Creato da gianor1 il 07/01/2005
Da qualche parte una farfalla batte le ali e mette in moto un meccanismo irreversibile dalle conseguenze imprevedibili.
 

 

Verso l'aterosclerosi

Post n°802 pubblicato il 21 Febbraio 2018 da gianor1
 

Esistono avvenimenti che devono essere raccontati, e altri per cui è necessario tacere.
E' un principio consolidato nei rapporti interpersonali.
Il vero, tutto il vero con la sua autenticità, spesso non deve essere espresso.
In fondo che rilievo possiede?
Niente è certo. Niente è finto. 
Tutto è blog*.
*Mi rendo conto di mostrare un'incontinenza narcisistica. Sono imbarazzato. Purtroppo l'età galoppa velocemente con evidenti sintomi di aterosclerosi.

 
 
 

Percezione incostante ma allettante

Post n°801 pubblicato il 18 Febbraio 2018 da gianor1
 

Talvolta la desidero, la esorto a cercarmi, mi diverte. In alcune occasioni mi lascio andare così tanto che, furtivamente, s'impadronisce del mio tempo. 
In certe notti profuma di sogni fantastici, in altre lascia il segno di una dolce melanconia.
Purtroppo non sempre è amorevole e mi affligge con veementi tormenti.
Più volte è sollievo all'esistenza e letizia per l'anima.
Innocente, libera. tangibile, colorita, evidente, lusinghevole.
La mia illusione.

 
 
 

Volontà ereditaria

Post n°800 pubblicato il 15 Febbraio 2018 da gianor1
 

Ho sempre posto in secondo piano il simbolismo, pur avendo un'importanza e una potenza precisa.
Sinceramente a me piace disquisire sugli individui.
Pertanto desidero che un giorno, sulla mia pietra sepolcrale, sia inciso:

Gian, homo sapiens.
Proposito abbastanza difficoltoso.
Ho la sensazione che la messa in opera durerà per circa due o tre lustri.
Ehi tu, vedi di non spingermi giù nel dirupo per anticipare i tempi di esecuzione e di consegna!
Non vorrei togliere dalla scritta il sapiens!

 
 
 

Si chiama Elsa

Post n°799 pubblicato il 13 Febbraio 2018 da gianor1
 

Lei dice di chiamarsi Elsa e sempre, quando sorride, ha il viso lumeggiato da occhi grandi e cerulei. Solitamente  La incontro sotto i portici di Via Roma, affaccendata nella sistemazione delle sue piccole cose tutte stipate in un carrello di qualche supermercato. Un ammasso di buste di plastica e di tela stipate di chissà cosa, come il suo modo di vestire, fatto di gonne, sovragonne, strati e strati e strati. La cute invecchiata, sporca e inscurita, la bocca con pochi denti, le spalle arcuate e la pulizia, immagino insufficiente, non riescono a darmi di Lei le sembianze di una vecchia megera. E' una sensazione che verifico,quando Le rivolgo la parola. Lei risponde sempre con affabilità e letizia, tenendo in considerazione ogni oblazione (che non chiede mai), ma per la quale dimostra gratitudine con le parole e con l'espressione colma di bontà. Desidero offrirle un panino, una focaccia, una brioche, meglio ancora se alla crema. Però debbo industriarmi ad immaginare i suoi gusti, perché all'interrogativo mirato a sondarli risponde: "Come le pare. Va bene qualsiasi cosa."
Perché viva così non so, non riesco a capacitarmi di come sia finita per la strada, nonostante  i racconti letti o ascoltati quotidianamente. Mi piacerebbe sentirLa parlare più a lungo, ma ho sempre il timore di risultare inopportuno o invadente. Piano piano, magari.

 
 
 

Cronaca irriverente

Post n°798 pubblicato il 11 Febbraio 2018 da gianor1
 

Leggo tra la cronaca corposa della mia città:" Individuata nel centro storico una dimora di lusso per giovani ragazze squillo che offrivano servizi particolari, Tra i frequentatori abituali, anche un sacerdote. Il reverendo, assai stupito, pare abbia esclamato:" Ma come non è il Monastero delle Carmelitane Scalze?"
Chiedo scusa 
al mio confessore Don Mauro della colpevole (ma ironica, mi creda) irriverenza.

 
 
 
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L'educazione è una cosa ammirevole,ma è bene ricordare,
di tanto in tanto,che nulla che valga la pena di conoscere
si può insegnare.
Oscar Wilde



PROVERBIO SARDO
Nen bella senza peccu,nen fea senza tractu.
Non c'è una bella senza difetto,nè una brutta senza grazia.


"Il lavoro del maestro è come quello della massaia, bisogna ogni mattina ricominciare da capo: la materia, il concreto sfuggono da tutte le parti, sono un continuo miraggio che dà illusioni di perfezione. Lascio la sera i ragazzi in piena fase di ordine e volontà di sapere - partecipi, infervorati - e li trovo il giorno dopo ricaduti nella freddezza e nell'indifferenza. Per fare studiare i ragazzi volentieri, entusiasmarli, occorre ben altro che adottare un metodo più moderno e intelligente. Si tratta di sfumature, di sfumature rischiose ed emozionanti.Bisogna tener conto in concreto delle contraddizioni, dell'irrazionale e del puro vivente che è in noi. Può educare solo chi sa cosa significa amare".

 

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