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        <title>quello che sono</title>
        <description>Storie di tutti i giorni</description>
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        <lastBuildDate>Wed, 20 Mar 2013 18:51:47 +0100</lastBuildDate>
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        <category>Di Tutto un pó</category>
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            <title>Un’altra occasione per me</title>
            <link>http://blog.libero.it/ALGORI/11857039.html</link>
            <description>&lt;IMG width=&quot;120&quot; height=&quot;90&quot; SRC=&quot;http://blog.libero.it/ALGORI/getmedia.php?Creoho%26imJwugJwm%3D%60%7D%25~9352%3Da90%25%3B01c1%25%3Baiedxgk%0DGZFMiA%3F%27%3C0%27z%05kgonmghom-%3FO&quot; border=&quot;1&quot; align=&quot;left&quot;&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-style: normal; font-family: Arial;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske01&quot;&gt;E&amp;rsquo; da tanto, forse troppo tempo che non scrivo, e mi mancavano le pagine di questo blog su cui annotare la mia vita e i miei pensieri.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-style: normal; font-family: Arial;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske01&quot;&gt;L&amp;rsquo;occasione per farlo arriva l&amp;rsquo;altra sera. Un film alla tv, the company man. La storia di un&amp;rsquo;uomo all&amp;rsquo;apice della carriera professionale che perde all&amp;rsquo;improvviso il proprio lavoro, e con esso tutte le certezze, i sogni e la propria identit&amp;agrave;. Bene &amp;egrave; rappresentato nel film lo stato d&amp;rsquo;animo, la perdita di ogni punto di riferimento, l&amp;rsquo;amarezza, la non appartenenza al mondo che ti circonda. Ed i sogni che d&amp;rsquo;un tratto svaniscono nel nulla.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-style: normal; font-family: Arial;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske01&quot;&gt;Ed allora mi torna in mente quanto vissuto in prima persona un&amp;rsquo;anno fa. Tutto quanto, ogni singolo pensiero, tutto tale e quale, vissuto, senza sconto alcuno.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-style: normal; font-family: Arial;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske01&quot;&gt;Un giorno preso dallo sconforto, senza nessuna opportunit&amp;agrave; di lavoro all&amp;rsquo;orizzonte, nonostante i colloqui i curriculum e tutto quanto l&amp;rsquo;impossibile fatto, mi convinco che l&amp;rsquo;unica scelta che avevo era quella di prendere in mano la mia vita e partire con un nuovo progetto.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-style: normal; font-family: Arial;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske01&quot;&gt;Ho deciso. Faro il libero professionista. Un lavoro tutto mio da cui iniziare una nuova vita. Prendo la macchina e parto. Destinazione un concessionario d&amp;rsquo;auto a pochi km da casa, dove acquistare un&amp;rsquo;auto usata per me e cominciare a girare per trovare lavori da fare.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-style: normal; font-family: Arial;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske01&quot;&gt;Ma prima, un&amp;rsquo;ultimo tentativo. Strada facendo passo davanti ad un&amp;rsquo;impresa edile di cui conosco il titolare da oltre 20 anni, ma con cui non ho mai parlato. Ha chiuso l&amp;rsquo;anno prima, ma ora sta tentando di ripartire, con il figlio davanti a prendere in mano le redini dell&amp;rsquo;azienda. Ci provo, suono al campanello. Mi fanno entrare. Chiedo se possibile parlare con il titolare, ma ovviamente non se ne parla nemmeno. Prendo un bigliettino, scrivo sopra il mio numero di cellulare ed il mio nome. Lo consegno all&amp;rsquo;impiegata e le chiedo di riferire al titolare che avrei bisogno di parlargli.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-style: normal; font-family: Arial;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske01&quot;&gt;Riparto. Destinazione concessionario. Entro, tratto l&amp;rsquo;acquisto di un&amp;rsquo;auto. La pi&amp;ugrave; economica di quelle presenti. Pi&amp;ugrave; di un&amp;rsquo;ora a parlare a trattare, e poi esco riservandomi di pensarci ancora un po&amp;rsquo; e mi dirigo verso casa. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-style: normal; font-family: Arial;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske01&quot;&gt;Oramai &amp;egrave; sera gia le 18.00 passate. Ripasso davanti all&amp;rsquo;impresa che faccio? Si mi fermo e parcheggio davanti agli uffici restando in macchina ad aspettare chissa che cosa, o a sperare arrivi quella telefonata. Figurati, devo essere proprio matto. Ma che ci faccio qui, non mi conosce nemmeno. Solo di nome, ma nulla di pi&amp;ugrave;, perch&amp;eacute; dovrebbe chiamarmi.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-style: normal; font-family: Arial;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske01&quot;&gt;Si &amp;egrave; vero, devo essere proprio uno stupido. Prendo le chiavi, sto per accendere e suona il telefonino.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-style: normal; font-family: Arial;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske01&quot;&gt;Rispondo. E lui mi dice &amp;lsquo;ciao _____ come stai?&amp;rsquo;. Gli rispondo &amp;lsquo;Ciao bene grazie, avrei bisogno di parlarti&amp;rsquo;. E lui &amp;lsquo;Bhe sono qui in ufficio se vuoi. Quando vorresti venire&amp;rsquo;. Gli rispondo &amp;lsquo;Sono seduto in auto parcheggiato davanti ai tuoi uffici. Puoi ora?&amp;rsquo;. E lui &amp;lsquo;Scherzi? Che ci fai li?&amp;rsquo;. Gli rispondo &amp;lsquo;sapevo che la sera al rientro degli operai sei sempre li ad accoglierli ed allora ti ho aspettato ed ho sperato&amp;rsquo;. E lui &amp;lsquo;Entra subito dai, ti apro&amp;rsquo;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-style: normal; font-family: Arial;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske01&quot;&gt;Abbiamo parlato per pi&amp;ugrave; di un&amp;rsquo;ora. Ho scoperto che mi conosceva pi&amp;ugrave; di quanto potessi immaginare, anzi ho avuto l&amp;rsquo;impressione quasi mi stesse aspettando. Mi ha presentato a suo figlio con lodi e parole che mai avrei potuto pensare qualcuno dicesse di me.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-style: normal; font-family: Arial;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske01&quot;&gt;A maggio sar&amp;agrave; un&amp;rsquo;anno che sono qui al lavoro. Forse il contratto a termine scadr&amp;agrave; e sar&amp;ograve; di nuovo in strada vista la crisi che ci circonda. Ma ora sono qui, e sono tornato a far parte di qualcosa, e a sentirmi utile per qualcuno. E questa &amp;egrave; un&amp;rsquo;opportunit&amp;agrave; una fortuna che se anche durasse poco non ha prezzo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: EN-US; mso-ansi-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske01&quot;&gt;E domani si vedr&amp;agrave;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Sat, 19 Jan 2013 09:08:17 +0100</pubDate>
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            <title>SEQUESTRATO</title>
            <link>http://blog.libero.it/ALGORI/11114994.html</link>
            <description>&lt;IMG width=&quot;120&quot; height=&quot;90&quot; SRC=&quot;http://blog.libero.it/ALGORI/getmedia.php?%40reoho%26imJwugJwm%3D%60%7D%25~1%3C%3C19a11%25%3B21c0%25%3Baiedxgk%0DGZFMiA%3F%27%3C0%27z%05kgonmghom-%3FL&quot; border=&quot;1&quot; align=&quot;left&quot;&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-style: normal; font-family: Arial;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske02&quot;&gt;Dal libro dei ricordi. 2007&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-style: normal; font-family: Arial; font-size: 10pt;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske02&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: EN-US; mso-bidi-language: AR-SA;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske02&quot;&gt;Una mattina come tante altre al lavoro, durante il giro di controllo dei cantieri ricevo una telefonata dal capo il quale mi riferisce di essere stato chiamato dalla telecom. Dicono che si &amp;egrave; verificata una interruzione delle linee telefoniche che passano all&amp;rsquo;interno di una nostra propriet&amp;agrave; in un altro cantiere, e che tale disservizio se non immediatamente ripristinato pu&amp;ograve; avere risvolti legali nei nostri confronti. Pensiamo a cosa pu&amp;ograve; essere successo prima di muoverci&amp;hellip; In quella propriet&amp;agrave; c&amp;rsquo;&amp;egrave; un vecchio capannone che va demolito, all&amp;rsquo;interno del quale nei mesi scorsi abbiamo subito diversi furti dei cavi in rame. Risolvi la questione, mi dice il capo, fa quanto necessario. Sebbene il cantiere sia lontano, mi dirigo immediatamente li, ma prima per precauzione passo alla vicina stazione dei carabinieri. Entro e subito mi fanno parlare con il maresciallo &amp;lsquo; bip &amp;lsquo;, al quale spiego la questione, i diversi furti subiti, la possibilit&amp;agrave; che siano stati dei ladri ad interrompere la linea telefonica che passa sotto l&amp;rsquo;edificio, e la remota eventualit&amp;agrave; che siano ancora all&amp;rsquo;interno dell&amp;rsquo;edificio anche durante il giorno, ed il fatto che sia necessario un mio sopralluogo di verifica, mi spaventa non poco. Mi dicono di non preoccuparmi, che di sicuro a quest&amp;rsquo;ora non ci sono. Di andare tranquillo e di chiamarli soltanto nel caso trovi qualcuno all&amp;rsquo;interno dello stabile. Per nulla rassicurato vado in cantiere. Si tratta di un vecchio capannone industriale di oltre 20'000 mq diviso in vari settori e stanze. Entro e comincio a perlustrare tutti i locali per vedere se c&amp;rsquo;&amp;egrave; qualcosa di anomalo. Nella parte pi&amp;ugrave; interna trovo in una stanza un&amp;rsquo;enorme groviglio di cavi elettrici filettati. Sembra non ci sia nessuno in giro, e cosi mi dirigo verso la zona mensa e spogliatoi. Attraverso una porta a vetro posso vedere l&amp;rsquo;interno dello spogliatoio, dove ci sono materassi a terra, vestiti sparsi, cibo su un tavolo, e la finestra aperta su una piazzetta interna chiusa e senza uscita. Provo ad aprire la porta ma &amp;egrave; chiusa a chiave. Apro quindi la porta della stanza adiacente, esco dalla finestra e vado sulla piazzetta interna per guardare nello spogliatoio. Non c&amp;rsquo;&amp;egrave; nessuno. Torno sui miei passi, rientro nella stanza da cui sono arrivato e&amp;hellip; dalla porta a vetro vedo passare un&amp;rsquo;ombra. Mi fermo spaventato. Mi chiude la porta a chiave. Torno indietro di corsa, e scappo sul punto pi&amp;ugrave; nascosto della piazzetta. Non c&amp;rsquo;&amp;egrave; via di uscita. Mi tengono sequestrato li dentro che faccio??. La prima cosa che mi viene in mente &amp;egrave; chiamare l&amp;rsquo;ufficio. Suona&amp;hellip; ma nessuno risponde&amp;hellip; Ci riprovo&amp;hellip; Risponde un collega &amp;lsquo;&lt;span style=&quot;color: red;&quot;&gt;pronto chi &amp;egrave;&lt;/span&gt;?&amp;rsquo; gli rispondo &amp;lsquo;&lt;span style=&quot;color: blue;&quot;&gt;Sono io, ho bisogno urgente&lt;/span&gt;..&amp;rsquo; mi interrompe e mi dice &amp;lsquo;&lt;span style=&quot;color: red;&quot;&gt;scusa mi puoi richiamare sto facendo una cosa urgente per il capo&lt;/span&gt;&amp;rsquo;, e mette gi&amp;ugrave;. Non posso crederci. Riprovo nuovamente. Risponde sempre lo stesso collega &lt;span style=&quot;color: red;&quot;&gt;&amp;lsquo;pronto chi e?&lt;/span&gt;&amp;rsquo;. Gli rispondo &amp;lsquo;&lt;span style=&quot;color: blue;&quot;&gt;Sono sempre io, ho bisogno di&lt;/span&gt;&amp;hellip;. &amp;lsquo; Mi blocca nuovamente e mi dice&lt;span style=&quot;color: red;&quot;&gt; &amp;lsquo;Aspetta che finisco di stampare questi disegni per il capo e poi ti richiamo&lt;/span&gt;.&amp;rsquo; E mette gi&amp;ugrave;. Incredibile, che faccio ora?. Decido di chiamare i carabinieri. &amp;lsquo;&lt;span style=&quot;color: green;&quot;&gt;Pronto stazione dei carabinieri&amp;rsquo;&lt;/span&gt;. &lt;span style=&quot;color: blue;&quot;&gt;Buongiorno sono _________ posso parlare con il maresciallo &amp;lsquo;bip&amp;rsquo;?&lt;/span&gt;&amp;rsquo;. Me lo passano subito e mi dice &amp;lsquo;&lt;span style=&quot;color: green;&quot;&gt;con chi parlo?&lt;/span&gt;&amp;rsquo; &lt;span style=&quot;color: blue;&quot;&gt;Buongiorno maresciallo, sono il geom. ________ che &amp;egrave; passato li da voi stamattina per il problema dei cavi telefonici&amp;rsquo;&lt;/span&gt;. &amp;lsquo;&lt;span style=&quot;color: green;&quot;&gt;Si buongiorno a lei, che problemi ci sono?&lt;/span&gt;&amp;rsquo;. &lt;span style=&quot;color: blue;&quot;&gt;&amp;lsquo;Si ricorda quando le dissi che c&amp;rsquo;era la possibilit&amp;agrave; che i ladri fossero ancora all&amp;rsquo;interno dello stabile, e che in tal caso avrei dovuto chiamarla? Bhe ecco, non solo sono all&amp;rsquo;interno dello stabile ma ora mi tengono sequestrato in una parte dell&amp;rsquo;edificio dalla quale non posso pi&amp;ugrave; uscire.&amp;rsquo; &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: green;&quot;&gt;&amp;lsquo;Accidendi, stia calmo e fermo li. Chiamo subito la polizia perch&amp;eacute; vengano a liberarla. Arriviamo&amp;rsquo;. &lt;/span&gt;Per fortuna ho trovato aiuto. Mi nascondo in un&amp;rsquo;angolo e aspetto. Aspetto. Aspetto. Ma il tempo non sembra passare mai. Ho paura vengano a prendermi. Accidenti se sono in tanti, come far&amp;ograve; a difendermi. Speriamo arrivi la polizia. Aspetto. Passa mezz&amp;rsquo;ora e non arriva nessuno. Che faccio. Provo a guardare dalla finestra nello spogliatoio e non c&amp;rsquo;&amp;egrave; nessuno. Rientro nella stanza da dove sono arrivato, mi avvicino alla porta. Provo a girare la maniglia&amp;hellip;. Hossignore.. &amp;egrave; aperta. Apro piano mi guardo attorno e scappo fuori dall&amp;rsquo;edificio. Vado fuori in strada e mi chiama al cell la polizia per chiedermi informazioni su dove fosse l&amp;rsquo;edificio in cui mi trovavo. Gli rispondo &amp;lsquo;&lt;span style=&quot;color: blue;&quot;&gt;ma come, sono stato sequestrato per mezz&amp;rsquo;ora e adesso mi chiedete dov&amp;rsquo;&amp;egrave; l&amp;rsquo;edificio?&lt;/span&gt;&amp;rsquo;. &lt;span style=&quot;color: green;&quot;&gt;Come sequestrato? A noi avevano detto che non era in pericolo. Arriviamo subito.&lt;/span&gt;&amp;rsquo; D&amp;rsquo;un tratto da lontano si sente accendersi la sirena e in un&amp;rsquo;attimo sono qui. Dopo aver spiegato loro l&amp;rsquo;accaduto decidiamo di entrare. Vada avanti lei che ha le chiavi ed &amp;egrave; il proprietario, noi la seguiamo. Quindi io davanti ad aprire e loro dietro di me con pistole alla mano entriamo. Gi&amp;agrave; non c&amp;rsquo;era pi&amp;ugrave; nessuno naturalmente. Fatta la denuncia di rito ce ne andiamo. Poche ore dopo, un vicino, visti alcuni movimenti nell&amp;rsquo;edificio, chiama i carabinieri che chiamano me per rientrare nell&amp;rsquo;edificio. Arrivo di corsa, e si ripete la scena. Stavolta io entro dall&amp;rsquo;entrata principale con 2 polizzioti armati dietro di me, mentre altri 2 entrano dall&amp;rsquo;entrata opposta. Sfondiamo alcune porte bloccate appositamente dai ladri ed entriamo di corsa. Ci dirigiamo subito nello spogliatoio ed &amp;hellip;.. Eccoli li. 3 stranieri in pantaloni e senza maglietta. Uno di loro armato con un rotolo di mortadella su entrambe le mani&amp;hellip;. Frastornati, sorpresi e spaventati. Braccia dietro la schiena. Ammanettati sono stati subito arrestati, e non li ho visti pi&amp;ugrave;. Che avventura per&amp;ograve;. Dite possa metterla all&amp;rsquo;interno del mio Curriculum Vitae? Chi pu&amp;ograve; vantare nella propria esperienza professionale un&amp;rsquo;avventura simile?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Fri, 02 Mar 2012 11:16:02 +0100</pubDate>
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            <title>IL NIENTE</title>
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            <description>&lt;IMG width=&quot;120&quot; height=&quot;90&quot; SRC=&quot;http://blog.libero.it/ALGORI/getmedia.php?%3Areoho%26imJwugJwm%3D%60%7D%25~3%3C149a11%25%3B21c0%25%3Baiedxgk%0DGZFMiA%3F%27%3C0%27z%05kgonmghom-%3FN&quot; border=&quot;1&quot; align=&quot;left&quot;&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-style: normal; font-family: Arial;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske02&quot;&gt;8 mesi scivolati via. Un po di meritate vacanze nei primi mesi, poi tutti i lavori di casa tralasciati in tanti anni di frenetico impegno in azienda, e poi &amp;hellip;.. pi&amp;ugrave; niente. E nel mentre, una continua ricerca di opportunita&amp;rsquo;, di proposte di lavoro, a pensare cos&amp;rsquo;&amp;egrave; successo e cosa doveva essere fatto diversamente&amp;hellip;.. per imparare dai propri errori ed essere migliori nel futuro. Ma dentro il vuoto. Ora comprendo tutte quelle persone viste alla tv, amareggiate, spente, tristi ed arrabbiate per aver perso il lavoro. Pensiamo per il solo fatto di averle viste alla tv di aver compreso ci&amp;ograve; che provano, ma non &amp;egrave; vero. Non sappiamo un bel niente. Bisogna viverle certe situazioni per capirle. Sapete, in questi anni di lavoro, preso dai mille impegni, dalle cose frenetiche da fare tutti i giorni, dai contatti con le persone, clienti, fornitori, colleghi, mi sono sentito parte di un mondo cos&amp;igrave; grande e vasto, da impedirmi di capire chi, per varie ragioni, continuava a dire di sentirsi solo. In realt&amp;agrave; &amp;egrave; bastato poco. Una volta perso il lavoro, nonostante le continue ricerche, gli invii del CV in ogni dove, nessuna risposta &amp;egrave; arrivata. Anche gli amici, i colleghi, le persone con le quali ho condiviso 25 anni di lavoro, a poco a poco si sono allontanate. E le comprendo. Incontrarsi con chi non ha nulla da fare tutto il giorno, non ha progetti, niente da raccontare di particolare, impegnato nel niente, mentre loro affaccendati in mille cose&amp;hellip;.. quasi infastiditi o invidiosi del confronto. Nemmeno io resterei a parlare con me stesso a volte. Ed ora tutto intorno il niente. Quel mondo cosi vasto senza confini e limiti, in un solo istante si &amp;egrave; ridotto drasticamente alle quattro mura di casa, dove ora, gira e vive ogni mio momento. Uscire, non &amp;egrave; pi&amp;ugrave; importante se non hai un dove andare. Acquistare qualcosa deve avere una finalit&amp;agrave; di utilizzo che al momento non c&amp;rsquo;&amp;egrave;. Strano davvero questo niente. TI fa pensare cosi tante cose. Ti fa credere di essere sbagliato, inadatto al mondo che sta fuori, incapace di far fronte alle sfide del momento e di doverti rassegnare per i prossimi anni al niente. Voglio ricordare questo niente. Questa sensazione di impotenza e di sopraffazione degli eventi che mi hanno travolto e stanno cercando di portarmi via in questi mesi, verso il niente. Voglio ricordarla davvero, perch&amp;eacute; far&amp;agrave; parte della mia esperienza e mi render&amp;agrave; diverso da quello che sono stato fino a ieri. Forse migliore, pi&amp;ugrave; comprensivo verso gli altri, e magari anche pi&amp;ugrave; forte e tenace nell'affrontare le sfide del futuro. Ma oggi, in questo momento, quanto &amp;egrave; difficile andare avanti e ripetersi ogni giorno 'coraggio, non devo lasciarmi andare, devo continuare a guardare avanti e a credere che ci sar&amp;agrave; un futuro migliore'. E ci sar&amp;agrave;.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Thu, 01 Mar 2012 09:44:13 +0100</pubDate>
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            <title>E' NATALE</title>
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            <description>&lt;IMG width=&quot;120&quot; height=&quot;90&quot; SRC=&quot;http://blog.libero.it/ALGORI/getmedia.php?6reoho%26imJwugJwm%3D%60%7D%25~06508a81%25%3B30a1%25%3Baiedxgk%0DGZFMiA%3F%27%3C0%27z%05kgonmghom-%3FJ&quot; border=&quot;1&quot; align=&quot;left&quot;&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-style: normal; font-family: Arial;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske02&quot;&gt;E&amp;rsquo; gi&amp;agrave; arrivato il natale. Sar&amp;agrave; speciale davvero quest&amp;rsquo;anno. Fino a poco tempo fa lo vedevo come una festa non mia, un qualcosa che arriva ogni anno come sempre, come l&amp;rsquo;autunno e l&amp;rsquo;inverno. Quasi senza senso, solo occasione per scambiarci regali e auguri, spesso e volentieri, non sentiti ma solo dovuti. Termine usuale in questo periodo, il natale &amp;egrave; solo una festa consumistica. Ed invece&amp;hellip;&amp;hellip; Provate a pensarsi un solo istante. Presi dal lavoro, dai mille impegni, dalle cose di tutti i giorni, che riempiono oltre misura la Vostra giornata. Il Natale &amp;egrave; un qualcosa in pi&amp;ugrave;, che spesso rende ancor pi&amp;ugrave; frenetica e pesante la Vostra giornata. Si certo, buoni sentimenti, buone parole, la fede, la nascita di Gesu&amp;rsquo;. Ma dentro di Voi se ci pensate, hanno senso davvero queste parole??. Ora provate a fermarvi un&amp;rsquo;attimo. Io mio malgrado l&amp;rsquo;ho dovuto fare davvero vista l&amp;rsquo;attuale situazione di non impiego. Fermatevi e togliete tutto ci&amp;ograve; che ogni giorno riempiva le vostre giornate. Il lavoro, le mille cose da fare, le cose mai fatte e che per la vita frenetica non siete riusciti a fare. Ecco, togliete tutto&amp;hellip;. E vi sembrera non sia rimasto nulla. Ma nulla davvero a cui aggrapparvi. Perch&amp;eacute; ogni cosa da fare l&amp;rsquo;avete gi&amp;agrave; fatta. Perch&amp;eacute; al telefono nessuno pi&amp;ugrave; vi cerca. Ogni commissione, ogni pensiero o progetto per il futuro &amp;egrave; di colpo svanito. Ecco, se siete riusciti a ricostruire nella vostra mente questa situazione, inserite nel bel mezzo di questa stanza vuota che &amp;egrave; la vita che vi rimane il NATALE. Con tutte le sue luci, la magia e la voglia di vita che &amp;egrave; simbolo della nascita di gesu&amp;rsquo;. Quella capanna di poveri pastori, che risuona a festa, nonostante il nulla che li circonda. Questo sar&amp;agrave; il natale 2011. Nel vuoto che mi circonda, questo &amp;egrave; il mio presepe. I miei ricordi di bambino che per anni sono stati sovrastati dagli impegni di lavoro e dai problemi di tutti i giorni. Quando mio padre mi svegliava alle 4.30 del mattino per andare nei cantieri aperti sulle strade a prendere i sassolini da mettere sul presepe, e dedicava l&amp;rsquo;intera vigilia a preparare un presepe sontuoso pieno di statuine e casette, montagne, laghetto, alberi, muschio, luci in ogni dove. E noi bambini incantati a guardare ed ammirare la bravura del nostro papa&amp;rsquo;.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-style: normal; font-family: Arial;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske02&quot;&gt;Ora sono io quel papa&amp;rsquo;, e dedico questo natale alla mia famiglia, e regalero&amp;rsquo; loro un papa&amp;rsquo; pi&amp;ugrave; buono, affettuoso, sereno e sorridente (nonostante tutto), perch&amp;eacute; altro di pi&amp;ugrave; quest&amp;rsquo;anno non potro&amp;rsquo; loro offrire. E faro&amp;rsquo; dolci ogni giorno se possibile, pizze, festa, coccole, abbracci, parole&amp;hellip;&amp;hellip;..&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-style: normal; font-family: Arial;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske02&quot;&gt;Faro&amp;rsquo; di tutto perch&amp;eacute; questo Natale si imprima nei loro ricordi con un sorriso&amp;hellip;&amp;hellip;.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-style: normal; font-family: Arial;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske02&quot;&gt;Buon Natale a tutti voi. Che sia felice, sincero, profondo come il mio.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Mon, 19 Dec 2011 10:41:58 +0100</pubDate>
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            <title>OCCHI CHIUSI</title>
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            <description>&lt;IMG width=&quot;120&quot; height=&quot;90&quot; SRC=&quot;http://blog.libero.it/ALGORI/getmedia.php?9reoho%26imJwugJwm%3D%60%7D%25~02508i80%25%3B30a1%25%3Baiedxgk%0DGZFMiA%3F%27%3C0%27z%05kgonmghom-%3FI&quot; border=&quot;1&quot; align=&quot;left&quot;&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-style: normal; font-family: Arial;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske02&quot;&gt;Guardavo un film l&amp;rsquo;altra sera. La storia di un ragazzo cieco che s&amp;rsquo; innamora di una ragazza indiana. Sono rimasto colpito dal modo in cui riusciva a percepire ci&amp;ograve; che lo circondava pur senza vederlo e da esso traeva emozioni, sentimenti, gioia ed amore. Il colore della natura dal loro profumo. L&amp;rsquo;espressione di un volto dal tono della voce. La presenza di chi lo circondava dai rumori seppur sovrapposti uno all&amp;rsquo;altro in una gran confusione. Che strana sensazione. Ho provato ad immaginare come poteva essere una vita cosi&amp;rsquo;. Come se il non vedere fosse non vivere. O il non udire i suoni fosse l&amp;rsquo;essere isolato dal mondo intero. O il non poter toccare fosse &amp;hellip;&amp;hellip; estraniarsi dal mondo intero. E&amp;rsquo; sembra tutto cosi inimmaginabile&amp;hellip;. Alla fine del film mi sono connesso in rete e&amp;hellip;.. mi sono accorto che qui dentro, &amp;egrave; tutto proprio cosi. Un&amp;rsquo;infinit&amp;agrave; di profili ad identificare persone che non vedremo mai. Centinaia di amici di cui nulla conosciamo. E&amp;rsquo; come essere ciechi e non poterli vedere mi sono detto. Che c&amp;rsquo;e di male, anzi, molto spesso questa sembra essere una via che conduce diretti al cuore senza dar conto delle apparenze che spesso ingannano. Ma il non vedere si accomuna al non sentire. Ed allora al buio degli occhi c&amp;rsquo;&amp;egrave; anche quello dell&amp;rsquo;udito. Ma ci&amp;ograve; che non si vede dovrebbero essere percepibile dall&amp;rsquo;udito. Il tremolio nella voce di una persona timida, o la voce squillante di una persona allegra, o flebile di chi &amp;egrave; triste, o tanto altro ancora. Tutte sensazioni che in questo mondo non traspaiono. Ma non basta. Oltre a questo manca anche il contatto fisico che ti permette di percepire in ultima analisi le emozioni, i brividi che le persone che incontri possono trasferire. Un abbraccio. Un bacio. Quante volte nei messaggi abbiamo scritto &amp;lsquo;Bacio&amp;rsquo;.&lt;span style=&quot;mso-spacerun: yes;&quot;&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;A pensarci &amp;hellip;.. mi rendo conto, che &amp;hellip;. Abbiamo scelto il peggior modo di comunicare tra persona che possa esistere al mondo. Quello in cui nulla di noi traspare, ma va bene cosi. Dire che abbiamo scelto di essere ciechi &amp;egrave; solo un eufemismo. Abbiamo scelto di non sentire, vedere, toccare. Di non ricevere alcun brivido ed emozione, e ancor peggio, di non voler donare tali sensazioni. Abbiamo scelto di essere ciechi, sordi, muti, emarginati, soli, superficiali e molto altro ancora, e non mi so spiegare il perch&amp;eacute;.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-style: normal; font-family: Arial;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske02&quot;&gt;Penso a quel ragazzo del film, a cosa avrebbe dato pur di poter vedere il volto di chi amavo, alla tristezza di quel buio che cosi tanto odiava. Per noi sarebbe molto pi&amp;ugrave; facile poter vedere, sentire, toccare&amp;hellip;&amp;hellip;. Basterebbe un solo click e spegnere il computer.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Mon, 12 Dec 2011 09:28:43 +0100</pubDate>
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