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PENSIERI E PAROLE

POESIE DI ANYMALOVE E ALTRO

 

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Mi son spuntate le lacrime Pescioli'....e non e'...
Inviato da: gocciolina_birichina
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...sì, può bastare... ;-)
Inviato da: anymalove69
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...il grande Trilussa...
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il 21/05/2012 alle 22:21
 
Sì...in effetti mi ha colpito molto...
Inviato da: anymalove69
il 21/05/2012 alle 22:20
 
 
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SPALLE E STELLE... (ANYMALOVE)

Post n°686 pubblicato il 20 Maggio 2012 da anymalove69
 

Spalle e stelle…
questo sì…
lo ricordo…
Notte di San Lorenzo…
le sue spalle…
la nostra stella…
questo sì…
lo ricordo…
Ma se mi chiedete il perché
non ebbi mai la forza
o la volontà di fermare le sue spalle
quando un giorno, poi,
da me le vidi allontanarsi…
O come e quando
la nostra stella, improvvisa, si spense…
Questo no…
non ricordo…
io non lo ricordo…

 
 
 

MASSIMO GIANNINI, VICE DIRETTORE "LA REPUBBLICA"

Post n°685 pubblicato il 20 Maggio 2012 da anymalove69

Questa è la storia di Franco ma è soprattutto la storia di Francesca...sembra una storia triste...ma in realtà non lo è affatto:
Siamo a Calozio Corte, un paesino in provincia di Lecco, un paesino come ce ne sono tanti in Italia...vita normale, vita anche difficile in questo momento di grave crisi economica. Franco è un ex operaio. A 44 anni è riuscito a coronare il sogno della sua vita: si è messo in proprio...ha aperto due locali e fino ad un certo punto è andato tutto bene...poi è arrivata la crisi...la crisi che conosciamo tutti...ed il sogno s'è infranto...svanito...Franco non ce la fa più, è pieno di debiti...200.000 euro...Equitalia che gli bussa alla porta, la famiglia da mandare avanti, un mutuo da pagare...è disperato Franco...decide di fare quello che in questo momento stanno facendo in tanti: non solo non vuole più giocare la partita ma decide proprio di uscire dal campo...per sempre...
Nei giornali abbiamo addirittura cominciato a tenere una contabilità quotidiana dei suicidi, come se fossero le quotazioni di borsa, la differenza è che qui in gioco ci sono vite umane e non titoli azionari. Comunque, un pomeriggio, Franco decide che è arrivato il momento...e io ogni volta mi chiedo che cosa attraversa la mente di un uomo quando va in cantina a cercare la corda, quando va in un negozio a comprarla...oppure quando prepara il nodo scorsoio, quando va in giardino a scegliere l'albero giusto...e quando si lascia cadere...E' esattamente quello che fa Franco...si lascia cadere e pensa "E' finita!"...
Qui comincia la storia di Francesca: Lei è a casa in quel momento...sta facendo quello che fa una qualunque ragazza della sua età...Francesca ha 15 anni, probabilmente sta studiando...forse sta parlando al telefono con il suo ragazzo...oppure sta chattando su Facebook con le amiche...In ogni caso il caso vuole che lei si affacci alla finestra e vede che un uomo si sta impiccando...non esita un solo istante...corre per le scale, corre in giardino, va verso quell'uomo, lo stringe con tutta la forza delle sue braccia e lo solleva...e comincia a gridare...lo solleva ancora di più e grida ancora più forte...chiede aiuto per un minuto che le sembra interminabile ma in quel minuto il miracolo accade...accorre altra gente...arrivano i familiari di Franco...e insieme finalmente riescono a liberarlo dalla corda appena in tempo...Franco è salvo! Francesca è riuscita a salvare la vita di quell'uomo...E' riuscita a salvare la vita di suo padre...perchè quell'uomo è esattamente suo padre...
Adesso Franco sta bene...ha ancora tante ferite nell'anima da curare...però è vivo! E grazie alla forza straordinaria di due braccia di una ragazzina di 15 anni può provare a rigiocare la sua partita...può provare a rialzarsi...
Di fronte a questa crisi che sta togliendo speranza a tanti giovani mi piace pensare che proprio i giovani possano risollevare questo paese con la forza, il coraggio e la determinazione che hanno...e soprattutto mi piace pensare che a salvarci sarà il cuore grande delle ragazze come Francesca...GRAZIE!

 
 
 

LA CAMPANA DE' LA CHIESA (TRILUSSA)

Post n°684 pubblicato il 20 Maggio 2012 da anymalove69
 

- Che sono a fa'? diceva una Campana -
Da un po' de tempo in qua, c'è tanta gente
che invece d'entrà' drento s'allontana.
Anticamente, appena davo un tocco
la Chiesa era già piena;
ma adesso ho voja a fa' la canoffiena
pe' chiamà li cristiani còr patocco!
Se l'omo che me sente nun me crede
che diavolo dirà Dommineddio?
Dirà ch'er sono mio
nun è più bono a risvejà la fede.
- No, la raggione te la spiego io.
- je disse un Angeletto
che stava in pizzo ar tetto -
nun dipenne da te che nun sei bona
ma dipenne dall'anima cristiana
che nun se fida più de la Campana
perchè conosce quello che la sona.

 
 
 

PRIMA DELL'AMORE (GIORGIO GABER)

Post n°683 pubblicato il 20 Maggio 2012 da anymalove69
 

Io sono uno che in tutte le cose ha bisogno di trovare quello scatto, quello slancio iniziale, quell’energia che specialmente nell’amore può essere esaltante solamente a condizione che avvenga e si realizzi in quell’istante che precede la conoscenza e stimola, stimola, stimola, arricchisce, nutre e incuriosisce. Riassunto: mi piace l’avventura.
Io e lei, interno notte. Primo incontro, leggero imbarazzo. "Fa caldo oggi", mi fa notare giudiziosamente. Un gran silenzio. La gente dovrebbe avere a portata di mano più frasi: le considerazioni atmosferiche non sono più sufficienti. Meno male sapeva tutto sulla coltivazione del cacao. Bell’argomento! Prima di fare l’amore siamo dei grandi ascoltatori. Dopo meno. Ma prima si ascolta tutto: ...e il padre all’estero, ingegnere agronomo, ...e icavalli normanni... Mi avvicino e la guardo: un grosso sbaglio perché lei smette di parlare. Silenzio. Devo dire qualcosa, non ha importanza cosa. La prima frase che mi viene in mente: "Frangean la biada con rumor di croste" Tutto può fare intimità! Me l’ha detto un amico:
"Di’ quello che senti, di’ quello che senti, vedrai va benissimo!" "Frangean la biada con rumor di croste"... Tutto facile al bar. Non sono mica come te: una stupidata qualsiasi e... e giù raffiche di baci. Ma quando uno sente l’esaltazione dell’inizio, quando uno scoppia d’emozione... Quando uno scoppia d’emozione… non scopa mai.
Rimango lì, in una situazione da limbo. Sempre incerto tra la paura e l’apoteosi. Mi piace questo stato e spesso non faccio proprio niente. Per lo più non sono capito. Qualche volta mi salvano i particolari, quando sono in forma. A volte mi basta una caviglia: il nudo integrale non mi dice un cazzo! E poi è difficilissimo spogliarsi: c’è sempre qualcosa che rimane incastrato. E le cerniere? Pensa te, uno dovrebbe "scernierare" senza aver l’aria di farlo. Così distrattamente... ’CRRRRR!’ Ignorante, la cerniera... volgare. Ma perché non fanno ’DIN DON DIN DAN’? Dio, però com’è bella; ha una spalla così liscia. Se mi concentrassi molto sulla sua spalla potrei anche riuscire a fare l’amore. Non bisogna trascurare nessuna possibilità. A questo punto dovrei spogliarmi anch’io. Il copione lo prevede. Mi fa piacere perché sono sciolto. Dunque: blue-jeans... via! Chi non ha mai commesso l’errore di togliersi i pantaloni prima delle scarpe, costui non sa niente dell’amore! Rimango lì, in una situazione... non da limbo. Questa è una situazione di merda, proprio! Tenti un’operazione rapidissima sulle scarpe... calma, per carità, non perdiamo la testa. E lei "Ti è venuto il nodo, eh?" Ma insisti, lotti disperatamente e finalmente… via! Ohhhh... Io quando sono nudo, tendo sempre un po’ a... "È perché non ti sei accettato!" dice lei. Bisogna stare attentissimi, se ne accorgono subito. Addirittura individuano i punti: "Tu non erotizzi le ginocchia". Com’è vero! In questo momento, a dire la verità, il fatto di non erotizzare è
decisamente generalizzato. E allora lei mi accarezza la schiena, le spalle, le ginocchia e tuttoanche. Tranquillamente. Come fosse un lavoro. E dato che io sento molto, ma non sento quello che dovrei sentire, allora le parlo un po’ della coppia. Un bel problema! E lei si dimostra molto interessata e dice, tra l’altro, delle cose molto sensate. Ma il suo lavoro ne soffre... quello delle carezze. Che strano! D’un tratto mi viene incontro l’eccitazione. Così, senza che la cercassi. Tutto diventa più facile: il meccanismo faticoso della scena si scioglie e siamo allacciati. Smanioso, rimastico frasi incomprensibili, inframmezzate da esclamazioni e da gesti abbozzati pesantemente. Il mio monologo si fa più oscuro e tra un respiro e un affanno, una parola, che mi sembra sia "amore", ricorre più volte, senza una ragione visibile.

 
 
 

SOGNO... (ANYMALOVE)

Post n°682 pubblicato il 14 Maggio 2012 da anymalove69
 

Sogno...
Tu si' l'ammore ca' veco sempe in sogno,
ca' truovo sempe quanno m'addormo.
'n coppa a 'stu cuscino ca' de lacreme se bagna,
tutt' 'e notti, lasso i penzieri del giorno
e me metto a spicca' nu volo...
Nun puozz' affoga' dint' a 'stu lietto voto
...e volo...
in copp' 'o cielo stellato ca'è tinto 'e blu,
dove cumincia 'stu sogno...
e chistu sogno si tu...
Ammore...
ca' me lasciasti 'na sera triste 'e giugno
...ma i' siempe 'cca te truovo...
in sogno...
Sapisse quanto ancora me manca
l'ammore tuo...
ca' me strappasti da dint' 'o core...
e pe' soddisfa' 'stu bisogno atroce
i' te vengo a truva', 'n'ata vota...
in sogno...
Se tu vulisse, anche pe' 'na vota sola,
uscire da 'stu sogno,
ca' è sempe 'o stesso sogno ca' insiemme tenevammo,
tu truverai chist'ommo triste
ca' sugna tutt' 'e notti l'ammore tuo...
perduto...

 
 
 

SCEMO DI GUERRA (ASCANIO CELESTINI)

Post n°681 pubblicato il 14 Maggio 2012 da anymalove69
 

Mio padre raccontava una storia di guerra. Una storia di quando lui era ragazzino.
L’ho sentita raccontare per trent’anni. È la storia del 4 giugno del 1944, il giorno della Liberazione di Roma. Per tanto tempo questa è stata per me l’unica storia concreta sulla guerra. Era concreta perché conoscevo le strade di cui parlava. Conoscevo il cinema Iris a Porta Pia dove mio padre lavorava con mio nonno che faceva la maschera, le pulizie e il guardiano notturno e poi era concreta perché dopo tante volte che la ascoltavo avevo incominciato a immaginarmi pure i particolari più piccoli del suo racconto.
Ogni volta che raccontava faceva delle digressioni, allungava o accorciava il discorso inserendo episodi nuovi o eliminando parti che in quel momento considerava poco importanti. Mio padre diceva: "Questa è la vita che si faceva in quell'epoca, sotto i bombardamenti...la vita dei ragazzini".
Così quando ho incominciato a fare ricerca ho deciso di registrarlo e provare a lavorare sulle sue storie.
Da queste storie nasce "Scemo di guerra" dove si ritrovano alcuni avvenimenti molto conosciuti come il bombardamento di San Lorenzo o il rastrellamento del Quadraro con più di mille persone deportate. Alcuni fatti sono veramente accaduti a lui, come quando ha rischiato di farsi ammazzare mentre raccoglieva una cipolla. Alcuni sono altrettanto veri ma li ho ascoltati da altre persone come la storia del soldato seppellito vivo all’Appio Claudio. Certe cose me le sono inventate io o le ho prese da altri racconti di altre guerre che mi è capitato di ascoltare.

 
 
 

TE VOGLIO BENE ASSAJE (R.SACCO-G.DONIZZETTI)

Post n°680 pubblicato il 14 Maggio 2012 da anymalove69
 

La notte tutte dormeno
e io che buo' dormi'!
Penzanno a nenna mia
me sent'ascevoli'!
Li quarte d'ora soneno
a uno a ddoie a tre...
Io te voglio bene assaie
e tu non pienze a me!
Io te voglio bene assaie
e tu non pienze a me!
Ricordate lo juorno
ca stive a me becino,
e te scorreano 'nzino
le llacreme accossì.
Diciste a me: "Nun chiagnere
ca tu lo mio sarraie"...
Io te voglio bene assaie
e tu non pienze a me!
Io te voglio bene assaie
e tu non pienze a me!"
Guardame 'nfaccia e vide
comme song'arredutto:
sicco, peliento e brutto,
nennella mia pe tte!
Cusuto a filo duppio
co tte me vedarraje...
Io te voglio bene assaie
e tu non pienze a me!
Io te voglio bene assaie
e tu non pienze a me!

NELLA VERSIONE DI ANTONELLA RUGGIERO E MASSIMO RANIERI

 
 
 

ENRICA BOIOCCHI

Post n°679 pubblicato il 14 Maggio 2012 da anymalove69
 
Foto di anymalove69

Se volete conoscere la fiducia, la fedeltà, l'amore incondizionato, la lealtà, non soffermatevi davanti alle parole dei vostri simili: entrate in un canile

 
 
 

QUESTA NEBBIA AIUTA A SOGNARE (ANYMALOVE)

Post n°677 pubblicato il 25 Aprile 2012 da anymalove69
 

Questa nebbia confonde…
ma mi aiuta a sognare…
Ombre…colori…
in questo bianco fumo svaniscono…
figure sfumano…
sembianze cambiano…
Nuvole basse si adagiano a terra
e tra loro…
cavalli al galoppo
di cui zampe non vedo
...mi sembrano volare…
Magia della nebbia…
Questa nebbia che confonde…
ma che aiuta a sognare…

 
 
 

DAL LIBRO "LE REGINE DELLO SWING" DI GABRIELE ESSCHENAZI

Post n°676 pubblicato il 25 Aprile 2012 da anymalove69
 

"...Artisticamente il Trio Lescano nasce in Italia ed è comprensibile che il pubblico italiano le identifichi col proprio Paese. Tuttavia per le tre ragazze ebree olandesi le origini peseranno non poco nelle loro vicende artistiche e soprattutto personali..."

"...ascoltando la loro prima canzone "Topolino va al mercato". Si percepisce un accento olandese così forte che si fatica a distinguere alcune parole. Per aiutarle ad apprendere la musicalità italiana e la padronanza della lingua le sorelle Lescano vengono mandate nella patria del bel canto, e cioè a Napoli..."

"...E' il novembre del 1943 quando un'esibizione del Trio al Teatro Grattacielo di Genova nello spettacolo "Sognate con me" viene bruscamente interrotta.
"Mentre cantavamo al Grattacielo di Genova venne la milizia ad arrestarci. "Con quel naso non potete essere che ebree" ci disse un capitano tedesco, e io gli risposi, "se la razza dipende dal naso, allora anche lei è ebreo",
racconta con un po' di colore Sandra Lescano..."

"...Da un giorno all'altro, come non fossero mai esistite, le tre sorelle olandesi scompaiono dalla radio e dai teatri. Su di loro cala l'oblio anche perchè l'Italia sta trascorrendo uno dei suoi momenti più bui: divisa in due, bombardata dagli alleati, invasa dai nazisti..."

"...Al loro arrivo a Buenos Aires ricevono una calorosa accoglienza dalla comunità italiana locale, che in loro onore organizza molti pranzi e cene. Il successo è strepitoso. Il Trio Lescano ritrova in Sudamerica il mondo che aveva perso in Italia..."

 
 
 

MADRE TERESA DI CALCUTTA

Post n°675 pubblicato il 25 Aprile 2012 da anymalove69
 

Un giorno, mentre ero nei quartieri poveri di Calcutta e stavo per ritornare nella mia stanza, ho visto una donna che giaceva sul marciapiede. Era debole, sottile e magrissima, si vedeva che era molto malata e l’odore del suo corpo era cosi’ forte che stavo per vomitare, anche se le stavo solo passando vicino.
Sono andata avanti e ho visto dei grossi topi che mordevano il suo corpo senza speranza, e mi sono detta: questa e’ la cosa peggiore che hai visto in tutta la tua vita.
Tutto quello che volevo in quel momento, era di andarmene via il piu’ presto possibile e dimenticare quello che avevo visto e non ricordarlo mai piu’.
E ho cominciato a correre, come se correre potesse aiutare quel desiderio di fuggire che mi riempiva con tanta forza. Ma prima che avessi raggiunto l’angolo successivo della strada, una luce interiore mi ha fermata. E sono rimasta li’, sul marciapiede del quartiere povero di Calcutta, che ora conosco cosi’ bene, e ho visto che quella non era l’unica donna che vi giaceva, e che veniva mangiata dai topi. Ho visto anche che era Cristo stesso a soffrire su quel marciapiede.
Mi sono voltata e sono tornata indietro da quella donna, ho cacciato via i topi, l’ho sollevata e portata al piu’ vicino ospedale. Ma non volevano prenderla e ci hanno detto di andarcene via. Abbiamo cercato un altro ospedale, con lo stesso risultato, e con un altro ancora, finche’ non abbiamo trovato una camera privata per lei, e io stessa l’ho curata. Da quel giorno la mia vita e’ cambiata. Da quel giorno il mio progetto e’ stato chiaro: avrei dovuto vivere per e con il piu’ povero dei poveri su questa terra, dovunque lo avessi trovato.

 
 
 

EZIO GUAITAMACCHI RACCONTA: JAMES BROWN 24 OTTOBRE 1962 NEW YORK

Post n°674 pubblicato il 25 Aprile 2012 da anymalove69
 

"...la gente si assiepa in fila fuori dall'Apollo per accaparrarsi uno dei 3.000 biglietti disponibili per assistere allo show della più grande macchina da spettacolo del mondo. Cuore dello show sono le ballate e i pezzi lenti, capolavori come "I don't mind",
"Lost someone" (oltre 10 minuti di lamento soul in cui si sentono chiaramente le grida di eccitazione della platea in trance). Per fortuna, grazie alla perseveranza di Brown, che paga di tasca sua per registrare lo show, ancora oggi possiamo ascoltare la sua esibizione all'Apollo..."

 
 
 

WHO "MY GENERATION" 1965

Post n°673 pubblicato il 25 Aprile 2012 da anymalove69
 

Nel 1965 gli Who irrompono prepotentemente nelle classifiche con "My generation" che diventerà un inno assoluto.

 
 
 

PAESAGGIO DI CAMPAGNA (ANYMALOVE)

Post n°672 pubblicato il 15 Aprile 2012 da anymalove69
 

Respiro profondo…
in questo paesaggio di aperta campagna…
Nell’aria l’aroma dell’erba,
di fresco tagliata…
Un campanile che annuncia mezzogiorno...
e, in bicicletta,
un contadino pedala veloce
richiamato, forse, dal desiderio improvviso del pranzo.
La camicia di fieno rigata…
segnata dal tempo…
dal duro lavoro nei campi…
Ed io…
che col passare lento, intruso,
sollevo polvere,
attraverso un paesaggio che non m’appartiene
ma che richiama ricordi lontani
che ora riscopro ancor vivi nella mente...
Di quando fanciullo correvo nei campi
ingannando il passare dei giorni
e ignorando...
l'incessante ticchettìo
degli orologi del tempo…

 
 
 

AMORE CHE VIENI AMORE CHE VAI (1966)

Post n°671 pubblicato il 15 Aprile 2012 da anymalove69
 

Quei giorni perduti a rincorrere il vento
a chiederci un bacio e volerne altri cento
un giorno qualunque li ricorderai
amore che fuggi da me tornerai
un giorno qualunque ti ricorderai
amore che fuggi da me tornerai.
E tu che con gli occhi di un altro colore
mi dici le stesse parole d'amore
fra un mese fra un anno scordate le avrai
amore che vieni da me fuggirai
fra un mese fra un anno scordate le avrai
amore che vieni da me fuggirai.
Venuto dal sole o da spiagge gelate
venuto in novembre o col vento d'estate
io t'ho amato sempre, non t'ho amato mai
amore che vieni, amore che vai
io t'ho amato sempre, non t'ho amato mai
amore che vieni, amore che vai.

De André affronta il tema della precarietà dell'amore utilizzando la ciclicità della natura e delle stagioni così come l'alternanza che avviene nei sentimenti umani.
"... giorni perduti a rincorrere il vento a chiederci un bacio e volerne altri cento..." l'impossibilità di esaudire o di saziarsi a pieno di un desiderio rincorrendo il vento che risulta impalpabile, irraggiungibile, inafferrabile...che non è possibile fare nostro.
Fino ad arrivare ad una nostalgia improvvisa in "...un giorno qualunque li ricorderai..."
e fare ritorno...
Nell'altra strofa ci troviamo di fronte a degli "...occhi di un altro colore..." che molto probabilmente non si riferiscono ad un mutamento di colore dell'iride ma a un differente atteggiamento dello sguardo di fronte ad un sentimento ormai mutato o ancora più probabilmente gli occhi hanno in quel momento un diverso colore perché semplicemente appertengono ad un'altra donna.

 
 
 

SI FOSSE N'AUCIELLO (TOTO')

Post n°670 pubblicato il 15 Aprile 2012 da anymalove69
 

Si fosse n'auciello, ogne matina
vurria cantà 'ncoppa 'a fenesta toja.
"Bongiorno, ammore mio, bongiorno, ammore!".
E po' vurria zumpà 'ncoppa 'e capille
e chianu chiano, comme a na carezza,
cu stu beccuccio accussì piccerillo,
mme te mangiasse 'e vase a pezzechillo...
si fosse nu canario o nu cardillo.

 
 
 

DA TUTTODANTE DI ROBERTO BENIGNI

Post n°669 pubblicato il 15 Aprile 2012 da anymalove69
 

INFERNO - CANTO VII

Nel quarto cerchio i due poeti trovano Pluto che esplode in una frase minacciosa ed oscura. E' uno dei canti più duri, aperto da uno degli endecasillabi più famosi, sul quale gli studiosi si sono scervellati per secoli facendo mille ipotesi ma senza venirne a capo. Per me, la frase ha un senso esclusivamente sonoro, musicale: molto banalmente, a Dante serviva la rima in "eppe":

"<<Pape Sàtan, pape Satàn aleppe!>>,
cominciò Pluto con la voce chioccia;
.....

...ma Virgilio ne placa l'ira e possono così proseguire il cammino:

".....
e quel savio gentil, che tutto seppe,

disse per confortarmi: <<Non ti noccia
la tua paura; chè, poder ch'elli abbia,
non ci torrà lo scender questa roccia>>.

Poi si rivolse a quella 'nfiata labbia,
e disse: <<Taci, maladetto lupo!
consuma dentro te con la tua rabbia."

 
 
 

OCCHI DISEGNATI (ANYMALOVE)

Post n°666 pubblicato il 02 Aprile 2012 da anymalove69
 

Grandi occhi disegnati sognanti
che invano cerco d'adescare
ma che puntuali,
oltrepassano lo sguardo
e proseguono distratti nel cammino.
Ardente il desiderio
al sol' pensiero
che di catturarne l'attenzione,
anche sol' per poco,
mi fosse un dì concesso. 
Da vicino poi,
poter mirare e conoscerli più a fondo
carpendone i segreti più reconditi.
Inginocchiarsi, quindi,
a contemplarne l'incanto...
come critico amante d'arte
d'innanzi al dipinto suo più bello.
Solamente immaginando
gia in essi mi ci perdo…
che accadrebbe se solo rapirli potessi?...
rasenterei probabile la pazzia…
Beato chi in coloro
avrà diritto e fortuna di specchiarsi…
saprà cos'è l'amor'
e il desiderio d'abbandono all'ignoto.

OCCHI DISEGNATI (2)

…e finalmente mi feci forza
e finalmente mi riuscì di fermare
quell'astuta frenetica corsa
che la faceva divenir preda ambita, di difficile cattura.
E la baciai così,
con delicata prepotenza…
così…
come si fa nel cogliere una rosa:
Con decisione
ma con l’attenzione acuta a non sciupare.
Coprendo la sua bocca con la mia…
fino a riuscire a respirare all’unisono.
Fu come se il mondo,
in quell’istante, ci appartenesse…
come se avesse, improvviso,
terminato il suo grande girotondo
e noi non fossimo più schiavi del tempo
ma soltanto smarriti nelle nostre bocche cucite…
una sull’altra…
incatenati, appassionati
nei nostri corpi avvinghiati
senza possibilità di fuga, imprigionati…
fondendosi così.....
a poco a poco.....
in un corpo unico soltanto…

 
 
 

NOTTE NEW TROLLS 30 MARZO 2012 TEATRO SMERALDO MILANO

Post n°665 pubblicato il 02 Aprile 2012 da anymalove69
 

I New Trolls sono un gruppo...anzi no...due gruppi...ah no tre...tre gruppi?!?!?...
Ebbene sì...E' nato un nuovo gruppo New Trolls: Gli UT.
Questo nuovo gruppo è composto da Gianni Belleno e Maurizio Salvi accompagnati da una formazione composta da Claudio Cinquegrana, Andrea Perrozzi e Fabrizio Chiarelli.
Il loro intento è quello di far rivivere il periodo "New Trolls" dei primi anni'70
...ossia l'anima prog dei New Trolls. Quindi grande spazio agli album "Searching for a land" del 1972 e a "UT" (denominazione presa dal gruppo) sempre dello stesso anno.
Iniziano proprio loro la serata sul palco ma vorrei segnalare un episodio che mi ha ferito molto durante la loro esibizione:
Tra un loro brano ed un altro si leva una voce dal pubblico che grida: "Basta! Vogliamo i New Trolls!".
Io ti dico: "Ignorante e Maleducato" e spiego anche perchè:
Ignorante perchè ignoravi che su quel palco si stavano esibendo comunque Artisti appartenenti al "mondo New Trolls" e che i brani eseguiti erano tutti firmati "New Trolls" (la prossima volta prima di fare il fenomeno in sala informati meglio). Maleducato perchè hai mancato di rispetto a degli Artisti che, ti piaccia o no, erano lì a suonare anche per te dal momento che hai deciso di venirli a sentire e nessuno ti ha costretto...oltre a mancare di rispetto a chi era presente alla serata e, a differenza tua, sapeva cosa andava a sentire.
A volte è capitato anche a me di assistere a dei concerti che si sono rilevati al di sotto delle mie aspettative...non per questo ho offeso nessuno...Ho assistito allo stesso fino alla fine o me ne sono andato in religioso silenzio...sempre e comunque nel rispetto di tutti.
Scusate ma avevo bisogno di sfogarmi...
La seconda parte dello spettacolo è stata affidata al Mito New Trolls composto da Ricky Belloni, Giorgio Usai accompagnati da Andrea Cervetto e Alex Polifrone (Soprannominato da me "Polipone" perchè alla batteria è veramente un polipo...non ha due braccia ha un'infinità di tentacoli!).
Peccato che a Milano esiste un'ordinanza che vieta di proseguire i concerti oltre un certo orario così Artisti e pubblico sono stati invitati ad interrompere lo spettacolo prima del gran finale che tanti, io compreso, aspettavano (Questa è la cultura e il rispetto che abbiamo in Italia per l'Arte della Musica).
Il finale consisteva in una versione scoppiettante a più voci di "Le Roi Soleil" da parte di UT e Il Mito New Trolls tutti assieme sul palco...Invece...Tutti a casa!...
Ricky Belloni, ferito nell'orgoglio, prende il microfono e dice "Noi "Quella carezza della sera" la facciamo ugualmente...Al limite ci arresteranno tutti"...
Sarà stato contento l'Ignorante Maleducato...molto probabilmente era l'unico brano dei New Trolls che conosceva...

 
 
 

L'ORTOLANO E ER DIAVOLO (TRILUSSA)

Post n°664 pubblicato il 02 Aprile 2012 da anymalove69
 

C'era 'na vorta un povero Ortolano
che, se j'annava un pelo a l'incontrario,
dava de piccio a tutto er calennario,
metteva in ballo er paradiso sano;
Dio guardi! cominciava a biastimà:
- Corpo de...! sangue de...! mannaggia la...! -
Un giorno, mentre stava a tajà un cavolo
e che pe' sbajo tajò invece un broccolo
come faceva sempre attaccò un moccolo:
però, 'sta vorta, scappò fora er Diavolo
che l'agguantò da dove l'impiegati
cianno li pantaloni più lograti.
Ner sentisse per aria, straportato,
l'Ortolano diceva l'orazzione,
pregava le medesime persone
che poco prima aveva biastimato:
- Dio! Cristo santo! Vergine Maria!
M'ariccommanno a voi! Madonna mia! -
Er Diavolo, a sti' nomi, è naturale
che aprì la mano e lo lassò de botto:
l'Ortolano cascò, come un fagotto,
sopra un pajone senza fasse male.
- L'ho avuta bona! - disse ner cascà -
Corpo de...! sangue de...! mannaggia la...!

 
 
 
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Un blog di: anymalove69
Data di creazione: 15/10/2009
 

CHE TEMPO CHE FA.....