo delle mele"... quando si ballavano i lenti, sentivi le farfalle nello stomaco e il cuore andava in fuorigiri! Ma avete notato che i prischelli di oggi non li ballano più o mi sbaglio? Eppure non era...un'emozione da poco!!!

 

GENESI DELLA SERIE "L'albero delle mele"
La serie nasce come spin-off de "
Il mio amico Arnold" ma con scarsa convinzione da parte della NBC che ne realizza solo 4 episodi nel 1979, utilizzando la Signora Garret de "Il mio amico Arnold" come fulcro delle vicende di una prestigiosa scuola per ragazze. I primi quattro episodi ebbero un buon riscontro di pubblico. Successivamente ne furono prodotti altri nove che invece furono un vero e proprio flop per la rete. Per questo si tentò di riorganizzare la serie: delle sette ragazze ne furono eliminate e al cast fu aggiunto un elemento destabilizzante, una ragazza difficile proveniente dal Bronx: nel nuovo pilot si chiamerà Dustie ma nella serie sarà poi rinominata Jo. Nacque dunque "L'Albero delle Mele", che cominciò a mietere successi di ascolto fino a diventare uno dei programmi più seguiti della NBC e restare in vita per ben nove stagioni.


 

Spot anni '80

 

Impara il linguaggio dei tubi!!!

"Tubi tubi tubi T,
bacio bacio bacio B,
gira gira gira I,
dimmi dimmi dimmi I,
io ti dico che ti O,
mi rispondi che mi MI,
haicapito che ti ho, ti ho  ti a ti AMO.
Tu tu tu tu tu tu tu tubiamo,
tu tu tu tu tu tu tu tubiamo,
tu tu tu tu tu tu tu tubiamo tu".

Non potete non ricordarla! La trovo bellissima! Sapete chi c'è dentro? Claudia Gerini, Yvonne Sciò e Riccardo Rossi! A gara per chi li riconosce...

 

Qualcuno lo ha sniffato...

 ... a giudicare alcuni tipi usciti vivi dagli anni '80! La canzoncina diceva: "ci puoi far cose divertenti, mille colori trasparenti". Altro che playstation 1  e 2!

 

Pennello cinghiale...lo spot che vale!

Curiosità:il pittore si chiama Vincenzo de Toma, morto nel 1999.
Curiosità irrisolta: ma che ci fa un vigile con un pennello? (Dalle mie parti quando un agente ti fa una multa si dice "t'a pittatu"... sarà per questo?)

 

Nicheli e Brega: il video!

 

La libidine è qui!!

 

Omaggio finale: CIAO GUIDO

 

Tributo

 

Matt Bianco... mi ricordo, si io mi ricordo!

Forse solo uno tra i molti gruppi che durarono lo spazio di un respiro, ma gli originari componenti dei Matt Bianco vennero accostati nientemeno che ai Manhattan Transfer! Formatisi nel 1982, e provenienti da una prima formazione chiamata "Blue Rondo A La Turk", Mark Reilly (voce), Danny White (tastiere) e Kito Poncioni (basso chitarra), con l'innesto della cantante polacca Basia Trzetrzelewska, sfondarono nelle charts europee con l'album Whose Side Are You On? (1984), contenente il godibilissimo hit  Sneaking Out The Back Door.   All'apice del successo una serie divergenze sugli indirizzi musicali, in origine ispirati agli spy-movies degli anni sessanta (da cui Matt Bianco, nome fittizio di una spia), porta il gruppo a dividersi. L'anno dopo Mark Reilly si ritrova a tenere alta la bandiera del gruppo col solo aiuto del nuovo tastierista Mark Fisher e insieme registrano un nuovo album dal semplice titolo Matt Bianco (1985), che ottiene un buon successo e consolida la fama del gruppo a livello internazionale. Da allora la band è sempre in tournèe, forte di un fedele seguito di affezionati. Noi torniamo immediamente in quel clima anni '80 alle prime note di "Sneaking out the back door"!!
 

 

La notte vola

 
 

Sugar sugar

 

L'amore è...

...è Scavolini la bella cucina più amata che c'è!
 

L'altra amata dagli italiani!

Belle le spalline della Carrà vero? Un must anni '80!

 

Gente guardate...un pollo!!!

 
 

Meditate gente, meditate

Un periodo in cui in Italia i problemi erano altri, non certo la birra e gli incidenti sulla strada. Dice: se vuoi andare forte, vai piano con l'alcool , bevete la birra (quasi come se non fosse alcolica). Se mandassero oggi una pubblicità così ci sarebbe la pena di morte! E inoltre si scola 10 birre e poi va in auto a mente lucida! Dopo tutte quelle birre se ti ferma la polizia hai poco da meditare, grande Renzo!:-)

 

Musiche,immagini, ricordi

Alzi la mano chi non ha provato a suonare questa musichetta almeno una volta con un qualsiasi strumento!!! E dire che si tratta di un arrangiamento di Hymn di Vangelis! Comunque pubblicità che resta nella storia...sembrava tutto meno frenetico, più lento e magico! Altro che pubblicità di suonerie e loghi per il cellulare!

 

1983...

In uno spazio di revival non può mancare! Anno 1983, Bandolero con "Paris Latino".Ps: E' uno dei brani del primo, mitico, "Vacanze di Natale"!

Que bueno que linto que lindo
Paris Latino
Que bueno que linto que lindo
Paris Latino
Bandolero rock
Bandolero shock
Bandolero rock
Bandolero shock
Que bueno que linto que lindo
Paris Latino
Que bueno que linto que lindo
Paris Latino

Joséphine blanche, robe rouge et noire
Danse avec le reflet du miroir
Arrivé direct from Mexico, Don Diego de La Vega
Z comme Zorro
Ça se bouscule dans les couloirs
Les poseurs, les voyeurs
Tous ceux qui aiment s'faire voir
Tout le monde est là
Même ceux qu'on n'attend pas, la playmate du mois
Miss Cha Cha Cha

Oh Miss Cha Cha Cha
Miss Cha Cha Cha
Miss Cha Cha Cha
Que linda esta
Au milieu de tout ça, il y a nous, il y a moi
Et (don't forget me, I'm doctor B)
Verre sur verre de Cuba Libre
(Don't forget me, I'm doctor B)
Verre sur verre de Cuba Libre
(Doctor B… that's me)

Yes, yes show
You don't stop
Come on come on
Let's see rock rock
Yo lady don't you see
You better watch yourself with Doctor B

 

Gli '80? Un amore disperato!

 

Lisa se n'è andata via!!!

Stefano Sani (Montevarchi23 febbraio 1961) debutta ventenne al Festival di Castrocaro nel 1981, classificandosi secondo dietro l’ex-equo di Fiordaliso e Zucchero. La canzone finalista, scritta proprio da Zucchero, era "Un altra atmosfera". Con loro c’era anche Eros Ramazzotti.
Al
Festival di Sanremo del 1982 ottiene un clamoroso successo con la canzone Lisa. In breve tempo diventa il beniamino delle ragazze e spopola tra le adolescenti. Nel 1983, trainato dal successo di Lisa, ritenta l'esperienza sanremese con Complimenti, scritta sempre da Zucchero arrivando 4°.

 

Carla Bissi, alias Alice, canta questo brano firmato Battiato, che nella cantante Emiliana trovò una splendida voce per molte sue canzoni.  L'anno dopo, nel 1981, sarà la volta della fortunatissima "Per Elisa".

 

 

Rivoglio la Sabrinonaaaaaaaaa

Post n°30 pubblicato il 18 Novembre 2009 da tuttottanta

Canzoncina- tormentone nel bel mezzo degli anni '80, accompagnata da un video della prorompente e dirompente Sabrina Salerno, autentico sex simbol per la mia generazione!

 
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Da qui cambiò la TV e la nostra vita!

Post n°27 pubblicato il 18 Aprile 2009 da tuttottanta

Alfredo Rampi

Roma, 11 aprile 1975Vermicino, 13 giugno 1981), è stato il protagonista del fatto di cronaca forse più tragico, sicuramente il più straziante dei primi anni '80: mercoledì 10 giugno 1981, verso le 19, cadde in un pozzo artesiano largo 30 cm e profondo 80 metri nelle campagne della località di Vermicino, nel territorio del comune di FrascatiI soccorritori cercarono con grandi sforzi di salvarlo: si pensò che Alfredino fosse bloccato a 36 metri di profondità, ma la creazione di un tunnel parallelo non si rivelò risolutiva, in quanto il bambino sprofondò giù per altri 30 metri. Il dramma fu seguito tramite una diretta televisiva non stop lunga 18 ore a reti RAI unificate. L'Italia intera rimase in ansia a seguire l'evolversi della situazione; sul posto arrivò anche l'allora Presidente della Repubblica Sandro Pertini. Un coraggioso volontario, Angelo Licheri, (di professione tipografo) si fece calare nel pozzo, perché piccolo di statura e molto magro. Riuscì ad avvicinarsi al bambino, tentò di allacciargli l'imbragatura per tirarlo fuori dal pozzo, ma per ben tre volte l'imbragatura si aprì;  in tutto, Licheri rimase a testa in giù 45 minuti. Man mano che passavano le ore la voce del bambino, raggiunto da un microfono, giungeva sempre più flebile. Probabilmente ferito per la caduta, morì verso le ore 6:30 del 13 giugno dopo che un altro volontario, Donato Caruso, provò come Licheri ad imbragare il bambino e si accorse che Alfredino era ormai spirato. Il corpo fu recuperato l'11 luglio, ben 28 giorni dopo la sua morte.

La storia di Alfredo ha segnato il mio ego più profondo e, probabilmente, di molte persone della mia generazione. Ho come la sensazione di essere cresciuto con lo spettro di quel pozzo nel mio inconscio e, nonstante all'epoca avessi la sua età, la sensazione di paura e di sgomento che provai è ancora oggi nitida dentro la mia mente. Questo posto per non dimenticare Alfredino, un bimbo che porto dentro di me.

 

 
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Video remembers

Post n°25 pubblicato il 16 Giugno 2008 da tuttottanta

Questa è storia... chi scoppia in lacrime con me per la gioia? Possiamo morire felici!!!

 
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Più lo mandi giù...

Post n°24 pubblicato il 15 Aprile 2008 da tuttottanta

                                      


La serie di pubblicità della Lavazza con Nino Manfredi, Natalina e Gegia è memorabile! Tutti i bambini degli anni '80 ricorderanno certamente Nino Manfredi e le sue battute, compreso il gesto che faceva alla fine di ogni spot, abbassando e poi alzando la tazzina di caffè che aveva in mano! E nello stesso tempo diceva: "Bono, ahò, è Lavazza. Più lo mandi giù, e più ti tira su!". Durante gli anni '80 e i primi '90 sono stati prodotti decine di spot Lavazza con Nino Manfredi. Altri personaggi fissi in queste pubblicità erano Natalina, una donna anziana che preparava il caffè, e Gegia, imbranata, che nel primo spot in cui è apparsa ha rotto tutto, preparando però un buon caffè. Gegia, in seguito, è sparita dalle pubblicità della Lavazza per andare alla trasmissione per ragazzi (cioè per bambini) "Big!", su Raiuno.

 
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Sigla Fantastico 6 (1985)

Post n°23 pubblicato il 15 Aprile 2008 da tuttottanta

                                   

L'ho trovata per caso...Pompeo e Carlotta, i due pupazzi della siglia di Fantastico Bis. Sigla carina quanto ingenua! Vorrei fare un esperimento: farla sentire ad un ragazzino di 10/11 anni di oggi! Chissà che reazioni avrebbe! Quella di noi targati anni '80 probabilmente la indovino: un sorriso carico di ricordi! 

 
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A proposito di Festivalbar

Post n°22 pubblicato il 12 Marzo 2008 da tuttottanta

A volte leggere un pò di dati può essere interessante. Approfittando del commento del mio amico Bruno sul festivalbar, pubblico i nomi dei partecipanti, le loro canzoni  e il vincitore di quella edizione, sperando di postare presto, per ognuno, un file video o audio. Per ora accontentatevi di leggere, scoprirete che basta anche solo questo per volare indietro con il ricordo.

Festivalbar 1980

 

Alan Sorrenti  “Non so che darei”    

Alberto Fortis  “Prendimi fratello”     

Alice  “Il vento caldo dell'estate”       

Alunni del Sole  “Cantilena” 

Ciro Sebastianelli  “Marta Marta!”   

Decibel “Vivo da re”

Demis Roussos  “Credo (I need you)”

Gianni Bella  “Dolce uragano”

Gino Soccio  “S-beat” 

Goran Kuzminac  “Ehi ci stai?”   

Ivan Graziani  “Firenze canzone triste” 

Le Orme  “Raccogli le nuvole”  

Loredana Berté  “In alto mare”  

Marcella “Baciami” 

Matia Bazar  “Italian sinfonia”   

Maurizio Fabrizio  “Segui me”

Michele Pecora  “Te ne vai”

Nada Rosa “Piccoli”

Oliver Onions  “Santamaria”

Pino Daniele  “Nun me scoccia'”   

Rettore “Kobra” Rettore

Riccardo Fogli  “Scene di un amore”  

Toto Cutugno  “Innamorati”

Umberto Balsamo “Il giorno”

Umberto Tozzi  “Stella stai”

Vince Miguel Bosé, con "Olimpic Games”

Tuta lucida, sfondo con lustrini, effetto luci da discoteca: non c'è dubbio, siamo proprio agli inizi del decennio. E, ovviamente, l'influenza degli anni '70 appena finiti non può non sentirsi. In questo video c'è ancora ampiamente l'impronta della "disco" seventy years, della "febbre del sabato sera" per intenderci, con tanto di balletto stile "Fame"! Però gli effetti musicali elettronici cominciano a sentirsi... siamo pur sempre appena all'inizio!

 
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Robot e folletti 

Post n°20 pubblicato il 12 Marzo 2008 da tuttottanta



Bravi però i Giapponesi ... e la cattiva era pure arr...ops...attraente:-)

E poi "Memole"... certo, è un poco più da bambine come cartone e non ricordo di averlo mai visto, però è certamente un must targato anni '80! 

 

 
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Peperooooo... l'ho ritrovato!

Post n°19 pubblicato il 12 Marzo 2008 da tuttottanta

Poco dopo la conquista del sudamerica, il padre del piccolo Pepero decide di seguire un condor dorato che, secondo la leggenda, dovrebbe guidarlo alla mitica città di Eldorado. Dieci anni dopo il condor ricompare e Pepero decide di seguirlo per ritrovare il padre. Durante il viaggio a lui si uniranno diversi amici, tra cui una ragazzina di nome Quena che alla fine della serie scoprirà di essere la principessa di Eldorado...

 
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Che magia

Post n°18 pubblicato il 12 Marzo 2008 da tuttottanta

 

Shazzan... senza parole!!!

 
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Post N° 17

Post n°17 pubblicato il 12 Marzo 2008 da tuttottanta

Nel mio quotidiano gironzolare alla ricerca dei ricordi perduti su internet stasera ho trovato la sigla di uno dei primi cartoni animati dei quali ho ricordo: la (per noi)mitica "Jenny la tennista"..."destra sinistra, sinistra destra", gli appassionati la ricordano di certo!
Leggendo un poco di storia su questo cartone ho scoperto che n
el 1995 la serie è stata ritrasmessa da Italia 1 con nuovo doppiaggio e sigla ma pare sia durata pochissimo! Probabilmente (penso) i tempi erano cambiati!! La sigla iniziale pare fosse cantata da (nientedimenoche) Nico Fidenco, cantautore che un pò di anni prima cantava "Ti voglio cullare cullare..." o anche " Noooo quest'anno al mare non andrò con te sulla spiaggia"! E - udite udite - ho scoperto anche che Domenico Colarossi (vero nome di Fidenco, ndr) ha inciso anche le sigle di altri cartoni, quali "Don Chuck Castoro", "Sam il ragazzo del west" e "Mimi e la nazionale di pallavolo". Gli anni '80 non finiscono mai di stupirmi!!!

 
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Anche a lui...solo grazie!

Post n°16 pubblicato il 14 Gennaio 2008 da tuttottanta

Questa sera il mio ricordo è volato sulle note di un celebre brano degli inizi del decennio che tanto celebriamo in questo blog, precisamente del 1982: vi ricordate padre Cionfoli? Sono certo di si. Si presentò al Festival di Sanremo con "Solo Grazie", canto alla vita che va apprezzata soprattutto nei momenti piu' duri e bui, certi di essere sempre come dei bimbi appena nati nelle mani di Dio. Di questa edizione del festival Cionfoli fu il vincitore morale, tanto che, in breve tempo, "Solo Grazie" arrivo' ai vertici delle classifiche dei dischi piu' venduti in Italia.
I più curiosi ed appassionati possono trovare informazioni e curiosità sul sito che appare nel box dei link. Come sempre...buon ascolto!



 
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Di tutto, di più

Post n°15 pubblicato il 13 Gennaio 2008 da tuttottanta

Di nuovo un ciao a tutti. Oggi ho avuto ancora la riprova (semmai ce ne fosse stato bisogno) che gli anni '80 sono ancora vivi nella memoria di chi li ha vissuti da bambino. Ho passato un simpatico pomeriggio "online" con il mio amico Fabio ad ascoltare canzoni rigorosamente "eighty years" e ricordare sigle tv, trasmissioni televisive, mode e aneddoti  che hanno segnato la nostra infanzia. Anche lui è un appassionato come me del decennio '80, benchè sul fronte della musica sia forse maggiormente verso quella americana. L'America, in effetti, proprio in questi anni invade e pervade non solo la musica ma anche lo spettacolo, la televisione e il nostro costume in genere.
Con questo video voglio presentare un piccolo "blob" del panorama televisivo in geenre, contando su approfondimenti futuri. Buona visione...

 
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Auguri anni '80

Post n°14 pubblicato il 25 Dicembre 2007 da tuttottanta

Chi non associa le note di questo jingle alla Coca Cola? Nessuno penso. La canzone è di Danilo Amerio ed Oscar Prudente ( Vorrei cantare insieme a voi, in magica armonia), traduzione italiana del brano dei New Seekers " I'd like to teach the world to sing". Era l'augurio della Coca Cola degli anni '80 e rivederlo è ...semplicemente commovente!

Auguri di Buon Natale e di Buone feste a tutti i visitatori del mio blog!

 
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Iniziò da qui?

Post n°13 pubblicato il 09 Dicembre 2007 da tuttottanta

Non ci riesco! Vi giuro, ho provato, ma non ci riesco! Non riesco a vedere questa sigla ed ascoltarne il motivetto senza provare una strana sensazione, un misto di nostalgia, batticuore, pianto e sorriso, flashback di immagini, colori e sapori! Quasi come se, all'improvviso, mi si presentasse davanti la mia infanzia e mi ritrasmettesse sensazioni che si provano da bambino!Sono quasi certo, in effetti, che "Bia , la sfida della magia" sia in assoluto il primo cartone animato che ricordo di aver visto!E la sigla? Chi non la conosce? Semplicemente...ipnotica! Tanto da essere conosciuta anche dalla generazione successiva alla mia. Ricordo che ero attratto ma anche spaventato da Ciosa, mago imbroglione ed impiccione che cerca in tutti i modi di ostacolare Bia. Il cartone anticipa l'arrivo della stagione delle streghette, ragazzine dotate di poteri magici con i quali si tiravano fuori da imprevisti e difficoltà, in un mare di cuoricini e buoni sentimenti.
Inutile nasconderlo: i cartoni animati la carta d'identità del mio essere stato figlio degli anni '80, più di "Arnold" o "Hazzard", di Supercar e dell'A-Team. Forse solo le canzoni di quel periodo provocano in me le stesse sensazioni dei cartoni. Pensando agli anni '80 mi tornano in mente immediatamente la sigla di Mazinga Z o la triste storia di Rocky Joe, i tiri impossibili Mimi Hagiwara e, appunto, Bia!Sharanda!!!!  

 

Ps:La sigla italiana del cartone è cantata da "I piccoli stregoni" ed era ovviamente incisa su vinile 45 giri. Parte della fortuna di questa serie tv è da attribuirsi sicuramente alla canzone italiana. Il suo ideatore è Andrea Lo Vecchio, uno degli autori di maggior successo della musica leggera italiana. Come tantissima altra gente di qualità si occupò di sigle televisive nei primi anni '80 sia come autore (per tantissime sigle della "Meeting" di Detto Mariano) sia come cantante (è il caso di Bia e di Sally).

 
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L'alba del 2000

Post n°12 pubblicato il 06 Dicembre 2007 da tuttottanta

Stasera riflettevo su un fatto: noi abbiamo avuto la fortuna di assistere e di "vivere" la nascita delle moderne tecnologie informatiche. Cioè abbiamo visto nascere l'era del virtuale, dell'utilizzo dei computer come elettrodomestico quotidiano, vittime sacrificali di un nuovo linguaggio. Abbiamo dovuto imparare parole che non esistevano fino a quel momento: consolle, hardware, processore, software, joystik! Fino ai primi anni del 1980 giocavamo ridenti e innocenti con il cubo di Rubik, con le sorprese del mulino bianco, con i mattoncini della lego, con il Didò(!!!)! Poi all'improvviso abbiamo scoperto la tecnologia. la parola personal computer, i VIDEO-giochi in casa, i linguaggi di cui non capivamo assolutamente nulla ma che ci affascinavano: Pascal, Dos...ma cos'erano? E nessuno era preoccupato dal capire, l'importante era avere lui: il COMMODORE 64!!  

Era il settembre 1982, la Commodore International lanciò sul mercato il personal computer Commodore 64. Il successo del C64 fu immediato: il prezzo del nuovo modello era dimezzato rispetto a quello dei concorrenti, ma le prestazioni erano maggiori. Inoltre la dotazione di software sembrava infinita. Nel giro di pochi anni il Commodore 64 entrò in milioni di case, con un incredibile successo di vendite; chi desiderò questo computer durante la prima metà degli anni '80 non dimenticare lo slogan pubblicitario trasmesso dalla tv: "Compramelo babbo, così ci giochi anche tu..".Questa "diavoleria moderna" introdusse un'intera generazione al divertimento videoludico, con i giochi che andavano caricati sulla memoria a cassette magnetiche esterna e i quasi inevitabili problemi di caricamento ("load error"), almeno fino all'arrivo del mitico turbo loader... Il C 64 permetteva però a chiunque di imparare a scrivere programmi (io impiegavo ore a ricopiare una serie di stringhe, comandi e dati per vedere muovere sullo schermo una faccina!! ma ero felice per quello, sembrava di utilizzare chissà quale alta tecnologia!), oppure lasciava spazio alla fantasia con l'incredibile disponibilità di giochi. I programmatori del Commodore 64 sfruttarono ogni bit di memoria disponibile, creando programmi che oggi sembrano impossibili se si pensa che il processore girava a poco più di 1 Mhz e la memoria era solo di 64 K.
Forse proprio quella era l'alba del 2000!

Aggiunta del 9/12/2007:
Nemmeno a farlo apposta, ieri sul sito del Corriere della Sera è apparso questo articolo, che riporto fedelmente:

Corriere della Sera
Scienze 

Commodore 64, un quarto di secolo fa

Una mania che continua a contagiare fan e appassionati Commodore 64, un quarto di secolo faNel 1982 sbarcava sul mercato quello che sarebbe diventato il computer più venduto della storia

MILANO

"Load...press play on tape...run". Vi ricorda qualcosa? A molti, probabilmente sì. Perché il Commodore 64 ha venticinque anni, ma resiste ancora nel "Guinness dei primati" come il computer più venduto nella storia. Sbarcò infatti nei negozi di tutto il mondo alla fine del 1982, ma ancora oggi il suo ricordo è vivo fra i milioni di utilizzatori. Le celebrazioni ufficiali per l'anniversario si terranno lunedì prossimo al museo di storia del Computer di di Mountain View, in California. Alla cerimonia parteciperà anche il padre della macchina, Jack Tramiel.

MEMORIA DA 64 KILOBYTE - Il suo gioiello, che ha venduto 17 milioni di pezzi, aveva una memoria di 64 kilobyte, enorme per l'epoca ma ridicola se paragonata a quella di un odierno telefonino, e costava 595 dollari. A corredare la macchina dal familiare colore beige, un atalogo di diecimila programmi, fra cui giochi famosi ancora oggi , come "Pac-man" o "Mario Bros", ma anche i primi fogli di calcolo e programmi di scrittura. Il successo planetario è confermato dal fatto che il Commodore 64 è ancora il singolo modello di computer più venduto al mondo. «Era qualcosa di totalmente nuovo - ha confermato al sito della Cnn Brian Bagnall, un ingegnere che del Commodore ha scritto addirittura la biografia ufficiale - la prima macchina accessibile a tutti con un linguaggio, il Basic, che permetteva addirittura di crearsi i programmi da soli. Certo, adesso pensare al rumoroso floppy disk e alla grafica rudimentale fa sorridere, ma ha insegnato molto sul computer».


SITI E FAN - La nostalgia del Commodore 64 è tuttora forte, ed è tangibile nella rete: sono migliaia i siti e i fan club dedicati alla macchina (come Commodore 64 - Italia, Ready64, C64) , quasi tutti i giochi sono ancora disponibili grazie a emulatori (come Vice e Power64) che permettono di farli girare anche sulle macchine moderne, e bastano un paio di click per poter comprare esemplari e periferiche perfettamente funzionanti. C'è chi addirittura ha fatto del C64 un'arte:«Le musiche dei giochi del Commodore 64 erano ipnotiche e piene di tensione, ti rimanevano in testa indelebilmente - spiega alla Cnn Rob Kramer, un musicista olandese - così mi è venuto in mente nel 2006 di creare un orchestra che le suonasse». La "C64 Orchestra" è diventata realtà quest'anno: dodici elementi, che si esibiscono regolarmente a festival musicali e rassegne suonando composizioni basate sulle musiche dei giochi con titoli come "Commando" o "International Karate", e che hanno già prodotto anche il loro primo Cd. Anche un gruppo rock danese, i "Press play on Tape", formato da sei ingegneri elettronici danesi, usa le basi musicali dei giochi per le proprie canzoni. Perché, come spiega Bagnall, «la nostalgia del primo computer è qualcosa di molto profondo»"


 
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Ti prego resta sempre bambino!

Post n°11 pubblicato il 28 Novembre 2007 da tuttottanta

Il mio blog comincia ad animarsi, lentamente ma, spero, inesorabilmente. Poco fa è stato addirittura argomento di conversazione, via Skype, con la mia amica Moana , che mi raccontava i suoi ricordi di bambina legati a personaggi e cartoni degli anni '80. In particolare, lei ricordava una grande protagonista di quegli anni, Lorella Cuccarini. E, in questo modo, sta avverandosi quando speravo si avverasse quando ho partorito l'idea del mio blog, cioè aggiungere personaggi, eventi, canzoni, ecc. suggeriti dagli amici visitatori, appassionati o semplici nostalgici di quel decennio. Mi piace condividere con queste persone quell'emozione, quel sorriso, quel nodo allo stomaco che ritorna appena si ritrova un simbolo che ha caratterizzato la nostra infanzia e che era custodito nella cantina della mente.
Ritornando alla "più amata dagli italiani", mi viene da dire che, non a caso, di signore definite così negli anni '80 ce ne erano solo due: lei e la Carrà. Personalmente credo che, se esiste una degna erede della Raffaella nazionale, questa sia proprio la Cuccarini: professionista seria, brava ballerina, cantente, show girl, conduttrice. Sempre garbata, mai sopra le righe, rassicurante! Che ci lascia più tracce del suo passaggio. Una su tutte? "Vola con quanto fiato hai in gola, il buio t'innamora, la notte ti consola, bambino vola"!!! Mitica è troppo? Quante cantate a squarciagola mimandone i gesti del balletto! Siamo nel 1987! Ma due anni prima c'era "sugar sugar"("Verso il blu respirando noi, aria pulita, voglia di vita!") Ho messo i video, queste vanno cantate tutti insieme...Buon tuffo negli anni '80.
 

 
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We testine! E' arrivato il cummenda!

Post n°10 pubblicato il 22 Novembre 2007 da tuttottanta

Il mio amico Toffèe ( il Borz per gli addetti) mi ha fatto, giustamente, notare che, in questo mio blog dove si celebrano gli anni '80, ho dimenticato un personaggio scomparso pochi giorni fa, il "cummenda" degli anni '80 per eccellenza Guido Nicheli! E' doveroso quindi porre rimedio a questa mancanza scrivendo un messaggio che, come si può notare, finora ho utilizzato al posto dei più rapidi box laterali per argomenti che ritengo importanti o per notizie che mi colpiscono maggiormente, perchè mi ricordano avvenimenti, personaggi o sensazioni coperti dal passare degli anni. Sul Cummenda si può dire tanto, addirittura arrivando a interpretazioni sociologiche sulle quali non è momento di dilungarsi. Diciamo solo che con lui se ne va un altro pezzo degli anni '80. Voglio ricordarlo con un video unico, in cui troviamo un altro "mostro" della nostra commedia italiana: Mario Brega! L'uno simbolo della Roma borgatara , l'altro della Milano da bere: entrambi scomparsi (ma sempre presenti) e senza eredi!
Grazie per la "libidine" che ci hai (avete) regalato...see you later Dogui! Taaac!!!

Articolo de "La stampa":

Addio Zampetti

"cummenda della Terza C"
GIULIA ZONCA
MILANO
L’attore Guido Nicheli è morto ieri all’ospedale di Desenzano del Garda per un ictus. Era celebre come «il Zampetti», il cummenda milanese per antonomasia, personaggio che ha fatto la sua fortuna con tanto di fans club.

Guido Nicheli è riuscito a morire senza invecchiare, perché i cummenda hanno da sempre la stessa indefinita mezza età, sono stempiati da anni e hanno la parlata finto giovanile che toglie coordinate: «Hei animali, levate l’ancora, do you understand?». Parlava così, anche fuori copione perché le battute gliele hanno scritte addosso e le sapeva portare, con quell’accento lombardo diventato dopo di lui un modo di essere, un concentrato di Anni Ottanta che ha resistito al politicamente corretto.

Il Dogui se ne è andato ieri, colpito da un ictus, il commendator Camillo Zampetti ha dato il suo addio in Vita Smeralda, uscito la scorsa estate, la sua stagione. È comparso, per tutti, dentro Ecceziunale veramente, nel 1982. Ancora senza nome, nel cast è semplicemente definito «uno snob» e chiede a Boldi, che sta dietro il bancone del bar: «Due ana, capito? Due ana, due analcolici, dai vieni giù dalla pianta». Il tipo che non sai se odiare o prendere per i fondelli, talmente sopra le righe da non essere mai considerato sul serio: arricchito, razzista, donnaiolo e ignorantello, ma abbastanza viveur da saper citare Françoise Sagan, come succede in Sapore di mare. Se la cava sempre, il proprietario della «fabbrichetta» che non legge i libri, ma le quarte di copertina e bastano per stare in società. Quello che «ho mandato la moglie, la titolare, a sgonfiarsi in clinica» e si presenta con amante al seguito, troppo appariscente per dare fastidio. Virna Lisi, che in Sapore di mare l’aveva sposato, cerca di fargli ricordare i tempi dell’amore in macchina e lui: «Ma cosa avevo? Un Alfone 1900 o l’Aurelia Spider? No, la Porsche, auto di grande libidine». E lei si gira dall’altra parte, perché non c’è altro da fare. Come lo zittisci uno che tanto non ascolta, che vive in una dimensione a parte dove a tutti, almeno una volta, è capitato di stare: sdraiati a bordo piscina, con l’aperitivo in mano e le olive a fianco, circondati da un lusso posticcio da vorrei ma non posso. Zampetti è la Milano da bere che va in vacanza a Cortina d’inverno e in Costa Azzurra d’estate, con qualche fine settimana a Forte dei Marmi. E quando i cummenda si sono apparentemente estinti, lasciando il posto a signorotti più tronfi ed eleganti, che avevano pure bisogno di darsi un tono con conversazioni intellettuali, lui è rimasto lì. Con i pantaloni rossi e l’istinto di maltrattare i camerieri.

Il Dogui vero viveva vicino a Brescia, ma spesso lui e il suo soprannome da Salone del mobile giravano in qualche locale milanese, con il giubbotto scamosciato che si usa solo lì e tutti a chiedergli di rifare il papy della Terza C, il papà di Sharon Zampetti, bellona classica e bionda «la più carina, la più cretina», come ha cantato Venditti. Con quel telefilm è finito nei fan club, su You Tube ed è arrivato all’ultima generazione, quindicenni che lo imitano: «Dai ordine al tuo shangay di muoversi che devo dare il benvenuto nella splendida cornice», un vocabolario in bilico tra maleducazione e stupidità. Però restava a galla, in qualche modo inspiegabile risultava simpatico.

Nicheli si è tenuto il suo personaggio appiccicato, gli ha dato il successo e gliene era grato, non si sforzava mai di dimostrarsi diverso da quello stereotipo e anche se una volta, grazie a Dino Risi, ha ceduto alla prova d’attore con un ruolo drammatico in Lo scemo di guerra, è subito tornato alla vita da cummenda. Fino all’ultimo attracco in barca: «Lasciate spazio, io è dal ‘52 che pascolo qui».


 
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Panda: lo dicevano i giovani!!

Post n°9 pubblicato il 12 Novembre 2007 da tuttottanta
Foto di tuttottanta

Secondo voi la Panda può essere eletta rappresentante degli anni '80? Secondo me è prorio lei LA REGINA: innovativa, spaziosa, economica ( l'Italia usciva dalla crisi petrolifera), robusta, affidabile, simpatica,italiana! Ricordo che mio papà ne comprò una proprio nel settembre del 1980, appena uscita (penso gli sia sempre piaciuto comprare le automobili quando sono appena uscite e in giro ce ne sono ancora poche): la nostra era la "panda 45", nella classica tonalità beige di allora. I meno ambiziosi possedevano la "panda 30", raffreddata ad aria e che si distingueva all'interno per la manopola del cambio in osso e non rivestita in plastica e la scala del tachimetro con fondo a 140 (sottolineato in rosso...forse la fiat avvisava che a quella velocità il motore poteva "squagliare"!) anzichè a 160. All'esterno la riconoscevi perchè nella calandra c'era la presa d'aria ad arco per il motore, assente sulla 45 e la marmitta era più corta di quella con il motore più potente (che aveva il serpentone!) Ricordo che da bambini, quando uscivamo con la mia famiglia e si rientrava tardi, mio papà sistemava il sedile posteriore a forma di culla (una delle possibilità che la praticità della panda permetteva) e con mio fratello dormivamo "di lungo", senza cadere dal sedile! Che tempi!!! 

 
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Test: sei un tipo anni '80?

Post n°8 pubblicato il 12 Novembre 2007 da tuttottanta

Oggi voglio pubblicare una mail molto bella che mi ha spedito la mia ragazza, Lucia, qualche giorno fa. In realtà penso la si possa usare a livello di test, per capire se abbiamo davvero dei buoni ricordi degli anni '80 (il che equivale a dire che li abbiamo vissuti). Se tutto quello che leggerete vi farà sorridere, ricordare, avvertire un senso di piacevole nostalgia...allora sei nel blog che fa per te!

Noi che la penitenza era 'dire fare baciare lettera testamento'.
Noi che ci sentivamo ricchi se avevamo 'Parco DellaVittoria e Viale Dei Giardini.
Noi che i pattini avevano 4 ruote e si allungavano quando il piede cresceva.
Noi che chi lasciava la scia più lunga nella frenata con la bici era il più figo.
Noi che il Ciao si accendeva pedalando.
Noi che suonavamo al campanello per chiedere se c'era l'amico in casa.
Noi che dopo la prima partita c'era la rivincita, e poi la bella, e poi la bella della bella..
Noi che giocavamo a 'Indovina Chi?' e conoscevamo tutti i personaggi a memoria.
Noi che giocavamo a Forza 4.
Noi che giocavamo a nomi, cose, animali, città.. (e la città con la D era sempre Domodossola).
Noi che ci mancavano sempre quattro figurine per finire l'album Panini.
Noi che avevamo il 'nascondiglio segreto' con il 'passaggio segreto'.
Noi che ci divertivamo anche facendo 'Strega comanda color.'
Noi che giocavamo a 'Merda' con le carte.
Noi che le cassette se le mangiava il mangia nastri e ci toccava riavvolgere il nastro con la bic.
Noi che avevamo i cartoni animati belli.!!
Noi che litigavamo su chi fosse più forte tra Goldrake, Mazinga, Daitan3, Gundam, Astro-Robot e Daltanious.
Noi che 'Si ma Julian Ross se solo non fosse malato di cuore sarebbe piu forte di Holly E Mark Lenders...'
Noi che guardavamo 'La Casa Nella Prateria' anche se metteva tristezza.
Noi che le barzellette erano Pierino, il fantasmaformaggino o un francese, un tedesco e un italiano.
Noi che ci emozionavamo per un bacio su una guancia.
Noi che si andava in cabina a telefonare.
Noi che c'era la Polaroid e aspettavi che si vedesse la foto.
Noi che non era Natale se alla tv non vedevamo la pubblicità della CocaCola con l'albero.
Noi che se guardavamo tutto il film delle 20:30 eravamo andati a dormire tardissimo.
Noi che suonavamo ai campanelli e poi scappavamo
Noi che ci sbucciavamo il ginocchio, ci mettevamo il mercuro cromo, e più era rosso più eri figo.
 Noi che nelle foto delle gite facevamo le corna e eravamo sempre sorridenti.
Noi che quando a scuola c'era l'ora di ginnastica partivamo da casa in tuta.
Noi che a scuola ci andavamo da soli, e tornavamo da soli.
Noi che se a scuola la maestra ti dava un ceffone, la mamma te ne dava 2.
Noi che se a scuola la maestra ti metteva una nota sul diario, a casa era il terrore.
Noi che le ricerche le facevamo in biblioteca, mica su Google.
Noi che il 'Disastro di Cernobyl' vuol dire che non potevamo bere il latte alla mattina.
Noi che si poteva star fuori in bici il pomeriggio.
Noi che se andavi in strada non era così pericoloso.
Noi che però sapevamo che erano le 4 perché stava per iniziare BIM BUM BAM.
Noi che sapevamo che ormai era pronta la cena perché c'era Happy Days.
Noi che il primo novembre era 'Tutti i santi', mica Halloween.
Noi che a scuola con lo zaino Invicta e la Smemoranda.
Noi che se la notte ti svegliavi e accendevi la tv vedevi il segnale di interruzione delle trasmissioni con quel rumore fastidioso.
Noi che abbiamo avuto le tute lucide che facevano troppo figo
Noi che all'oratorio le caramelle costavano 50 lire
Noi che si suonava la pianola Bontempi
Noi che la Ferrari era Alboreto, la Mc Laren Prost, la Williams Mansell, la Lotus Senna e Piquet e la Benetton Nannini e la Tyrrel a 6 ruote!!!!!
Noi che la merenda era la girella e il Billy all'arancia
Noi che le macchine avevano la targa nera..i numeri bianchi..e la sigla della provincia in arancione!!
Noi che guardavamo allucinati il futuro nel Drive In con i paninari
Noi che il Twix si chiamava Raider e faceva competizione al Mars
Noi che abbiamo passato belle serate in bagno dopo Colpo Grosso (per gli ometti!!!)
Noi che giocavamo col Super Tele Noi che il tango costava ancora 5mila lire e.. 'stai sicuro che questo non vola...'
Noi che le All Star le compravi al mercato a 10.000 lire e c'erano le Nike Legend e le Clarck azzurre.
Noi che avere un genitore divorziato era impossibile
Noi che tiravamo le manine appiccicose delle patatine sui capelli delle femmine
Noi che abbiamo avuto tutti il bomber blu/verde con l'interno arancione e i miniciccioli nel taschino.
Noi che se eri bocciato in 3° media potevi arrivare con il Fifty o il Cobra truccato ed eri un figo della Madonna!!!
NOI CHE SIAMO ANCORA QUI E CERTE COSE LE  ABBIAMO DIMENTICATE E SORRIDIAMO QUANDO CE LE RICORDIAMO NOI CHE SIAMO STATI QUESTE COSE E GLI ALTRI NON SANNO COSA SI SONO PERSI!!!

 
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Primo cartone richiesto: grazie Toffèe

La protagonista della storia è Maya Kitajima, una ragazzina di tredici anni che lavora in un ristorante insieme alla mamma.
Per essere una tredicenne sa benissimo cosa le piace: ha da sempre una profonda passione per il teatro e farebbe qualsiasi cosa pur di poter assistere ad uno spettacolo teatrale.
Una sera viene notata da una misteriosa donna, dai lunghi capelli neri che le coprono metà del viso, Chigusa Tsukikage. Da questo momento la vita di Maya cambia e il suo sogno di poter un giorno recitare spicca il volo..."ma è difficile tu lo sai"!

 

Ciao Enzo!