ESTINZIONE E' PER SEMPRE ! ! !
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Post n°1 pubblicato il 12 Settembre 2011 da lilith68_2011
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Post n°2 pubblicato il 12 Settembre 2011 da lilith68_2011
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Post n°3 pubblicato il 12 Settembre 2011 da lilith68_2011
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Post n°4 pubblicato il 12 Settembre 2011 da lilith68_2011
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Post n°6 pubblicato il 12 Settembre 2011 da lilith68_2011
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Post n°7 pubblicato il 14 Settembre 2011 da lilith68_2011
Le tigri sono a rischio di estinzione. Causa: riduzione habitat venerdì 21 luglio 2006 L'habitat naturale delle tigri si è ridotto del 40% in 10 anni: questo è il risultato di uno studio del W.W.F. Le zone sul Mar Caspio e quelle della Siberia, di Isola di Bali e del Nepal corrispondono al 40% dell'habitat naturale perso, ma rispetto all'reale di un tempo, questa riduzione sarebbe equivalsa solo al 7% del territorio. Fortunatamente molte associazioni ambientalistiche hanno trovato per le tigri 76 aree, di cui circa la metà possono ospitare 100 o più esemplari. Le più vaste aree disposte ad ospitare le tigri si trovano nella Russia e nell'India orientale, come anche nell'Asia sudorientale. Per salvaguardare i felini si è suggerito che i Capi di Stato dei 13 paesi ospitanti le tigri, si incontrino per dare alle maggiori aziende politiche una maggiore priorità nella conservazione della specie. Il W.W.F. chiede al Governo italiano un aiuto per aiutare la tigre e le altre specie come l'orango e l'elefante, animali respinti dalle attività umane in aree sempre più strette. Centinaia sono state le specie animali sterminate dall'uomo nell'epoca moderna; oltre il 95% delle estinzioni animali dal 1600 in poi sono state causate dalla caccia sfrenata, dalla distruzione dell'habitat, dai mutamenti climatici o dalla competizione con specie introdotte (non originarie del luogo). Casi celebri sono la ritina di Steller, estintasi 27 anni dopo la sua scoperta, oppure il tilacino e l'huia, che oggi si sta tentando di clonare. Ultimamente, la presa di coscienza dell'uomo nei confronti dell'ambiente che lo circonda ha fatto sì che si cominciasse a cercare di porre rimedio agli errori del passato: ecco allora che vi sono progetti di ricreare animali come il quagga, l'uro con incroci e selezioni genetiche, come avvenne nel secolo scorso con il tarpan. "DA WIKINOTIZIE" |
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Post n°8 pubblicato il 14 Settembre 2011 da lilith68_2011
Grandi felini Leoni, tigri, giaguari...
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Post n°9 pubblicato il 14 Settembre 2011 da lilith68_2011
Perchè le specie stanno estinguendosi? La conversione della terra per le attività dell'uomo, con risultante perdita di habitat naturali è più evidente nelle foreste tropicali e meno grave nelle regioni temperate, boreali e artiche. L'inquinamento causato dalle deposizioni degli ossidi di azoto atmosferici è più severo nelle aree temperate settentrionali. Mentre l'introduzione di specie "aliene" (non autoctone) dannose accompagna di solito ogni attività umana. La perdita di specie animali è inoltre causata dalla crescita continua della popolazione umana e di insostenibili stili di vita, dalla crescita dell'estensione delle aree urbane, dall'aumento della produzione di rifiuti e sostanze chimiche tossiche e dai conflitti.Nessuno conosce quante specie animali si estinguono ogni anno, né il numero totale di quelle esistenti. E' minacciato il 23% dei mammiferi e il 12% degli uccelli. DAL SITO UFFICIALE DEL WWF |
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Post n°10 pubblicato il 14 Settembre 2011 da lilith68_2011
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Quì nel mio blog, parlo di animali in estinzione... .... c'è però una specie che purtroppo non risente di questo pericolo... sono "i capi o le cape ufficio".... Da più di una fonte ho avuto conferma che, se su questa "razza" ci fosse sentore di estinzione, non ci sarebbe nessuno che porterebbe aiuto... .... diciamo che la si può considerare "Razza animale" perchè nessun umano arriverebbe a comportarsi in tale, maniera....ma forse nemmeno un animale si comporterebbe così....sarebbe una grande offesa dire questo a loro "gli animali"!
...inventiamoci un nuovo nome per codesta categoria..... Se qualcuno si dovesse sentire offeso per quello che penso, sono disponibile a trattare per il settore categoria.... |
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Post n°12 pubblicato il 26 Settembre 2011 da lilith68_2011
Ormai l'Aquila reale stanzia nelle regioni montagnose ed impervie, ben lontano dall'uomo che da sempre le è nemico, sempre sotto, però, il livello delle nevi perenni, ed è completamente assente dalle pianure. Un tempo era comune nelle zone più temperate dell'Europa, nel nord dell'Asia, America Africa ed in tutto il Giappone; oggi è completamente scomparta da Islanda e Irlanda (dove nel 2001, per tentare il ripopolamento, sono stati liberati 35 esemplari) ed in tutta Europa il numero totale di esemplari non supera le 3.000 unità. Protetta su tutto il territorio nazionale, non è però ancora scampata al pericolo di estinzione. Troppo ristretto il territorio nel quale può vivere tranquillamente, ancora fortemente presente il bracconaggio, la sua sopravvivenza è messa in pericolo anche dagli elementi chimici che, dalle piantagioni e dall'acqua, si trasferiscono nell'animale uccidendolo o rendendo così fragile il guscio da farlo rompere prima del tempo. |
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Post n°13 pubblicato il 26 Settembre 2011 da lilith68_2011
Predatore fortemente diffuso nei secoli passati nell'Europa continentale, proprio grazie alle condizioni perfette per la sua sopravvivenza, la sopravvivenza della Lince europea oggi è messa in serio pericolo. Le cause principali sono soprattutto la deforestazione e la scomparsa o la forte diminuzione di quegli animali che della Lince sono le prede, il tutto unito ad una caccia che è stata davvero spietata sia per l'accaparramento delle splendide pellicce, sia per la "protezione" degli animali domestici. Già verso il 1800 la Lince era scomparsa dai bassopiano occidentali e meridionali d'Europa e sopravviveva alle falde delle catene montuose dei Pirenei e del Massiccio Centrale francese, nelle Alepi, nella Selva Bavarese e nelle vaste foreste a settentrione ed a oriente d'Europa. Negli anni 70 una intensa opera di ripopolamento a dato buoni risultati tra le montagne della Svizzera, Austria e Germania, anche se la scarsità di prede naturali ha indotto gli esemplari reintrodotti a cacciare greggi ed altri animali domestici. Attualmente sono stati avvistati degli esemplari sul versante italiano delle Alpi, nelle zone più aspre dei Carpazi e delle regioni balcaniche. In Italia il programma di ripopolamento sembra aver avuto scarso successo e sono scomparse sia la sottospecie di Lince alpina che quella di Lince sarda, anche se sembra che alcuni esemplari siano stati avvistati tra i monti appenninici. Gravissima anche la situazione nel territorio portoghese (dove sembra che il numero di esemplari non sia superiore a 20) e spagnolo. |
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Post n°14 pubblicato il 26 Settembre 2011 da lilith68_2011
Per prima cosa "DA QUANDO" vive.... sono stati, infatti, ritrovati dei reperti fossili che attestano la sua esistenza già nel Pleistocene medio-superiore (400.000 –700.000 anni fa). Gli habitat preferiti dello Scoiattolo rosso sono i boschi di conifere o di caducifoglie, ma frequenta anche i parchi ed i giardini delle nostre città. Specie autoctona europea, è possibile trovarlo in tutta l'Eurasia, in Asia settentrionale fino alla Kamciatka, in Corea e sull'isola di Hokkaido in Giappone. Ma il territorio dov'è presente, malgrado ciò che sembra, si è decisamente rimpicciolito negli ultimi anni ed in Inghilterra è ormai in serio pericolo la sua presenza. Dicevamo che il maggior pericolo, attualmente, deriva dalla presenza sempre più pressante dello Scoiattolo grigio, ma non vanno trascurati, tra i motivi di possibile estinzione, anche le zone boschive sempre più ristrette, le sostanze chimiche che, usate in agricoltura, spesso diventano il motivo della sua morte. Fortunatamente già dal 1977 la caccia a questo splendido roditore è stata messa al bando. |
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Post n°15 pubblicato il 26 Settembre 2011 da lilith68_2011
Fino a quando le foreste d'Europa rimasero degne di tale nome, l'Orso era un animale comune. Ora vive in quelle foreste che rimangono, in Russia ed in Scandinavia, ma si calcola che non superi le 6000 unità e, se questo è un numero irrisorio, figuriamoci cosa sono le 450 - 550 unità presumibilmente presenti nella zona "ricca" più vicina a noi, la Slovenia. Per questo motivo l'Orso Bruno è stato catalogato come “Specie di fauna rigorosamente protetta” sin dalla Convenzione di Berna del 1979. La situazione in Italia, ma anche nei Paesi con noi confinanti, è decisamente seria e su tutto l'arco alpino si ariva a malapena alle 60 unità, concentrate per lo più (si parla di una trentina di individui) nelle Alpi Nord-Orientali grazie alla vicinanza con la Slovenia, ma, ad esempio, dal Parco Nazionale dello Stelvio è scomparso del tutto. Nelle Alpi centrali, nel Parco Adamello-Brenta è stato dato il via ad un progetto con il quale si spera di evitare la scomparsa dell'Orso dal Trentino, con l'immissione nel territorio di 15 plantigradi. Maggiore la presenza dell'Orso, invece, sugli Appennini. In Abruzzo la densità stimata è di un soggetto ogni 25 kmq, ma in questi luoghi il pericolo incombente è il bracconaggio che provoca la morte di ben 36 animali su 100. |
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Post n°16 pubblicato il 26 Settembre 2011 da lilith68_2011
Un tempo le Balene erano presenti in tutti i mari, ora gli scienziati propendono per un numero totale di circa 10.000 esemplari presenti soprattutto nei Santuari: vaste zone d'oceano dove la caccia è proibita e questi cetacei hanno la possibilità di riprodursi. Grazie all'azione decennale delle organizzazioni che si battono per la conservazione del pianeta, sono state dichiarate Santuario Marino zone in:
Ma il numero dei Santuari è ancora troppo basso per scongiurare il pericolo di estinzione.
L'assottigliarsi della fascia d'ozono ed il conseguente aumento di penetrazione dei raggi UV alterano la produzione e la concentrazione di krill, principale nutrimento per le balene.
Le sostanze tossiche presenti nei mari aumentano continuamente e le balene (come gli altri abitanti marini) se ne intossicano
Non dimentichiamoci che le balene comunicano attraverso gli ultrasuoni quindi possono benissimo udire tutti quei rumori che viaggiano su una banda per noi inudibile e, oltre a non sentirsi fra di loro, questo tipo di inquinamento provoca forti scompensi fisici e comportamentali.
Intesa come caccia vera e propria: Norvegia, Giappone e Islanda continuano la caccia sia legale che illegale, molto spesso celata sotto pretestuosi "scopi scientifici". Ma anche la pesca a strascico è un pericolo per le balene: molte si impigliano nelle reti e muoiono [clicca per vedere l'immagine]. Guarda il filmato sulla caccia alle Balene messo on line a cura di GreenPeace e poi fallo circolare! View Quicktime (3.3 MBytes)View Real (2.5 MBytes) View Windows Media (2.7 MBytes) E poi aderisci anche tu alla campagna di Greenpeace (clicca sul banner qui sotto per accedere alla pagina) |
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Post n°17 pubblicato il 26 Settembre 2011 da lilith68_2011
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Post n°18 pubblicato il 26 Settembre 2011 da lilith68_2011
"La domanda che ci dobbiamo fare è: siamo felici di immaginare che i nostri nipoti non vedranno mai un elefante, se non illustrato?" David Attemborough, 2000 E anche molti altri animali aggiungo io!!! visita questo sito! http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Categoria:Specie_animali_in_pericolo_di_estinzione&pagefrom=Paracoelops+megalotis |
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Anche questo meraviglioso e straordinario felino è in via di estinzione. Il Gatto dorato del Borneo o Gatto Baio. E da poco tempo se ne conosce l'esistenza! Da Wikipedia: Il gatto dorato del Borneo, Pardofelis badia (Gray, 1874), detto anche gatto baio, è un piccolo felino endemico dell'isola del Borneo. Insieme al gatto dorato asiatico (Pardofelis temminckii) e al gatto marmorizzato (Pardofelis marmorata) forma il genere Pardofelis. A causa della sua rarità non sappiamo molto su di lui. Fino al 1998 non ne era mai stato nemmeno fotografato un esemplare in vita. Quasi tutto ciò che si sa di questo felino è basato su circa dodici esemplari, il primo dei quali è stato raccolto da Alfred Russel Wallace nel 1855 nel Sarawak. Gli esemplari successivi furono catturati nel 1874, 1992 e 1998; siamo inoltre in possesso di qualche pelle ottenuta dai cacciatori.
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Malgrado la loro incredibile velocità - fino a 96 chilometri orari sulle brevi distanze - 
DOVE VIVE (ancora)











Inviato da: lilith68_2011
il 14/02/2012 alle 12:57
Inviato da: animalibera_60
il 13/01/2012 alle 18:38
Inviato da: meissner
il 24/12/2011 alle 11:28
Inviato da: lilith68_2011
il 27/09/2011 alle 22:58
Inviato da: Lycantropos
il 26/09/2011 alle 23:50