Creato da gianor1 il 07/01/2005
Da qualche parte una farfalla batte le ali e mette in moto un meccanismo irreversibile dalle conseguenze imprevedibili.
 

 

Ci vuole metodo

Post n°776 pubblicato il 18 Novembre 2017 da gianor1
 

Saranno state le due, le tre al massimo. Di certo, non oltre le quattro. Escludo categoricamente che possano essere state le cinque, perchè a quell'ora la sveglia polifonica del colonello Mereu suona l'adunata all'intero rione del Poetto, giungendo con le sue note "melodiose" fino al Largo Carlo Felice (ma solo con lo scirocco a favore).
Ad ogni modo.
Ero intento a preparare la messenger per l'indomani, e mi trovai insonne nella penombra ad osservare la libreria. No, non un negozio di libri, proprio la mia libreria, quella che sfoggio borghesemente nello studio.
Avete presente quegli scaffali altissimi, che ricoprono fino al soffitto e interamente i quattro muri della stanza, ricolmi di tomi, incunaboli e in-folio?
Ecco, la mia libreria è un'altra cosa.
Tre metri in altezza per cinque di lunghezza. 
E comunque.
All'inizio,accostavo i nuovi libri a quelli già presenti secondo un criterio, per così dire, di aree tematiche.

Ci sono quelli che tendono a non rappresentare fedelmente il mondo( simbolisti) ; altri che sono inclini alle suggestioni del sentimento e della fantasia (romantici), tra questi i veggenti sacerdoti di una lunga, immensa e ragionata sregolatezza di tutti i sensi ( i maledetti);  le talpe(vabbè questa è una categoria letteraria particolare, magari ve ne parlerò un'altra volta).
Tuttavia.
Sempre più le sezioni si riempivano, e maggiormente arduo risultava il rispetto del summenzionato criterio.
E così, successivamente,  sono passato al sistema delle aree geografiche (gli italiani con gli taliani, i russi con i russi, i nordamericani con i nordamericani, gli europei con gli europei, qualche problema con gli apolidi).
Come che sia.
Presto la libreria ha iniziato a scoppiare, piena di libri in seconda e terza fila; così, il successivo criterio per la disposizione dei volumi è stato il tipo interstiziale , ovverosia e
questo dove diavolo lo metto? Ah, lassù c'è un buco, perfetto!
Anche questo metodo,apparentemente casuale, ha un suo perchè.  E' stato in questo modo che l'ultimo libro di Buttafuoco si è adagiato orizzontalmente sulle pagine verticali dell'Idiota di Dostoevskij. Non so, io ci vedo un senso, in tutto questo.
E comunque.
Questa notte ho realizzato che neppure l'imbucata forzata potrà far fronte alle mie esigenze di catalogazione dei libri.
Ho quindi deliberato all"unanimità (mente e cuore)  che il prossimo sistema sarà l'esclusivismo: per far posto ai futuri acquisti, dovrò escludere alcuni tomi già presenti, pur con il cuore infranto.
Non è che a qualcuno interessa la collezione intera di PlayBoy, annate dal  '94 al '97?

 
 
 

Schizzi di malinconia

Post n°775 pubblicato il 01 Novembre 2017 da gianor1
 

Ho davanti il mio diario. Le pagine degli ultimi giorni sono piene di appunti, schizzi. Destrutturazioni.
Sono idee che si materializzano con l'inchiostro, senza soffermarmi sopra troppo, altrimenti smarrisco il sentiero della fantasia; magari proprio in un mercoledì festivo nel quale non ho voglia di incontrare gente.
Mi godo la penombra della casa, e l'aria tiepida che il mare  concede attraverso le finestre socchiuse. Ascolto note soffuse mischiate a silenzi. Sforzo di concentrazione che ha come obiettivo soltanto la memoria dell'emozione di un passaggio.
Non uso parole. Lascio che la mia voce tracci i suoi pensieri; che le corde della malinconia, mi trascinino lontano.
Prendo il cuore con la mano e lo nascondo.

 
 
 

Sfumatura d'amore.

Post n°774 pubblicato il 18 Ottobre 2017 da gianor1
 




Ti ricorderò
dolce come i tramonti d'estate
come la gioia del primo gioco.
Ti penserò ancora
per sempre
come l'illuso magico pensiero
della prima volta.

 
 
 

La spiaggia dei ricordi

Post n°773 pubblicato il 06 Ottobre 2017 da gianor1
 


 "L'uomo felice non è colui che gli altri credono tale, ma colui che vede se stesso così"
E' un pensiero che ho letto nei Detti Morali di Publilio Siro e che condivido abbastanza. Sono convinto che nell'animo c'è un approdo confortante e liberatorio che esalta il mondo segreto e che accompagna il divenire per trovare la felicità interiore o quanto meno per diminuire gli effetti delle avversità e dell'afflizione. Quando sono attanagliato dallo sconforto e non vedo luce davanti a me, ritorno indietro negli anni e rammento con nostalgia le giornate intere passate sulla spiaggia  e nel mare a giocare spensieratamente. Giocavo e fantasticavo incredibili avventure in mondi lontani e sconosciuti. Realizzavo sogni fatti da castelli in aria e di sabbia che l'onda dispettosa portava via con sè, ma che poi il mare, generosamente, mi ha ridato nelle scorrerie degli anni. Ricordo il mio sguardo incuriosito inseguire i gabbiani e i cormorani, sospesi agilmente nel cielo in cerca di prede marine. Rammento i pescatori con il viso scavato dal solco della fatica; rugosi e costantemente violentati dai raggi del sole. La fatica quotidiana per riportare a riva le reti. "Issa,issa!Dai!". Era un canto dolcissimo, ritmato dal loro respiro e dal loro cuore. A volte era felice, altre triste. E quando il pescato non bastava neppure a sfamare la propria famiglia, con speranza indomita,ringraziavano il Cielo. Quanta dignità!
Ricordo il lento abbandono del sole quando  nella sera si lascia cadere nel mare, sfoggiando, come un pavone innamorato, un arcobaleno di intensi colori e si lascia inumidire dall'acqua azzurra fin a svanire nella notte profonda. Rammento in un pomeriggio caldo d'inizio luglio l'incontro timoroso di due amanti,ancora acerbi, e teneramente uniti per scoprire l'uno nell'altra la paura della trasgressione e la fine desiderata della loro innocenza. I visi arrossati dall'affanno e dal sole, trovavano sollievo solamente nell'umido incontro delle loro labbra sconosciute e inesplorate. In quegli attimi la loro era un'eternità fatta di  carezze incontrollate, timide, impacciate. Si aiutavano reciprocamente nello scoprire il proprio corpo attraverso l'altro; attigendo esperienza comune. Quanto silenzio fatto da sorrisi imbarazzati, di parole sussurate e nuove...Infine tremando all'unisono, come due strumenti accordati, si abbandonavano stanchi e felici sulla sabbia riscaldata dal calore del sole e bagnata dal loro amore.
Ecco, ora sono come vuole la mia anima. La nostalgia mi ha dato quella carica interiore. Altro non è che la dolcezza di amare ciò che mi circonda, di vivere compiutamente i miei sentimenti. Forse qualche lacrima scenderà ancora sul mio viso: una mano amica la vedrà e l'asciugherà.

 

 
 
 

Ho deciso di sposarmi

Post n°772 pubblicato il 21 Settembre 2017 da gianor1
 

 

In spiaggia, stamane, mentre leggevo alcune pagine de "La solitudine del satiro" di Flaiano, mi è balenata un'idea assai strana, inconsueta. Complice anche la giornata caldissima...
Amici, ho deciso: è giunta l'ora di una conclusione responsabile.
Mi sposo. Sì avete ben capito, mi sposooo!
Mi sposo, per osservarmi finalmente allo specchio ed essere consapevole di non essere solo. Mi sposo per condividere l'esperienza di vita, per dimezzare le difficoltà. Mi sposo e prometto di essermi fedele sempre, nella gioia e nel dolore, in salute e in malattia, e di amarmi e onorarmi tutti i giorni della  vita. Mi sposo perchè mi piaccio(sic)!

 
 
 
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Nen bella senza peccu,nen fea senza tractu.
Non c'è una bella senza difetto,nè una brutta senza grazia.


"Il lavoro del maestro è come quello della massaia, bisogna ogni mattina ricominciare da capo: la materia, il concreto sfuggono da tutte le parti, sono un continuo miraggio che dà illusioni di perfezione. Lascio la sera i ragazzi in piena fase di ordine e volontà di sapere - partecipi, infervorati - e li trovo il giorno dopo ricaduti nella freddezza e nell'indifferenza. Per fare studiare i ragazzi volentieri, entusiasmarli, occorre ben altro che adottare un metodo più moderno e intelligente. Si tratta di sfumature, di sfumature rischiose ed emozionanti.Bisogna tener conto in concreto delle contraddizioni, dell'irrazionale e del puro vivente che è in noi. Può educare solo chi sa cosa significa amare".

 

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