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DA IL MATTINO DI NAPOLI

Post n°54 pubblicato il 03 Aprile 2008 da reginavittoria1954

03/04/2008
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Treviso, figlio di una napoletana costretto a cambiare istituto
Insulti a scuola: taci monnezza


Un bambino di otto anni, figlio di una donna napoletana, ha minacciato di togliersi la vita perché i compagni di scuola lo picchiavano chiamandolo «monnezza». Il fatto è avvenuto in una scuola di Castelfranco Veneto, provincia di Treviso, dove il bambino frequentava la terza elementare. La piccola vittima dei soprusi aveva scritto nel diario «se mi mandano ancora in quella scuola mi uccido». Perciò i genitori lo hanno trasferito in un altro istituto del Vicentino. Pare che gli insulti e le violenze si ripetessero da tempo, tanto che il bambino, depresso, rifiutava persino il cibo. JOUAKIM A PAGINA 37

Povero piccino, che sofferenza e pensare che  avrei scommesso sulla solidarietà dei bimbi di Treviso peccato......mi sbagliavo. Spero che nella nuova scuola incontri amici più umani,

 

 
 
 

la domenica

Post n°53 pubblicato il 01 Aprile 2008 da reginavittoria1954
Foto di reginavittoria1954

La prima  domenica in cui sono uscita dopo la morte di mamma,sono andata a S Mauro Cilento,dove in questa domenica si venera la Madonna Addolorata, vedendola vestita di nero,con quel pallore in volto mi sono sentita  accanto ad un'amica lei sofferente come lo sono io per la morte del figlio.Mamma mi manca  ogni giorno sempre di più,  prego la Madonnina di non farmi entrare nel tunnel della depressione

 
 
 

la morte per cancro

Post n°52 pubblicato il 25 Marzo 2008 da reginavittoria1954
Foto di reginavittoria1954

Mamma, da quando la morte ti ha portata via

non c'è pace nell'anima mia.

Ancora ti rivedo tanto sofferente,

e io accanto a te senza poter fare niente.

Di cancro sei morta mia cara mamma

come tanti altri sei diventata salma.

Ora  che non ci sei più

 rabbrividisco pensando ai più

come te nella sofferenza

causata da tanta indifferenza.

indifferenza dei politici, dei sofisticatori

degli agricoli imprenditori.

Persone che per guadagnare ora

arrecano tanto dolore.

Affetti da questa malattia e con tanto dolore

sempre più persone ci sono ora.

Per loro prego sempre di più

e rabbrividisco al pensiero che domani potremmo essere io e tu.

Spero vivamente che si prenda un provvedimento

e che almeno per i nuovi nati

non ci sia aria e  alimenti avvelenati

 
 
 

STRESS

Post n°51 pubblicato il 24 Marzo 2008 da reginavittoria1954
Foto di reginavittoria1954

“Non rimandare a domani quello che potresti fare oggi.” 

Rimandare sine die azioni che dovremmo fare, affrontare le nostre giornate facendo ciò che capita, sballottati dagli eventi e ammaliati da eventi contingenti è un comportamento molto diffuso. Occorre, invece, pianificare attentamente le proprie giornate per ottimizzare risultati e performance e ridurre in maniera significativa lo stress.

Evitare le “tentazioni” è un modo validissimo per restare focalizzati sui propri obiettivi e ridurre le perdite di tempo.

Si può ad esempio decidere di controllare la posta elettronica ogni ora, e non lasciare che i messaggi arrivino in tempo reale. Spesso e-mail  che ci sembrano così urgenti, potrebbero tranquillamente essere lette con calma.

Anche tutti quei programmi come ad esempio SkypeMessanger, che sono strumenti utilissimi per gestire contatti, possono, se sempre attivi,  rivelarsi un boomerang, sottraendo tempo prezioso ai nostri progetti.

TV e giornali possono fornirci notizie utili ed interessanti ma anche rapire la nostra attenzione e farci  perdere di vista il lavoro.

Un capitolo a parte lo merita il cellulare. Il nostro Paese è ai primi posti al mondo per diffusione dei telefonini, non lo è certo per… produttività.

Il cellulare è sicuramente uno strumento importantissimo per il nostro lavoro e per la vita personale. Può anche salvare una vita, ma può anche essere una terribile fonte di stress.

Possiamo scegliere di spegnere il cellulare quando siamo impegnati a fare qualcos’altro. Non si fermerà di certo il mondo. Al cinema, al teatro, in Chiesa, a chi non è capitato di essere disturbato dalla suoneria di un  cellulare? Avete mai notato cosa accade in aereo? Non appena l’apparecchio tocca terra, e malgrado gli assistenti di volo avvisino di tenere i telefoni spenti fino all’apertura delle porte, decine e decine di persone, in evidente crisi da astinenza, si affrettano a riaccendere il proprio cellulare.Cosa mai accadrebbe se si aspettasse un paio di minuti in più? Assolutamente nulla.

Qualcuno a volte obietta che deve essere sempre reperibile. Balle. Fino a qualche hanno fa era pura fantascienza pensare ad un telefono portatile che ci potesse rendere reperibili sempre e dovunque. La posta era solo cartacea e ci volevano giorni per ricevere documenti “urgenti”. Eppure le aziende producevano lo stesso, le persone ottenevano risultati e la vita scorreva normalmente.

Impariamo ad utilizzare le nuove tecnologie per vivere meglio, non per stressarci di più. Siamo sempre e soltanto noi a scegliere.

Se abituo i miei collaboratori, i clienti, gli amici, i familiari all’idea che io sia sempre reperibile, ventiquattro ore su ventiquattro, non dovrò lamentarmi di essere continuamente interrotto da messaggi, telefonate o mail.

Uno stile di vita sano è il risultato di tante piccole azioni quotidiane. Scelte da operare con consapevolezza, le nostre scelte, non quelle degli altri.

E’ vero che lo stress che accumuliamo nelle nostre giornate è enorme, così come è vero che molto spesso siamo noi ad accentuarne le dosi.

Scegli tu come vivere. Non lasciare che gli altri decidano per te

 
 
 

La paura

Post n°50 pubblicato il 18 Marzo 2008 da reginavittoria1954

Nella vita non riesce chi è più bravo, ma chi è più audace . Sono le paure che ci bloccano, sono le paure che non ci fanno riuscire nella vita, sono le paure che non ci fanno realizzare i nostri desideri, sono le paure che ci fanno sentire una nullità, sono le paure che non ci fanno crescere, sono le paure che ci paralizzano. La colpa dei nostri insuccessi è dovuta sempre e soltanto alle paure!  Più viviamo di paure e più siamo dei falliti.  Il segreto del successo, di ogni genere di successo sta nel saper trasformare la paura in coraggio; insomma bisogna, detto in una parola sola, osare!

La paura crea un blocco energetico: blocca gli elettroni, ci rende incapaci di proseguire;  incapaci di interagire;  incapaci di comunicare con noi stessi e con gli altri;  di pensare in modo razionale e positivo;  ci rende impotenti e senza idee;  la paura ci trattiene nella nostra “comfort zone”: la paura rovina la nostra esistenza!

Il compito della paura è di proteggerci dai pericoli!  La paura non è altro che un eccesso di prudenza, ma un eccesso talmente grande che ci toglie la forza di agire. Durante l’infanzia abbiamo ricevuti così tanti rimproveri (e spesso anche sberle!) dai nostri genitori e insegnanti, abbiamo sentito così spesso urla spaventose e insopportabili in famiglia, siamo stati castigati e intimoriti così tante volte, ci è stato tolto così frequentemente l’affetto, che abbiamo perso la voglia di metterci in gioco, ci siamo sentiti degli incapaci e dei buoni a nulla. Per non subire altri rimproveri, altre sberle, altri castighi ci siamo fatti furbi…: abbiamo rinunciato a essere spontanei, ad avere spirito di iniziativa, a essere noi stessi, a essere persone normali; abbiamo rinunciato a essere rispettati, ascoltati e amati! Ci siamo "convinti" di non meritare nulla dalla vita, di non valere nulla, e ci siamo sentiti in colpa per la nostra situazione. Ci siamo chiusi nella nostra corazza e nella nostra tristezza e nella nostra pigrizia. Per evitare il dolore che spesso proviene dalle relazioni, tendiamo ad anestetizzare il nostro cuore, finendo per apparire freddi e distanti. Tendiamo a vivere ‘a distanza’, lontano da rapporti che potrebbero provocarci dolore o sofferenza.  .

. All’origine troviamo comunque sempre una scarsità di carezze e di amore presunta o reale durante i primi anni di vita, mai sufficientemente compensata. . 

L’atteggiamento mentale negativo attirerà soprattutto risultati negativi. i problemi esistenziali! Per non essere preda dell’ansia  rinunciamo già in partenza. I credo potenzianti e i pensieri positivi reiterati nel tempo creano una rete neuronale prevalente che produce entusiasmo e ottimismo. Il rimedio dobbiamo amarci completamente e profondamente, dobbiamo accettarci nonostante tutte le difficoltà e i nostri insuccessi, perché l’amore e l’accettazione incondizionata di sé, spesso possono ridarci l’autostima e l’energia psichica necessaria per vincere l’ansia e la paura dei cambiamenti e consentirci di rischiare, di non avere più paura dei fallimenti considerandoli come normali esperienze, affrontando le sfide della vita con una mentalità vincente! Occorre anche comprendere che è normale fallire, è normale sbagliare, L’amore e l’accettazione di sé aiutano a sconfiggere la paura, proprio perché la paura è nata da una insufficienza di amore, da troppi rimproveri ricevuti durante l’infanzia. La mancanza di amore genera la mancanza di fiducia e di sicurezza, dunque genera la paura che è appunto mancanza di sicurezza e di fiducia nelle proprie capacità! La mancanza di fiducia e di sicurezza distrugge le energie utili per fare il primo passo che è sempre il più difficile.   Quando ti senti amato sei forte e invincibile. Soprattutto, allorché siamo in grado di amarci e di accettarci completamente e profondamente, i nostri pensieri diventano positivi e potenzianti, non ci innervosiamo di fronte ai contrattempi, non ci inalberiamo o chiudiamo di fronte alle critiche, ci rialziamo rapidamente dopo una sconfitta e siamo pronti per la vittoria, non ci spaventiamo di fronte alle difficoltà, non perdiamo la calma e la sicurezza

 
 
 
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Un blog di: reginavittoria1954
Data di creazione: 13/07/2007
 
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la morte per cancro

Mamma, da quando la morte ti ha portata via

non c'è pace nell'anima mia.

Ancora ti rivedo tanto sofferente,

e io accanto a te senza poter fare niente.

Di cancro sei morta mia cara mamma

come tanti altri sei diventata salma.

Ora  che non ci sei più

 rabbrividisco pensando ai più

come te nella sofferenza

causata da tanta indifferenza.

indifferenza dei politici, dei sofisticatori

degli agricoli imprenditori.

Persone che per guadagnare ora

arrecano tanto dolore.

Affetti da questa malattia e con tanto dolore

sempre più persone ci sono ora.

Per loro prego sempre di più

e rabbrividisco al pensiero che domani potremmo essere io e tu.

Spero vivamente che si prenda un provvedimento

e che almeno per i nuovi nati

non ci sia aria e  alimenti avvelenati

 

MAX

Al mio cane Max

 

Dodici anni fa, nel giorno dell’epifania arrivasti,

come un regalo tu ti ponesti.

Col tempo che passava

 la tua educazione non migliorava.

Facevi pipi a più non posso,

sia sui mobili che addosso.

L’unica cosa che ci consolava,

era la tua piccola coda che scodinzolava.

Non sarai dimenticato

tu che ci  hai addestrati

Il padrone di casa sei tu,

con il tuo guinzaglio blu

questa poesia ti ho dedicato

e  tutto ti ho perdonato

per l’amore che mi hai dato

                                    maty

 

MICIA

A  micia

appena nata nella mia casa arrivasti

la gioia infondesti

curare ti facesti

Son trascorsi  tredici anni,

ne abbiamo passati di affanni.

L’ultimo è stato,

l’allergia a te, in modo smoderato.

Non posso più toccarti ne giocare

ma non è cambiato il mio modo d’ amare

alle mie figlie viviamo accanto

tu e io che le amiamo tanto.

Per la tua dolcezza un grazie voglio darti

e da lontano baciarti.

                              maty

 

 

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