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Terra d’occidente…Tempo d’abbandono

Post n°99 pubblicato il 26 Giugno 2012 da alfazulu31

 

Nel tempo dei re, dei miti, degli imperatori non era concesso dedicare tempo all’abbandono se non si era riconosciuti ed indicati dal potere. Rari i casi di bastian contrari, spesso finiti ai ceppi o sotto le trame della tortura. Non tutte le terre seguivano l’appropriarsi del sé.

Meglio sarebbe tirare una linea di demarcazione fra un prima in accelerazione verso la coscienza della libertà ed un dopo in cui si spegne il sogno in secula seculorum.

Oh certo regole brute accompagnavano alla rupe Tarpea, all’impalazione, allo scuoiamento, al seppellire vivi i servitori, congiure all’ordine del giorno, ma il tempo antico camminava verso la libertà della civitas. Il Senato aveva voce, giustizia sommaria allo stile dei Proci infilzati, ma chiare le redini conducevano l’orientamento.

E brusco il cammino fu interrotto. Le orde, innocenti, travolsero il progresso. Vennero distrutti secoli di pensiero, a ferro e fuoco il ragionamento, perso il tentativo.

E venne il buio dell’età di mezzo, un tempo lungo d’imbarbarimento. Un tempo in cui il potere tesseva ragnatela che ancor oggi mena gloria. Tutto ribaltato, persi gli insegnamenti di Socrate e Platone, e quel progetto grande di chi fu Crocefisso.

Tempo buio, senza storia, se solo di leggende si alimenta. Tempo buio di deserto e silenzi urlati nella negazione dell’essere vivente.

Tempo buio di strategia sopraffina, l’invenzione del sangue blu e della sua Regina, della linea discendente, delle caste e dopo niente.

Tempo buio di tranelli, di inganni, di radici che diventano divine e che uccidono il pensiero.

Nessuno poteva permettersi il lusso di pensare, di scrutare lo stellato, di proporre alternativa. Di Galilei sappiamo tutti.

Non eran tempi d’abbandono, c’era spazio solo per sopravvivere ad una vita infame, gettata alle ortiche, una vita da suicidio di massa perchè senza speranza, negata è ogni via di fuga. C’era tempo e forza appena per sfamare la famiglia e arricchire il vassallo. Un disastro della mente che durò mille e più anni.

E’ vero l’arte prosperò, e seguirono le cattedrali gotiche innalzate al cielo, Dio solo sa come e a che prezzo, Leonardo e Michelangelo Giganti, il poeta d’Albione e quello di Toscana sovrani, Newton e Beethoven disegnavano armonie dell’universo e Mozart le trasportò all’eterno.

Oh focolai di tentativi fiammeggiarono ovunque, in autospegnimento e nel ritorno della restaurazione in costante peggioramento.

Nulla valse il Capitale, fu tradotto da un’oligarchia ignorante.

Non c’era ancora tempo per pensare. Lavorare, dormire, filiare, morire…non pensare tu che stai alla base. Anche gli intellettuali han fatto danni, con linguaggio complicato a parlare di operai a cui non avevano mai stretto le mani (quasi mai).

E’ recente la conquista del tempo per pensare, per staccare, per sognare, finalmente per comunicare…non è ancora a punto l’organizzazione del superorganismo-umano, ma continua a camminare.

Non più terre d’occidente, terre confinanti, limitrofe li a portata di un click: la conoscenza nel confronto, nel racconto.

E’ qui in questi spazi webiani che sta arrivando il tempo d’abbandono, il tuo tempo che riempi di emozioni, sentimenti, vibrazioni, che comunica ad un livello così profondo, aiutato dall’anonimato (non sempre), scavi e trovi te stesso nell’incontro con gli altri. Questo è il tempo di abbandonarsi, senza paure. E’ il tempo della scoperta, dell’abbandono delle false verità, delle infrastrutture ingannevolmente create. E’ il tempo di riprendere le pensate di millenni fa, ed accorgersi che è vero Panta Rei ma scorre verso Qualcosa d’Immenso. Teorie del Caos, affascinanti, Entropia non si discute, sostenute dalle scienze. Non sta nell’Ordine la ricerca, ma proprio nel seguire la Natura. Il pensiero che si blocca, che non crea, si marmorizza in un Ordine indirizzato dal regnante. Il pensiero che libera, spingendo fuori di sé stesso miliardi di cellule che si scontrano (S) ad aumentare l’Energia: è l’abbandono. L’unica possibilità: abbandonarsi subito.


Queste da cui scrivo, da cui leggete, sono Terre d’abbandono, è tempo di lasciarSi.


AlfaZulu31


* a tutti gli abbandonati da sé...non siamo ancora fuori dal MedioEvo

 

 

Originale 1971 o giù di li, lato B di "Impressioni di settembre"

 

 

...per chi indovina chi suona il flauto con la PFM un wend a casa nostra…vietata la ricerca in rete mi fido di Voi…

per vedere questo video cliccate sull'icona rossa di you tube dopo averlo fatto partire...non ditemi perchè non si avvia se non così...quindi riaperto il concorso dopo che Perlina si lamentava che il video non era fruibile...

 
 
 
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