Creato da: marcoaurelio78 il 01/06/2010
VIAGGIO NEI PENSIERI DELLA MIA ANIMA ...

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Un disperato bisogno di amore

Post n°674 pubblicato il 28 Settembre 2012 da marcoaurelio78

Oggi faccio una pausa dal mio racconto delle vacanze (anche perché devo ancora scaricare tutte le foto da farvi vedere) per condividere con voi una riflessione che mi è sovvenuta l'altra sera mentre rientravo dall'ufficio.

Prendendo spunto da molte situazioni che vedo intorno a me e che ho anche vissuto in prima persona, mi sono posta una domanda molto semplice, la cui risposta non lo è altrettanto:

Ma perché noi uomini abbiamo un così disperato bisogno di amore ...?

No perché, se ci fate caso, è proprio così.

L'amore nella vita è tutto. E' luce, è gioia, è serenità, è la vita stessa. Amore inteso come forza capace di oltrepassare qualsiasi limite di tempo e spazio, come sentimento verso noi stessi e verso gli altri. Ma anche nei confronti della vita, di ogni cosa ci circondi, del sorgere del sole, di un fiore che sboccia in un prato.

Però ho la netta impressione che oggi sempre più persone abbiano un bisogno di amore che è davvero "disperato". Lo ricercano affannosamente e per averlo sono disposti a fare anche delle cose impensabili, a negare se stessi e la propria natura. Dove cercano l'amore queste persone? Fuori di loro. Eccolo lì l'inghippo. Cercare qualcosa fuori di sé per colmare un vuoto che si ha dentro.

Solo che il vuoto non si colma mai e questa ricerca affannosa fa infilare in situazioni che fanno soffrire tremendamente e danno conferma della convinzione di base: non essere degni di amore. Perché se si fosse convinti di esserlo, allora i primi che daremmo amore a noi saremmo proprio noi stessi.

E allora si rafforza una delle convinzioni che ho da molto tempo: il male più grande del nostro secolo non è la droga, nemmeno il cancro, nemmeno l'Aids, nemmeno tutto quello che si dice. Il nostro guaio più grande è che noi non siamo capaci di amarci e, con questa convinzione, ci riteniamo indegni anche dell'amore degli altri. Lo cerchiamo disperatamente, ma solo per darci conferma della nostra convinzione di base. Perché se non ci amiamo noi, come possiamo pretendere che lo facciano gli altri ...?

Molte persone mi dicono che amare se stessi incondizionatamente è difficile. Balle. Il fatto è che, molto più semplicemente, non siamo abituati. Non siamo stati educati così.

Le abitudini si posso cambiare, basta volerlo.

Basta fare una scelta.

 
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In viaggio sulle strade dell'Egitto

Post n°673 pubblicato il 27 Settembre 2012 da marcoaurelio78

Appena scesi dall'aereo ci siamo diretti (a piedi, perché lì bisogna accontentarsi ) verso l'interno dell'aeroporto di Marsa Alam. Il nostro volo era mezzo vuoto, ma evidentemente erano arrivati altri aerei, visto che c'era una confusione impressionante. Alla faccia dell'ordine e dell'organizzazione, il rappresentante del nostro tour operator urlava come un ossesso  in mezzo all'unica sala in cui raccoglievano i passeggeri all'arrivo. Ci consegna un modulo da compilare per il visto (uno l'avevamo già compilato in aereo) senza nemmeno sapere dove appoggiarsi, e poi comincia la fila per il controllo dei documenti. Solita fila all'italiana, che ci sono due sportelli e diciotto persone dai lati che tentano di passarti davanti .

Istinti omicidi a parte e un mezzo battibecco con una signora alla quale ho comunicato che non gradivo essere spinta addosso al signore che avevo davanti , ci vuole una buona mezz'ora prima che ce la caviamo dal controllo documenti. Poi al nastro bagagli dove dopo non molto arrivano le nostre valigie.

Siccome dall'aeroporto di Marsa Alam, per recarsi a Berenice, ci volevano più di due ore e mezza di pullman, avevo prenotato già dall'Italia il trasferimento privato. Così non abbiamo dovuto aspettare tutti quanti andavano dalle nostre parti e siamo partiti subito.

La nostra guida era simpaticissima, parlava un italiano perfetto e ci ha accolti dicendoci che era dalla sera prima che ci stava aspettando .

L'autista invece era silenzioso e si è sparato a 120 all'ora sull'unica strada in mezzo al deserto che percorre quella parte di Egitto. Ogni tanto doveva cambiare corsia perché dalla nostra parte c'era la sabbia, o qualche buca. Io ero un attimo perplessa, mentre mio marito era ovviamente a suo completo agio .

Ogni tot chilometri abbiamo poi incontrato un posto di controllo della polizia, che consisteva in un funzionario seduto su una sedia al margine della strada, accanto a dei bidoni che delimitavano il percorso e con dei dossi per limitare la velocità.

L'autista suonava come un dannato il clacson ogni volta che superava qualcuno, anche le biciclette . Ad un certo punto, io sono seduta in mezzo dietro e vedo i suoi occhi nello specchietto centrale. Noto che il pulmino si sta lentamente spostando verso sinistra e ... l'autista si stava addormentando . Mi è venuto il cosiddetto schioppone, ho battuto due o tre volte le mani e ho detto "Ue ciccio, sveglia nèèèèèèèè" . Lui non ha capito una cippa, ma almeno si è svegliato. Dopo un po' Alonso mi dice: "qua è una giungla, nessuno con la cintura e questo adesso sta pure parlando al cellulare". E io pragmatica "almeno finchè parla al telefono sta sveglio , anche perché non sarebbe bello dirottare nel deserto".

Eravamo stanchi morti e non vedevamo l'ora di arrivare. Però la stanchezza ha cominciato a diminuire mano a mano che vedevamo i colori del mare, che passava dal blu scuro, all'azzurro al verde. Chilometri e chilometri di spiagge deserte, un villaggio ogni tanto e niente di più.

Abbiamo scoperto che il posto dove avremmo risieduto per una settimana è l'ultimo villaggio in assoluto del Mar Rosso andando verso sud, dopo di che la zona è completamente sotto il controllo militare e a non molta distanza c'è il confine con il Sudan. La guida ci ha parlato della rivoluzione e dei recenti disordini verificatisi soprattutto al Cairo, ma lì dove eravamo noi sembrava un luogo fuori dal tempo e da quegli eventi.

Alle tante vediamo finalmente un sacco di palme ... un giardino meraviglioso e impensabile in mezzo al deserto ... una serie di ville direttamente sul mare ... eravamo arrivati .

All'ingresso c'era la responsabile del nostro tour operator che ci aspettava sorridente, ci hanno scaricato i bagagli e siamo entrati passando attraverso il metal detector (che lì è una cosa normalissima).

Beh ... sono rimasta a bocca aperta: un atrio grandissimo, affacciato su una piscina enorme che circondava tutta la struttura ... un silenzio incredibile ... un po' di musica in sottofondo ... due succhi di frutta belli freschi ... una salvietta rinfrescante ...

E la vacanza vera e propria finalmente inizia ...

Vista del villaggio dalla parte del mare ...

 Atrio di ingresso ...

 
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La famiglia Alonso parte per le vacanze ...

Post n°672 pubblicato il 26 Settembre 2012 da marcoaurelio78

Sabato 15 settembre ore 3,15 del mattino suona la sveglia . Io mi ero già svegliata alle 2,30 con il pensiero che magari non sarebbe suonata (sia mai che perdevamo l'aereo ). Mi alzo, vado in bagno, mi vesto e poi vado in camera a chiamare mio marito che stava ancora dormendo di grosso e la sveglia non l'aveva nemmeno sentita.

D.: (Sussurrando a bassa voce) Amoreeeeee  ... è ora di alzarsi ...

A.:

D.: Amoreeeeeee ... dai che dobbiamo prendere l'aereo ...

A.:

D.: (Alzando la voce) Amoreeeeeeeeeeeeeeeeeeee!!!!

A.:

D.: Dai tesoro, alzati ...

A.: (Andando in bagno con gli occhi chiusi)

Alle tante Alonso riesce ad infilarsi un paio di jeans e una maglietta e, come al solito, inizia a caricare le valigie in macchina prima che io abbia finito di riempirle .

A.: Ma porc.... putt.............!!!!

D.: Cosa c'è insomma?

A.: Nella mia macchina non ci sta una cippa .

D.: Si amore ... lo sapevamo no? Ma guarda che se hai pazienza un attimo la valigia grande e la tua borsa da sub nel baule ci stanno .

A.: (Spingendo la borsa da sub con entrambi le mani) Le belle balle ...

D.: Si però amore ... magari togliere la tua borsa del lavoro che non ci serve ...

A.:

Alle tante riusciamo a caricare i bagagli in macchina (per la cronaca i bagagli a mano abbiamo dovuto caricarli sul sedile) e partiamo. Tempo due minuti e Alonso si era svegliato bene, infatti ha fatto un paio di curve che mi è schizzato fuori lo stomaco da tanto che andava veloce . Sorvolando sulla velocità in rettilineo, visto che a quell'ora non c'era in giro praticamente nessuno. In men che non si dica arriviamo nei pressi dell'aeroporto di Verona, al parcheggio convenzionato con il tour operator.

A.: Ma dove metteranno la mia macchina?

D.: E dove vuoi che la mettano tesoro ...? C'è un sacco di posto sia dentro che fuori ...

A.: Ma io voglio che la tengano al copertoooooooo ...

D.:

Finalmente riusciamo a far mettere ste cazz di macchina al coperto , anche se Alonso ha guardato malissimo il tipo che l'ha portata via e partiamo con la navetta alla volta dell'aeroporto. A parte la discussione con quella del check-in che sosteneva che avevamo bagagli oltre la franchigia (ma avevano la bilancia taroccata visto che io li avevo pesati a casa), scorre via tutto tranquillo. Tranne quando abbiamo passato il controllo di sicurezza che mi hanno fatto togliere persino i sandali col tacco e poi sono andata in giro per il gate a piedi nudi .

Ci imbarcano in orario. Ovviamente Alonso frigna che vuole il mio posto accanto al finestrino. Peccato che poi lui abbia ronfato tutto il viaggio e quindi non abbia guardato una cippa .

Per un'oretta buona siamo stati in una zona di turbolenza, quindi l'aereo tremava abbastanza, ma niente di che. Ho iniziato a leggere "Il sorriso di Angelica" di Andrea Camilleri e 4 ore sono passate via in poco.

Alle 12 siamo atterrati all'aeroporto di Marsa Alam. Fortuna che mi ero messa il giubbino di pelle allacciato in vita. Temperatura alla partenza da Verona 12°, a Marsa Alam 31°. Appena si apre la porta dell'aereo veniamo investiti da un'ondata di luce e di sole.

Mare ... arriviamooooooooooooooooooooooo ...

To be continued ...

 
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Anche i bloggers tornano dalle vacanze ...

Post n°671 pubblicato il 25 Settembre 2012 da marcoaurelio78

Bbbbbbuuaaaaahhhhhh sniiiiiiiiiiffffff  voglio tornare al mareeeeeeeeeeeeeee  ...

Oggi siate clementi con me, sono ancora sotto choc dal cambio di temperatura e di luce ... dopo aver vissuto una settimana a 40 gradi con un mare cristallino tornare è stato un trauma incredibile ...

Difatti ho vissuto due giorni con indosso due maglie e le calze, che sembravo una che stesse andando al polo nord  ...

Però in questa settimana ho scoperto da dove vengono la mia gastrite e il mio mal di testa  ... sarà un caso vero che ho mangiato tutto quello che non bisognerebbe mangiare con un disturbo come il mio e sono stata benissimo, senza nemmeno il minimo mal di testa ...?

Va beh ... appena mi riprendo vi racconto delle mie vacanze ... oggi raccontatemi qualcosa voi và, che è meglio ...

Oggi sto messa così ...

 
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Anche i bloggers (ogni tanto) vanno in vacanza ...

Post n°670 pubblicato il 14 Settembre 2012 da marcoaurelio78

Cari amici vicini e lontani ,

oggi mi perdonerete se non ho argomenti particolari, ma i miei neuroni sono finiti in valigia ieri sera insieme ai costumi  e alle ciabattine.

Mio marito è via per lavoro da ieri mattina e rientra stasera, quindi ieri dopo cena mi sono smazzata da sola tutta la preparazione dei bagagli, peso delle valigie compreso che stavo pure finendo nell'armadio visto che mi sono sbilanciata . Questa mattina, appena sono entrata dalla porta dell'ufficio mi suona il cellulare ed era Alonso che mi dice "Ma il mio brevetto da sub dov'è? ". E che cazz ne so io?????   Quindi stasera bisognerà cercare pure il brevetto ... Oltre all'ardua impresa di caricare i bagagli sulla sua auto dove per la cronaca non ci sta una cippa fritta .

Comunque, tornando all'argomento valigie, per i costumi ho usato la teoria Tiffaniana, ovvero li ho presi in blocco dall'armadio e li ho schiaffati nella valigia . Però sono stata brava, abbinamenti veloci e senza tante paturnie, e non ci ho messo neanche tanto.

Se oggi ci confermano il volo, domani mattina alle 3,15 suona la sveglia   e via si parte ...

Vi abbraccio forte cari amici, passate una splendida settimana e fate i bravi ...

Smack smack smack ...

Guardate il mio Alonsino che bello che è ...

 

 
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