GRAFFI NELL'ANIMA
§ILENT §OUL...L'ESSENZIALE E' INVISIBILE AGLI OCCHI...§EMPRE.

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Domani partirai *Fiorella Mannoia - In Viaggio* |
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...mi accorsi dopo poche ore che la solitudine ti era compagna... nessuno ti stava vicino, o ti porgeva dell'acqua, ti chiedeva come stavi, si preoccupava se avevi freddo o meno, oppure ti sorrideva rassicurandoti, avevi un nome singolare, dal profumo di tempi lontani, ma chi te lo diede credeva nella propria terra. Naturale venire attratta da te, eri il mio specchio, quello che maggiormente temo, l'abbandono da parte di tutto e tutti nel momento in cui non ce la farò più da sola. Eri affidata ad un tutore legale, ti veniva a trovare in un paio di volte al mese, amministrava quei pochi beni che avevi ereditato dai tuoi, tu ormai eri da anni in una casa di riposo, dicono che ci stavi bene. Non riuscivo ad essere sicura di quanto potevi comprendere, sentire... e quanto invece fosse solo una forma di risposta di riflesso, ma sorridevi, quello sì, in modo dolce ed indifeso. Ci hanno impiegato giorni per decidere chi doveva dare il consenso all'operazione, del resto nessuno in realtà ti difendeva, avessi avuto qualcuno che teneva veramente a te, saresti stata operata al massimo il giorno seguente. Ed invece eri lì, sempre in silenzio, di schiena, ore,giorni e notti, ogni tanto ti parlavo, raccontavo, e con la cannuccia ti facevo bere un po' di acqua, avrei voluto veramente fare molto di più... Il tuo tutore era una persona sensibile, attenta, ma anche lui con le mani parzialmente legate, mi chiedevo cosa potesse esserci in quelle flebo per non farti mai lamentare. Avevo paura della tua lucidità a sprazzi, il renderti conto di quello che stava accadendo, era più atroce del male in sé, almeno secondo il mio punto di vista. Ho dovuto andare, e lasciarti... ma non c'è giorno che non ti rivolga un pensiero. O forse lo rivolgo a me stessa, io non avrò nemmeno un tutore, non possedendo soldi, ma spero che per quel tempo si possa scegliere l'eutanasia. Non ha senso, ed è disumano restare a soffrire non per guarire, ma per magari peggiorare e morire, e tanto meno lasciare che altri decidano per me. In questo caso la lentezza d'azione era allucinante, ma avrei voluto vedere se fosse stata la loro madre o una persona che amavano. Possono esserci tante cose che non conosco, o comprendo, ma il dato di fatto è stato questo, ed io per me, non desidero la stessa fine. Ritengo che ogni persona debba essere libera di scegliere, come vivere, ma anche come morire, in base al proprio credo o meno, ai problemi di salute, a quanto ha già sofferto nella vita, alla stanchezza di questa. La mia solitudine sarà già fin troppo dura,il dover lavorare fino ai 70 anni, che mi vien da ridere solo al pensiero, questa mancanza di rispetto per l'età e la salute, il non voler più che la ruota giri, lasciando spazio a chi giustamente più giovane ha diritto di realizzarsi, lasciando riposare chi ha già dato. Tutto questo solitamente è celato, ma si è scatenato mentre ti guardavo negli occhi, o ti sedevo vicino fissando per ore fuori dalla finestra e tu dormivi. Tra poco nevicherà... ma provo un gran freddo dentro da giorni, vorrei che mi fosse restato almeno un sogno, potermelo ricordare, ora... ma se chiudo gli occhi, vedo solo il mare. Una goccia salata, ed inutile... per te... Nì. |
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... ci sono persone che potrai vivere solo nel ricordo, in quella manciata di attimi e sorrisi, solo lì le riesci a continuare ad amare... solo lì. Auguri di cuore Nì |
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Balaustrata di brezza per appoggiare stasera la mia malinconia.
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Chiedo scusa a chi ho tradito, e affanculo ogni nemico Vorrei che fosse oggi, in un attimo già domani Vorrei che fosse oggi, in un attimo già domani Vorrei che fosse oggi, in un attimo già domani *Nesli* |
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...stavolta ho sforato solo di un giorno :) AUGURIIIII...T.V.B |
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Quello che si prova *Vasco Rossi*
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E' bastata la crudeltà che solo l'indifferenza e la superficialità possono creare. Eri lì, rossa in viso, sconvolta con un pezzo di carta stropicciato e già bagnato di lacrime in mano. Lo sventolavi di fronte a me, come una piccola bandiera bianca di resa, come se l'avessi già letto, o potessi immaginarne il contenuto. Eravamo in apertura al pubblico, non c'era nessuno, come mai in questi casi. Ti avvicini, mi dai il foglio e ti appoggi con i pugni chiusi al bancone... tu... sempre così forte, quasi senza apparenti punti deboli, inattaccabile da ciò che sono le piccolezze umane, inghiottivi lacrime e cercavi aria, ti vedevo indifesa e "piccola", un fragile raggio che poteva spezzarsi e divenire un baratro di buio. Immobile, ti ascolto, nessun gesto o abbraccio da parte mia, ti passo un fazzolettino di carta, come nulla fosse, ti conosco, so che non avresti voluto l'ovvietà di una reazione d'aiuto. Le parole erano poche, rievocavano il periodo in cui hai perso il tuo primo figlio, nel tuo silenzioso gemito c'era tutto il dolore e la rabbia di ciò che hai potuto abbracciare per poco per poi lasciarlo nuovamente andare da dove era venuto... Non ti rendi conto, chiami il tuo secondo figlio con il nome del primo e viceversa, quasi fossero un'unica entità, uno l'angelo dell'altro. Non si può cancellare e dimenticare una cosa così, hanno strappato e fatto a pezzi una parte di te, ed ogni volta che si accenna a questo, rivivi il tutto. Ho provato un dolore nuovo a starti accanto in quei minuti... gli occhi di un figlio, come sarebbero stati quelli del mio?... e l'amore, quello che lo genera, l'amore con l'A maiuscola, tra due persone che sono convinte che sarà l'espressione massima del dono reciproco. La vita, la potenzialità, ogni cosa si possa credere o desiderare, senza confini. E' con gli anni che questa cosa diviene più definita, un tratteggiano accennato che si trasforma in un breve segno sempre più premuto. Un dolore sordo e non continuo, ma sempre latente, come mancasse un qualcosa, come se non ci fosse la completezza, non solo come donna, ma come persona che ama, nel modo più integro e profondo, senza limiti. Mi chiedo spesso che madre sarei potuta essere, anche se ho rinunciato consciamente, per far sì che non nascesse all'interno di un rapporto sbagliato, con un uomo che in realtà non l'avrebbe voluto e non voleva me. I figli non sono giocattoli, o come quei cuccioli che a Natale uno compra e già a metà estate abbandona sul ciglio della strada perchè diventa un problema. Non possono essere un'espressione egoistica o un proseguo del nostro io... ciò che resterà dopo... Dopo non c'è nulla per noi, siamo l'ora, l'oggi, il dopo appiana ogni cosa, restiamo solo nel cuore delle persone a cui abbiamo donato e voluto bene, il resto è irrito. ...eppure ci sei nel silenzio che precede il sogno nelle risa degli altri bambini e negli sguardi stupiti in quei gesti dolci e in ninne dall'odore di borotalco in mani imbrattate di colore e fogli come fossero aquiloni profumo di biscotti e cannella abbracci caldi e senza tempo a protegger dai sogni più grandi di te in parole e parole di fronte ad un mare e conchiglie a segnar strade nuove nella tua mano sempre nella mia qualsiasi cosa accadesse. Sorrido... ci sei. Nì |
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Non v'è alcuna intenzione di far passare per proprie immagini, testi o video. A parte gli scritti firmati Nicoletta o Nì che sono di mia paternità e creazione e di cui prego di chiedermi il permesso prima di prelevarli, riportandone sempre la fonte, per il resto viene sempre citato il codice originario o l'autore e se sconosciuto l'anonimato. In caso ci fosse l'involontaria violazione di qualche diritto, mi scuso anticipatamente e provvederò celermente alla rimozione.
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Età: 45 Prov: VI |

Micia Stè

























