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VIAGGIO NEI PENSIERI DELLA MIA ANIMA ...

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Messaggi del 20/06/2012

 

Il brutto anatroccolo

Post n°617 pubblicato il 20 Giugno 2012 da marcoaurelio78

Non so perché ieri mi sono svegliata con questo pensiero in testa. C'è stato qualcosa, anche se non riesco bene ad identificare cosa, che mi ha portato lì con la mente. A quando ero bambina e mi sentivo un brutto anatroccolo. Anzi, di più. Bruttissimo.

Innanzitutto fisicamente, per il fatto che ero cicciotella (perché la mia adorata nonna, che aveva la sindrome che io e mio fratello non mangiassimo mai abbastanza, praticamente ci metteva l'imbuto in bocca e poi buttava giù la roba con il badile), poi a 9 anni è arrivata la miopia e quindi gli occhiali ed inoltre mi sentivo proprio brutta io, nonostante tutti si fermassero incantati a guardare i miei occhi.

Ma soprattutto mi sentivo proprio un rottame dentro. Non riesco a fermare esattamente il momento in cui sia iniziata questa sensazione, però ricordo che i miei compagni di classe mi prendevano sempre in giro, ero lo zimbello di tutti e io avrei voluto non so quante volte che una voragine mi inghiottisse e mi facesse sparire sotto terra. Questo non ha fatto altro che accentuare un atteggiamento già timido di mio, anche perché la nonna mi proteggeva in tutto e io, quando lei non c'era, non avevo armi di difesa. Ricordo come un momento tragico quando, ai miei 12 anni, lei si è ammalata ed è stata ricoverata in una casa di riposo dalla quale non è poi più uscita fino alla sua morte. Credo che quell'evento abbia davvero creato dentro di me una spaccatura tremenda. Mi sentivo terribilmente brutta, dentro e fuori, sola e indifesa.

Ricordo che, nell'età adolescenziale, avevo il terrore di uscire dalla porta. Non potevo sopportare che la gente mi vedesse brutta come mi vedevo io, camminavo a testa bassa e con la fretta di arrivare il prima possibile.

Poi a 16 anni sono arrivate le lenti a contatto, che hanno sostituito gli occhiali spessissimi che erano necessari data la miopia galoppante che mi aveva colpita. Lì la mia autostima ha preso un leggerissimo colpo a favore, perché senza quei fondi di bottiglia almeno si vedevano i miei gioielli. Ma la strada era certamente ancora lunga.

Il destino (se così lo vogliamo chiamare) è stato buono con me. Perché ha messo sulla mia strada un principe azzurro  (che non viaggiava su un cavallo bianco ma prima su una moto sgangherata e poi su una Fiat 126 color celestino ) che ha notevolmente contribuito a far cadere quel velo di paura e a farmi vedere per quello che ero veramente (anche se ci sono voluti anni). Prima fisicamente e poi il resto. Qualcuno dice che da qualche parte si debba cominciare, e io ho cominciato dai miei occhi. Poi ho capito con il tempo che fuori potevo anche essere Claudia Schiffer, ma finchè non rimettevo ordine dentro di me mi sarei sentita una schifezza sempre.

A 30 anni suonati ho compreso che non c'era nessun brutto anatroccolo dentro la mia anima. C'era solo uno spesso velo di paura che iniziava davvero a pesare.

Con tanta pazienza e tanto tempo l'ho dapprima spostato, poi diviso in pezzi e poi tirato via.

E, guardando in quel momento attraverso lo specchio, ho visto solo un meraviglioso cigno.

 
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