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IL COLORE DI JUVENTUS - BAYERN

Post n°831 pubblicato il 13 Aprile 2013 da AlexNews
 
Foto di AlexNews

Tanto per parafrasare le vignette che vanno tanto di moda su Facebook... Il Bayern è troppo forte. Il caso è chiuso.

O almeno lo è per questa Juventus, volonterosa, anche organizzata se vogliamo, ma fisicamente e tecnicamente non all'altezza del confronto con una delle squadre da diversi anni al top del ranking europeo. Il doppio confronto dei quarti di finale di Champions ha messo a nudo questa realtà che, per quanto possa essere triste per i tifosi, è da accettare e da prendere come punto di partenza se davvero la volontà è quella di tornare, come movimento, competitivi in Europa. Ora come ora alzare la Coppa dalle Grandi Orecchie è solamente un sogno proibito. Un po' come quello che abbiamo vissuto mercoledì sera allo Juventus Stadium.

Ammetto che era da diverso tempo che non avevo una tensione così elevata per la partita della Juve tanto da iniziare sin dal mattino ad avere quel blocco allo stomaco tipico dei grandi eventi. Perché, come si diceva la volta scorsa, la razionalità non avrebbe potuto lasciare spazio ai sogni, ma il cuore, beh a quello non si comanda (e io ne so qualcosa), e ha finito per spingere anche la ragione ad immaginare costantemente quanto sarebbe stato bello, unico e speciale ribaltare i pronostici, eliminare il Bayern Monaco e fare una mega festa dentro lo stadio. Poi magari i due aspetti si fondevano. Per esempio si cominciava con un più razionale "Magari riusciamo a fargli un gol subito, anzi in ogni caso, un gol lo facciamo e poi ci scateniamo alla ricerca del 2-0" "Non passiamo il turno ma li facciamo dannare" "E se segnano di nuovo subito?" "0-0 fino a 10 minuti dalla fine poi segniamo due gol". Una ridda di sogni, teorie, speranze che però testimonia molto bene come il mio pensiero della giornata fosse indirizzato esclusivamente alla partita. O come direbbero gli amici più stretti "O quasi", ma questa è un'altra storia...

Per fortuna la tensione è stata salvata da un paio di colazioni con ottime amiche, dalle scartoffie della Pro Loco... e onestamente anche da un quantitativo di sigarette decisamente superiore al solito. Ho accolto la partenza per Torino con un certo sollievo. Di ore ne mancavano ancora tante, ma avvicinarci anche fisicamente all'evento è stato un buon palliativo. Così come lo è stato il viaggio. L'oretta in auto con lo Zar è sempre piuttosto piacevole, anche se poi di fatto lo schema è sempre quello. Si chiacchera del più e del meno, ci si aggiorna su cosa è successo nel tempo non collegato, si ride molto, poi una volta entrati in autostrada si parte con le registrazioni di "Alex and Zar Show" dove tra un commento serio ed uno scherzoso facciamo il nostro personalissimo punto sul campionato, parliamo della partita che ci accingiamo a vedere e, ovviamente, spariamo i nostri pronostici. Gli amici di Facebook magari qualche spezzone lo hanno visto, alcuni sono molto divertenti, altri probabilmente lo sono meno, ma a noi permette di aumentare il divertimento e di far passare molto velocemente il tempo che ci separa dall'arrivo a destinazione.

Nello specifico siamo partiti un po' più tardi del solito, ma io non mi aspettavo grande ressa. Anche perché, per parlarci chiaro, lo stadio sempre da 40.000 posti è... E' pieno col Pescara... E' pieno uguale con il Bayern. Eppure la percezione è che ci fosse molta più gente del solito. Molto probabilmente a differenza delle partite ordinare dove tutti arrivano alla spicciolata, la tensione stava giocando brutti scherzi non solo a me ma anche a tutti gli altri tifosi. Noi, per tagliare la testa al toro, ci siamo immediatamente infilati nel nuovo ristorante dell'Area 12... Mangiare qualcosa è sempre un buon modo per non pensare troppo. La cosa divertente è stata notare come ci fossero davvero tantissimi tedeschi che con la loro bella maglia rossa mostravano ampiamente di non gradire la birra danese servita insieme al loro pasto. Onestamente faccio anche fatica a dar loro torto. A noi è toccata in sorte una coppia di tedesconi chiaramente con un tasso alcolico molto al di sopra della norma che, a parte esultare guardando il replay del secondo gol del Bayern a Monaco, ci hanno davvero strappato qualche sorriso. Ovviamente sapeva dire in italiano solo "Bella Italia" "Buonasera" e "Vaffanculo" ma a conti fatti sapeva di quante parole sappia io della sua lingua. Se mai il guaio era che cercava di esprimersi in un inglese incomprensibile (un po' la pronuncia, un po' la birra e un po' che secondo me non lo sapeva) reso ancora più ostico dal fatto che io sono ormai 3 mesi che sono sordo... Un disastro... Soprattutto per il fatto che si sarebbero pure fatti un brindisi con noi... Se non fosse che noi stavamo bevendo acqua.

E' stato comunque un siparietto simpatico. E' un po' demagogico, ma sarebbe bello fosse sempre così. Loro tifavano per un'altra squadra, hanno apertamente detto che ci battevano di nuovo 2-0 (peraltro azzeccandoci) ma il tutto si è chiuso con una grande risata! Poi vedevi tutti i caschi azzurri, gli scudi, le divise, e vicino loro così tranquilli. Poi magari qualche debosciato c'è anche lì, figuriamoci, magari anche peggio dei nostri. Però mi chiedevo se la polizia ci fosse per paura di quello che potevano fare i tedeschi o di quello che potevano subire dagli italiani.

All'interno dello Stadium invece il clima era davvero fantastico. Quando ci siamo affacciati al nostro posto era già tutto pieno, si intuivano i colori della futura scenografia, ma quello che davvero faceva impressione erano i rumori. C'era un'enorme eccitazione da parte di tutti, era palese come nessuno stesse nella pelle, come non si vedesse l'ora di iniziare. Quando è entrata in campo la Juve per il riscaldamento è stato davvero un tuono, come forse mai lo avevo sentito. Lo Stadium era tornato lo Stadium, l'arma in più. Perché è impossibile che i giocatori non ne abbiano avvertito l'elettricità. E poi quei nomi urlati, l'inno cantato da tutti a squarciagola mentre si componeva quella favolosa scenografia, e l'urlo sia di eccitazione che liberatorio al calcio d'inizio, come se fosse partito un treno in corsa. Sarò onesto che quei momenti li ricordo con una certa confusione. Ero una batteria troppo carica. Avevo accumulato una tensione terribile, ogni coro era più che altro un modo per sfiatare. Avevo la netta sensazione che avrei potuto esplodere.

Ed è stato così anche durante la gara vera e propria. Nei primi minuti sembrava quasi che li avremmo morsicati da tanto eravamo aggressivi. La pancia dello stadio ruggiva ad ogni pallone recuperato. Ma onestamente non è durato molto. Perché pian piano il Bayern ha messo in campo tutta la sua superiorità minando, minuto dopo minuto, tutto il nostro entusiasmo. Perchè l'unica differenza con la partita d'andata era che i 30 secondi erano passati, ma eravamo ancora 0-0. Noi prendevamo qualche metro in avvio, ma non eravamo mai davvero pericolosi, Neuer ha tolto dalla porta una punizione di Pirlo e poco più. Mentre loro, anche se noi continuavamo a spingere, cantare, crederci, con il minimo sforzo avrebbero potuto mandarci ko già nel primo tempo. Quando sono finiti i primi 45 minuti mi sono precipitato a fumare. In fondo la regola per cui sugli spalti non si può fumare la dovrei benedire. Non ho idea di quante sigarette avrei acceso... Come sempre si fanno i commenti di rito, "Se facciamo gol" "Se li aggrediamo" "Se entra Matri", ma io guardavo gli occhi di ognuno di noi e ci eravamo già resi conto di come sarebbe finita. Eravamo ancora tesi. Ma la testa cominciava a prevalere sul cuore.

Forse, e dico forse, se avessimo fatto gol in una delle prime due occasioni del secondo tempo qualcosa sarebbe potuto cambiare. Quando la palla di Quagliarella ha impattato il palo il boato della folla è stato assordante. Se vi capita di rivederlo in televisione fateci caso. Peccato che quello sia anche il momento esatto in cui la partita è finita. Perché il Bayern ha preso palla e noi non l'abbiamo rivista più... Punizione, colpo di testa, Buffon respinge corto, tuffo: 0-1. Quando la palla ha gonfiato la rete credo che il mio cuore si sia fermato per un piccolo istante. Un istante in cui il rumore del sogno che finiva è diventato assordante. Ho guardato le maglie rosse abbracciarsi sentendo sulla pelle il rammarico che in vantaggio non ci fossimo andati noi, per vivere una parte ancora più entusiasmante del film che tutti ci eravamo girati in testa. E invece quel boato pazzesco che sarebbe stato se fossimo andati in vantaggio era ora l'esultanza lontana dei 2000 tedeschi che, da quel momento, non avrebbero più smesso di cantare. Era finita. Peccato. La timida reazione, l'impotenza, il raddoppio fanno parte di un capitolo della partita di cui in fondo non importava più a nessuno. Lo Stadium era tornato coi piedi per terra e si apprestava a tributare i giusti applausi ad entrambe le squadre. Ad una, con la maglia rossa, che aveva dato una netta dimostrazione di superiorità e sarebbe andata avanti in quella manifestazione che tante volte ha perso per un soffio, l'altra, con la maglia bianconera, che aveva dato tutto quello che aveva, aveva reso orgogliosi i proprio tifosi dando loro l'illusione di un sogno. E che anche se poi non era stata capace di realizzarlo aveva ben poco da rimproverarsi. L'applauso di tutto lo stadio, i ragazzi a testa alta e l'amore puro che echeggiava da ogni angolo dello stadio sono stati lo stesso un bel finale che rende ancora più speciale un cammino comunque pieno di soddisfazioni.

Mi spiace solo che al ritorno io non abbia quasi detto una parola. La tensione, perché no la delusione e la stanchezza tipica che ti assale quando termina una lunga serie di emozioni (se rileggete il blog vedrete che da domenica a mercoledì mi sono divertito ma anche stancato parecchio). Un mix decisamente soporifiero. Ma è stato bello tornare a casa con i brividi per quel tifo così bello, così rumoroso. Che non sarà bastato per farci vincere, ma che è servito di sicuro a lasciarmi un bellissimo ricordo.

 
 
 

UN'IMPRESA... E MEZZA

Post n°830 pubblicato il 10 Aprile 2013 da AlexNews
 
Foto di AlexNews

E così anche la mia minivacanza volge al termine. Ma, come ovviamente già sapevo, sta per terminare con il botto. Pochissime ore ormai mi separano dalla gita allo Juventus Stadium per il ritorno dei quarti di Coppa Campioni. Stasera (ma in realtà da stanotte) per me sarà solo Juventus-Bayern Monaco. E se è vero che la ragione dice che la rimonta è praticamente impossibile, dall'altra c'è il cuore che continua a pompare adrenalina e farmi sognare in una grandissima impresa. Una cosa però è certa, questa sera sarà una bolgia, e io ho tutte le intenzioni di contribuire riversando tutto il tifo possibile verso i miei beniamini. Perché se è vero che in campo ci vanno loro, è vero anche che noi dagli spalti dovremo fare del nostro meglio! Non vedo l'ora di essere là, di vedere la coreografia, di cantare a squarciagola... e chissà, magari anche, alla fine, festeggiare. E male che vada, mi auguro un lungo e caloroso applauso alla squadra che comunque se lo merita.

In attesa di godermi il gran finale della vacanza, ritorno col pensiero ai giorni passati. Ci si era lasciati con l'imminenza di Wrestlemania e la mia trepidante attesa. Come è andata? Beh, direi bene. L'evento in sè è sempre in grado di elettrizzarmi, anche se poi, a conti fatti, mi aspettavo qualcosa in più quantomeno in termini di sorprese. Gli incontri sono stati tutti piuttosto belli (a parte Cena contro The Rock, ma entrerò poi nel dettaglio con le mie personali pagelle) e, grazie anche ad un paio di robuste tazze di caffè, non ho corso il rischio di addormentarmi, però a mio avviso è mancato quel qualcosa che potesse rendere questa edizione realmente memorabile. Ma il fatto che ai rintocchi delle campane di Undertaker io abbia letteralmente fatto un balzo sul divano, beh, a mio avviso è la testimonianza che è ancora qualcosa che andava la pena di essere fatto... Chiudo il discorso wrestling con un messaggio agli altri appassionati: se ve lo siete persi guardatevi il Raw post Wrestlemania... Spettacolo puro! Erano anni (non scherzo) che Raw non mi piaceva così tanto!

Oltre a restare in piedi tutta la notte, la grande impresa che mi aspettava lunedì era la lunga traversata Trivero-Varallo. A piedi. Da casa al Sacro Monte. Motivazioni? Tante e nessuna. Tante che però non posso/voglio raccontare pubblicamente. Nessuna che valesse la pena di farmi recedere dai miei propositi. Se non ho sbagliato i conti questa è la sesta volta che mi incammino per questi 33 km di cammino. Avevo iniziato per pura sfida, quelle classiche del "non ce la farai mai a..." e poi è diventata una piacevole abitudine. E dico piacevole perché, anche se lungo il tragitto capita spesso di chiedersi "Ma chi me l'ha fatto fare?" poi la soddisfazione di arrivare a destinazione è sempre impagabile. Soprattutto in occasioni come questa dove le condizioni non erano proprio propizie. Innanzitutto le poche ore di sonno. Sono andato a dormire alle 5 e alle 9 suonava la sveglia. Non molte ore più del solito, lo ammetto, però un po' poche per lo sforzo fisico che mi attendeva. E poi la pioggia. Non un diluvio. Ma una costante fastidiosa pioggerellina che ha finito sia per appesantirmi (e stare un sacco di ore coi vestiti bagnati non è il massimo) sia per costringermi a non apprezzare praticamente nulla dei vari paesaggi che sfilavano metro dopo metro.

Come dicevo è stata una bella impresa, ma sono davvero contento di averla fatta. E soprattutto di avercela fatta. Ammetto che dall'inizio di Quarona in poi sono stato piuttosto in crisi e non vedevo l'ora di arrivare a destinazione. Peccato che mancasse ancora almeno un'ora e mezza di cammino... Ma salvo tutto della giornata. A parte un cretino con un'AUDI grigia che in prossimità di una pozzanghera ha giustamente incrementato la velocità per potermi alzare addosso la maggiore quantità di acqua possibile... Amico mio, difficilmente leggerai queste righe, ma mi auguro che quando riuscirai finalmente ad alzarti dal water tu possa serenamente festeggiare l'arrivo dell'anno 2050... Ringrazio con grande trasporto chi mi ha accolto al mio arrivo in ufficio in maniera calorosa e divertita e chi mi ha dato un supporto tecnico imprescindibile in qualità di guardarobiera per avermi fatto trovare vestiti asciutti e successivamente in qualità di autista per riportarmi tra le mura di casa. Ringraziamento doppio perchè sono anche tra le poche persone che al posto di ritenermi completamente pazzo, sono quelle che mi dicono sempre un "Bravo Alex" una volta che ho terminato l'impresa.

Come è facilmente comprensibile una volta tornato a casa non è che avessi tutta sta energia per fare altre cose importanti. Ma mi sono goduto il derby di Roma. E visto che non sono crollato addormentato sul divano, mi sento di poter dire che è stata pure una partita piuttosto bella. Partita che peraltro ha risvegliato in me tutta la "Romanità" a conferma che, se non fossi stato juventino, molto probabilmente la mia squadra del cuore sarebbe stata proprio la Roma. Ma questa è un'altra storia.

Dopo una robusta dormita mi ha atteso un martedì meno intenso, ma altrettanto interessante. Soprattutto perché ho finalmente potuto dedicarmi in ore decenti alla Pro Loco e ad altre commissioni personali. La visita in Comune, e le parole scambiate con l'Ufficio Tecnico, mi hanno fatto capire che ci aspettano tempi piuttosto duri. E non solo perché San Quirico inizia esattamente tra due mesi. Forse è aumentata la mia stanchezza, ma l'impressione è davvero quella che tutto si stia bloccando, arenando. Tutti hanno perso entusiasmo, le cose vengono fatte più per inerzia che per effettiva motivazione, e la burocrazia esasperata, i regolamenti cervellotici, l'incertezza sulle esatte procedure, rendono tutto ancora più ostico, difficile. Sembra quasi che, così come a livello politico nazionale, tutti navighino a vista, mascherando tutto dietro al muro della burocrazia che appiattisce la volontà e limita la reale voglia di fare. E' presto per dirlo, ma prevedo in tal senso tempi molto duri. Soprattutto per chi vorrebbe dare la scossa ad un paesello (che tale non era) che si sta addormentando su stesso.

In serata invece c'è stato lo storico appuntamento del TriveroPonzone con i playoff di calcio a 5. E' la prima volta che ci si gioca una promozione. E anche se allo stato attuale è molto lontana, visti i risultati degli ultimi tempi, sognare e sperare è più che lecito. Vero che siamo arrivati quarti nel nostro girone e ci siamo qualificati agli spareggi grazie ad una migliore differenza reti, ma è anche vero che avevamo chiuso il girone d'andata all'ultimo posto e che in quello di ritorno abbiamo fatto 22 punti su 24 disponibili. Insomma, in fondo la vera mina vagante della fase finale potremmo essere noi. E la dimostrazione l'abbiamo avuta ieri sera. Siamo scesi a Biella per incontrare la squadra che si è classificata prima nell'altro girone e ne siamo usciti con un prezioso 3-3 che lascia aperto il discorso qualificazione e, soprattutto, ci ha dato una bella spinta sul piano del morale. Vero, si può anche dire che essendo andati in vantaggio per due volte ci sia un po' d'amaro in bocca, ma la realtà è che la partita è stata davvero equilibratissima e poteva finire in qualsiasi modo. Il nostro mix di qualità e gioventù ha messo piuttosto in crisi i più quotati avversari, ma ci siamo presi la nostra bella dose di rischi. Il pareggio rende determinante la partita di lunedì prossimo al Palazzetto a Ponzone. Chi vince passa il turno. Loro restano i favoriti, noi andiamo a giocarci l'impresa. Io dovrei essere della partita. Ieri sera visto il chilometraggio del giorno prima me ne sono stati ai box, ma spero di recuperare le energie in tempo utile per dare una mano...

Il tempo di fare un salto alla riunione della Pro Loco (quando ormai i colleghi stavano andando via), mangiucchiare qualcosa (questi giorni a casa mi hanno fatto riprendere un chilo abbondante, uno dei lati positivi di tornare al lavoro), guardare la stupenda puntata di Raw, sistemare due lettere della Pro Loco e... finalmente nanna. Inutile la sera mi piace proprio esagerare...

E oggi, come si diceva, si finisce con il botto... Peraltro sarà la 15esima partita di Champion's, non tantissime in effetti (su 167 partite totali), però tra queste ci metto anche tre semifinali... 6 vittorie, 4 pareggi e 4 sconfitte finora... Ovviamente spero che ad aggiornarsi sarà la prima di queste caselline...

 
 
 

WRESTLEMANIA 29

Post n°829 pubblicato il 08 Aprile 2013 da AlexNews
Foto di AlexNews

Per gli appassionati di Wrestling è l'evento più atteso. E' Wrestlemania. Non servono altre parole. L'evento inizia tra meno di un'ora. Mi aspettano, o almeno lo spero, grandissime emozioni. E come sempre mi sono divertito a fare i miei personalissimi pronostici...

INTERCONTINENTAL CHAMPIONSHIP
WADE BARRETT VS THE MIZ

L'incontro probabilmente non farà parte integrante della card, ma essendo valido per uno dei titoli credo sia giusto prenderlo in considerazione. Non è una di quelle rivalità che apprezzo particolarmente, tra i due sicuramente preferisco The Miz (seppure la sua gestione da face non è stata certo memorabile), ma proprio perché il tutto si svolgerà nel pre-show credo che difficilmente assisteremo ad un cambio di titolo. The Miz può essere rilanciato senza essere necessariamente campione. Barret, se perdesse la cintura, potrebbe presto cadere nel dimenicatoio.
Winner and still Intercontinental Champion: Wade Barret.
 
EIGHT-PERSON MIXED TAG TEAM MATCH
TONS OF FUNK & THE FUNKADACTYLS VS TEAM RHODES SCHOLARS & THE BELLA TWINS
Match di cui onestamente non si sentiva il bisogno, messo su in fretta e furia più che altro per sfruttare i Rhodes Scholars e dare un senso al ritorno delle (magnifiche) Bella Twins in WWE. Come lottatrici le Funkadactyls sono onestamente meglio, ma credo che i due uomini, seppure fisicamente inferiori ai "ballerini" compensino tranquillamente il gap. Essendo un match totalmente commedy, mi auguro finisca in fretta e prevedo una vittoria di Clay e Tensai, giuto per regalare qualche sorriso.
Winners: Tons Of Funk & The Funkadactyls
 
ONE ON ONE MATCH
CHRIS JERICHO VS FANDANGO
Seppure costruito con una fretta imbarazzante e seppure Fandango non lo abbiamo mai visto lottare (perlomeno non con questa gimnick) credo che questo sia uno degli incontri potenzialmente più belli e spettacolari. Jericho in tal senso è una garanzia assoluta, e non dubito che troverà il modo di vivere un Mania-Moment. Tuttavia se la WWE ha scelto per l'esordio vero e proprio di Fandango un palcoscenico così importante, significa che ci crede non poco. E un bel modo per lanciarlo nell'Olimpo è proprio una vittoria esaltante in quel di Wrestlemania. Certo, sulla carta Jericho dovrebbe essere il grande favorito, ma negli ultimi tempi si è messo così tanto a disposizione di tutti che non vedo perché dovrebbe tirarsi indietro al momento di lanciare un nuovo prospetto. Credo sarà tutto molto spettacolare.
Winner: Fandango
 
WWE TAG TEAM CHAMPIONSHIPS
TEAM HELL NO VS DOLPH ZIGGLER & BIG E LANGSTON

C'è un po' di incertezza sull'incontro, visto che si parla di coinvolgere anche Kaithlin e AJ con in palio pure il titolo femminile. Io spero di no, anche perché al massimo sarebbe preferibile vedere un one-one per quel titolo, visto anche che AJ secondo me ha fatto grandi progressi anche dal punto di vista lottato. Se invece il match restasse come in originale direi di aspettarmi decisamente un incontro molto spettacolare. Kane e Bryan sono ormai una realtà (anche se è chiaro che prima o poi splitteranno), Ziggler è un lottatore che difinire interessante è troppo poco, nutro perplessita sull'inespressivo Langston ma, come per Fandango, non l'ho mai visto lottare. La psicologia del match sarà fondamentale, soprattutto perchè potrebbe essere coinvolta AJ che ha i piedi un po' nelle scarpe di tutti e 4 (non ancora con Langston? Questione di tempo). Ma anche i legami tra le coppie non sono saldi. Gli Hell No sono sempre pronti a battibeccare, mentre gli avversari spesso con gli sguardi sono entrati in aperto contrasto. Insomma, uno split è dietro l'angolo. E ovviamente bisogna considerare che Ziggler ha ancora in mano una certa valigetta e potrebbe (a "sorpresa") essere coinvolto nell'incontro per i Pesi Massimi. Io le cinture alla vita di Ziggler e Langston non ce le vedo proprio, soprattutto in prospettiva Campione del Mondo per Ziggler. Ecco perché il mio pronostico va con i detentori del titolo, magari grazie a qualche pasticcio combinato da Langston che finalmente permetterà a Ziggler di liberarsene e puntare dritto dritto a traguardi più importanti!
Winners and still WWE Tag Team Champions: Team Hell No
 
ONE ON ONE MATCH
RYBACK VS MARK HENRY

Dal punto di vista tecnico l'incontro è una pura incognita. I due lottatori sono sinonimo di estrema potenza, ma anche di errori e staticità. Può venirne fuori qualcosa di epico come qualcosa di assolutamente inguardabile. Ben pochi dubbi su chi alla fine porterà a casa la vittoria. Ryback è un face amatissimo e potentissimo, ma non ha mai ottenuto una vittoria in pay-per-view, beffato da CM Punk per il titolo e dallo Shield. Sarà il suo momento con la vittoria su un ex campione in attesa di capire quali saranno i piani per lui una volta spenti i riflettori di Wrestlemania.
Winner: Ryback
 
SIX MEN TAG TEAM MATCH
RANDY ORTON, SHEAMUS & BIG SHOW VS THE SHIELD

Incontro interessante, soprattutto per capire quale direzione prenderà la WWE nei confronti dei tre hell dello Shield. Sulla carta il team composto da 3 ex campioni del mondo è chiaramente favorito, anche se giustamente è stata posta l'attenzione sul fatto che questi tre se le siano date recentemente di santa ragione proprio per la conquista della cintura. E allora potranno andare d'accordo? Troveranno l'alchimia contro lo Shield che invece funziona come un orologio? O saranno proprio questi ultimi, a sorpresa, a splittare? Io penso che la Federazione creda molto nello Shield, e sa benissimo che una sconfitta qui e ora finirebbe per affossarne l'idea. Quindi credo che gli heel vinceranno. E credo lo faranno con un clamoroso turn dei face. Ma mentre tutti credono che sarà Big Show a tradire i compagni, io credo sarà Randy Orton! Per lui i panni del "buono" cominciano a stare stretti, e soprattutto mi sembra che così facendo potrebbe pian piano tornare a pensare totalmente a diventare campione il più presto possibile. Questo secondo me sarebbe un modo per valorizzare gli Shield e far perdere Show e Sheamus senza troppi patimenti di storyline.
Winners: The Shield
 
WORLD HEAVYWEIGHT CHAMPIONSHIP
ALBERTO DEL RIO VS JACK SWAGGER

Di tutte questa è la rivalità che mi è interessata davvero meno. Al punto da saltare pari pari tutti i segmenti parlanti che la riguardavano. L'ho trovata monotona, noiosa, lacunosa. In questo ha sicuramente influito l'enigmatico passaggio a face di Del Rio (a dir poco un pesce fuor d'acqua) e uno Swagger che, sappiamo benissimo, ha problemi con la giustizia. Quella vera però. Ecco perché mi aspetto poco da questo match (peraltro i due lottatori sono piuttosto in basso nella mia scaletta di preferenza) se non, nel finale, l'intervento risolutivo di Ziggler che incassa la valigetta e diventa nuovo campione. Le probabilità non sono molte. Di solito la "Money in the bank" viene incassata al termine di un incontro particolarmente cruento per sfruttare la stanchezza del campione, mentre questo incontro non vedo come possa portare ad una soluzione simile. L'unica soluzione che mi viene in mente è che Del Rio vada in difficoltà, vinca, magari con rollup, e per la rabbia Swagger e socio infliggano un pestaggio assoluto al campione (peraltro con Rodriguez fermo ai box). Questo aprirerebbe decisamente la strada all'arrivo di Ziggler e all'incasso finale...
Winner and still World Heavyweight Champion: Alberto Del Rio. Dolph Ziggler cashes Money In The Bank contract to become new World Heavyweight Champion.
 
NO HOLDS BARRED MATCH
TRIPLE H VS BROCK LESNAR

Lesnar per me che seguo il wrestling da meno di 10 anni è praticamente una novità. HHH è uno dei miei miti. Sono contento che i due collidano anche perché mi piacerebbe vederli coinvolti settimanalmente, anche magari senza lottare di continuo. Rendendomi conto che è impossibile mi accontento di vederli sul ring più importante, peraltro in un incontro senza squalifiche che, onestamente, è uno dei miei preferiti. Lesnar è un animale, HHH è l'assassino celebrale. Mi aspetto quindi tantissima violenza (anche gratuita perché no?) e altrettanta intensità. Di certo il fatto che HBK sia all'angolo dell'amico potrebbe far pendere la bilancia a favore di Hunter (di fatto avere qualcuno all'angolo in un incontro senza squalifiche è paragonabile ad un Handicap match), ma non dobbiamo dimenticarci che Lesnar avrà dalla sua Heyman, un volpone che probabilmente saprà con un asso nella manica riequilibrare la situazione. La stipulazione che vede la fine della carriera di Triple H in caso di sconfitta, mi lascia un po' perplesso. In primis perché in pratica HHH ritirato lo è già, e poi anche perché è stato tutto fatto talmente in fretta che dubito che un ritiro di queste proporzioni avverrà in questo modo. Il mio pronostico è quindi tutto per HHH (e anche la preferenza) al termine di un incontro con tanti momenti da ricordare.
Winner: Triple H
 
ONE ON ONE MATCH
THE UNDERTAKER VS CM PUNK

Ed eccoci a quello che, per me, è l'incontro più atteso della nottata. Da quando ho iniziato a seguire la WWE Undertaker è stato (ed è) indiscutibilmente il mio top wrestler. Per il suo modo di lottare ma ancora di più per la sua gimnic, per la sua entrata, per il suo carisma. Wrestlemania per me è la streak di Undertaker, capace di regalare negli ultimi anni gli incontri che allo Showcase mi hanno entusiasmato di più. Ok, il primo fu con Mark Henry e fu penoso, ma poi Batista, due volte Shawn Michaels e due volte Triple H... Beh, brividi assoluti al solo ripensarci. E ora c'è contro di lui CM Punk, ovvero l'altro mio wrestler preferito, colui che da dopo la Pipebomb mi ha ridato grande carica ed entusiasmo a seguire il wrestling (peraltro orfano proprio di Taker che ormai combatte solo a Wrestlemania). I miei due idoli uno contro l'altro. Basterebbe già questo. Poi il triste destino ha voluto infilarci in mezzo la morte di Paul Bearer, lo storico manager del Becchino, dando un ulteriore impulso alla faida che ha messo di fronte i due lottatori. Nel corso della faida il nome di Bearer è stato ampiamente sfruttate e, in parte, dileggiato da Punk. I puristi diranno che si è esagerato. Io dico che, nella storia dell'urna trafugata, nello svuotarlo delle ceneri, non si è passato il segno. E' un racconto. Macabro forse, ma il personaggio di Taker lo esige. E Punk aveva bisogno di trovare qualcosa di "spesso" per farsi odiare ed interpretare al meglio la parte del cattivo. Ovviamente non ho conosciuto Bearer, ma mi piace pensare che sarebbe stato felice che, dopo la sua morte, sarebbe stato comunque il protagonista di una delle faide principali di Wrestlemania. Lo vedo come un tributo, non come un dileggio. Restando sull'incontro vero e proprio l'incognita è rappresentata dalle condizioni fisiche di Undertaker. Come si diceva ormai lotta una volta l'anno, gli anni passano e, sigh, si vede a vista d'occhio. Eppure sappiamo che lui è in grado di fare grandi cose e il fatto che sia opposto ad un talento puro come Punk rende tutti più tranquilli. Il wrestler di Chicago è in grado di tirare fuori grandi prestazioni da tutti i suoi avversari, se riuscirà anche ad esaltare un Taker in difficoltà fisica, allora sarà uno dei più grandi successi della sua carriera. Perché di vincere l'incontro... beh... a parer mio non se ne parla. Undertaker deve vincere. Per mantenere intatta la striscia, per onorare al meglio Paul Bearer e perché Punk non ha materialmente bisogno vitale di questa vittoria. Certo, CM Punk potrebbe essere il lottatore ideale per porre fine alla serie di vittorie dell'Undertaker, ma io dubito che sia l'intenzione di farla finire. Io mi auguro di no, ma se fosse Punk a farlo forse potrei essere comunque meno deluso, ma non vedo il motivo logico per interrompere la streak. Qualche dubbio ce l'ho, come sempre, anche perché non vorrei che, visto anche il coinvolgimento postumo di Bearer tutti ritengono impossibile la vittoria di Punk, la WWE voglia lasciare tutti letteralmente a bocca aperta. Io però sarò onesto. Di tutti gli altri incontri non mi interessa realmente chi vincerà. Di questo si. E dev'essere Taker. Punto.
Winner: The Undertaker
 
WWE CHAMPIONSHIP
THE ROCK VS JOHN CENA
E meno male che lo scorso anno doveva essere un match unico. Rivincita del main event dello scorso anno. Con l'aggiunta che stavolta c'è in palio la (nuova) cintura di campione. Lo scorso anno dissi che non trovavo logico che vincesse The Rock, lottatore part-time, invece di Cena che, con tutti i suoi limiti (a me non piace molto, lo ammetto), è comunque colui che per tutto l'anno ha letteralmente "tirato la carretta". Visto come è andata la faida per il titolo, confermo quanto ho detto lo scorso anno. The Rock ha strappato, se vogliamo giustamente, la cintura a CM Punk. Dopo 10 anni è tornato campione. Bene. Molto bene. Ma poi? Ha combattutto solo in pay per view. Ha cambiato la cintura e... non l'abbiamo vista più. Perché i suoi impegni cinematografici lo hanno tenuto lontano dalla WWE, lasciando sulle spalle del solo Cena tutto il peso della costruzione della rivalità. Un Cena che ha passato "sportivamente" un anno orribile. Dopo la sconfitta di Mania dello scorso anno è stato strapazzato da Lesnar (salvo vincere poi a Extreme Rules), ha ripetutamente perso con CM Punk diventando anche il primo in assoluto ad incassare senza successo la valigetta del Money in The Bank. In compenso ha vinto la Royal Rumble, guadagnandosi questa sfida. Che ovviamente non può perdere. Sarò onesto, a me The Rock piace moltissimo dal punto di vista carismatico, però la sua gestione "da campione" non mi è piaciuta neppure un po'. E' vero che poi, una volta campione Cena, si tornerebbe a chiedersi chi e come può sfidare Superman, però ci darebbe la garanzia di faide continue e non a singhiozzo come capita ora. Credo che Cena abbia jobbato a sufficienza lo scorso anno e non merita 3 anni di fila di sconfitte per mano di The Rock (a causa del quale era stato sconfitto anche da The Miz nel 2011). Poi, come capitato lo scorso anno, sono certo che il carisma di The Rock durante l'incontro mi rapirà e finirò per tifare per lui, ma in chiave futura non vedo alternative logiche alla vittoria di John Cena. Aprendo peraltro la strada alla rivincita delle rivincite a Wrestlemania 30...
Winner and new WWE Champion: John Cena.
 
Insomma, manca pochissimo. Le mie idee le ho espresse. Io mi auguro che ci sia tanto spettacolo, tante sorprese (a parte una...) e tanto, tantissimo divertimento. Altrimenti stare sveglio dall'una alle cinque del mattino sarà davvero molto difficile....

 
 
 

UN BUON INIZIO

Post n°828 pubblicato il 07 Aprile 2013 da AlexNews
 
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La mia pazza "cinquegiorni" è iniziata e, quando è passato il primo giorno e mezzo, posso dire che sta procedendo tutto bene e che sono anche molto soddisfatto.

In ordine cronologico sono partito bene già sabato mattina. Forse un po' pigro nell'alzarmi ma, una volta calatomi nella realtà, ho fatto tutto e anche piuttosto bene. La classica colazione del sabato da Elena, i regali per alcuni degli amici che compiono gli anni in questo mese, la spesa, un paio di commissioni per la Pro Loco e, udite udite, anche un paio per me. Il tutto che si è incastrato, minuto più minuto meno, nei tempi che avevo previsto dandomi anche la possibilità di cucinare per i miei genitori. Se il buon giorno doveva vedersi dal mattino...

Si è poi partiti alla volta di Torino. Gli amici di Facebook possono anche vedere i consueti filmati che io e lo Zar abbiamo realizzato scendendo a testimoniare che comunque eravamo piuttosto fiduciosi e anche allegri. Scendere a Torino per la partita è stato un autentico piacere. Ormai era quasi passato un mese da quella soffertissima vittoria all'ultimo minuto contro il Catania, e ritornare a respirare il clima dello Juventus Stadium mi è piaciuto molto. Peccato che l'orario non fosse quello di cena e quindi il mitico e colesterolico panino con salamella è stato saltato a piè pari, ma per il resto la giornata ha funzionato alla grande con i soliti meccanismi capaci sempre di darti la sensazione di essere tornati a casa. Un giro nel centro commerciale (peraltro impreziosito da una lunga chiaccherata telefonica con un'amica di vecchia data che non sentivo da tempo), una passeggiata intorno allo Stadium e poi dentro nella pancia dello stadio per vivere al meglio la partita. Juventus-Pescara non era propriamente una partita di cartello, ma sapevamo che era importante vincere. E soprattutto che poteva non essere così facile. Alla fine, con qualche sofferenza e tanti gol falliti (Pellizzoli in due anni a Padova non ha fatto una parata decente... ieri sembrava insuperabile), abbiamo vinto 2-1 festeggiando tre punti che speriamo siano fondamentali in chiave scudetto. Salutando i giocatori a fine partita mi è venuto in mente che tra qualche giorno saremmo scesi di nuovo. E mi chiedevo se l'uscita dallo stadio sarà mesta oppure staremo festeggiando qualcosa di grande. Ho sognato qualcosa di grande. Non sempre è un male sognare.

Rientro a casa a parte la giornata è finita lì. Troppo tardi per congiungermi con altri amici ho finito per rientrare a casa, mangiare qualcosa e per una volta andare a letto presto. Motivo per il quale sono anche stato un po' più produttivo del solito nella giornata di oggi. Una giornata passata tra la sistemazione di un sacco di cose arretrate (che dopo i lavori è rimasta comunque tantissima), molto calcio (soprattutto Fiorentina-Milan, le altre partite del pomeriggio onestamente non mi interessavano molto), un sms inaspettato e gradito e una bella telefonata. Ho anche posto le basi per la giornata di domani in cui l'intenzione è di tentare la traversata Trivero-Varallo a piedi. Ho portato a Chiara il cambio utilie vista l'attesa pioggia. Occasione che mi ha permesso di passare un'oretta in ottima in compagnia sua e della piccola Ilaria. Mi sono anche improvvisato lettore ad alta voce. Non lo facevo da un sacco di tempo. Mentre lo facevo mi chiedevo se me la stavo cavando... Chiara, visto che in teoria leggi queste righe... Fammi sapere, ok?

Al rientro a casa sono andato a farmi una brevissima corsetta. Poco meno di 20 minuti, giusto per tenermi caldo. Ma non volevo esagerare visto che domani mi aspettano teoricamente 30 km. Però ammetto che mi ha fatto bene. Non avevo nulla da "scaricare", ma la soddisfazione è sempre molto alta.

E in serata mentre il Napoli si riportava a 9 punti da noi mantenendo invariato il discorso per il primo posto, e l'Inter si faceva rimontare in casa dall'Atalanta, io ho cominciato a prepararmi psicologicamente per la serata. Perché questa è la grande notte, quella più importante per tutti gli appassionati di wrestling. E' la notte di Wrestlemania. All'una inizia lo spettacolo e io sarò incollato al televisore a godermelo. Come di consueto ho preparato un post a parte per i pronostici che pubblico di seguito a questo... Ma per concludere questo, di post, basti sapere che il tutto finirà intorno alle 5 del mattino. E l'idea è quella di mettersi sotto le coperte, dormire fino alle 9.30 e... partire all'avventura. Una sfacchinata? Si! Ma anche un'occasione da sfruttare... L'unica incognita è il tempo. Ma resto fiducioso. E soprattutto sufficientemente testardo da volerci provare!

 
 
 

UN FITTO PROGRAMMA

Post n°827 pubblicato il 06 Aprile 2013 da AlexNews
 
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Per il momento l'esperimento di partire per il mese di Aprile con un'idea positiva sta avendo effetti positivi. Essere partito come proposto al rientro in ufficio con maggiore positività ha innescato una serie di situazioni piacevoli che in effetti mi hanno fatto passare una buona settimana. In effetti ha aiutato molto la ritrovata voglia di scherzare in particolar modo insieme ad una "spalla" diciamo... davvero "d'eccezione", ma questa è un'altra storia. O forse la diretta conseguenza del modo in cui ho affrontato le cose. Chissà.

Ripartendo dall'ultimo post diciamo che la sorpresa positiva da parte della Juve non è arrivata. Anzi. Il Bayern Monaco si è manifestato in tutta la sua superiorità rifilando un 2-0 netto figlio di una supremazia invero schiacciante. Poi possiamo discutere sulla casualità dei due gol (uno anche in fuorigioco, ma queste cose per noi contano sempre poco), su alcuni errori davvero marchiani, ma alla fine credo che la cosa migliore sia ammettere la sconfitta. E magari rimboccarsi le maniche in vista del ritorno allo Juventus Stadium.

Ritorno che sarà parte integrante dei miei prossimi giorni. Che prevedo piuttosto intensi ad onor del vero. Già perché anche se il calendario riporta la dicitura "Vacanza" e rientrerò in ufficio solo giovedì prossimo, questi giorni saranno tutto meno che riposanti. Ma potrebbero essere anche molto emozionanti.

Si parte domattina presto. Qualche commissione, qualche regalo visto che Aprile è denso di compleanni di amici importanti. Ci metto in mezzo qualche commissione per la Pro Loco, di sicuro una piacevole colazione, e poi sarà la volta di partire per Torino. Viene a far visita alla Juventus il Pescara. Partita forse non difficile sulla carta, ma in questo momento particolare meglio non sottovalutare nessuno. Io di sicuro mi godrò la partita e anche la solita bella giornata con l'amico Zar.

Domenica dovrà necessariamente essere dedicata a recuperare un po' di faccende arretrate, direi anche ad una corsetta, e al preparativo per la diretta notturna di Wrestlemania. Un appuntamento che a quanto pare riuscirò nuovamente a godermi. Con tre incontri che mi incuriosiscono molto. John Cena contro The Rock (non moltissimo ma son curioso), HHH contro Lesnar (e da questo mi aspetto molta adrenalina) e poi, ovviamente, CM Punk contro The Undertaker, ovvero i miei due wrestler preferiti, uno contro l'altro. E come sempre avrò letteralmente il cuore in gola per il Dead Man.

Se tutto andrà come previsto, ma questa è l'incognita principale a causa delle ore di sonno ma soprattutto del previsto maltempo, nella tarda mattinata di lunedì vorrei partire alla volta del Sacro Monte di Varallo. A piedi, chiaramente. Già fatto altre cinque volte. Mi piacerebbe ripetermi. Avrei voluto farlo altre volte, ma non ce n'era stata la possibilità. E farlo su settimana è la cosa migliore, specie per "sfruttare" (ma direi godersi) il viaggio di ritorno in compagnia di Chiara. E se poi non crollo alla sera ci sarebbe pure il derby tra Roma e Lazio...

Martedì. Beh, riposo e commissioni. In attesa di andarsi a giocare la sera, a Biella, il primo round dei playoff del TriveroPonzone. Incontriamo la prima dell'altro girone, ma con il girone di ritorno da imbattutti che abbiamo fatto, credo che potremmo essere per loro un cliente molto scomodo. Anche se poi ovviamente sarà il campo a parlare.

E poi mercoledì la testa sarà inevitabilmente alla scampagnata allo Stadium per Juve-Bayern, con annessi e connessi. E la speranza (che per ora solo speranza è) di tornare a casa festeggiando un'impresa che oggi sembra impossibile.

E giovedì si ripartirà. Ma manca ancora tanto. Carne al fuoco ce n'è tanta. E ce ne sarà molta imprevista. Spero di riuscire a fare tutte queste cose e di farle bene. Se ce l'avrò fatta il ritorno al lavoro magari non sarà brillante dal punto di vista fisico, ma lo sarà sicuramente dal punto di vista mentale...

 
 
 

CAMBIO DI PROSPETTIVA

Post n°826 pubblicato il 02 Aprile 2013 da AlexNews
 
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Ora che anche Pasqua e Pasquetta sono alle spalle, seduto davanti al mio fedele pc, mi chiedo quale sia il modo migliore per affrontare questo mese di Aprile. E onestamente, credo che il modo giusto sia semplicemente in modo diverso da come ho iniziato Marzo. In quell'occasione, reduce dalla bellissima esperienza di San Siro, avevo ipotizzato che quello sarebbe stato l'epilogo di un periodo molto bello, e che il nuovo mese avrebbe portato con se molti problemi in più. Cosa che poi puntualmente si è avverata, in tanti ambiti, fino anche ad una serata come quella di sabato, bella per molti aspetti, ma altrettanto devastante sotto tanti altri. E domenica, passando la giornata in una sorta di limbo tra sonno e riflessione, mi son chiesto se non fosse stato sbagliato l'approccio. Marzo me lo aspettavo brutto. Marzo lo è stato.

E allora è il momento di un Aprile di ripresa. E il primo giorno di Aprile in fondo lo è stato. Con un bel pranzo con gli amici in baita a pochi chilometri da casa. Senza la tradizionale grigliata ma con un tetto sopra la testa, buoni amici, e onestamente fin troppo cibo. E se non si tratta di un pesce d'Aprile, è un buon modo per ricominciare.

E' il momento quindi di cercare sin da domani, ad esempio, un cambio di marcia sul lavoro, magari evitando di prendersela troppo per le situazioni che non posso controllare, ma allo stesso tempo non perdere di vista le tante priorità e i tanti obbiettivi che è necessario porsi per risolvere i problemi. E chissà, magari ritrovare un po' di quella determinazione e serenità che di questi tempi ho nascosto chissà in quale cassetto. Da qualche parte bisogna cominciare, proviamo da qui.

E poi il cambio dell'ora, al di là dell'ora di sonno "persa" (che avendo dormito come un sasso tutta domenica a me non ha lasciato strascichi), ha già dato maggiore entusiasmo. Più chiaro, giornate più lunghe. Ottimismo in più.

Qualche appuntamento interessante in questo mese si profila. Spero di godermeli. A partire da quelli sportivi. E' il momento dei quarti di finale di Champions, e la Juve c'è! Mercoledì prossimo sarò alla Stadium, ma prima il Bayern lo affrontiamo a Monaco. Ammetto che più ci avviciniamo alla partita e più mi sembrano scendere le probabilità di un passaggio del turno. Ma la cosa bella di questa versione della Juve è proprio quella di saperti stupire!

E di essere stupito, soprattutto in positivo, non mi stanco facilmente...

 
 
 

PICCOLI PASSI

Post n°825 pubblicato il 27 Marzo 2013 da AlexNews
 
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Mi spiace constatare che ero stato un ottimo profeta. Quando dicevo che si era chiusa una fase felice, bella ed entusiasmante dell'anno, e che ora ne sarebbe iniziata un'altra decisamente meno ricca di belle sensazioni, beh... avevo semplicemente colto nel segno con qualche settimana di anticipo.

Il mese di marzo, seppure come spero di riuscire a raccontare ha riservato comunque qualche bella parentesi, è stato decisamente più nero, teso, problematico. La settimana scorsa poi ho avuto un picco di tensione che se da una parte avrei davvero voluto evitare, dall'altra mi ha dato la sensazione, il segnale, che qualcosa doveva necessariamente cambiare. Mi era capitato soltanto una volta, molti anni fa, di aver bisogno letteralmente di "uscire a farmi un giro", lasciare alle spalle ufficialmente la giornata lavorativa e camminare vorticosamente per potermi rimettere più serenamente al lavoro. Credo che semplicemente troppi nodi, lavorativi e personali, fossero arrivati al pettine nell'arco di pochi minuti. E per un attimo mi è sembrato semplicemente troppo. Fortunatamente in questi casi prevale la mia componente introspettiva piuttosto che la componente aggressiva, se no credo che molto semplicemente avrei scatenato un tornado in un luogo chiuso.

La cosa buffa è che quei due passi li ho interrotti abbastanza presto perché proprio mentre cercavo la calma il mio cellulare ha squillato per quella che poteva essere la soluzione al problema più grande facendomi tornare in fretta e furia (e di corsa!) da dove ero partito. Ma credo che quei due passi mi abbiano fatto bene, facendomi uscire per un attimo, e non solo metaforicamente, dal buco in cui ero precipitato e ridandomi la sensazione che, in fondo, bastava guardare le cose da un punto di vista diverso. E piano piano qualche soluzione è arrivata. Non tutte. Ma alcune si. Piccoli passi.

Gli amici, quelli di sempre, quelli più grandi, anche quelli "inaspettati", hanno fatto il resto. In fondo ho quasi sempre avuto qualcuno vicino. Molti senza neanche aver capito cosa realmente stesse succedendo. Ma contenti di vedermi in effetti un po' scuro, ma sorridere lo stesso.

Piccoli passi.

 
 
 

HABEMUS PAPAM

Post n°824 pubblicato il 14 Marzo 2013 da AlexNews
 
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E così, alla faccia di tutti gli esperti e di tutte le voci incontrollate che si rincorrevano ad ogni angolo del globo, ad affacciarsi dal loggione di San Pietro, a diventare la nuova Guida Spirituale della Chiesa è stato Jorge Mario Bergoglio, Aricevescovo di Buenos Aires ma soprattutto, da poche ore, Vescovo della Città Eterna. Per dirla tutta: il nuovo Papa. Un nuovo Pontefice che parte subito con due novità: è il primo papà latino-americano della storia e sottolinea la sua particolarità facendo su un nome importante, che nessuno prima d'ora aveva mai utilizzato: Francesco. Un buon modo di iniziara, speriamo sia al preludio ad un reale cambiamento.

Chi mi conosce bene, ma anche chi mi conosce poco ad onore del vero, sa bene come io non sia quello che si può definire propriamente un "uomo di chiesa". Ma quella stretta cerchia di persone sa anche che ho un modo tutto mio di essere credente. Magari ci si aspetterebbe che dell'elezione di un Pontefice possa anche lasciarmi indifferente. Ma la realtà è in effetti ben diversa.

Per me c'è stato un primo, grande, unico Papa. Ed era Giovanni Paolo II. Ero troppo piccolo per ricordare i predecessori. Per me il Papa era sempre stato lui. Non a caso una sua immagine da anni fa parte integrante di questo blog. Quell'uomo dal carisma immenso, affabile. Che viaggiava tanto. Che era ovunque. E che pian piano si era ammalato, scendendo progressivamente dal piedistallo divino cui era inevitabilmente destinato e che aveva fatto irruzione nell'immaginario di tutti noi con quell'estremo tentativo di affacciarsi alla Sua finestra per una benedizione, riuscendo solo in un drammatico rantolo che testimoniava da una parte la sua sofferenza ma anche la sua missione in terra.

Ricordo la notte in cui morì, ne ricordo perfino la data, anche perché per uno strano gioco del destino anni dopo sarebbe diventata il triste anniversario di una delle persone più care che hanno lasciato questa vita. Ricordo che ero a casa di un caro amico. E che sono uscito sul balcone, ascoltando le campane che all'unisono annunciavano la triste notizie. E di aver pianto. Per quell'uomo che non conoscevo e che eppure, silenziosamente, ne aveva sempre fatto parte. Uno dei miei reali rimpianti è, in quei giorni, di non essere partito per Roma con la stessa amica di cui parlavo a rendere omaggio alla sua salma. E uno dei miei desideri e di potermi recare un giorno a fare visito almeno al suo sepolcro.

I giorni a venire furono particolari. Guardavo la marea di persone che incessantemente sfilava accanto a lui e intanto mi appassionava ai rituali che si stavano preparando. Quello fu il "mio" primo conclave. Preso dalla commozione per Giovanni Paolo II e dalla curiosità lessi ogni articolo possibile su come il conclave si svolgeva, sui luoghi, sulle modalità. E ne rimasi affascinato. La fumata bianca di allora arrivo intorno alle 18.00. Stavo uscendo dall'ufficio. Corsi a casa per vedere l'elezione del Papa. Ed ero sinceramente commosso ed emozionato. Benedetto XVI, affacciandosi al loggione, non mi colpì. Perché per me il Papa era un altro. E forse lo è restato così tanto da non aver mai avuto in particolare simpatia il suo successore.

Quando ho appreso delle dimissioni di Ratzinger sono rimasto perplesso. Ripeto, non sono un credente patentato. Però non mi sono piaciute. Non so spiegarmi, forse la testimonianza della malattia offerta da Giovanni Paolo II era stata così intensa da rendere difficile credere che un Pontefice potesse rinunciarci. Mi è sembrata più la scelta di un Capo di Stato che non di una Guida. Se Dio, tramite il Conclave, tramite i Cardinali, ti ha scelto come sua testimonianza in Terra, come suo portavoce... La vecchiaia, la malattia, fanno parte di quella testimonianza. O almeno secondo il mio punto di vista. A me faceva un po' effetto l'idea di Benedetto XVI seduto davanti alla TV ad aspettare di sapere chi sarebbe stato il suo successore. Gli altri Papi prima di lui l'elezione l'hanno vista dall'alto dei cieli, non da un televisore in HD...

Non mi è piaciuto all'inizio, non mi è piaciuto alla fine. Forse anche per questo, oltre che per i soliti ritmi e impegni che in certi casi mi impediscono di vivere bene le mie emozioni, anche il nuovo Conclave e l'attesa per l'elezione hanno fatto su di me poca presa. Credo inconsciamente di non aver considerato "chiuso" il papato precedente.

Eppure. Eppure ho guardato con curiosità le notizie per sapere di che colore fossero le fumate. Ho ascoltato i pronostici, le idee. Se si risolve nei primi due giorni esce di sicuro uno dei quattro favoriti... Quante cose dicono i cosiddetti esperti eh? Credo che il buon Francesco I non fosse neppure tra i primi 30 ritenuti più papali...

Stasera ho terminato tardi. Una riunione. Una di quelle dove le cose girano male e ci si mette pure qualcuno a cui tieni a darti una bella mazzata facendoti passare da incompetente sia nel lavoro che nella vita. E mentre mi avviavo verso la macchina, cercando di cancellare la delusione, ho sentito le campane. Tante. Tantissime. Ho telefonato a casa per telefonare che stavo tornando e ho chiesto: "Ma, hanno fatto il Papa?". Quando mi ha madre ha detto che era appena iniziata la fumata bianca ho ritrovato il sorriso. Non so perché. Non c'è una spiegazione logica. Lo ribadisco. Non sono un credente classico. E non sono neppure uno che condivide le scelte della Chiesa, anzi sono sempre stato piuttosto critico.

Eppure sono salito in macchina, ho sintonizzato la radio su RTL che sapevo avrebbe seguito tutto in diretta, e ho ascoltato ogni singolo minuto dell'attesa. Ho cercato di fare il più velocemente possibile (che è sempre piano) perché volevo vedere in diretta anche io chi era il nuovo Pontefice. Che buffo, ho perfino fatto di corsa le scale. Credo che anche i miei siano rimasti sorpresi di tanto entusiasmo. Vedevo le immagini della piazza che fino a poco fa mi erano solo descritte e ho provato un po' di invidia per la gente che era lì. In un modo o nell'altro si stava scrivendo una nuova pagina di storia.

Quando è stato annunciato il nome in latino mi aspettavo di sentire "Angelum" e invece era un nome composto. Quando ho sentito "Bergoglio" ho pensato che fosse italiano e mi sono scoperto a sorridere ancora di più. Un po' di nazionalismo. O di tifo. Giratela come volete. Quando poi ho scoperto che era argentino inizialmente ero un po' deluso, lo ammetto, ma è durato poco. Giusto il tempo di vederlo affacciarsi.

Mamma mia, chi ha visto "Habemus Papam" di Nanni Moretti non avrà potuto fare a meno di provare un po' di pena per lui. Ha salutato timidamente e per un po' mi è sembrato ipnotizzato dalla visione di quel mare di folla che lo acclamava. Era smarrito, emozionato. Molto uomo. Sembrava chiedersi se tutto quello non fosse troppo grande.

Poi quando si è trovato davanti il microfono, qualcosa è cambiato, non trovate? E' partito con quel "Fratelli e sorelle" recitato come in trance, come se cercasse le parole. E poi l'ha trovata. Quasi d'istinto, come per magia, illuminandosi in un sorriso quasi come se si fosse reso conto che era la cosa più bella e più semplice da dire: "Buonasera!". Ma non è stata la parola. E' stato il modo. Semplice, sincero. Dal cuore. Anche per quello, mentre parlava, mi sembrava un nonnino. Ma di quelli simpatici. Non di quelli bronotoloni.

Di quelle prime parole mi è piaciuta la semplicità, la naturalezza. Anche quando ha rivoluto il microfono per salutare ancora e, molto ingenuamente, ha quasi farfugliato un "Ci vediamo domani" rendendosi subito conto che difficilmente sarebbe stato possibile ma quasi a raccontare una grande vitalità, una voglia di essere da subito con la gente, per la gente. E visto che a quanto pare è una persona che arriva dalla povertà c'è da sperare che sia davvero così.

Se non lo si è capita questo Francesco I mi è piaciuto molto. Poi saranno il tempo e soprattutto le sue azioni e decisioni a dirci cosa rappresenterà per noi e per la storia questa nuova figura di riferimento. Però mi piace pensare che, oltre alle sue piccole novità delle origini, del nome, di quel "Buonasera" bellissimo da rivedere e riascoltare, riuscirà a dare davvero un messaggio positivo a tutti. Che riesca con forza e vigore, ma soprattutto con umanità, a ridare speranza e convinzione. Lui dice di arrivare da lontano, dalla fine del mondo, magari ci aiuterà a farlo ricominciare.

 
 
 

TUTTO PUO' ACCADERE

Post n°823 pubblicato il 05 Marzo 2013 da AlexNews
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Ci sono mille modi per iniziare a raccontare la giornata di oggi. Ho iniziato e cancellato la prima frase almeno una decina di volte, prima di rendermi conto che non c'è il modo giusto, non esiste una frase che possa contemporaneamente far presa ed essere realmente esaustiva. Perché quella che doveva essere una giornata come tante, alla fine è stata completamente diversa, imprevista e soprattutto difficile da spiegare.

Innegabilmente il modo migliore è partire dall'inizio. Direi dalla sveglia. Pesante, come da un po' non capitava. Lo dicevo ieri, sapevo che era stata la fine di un periodo d'oro e che ne iniziava uno sicuramente più complicato. E forse questo ha condizionato il risveglio.

A dire il vero la prima parte è stata decisamente positiva. Da qualche tempo, mentre faccio colazione, consulto Facebook, ormai una piccola droga. E l'occhio cade sempre sull'argomento del Trio Medusa, che su Radio Deejay mi tiene compagnia quando la giornata lavorativa parte alle 8.30 a Varallo. Prendono spunto da una notizia particolare, la "lanciano" con una simpatica canzone e poi propongono agli ascoltatori di mandare degli aneddoti che poi leggeranno in diretta. E l'argomento di oggi era "la battuta impropria" tipica di chi non riesce davvero a fare a meno, anche quando non dovrebbe, di fare una "simpatica" battuta. Il più delle volte fuori luogo pure quella. E subito ho pensato che nessun argomento mi si addiceva di più. Spesso ho disquisito del "gusto della battuta", della mia inesorabile necessità di non stare zitto e soprattutto, nel farlo, di cercare sempre e comunque la battuta ad effetto, spesso per stemperare un momento di tensione o, semplicemente, per cercare di strappare una risata! E mi è venuta in mente una mia famosissima battuta, sparata ad una cara amica nel corso di una serata speciale, in cui quello da tirare su di morale ero io, e nel corso della quale non avevo saputo fare a meno di essere io quello che avrebbe sparato quella più grossa... Per esigenze di praticità, nello scriverlo al Trio, l'ho leggermente cambiata nell'incipit finendo per scrivere così:

"Tutto perfetto, stavolta l'ho conquistata... ma... la luce non si accende, oscurità totale... "Tranquilla, sono come i gatti" "Nel senso che vedi al buio?" "Noooo! Nel senso che riesco a leccarmi le p...."... Chissà perchè non è finita come speravo! Alex da Trivero"

Ricordo che quella sera eravamo tutti scoppiati a ridere... Ed evidentemente è la stessa cosa che dev'essere successa in redazione... Quando è venuto il momento della lettura dei messaggi ho pensato che forse lo avevano visto perché il Trio ha cominciato a dire che Prevignano (il giornalista che legge i messaggi) avrebbe rischiato il posto nel leggere "la piegatura", ovvero il miglior messaggio della giornata. E su questo ci hanno marciato un po'... Fino a quando iniziando a leggere il messaggio ho scoperto che era davvero il mio. E che sono scoppiati tutti in una fragorosa risata. Argomento poi ripreso nel "blocco" successivo deridendo il giornalista e riprendendone una parte. Insomma, con quella battuta ero riuscito a far ridere anche "fuori confine". Una piccola grande soddisfazione lo ammetto. Ho anche scaricato l'audio della puntata. E ammetto che risentirla mi ha molto divertito!!!

Sono così arrivato in ufficio piuttosto entusiasta di questa "bravata". Per non parlare del fatto che, stranamente, per essere un lunedì, c'era anche un clima piuttosto allegro, sereno. Disteso, ecco. Ma come purtroppo spesso capita, era soltanto una mera illusione. Nell'arco di un quarto d'ora la drammaticità del nostro lavoro avrebbe preso il sopravvento con tutta la sua forza, cambiando radicalmente l'inerzia della giornata e gli umori di tutti noi.

Trattandosi di un argomento oltremodo delicato non posso (e neppure voglio, per inciso) fare cenno, neppure per sommi capi, a quanto accaduto. Non è importante. E' importante semmai, almeno per me, quello su cui ho avuto successivamente modo di riflettere...

Ho pensato molto a come sia davvero impossibile prevedere cosa il destino ti stia per mettere di fronte, a come per quanto tu cerchi sempre di dare il massimo, di prevedere ogni mossa e di lavorare su ogni possibile alternativa, non c'è davvero nulla che non possa accadere. Nulla per cui tu sia stato davvero totalmente pronto. E il destino si diverte spesso a presentarti la situazione quando meno te lo aspetti, magari in modo drammatico, ineluttabile, beffardo. Forse per il gusto di saggiare la tua forza, la tua reazione. E in quei momenti tu non puoi sapere come reagirai davvero. Ma lo farai. Sempre. Trovando forze che neppure sapevi di avere.

Ma allo stesso tempo, così come ho "imparato" che nulla mai può essere dato per scontato, ho anche visto come non sia vero che la gente sia necessariamente menefreghista, interessata solo a se stessa. Se hai avuto la pazienza e la volontà di fare del bene, di fare del tuo meglio, qualcosa di quello che hai seminato facilmente lo raccoglierai. Magari con sfumature diverse, magari non nel modo e nella quantità che avresti voluto tu o di cui hai realmente bisogno... ma scatta comunque la solidarietà, l'aiuto, l'affetto, la comprensione. Che difficilmente risolvono il problema nella sua sostanza. Ma ti possono aiutare a scaricarne il peso, o quantomeno ad alleggerirlo, ad affrontarlo in modo diverso.

E allora ho ripensato a quante volte in passato, alle prese con problemi di natura diversa ma spesso ugualmente complessi da gestire, ho avuto la capacità di reagire, di uscirne fuori. Di cadere, di pensare che da quel punto in poi non avrei più potuto rialzarmi in piedi e riprendere il cammino. Salvo poi ritrovarmi ancora in marcia. Magari con un fardello in più, ma sempre intento a riprendere il passo, magari abituandomi con il tempo a portare con me quel peso fino a non rendermi più conto di averlo. Ed è innegabile che non sempre mi sono alzato da solo. Spesso ho avuto bisogno che allungassero le mani verso di me quelle persone con le quali condivido una parte della mia strada. Amici. Alcuni dei quali hanno tenuto tesa la loro mano anche quando non la vedevo o che addirittura non capivo che me la stavano tendendo, troppo preso a lamentarmi della mia caduta. E ho ripensato che sono stato fortunato ad avere tante persone che camminano con me. Ma anche di essere stato bravo ad averle comunque sempre voluto vicine. E di essere stato scelto da loro per camminare con loro.

Ammetto poi che vedere stare male le persone a cui tengo di più è sempre una grande sofferenza anche per il sottoscritto. Se dovessi dire di aver lavorato con serenità questo pomeriggio sarei uno spudorato bugiardo. So che è impensabile poter avere una bacchetta magica per risolvere tutti i problemi delle persone cui vuoi bene. Ma dannazione, quanto mi piacerebbe poterlo fare per davvero! Lo dico sempre e lo ripeto una volta di più. Non può e non deve necessariamente girare sempre male, no? In questo lavoro ho conosciuto colleghi (molti poi diventati amici) che meritano molto di più di quello che stanno ricevendo in cambio dal loro impegno, dalla loro passione, dalla loro voglia. E sono convinto che arriverà il momento in cui le cose gireranno per il verso giusto. Per tutti. Semplicemente perché non può essere diversamente. E così quando le cose sembrano andare in tutt'altra direzione ne sono sempre sinceramente dispiaciuto.

Mi sono avviato alla partita di stasera con questo turbinio di pensieri in testa. E ammetto che quando siamo arrivati a Verrone e scoperto che eravamo in esubero di un'unità, l'idea di prendermi un turno di stop l'ho accettata di buon grado. Certo, anche giocare non mi avrebbe fatto male, avrei avuto modo magari di scaricare un po' della tensione che inevitabilmente avevo accumulato, ma allo stesso tempo si trattava di una partita fondamentale ed era giusto che la si affrontasse con la giusta testa. Cosa che forse non tutti hanno fatto. Credo che dopo 5 vittorie consecutive, e la possibilità di sorpassare il Gattinara ottenendo il quarto posto in classifica, abbia finito per farci credere che avremmo avuto facilmente ragione di una squadra già battuta all'andata quando eravamo in piena crisi. E invece le cose sono andate diversamente. Abbiam trovato sulla nostra strada un portiere davvero strepitoso (un po' troppo plateale e acrobatico per i miei gusti ma comunque bravissimo) e con qualche errore di troppo anche in difesa a 5 minuti dalla fine eravamo sotto 3-1. Per fortuna la nostra reazione veemente ci ha portato prima della fine ad un 3-3 che ci permette di sperare ancora, ma non credo che ci sia molto da essere soddisfatti viste le ambizioni con cui ci eravamo presentati.

Sorvolo sulle tensioni della partita, degli scontri con un arbitro che definire presuntuoso è essere blandi e delle inutilissime discussioni al termine di una partita di calcio a 5 tra dilettanti (come se non ne facessimo già abbastanza nella vita) perchè ho già scritto fin troppo e anche perché, alla soglia dei 38 anni, credo sia ora di dare una svolta anche a questo genere di situazioni... Voglio dire, non me la prendo per aver fatto Varallo-Verrone-Trivero per non mettermi neppure addosso la maglia da giocatore e dovrei sprecare energie per un arbitro? Non mi sembra il caso...

E ora vado a mettere la testa sul cuscino. Dopo una giornata così meglio mettere un po' di benzina in corpo. Perché ormai dovrei aver capito che non posso davvero sapere cosa succederà domani...

 
 
 

HO COME LA SENSAZIONE CHE...

Post n°822 pubblicato il 04 Marzo 2013 da AlexNews
Foto di AlexNews

E' tutto il giorno che ho la netta sensazione che la serata di ieri, passata allo Stadio di San Siro, in uno Sky Box a godermi in un lusso a cui non sono abituato, la partita di campionato tra Milan e Lazio, sia idealmente il punto esclumativo a questi due mesi del 2013. Anzi, ad essere onesti, ho la netta sensazione che ne abbia rappresentato l'ideale epilogo, l'ultimo di una serie di lunghi eventi che ha reso questi primi 60 giorni dell'anno davvero unici e speciali. Un po' come dire: "Bene Alex, hai iniziato alla grande, hai pigiato forte sul pedale e anche se non ti sei fermato mai hai provato sensazioni ed emozioni fortissime. Ora è il momento di accostare, prendere un bel respiro e ripartire. Di nuovo. Ancora".

Credo sia una considerazione non troppo lontana dalla realtà. So bene che ora inizia una fase delicata nel lavoro, dove, nonostante il ritmo non sia mai stato realmente basso, già da domani non ci sarà tempo per scherzarci su, bisogna necessariamente tirare le somme e, di conseguenza, mettersi ancora una volta alla prova. Lo faccio con ottimismo. La settimana da cui siamo usciti, per tutta una serie di motivi, era tutto meno che semplice. E siamo qui a raccontarlo.

E ci sarà la Pro Loco, con le date delle Feste principali che si avvicinano a grandi passi. Ci sarà il mio discorso di recupero fisico, dove non basterà contenersi nel cibo (anche se ammetto che in questi due giorni non mi sono davvero controllato...) ma sarà necessario fare un ulteriore salto di qualità. Che detto in parole chiare vorrà dire inforcare il più possibile le scarpe da ginnastica. La scusa del buio, della neve, dell'essere uscito tardi da lavoro non potrà reggere a lungo.

O forse la mia è solo una sensazione dettata che periodi così intensi e contemporaneamente così belli, non sono abitutato durino troppo a lungo. 60 giorni sono giù tanti, in fondo. Ma davvero non troppi.

Insomma, mi sa che domani, da quando riaprirò gli occhi, dovrò cercare di non pensare troppo e mettermi subito in pista. Vediamo cosa prevede la sceneggiatura del giorno. Di certo un po' di chilometri di strada... Parto a Varallo e poi si va a giocare a Verrone con il TriveroPonzone. E, una volta tanto, è una partita che vale per la classifica... Magari un prolungamento del periodo esaltante non ci starebbe neppure male, no?

 
 
 
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Un blog di: AlexNews
Data di creazione: 25/01/2006
 

HOPE SOLO TRIBUTE!

Tributo ad un portiere straordinario... in tutti i sensi!!!

 

FANTACALCIO!

LEGA LA FIGA 2011/2012. 

Ultima giornata:

Nessuno - Lucerta: 0-1
Novareja - Fun Club: 1-1
Valmos - B.ta Spinei: 1-0
Purchera - Thunder.: 1-2

CLASSIFICA:
LUCERTA 52
NOVAREIA 51
VALMOS 47
FUN CLUB 46
THUNDERS. 41
PURCHERA 30
NESSUNO 26
B.TA SPINEI 25

LUCERTA CAMPIONE !!!!

 

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