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Post n°6 pubblicato il 26 Agosto 2008 da der.Adler
La felicità si insinua dentro la tua vita attraverso una porta che non sapevi di aver lasciato aperta... ... ed immancabilmente fugge via da una finestra che credevi fosse ben chiusa! Va bene... e dopo quest'autentica Perla di Saggezza, nonché profondamente mortificato nello spirito per l'assurda serata appena conclusasi (se me ne fossi rimasto a casetta a stirarmi quei sei metri cubi di roba che sono di là, sarebbe stato tutto molto più eccitante)... dicevo... dopo tutto ciò... stacco per una 20-ina di giorni. Me ne torno un po' al Pietrame Natio, nell'accogliente abbraccio materno. Forse faccio ancora in tempo ad evitare che Sua Miliardità mi cancelli dal testamento... forse... :-) |
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Post n°5 pubblicato il 24 Agosto 2008 da der.Adler
I bambini non mostrano facilmente la loro innata immaginazione, curiosità e capacità di sognare. [R.D. Laing – psichiatra scozzese] Anita, italo-tedesca, è una bimbetta di quattro anni (forse cinque) incontrata sul volo da Amburgo a Monaco, un Angelo con gli occhi fatti di cielo ed i capelli dipinti dal sole. Ha un gonnellino bianco a pieghe, una calzamaglia bianca ed una maglia azzurra sul quale cascano i suoi riccioloni biondi. E' seduta dall'altra parte del corridoio, a circa mezzo metro da me. Dal suo lato, sul sedile centrale c'è sua mamma italiana, mentre dal lato finestrino c'è il papà tedesco. L'assenza di comunicazione ha effetti devastanti e ben noti, ma in quel frangente i miei pensieri si sono fermati molto prima... o forse sono andati molto oltre. «Ciao... Cosa disegni?» Lancio uno sguardo a sua mamma; un sorriso appena percettibile le ricama le labbra. «Bellino! Ascolta... ma tu le sai disegnare le Fatine?» Il suo viso si apre in un sorriso folgorante, roba che ammansirebbe finanche un demone. «La disegnamo?» le chiedo. Non rispondo. Quella domanda va ignorata perché lei deve avere la certezza che le verrà un incanto. «Gina vive nel bosco, quindi potresti cominciare col disegnare degli alberi... tanti alberi» Il suo papà biologico ci guarda stranito, quasi la cosa non lo riguardasse. Sua mamma sembra sorpresa, ma non dice nulla. «Dai, ne disegnamo un'altra?» mi chiede. Ancora quel sorriso disarmante... «Allora... capelli biondi...» Mi guarda con l'espressione di chi non ha capito nulla, ma va avanti. «Anche il suo lago è vicino la tua casa?» Si sente un rumore provenire dal fondo dell'aereo; Anita sobbalza e guarda sua mamma, impaurita. «Hey piccola, non è nulla» gli dico. «Il pilota ha tirato giù il carrello. Siamo quasi arrivati» In aeroporto ho giusto il tempo di tuffarmi nel prossimo aereo. Avrei voglia di abbracciarla, di stringerla forte, ma mi rendo conto di aver già esagerato con lei. Gli scompiglio i capelli con la mano e mi fiondo verso il prossimo gate... |
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Post n°4 pubblicato il 23 Agosto 2008 da der.Adler
Tempo fa mi fu detto: "Cerca la Chiave che apre i Cancelli del tuo Regno". Credevo di aver trovato quella Chiave in un donna straordinaria, un torrente di luce che ha fatto brillare le sponde di una dimensione surreale, un luogo al di là di qualsiasi epoca... eppure meravigliosamente reale. Sono stato felice, davvero tanto felice, ma la Chiave non era lì. Quando lei è sparita ho compreso che i miei Cancelli andavano aperti dall'interno. Non dovevo entrare nel Regno del quale lei era stata Regina, bensì scappare via dalle Ombre che quel luogo custodiva. Il peso dei miei incanti era insopportabile perché io potessi sostenerlo. E così ho cercato la Chiave in me, nel mio futuro, nel mio nuovo modo d'essere. Ho seguito percorsi che mi hanno portato in un paese lontano, vagabondando fra le magiche atmosfere di boschi millenari. Ed allora ho ripreso il mio Cammino, ignorando le urla del mio stesso sangue, fingendo di non vedere i nuvoloni grigi che solcavano il cielo della mia Anima, e sono arrivato nel Posto Che Non C'è. Questa sera ho riascoltato il battito di quelle Ali. L'ho ritrovato qui, nelle tue lettere, in quei racconti meravigliosi che mi hai dedicato. Le mie emozioni nel rileggere quei fogli non cambierebbero neanche dopo la milionesima volta. Ho visto nascere quei racconti dalla tua gola mentre eri qui da me, con me che, non so come, quell'incantevole ordito fiabesco ho saputo ispirare. Ma come la Strega dai lunghi capelli neri, tempo fa anche tu sei sparita e la ragione la conosci solo tu. Al resto del mondo non interessa, vero? |
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Post n°3 pubblicato il 16 Giugno 2008 da der.Adler
Questa Notte ha tante Spire... |
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Post n°2 pubblicato il 16 Giugno 2008 da der.Adler
Sono sulle note di Enya, un luogo dove talvolta mi rifugio per essere lambito da suoni che aprono magiche Connessioni con il mio Centro. Lothlorien (Shephered Moons - 1991) - E' un risveglio nel bosco! Quelle note ti raggiungono attraverso ogni senso. Ecco, quella Magia ora è qui, in me e fuori di me, nelle parole che scrivo, nelle immagini che si formano nella mia mente e che non riesco a trascrivere, nella musica che mi culla, nei boschi qui intorno... Io sono qui, con i miei sogni ed i miei castelli fatti d'aria, in un paese dove il buio ed il gelo non han casa. La pallida Banshee, con gli occhi rossi di secoli di pianto, non è più dietro la mia finestra. Le stridenti note del suo canto funebre non trapassano più la notte. Vorrei appartenere ad un Passato in cui l'uomo non era prigioniero delle rigide geometrie della logica, un tempo in cui custodiva i suoi Segreti fra le pagine solenni dei Grandi Libri di Pietra, meraviglie fra le quali aleggiava il soffio del misticismo, spazi che riempiva con i canti delle sue Sacerdotesse... Un tempo conoscevo quella Grammatica, ne distinguevo i fondamenti ancestrali nelle immagini disegnate da una Strega che danza intorno al fuoco. Ora quelle immagini sono poco più che sbiaditi ricordi di un passato ingiallito, avvizzito, sepolto dalla futilità di un inutile susseguirsi di giorni avari di ogni emozione... Deireadh An Tuath (The Celts - 1992) - 1 minuto e 42 secondi di Magia... Ad un tratto uno strumento dal suono antico scocca una nota così profonda che sembra provenire dal centro di una stella lontana. La Luce delle Stelle: succede che posi lo sguardo su un piccolo puntino luminoso lassù e ciò che vedi è com'era quell'astro centinaia di migliaia di anni fa, forse milioni. Forse quella lucina, tremolante ed incerta, è la radiazione emessa da un oggetto che ora non esiste più, esploso, disintegrato prima che l'uomo schiudesse gli occhi al Cielo lasciandosi rapire dalla sua Immensità. Ecco cosa farò questa sera: raccoglierò le Stelle dai Prati del Cielo e le intreccerò in una Ghirlanda... anche se poi non saprò cosa farmene :-) |

Inviato da: dolceamore.maria
il 27/08/2008 alle 01:08
Inviato da: der.Adler
il 24/08/2008 alle 22:34
Inviato da: gelsomina_a_volte
il 24/08/2008 alle 21:53
Inviato da: der.Adler
il 16/06/2008 alle 22:31
Inviato da: der.Adler
il 16/06/2008 alle 22:28