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Creato da animalistanata il 16/08/2010
..la tua metà con piume penne e zampe..
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Green Hill non ha chiuso, dobbiamo chiuderlo noi!
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Negli ultimi mesi è innegabile che la questione Green Hill sia cresciuta
di interesse e attenzione, arrivando ad un livello di spinta mediatica e
di attenzione sicuramente inaspettato. Adesso chiunque conosce questo
lager presente sulle colline di Montichiari, così come molti hanno potuto
conoscere un mondo terribile e segreto chiamato vivisezione. I cani di
Green Hill sono diventati sicuramente un simbolo, un apripista per un
percorso di lotta a questo sterminio scientifico che avviene ogni giorno
in almeno 600 laboratori italiani, da cui escono ogni anno 1 milione di
cadaveri animali.
Noi non facciamo distinzioni di specie tra le vittime dei vivisettori,
siano essi cani o altri animali, e uno degli obiettivi della campagna è
sempre stato quello di portare alla gente e nelle piazze un messaggio
antispecista.
Ma ci accorgiamo purtroppo che quando una questione, un tema, uno
“scandalo”, diventano troppo grandi e di portata sociale allargata,
diventa anche estremamente difficile far passare alcuni concetti
fondamentali a noi molto cari. Infatti una lotta popolare molto sentita
come è questa contro Green Hill, può attrarre diversi tipi di persone, da
quelle più sincere e oneste, che per fortuna sono la maggior parte, a
quelle che cercano di cavalcarla per ottenere visibilità e consenso
politico.
E così negli ultimi mesi ci siamo trovati a dover fare i conti con
politici in campagna elettorale che usano il sentimento della gente verso
i cani rinchiusi a Montichiari, per pubblicità personale.
Avendo fatto più volte appello e pressione su diverse istituzioni che
avrebbero potuto chiudere questo allevamento, sappiamo che probabilmente
sarà la firma di qualche politico a dire la parola fine alla spedizione di
250 cani al mese da Montichiari ai laboratori di tutta Europa. Ma questo
risultato sarà quello di un movimento e di una pressione da parte della
gente, non solo degli animalisti, ma di tutti gli individui che hanno
portato in piazza la propria indignazione contro questa fabbrica di cani.
Non sarà la vittoria di alcuni politici, che per tornaconti personali, con
annunci sensazionalistici, attraverso una propaganda falsa e promesse che
non verranno mantenute, si ergono a paladini degli animali solo quando può
giovare ai loro interessi.
Ultimamente girano falsità dannose alla causa contro Green Hill, l'ultima
è stata la notizia girata su diversi media e su tutti i social network che
Green Hill avrebbe chiuso. Ormai sarà chiaro ai più che questo non è vero,
che ancora la multinazionale Marshall continua a mandare i cani di
Montichiari verso un futuro di morte e sofferenza.
Molti inoltre scrivono chiedendo come adottare i cani di Green Hill.
Questo accade da mesi ormai. A tutti loro viene ribadita una cosa chiara e
semplice: Green Hill non ha ancora chiuso e se si vogliono salvare quei
cani è necessario unirsi alla lotta e fare in modo che questo diventi
realtà!
Una cosa che ci rallegra molto, sono le migliaia di persone nuove alle
idee animaliste o antispeciste, o finora estranee ad esse, che sicuramente
sono una forza di questa lotta e che hanno scoperto il trattamento
riservato agli animali in questa società. Uno dei nostri propositi è
sempre stato infatti anche cercare di arrivare a più persone possibili con
le idee antispeciste, cercando anche di far capire che l’empatia provata
per il dolore e la prigionia di un cane dovrebbe essere provata allo
stesso modo per tutti gli altri animali, i cui destini spesso sono anche
peggiori. Purtroppo molte di queste persone non capiscono motivazioni
strategiche o idee che ci animano, così come molti non avendo un
retroterra non sanno cosa si sia mosso nel movimento animalista italiano
negli ultimi venti anni, cosa che invece si rivela sempre più importante
per portare avanti una lotta che sia efficace. Il nostro compito sarà
costantemente quello di informare e far comprendere meglio il messaggio
antispecista che vede nella discriminazione di specie, l'apice ma anche la
base per tutte le altre discriminazioni verso gli altri esseri umani.
Il fermento creatosi negli ultimi mesi e la voglia di muoversi in prima
persona che tanti stanno dimostrando sono sicuramente una speranza. Tra
scioperi della fame, presidi permanenti, tavoli informativi in tutte le
città, proteste e gesti simbolici che si stanno diffondendo a macchia
d’olio, l’effetto valanga della lotta contro Green Hill ormai si sta
facendo sentire. Non si può nemmeno più parlare della “nostra” campagna,
che avevamo lanciato nell’aprile del 2010 quando ben pochi sapevano
dell’esistenza di questo lager, ma ormai di una lotta popolare a cui tutti
contribuiscono a modo loro, spesso anche con modi e contenuti che sono ben
distanti dai nostri.
Il lato negativo di questa medaglia è purtroppo il caos comunicativo, nel
quale sia i media che alcuni attivisti non capiscono più chi fa cosa, chi
ha scritto o detto cosa e chi ci sia dietro questa o quell’altra
iniziativa. Ma, ripetiamo, questi sono i problemi derivanti dalla portata
della questione, che ormai è andata ben oltre le iniziative del
Coordinamento Fermare Green Hill, che hanno sempre avuto una impostazione
chiaramente antispecista.
Noi però siamo sempre qui.
Sempre scettici su qualunque promessa.
Sempre pronti a lottare per la chiusura di quel lager.
Sempre desiderosi di porre la parola fine alla vivisezione e allo
sfruttamento di tutti gli animali.
Sabato 4 febbraio saremo ancora una volta in piazza a Brescia, per parlare
di vivisezione e pretendere la chiusura di Green Hill!
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Presidio contro Green Hill e la vivisezione
Sabato 4 febbraio – ore 15.00
Corso Zanardelli (angolo corso Palestro - via X giornate) - BRESCIA.
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Ricevi questa mail perchè sei iscritto alla newsletter della campagna "Salviamo I Cani Di Green Hill"
www.fermaregreenhill.net
Per metterti in contatto con noi puoi scrivere a: info@fermaregreenhill.net
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PER IL "dio CALCIO" SI STANNO COMPIENDO SACRIFICIPERSINO IL COMITATO UEFA CHE NEGLI STADI PROMUOVE INIZIATIVE CONTRO IL RAZZISMOO RACCOLTE BENEFICHE PER IL CORNO D'AFRICA ..... IN QUESTO CASO STA A GUARDARE .....E COSI' UN ALTRO OLOCAUSTO SI STA CONSUMANDO A SCAPITO DEI SOLITI INNOCENTI.IL CALCIO NON PUO' ESSERE CONSIDERATO UNO SPORT MA PIUTTOSTO UN VIRUS CHE PORTA ALLA FOLLIA!!!!!!Riportiamo x conoscenza da "IL GAZZETTINO DEGLI ANIMALI (che ringraziamo per la meritoria iniziativa)Europei di Calcio 2012: UCRAINA VERGOGNA MONDIALE Una barbarie incredibile che si sta perpretando in Ucraina dove e’ in corso un assurdo sterminio per eliminare migliaia di innocenti cani in vista dello svolgimento dei campionati Europei di Calcio Polonia Ucraina 2012.
Incredibile il silenzio da parte di tutti gli stati e di tutti i calciatori che assistono impassibili a questa vergognosa carneficina che sta andando avanti da quasi un anno.
Intanto l’opinione pubblica si sta via via mobilitando e la rabbia aumenta per cercare di proteggere queste innocenti creature ed e’ anche in corso una campagna di boicottaggio nei confronti di questa dimostrazione di incivilta’ di un intero Paese come l’Ucraina.
Sono state riportate testimonianze dirette di persone che hanno assistito ad atti di indicibili barbarie compiuti da parte di cittadini e anche da forze dell’ordine. Cani e gatti sgozzati o bruciati vivi nei forni crematori mobili con la scusa degli Europei di Calcio, ma con lo scopo evidente di ottenere le ricompense che vengono messe in palio dallo Stato ucraino per ogni animale ucciso. Petizione online per sollecitare il governo Ucraino a sospendere questa barbarie
Neppure la Uefa si e’ mostrata sensibile al dramma che si sta attuando in Ucraina e il suo Presidente Michel Platini, interpellato dalle associazioni animaliste affinche’ intervenisse, ha inizialmente dichiarato che non era un problema di competenza della Uefa e solo dopo molte insistenze e minacce di boicoittaggi l’Uefa si sarebbe limitata ad affermazioni di circostanza con poca o nulla efficacia.Intanto la carneficina sta andando avanti tra lo sgomento di tutti gli amanti degli animali che si sentono impotenti di fronte a cosi’ tanta cattiveria e incivilta’ da parte di un Paese come l’Ucraina che punta addirittura ad entrare nell’ Unione Europea!
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Vi segnaliamo quanto riportato alla pagina internet di "News Animaliste" (che ringraziamo per la meritoria iniziativa)
Petizioni e mail contro il massacro dei randagi in Ucraina:
La città di Lysychansk (Ucraina Est) ha "ben pensato" che per ripulire le strade dai randagi prima dell'evento calcistico Eurofoot 2012, c'è un modo facile e sbrigativo: bruciare i randagi vivi. Le autorità ucraine stanno usando dei forni crematori mobili per sterminare questi "parassiti". Gli animali catturati vivi vengono infilati nel forno mobile crematorio a 900°. E' per questo che si lancia questo appello di sdegno al presidente Yanukovych. (ricevuto da Chiara/Enpaparma)Il testo del messaggio in italiano
Sig. Presidente, è inaccettabile che un paese che si definisce civile stabilisca di "fare pulizia " delle strade con la soppressione dei cani vaganti , nella convinzione di dare decoro alle città. Il sistema di cattura e di soppressione dei cani stabilito, di cui si ha notizia, rappresenta una vergogna per il suo popolo. Da cittadini europei civili non possiamo e non vogliamo rimanere indifferenti davanti ad una simile azione: proviamo rabbia, indignazione e vergogna per voi. Chiediamo che tale decisione sia immediatamente revocata. Contiamo sul Suo senso di responsabilità.
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Email da copiare e mettere negli indirizzi per mandare il messaggio: lovochkin@apu.gov.ua; pr_chepak@apu.gov.ua; dei@apu.gov.ua; mtm@apu.gov.ua
****************Testo da copiare in russo: (tasto copia/incolla)
Президенту Украины Г-ну Януковичу В.Ф
Г-н Президент,
неприемлимо, когда страна, считающая себя цивилизованной, решает "навести чистоту" на улицах, в уверенности облагородить таким образом города, через ликвидацию бродячих собак. Выбранная система отлова и уничтожения собак, о которой идет речь - позор для вашего народа.
Как цивилизованные европейские граждане, не можем и не хотим оставаться равнодушными, наблюдая за подобными действиями: нас переполняют гнев, негодование и стыд за вас.
Просим немедленной отмены данного решения, рассчитывая на Ваше чувство ответственности.
Член Национальной Организации защиты животных
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Un "GRAZIE" in tutte le lingue del mondo a coloro che si attiveranno per far sentire la voce degli animali!!!
Zampelibere.
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PROTESTA CONTRO LA SPERIMENTAZIONE ANIMALE IN UNIVERSITA’
Giovedì 2 febbraio – Ore 10.30 – Piazza Leonardo Da Vinci, Milano
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Il 2 febbraio saremo presenti fuori dalle Università milanesi con la volontà
di cominciare un percorso di cambiamento.
La conoscenza del problema vivisezione in Italia è aumentata notevolmente
negli ultimi anni, grazie soprattutto alla campagna contro l’allevamento
Green Hill di Montichiari, dal quale partono 250 cani al mese diretti verso
diversi centri di tortura di tutta Europa.
Tra questi centri di tortura ce ne sono alcuni anche a Milano e ci sono anche i
laboratori universitari. Clienti di Green Hill non sono infatti solo i grossi
nomi dell’industria farmaceutica o laboratori sconosciuti, nascosti nelle
zone industriali di piccoli paesini, ma anche stimati professori che tengono
lezioni e parlano agli studenti dalle loro cattedre.
Eppure nessuno conosce questa realtà: fatta eccezione dei vivisettori, i loro
assistenti e pochissimi studenti, nessuno sa veramente cosa accade nei
laboratori universitari. Si tratta di luoghi attorno ai quali in un modo o
nell’altro ruotano migliaia di persone, davanti alle cui porte passano
tantissimi studenti, ma dietro quelle porte c’è un mondo sconosciuto, si
consumano vite in gabbia per migliaia di vittime della scienza.
Stiamo compilando un dossier informativo sulla vivisezione nella città di
Milano e quanto emerge è inquietante. Pur non avendo in mano informazioni su
tutte le sperimentazioni fatte nei quasi 40 laboratori presenti a Milano e
provincia, siamo a conoscenza di decine e decine di esperimenti condotti
recentemente su macachi, cani, conigli, ratti, topi, pesci, rane.
Nel 2010 presso il Dipartimento di Patologia Animale, Igiene e Sanità Pubblica
Veterinaria sono stati acquistati 18 beagle con lo scopo di iniettare loro la
filariosi, vederne gli effetti, ucciderli e fare autopsia, .
Tra il 2007 e il 2008 altri 5 cani beagle sono stati utilizzati presso il
Dipartimento di Implantologia della scuola dentistica dell’Università di
Milano e sono stati strappati loro i denti per testare degli impianti.
Gli stessi professori nel 2011 hanno testato ben 216 impianti dentari sulle
ossa delle zampe di 36 conigli.
Decine sono inoltre gli esperimenti di tutti i tipi condotti ogni anno sui
roditori, principali vittime dei vivisettori, a cui vengono iniettati farmaci,
modificate cellule, modificato il DNA. La galleria degli orrori perpetrati
nelle università milanesi è purtroppo molto lunga.
La protesta di giovedì 2 febbraio nasce dunque dalla volontà di iniziare un
progetto di informazione e pressione contro la sperimentazione animale nelle
università italiane, che si compone di più tipi di intervento, con tre
obiettivi:
SVELARE VOLTI, NOMI E PRATICHE DELLA SPERIMENTAZIONE:
Vogliamo che chi si prodiga a torturare animali non lo possa fare nel silenzio
e indisturbato. Per questo pubblicheremo e presenteremo un dossier informativo,
con gli indirizzi di tutti i laboratori, dettagli di decine di esperimenti
condotti negli ultimi anni e i contatti dei professori che li hanno compiuti.
Oltre a fare informazione, la speranza è di poter bloccare in futuro alcuni
esperimenti.
INFORMARE GLI STUDENTI:
È all’interno delle università che vengono formati i vivisettori del
domani. Tra gli studenti che oggi popolano le aule universitarie ci sono anche
quelli che in futuro sostituiranno i loro professori o li affiancheranno nelle
loro ricerche. A questi studenti vengono presentati animali già morti,
insegnando loro a considerarli come semplice “materiale” da esperimento. Si
tratta invece di esseri viventi che sono stati uccisi per una pratica contraria
a ogni etica oltre che assolutamente inutile.
Risulta quindi molto importante cominciare ad agire fin da questo primo
approccio, lavorando affinché la sperimentazione didattica venga abolita.
Siamo inoltre interessati ad aprire brecce di comunicazione con gli studenti.
Può non essere facile comunicare con molti di loro, già indottrinati dai
professori, ma crediamo di poter trovare comunque un buon numero di studenti
interessati e aperti mentalmente, con cui aprire spazi di discussione.
PROMUOVERE L’OBIEZIONE DI COSCIENZA:
Gli studenti italiani hanno la possibilità di fare obiezione di coscienza alla
sperimentazione animale, eppure troppo spesso non ne sono nemmeno a conoscenza.
Chi invece ne è a conoscenza e vuole far valere questa scelta può trovarsi
davanti professori con atteggiamenti intimidatori. Risulta per questo
importante informare tutti gli studenti e creare una rete di sostegno e aiuto
reciproco tra chi ha deciso di non partecipare alla sperimentazione con
animali.
COSA PUOI FARE:
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*Leggi di più sulla nostra campagna contro la vivisezione:
http://www.nemesianimale.net/vivisezione/
*Puoi partecipare ai tavoli informativi e ai volantinaggi che organizzeremo
davanti alle università.
*Puoi chiederci le locandine e i volantini sull’obiezione di coscienza che
abbiamo stampato e distribuiamo gratuitamente per una diffusione negli atenei
scientifici della tua città.
*Se segui un corso universitario in cui si pratica la sperimentazione animale
scegli di fare obiezione di coscienza. Se incontri problemi e hai bisogno di
aiuto puoi contattarci.
*I moduli per l’obiezione di coscienza devono essere richiesti in Segreteria,
se trovi difficoltà a reperirli richiediceli o scaricali direttamente dal
nostro sito nella sezione: http://www.nemesianimale.net/vivisezione/universita/
*Scrivici se hai scelto di fare obiezione e ti fa piacere conoscere altri
studenti che la pensano come te.
*Contattaci se studi in facoltà in cui si pratica la sperimentazione animale e
hai delle informazioni in merito o vuoi creare un movimento interno.
*Aiuta la stampa del materiale e le nostre attività con una donazione. Guarda
a questa pagina come fare:
http://www.nemesianimale.net/sostienici/
www.nemesianimale.net - info@nemesianimale.net - Tel: 342-0509174
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NEMESI ANIMALE - Per la liberazione di ogni essere vivente
www.nemesianimale.net
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ASSOCIAZIONE VITTIME DELLA CACCIA
CONFERENZA STAMPA
PRESENTAZIONE DEL DOSSIER VITTIME DELLA CACCIAstagione venatoria 2011/2012
Giovedì 2 febbraio 2012 - ore 11,00presso la Sala Stampa NassiriyaSenato - Palazzo Madama - Roma
I
l rapporto annuale delle vittime riguarda la raccolta dati per l'ambito venatorio e l'ambito extravenatorio dei casi estrapolati dalle quotidiane rassegne stampa.
Il periodo di osservazione va dal 1 settembre 2011 al 31 gennaio 2012, ovvero l'arco dei cinque mesi della stagione venatoria 2011-2012, preaperture comprese. Non mancano anche dati annuali comparati.
Come ogni anno, il criterio di ricerca adottato riguarda i casi ascrivibili ad armi da caccia, non sono infatti conteggiati incidenti di altra natura, come è possibile verificare dalle fonti allegate.
Inoltre, i dati raccolti sono divisi per regioni e province; la comparazione con i numeri delle precedenti stagioni venatorie; i casi di 'ordinaria follia' venatoria nonché la raccolta di casi di minacce e tragedie sfiorate ad opera di legali detentori di licenza di caccia.
Abbiamo ritenuto utile anche estrapolare, dove possibile, l'età media di coloro che causano i cosiddetti 'incidenti di caccia': un nuovo significativo dato, un vecchio punto dolente di questa attività alquanto discutibile. Anzi, da abolire.
Il Dossier contempla anche una raccolta di gravi ed allarmanti episodi che vedono coinvolti minorenni nell'uso di armi da fuoco, vittime loro stessi della caccia e di una educazione sanguinaria, spesso trasmessa da genitori e parenti, gli stessi che li abituano ad impugnare un'arma e ad uccidere. E non mancano, purtroppo anche in questa stagione, i bambini feriti da armi da fuoco.
Non di minore rilevanza è la raccolta di alcuni dei (troppi) vergognosi e incivili casi di violenza venatoria su animali domestici, come dimostrano le cronache e le testimonianze dei cittadini stanchi di subire i soprusi della caccia ed indignati di dover assistere alle violenze dei cacciatori, per di più a casa propria. Persone disarmate e civili che invece pretendono dignità per sè stessi e per ogni essere vivente. Una sensibilità crescente rivendica il sacrosanto diritto a vivere in pace ed a svolgere serenamente i propri impegni quotidiani, invece di rischiare la pelle.
Nell'occasione, l'Associazione Vittime della caccia presenterà le sue proposte tese a contrastare l'emergenza sicurezza derivante dall'attività venatoria nei vari contesti.
Sono invitati i Giornalisti e gli Amici. Ai giornalisti verrà fornita una cartella contenente un cd con la versione integrale del Dossier e la versione ridotta in cartaceo.
IMPORTANTE: Il Dossier Vittime della caccia 2011-2012 (versione integrale) sarà on-line dalle ore 13 del giorno 3 febbraio sul sito www.vittimedellacaccia.org, scaricabile anche in pdf
Sono d'obbligo giacca e cravatta per gli uomini.
Per l'accredito, comunicare nome, cognome, associazione/testata giornalistica inviando una mail a: < ass.vittime.caccia@gmail.com> e dal 30 gennaio è disponibile il 345 4579419.
ASSOCIAZIONE VITTIME DELLA CACCIA
Orgnizzazione di volontariato senza fine di lucro ai sensi della Legge 266/91
Seguici su Twitter: https://twitter.com/AsVittimeCaccia
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ALLARME FAO ED OMS
Più allevamenti intensivi, più fame nel mondo, inquinamento, deforestazione
A puntare il dito contro gli allevamenti intensivi da qualche anno a questa parte non sono più solo gli animalisti. Anche FAO ed OMS, infatti, rilevano gli effetti negativi a livello mondiale dell’incremento esponenziale del consumo di carne, pesce, latte, uova e formaggi. Secondo recenti studi la denutrizione nel Terzo Mondo, l’effetto serra e la deforestazione hanno una causa comune: la produzione, sia essa tradizionale che biologica, di carne, pesce e derivati. Ma come possono le nostre abitudini alimentari quotidiane avere ripercussioni in zone lontane del pianeta e nell’atmosfera? E’ la domanda che si è posto Alessandro Bozzini, docente di Genetica generale presso l’Università di Siena fino al 1975, direttore del Servizio produzioni vegetali, pascoli, sementi e agrometereologia della FAO tra il 1975 ed il 1985, direttore della Divisione biotecnologie ed agricoltura dell'ENEA negli anni ’90. “Per produrre carne, latte ed uova, nei Paesi ricchi – spiega Alessandro Bozzini - diversi miliardi di animali domestici, allevati in cattività, utilizzano enormi quantità di carboidrati e proteine da granaglie che potrebbero nutrire direttamente miliardi di umani, specie nei Paesi più poveri. Infatti – continua l’esperto - quasi i 2/3 delle terre fertili del pianeta sono usate per coltivare cereali e leguminose per l’allevamento degli animali domestici. Anche in Europa il 77 per cento dei cereali è destinato non al consumo umano, ma ai mangimi per animali. Negli USA, ben l'87 per cento. Nei Paesi più poveri del mondo, solo il 18 per cento. In sintesi, su scala mondiale, il 90 per cento della soia e la metà dei cereali prodotti sono destinati a nutrire gli animali anziché gli esseri umani. Inoltre, occorre considerare che gli animali domestici, utilizzati come trasformatori di risorse vegetali per ottenere carne e latte sono molto inefficienti come produttori di cibo per l’uomo”.
Alcuni ricercatori definiscono gli animali “fabbriche di proteine alla rovescia”, nel senso che il rapporto tra le proteine vegetali usate per la loro alimentazione e le proteine animali da essi prodotte è negativo. Un bovino, ad esempio, consumando 790 kg di proteine vegetali, produce meno di 50 kg di proteine. Il rapporto di conversione da mangimi animali a cibo per gli umani, secondo questi studi, varia da 1:30 a 1:4 a seconda della specie animale.
“Non bisogna dimenticare – aggiunge Bozzini - che tutti i mammiferi allevati, con la fermentazione dei vegetali digeriti e con le deiezioni introducono nell’atmosfera grandi quantità di metano, che contribuisce, in proporzione, molto più della CO2 all’incremento dell’effetto serra”.
Nel dossier FAO del 2006 Livestock's Long Shadow - Environmental Issues and Options (La lunga ombra del bestiame. Questioni ambientali e possibili opzioni) si rileva come il settore zootecnico produca più emissioni di gas serra (il 18 per cento) che i trasporti. Oltre ad essere una delle cause principali di degrado del suolo e delle risorse idriche.
Gli allevamenti di molluschi, pesci e crostacei non sono esonerati dalla metodologia di produzione industriale. Cambiano le tecniche, ma gli effetti negativi rimangono. Infatti si fa largo uso di antibiotici, formalina e anti-parassitari. E l’impatto ambientale è rilevante. Da uno studio svolto dall'Istituto tedesco per la Ricerca sull'Economia Ecologica (IOeW), pubblicato nel 2008, l’alimentazione più “ecologista” risulta essere quella totalmente vegetale (vegan). La dieta latto-ovo-vegetariana, comunemente detta vegetariana, che prevede il consumo di uova, latte e
formaggi, ha un impatto 4 volte più alto.
Quella onnivora 8 volte più elevato rispetto all’alimentazione vegana.
Inevitabile la preoccupazione di organizzazioni internazionali come l'OMS e la FAO per l'impatto dell'allevamento industriale sull'utilizzo delle terre coltivabili e, conseguentemente, sulla possibilità di nutrire il mondo.
“Se per produrre granella per allevare gli animali – afferma Alessandro Bozzini - continueremo ad eliminare le foreste tropicali, l’effetto sul clima, già vistoso a causa dei consumi sempre più crescenti dei carburanti fossili, non potrà che peggiorare. La zootecnia, inoltre, usa quasi esclusivamente mangimi prodotti con granaglie di possibile utilizzazione alimentare diretta da parte dell’uomo. Non dimentichiamo che milioni di persone, specie bambini, nel mondo, continuano ogni giorno a morire di fame”. Secondo i dati FAO il numero di persone nutrite in un anno per ettaro varia da 22 per le patate, a 19 per il riso fino a solo 1 e 2 persone rispettivamente per manzo e agnello. Inoltre, la costante diminuzione di foreste primarie minaccia seriamente la biodiversità, come risulta dal rapporto FAO Global Forest Resources Assessment 2010. Tra il 2000 e il 2010 ogni anno circa 13 milioni di ettari di foreste (un'area delle dimensioni del Costa Rica) sono stati convertiti ad altri usi o perduti per cause naturali.
Allo stesso modo, le organizzazioni inter-nazionali lanciano l’allarme per la richiesta d'acqua. I prodotti animali ne richiedono una quantità molto maggiore rispetto ai vegetali. Qualche esempio: una mucca da latte beve 200 litri di acqua al giorno, 50 litri un bovino o un cavallo, 20 litri un maiale e circa 10 una pecora. Ma si deve anche considerare l’acqua utilizzata per la pulizia di stalle e locali per la mungitura. E’ stato calcolato che per produrre soli 5 chili di carne bovina occorra tanta acqua quanta ne consuma una famiglia media in un anno (settimanale Newsweek). Il 70 per cento dell’acqua utilizzata sul pianeta è consumato dalla zootecnia e dall’agricoltura, i cui prodotti sono destinati soprattutto a nutrire gli animali d’allevamento. Alessandro Bozzini propone una soluzione a tutti questi problemi: “oltre 800 milioni di abitanti dell’India, ora in una fase di sviluppo socio-economico molto rapido, risultano essere strettamente vegetariani: tutto ciò dimostra che potremmo un po’ tutti utilizzare di più e meglio le granaglie che oggi sono così largamente consumate per l’allevamento degli animali. Certo, quanto prima dovremo sviluppare nuove tecnologie che permettano di produrre cibi proteici, latte e latticini dalla soia e da altre leguminose (lupini, piselli, fagioli ecc.), più raffinati e gustosi, nonché prodotti che permettano una più diffusa ed accettabile utilizzazione umana di mais, grani, orzo ed altri cereali, patate e molte specie orticole. Del resto – conclude Bozzini - attualmente, anche molti milioni di europei si nutrono con patate; parecchi milioni di latino-americani consumano ogni giorno mais e fagioli; in Africa, milioni di persone si nutrono prevalentemente con mais, sorgo, miglio e fagiolini dall’occhio; in Asia con riso, grano, sorgo, miglio, soia ed altre leguminose. Si tratta di diffondere maggiormente tali consumi. Così potremo anche ridurre i problemi di salute derivati da obesità e da un uso eccessivo di prodotti animali contenenti colesterolo, grassi saturi, ecc.”
Marinella Robba
Tratto da Pelo & Contropelo n. 1/2011
Per scaricare gratuitamente il giornale: www.lacincia.it/docs/pelo_contropelo_20110103.pdf
Per iscriversi al gruppo Facebook: www.facebook.com/home.php#!/groups/139603566079544/
LINK INTERESSANTI
Per approfondire le tematiche trattate:
www.fao.org/newsroom/it/news/2006/1000448/index.html FAO (Food and Agriculture Organization of the United Nations)
www.nutritionecology.org/it/ NEIC (Nutrition Ecology International Center)
www.scienzavegetariana.it/ambiente/imp_amb_vegag2004.html
Guarda il bellissimo video “VEGAN - per le persone, per il pianeta, per gli animali”!
www.youtube.com/watch?v=cHlILDTyQnY
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