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Creato da sammylele il 29/04/2005
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Post N° 274

Post n°274 pubblicato il 15 Maggio 2007 da sammylele
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Addio. O anche arrivederci.



(http://angolobianco.blogspot.com)

 
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Post N° 273

Post n°273 pubblicato il 15 Maggio 2007 da sammylele
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Rivoglio il blog di Polystyrene. Se la creatività offende tenetevi la vostra idiota massa di pagine rosa shocking con le foto di Scamarcio. Tenetevi onanisti, finte lesbiche, repressi e impiegati_troppo_impegnati_a_lavorare. Non basta aprire un server per fare una comunità su internet, ma a che serve spiegavelo...
Ognuno si prenda la propria responbilità: il blogger di ciò che scrivono, i lettori di ciò che leggono e i provider di tenere in piedi i loro sistemi. La carta non ha colpa per le parole che porta. Se dobbiamo distruggere per proteggere allora prima bruciamo le televisioni, le pubblicità di Dolce&Gabbana, le riviste con la pubblictà mascherata da analisi sociale e poi diamoci fuoco.

Questo è l'ultimo post che la cache di Google ha conservato:

[Baciami, baciami. Dove mi piace. Sul collo, sulle orecchie…]
Quello prima di te non voleva spogliarsi e chiudeva gli occhi. I miei erano bene aperti invece, ma più li spalancavo, più vedevo nebbia; nello sforzo lacrimavo; io guardavo, ma di fronte a me non c’era nessuno. Se n’era andato, lasciandomi sola con il suo cazzo [baciami, stringimi… no! Aspetta un po’ prima di infilare la mano nelle mutande]. A essere sincera a volte il tuo lo staccherei e me lo porterei a casa, dentro un barattolino, in salamoia. Chissà se si può riattaccare un pene come si fa con un arto…. Ieri quando tu mi dormivi accanto io sognavo di avere due cani e due gatti zoppi, povere bestie; e dovevo stare attenta che non si sbranassero: se avessero perso anche le zampe buone, come avrebbero fatto a camminare? [Baciami, ancora! Ma adesso dammi una sigaretta] Nel sogno avevo anche un fidanzato, era un uomo senza gambe, incastrato con la sua sedia a rotelle in un cancello di filo spinato e io tentavo di liberarlo. Smembrare e rimettere assieme… ma manca sempre un pezzo, sì, manca sempre una lira per fare un milione [baciami, toccami, ma fallo come voglio io]. Pensa che fatica quelli che devono rimettere insieme i resti dei morti di morte violenta. Cucirli pezzo per pezzo e renderli alfine presentabili una volta composti nella bara. Quanto guadagnerà un riassemblatore di cadaveri? Voglio cambiare lavoro [baciami, baciami, baciami. Adesso andiamo di là, questo divano è scomodo].

Era il 13 Maggio 2007 - 18:55
Ho scelto la foto che mi piace meno.

 
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Post N° 272

Post n°272 pubblicato il 14 Maggio 2007 da sammylele
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In fondo è stato facile il gesto, ma solo quello. Se un amico ti chiama in lacrime prendi e vai da lui. E' anche relativamente facile stare lì ad ascoltarlo. Non è facile magari trovare delle parole di conforto o di aiuto. Sei al posto che ti è stato chiesto ma ti senti fuori posto, accessorio. Dopo un lungo e doloroso giorno torni a casa e sai che non è tutto finito. Ti sei preso qualche cosa. L'ansia, l'angoscia e il buio si sono attaccati ai vestiti, si sono mischiati ai tuoi capelli, ti sono entrati negli occhi e negli incubi. Come un'ombra che ti spia lo senti vicino a te, sai che il piccolo raggio di sole che avevi conservato e messo via non ti aiuterà, sbiadisce con il suo potere di amuleto.

 
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Post N° 271

Post n°271 pubblicato il 09 Maggio 2007 da sammylele
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Sai quelle serate strane, un pò confuse. Non brutte, magari un pò vuote; quando sai che hai dell'energia da qualche parte però non ti ricordi dove. Quelle serate in cui vorresti ricevere quella telefonata particolare, quell'invito irrinunciabile, oppure scoprire un bellissimo testo a lungo ignorato, va bene anche un piccolo splendido film. Quando ti bruciano gli occhi prima ancora di leggere, quando vorresti avere un cane da portare a pisciare; un cane grosso, silenzioso e scodinzolante. Una serata così da far passare guardando il soffitto.

 
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Post N° 270

Post n°270 pubblicato il 07 Maggio 2007 da sammylele
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Marco Polo in un suo racconto ricorda di un posto nel deserto dove c'era una fortezza in cui non si poteva né entrare né uscire. Era una accademia per assassini ed era molto facile diventare dei sicari. Prendevano dei giovani uomini e li narcotizzavano, al risveglio si ritrovavano all'interno in un vero paradiso terrestre con tutto quello che potevano desiderare. Del resto non è difficile immaginare cosa desiderassero dei giovani uomini, voglio dire, a parte la playstation. Quando serviva un assassino, un giovane veniva narcotozziato e portato fuori al cospetto del "profeta" che gli intimava una missione da compiere in cambio di poter tornare nel paradiso. Questi davano la vita per poter ritornare a questa felicità più o meno terrena. Non male come "buonus aziendale", poichè più o meno di ciò si tratta. Forse un pò troppo alto il prezzo, però ieri sera ho visto Paradise Now. Un bel film che racconta le 24ore di due kamikaze palestinesi. Loro volevano andare in paradiso proprio perchè provenivano dall'inferno, la speranze seppur vaga era meglio della realtà. Non ne traggo una morale o una spiegazione, solo colgo che dall'inferno non si può fuggire.

 
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Post N° 269

Post n°269 pubblicato il 04 Maggio 2007 da sammylele
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Scorre la settimana verso il suo fine, come l'acqua verso il tubo dello scarico. Ruotando e comprimendosi per poi scomparire in un latrato. A proposito non è vero che nei lavandini dell'Australia, e dell'emisfero boreale in genere, l'acqua scorre al contrario; sarebbe stato bello, ma non è così. Più che acqua questo weekend promette pioggia, ma poco male, arrivo senza progetti e quindi mi concentrerò sui regali di compleanno che a giugno impazzano. Magari anche quelli di Natale, meglio portarsi avanti.

 
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Post N° 268

Post n°268 pubblicato il 03 Maggio 2007 da sammylele
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Versetti satanici, vignette su Maometto, candidati turchi e ora comici al concerto del Primo Maggio. Poco dopo che i militari turchi hanno evidenziato la loro contrarietà al candidato premier troppo poco "laico" e poco dopo la larga manifestazione di piazza per una Turchia laica, l'Italia dice la sua. Dice che ci sono realtà sacre ed inviolabili che non possono essere raggiunte nè dalla satira nè dalla critica. A volte questa realtà coincide con la sensibilità religiosa, a volte con gli interessi di qualche parlamentare, a volte con i mafiosi, a volte con i vip e i loro festini di coca e mignotte. E' difficile quando hai un incarico di alto livello, alto alto, accettare una critica? O per lo meno ignorarla? Ti senti messo in discussione? Non riesci a rispondere e puoi solo ricorrere alla censura? Bhè, allora hai torto. Ora dammi pure del terrorista, dal basso del mio di incarico, sono anche capace di ignorarti. Ma pensa un pò, siete pure riusciti a farmi "invidiare" la Turchia!

 
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Post N° 267

Post n°267 pubblicato il 02 Maggio 2007 da sammylele
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Il rientro al lavoro è sempre cosa traumatica ma la cosa che sempre mi delude, si fa per dire, è il fatto che la gente non mi corra in contro urlando "sei tornato!". Forse dovrei andare in ferie lasciando un pò di casini ai colleghi? E' un pò tutto diverso lavorare in una azienda grande rispetto a quella piccola e avventurosa (tanto che è quasi affondata) dove lavoravo prima. C'era il senso della trincea e la solidarietà dei condannati a morte, o almeno sembrava. Comunque la cosa più stupida che puoi fare tornando delle ferie è guardare il calendario cercando le prossime. Speriamo almeno nello spettacolino di teatro di questa sera. Sarà piuttosto frustrante per gli organizzatori vederlo spopolato a causa della partita e della pioggia. Se adesso vi dico che ho voglia di cioccolato penso di aver fatto abbastanza casino in questo post a testimonianza della mia confusione... fondente al 70 percento.
 

 
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Post N° 266

Post n°266 pubblicato il 01 Maggio 2007 da sammylele
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Questa notte ho sognato una donna e una barca. Si vede che quando stai bene anche il tuo cervello si impegna a non devastarti con terrificanti incubi. Poi ho raccontato il sogno ad un amico che ha sentenziato: "perchè sei contento di questo? Hai sognato ciò che ti manca". Scommettiamo che questa notte sogno di uccidere un amico?

 
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Post N° 265

Post n°265 pubblicato il 30 Aprile 2007 da sammylele
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Vorrei scrivere un racconto fatto di un numero esatto di parole. Il numero deve essere divisibile per il totale dei personaggi e il totale dei luoghi inventati. La somma delle parole "amore" e "odio" deve essere uguale a quella di "selciato" e "cannone". Nessun verbo all'imperfetto, nessun condizionale. Un racconto fatto di immagini che appaiono come quadri luminosi, infiniti di dettagli e perfetti nella distribuzione geometrica delle parole. Una poesia chiusa in un teorema. Il contrario è fcile, lo hanno già fatto in molti. Voglio che ogni riga inizi con una lettera, in ordine, del mio nome. E voglio che il protagonista si chiami con un anagramma del prio lettore che vedrà il mio racconto. Fatto ciò non cercherò più nulla da leggere o da scrivere.

 
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Post N° 264

Post n°264 pubblicato il 27 Aprile 2007 da sammylele
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Le nostre città diverranno tutte come Orano? Anonime, tranquille e brutte. Senza piccioni né giardini, tanto che il passare delle stagioni si può leggere solo dal clima, magari impazzito. Oppure la primavera e le altre stagioni si colgono solo al mercato col comparire delle primizie. No questo no, è tutto surgelato. Giornate assolate di inverno e estate di polveri. La nostra gente diverrà come la gente di Orano? Si occuperà solo di arricchirsi dal lunedì al sabato per concedersi qualche svago solo nel fine settimana in tempi ben circostanziati. I giovani allora avranno desideri violenti e brevi, mentre gli anziani staranno al macero nei bar. Orano è una città algerina descritta da Albert Camus in "La Peste" nel 1947. Sono sobbalzato leggendo le prime due pagine, mi perderò nel resto.

 
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Post N° 263

Post n°263 pubblicato il 25 Aprile 2007 da sammylele
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Questa mattina sono uscito di casa non molto presto però avevo ancora il sonno attaccato agli occhi. Lontano nel mio cervello una vocina pigra diceva "che palle!", poi ho incontrato questo cartello e mi sono svegliato. Mi sono ricordato di quanto questo giorno è importante, ora e sempre.

 
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Post N° 262

Post n°262 pubblicato il 24 Aprile 2007 da sammylele
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Prendere una posizione netta, conflittuale e mantenerla. Sembra facile ma è durissimo. Ti chiudi nella fortezza del tuo ego e la voce del castellano ti chiede in continuazione "ma non starai sbagliando?". Hai voglia a rispondere, ma la tua voce si spacca contro un muro nei mille pezzi di un eco.

 
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Post N° 261

Post n°261 pubblicato il 23 Aprile 2007 da sammylele
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Prendete una città, una grande, e torturatela. Come si fa? In generale prima la si fa capitale e poi la si declassa, la conquista e la si bombarda, la si eleva a capitale di un "nuovo mondo" e poi la si divide in quattro spicchi, poi un una notte la si taglia in due e dopo un pò di tempo la si riunisce e la si ricostruisce. Voi non ci crederete ma la città sopravvive. Non è strano in fondo solo se pensiamo alla sua gente: bombardata, dominata, sterminata, emigrata e tutto ciò che di terribile si può fare ad un popolo. Berlino è così; è una pelle graffiata dal tempo e segnata dalle cicatrici, spesso ricucite con una chirurgia frettolosa al limite dello sperimentale. Ora cerca di nascondersi, non vuole ammettere di essere una capitale europea perché un pò ha paura. Allora fa finta di essere un meccanismo, come il cuore di un orologio, pulito e puntuale. I suoi abitanti colorano questo orologio con le loro biciclette e i loro sandali, si mettono la sciarpa per il vento ma i calzoncini per il sole. Ci sono grossi corvi e la mattina si sentono ancora i gufi. E' molto occidentale Berlino, e i suoi abitanti che arrivano da est ci provano a tirarla dalla loro e un pò diventano occidentali anche loro. I tedeschi si arrabbiano ma non più di tanto, hanno una storia pesante sulla spalle e non la vogliono dimenticare. Hanno un promemoria gigantesco fatto di musei e monumenti che hanno fatto venire i brividi a me, chissà agli anziani di Berlino. Berlino non dimentica e non vuole dimenticare, vuole crescere ma velocemente, vuole bruciare le tappe, assimilare tutto, come se volesse uscire da una adolescenza cupa. Berlino è una persona, non una città; non la si visita, la si incontra, un giorno di sole con un vento freddo che gioca a spettinarti.

 
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Post N° 260

Post n°260 pubblicato il 18 Aprile 2007 da sammylele
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Mi alleno ad allargare gli occhi, il fiuto, la pelle, le orecchie. Sto per partire e ho fame di quella città. Devo accogliere un infinito in un palmo di mano; poi diverrà un pezzo di me, dei miei racconti, dei miei dubbi. Sarà un importante esperimento riuscire in quattro giorni a prendere tutto ciò che mi sono imposto e tutto quello che non mi aspetto. Poi ci vorrà un pò per digerire il tutto e alla fine, forse, riusciro a raccontarlo. Auf Wiedersehen.

 
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