Creato da catanzarogiusep50_1 il 14/05/2009

Giuseppe Catanzaro

Il mio amore per il mondo intero

 

 

OGGI SCRIVO QUI

Post n°987 pubblicato il 13 Luglio 2016 da catanzarogiusep50_1
 

Oggi ho deciso...scrivo qui

 

La community è più intima, vengono a leggerti pochi amici e con molti di loro hai un rapporto che dura da tanti anni, anche se ci definiamo virtuali, lo siamo meno di quanto crediamo.

Perché scrivo qui, per sfogarmi, con chi farlo se non con gli amici, su Facebook troppi leggerebbero e molti non capirebbero.

Amo la famiglia, ma amo di più la mia libertà, stare con mia moglie, dividere tutto con lei e non privarmi del tempo libero che la vita da pensionato mi sta regalando.

Il mio tempo è prezioso.

Lo sono anche i nipotini! Direte voi.

Si ma stanno creando uno stato di stress che avevo dimenticato e sono nervoso più che mai, specialmente ora che fa caldo e devo organizzare anche le mie vacanze.

Mi scuserete, ma dovevo sfogarmi.

 

 

 
 
 

Nonni Sitter

Post n°986 pubblicato il 13 Giugno 2016 da catanzarogiusep50_1
 

I NONNI

Quando ero bambino i nonni erano le figure mitiche della famiglia e tutto ruotava intorno a loro. Erano loro a decidere cosa i figli dovessero fare e loro rispettavano il loro volere, perchè in essi riconoscevano la sagezza.

Oggi io e mia moglie, dopo due anni di tranquillità, ci ritroveremo nuovamente a fare i Nonni Sitter.

In questi due anni di tranquillità i nostri interessi e la nostra vita era cambiata, ma il nuovo nipotino ci ributta nello stress di accudire ai nipotini, non più due ma tre.

Noi speriamo di farcela, ma soltanto nei casi d'emergenza, poichè non vogliamo rinunciare a questa fase serena della nostra vita.

Una felice settimana a tutti voi. Pino 

 

 
 
 

e per aperitivo: "BARZELLETTE"

Post n°985 pubblicato il 31 Maggio 2016 da catanzarogiusep50_1
 
Foto di catanzarogiusep50_1

 

IN TRENO

Un vecchietto sale su un treno e siede vicino ad un punk con una vistosa capigliatura diritta in alto, colorata di verde, arancio e giallo. Il vecchietto ha lo sguardo perplesso. Il punk con l'idea di attaccare briga dice:
"Beh ... cosa c'è nonno? Nella tua vita di merda non sei mai stato un po' trasgressivo?"
"Veramente sì -risponde il vecchietto- ...una volta da giovane mi sono inculato un pappagallo... e ora mi chiedevo se per caso sei mio figlio!"

 

Una coppia dal dottore.

"Dottore come mai dopo aver fatto la prima volta l'amore sento un freddo ma un freddo... e dopo la seconda sento un caldo ma un caldo..."

Interviene subito la moglie:

"Dottore, ve lo dico io, perché se ne fa una in inverno ed una in estate!"

 

AL PARCO

"Signora, lei è brutta" -

"E lei è sbronzo!" -

"Sì, ma a me domani passa"

 

 
 
 

Vecchi detti

Post n°984 pubblicato il 29 Maggio 2016 da catanzarogiusep50_1
 

Aprile non ti scoprire, Maggio vai adagio, Giugno tutto un pugno...

Ebbe sì! I vecchi proverbi non sbagliano mai, anche se l'uomo ultimamente fatto in modo da cambiare le stagioni. Molti di noi durante il mese d'aprile, a causa delle condizioni climatiche altalenanti, ha preso il raffreddore e sono rimasti a letto per parecchi giorni. Ora che sta finendo maggio il comportamento del tempo no è cambiato ieri a Palermo e Ragusa ci sono stati oltre 32° mentre oggi saremo sotto i 20. Speriamo che giugno rispetti il proverbio, almeno lui! Buona domenica 

 

 
 
 

Nostalgia degli anni '70

Post n°983 pubblicato il 28 Maggio 2016 da catanzarogiusep50_1
 

ANNI '70 ALUNNI DEL SOLE 

Ogni tanto mi prende la nostalgia di fare un video; sì! Infatti quando cominciai a scrivere su Libero una delle prime cosa che ho postato sono stati i video, ma dopo, per motivi validissimi, ha dovuto chiudere il canale video e sono passato a Youtube, ma oggi anche lì le cose sono cambiate. Buona visione e felicissimo week end.  

UN'ALTRA POESIA

 
 
 

L'ABITUDINARIO

Post n°982 pubblicato il 26 Maggio 2016 da catanzarogiusep50_1
 

L'abitudinario

L'uomo, non la donna, è un animale abitudinario, lui difficilmente cambia le sue abitudini e quando lo fa, diventa nervoso e scontroso. Io ho sempre amato le mie piccole cose, cambio malvolentieri un paio di scarpe vecchie per uno nuovo, come anche un vecchio pullover che mi ha sempre tenuto caldo e che malgrado sia infeltrito, al mio tatto è sempre morbido.

Direte voi embè!  È un mese che mia moglie ha iniziato a cambiare gli asciugamani e pur essendo morbide e voluminose, io le trovo scomode e non mi asciugano come quelle ormai invecchiate, magari spelacchiate e infeltrite, ma il mio viso, il mio corpo, ormai le amavano e si lasciavano accarezzare volentieri, queste invece sembra vogliano sfuggirmi, ma lo so devo abituarmi, ormai le vecchie sono state rottamate e un giorno forse toccherà anche a me. Dite di no!

 

 
 
 

LA TESTA DEL DIO ADE

Post n°981 pubblicato il 20 Maggio 2016 da catanzarogiusep50_1
 

Questa straordinaria testa in terracotta, caratterizzata da una voluminosa barba di colore blu e da una massa di capelli rossi, faceva parte di una statua e raffigura Ade, il Dio dell'oltretomba.Oggi, si trova esposta presso il Museo Archeologico Antonio Salinas di Palermo, particolarmente intrigante e particolare è la storia legata a questa magnifica opera della Coroplastica Greca .Questa testa negli anni settanta venne trafugata dal museo di Morgantina, ritrovata a Los Angeles, dopo rogatorie internazionali, il 29 gennaio  2016 è rientrata in Italia.

L'illuminazione suggestiva della sala falsa un po' i colori, ma non la bellezza del manufatto rimane immutata.

 

 
 
 

Lu pÚpulu d'u marruggiu

Post n°980 pubblicato il 12 Maggio 2016 da catanzarogiusep50_1
 

Il poeta Roberto G. Trapani della Petina con i suoi racconti riesce ad evocare

la vera anima siciliana.

Vicolo Gargano

 La forbice di un grido di ghiaccio taglio il pittoresco tran tran

di vicolo Gargano. Era I'imbrunire, le botteghechiuse e buie celavano le mura

scrostate ed unte da milioni di sensazioni. Il sottofondo di un ritmo di piatti e

stoviglie sottolineava la solennità gastronomica del luogo in quel momento,

come per funesto ed esoterico istante, un sinistro silenzio seguì l'urlo.Le posate, precedentemente in preda a frenetici singulti, lasciarono, orfani di suono e d'attenzione i colmi piatti fumanti. Poi il caos... All'unisono mille finestre si spalancarono sul vicolo partorendo sulle mura, vergognate per l'incuria, tonnellate di luce artificiale. Cristo!

Che brutta figura per i telefoni che in un attimo, consapevoli della loro inutilità

e scarlatti di vergogna, si piegarono alla perdita del controllo dei bisogni delle

comunicazioni di casta nel gran vociare del vicolo Gargano.

ripetevano mille bocche poste su

di un collo vibrante e pronto al decollo sulla pista di un busto sporto in avanti sul

davanzale della finestra, alla faccia di qualsiasi staticità ed equilibrio. poi ancora

un urlo. Sintetico, straziante ma principalmente acuto ed altissimo:

< 'U picciridduuu! >.

L'ultimo "u" non era stato ancora pronunciato che il popolo del vicolo, rispondendo

con un sincronismo da manuale all'ordine telepatico dell'istinto, si ritrasse dalle

finestre, siprecipitò in strada correndo verso l'abitazione di Nino Tumminu, un

calpestio ritmico e pesante contraddistingueva quell'esercito di cavallette vivaci e

variopinte i cui visi lasciavano trasparire eccitazione convulsa e curiosità per

l'inaspettato fuori programma locale. Solo un secondo, poi le tre stanze e servizio

della famiglia Tumminu furono farcite da centinaia di persone che non sapevano

neanche che erano lì. L'architetto, se avesse visto, avrebbe gongolato di gioia

per I'abilità avuta a progettare ottanta metri quadri a dimensione e capienza di vicolo.

Finalmente le urla furono decodificate ed il messaggio forte e chiaro recitava:

"Il bimbo sta male, bisogna trasportarlo d' urgenza al l' ospedale " .

La moltitudine avvampò di nuovo, fu un susseguirsi di rnovimenti caotici e disordinati,

le pareti delle stanze parevano allargarsi alla spinta della folla. Ognuno voleva e

pretendeva una parte di protagonismo e responsabilità. ('U picciriddu!)) erano solo

grida ossessive e monotone. <'Na macchina, prestu, prestu>. Quanto vociare e

quanta poca determinaziane. Ognuno parlava con I'altro, dava consigli, raccontava

aneddoti, confrontava malori passati con la sofferenza presente del bambino.

Una sorte di torre di Babele. Ad un tratto il silenzio piombo nell'appartamento.

La suocera di Nino Tumminu, un donnone sui centoventi chilogrammi di peso con

le braccia prolungate da due sacchi pieni di spesa, coprì completamente la porta

d'ingresso. (Chi fu?) urlò una voce così alta e acuta che solo I'ovvia assenza fisica salvò

Pavarotti da un diabetico pallore d'invidia. Minacciosa guardava le facce mute e senza

profilo dei vicini che le si stringevano intorno. Finché una voce si levò dalla folla e

pronunciò con tono solenne e grave <<'Upicciriddu>.

Si udì un tonfo. La spesa rotolò per la casa e cento venti chili di furia abbatterono decine

di barriere umane. Il genero le si parò davanti fermandola e ie disse:

picciriddu sta male, l'avemu 'a purtari a lu spitali lestu lestu>.

Fu più ordine, la gente cominciò ad uscire velocemente dalla casa. Macchine, motori,

biciclette, tutto ciò che poteva muoversi e trasportare fu confiscato a vicolo Gargano.

Stipati all'inverosimile, la macchina dei genitori del malatino con la suocera che

fungeva da navigatore, apriva la colonna.

L'ospedale era lontano e la città si rese conto, attraverso quella corsa rumorosissima,

disordinata e convulsa della solidarietà, dell'apprensione e del calore umano di quella

brava gente. Pronto Soccorso. L'invasione avvenne.

Un povero infermiere fu attorniato da decine di persone che lo guardavano truci e

quasi con sospetto e timidamente balbetto:

Che cosa possiamoFare per voi?>.

Un tuono esplose nel sereno ciclo della sofferenza di quel Pronto Soccorso :

< 'U picciriddu,'u picciriddu ! >.

L'infermiere inebetito li guardava, qualcuno cominciò a spingerlo,un altro lo scosse

per le spalle. Non mancava il solito sapientone che imprecava contro il governo.

<'U picciriddu> ansimo il padre.

Allora lui balbetto ancora:<>.

A quest'ultima frase il gelo s'abbatté sulla folla.

Un silenzio, tanto innaturale da far apparire i sepolcri rumorosi, serpeggio nel

gruppo. Il padre guardò la madre, lamadre rivolse gli occhi verso i centoventi

chili in attonita attesa, i parenti girarono gli occhi sulla folla, la folla strabuzzò

gli occhi ed inarcò le labbra verso il basso in una smorfia di sbigottimento.

Poi un urlo straziante e lacerante bucò le pareti del pronto soccorso,raggiungendo

e sconvolgendo la calma attesa di altri reparti:

E la madre, urlando e imprecando, riprese la strada per vicolo Gargano.


 
 
 

C'ERA UNA VOLTA...

Post n°979 pubblicato il 04 Maggio 2016 da catanzarogiusep50_1
 

la Community.

 

Quando ti chiudi in te stesso ecco cosa succede ti senti proprio giù, vorresti gridare, ma il nodo che hai in gola non te lo permette, diventi triste e non sai con chi sfogare. Ecco, una volta c'era la Community, pochi amici e loro interaggivano, questo con Facebook è più complicato; sì qualcuno risponde, ma spesso fraintendono.


 




















Oggi sono proprio giù, ma devo reagire!

 

 

 

 

 

 
 
 

L'Angolo di Fausta - La sua Poesia

Post n°978 pubblicato il 21 Aprile 2016 da catanzarogiusep50_1
 
Foto di catanzarogiusep50_1

Da Ritorno al Mare d'Oriente

 

 

 

MEMORIE

 

Avete mai visto una luna azzurra,

il sole dipinto di carminio,

le nuvole fiorite come aiuole,

dai versi di un poeta disegnate,

in un parco di cielo verde prato?

 

Io sì!

 

Sono le memorie, le più belle,

ritorna lieto ciò che è già passato,

scivola sul nastro lento delle ore:

tutto a quel cielo è stato dedicato.

 

Eppure ogni cosa se n,è andata.

Buona è stata la sorte che le ha date,

generosa la vita al tuo passaggio:

poteva pur non farlo...

 

Quei profumi di casa, quei sapori!

Quei sorrisi, i silenzi, le parole!

Non c'è altro che tu voglia ricordare,

ogni cosa è viva, e basta al cuore.

 

Cala la notte, tutto si riaccende,

e nel silenzio il sogno si colora.

È lì che dopo il giorno ti ritrovi,

mentre la notte scende,

lì tu sali!

F. Fabri

 

 
 
 

L'ANGOLO DELLA POESIA

Post n°977 pubblicato il 15 Aprile 2016 da catanzarogiusep50_1
 
Foto di catanzarogiusep50_1

PAX

 

E dove potremo andare

sulla terra

che non sia di fuoco

e morte e pianto

 

col cielo a pezzi sopra i cuori

i piedi saltellando sulle spine

gli occhi spenti e i lupi

appostati dietro l'angolo.

 

La pace è una sillaba vuota

paura di perdere un bene

emozione che passa veloce

una bandiera legata a un balcone.

 

 

di Alberto Prestigiacomo 

 

 
 
 

PER SORRIDERE UN PO'

Post n°976 pubblicato il 08 Aprile 2016 da catanzarogiusep50_1
 
Foto di catanzarogiusep50_1

Ogni tanto qualche barzelletta non fa male!

Felice fine settimana a tutti gli amici della Community

Campionato universale di boxe delle Religioni..

Finalissima: Gesù contro il Budda.

La folla incita: cristiani da una parte e buddisti dalI'altra.

Inizia il match.

Budda al gong mette all'angolo Gesù, inizia a picchiarlo a sangue... sinistro, destro, gancio.

Gesù va al tappeto in 10 secondi. Il match è vinto, Budda esulta.

Gesù si trascina al suo angolo malconcio, scoppiato.

San Pietro si avvicina, gli porge la spugna" e commenta: "Cazzo però... ,va bene perdere la finale, ma così è una vergogna!".

E Gesù di rimando: "È vero, ne ho prese tante, ma avessi visto come ci è rimasto male quando l'ho perdonato"

 

Perdono.

Gesù è sulla croce.

Ad un certo punto scorge Giuda arrivare da lontano e lo chiama:

Giuda si avvicina, tutto timoroso, e dice: ,,Scusami,

Signore, sono io che ti ho tradito. Come posso farmi perdonare?".

"Se vuoi che ti perdoni toglimi questo chiodo dai piedi, che mi da un sacco  di fastidio".

Giuda trova una tenaglia ed estrae il chiodo.

Ha appena fatto che si becca un gran calcio in faccia mentre Gesù esclama:-

 "Ecco! Con questo sei perdonato, brutto bastardo".

 

Piccoli affaristi crescono.

In classe la maestra chiede agli alunni: "Chi è stato ilpiù grande uomo che l'umanità abbia mai avuto?".

"Berlusconi" grida il piccolo Marco.

"Ma no" dice la maestra.

"D' Alema" dice un altro bambino.

"II mio papà" dice un terzo.

"Ma no! Non avete capito lo spirito della domanda" dice sorridendo la maestra.

Allora il piccolo David Nataf si alza e, nel silenzio generale, dichiara tranquillamente: "Gesù Cristo, signora maestra".

La maestra questa volta dice che la risposta è giusta,ma dentro di sé si meraviglia che sia stata data proprio dal piccolo David, figlio di ebrei.

Comunque, per ricompensa, dona al piccolo David un sacchetto di caramelle.

Durante la ricreazione un amico di David, ebreo anche lui, lo prende per il colletto e gli dice: "Ma che ti è venuto in mente di dire che è Gesù il più grande uomo..."

E il piccolo David masticando una caramella: "Io so che è Mosè il più grande, così come lo sai tu, ma cerca di capire, glia affari sono affari  

 

 
 
 

BUONA PASQUA

Post n°975 pubblicato il 27 Marzo 2016 da catanzarogiusep50_1
 

Finalmente un attimo di respiro per potere raggiungere i miei amici di Libero!

A tutti voi AUGURO una serena e felice PASQUA.

 
 
 

L'angolo di Fausta - La sua Poesia

Post n°974 pubblicato il 21 Marzo 2016 da catanzarogiusep50_1
 
Foto di catanzarogiusep50_1

da:"Ritorno dal Mare D'Occidente

 

 

 

L'AGNELLINO

Sono piccolo, son bello

non portatemi al macello.

La mia mamma ha preparato

la ricotta gran palato!

Calda calda, fresca fresca

e potete fare festa!

Agnolotti, raviolini,

quelli grandi e piccolini.

Con il caglio è stata fatta

la caciotta bella chiatta.

Se una fetta fai a dadini

ecco pronti gli spiedini.

La tua pasta al gratinato,

col formaggio grattugiato,

se ci aggiungi un po' di menta

la tua pancia è più contenta.

Per contorno due carciofi,

caldi caldi e saporosi,

melanzane sulla griglia

una vera meraviglia!

La colomba e il cioccolato,

e la Pasqua hai festeggiato!

Pensa a me che son contento

e nel prato sto correndo!l

Guardo il cielo, guardo il fiore,

io ti penso con amore!

 

 

 


 
 
 

PER SORRIDERE UN PO'

Post n°973 pubblicato il 20 Marzo 2016 da catanzarogiusep50_1
 
Foto di catanzarogiusep50_1

AL BAR

Un balbuziente entra in un bar e chiede balbettando:

"Per fffavwore un-n-un-un b-bicchiereee d-d-di bbirra'.

E il barista risponde: "Ss-ssu-bi-ttto!".

Il balbuziente, molto contrariato, risponde: "Mi-mi ssstai

ppren-ndendendo inn g-g-giro!".

E il barista: "Noo, n-n-on ti ssto prendendo in gggiro!".

A questo punto entra un altro signore: "Mi dia un bicchiere di birra'.

E il barista: "Subito".

E il balbuziente: "Hai vi-vi-vissto mi ssstai p-pre-prendendo

in ggiro!".

E il barista, indicando I'altro signore: "Noo, ssto p-p-nprendendo in ggirro lllui!".

 

Eroismo.

Undici persone si trovano appese alla corda di un elicottero:

dieci uomini e una donna.

Dal momento che la corda non è sufficientemente resistente, per sostenere tutte e undici le persone, decidono che uno deve lasciarsi cadere, nel vuoto, altrimenti moriranno tutti.

Ben presto cominciano a litigare, non riuscendo a mettersi d'accordo su chi debba compiere I'eroico gesto.

Ad un certo punto la donna si stufa e tiene un commovente discorso, dicendo che sarebbe stata lei a lasciare volontariamente la corda, dal momento che le donne

sono abituate a regalare tutto agli uomini senza ricevere nulla in cambio.

Appena finisce di parlare, rutti gli uomini iniziano a battere le mani...

 

Non sottovalutate mai il potere oratorio di una donna...

 

 
 
 

L'Angolo della Poesia

Post n°972 pubblicato il 01 Marzo 2016 da catanzarogiusep50_1
 
Foto di catanzarogiusep50_1

Immagina

Immagina di guardare

uno specchio e che questo

non rifletta nulla.

Immagina di vedere

il mondo senza un fiore,

senza profumi, senza colori.

E se pensi a tutto ciò,

puoi immaginare

il buio che ci può essere

in ognuno di noi.

Immagina tutto questo e pensa

quanto è bello vedere sorgere l'alba,

sentire i profumi della terra

e il sussurro di una voce.

 

Michele Di Lorenzo

 

 

 
 
 

L'Angolo di Fausta - La sua Poesia

Post n°971 pubblicato il 23 Febbraio 2016 da catanzarogiusep50_1
 
Foto di catanzarogiusep50_1

da: Ritorno al mare d'Occitente

 

 

OASI

 

Tutti nel deserto della vita

abbiamo un tempo unico,

un'oasi.

simile a quello

in cui

la donna innamorata

impara ad esser bella

e indossa il suo primo intimo carino

con qualche pizzo,

un laccetto di seta

o di raso;

mette i tacchi,

si trucca,

smalta le unghie

infila con eleganza quel vestito

scelto con cura

per esser seducente;

solo per lui,

si sa;

vuol

essere ammirata!

E scruta, osserva

coglie civettuola

l'attimo

in cui

si sente più guardata.

Allora

si muove con grazia

ancheggia,

maliziosa creatura,

cercando una conferma,

un'approvazione:

sei bella amore mio,

e  tu lo sai!

Un'oasi, uno spazio breve

prima di riprendere il cammino

nel deserto immenso

della vita,

lungo lungo

fino a quell'orizzonte

che l'occhio vede

lontano

e

senza fine

Fausta Fabri

 

 
 
 

L'ANGOLO DELLA POESIA DI FAUSTA

Post n°970 pubblicato il 17 Febbraio 2016 da catanzarogiusep50_1
 
Foto di catanzarogiusep50_1

 

 

 

 

IL RICORDO, L'AMORE

 

Spesso il ricordo di cose passate

è dolce quanto averle vissute,

di più!!

Non c'è l'emozione che preme,

dolcezza libera, poesia,

in più !

La festa di un compleanno

regalo di un amore,

perduto

non più !

Cinque rose,

un sorriso,

per te !

Impaccio, paura:

stupore del tanto,

inaspettato!

Mai all'altezza del tutto,

emozione,

il pianto!

Morire d'amore,

senza saperlo mai dire

davvero!

 

di Fausta Fabri 

 

 
 
 

CHI SEI?

Post n°969 pubblicato il 15 Febbraio 2016 da catanzarogiusep50_1
 

CHI SEI?

Sono la tua emozione,

quella che ti fa stupire

e piangere.

Sono i tuoi ricordi,

i più dolci

ed i più amari;

le tue speranza

le tue delusioni

i tuoi rimpianti.

Sono i tuoi dubbi

le tue incertezze

la tua ira e le tue rabbie;

le incomprensioni

le tue voglie di conoscere

e capire;

la tua curiosità

quand'anche sia impossibile sapere.

Sono il senso di te

Il modo del tuo essere,

il tuo vivere.

Non trattarmi male,

perché

senza di ma

tu non ci saresti.

 

di Fausta Fabri



 

 
 
 

ACCADDE UNA MATTINA...

Post n°968 pubblicato il 25 Dicembre 2015 da catanzarogiusep50_1
 

IL MIO NATALE

E' 8 dicembre, per starda lontano uno strano rumore, a tratti cupi, una voce bianca, quella di un bambino che canta, io non capisco bene cosa sia. Il rumore ora è più chiaro, lo zampognaro è vicino casa mia e io ho già finito di preparare l'albero con la mia mamma. Adesso la musica è nel mio cortile; si io sono nato in un cortile a cinquanta metri dal mare! Apro la persiana e m'affaccio vedo il bambino, piccolo, piccolo e la zampogna mi sembra enorme. Ora è dentro casa mia, suonano e cantano e io sono felice, ma non del tutto: il mio papà è lontano in mezzo al mare. Ora è sera, si va dai nonni materni.

Mio nonno è il patriarca della famiglia e pretende che i suoi 13 figli siano in pace fra di loro, per passare insieme tutte le festività fino al Capodanno. La mia mente è affollata di ricordi, ma ricordo ancora i profumi delle pietanze, semplici e abbondanti.

La casa dei nonni era abbastanza grande, quando mi sono fidanzato a tavola eravami in 32, ma gli odori che uscivano dalla cucina la riempivano in ogni angolo, anche con le porte chiuse. Il menù che ricordo nitidamente era composto da: pasta al sugo con lacarne e le cotenne (i minnuzzi) di maiale,   le fritture miste di cavolfiri, cardi, baccalà einfine come dolce le sfince, frutta secca e mastacciuoli.

Il cibo più buono di quelle serate insieme era certamente l'amore che ci trasmettevano i nostri avi. Finita la cena si giocava a tombola, ma noi bambini crollavamo e ci addormentavamo, per svegliarci nel lettone dei nonni, infreddoliti e con le ossa doloranti a causa di una coperta e ancora oggi io chiamo; " 'a cuttunina" . BUON NATALE e spero di non avervi annoiato

 

 
 
 
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