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    <title>Non sono 1 scrittore</title>
    <subtitle>Narrazione di avvenimenti anche accaduti</subtitle>
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        <title type="text">FATTI ATTORNO AD UN ASCENSORE - QUINTO: Non ero uno scrittore</title>
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        <published>2012-02-26T16:39:39+01:00</published>
        <updated>2012-02-26T16:39:39+01:00</updated>
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            <name>THOalex</name>
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        <summary type="text">Quella sera immaginai di scrivere. Immaginai perch&amp;eacute; non avevo la forza di alzarmi per raggiun...</summary>
        <content type="html">&lt;IMG width=&quot;120&quot; height=&quot;90&quot; SRC=&quot;http://blog.libero.it/Accadimenti/getmedia.php?9or%60zo%26imO%7Dg%60w_gh%60%7D%25%7E87710111%25%3B8c02%25%3Baiademk-d%7EpgimadcciA%3A%2566%27z%05kgonmghom%05jU&quot; border=&quot;1&quot; align=&quot;left&quot;&gt;&lt;p&gt;Quella sera immaginai di scrivere. Immaginai perch&amp;eacute; non avevo la forza di alzarmi per raggiungere la scrivania. Immaginai e cercai con tutta la concentrazione possibile di ricordare ci&amp;ograve; che la mia immaginazione suggeriva man mano. &lt;br /&gt;Il luogo, inteso come spazio dove scrivere, prese posto a lungo nei miei pensieri.&lt;br /&gt;voglio dire, ero l&amp;agrave; disteso con l'intento di immaginare di scrivere e, dunque, perch&amp;eacute; non farlo immaginando di essere altrove?&lt;br /&gt;Ecco, magari sono su una ripa costellata di scogli, dei quali ne scelgo uno in particolare, quello un po' pi&amp;ugrave; alto. Alle mie spalle un piccolo agglomerato di pini marittimi adula con il suo profumo la brezza che lo attraversa danzando e giunge ai miei sensi tutti, con piroette.&lt;br /&gt;E' quella brezza durante i primi minuti dell'alba e la raccogli con la gioia di colui che ha&lt;br /&gt;passato una notte insonne e nevrotica tanto quanto una giornata di lavoro in Agosto, ucciso dal frastuono della modernit&amp;agrave;.&lt;br /&gt;L'alba &amp;egrave; cos&amp;igrave; silenziosa e mi riposa; chiusi gli occhi e immaginai di srivere parole senza senso con le nuvole che il vento, pi&amp;ugrave; forte della brezza, soffiava via. E subito le dimentico.&lt;br /&gt;S&amp;igrave;, onestamente,immaginare di scrivere non aveva apportato grandi risultati.&lt;br /&gt;Schiudo gli occhi e sono nella mia stanza con ancora la voglia di scrivere, una voglia tale che decido addirittura di alzarmi e raggiungere la scrivania.&lt;br /&gt;L&amp;agrave;, sulla carta, avrei finalmente scritto la storia che avevo in mente!&lt;br /&gt;Lampada, carta, penna, single malt torbato liscio. E via, parte il sublime delirio, gi&amp;ugrave;, in picchiata, le prime parole sfociano sulla carta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La mattina si affacci&amp;ograve; tra le veneziane con due dita di luce tenue e apro gli occhi.&lt;br /&gt;Aprii gli occhi e quelle due scaglie di luce si posavano proprio su quelle tre parole&lt;br /&gt;che avevo scritto la sera precedente poco prima di perdere i sensi accasciato sul piano della scrivania. Interessante: avrei potuto scriverci sopra una storia, ben condita, una storia di perdizione e autocommiserazione, depressione e dolore. Una storia di morte, s&amp;igrave; di morte della mia creativit&amp;agrave;, morte dell'ispirazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Passare alcune ore in giardino forse mi avrebbe aiutato, curare le aiuole, potare gli alberi da frutto, era il momento ideale. Tagliare i rami e riporli in cassette aperte per farli seccare. Smuovere la terra dell'orto. Aprire i rubinetti principali e svolgere l'impianto di irrigazione. Alcune tubazioni vanno manutese. Quei momenti di lavoro pacato che liberano la mente dal grigiore.&lt;br /&gt;In questi momenti vorrei scrivere una storia d'amore, ma &amp;egrave; una storia d'amore non corrisposto.&lt;br /&gt;In questi momenti vorrei scrivere una storia di riscatto personale, ma &amp;egrave; una storia che narra di un riscatto pagato per riavere un ostaggio morto.&lt;br /&gt;Allora vorrei scrivere la storia di un fratello ritrovato ma &amp;egrave; un traditore che porta via&lt;br /&gt;la donna che ami ma non ti corrisponde perch&amp;eacute; amante di quel tuo fratello ritrovato&lt;br /&gt;dopo che aveva trascorsco gli ultimi anni in carcere, condannato per sequestro di persona. E ci manca solo che la persona ad esser stata sequestrata sia proprio io! Ma, ma che banalit&amp;agrave;! Niente, straccio anche queste righe ancor prima di scriverle.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Scrivere, scrivere, scrivere! Ma tutto ci&amp;ograve; che penso mi suona stupido, superfluo, scontato. Gi&amp;agrave; scritto. Gi&amp;agrave; sentito. Gi&amp;agrave; pubblicato. E' stato un successo. Milioni di copie vendute. Conferenze stampa, presentazioni, reading, talk show. Gi&amp;agrave; visto, gi&amp;agrave; fatto. Ma sono l'unico a capirlo? O forse sono l'unico a non riuscire nel proprio intento? Ha avuto un discreto successo persino quel tipo che scrisse storie disparate legate da un filo conduttore ridicolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Magari mi butto gi&amp;ugrave; dalla finestra della mia camera, o mi impicco al lampadario della sala da pranzo, come quella tizia del sedicesimo piano oppure... ma mi sa che ho gi&amp;agrave; scritto di questi fatti... non so. Non ricordo pi&amp;ugrave; nulla. Non so da quanto sono qui a nonsonemmenodove... &lt;br /&gt;Ricordo solo quel'onda immensa che mi strapp&amp;ograve; via dallo scoglio pi&amp;ugrave; alto mentre coglievo la brezza profumata di pino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;THOalex&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;</content>
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        <title type="text">FATTI ATTORNO AD UNA ASCENSORE - QUARTO: SENZA ACQUA (Il commesso viaggiatore pt 2)</title>
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        <published>2012-01-11T19:37:58+01:00</published>
        <updated>2012-01-11T19:37:58+01:00</updated>
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            <name>THOalex</name>
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        <summary type="text">Quando c'&amp;egrave; bisogno di acqua la gente va da Mr. Water, manco a dirlo.La gente si mette in viag...</summary>
        <content type="html">&lt;p&gt;&lt;em&gt;Quando c'&amp;egrave; bisogno di acqua la gente va da Mr. Water, manco a dirlo.&lt;br /&gt;La gente si mette in viaggio: Mr. Water non &amp;egrave; del posto, vive lontano, isolato, ma non solo; uno stuolo di guardie armate sorveglia il deposito continuamente, ogni giorno, ogni notte. &lt;br /&gt;Mr. Water non ha personale impiegato, gestisce tutto lui: accoglie, vende, incassa.&lt;br /&gt;Quando la gente ha bisogno di acqua si mette in viaggio fino al deposito di Mr. Water, alcuni percorrono migliaia di chilometri, d'altronde &amp;egrave; una necessit&amp;agrave;.&lt;br /&gt;A volte fanno il viaggio a vuoto, perch&amp;eacute; non hanno abbastanza denaro per pagare. E Mr. Water controlla il mercato, fa lui i prezzi e a piacimento. E non fa credito. A nessuno. Chi non pu&amp;ograve; permettersi l'acqua, noleggia l'uso in loco di depuratori.&lt;br /&gt;I depuratori sono installati in quattro zone ogniuna di esse gestita da, rispettivamente, Mr. Depuratore del Nord, Mr Depuratore del Sud, e quindi Mr.&lt;br /&gt;Depuratore dell'Est e Mr. Depuratore Dell'Ovest. Anche qui, per ogni zona, v'&amp;egrave; uno stuolo di guardie armate 24 ore su 24 e i quattro Mr. Depuratore non hanno personale impiegato, a parte le guardie, e gestiscono loro prezzi, vendite, incassi.&lt;br /&gt;La gente si reca ai depuratori munita di una tessera, come quella dei vostri supermercati, per&amp;ograve; qui &amp;egrave; obbligatoria; ci porta l'acqua pescata da qualunque fonte putrida e noleggia il depuratore, pagando tot al litro.&lt;br /&gt;Ad essere sinceri i Signori Mr. Depuratore sono piuttosto magnanimi con i poveracci che chiedono l'uso a noleggio dei depuratori e mantengono piuttosto stabile il prezzo del noleggio, in maniera da garantire &lt;br /&gt;una clientela fissa e quindi un introito relativametne costante. In ogni caso lo sfoltimento della clientela era gi&amp;agrave; dato dalle frequenti morti per malattie derivate dall'ingestione di acqua mal depurata. I vari Mr. Depuratore in qualit&amp;agrave; loro stessi di tecnici, mantengono al minimo indispensabile le condizioni dei depuratori, solamente in funzione di limitare al minimo la presenza di sostanze tossiche nell'acqua. Quasi tutto l'introito dei noleggi &amp;egrave; destinato almantenimento del deposito di Mr. Water e, d'altronde, i quattro Mr. Depuratore sono i suoi figli.&lt;br /&gt;In realt&amp;agrave; i depuratori sono gestiti bene dal punto di vista della mala manutenzione. Seguendo specifici schemi, statistiche, e dati rilevati in alcuni anni, modificando quindi i filtri e i circuiti di flusso dell'acqua, sono in grado, con un margine di errore ad oggi del 25%, di stimare e controllare i decessi della popolazione&lt;br /&gt;a seconda di come venivano gestiti fattori quali, l'et&amp;agrave;, il sesso, l'alimentazione, le sostanze presenti nell'acqua da depurare, i filtri usati, e altri fattori come il periodo dell'anno, le condizioni climatiche in generale eccetera. &lt;br /&gt;Perch&amp;eacute; tutto ci&amp;ograve;? Perch&amp;eacute; ad un certo punto Mr. Water aveva capito che il deposito non poteva durare per sempre e controllare il consumo di acqua incrementando i prezzi e riducendo cos&amp;igrave; parte della popolazione a morire di sete, avrebbe di certo portato ad una rivolta ingestibile. In giro c'erano molte fonti di acqua inquinata dalla quale chiunque si teneva ovviamente alla larga. Fu a questo punto che Mr. Water fece costruire i depuratori ai suoi figli.&lt;br /&gt;Ma in un mondo dove l'acqua in natura non c'&amp;egrave; pi&amp;ugrave; anche quelle fonti putride se sfruttate andrebbero troppo presto esaurite. Ecco che, dopo alcuni anni di gestine dei depuratori affiancata alla raccolta dati suddetta, si &amp;egrave; giunti a questa situazione; controllo dell'acqua e controllo dei decessi.&lt;br /&gt;Non ci sar&amp;agrave; soluzione diversa. Le mutazioni genetiche possibili perch&amp;eacute; l'organismo si abitui ad ingerire con naturalezza l'acqua inquinata, se fosse anche dimostrabile attraverso degli studi la loro comparsa, questa richiederebbe un tempo tale che a quell'epoca l'acqua, sia inquinata che quella del deposito, sar&amp;agrave; esaurita. &lt;br /&gt;Questa ipotesi &amp;egrave; pertanto ritenuta &quot;ridicola&quot;.&lt;br /&gt;Non ci sar&amp;agrave; soluzione diversa perch&amp;eacute; tutto &amp;egrave; gestito da Mr. Water e i suoi figli, non sono previsti investimenti per la trivellazione della terra alla ricerca di acqua, perch&amp;eacute; gli introiti sono sufficienti alle sole manutenzioni.&lt;br /&gt;Il rischio &amp;egrave; che la popolazione prima o poi capisca, se non l'ha gi&amp;agrave; fatto, quale &amp;egrave; la causa dei frequenti decessi, e la conseguenza ovvia sarebbe una rivolta della popolazione contro Mr. Water e i suoi figli, la conquista da parte della popolazione &lt;br /&gt;del deposito e dei depuratori e l'ottenimento del loro controllo. Per quanto gi&amp;agrave; spiegato in precedenza, ci&amp;ograve; porterebbe senz'altro alla catastrofe.&lt;br /&gt;Senza la guida, logica, fredda ma funzionale, di Mr. Water e figli, lo spirito di auto conservazione della popolazione si rivolterebbe contro loro stessi con intuibili conseguenze irrimediabili. &lt;br /&gt;Questa ipotesi appare illogica. Tanto che ad oggi, dopo tutto questo tempo, non vi sono mai state significative avvisaglie di sommosse.&lt;br /&gt;Quindi la storia finisce qua, non c'&amp;egrave; alcun racconto di nobili imprese condotte con coraggio e fede da un manipolo di eroi immolatasi alla causa. Non c'&amp;egrave; nessun gran finale dove i padroni, i cattivi, i nemici vengono sconfitti dopo memorabile battaglia. Non ci sono folle inferocite brandenti forconi e cartelli.&lt;br /&gt;Rimane uno schema da seguire preciso, calcolato e perfettamente rigido. Uno schema che causando vittime garantisce il mantenimento della specie.&lt;br /&gt;Dimenticate presto il rischio della rivolta, non avverr&amp;agrave;. Per l'invidia di tanti, qui il popolo sa cosa &amp;egrave; meglio per il popolo.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Allora come procedono le indagini? E quella busta scovata nel vano dell'ascensore del condominio, cos'era? Chiese il commissario.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;La busta... qui c'&amp;egrave; l'indirizzo vede... non era personale della vittima. La vittima doveva solo consegnarla a questo indirizzo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ah, fece il commissario, era un corriere dunque.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;S&amp;igrave;, un commesso viaggiatore. Dalle indagini la vittima risulta percepire un compenso. Forse, proviamo a fare una ipotesi, per gestire la corrispondenza tra un individuo, non ancora identificato, e una specie di associazione, pure questa ancora ignota.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;Ma, senta, questo indirizzo stampato sulla busta non corrisponde ad alcuno esistente... come siete risaliti al destinatario?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Abbiamo aperto la busta e letto il contenuto. Viene descritto un non meglio identificato luogo, dove in pratica la gestione dell'acqua &amp;egrave; affidata a cinque persone e... ma legga lei stesso Commissario. Sappia per&amp;ograve; che siamo risaliti ad alcune perizie psichiatriche eseguite sulla vittima e la stessa non doveva essere molto sana di mente. La corrispondenza che lui gestiva non era altro che frutto di sue paranoie, sono anni che va avanti! Commissario, questo era un maniaco depressivo che si &amp;egrave; suicidato.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;Eppure percepiva un compenso pur non avendo un lavoro fisso, non era dipendente di nessuno. Questa sembra una lettera importante che non doveva raggiungere il destinatario e il commesso potrebbe essere stato assassinato con quel bel volo dalla finestra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Commissario, lei scherza ovviamente. Questo presumerebbe che il contenuto dello scritto corrispondesse a verit&amp;agrave;. Ma dica, dove mai potrebbe essere un luogo simile? Mi scusi, ma i telegiornali ne avrebbero parlato magari un tantino, eh?&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;Beh, c'&amp;egrave; quella storia della &quot;tessera come nei vostri supermercati&quot;... sembra come... come dire... la storia di un altro pianeta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Certo e questa lettera doveva servire, che so, a far desistere il destinatario dall'organizzare una rivolta, mentre un'altra fazione, questa interessata alla rivolta, ha fatto uccidere il commesso e... &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alla fine tutto si concluse in una bella risata goliardica, una archiviazione per suicidio, e una bella pinta di stout al pub.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;THOalex 10-11/01/2012&lt;/p&gt;</content>
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        <title type="text">FATTI ATTORNO AD UN ASCENSORE - TERZO: IL COMMESSO VIAGGIATORE</title>
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        <published>2011-07-24T15:38:26+01:00</published>
        <updated>2011-07-24T15:38:26+01:00</updated>
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        <content type="html">&lt;IMG width=&quot;120&quot; height=&quot;90&quot; SRC=&quot;http://blog.libero.it/Accadimenti/getmedia.php?Jor%60zo%26imO%7Dg%60w_gh%60%7D%25%7E8734%3C104%25%3B%3Dc10%25%3Baiademk-d%7EpgimadcciA%3A%2566%27z%05kgonmghom%05jR&quot; border=&quot;1&quot; align=&quot;left&quot;&gt;&lt;p&gt;Quando vado nelle grandi citt&amp;agrave;, preferisco prendere una stanza di un bell'albergo; una stanza il pi&amp;ugrave; in alto possibile, &lt;br /&gt;Di quelle stanze cos&amp;igrave; in alto che devi per forza prendere l'ascensore. Di quelle stanze che d&amp;igrave;ano vista sul vasto panorama urbano.&lt;br /&gt;Allora, mi siedo sul davanzale di una delle grandi finestre di quella stanza. Mi appoggio al vetro, accomodandomi sul fianco,&lt;br /&gt;con la guancia posata sulla fredda superficie.&lt;br /&gt;Guardo le tiepide luci del tramonto affacciarsi all'orizzonte, attraverso la sottile fosch&amp;igrave;a e mentre il mio sguardo scende, immagino &lt;br /&gt;di cadere sempre pi&amp;ugrave; veloce verso l'asfalto, in mezzo al traffico instancabile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se non ch&amp;egrave;, quella sera ero particolarmente stanco, distratto, tramortito dai miei stessi pensieri; e non mi accorsi che la finestra era aperta. &lt;br /&gt;Quanto poco basta ad abbracciare la catastrofe e la linea che separa l'immaginazione dalla realt&amp;agrave; ha la larghezza di un davanzale. Ah, ah...&lt;br /&gt;Ha un che di ironico tutto ci&amp;ograve;; pensavo poco prima che il mio cranio si sfracellasse al suolo, un'auto spazzasse via le mie gambe, e il&lt;br /&gt;mio busto rimanesse tronco, appiccicato all'asfalto in quel piccolo spazio libero, in mezzo al traffico instancabile.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;THOalex - ??/??/2011&lt;/p&gt;</content>
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        <title type="text">FATTI ATTORNO AD UN ASCENSORE - SECONDO: STORIA SENZA MORALE</title>
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        <published>2010-07-04T13:30:40+01:00</published>
        <updated>2010-07-04T13:30:40+01:00</updated>
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        <summary type="text">Il primo passo verso la mia riabilitazione psicofisica, avevo deciso, sarebbe stato quello di sostit...</summary>
        <content type="html">&lt;IMG width=&quot;120&quot; height=&quot;90&quot; SRC=&quot;http://blog.libero.it/Accadimenti/getmedia.php?%28re.jgmmiJwugJw%7De%7C%60-%3F0%3C9801-%3B%3Dc00%25%3Baiademk-d%7EpgimadcciA%3A%2566%27z%05kgonmghom-%3FL&quot; border=&quot;1&quot; align=&quot;left&quot;&gt;&lt;p&gt;Il primo passo verso la mia riabilitazione psicofisica, avevo deciso, sarebbe stato quello di sostituire con un po' di attivit&amp;agrave; motoria, alcune delle facili soluzioni che il progresso metteva a disposizione della collettivit&amp;agrave;. Per esempio, l'usare le scale per salire al mio piano poteva essere un buon inizio.&lt;br /&gt;Il mio piano era il sedici. Sicch&amp;eacute;, raggiunto il primo piano, scelsi di chiamare l'ascensore, preso che fui dallo sconforto. Mentre le porte si richiudevano e l'ingegnoso macchinario iniziava a salire, pensavo che il primo passo per la mia riabilitazione psicofisica non aveva ottenuto il successo che mi ero figurato.&lt;br /&gt;Sul pianerottolo, andando verso il mio appartamento, vedo i carabinieri apporre i sigilli alla porta della mia vicina di casa. Era un gran bella figliola... Sapevo che si era suicidata due notti prima appendendosi al lampadario della sala da pranzo. Doveva pesare relativamente poco la ragazza; sicuramente, fossi stato io, non avrebbe retto. E comunque pensandoci meglio il fatto non avrebbe potuto sussistere: non ho il coraggio di compiere un atto cos&amp;igrave; estremo. &lt;br /&gt;Porto in giro la mia flaccida, deforme e ingombrante persona. Non ho un lavoro, non ho uno scopo, non ho interessi. Vivo con un sussidio statale e una pensione d'invalidit&amp;agrave; che non merito. Non ho e non cerco stimoli nei rapporti sociali, nella reciprocit&amp;agrave;, nella politica, nella cultura, nello sport. La televisione mi schifa tanto quanto la realt&amp;agrave;. &lt;br /&gt;Raramente, come poc'anzi, ho delle brevissime crisi di coscenza che mi portano ad agire con stupidit&amp;agrave; verso l'ovvio fallimento. Ma ancora non ho il coraggio di compiere un atto cos&amp;igrave; estremo. &lt;br /&gt;Una volta ogni due settimane porto la mia flaccida, vergognosa e ingombrante persona al supermarket, che sta a 500 mt da casa mia, con l'auto. Mi muovo con inconsueta rapidit&amp;agrave; tra gli scaffali, attraverso i corridoi, carico il carrello compulsivamente, dribblando gli spacciatori di offerte. Isterici, insistenti, avidi di individui da gabbare con quiz stolti o gratta e vinci di sorta che promettono premi spropositati e irraggiungibili con il solo acquisto di 8 kg di cozze surgelate. E decine di quegli individui affollano le casse con almeno un paio di quelle confezioni da otto kg di cozze surgelate a testa, almeno due quiz sbagliati e altrettanti gratta e vinci perdenti.&lt;br /&gt;L'inettitudine di talune casserie che rallentano la fila: &quot;con 3700 punti e aggiungendo solo dai 120 ai 250 euro, puoi scegliere tra una pirofila in ceramica decorata a mano o un set di bastoncini cinesi in radica intarsiati&quot;....&lt;br /&gt;La testa mi gira violentemente e vorrei solo compiere una strage. Ma la mia proverbiale inedia mi impedisce di reagire. E penso solo al momento in cui sar&amp;ograve; a casa ad ingollare birra ghiacciata, giocando a 'carmageddon'. L'unico gioco che mi possa interessare.&lt;br /&gt;Purtroppo, al mio turno, la cassiera mi si rivolge con qualcosa di pi&amp;ugrave; del solito 'buongiorno' stentato: &quot;Complimenti! Con l'acquisto di questi tre prodotti ha la possibilit&amp;agrave; di vincere 500.000 euro! Prego, prenda questo gratta e vinci!&quot;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Guidavo tranquillo, a passo d'uomo, percorrendo i 500 mt tra il supermarket e il mio condominio, con la spesa nel bagagliaio e il solo desiderio di birra ghiacciata e 'carmageddon'. Un autoarticolato non rispetta la precedenza e mi travolge facendomi schiantare contro il muro di cinta del parcheggio del condominio.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Adesso sono all'ospedale in sala rianimazione, dopo 4 ore di operazioni. Catetere, flebo, respiratore, medici, infermiere.&lt;br /&gt;Curiosi, visitatori, chiassosi anziani urlanti che si svegliano nel cuore della notte, assistenti, inservienti, segretarie, tre mesi di prognosi. E poi riabilitazione, farmaci, diete, 30 kg in meno, niente fumo e niente alcolici.&lt;br /&gt;Incredibile cosa riesco a sopportare con cinquecentomila euro in tasca. (e non avevo neanche dovuto comprare 8 kg di cozze surgelate!)&lt;/p&gt;&lt;p&gt;THOalex (04/07/2010)&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</content>
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        <title type="text">FATTI ATTORNO AD UN ASCENSORE - PRIMO: UNA DINAMICA RELAZIONALE</title>
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        <published>2010-05-15T15:42:34+01:00</published>
        <updated>2010-05-15T15:42:34+01:00</updated>
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            <name>THOalex</name>
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        <content type="html">&lt;IMG width=&quot;120&quot; height=&quot;90&quot; SRC=&quot;http://blog.libero.it/Accadimenti/getmedia.php?%2Cre.jgmmiJwugJw%7De%7C%60-%3F889228-%3A%3Da00%25%3Baiademk-d%7EpgimadcciA%3A%2566%27z%05kgonmghom-%3FL&quot; border=&quot;1&quot; align=&quot;left&quot;&gt;&lt;p&gt;Certamente non era attraente. Sulla quarantina, si poneva sempre in modo trasandato; non per l'abbigliamento per il quale teneva, forse costretto dal lavoro, uno standard piuttosto elegante, bens&amp;igrave; per il suo proprio aspetto.&lt;br /&gt;La capigliatura era spesso disarmonica,&amp;nbsp; impiastricciata da una evidente eccessiva secrezione sebacea e la forfora gli copriva le spalle, luccicando imbarazzante, sopra il completo nero che indossava inconscenziosamente talvolta. Il viso pallido, arrossato dalla costante sudorazione; le mani, infettate dalla medesima sintomatologia,&lt;br /&gt;le asciugava ripetutamente lungo i fianchi. Disgustoso.&lt;br /&gt;Quando lo incontravo in fronte l'ascensore, gi&amp;agrave; mi sentivo in ansia al pensiero sulla difficolt&amp;agrave; a respirare che avrei dovuto sopportare non appena vi fossimo saliti: l'abbondante quantit&amp;agrave; di deodorante che portava si mescolava all'acido odore proveniente dalle sue ascelle, rendendo in pochi istanti l'aria densa, soffocante, dolorosa.&lt;br /&gt;Questo supplizio, aggiunto a quanto gi&amp;agrave; detto, non poteva che svelarmi scontrosa e ben poco propensa nemmeno al minimo scambio di cordialit&amp;agrave;.&lt;br /&gt;D'altro canto lui stesso non osava emettere alcun suono, ammutolito da quello che ero convinta essere imbarazzo, reale vergogna per se stessi.&lt;br /&gt;Un atteggiamento il suo mal celato, tanto che avevo l'assurda sensazione di sentirmi colpevolizzata. Come se fosse mia responsabilit&amp;agrave; la sua condizione. Ero l&amp;igrave; che quasi rasentavo la paranoia per colpa di quello spregevole individuo con quel suo atteggiamento.&lt;br /&gt;Intendiamoci, io sono una donna alta, dalle gambe lunghe, slanciate; dal fisico atletico e asciutto; ho un seno del quale posso vantarmi, e sono bella, e sono affascinante...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E probabilmente quel povero imbarazzante indivduo, che lei incontrava ogni giorno e con il quale sopportava quei due minuti di ascensore, non una parola, appena qualche fugace incontro di sguardi, avrebbe voluto dirle qualcosa. Rivelarle un pensiero che lo affliggeva. Un pensiero intenso che lo faceva soffrire, che lo struggeva. E ogni volta che la incontrava egli impallidiva, sudava. Sudava tanto, e il sudore gli guastava i capelli...&lt;br /&gt;Ma di questo pensiero lei non sapr&amp;agrave; mai nulla.&lt;br /&gt;Gioved&amp;igrave; mattina alle ore 5:37, nella cucina del suo appartamento al sedicesimo piano, la sedia perdeva equilibrio cadendo, lasciandola appesa per il collo alla corda.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;THOalex (manoscritto del 08/05/2010)&lt;/p&gt;</content>
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