BLACK
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Post n°129 pubblicato il 23 Maggio 2013 da alfazulu31
E' nella luce del giorno... ...accecante o buia come oggi che imperi sui miei pensieri nutri il mio desiderio nel riempire pause di brivido assente Come prigioniero mi aggrappo alle sbarre di questa gabbia e un urlo deformante rilascia la gola Passi velata di nudo dalla mia cella con smorfia a schernire l’evidenza della brama che preda la ragione Ti diverte tenermi li nell’angolo della tua fortezza Ti appaga venirmi a trovare per rimirare il piacere tuo d’essere oggetto del mio folle rincorrerti. Non ricordo come mi imprigionasti ma non fare mai l’errore di entrare in quella gabbia. Non sfidare la sorte. Mi nutrirei della tua carne dopo averne assaporato ogni singolo anfratto dopo averla sentita urlare il suo piacere dopo averla vista dominata dal mio AlfaZulu31
AZ31 ringrazia l'autrice del video
La carezza del Vento
Fa7+ Sol7+ Lam Do Re Fa Si sta alzando la bufera…finestre aperte entra Vento che è carezza e sussurra…e ti tocca Fa7+ sol7+ Il vento è imprevedibile…inverte spesso il suo Senso Lam Do Re Fa Con te uscirei in mare aperto Sarebbe bello navigare insieme
sulla tua barca contare le stelle abbracciati
Con te mi coccola l’onda… …ti stringerei le spalle calda brezza della notte… Lam sol re …accarezzando il nostro essere donna e uomo per noi… Fa7+ sol7+ Essere farfalla non è da tutte Essere farfalla sei solo tu Lam Do Re Fa Accarezzo il mio essere donna…per te Graffio il mio essere uomo…per te La farfalla si posa bagnata sul tuo sogno… Lam sol re Proverò a toglierti i respiri… Fa7+ sol7+ Fa7+ sol7+ Come farò a baciarti…senza respiro Lam Do Re Fa E’ la ragnatela che avvolge la piccola farfalla Fa7+ sol7+ Sei dentro me…ti sento. Fa7+ sol7+ Essere farfalla non è da tutte Essere farfalla sei solo tu Lam Do Re Fa La farfalla si lascia baciare bagnata Lam sol re …il mio pensarti Fa7+ sol7 + Mi batte forte il cuore…amore
Mi batte forte il cuore…amore
Mi batte forte il cuore…
…………………..amore
Fa7+ sol7+ ….. fa7+ sol7+ fa7+ do9 lam7+
Alfazulu31
*.................................... |
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Post n°128 pubblicato il 19 Maggio 2013 da alfazulu31
THE LAST REVOLUTION…PERHAPS: una storia d’amore
Le cose che sappiamo
a Karla
e…AM
PREMESSA
post n 2 del 7 luglio 2011
1 PRIMA DELL’ADDESTRAMENTO E MOLTO PRIMA DELL’ULTIMA RIVOLUZIONE
Il capitolo pubblicato
2 IL TEMPO DELL’ADDESTRAMENTO
Il cane, i viaggi, i libri, la storia, le cose, i desideri, noi, gli altri, gli ultimi vent’anni,…., la scelta del luogo e la costruzione del nido, il vecchio del paese (custode degli strumenti della terra), l’elicotterista, il tecnico FV, il muratore,… odio il coniglio…
3 UN PASSO INDIETRO
L’incontro, la passione, il rilassamento, la perdita e l’incontro, la passione, l’attenzione, la partenza.
Segnali di Karla (la malattia invisibile)
4 L’INIZIO DELLA RIVOLUZIONE
Il sistema è colpito a morte
L’appuntamento con Alex e il racconto dell’organizzazione, i blog, i luoghi del ritrovo, l’invito all’ascolto, il messaggio.
L’ultima cena ed il ritorno da Karla.
5 IL VOLO DI KARLA
L’ultima visita a Moi
post n°87 del 17 Aprile 2012, piaciuto immensamente alla sensibile Gradiva, bacio
Il ritorno e l’ultima salita all’alpe, la porta aperta, il ritrovamento (anche del cane), la pira, la pausa, l’immobilità.
6 LA VISITA INASPETTATA E LA STORIA DI ALEX
Qualcuno sale all’alpe, cerca il Progettista, nego di esserlo, mi racconta di Alex e della sua morte, gli interessa poco di me vuole la seconda parte del programma, nego non so di cosa parli, lui: “giusto te ne stai fuori dal sistema anche da quello che hai invitato a costruire nuovo, perfetto sei tu. Me ne posso andare. Ti lascio le sue ceneri.” L’immobilità.
7 L’ULTIMO SALTO
La parete della follia… scalata
Le aquile e l’abbandono
Le ceneri, il punto di lancio, lo spargimento delle ceneri, l’apparizione delle aquile il taglio delle funi
Il gioco di Alex e Karla: epilogo.
Il gioco di Alex e K: epilogo
Alex:“Era ora che arrivassi, Siamo in ritardo, ci hanno concesso l’inconcedibile. Sbatti ‘ste ali che si sale”
“Fino a dove?”
Karla: “Sino a quando non si potrà più tornare indietro. Sei pronto?”
“Quando mai non lo sono stato. Sto bene. Saliamo”
Karla: “Come sta Moi?”
La guardai con occhi mai visti di aquila che piange. I suoi: luminosi, sicuri, sereni come mai.
Karla: “Amore solo Amore, è sempre stato solo Amore. Tu hai fatto sempre e sino all’ultimo quello per cui hai acquistato la vita, non l’hai persa. Ti sei donato sempre senza riserve, non mi è mancato niente, a Moi purtroppo è mancato un uomo come te, un po’ l’ha avuto, troppo poco per Lei, non potevo lasciarti andare via, eri mio, non ho mai capito che tu non sei mai stato di nessuno, non perché sei solo di te stesso, ma perché sei di tutti.”
“Tu non l’hai mai fatto”
Karla “Che cosa ne sai! Magari sono stata solo più brava a nascondere! ahahah!”
“Sei diventata spiritosa tutta di colpo! Avresti dovuto esserlo di più nella vita”
Karla: “Piantala borbottone, ormai non conta più. Non l’hai persa la vita, l’hai acquistata”
“La stessa frase di Moi. Moi ci raggiungerà presto”
Karla: “Lo so”.
Karla: ”Sai cosa ci aspetta lassù?”
“No e tu?”
Karla: “Diciamo che abbiamo avuto tempo di pensarci, ce l’hanno dato, lo danno sempre. Per te c’è stata un deroga ti spiegheremo noi salendo”
“Cosa c’è lassù?”
Karla: “Non lo sappiamo, ma non vediamo l’ora di arrivarci. Guarda giù, guarda come siamo alti, come siamo lontani da quella che abbiamo sempre chiamato vita. Ora guarda su, la nuova vita”
“Ci sarai Tu?”
Karla: “Non penso, non ci sarà nient’altro che Amore”
“Allora ci sarai…per sempre.
Che si mangia?”
Karla: “Il tuo piato preferito amore mio: Coniglio!!!”
“NOOOOOOO! Odio il coniglio”
Fine
AlfaZulu31
* iniziato nel 2003 finito nel 2008...........................
** grazie per aver letto questa riflessione, un po’ pesante lo ammetto, e per il dibattito che avete sostenuto. Un abbraccio d’amicizia a tutti voi, irrinunciabile sentirvi. |
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Post n°127 pubblicato il 17 Maggio 2013 da alfazulu31
Ma come togliere al sistema il suo carburante? Me l’avrebbe insegnato l’addestramento. Non sapevo quanto tempo ci sarebbe voluto e nemmeno se sarei riuscito a terminarlo. Sapevo solo che era giunto il tempo di addestrarsi, altri lo stavano facendo ma commettendo un errore. Lo facevano senza affetti e senza obiettivo. Era un metodo antico, era il raggiungimento dell’ascesi, un processo spirituale più che religioso.
L’addestramento che andavo ad iniziare non aveva nulla di ascetico aveva i piedi ben piantati in terra, aveva un obiettivo: rompere i meccanismi del sistema imperante e accompagnarlo all’estinzione decretata dalla natura. Una semplice accelerazione del processo. Nulla di trascendentale, nulla di più di un banale processo sociale e civile. Nulla di più di una noiosa ripetizione di quanto era già stato tentato nella storia dell’uomo, il solito corso e ricorso di Vico. L’età degli uomini doveva pur giungere, l’età in cui “tutti si riconoscono uguali nella natura umana” in cui “gli uomini prima sentono senza avvertire; dappoi avvertiscono con animo perturbato e commosso, finalmente riflettono con mente pura”. Com’è se lo dice Giambattista è un filosofo, se qualcuno cerca di dare una spintarella nella direzione dell’accadimento è un superficiale? Ma può anche capitare che “gli uomini prima sentono il necessario; dipoi badano all'utile; appresso avvertiscono il comodo; più innanzi si dilettano nel piacere; quindi si dissolvono nel lusso; e finalmente impazzano in istrapazzar di sostanze”.
Giambattista sei superficiale, banale e demagogo ma quanto ci hai visto bene, anche coca, anfetamine e pasticche avevi previsto.
L’ennesimo tentativo di mettere ordine in un mondo che per definizione scientifica era governato dal caos e dal caso (entropia), non per nulla anagrammi.
Il metodo per raggiungere la meta te lo indica non la scienza ne la religione te lo indica la tua anima, il soffio, (per altri il tuo Nefesh, Neshamah, Ruach, Anupadaka, …) o l’anima del mondo (per altri Manitou, Atman ……). E l’anima non ha nulla a vedere nè con la scienza nè con la religione.
L’anima è il mio sentire che sente il respiro dell'universo.
L’obiettivo era dare una spinta al processo di estinzione del sistema dominante, ma questo rappresentava la prima parte del processo, la seconda parte era la meta finale, era, come sempre, la libertà. Avrei dedicato il tempo che mi restava per raggiungere l’obiettivo, della meta finale non sapevo nulla e non avevo nessun potere per incidere sul suo raggiungimento. La meta è una e condivisa. I cammini sono molteplici, alcuni vanno incontro alla meta, altri nella direzione opposta. Il compito che mi ero prefissato era quello di rendere visibili i sentieri che portavano ad incontrare la meta.
Rendere visibili, cominciavo a capire, cominciavo ad usare i metodi del sistema.
Poteva essere la chiave che apre alla soluzione. L’addestramento al distacco mi avrebbe chiarito le idee.
I più grandi asceti del mondo, figli di dio, santi hanno perso le staffe almeno una volta. Il più grande, forse, non ebbe nessuna pietà per il ladrone che imprecava. Non aveva capito niente, non chiedeva nulla, non aveva definito la meta, si era accontentato di condividere un modello, quello imperante, quello sbagliato. Perché spiegargli il viaggio, perché perdere tempo. Peggio per lui.
Queste erano le mie conoscenze prima dell’addestramento. Partivo con il vantaggio di essere superficiale, banale e demagogo ma sapevo di essere in buona compagnia.
Questa era la mia condizione al tempo dell’inizio dell’addestramento.
Fine Capitolo I
AlfaZulu31
* iniziato nel 2003 finito nel 2008...........................la Premessa si trova su questo blog
post n 2 del 7 luglio 2011
** gli altri capitoli ve li risparmio, dopo la lunga introduzione al prossimo post si chiude con questa che resta solo una storia d’amore
*** sulla terminologia religiosa (anima) invito l’amico Mario, tenendo conto della sua conoscenza della materia, a correggermi ed integrare che io possa sistemare gli errori. Grazie fratellino mio. |
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Post n°126 pubblicato il 13 Maggio 2013 da alfazulu31
Popolo dà origine a popolare, populista, parole con un significato non negativo ma di basso livello. Parole che non mi piacciono. Popolo riempie la bocca forse ma lo apprezzo di più, mai come Genti. I popoli non dovevano temere, dovevano continuare ad esistere con le loro storie fatte di tradizioni, religioni, lingue ma dovevano fare lo sforzo di diventare gente. La gente condivide obiettivi nobili e socialmente etici che fanno interagire tutti gli individui, i popoli che condividono gli obiettivi nobili si trasformano in gente e hanno la fortuna di continuare a godere della loro storia fatta di memoria, emozioni, nostalgie, fatta di racconti. Uscire dal sistema non vuol dire, l’ho già affermato, cambia te stesso. Uscire dal sistema significa portarsi via tutto quello che il sistema vuole da noi. Vuol dire sottrargli l’energia che gli abbiamo regalato per millenni. Vuol dire lasciarlo senza cibo, senza acqua, che si alimenti pure dei suoi tesori non commestibili, si alimenti pure dei suoi veleni. Uscire dal sistema vuol dire sedersi a guardare la sua agonia, la stessa che aveva preparato per noi, e non fare MAI un passo contrario alla natura che ha stabilito la sua estinzione. Uscire dal sistema vuol dire mettere da parte per un po’ la compassione, la pietà, la commozione, i sentimenti. Saranno coltivati con gli affetti e ci sarà sempre tempo per recuperarli e condividerli con tutti. Uscire dal sistema vuol dire usare le sue stesse logiche, e la logica imperante del sistema è “difendi la tua posizione contro tutto e tutti”. Tutti avranno la possibilità di uscire dal sistema ma dubito che i dinosauri si facciano da parte volontariamente. Peggio per loro li vedremo andarsene uno dopo l’altro. Chi uscirà dal sistema si scordi di entrare in un altro sistema per parecchio tempo. Chi esce dal sistema deve addestrarsi alla vita, si esce dal sistema per imparare a vivere, per essere liberi, e non si può essere liberi se si continua ad avere paura della libertà, cercando in continuazione un punto di appoggio. Il punto di riferimento è la pausa, il pensiero, la riflessione, l’attesa ed infine l’azione che si porta appresso la soluzione. Chi cerca il punto di appoggio denuncia il suo stato di servitù. La libertà è la ricerca della forza dentro noi stessi, è la ricerca dell’orgoglio e della dignità e del coraggio di vivere. La libertà è il fine ultimo dell’uomo (che antica novità!). Vecchio e Superficiale. Uscire dal sistema vuol dire chiedere indietro le nostre cose e poi stare fermi, quasi immobili, ma vigili. Quando il sistema ci chiederà: “mi dai quella cosa?” basterà rispondere: “NO.” “ma te la pago un occhio della testa”. “NO.“ “ti faccio diventare ricco come me”. “NO”. “ma non hai pietà?”. “SI”. “allora mi aiuti?”. “NO”. “perché non mi aiuti?” “perché sei il sistema e hai già fatto male a mio padre e al padre di mio padre, per non parlare di me, e metto tutta la mia residua energia affinché tu non possa fare del male anche a mio figlio e al figlio di mio figlio. Non sarò più tuo complice, lo sono stato per troppo tempo e sento già la colpa di non aver voluto mai accorgermene. Non hai nulla da offrirmi. Sei già solo non lo vedi? Non saresti mai venuto a chiedere aiuto a me. Ed ora vattene.” Non se ne andrà in silenzio, il silenzio dimostra la comprensione, ma se dovesse farlo non farti intenerire. Dai al sistema implorante quello che lui ha sempre riservato a te: indifferenza, freddezza, non considerazione, risparmiagli solo la falsità, quella che suonava “ce la puoi fare anche restando dentro il sistema”. Hai scelto di star fuori dal sistema, restaci. Lascialo andare e osserva il suo passo lento stanco incerto traballante debole. Prima che raggiunga l’orizzonte lo vedrai crollare. Cercava acqua. Solo della semplice acqua. Cercava acqua, la stessa che aveva trasformato in soldi, la stessa che era costata sangue, la stessa per cui non aveva avuto nessuna pietà per quelli a cui andava a sottrargliela. Cercava acqua e non l’ha trovata. Non godere mai per il suo tracollo e ringrazia di aver custodito e difeso quella riserva che ti ha permesso di mantenere la tua posizione e di non retrocedere.
continua AlfaZulu31
* iniziato nel 2003 finito nel 2008...........................la Premessa si trova su questo blog post n 2 del 7 luglio 2011 |
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Post n°125 pubblicato il 11 Maggio 2013 da alfazulu31
L’uomo vuole la terra e la conquista, la ruba, la compra. La terra da valore indefinibile, praticamente inestimabile tocca il valore 0. Ma questo l’uomo non lo sa, anzi afferma il contrario: “quella terra valeva 0 ora vale un sacco di soldi”. L’unità di misura “soldo” fa la differenza. Bestia, ascolta la religione, la terra è tua madre abbi cura di lei. Niente da fare, la terra anche non buona, per gli interessi dell’uomo, viene dichiarata tale e così avvengono le alluvioni, le frane, le sciagure che di solito portano via i diseredati, quasi mai i lacché, mai i dinosauri. L’uomo non ha rispetto fondamentalmente per se stesso. Una banda di criminali continua a prelevare dalla Terra, prodotti pericolosi, e ancor più pericoloso è il metodo di prelievo. Andava bene, 100 anni fa quando fu scoperto l’oro nero, ma come sempre l’uomo si ferma al primo interesse, da allora nessun passo avanti. Nessun tentativo per sostituire l’approvvigionamento, timidi pseudotentativi bloccati dalle lobbies. La forma di energia che devi consumare la scelgono loro. E’ la massa che mi stupisce, sa benissimo che tutto ciò la porterà alla rovina, ma per un pezzo di pane (leggi lo stipendio, la paga, il salario che serve solo per comprarsi il sale) se ne sta acquattata, abdicante. Tutte le volte che ha opposto resistenza il potere gli ha rivolto contro le sue armate. Le masse non sono le genti, le masse sono un insieme di individui replicanti. Le genti sono un insieme di individui socievoli. Le armate di oggi non soffocano più le ribellioni nel sangue (anche se in alcune aree è ancora così, sono le più povere, sono quelle che il sistema tiene nell’arretratezza come riserva futura), anche se il risultato è lo stesso. Le armate di oggi si chiamano finanza, economia, MERCATO. La tortura del mercato è il più raffinato strumento dell’arte della dittatura del benessere. Il mercato, per di più libero, ci porterà alla disfatta totale. E’ già successo, ma stavolta sarà l’ultima.
La politica, l’arte di governare la città, ha fallito. La politica si è piegata al volere delle armate. “E gli uomini se ne vanno a contemplare le vette delle montagne, i flutti vasti del mare, le ampie correnti dei fiumi, l'immensità dell'oceano, il corso degli astri, e non pensano a sé stessi.” Ama et fac quod vis! Rendimi casto, ma non ora (Sant’Agostino)
continua AlfaZulu31
* iniziato nel 2003 finito nel 2008...........................la Premessa si trova su questo blog post n 2 del 7 luglio 2011 ** viene prima del post precedente… |
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Inviato da: alfazulu31
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