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Un blog creato da signor_omicidi il 08/01/2012
 
 

 

S_O VS La Siora Carmela

Post n°79 pubblicato il 24 Aprile 2012 da signor_omicidi

La Signora Carmela è un essere vivente a sè stante, sembra l'anello di congiunzione tra un mastodonte e un australopiteco. Non è proprio cecata, ma se le lenti dei suoi occhiali fossero utilizzate sul telescopio Hubble probabilmente si sarebbe in grado di scorgere i confini dell'universo. L'altro ieri ho avuto la "Fortuna" di incontrarla e mi ha seppellito di parole (tutte rigorosamente inutili). "Ti vedo un po' patito, ma mangi?" Sapeste la fatica che ho fatto a convincerla che se il suo metro di magrezza è il bisonte marino allora anche me medesimo sulle soglie dell'obesità senile sembro uno stuzzicadenti. D'altronde a questo donnone che d'emiliano è rimasto solo l'accento, che danza nel suo adipe come un TIR sulla Salerno - Reggio Calabria e che è snodabile come una putrella d'acciaio sembriamo tutti abitanti dell'oasi Subsahariana. Magri e palesemente incapaci... Ieri voleva insegnarmi a rompere le noci di cocco con le nocche delle dita. Ho risposto che ci riesco benissimo con la testa e che per me va bene così... D'altronde ha il curriculum zeppo di atrocità come quella di uccidere i polli vivi con la forza del pensiero. Più semplicemente guarda la gallina vittima sacrificale, si avvicina a lei e poi invasata di Wrestling compie la famosa mossa del Banzai Drop (Una tecnica caduta ormai in disuso. Si effettua salendo sulla seconda corda all'angolo del ring e cadendo all'indietro addosso all'avversario colpendolo con il sedere. Secondo gli esperti l'impatto è paragonabile a quello di un asteroide che viaggia a 8 x 10 alla settima km al secondo! Inutile affermare che dopo tale trattamento del povero pollo non restano neanche le penne, ed è già pronto per finire in brodo. Comunque mi ha detto che uno di questi giorni deve assolutamente invitarmi a cena, non ho ancora capito se è una promessa o una minaccia o se ha intenzione di usarmi come pietanza principale come si usa nelle migliori tradizioni delle popolazioni cannibali Niam Niam (o Gnam Gnam?). Non farebbe sto gran affare, i miei famosissimi "Lardomnali" (addominali cinti da faglie di grasso spesse come calotte polari) sono abbastanza stoppacciosi a causa di trattamenti intensivi di mascarpone e nutella... Poi dovrebbe fare dieta come un boa per riuscire a digerirmi completamente e so per certo che la parola Dieta è stata depennata dal suo vocabolario nell'esatto istante in cui è nata! Per lei se sei a dieta o soffri d'anoressia o stai per morire... Per non contraddirla le ho detto che sono solitario come il Verme solitario e lei preoccupatissima s'è adoprata per scrivermi una ricetta contro la tenia a base di Verze Sofegae (cotte con costine di maiale e salsiccia) e panna acida e cruda... Non sono sicuro possa uccidere il parassita, ma di certo farebbe star male qualsiasi persona con una normale digestione. Nel Salutarmi ha provato ad abbracciarmi e per poco non mi frattura la spina dorsale... Nel ricordarle che io non sono un pollo, sorridendo ha risposto. "Con quegli occhi al massimo sei una salamandra"... Grazie signora Carmela, ti stimo dall'alto della mia bastarda indole e così farò in modo che la nuova mucca di mia zia porti il tuo nome, per l'eternità, o almeno finchè muore... la mucca intendo!

 

Non pesa più il tuo corpo nudo,
non manca come il giorno di Natale,
il letto vuoto è ormai consuetudine
e i giorni sgranano nel suo disfarsi.
La nostalgia ha chiuso le imposte
si lascia leccare solo di tanto in tanto
ma non ha più l'acro sapore del fiele.
Ho tracciato l'ultimo segno bianco
un limite invalicabile, un frugare di paure
cova all'ombra un ardore sommesso.
e oggi sarà solo uno degli infiniti inizi
che ci dettiamo per sopravvivere...



 

"Aspettare qualcosa che mai arriverà e come vegliare su un'infinita insonnia"
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S_O VS La Rivoluzione Francese

Post n°78 pubblicato il 22 Aprile 2012 da signor_omicidi

Nipote XYZ: "Zio, mi spieghi come fu che avvenne la Rivoluzione Francese?"
Non è facile spiegare ad un bambino di 6-7-8 anni (cavolo non mi ricordo quanti anni abbia mio nipote) i prodromi, gli antefatti, il prequel, il susseguirsi dei fatti e l'epilogo di uno degli eventi più importanti della storia europea dopo l'Oktoberfest. Ma si sa che i Francesi dopo aver tentato di scopiazzare (con scarsi risultati) dagli italiani la pizza, cercarono di copiare dagli Americani la Rivoluzione Americana, ma che per non destare sospetti chiamarono Rivoluzione Francese. Secondo molti studiosi, storici, bibliografi, biografi, autobiografi, e soprattutto parigini compagni di merende che si ritrovano con un bottiglione di Chateauneuf-du Qualchecosa al Place de Vosges, la French REvolution come i French Toast scoppiò per sbaglio. Le migliori ricostruzioni dell'evento riportano dello stato d'animo del Re Luigi XVI° il quale affacciandosi al suo balcone il giorno 14 Luglio 1789 avrebbe declamato una frase che avrebbe fatto epoca: "Oggi sarà la solita giornata del Caxxo". Il povero reggente (ma non auto reggente) non avrebbe mai immaginato che dall'altra parte di Parigi un povero e raffreddatissimo Robespierre sindacalista mancato e compagno di tressette di Angeletti, Camusso e Bonanni, dopo esser apparso nudo alla festa del 1° Maggio in Rue Morgue (avrebbe ispirato così un noto racconto di Poe) avrebbe declamato un'altra frase che avrebbe fatto Epoca (o forse solo un gran casino): "szolo ud addimo, brendo la bastiglia e dorno". E così si narra che mentre lo stesso giorno Danton (i), Marat, Robespierre (Rob Roy per gli amici), Saint Just si trovassero nella sala della PallaCorda a giocare a palla avvelenata, entrasse un giovanissimo Nanni Moretti che infervorato ed eccitatissimo annunciò l'inizio delle ostilità. Fu allora che i Fab Four (altro plagio dai Beatles) declamarono un'altra frase che fece Storia: "Che vuoi farci... so' ragazzi..." Il resto è cosa nota: dopo alcuni anni un francese di origini italiane (nacque all'Adijaccio sotto un cielo di stelle (o in una stalla non è certo) sul suolo della Santissima Repubblica delle Banane Italiane), un megalomane, un politico, un generale, un dittatore, un imperatore, un ladro, ma soprattutto colui che ha praticamente buttato nel cesso tutto quello che era stato conquistato con la rivoluzione francese, un certo Napoleone, avrebbe fatto di sè L'imperatore del mondo scopiazzando quello che allora era il moto del mitico Dottor Zero (dal Cartone animato giapponese I Cyborg) ovvero "Il mondo è mio".

Mastico troppo lento,
assimilo male gli attimi,
le nuvole e le briciole di pane.
Distrarsi al mattino presto
è come irrorare il cuore
di un vino secco
di un'insolita primavera.
Non voglio perdermi
nelle ciance inutili del momento,
ma affondare i denti nel quotidiano,
bagnare le labbra di caffè e cannella
con uno sguardo opaco ai fili recisi.
Ecco la ricetta del giorno immoto:
un dolore figlio dell'essere
e qualche avvisaglia d'autunno.




“E’ nel momento del ricordo che la vita si complica”
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S_O VS il Medico Curante

Post n°77 pubblicato il 21 Aprile 2012 da signor_omicidi

Capita sovente anche a me di dover andare, almeno una volta l'anno, a trovare una persona, un professionista, un illustre, un illuminato luminate particolare: non sto parlando dell'omino che fa i 730/740... Sto parlando del medico In-Curante di base. D'altronde stiamo parlando del MIO medico, di uno che porta il nome di uno dei più valenti condottieri romani, ma che di valente non ha assolutamente nulla, anzi non appena mi vede nel suo pseudo laboratorio che assomiglia incredibilmente alla Bat Caverna mi accoglie con una frase simile a questa "Proprio te cercavo, non riuscivo a risolvere le parole crociate della Famiglia Cristiana". In fondo però gli voglio bene, so che ha buttato via metà della sua vita sui libri, per imparare 5000 parole in più dei propri pazienti, per farsi dare da questi un sacco di soldi prima di annunciare loro morte certa. È l'unico carnefice che si fa pagare dalle proprie vittime per ammazzarli, il tutto nel pieno rispetto delle leggi.
Mi ricordo di quella volta che con la gola in fiamme sono andato a trovarlo per un consulto e non appena esposto il mio problema la sua risposta è stata "Hai provato con una caramella balsamica?"... Scoprì a mie spese di avere una tonsillite in fase acuta. Ma lo fa solo con me, forse crede che io sia Iron Man sotto mentite spoglie, o al contrario vorrà mandarmi all'altro mondo per vedere se l'Altissimo accetta anche anime come la mia. Ho notato che se mia sorella va a fargli visita con mezza unghia scheggiata la manda a fare la TAC, se vado io al massimo mi chiede se ho visto l'ultima puntata di Grey's Anatomy e alla fine mi saluta con frasi del tipo "S_O, hai una patologia di natura idiopatica" che tradotto vorrebbe dire "S_O non ho idea di che cazzo tu abbia". Ho sempre sospettato che le signore ultranovantenni che sembrano quasi il corredo del suo studio vista la periodicità con la quali le incrocio, ne sappiano più del medico stesso... L'altro giorno una di loro mi ha confessato di aver avuto una "colangiocolecistocoledocectomia"... Ho dovuto consultare tre enciclopedie mediche per scoprire che altro non è se non l'asportazione della cistifellea... A dire il vero non appena me l'ha pronunciata stavo andando in crisi di panico.... Forse sono uno dei tanti mortali a soffire di "Hipopotomonstrosesquipedaliofobia" (paura delle parole lunghe)... Ecco! Dovrei andare dal medico, oggi, domani o forse più avanti... Mah, forse ci ripenso, magari visiono un po' di puntate del Dottor House e scopro come curarmi da me, anche se a guardare bene quel Dottore un po' sclerotico e zoppicante ho sempre avuto il sospetto che fosse una sorta di controfigura di Mc Gyver...


La radice di ogni problema
affonda infettando l'anima,
crogiola in un male pulsante,
una fucina di un'anima marcia,
si ciba della linfa del tempo
e cova latente il colpo inferto.
Sgranare i giorni al cospetto
di un'attesa volta all'immoto,
posterga il fragorio del tuono,
il rombo di un disgregarsi d'ossa,
un odore violento d'assillo...
Distendo le tende oltre il sole
e allargo per un attimo gli arti,
se si vive anche d'un attimo,
lo sbranerò sino al midollo
e del resto farò cenere e fuoco,
parole astiose donate al vento...





"Le ossa torneranno in una scatola e nessuno potrà dire che le ceneri di questo opaco vivere hanno tutte un colore diverso"
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S_O VS Le Offese

Post n°76 pubblicato il 20 Aprile 2012 da signor_omicidi

Nipote Xyz: "Zio, lo sai che a scuola un mio compagno mi ha insultato?"
S_O: "E che t'ha detto?"
Nipote Xyz: "Che sono un Bastardo"
Io l'ho sempre detto: l'insulto è la più antica forma di saluto nota all'uomo. In Italia sta velocemente scavalcando il povero "Ciao" (non il motorino) che sta per esser depennato da qualsivoglia dizionario della lingua italiana dall'Accademia della Crusca in quanto obsoleto.
In Veneto l'insulto non viaggia mai solo, anzi è spesso coniugato con il più mite sinonimo di finezza del mondo: ovvero la bestemmia. Ma su questo non ci sono tesi convalidate in modo unanime, anzi molte sono le eccezioni... Penso al mio vicino che usa la bestemmia non come intercalare, bensì come Soggetto, Verbo e Complemento Oggetto... oltre che come Saluto. Per questo parlare con lui è diventato difficoltoso... Mi ricordo che pure il parroco del paese ha tentato di farlo rinsavire, ma non appena Sottiletta (così si chiama il mio vicino) ha iniziato la replica il povero prelato è svanito, incenerito, sublimato, perito per autocombustione. Neanche lui è sopravvissuto al malefico... Anche l'esorcista ha gettato la spugna ed è andato ad ubriacarsi di Gin Tonic e grappa al Rabarbaro alla taverna "L'altro Dio".
D'altronde anche il compagno di classe di mio nipote macina insulti che sembrano chicchi di caffè. E non appena l'ho fatto notare al genitore, lui mi ha risposto con una gentilezza disarmante che "Porco qua porco là non è colpa mia e quella baldracca della Tv che, porco qua, porco là, con tutti quelle persone deficienti che non sanno parlare, porco qua porco là e dicono solo puttanate!" Dopo una rivelazione del genere il sole s'è eclissato per 5 minuti.
purtroppo anche offendere le persone come tutte le cose sta diventando un'arte. Così i più intellettuali non ti dicono "bastardo" ma semplicemente " Figlio di un rapporto extraconiugale!".
Nipote Xyz: Zio, cos'è un bastardo?"
S_O: "Il bastardo è un individuo che, se ha la possibilità anche minima di nuocere al prossimo, lo farà. I motivi apparenti possono essere infiniti, ma la ragione ultima è sempre, semplicemente, che è un bastardo. Chiedersi perché si comporta come tale è come chiedersi perché un uccello vola, un pesce nuota o una donna sclera: è tutto nell'ordine naturale delle cose...."
Nipote Xyz:"E io cosa gli rispondo?"
S_O: "Quello che diceva sempre a Gigione il povero Parroco prima di esser incenerito: "Sei la Progenie della Mucca Carmela che frequentava Tori di cattiva fama"


Scivola lenta un'eco di voce
mille giorni come boccioli
assetati sono avvizziti
e sotto coltri troppo pesanti
ansima agonizzante un riflesso.
Questo rantolo che accarezza il vento
e che fioco decora le ore del giorno
lo imprigiono in sorde rime dischiuse
mentre il buio compie la sua danza di stelle...
Un vocio sale in gola diventando arsura
come le afone gocce e i levigati rintocchi
notturni in cui ansiosamente palpitano
intrepidi sogni lasciati marinare,
ancora acerbi e lievi per fiorire
ma che in fretta guizzano dagli occhi
resi fin troppo muti dal troppo torpore...


"Al Freddo si giace spesso nel tepore di mille ricordi lasciati spegnersi"
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S_O VS L'Addio Doloroso.....

Post n°75 pubblicato il 19 Aprile 2012 da signor_omicidi

E' morta Turgenev... E voi direte e chi se ne frega? Avete ragione, ma io ero legatissimo a quella povera mucca, talmente legato che mio Zio voleva seppellirmi assieme a lei. Alla veneranda età di 13 anni ha detto basta. 5 figli una quantità industriale di latte, formaggio formaggini, letame e biossido di azoto e poi kaput, senza mai andare in pensione, senza mai protestare per il troppo lavoro, senza mai chiedere un aumento di foraggio, biada, paglia, fieno e quel cavolo che una mucca inghiotte nella sua vita, senza mai andare dal dentista, e i suoi 32 denti ancora al loro posto. Beata lei ho pensato tra me e me. Mio Zio voleva molto bene a Turgenev e mia Zia ne era gelosa. Pure essendo un uomo la capisco, vedere il proprio marito svegliarsi tutte le mattine alle 5 per più di un decennio per andare a toccare le tette ad un'altra femmina non deve esser stato piacevole. Poi mia Zia si consolava vendendo il latte a destra e a manca per pagarsi le sedute dal parrucchiere... Una sorta di terapia contro il nervoso, mi dicono, onde evitare che la vera mucca pazza diventasse lei. E a proposito non appena mio Zio sentì al telegiornale di questa fastidiosa sindrome, chiamò di corsa uno psichiatra per animali e mise Turgenev in cura... La parte più difficile fu quella di farla stendere sul lettino... Durante le sedute (o le sdraiate devo ancora capirlo) si realizzò che la mucca avrebbe voluto far altro nella vita, non le bastava aver vinto il primo premio come mucca più bella della contrada (una sorta di concorso di Miss Vacca), avrebbe voluto viaggiare, vedere il mondo.... Fu allora che mio Zio quasi commosso sino alle lacrime la caricò sul furgoncino e la portò in viaggio premio ad Asiago, a pascolare erba differente di quella "arricchita" da monossido di piombo, zinco e carbonio delle nostre parti... Lì conobbe la sua prima "fiamma" (il suo Primo Amore) Wu Ming, un toro extracomunitario clandestino e senza permesso di soggiorno. Dalla loro unione "naqquette" Mandarino il loro primo genito. Ma in Turgenev rimase quello spirito libero di evaso evasore che la spinse a cercare la fuga il prima possibile. Erano gli anni difficili, quelli della ribellione animale, quelli che portano le mucche a comportarsi da arteriosclerotiche, annebbiate da estrogeni naturali (insomma i comportamenti classici di tutte le donne che ragionano più con gli ormoni che con la testolina). E così ricordo ancora quel giorno in cui mio Zio ci chiamò piangendo raccontandoci della fuga solitaria verso il tramonto della povera Turgy che la portò a cercare di salire su una Mercedes prima dal lato passeggeri, poi dal tettuccio... Qualcosa come 8 mila euro di danni, anche se lo psichiatra non interpretò il gesto come un tentativo di abbandonare i pascoli natii bensì come l'invidia provata da Turgenev verso la Mercedes (non si è mai sentito di una berlina con la cellulite). Fu tuttavia un episodio isolato e i successivi amanti furono tutti autoctoni, indigeni, aborigeni, insomma consoni al detto "Moglie e Buoi dei paesi tuoi". E ora lasciatemi al mio lutto. Volevo bene a Turgenev, il nome gliel’avevo dato io e oggi al suo funerale leggerò queste parole "O miti sentimenti e morbidi suoni, bontà e calmo silenzio dell'anima turbata, gioia e tenerezza delle prime commozioni amorose, dove siete, dove siete??? (Primo Amore di Ivan Sergej Turgenev)... Perchè Turgy era una gran mucca, una con i controcaxxi....

 


Ti ho lasciato sbranare il mio corpo
un metro e ottanta di cenci e cocci,
t'ho sentito farlo senza un lamento
racchiuso com'ero nel mio spazio
incline ai groppi in gola e ai magoni...
Neanche le polveri migliori possono
farti dimenticare le Domeniche di buio
seppellite al di là del rimpianto.
Tutte le catene che mi sono ripromesso
sono riposte alla soglia del tuo dire.
Ha vinto l'inedia di una vita insensibile
e la stabilità non cede il passo al pianto.
Una spoglia carcassa che riposa al sole.
Niente più oppone resistenza ormai,
indossando questa strada morta
mi preparo per l'ultimo lutto...




"Niente è eterno, neppure il caos di una vita disordinata"
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