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e li tolgo se ai loro autori non è gradito il loro utilizzo.
Se riconoscete qualcosa di vostro metterò con piacere chi è l'autore o l'autrice.
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Post n°730 pubblicato il 20 Novembre 2009 da Luxxil
Stanno sedute, gambe a penzoloni, sullo scaffale del negozio di parole, e non hanno nulla da dire e da fare. Non profumano, non hanno odore, se non quello stantio della carta o l'aroma del fresco di stampa, che le avvolge. Sono oceani solcati da navi in cui molto spesso l'unica mercanzia è la banalità, le convenzioni del momento, la storia trita e triste che si ripete, senza slancio, che viene innalzata, elevata nell'olimpo del mercato rionale, e dimenticate nella gloria dei secoli del divenire. Che differenza, con chi indossava la toga, e a lume di ceri, con tazze di liquidi speziati, lasciava l'impronta della sua anima ai posteri...o chi ascoltava il clavicembalo sotto finestre illuminate, mentre la penna amata aspettava di scrivere l'ennesima storia...c'era il gelo sui vetri mentre le passioni del mondo erano arabescate con segni, su di un foglio nella notte russa. Erano li nel Tempo del momento, e si sentono ancora se si è vigili, un colpo di tosse, una mano che passa sugli occhi stanchi...bruciati dalla passione che fa scorrere veloce la mano su fogli bianchi Con il fuoco della creazione, che si manifesta con personaggi che chiedono giustizia, pietà, comprensione, amore, un fuoco che parte dal cuore, le cui fiamme si alzano verso l'alto come lingue che discorrono, e cosi facendo illuminano i giorni e le notti di chi ama leggere.
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Post n°728 pubblicato il 16 Novembre 2009 da Luxxil
...prendi con gentilezza il mio silenzio fra le tue mani, chiuse a conca, bevilo con l'avidità di un bambino assettato, ti scenderà lungo la gola, con la freschezza e il piacere , che non sanno dare le mie parole. E' un silenzio magico, e se lo ascolti bene ti racconta una vita intera, e lo fa dolcemente, senza urla ne tuoni di sottofondo, come una nenia che ti conduce al sonno. E' un silenzio leggero come l'amore, che ti accarezza il volto e si ferma rispettoso nel tuo sguardo. E' un silenzio che non conosce le frasi fatte e i luoghi comuni, che li ignora nel suo linguaggio, fatto solo di respiri che si susseguono. E' il silenzio che si lascia trasportare sopra le nubi scure della notte, cercando il tuo cuscino dove appoggiarsi e trovarvi il tuo bacio silenzioso. |
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Post n°725 pubblicato il 13 Novembre 2009 da Luxxil
...cosa ho cercato nel tuo sguardo?... quello che non trovavo fra le nuvole ...le sfumature dei rossi, blu, gialli ...quegli arancioni che riempiono il cielo insieme ai rosa..nelle albe.. ho cercato i baci che toccassero la mia anima contorta come un ulivo secolare ho cercato nel tuo sguardo il respiro che accarezzasse la mia pelle che indugiasse fra le mie ciglia a cancellare quel sale amaro che ne scendeva come un percorso tortuoso e liberasse il mio cuore dalle sue paure, pesanti, tristi, e sconfitte brucianti. ho cercato nel tuo sguardo il mondo... |
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Post n°719 pubblicato il 10 Novembre 2009 da Luxxil
...sono i giorni che camminano a testa bassa |
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Post n°712 pubblicato il 16 Ottobre 2009 da Luxxil
-“ Su piccola entra, non stare ferma sulla porta, si entra o si esce, le porte servono a quello.”- La bimba si guardò indietro, come a cercare qualcuno che la fermasse, poi entrò. La stanza era pregna di odorose essenze e incensi, la luce cadeva dall’alto, attraverso un lucernaio. Dei canarini volavano per la camera, come se seguissero un percorso prestabilito. –“ Come mai sei venuta qui a curiosare? Non hai paura?”-. Le avevano detto di non entrare mai nella casa della maga, non perché fosse cattiva, ma era imprevedibile e poteva far del male anche senza volerlo. Tutti si ricordavano una sua magia non riuscita che per poco non bruciò l’intero villaggio, o di incantesimi che avevano tramutato dei desideri mal espressi in brutte realtà. Era una maga pasticciona, ma guai a farglielo notare. La bimba, timorosa, si guardava intorno, c’erano casette di bambole appoggiate ovunque, tendaggi che nascondevano muri scrostati e dei quadri messi per sghimbescio che parevano cadere insieme ai colori di cui erano fatti. Dopo essersi ben guardata intorno, la bimba tirò fuori da una tasca un soldatino di piombo e glielo porse, la maga lo prese con delicatezza “ Mhmm vedo che si è rotto, e di certo vorresti che te lo aggiustassi”-. “- Si, il mio papà mi ha detto che giusto una magia lo può far tornare come prima, cosi sono venuta da te”-. –“ Sei una bambina coraggiosa, sei entrata qui da sola, ti darò un premio per il tuo coraggio, adesso faccio una magia e il tuo soldatino sarà come nuovo”-. Cosi dicendo fece un gran gesto con le mani, si nascose un attimo dietro alla tenda e torno con un sorriso davanti alla bimba, apri la mano e dentro c’era un soldatino nuovo nuovo. La bambina si mise a saltellare dalla gioia, e le butto le braccine al collo “ Grazie , grazie, tu sei una grande maga, lo sapevo che dovevo venire da te “-…e cosi dicendo apri la porta e sparì. La maga andò dietro ad una tenda, apri una grande scatola piena di soldatini di piombo, ne prese uno nuovo e se lo mise in una tasca, vi mise il soldatino di piombo rotto, in mezzo ad altri soldatini rotti e la chiuse,sorridendo. |
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Post n°705 pubblicato il 05 Ottobre 2009 da Luxxil
Quante parole si sono perse nell’aria, trasformate galleggiano come ninfee in uno stagno. Intorno la luce dei giorni e il buio delle notti si susseguono, e il profumo di vocali e consonanti riempiono l’animo di chi le ha ascoltate. |
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Post n°700 pubblicato il 24 Settembre 2009 da Luxxil
C'erano i tuoi baci che ricoprivano non solo la mia pelle ma anche il mio pensiero come pioggia che conosce tutte le stagioni a dissetare rinfrescare rinvigorire ogni attimo della mia vita.
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Post n°696 pubblicato il 21 Settembre 2009 da Luxxil
Ci sono spazi dove ci accompagna solo la mente dimensioni che si sfiorano attente a non incontrarsi mai. Dove il suono diventa colore e il colore si perde nella luce. Ci sono pulsioni che arrivano da dove inizia la memoria e tengono per mano anche i bambini. Sentimenti che il cuore scopre in angoli remoti giorno dopo giorno e sanno sempre di fresco e pulito. Sorrisi che illuminano di fanciullezza serena anche quando è alle nostre spalle. |
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Post n°691 pubblicato il 18 Settembre 2009 da Luxxil
Fra gli interstizi di una casa fatta di marzapane e canditi dove un'anima candida riposa entrano refoli di brezza marina cosi leggera da lasciare al suo passagio una scia di profumo sulle pareti del colore del cielo di un' alba primaverile.
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Post n°686 pubblicato il 12 Settembre 2009 da Luxxil
Quando si svegliarono, si guardarono silenziosi , con sulle labbra il sapore dell'altro. Lenti movimenti, che sembravano onde che si infrangevano sulla stessa spiaggia, univano i loro corpi. C'era l'appagamento di una notte di passione e baci, e il risveglio della fame, fame di tutto, di cibo, di altri baci, del mondo. Il vento ululo da dietro le colline come un lupo famelico, in pochi minuti la tenda si gonfiò , sembrava viva mentre si teneva ancorata con le funi a terra. Uscirono nel giorno che era diventato di colpo notte, con pochi indumenti addosso , stupiti dalla forza che roteava loro intorno. Lei si getto nella tenda occupata da spiriti furiosi e gelosi della loro felicità, che distruggevano ogni cosa. Lui tentò di trascinarla fuori, ma le parole , le grida erano coperte dalla furia del vento. Fu una vera e propria battaglia, silenziosa e furente, quella che avvenne sotto la tenda, e quando tutto stava per essere portato via , trascinato come foglie di autunno , lei usci con due paia di stivali in mano. Il vento con i suoi tesori fuggi con gli spiriti della notte, irascibili e gelosi, e nella quiete del primo mattino lui le disse " Ma sei pazza, rischiare la vita per un paio di stivali?!"-. e lei -" Mettili e stai zitto, vedrai che apprezzerai non avere vesciche sotto i piedi"-. Il Viandante per Eccellenza si sedette su di una roccia e appoggiando la mano sotto il mento le disse in tono laconico-" Non cambierai mai !-. e lei di rimando le fece un grande sorriso, grande e bello come quello di una bambina. |
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Post n°680 pubblicato il 02 Settembre 2009 da Luxxil
Ho preso la neve fra le mani in un assolato pomeriggio di agosto fra le dune del deserto. L'ho portata alle labbra per togliere l'arsura mi sono rinfrescata il viso e con essa ho lavato i capelli e le mie vesti. Neve profumata di malinconia cosi dolce da avere il potere di trasformarsi in trasparenti lacrime.
-" Grazie"- per aver scelto questa pagina come minuscolo angolo di lettura.^___^
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Post n°678 pubblicato il 26 Agosto 2009 da Luxxil
La giornata era iniziata portando con sé una luce, che pareva avvolgesse il mondo con un velo, creando un un chiarore soffuso anche a mezzogiorno. Appena giunta, si era fermata davanti alla bottega del fabbro del villaggio, e gli aveva consegnato ciò che considerava di più prezioso, e mentre lui con abilità rimetteva a nuovo la sua armatura e la faceva brillare come un sole, lei nutriva il cavallo e la tigre che si portava dietro per i suoi spettacoli. Seduta a gambe incrociate mangiava un pezzo di pane che aveva preso dalla sua borsa da viaggio, lo sbocconcellava lentamente, fermando lo sguardo sull’orizzonte. Il fabbro le si avvicino e con gentilezza ruvida le disse-“ Cosa ne diresti di riposarti nella mia casa, anche mia moglie e i miei figli sarebbero onorati di averti fra loro, non hanno mai conosciuto una domatrice che cavalca le tigri”-. Lei guardandolo negli occhi gli rispose –“ Non considerarla una scortesia, ma non entro in una casa da cosi tanto tempo, che ne ho perso la memoria, e non la voglio ritrovare stasera, sarò lieta di conoscerli domani all’alba prima di partire. Dormì con la testa appoggiata al ventre caldo della tigre, e nei suoi sogni si vide vagare in una terra arsa dal sole, ma dove la luna aveva preso il sopravvento con la sua oscurità. All’alba si svegliò, e vide davanti alla casa del fabbro tutta la famiglia riunita, il più piccolo dei figli in braccio alla madre che succhiava al suo seno, erano li in attesa del suo risveglio. Per loro fece un piccolo spettacolo e fece salire sul cavallo i due bambini piu grandi, raccontò una storia e accettò di fare colazione con loro davanti alla porta di casa, tutti seduti a terra, mentre la tigre si rotolava nella polvere. Il fabbro non volle essere pagato, disse di essere orgoglioso lui e la sua famiglia di averla conosciuta, come un dono del destino. Riprese il suo cammino, mentre i suoi sogni di terra arsa si annidavano sulla striscia dell’orizzonte, come se fossero in attesa. Arrivata alle porte di un grande paese mise un pesante guinzaglio alla tigre e al passo sul cavallo si diresse verso la piazza principale. L’armatura era lucente, lei trasmetteva forza e coraggio al suo passaggio, gli stivali lunghi fino alle cosce, la gonna lunga e ampia aperta davanti, che si intravedevano fra il bagliore dell’oro. In un attimo con un passaparola che ben conosceva , si vide attorniata da visi che guardavano incuriositi la tigre che fedelmente la seguiva passo dopo passo. Dal cavallo prese la grande borsa ,e da dentro ne fece uscire un tappeto, cosi morbido che chiuso sembrava un cuscino. Lo apri sulla terra battuta e inizio il suo spettacolo, salì a cavalcioni della tigre, la fece saltare , simulò una lotta con la spada senza che mai si toccassero, neppure per sbaglio, mentre il cavallo fiero osservava come un’ antica abitudine, l’umanità che la sua padrona incantava con la sua maestria. La fine dello spettacolo era emozionante, lei che offriva la gola alla tigre. Fu come un lampo nel cielo quello che i suoi occhi videro, quella terra arsa dal sole con lo scuro della notte la sommerse con la potenza di un richiamo, si tolse l’elmo che le copriva e proteggeva il collo , lascio un fiume di capelli arrivare fino alla cintola e diede il meglio di sé in una danza che aveva il sapore, l’odore della vita…e offrì la gola scoperta che l’avrebbe condotta in quella terra arsa che riempiva i suoi sogni. Un moto di orrore, stupore, si dipinse sui volti degli astanti, qualcuno cerco coraggiosamente di allontanare la tigre senza riuscirci. Nessuno riusci a distogliere l’attenzione della tigre dalla sua domatrice, al suo fianco continuava a leccarle il viso e la notte le trovo unite come le aveva viste per tanto tempo, il cavallo sparì come inghiottito dal nulla. Al mattino sulla grande piazza vi era una pelle di tigre e in mezzo appoggiata su di lei come un fiore una neonata, i cui vagiti salivano fino al cielo, a salutare un’ ombra che cavalcava fra le nuvole del nuovo giorno, con i capelli come un fiume di argento. |
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Post n°670 pubblicato il 08 Agosto 2009 da Luxxil
Era una nuova alba, diede da mangiare al cavallo e poi si preparò una sostanziosa colazione. La luce era quella fredda che precede il sole, piccoli fiori stavano ancora dormendo con le corolle chiuse. In quel viaggio ebbe la compagnia di visioni di oasi abitate, raccolse nel cappello con i bei nastri colorati legati intorno, tutti i discorsi sentiti, come se formassero tutti insieme un libro di alchimia e magia, da aprire con cura in caso di bisogno. Era stata brava, lo aveva capito quella notte, dove la luna mancante nel cielo, l'aveva lasciata rispettosamente sola con i suoi pensieri, non più aggrovigliati, confusi, acerbi. Al mattino vedeva perfettamente il percorso da fare, senza più il pericolo di affondare nelle sabbie mobili della palude. Sali sul cavallo e con guida sicura lo lancio al galoppo, riusciva a vedere una traccia luminosa che serpeggiava davanti a sè. Si sentiva ebbra di gioia, ogni centimetro della sua pelle respirava come mai aveva fatto, si beveva il vento del galoppo con golosità, un piacere intenso colorava le sue labbra. Non c'era nient'altro che il vento, il silenzio, la forza che sentiva dentro di se, il sudore suo e del cavallo che attraversavano il tempo, con nel cuore il senso dell'immortallità che hanno solo i vincitori. Arrivo sulla strada maestra, e lascio libera la colomba come aveva promesso e cerco con lo sguardo la tenda di Lui, tutto quanto era alle spalle, l'eccitazione era cosi prorompente da farle passare la lingua sulle labbra, non aveva ora nessun altro pensiero se non quello di congiungersi a lui. Entrò nella tenda dove Lui era addormentato, con l'espressione del bambino che era stato , sentiva la frenesia fino sulla punta delle dita, lo toccò piano quasi avesse paura di bruciarle la pelle con il suo calore, Lui si sveglio e negli occhi ancora pieni di sogni vide Lei, e la passione prese entrambi, cosi bruciante che il sole sentendosi meno di loro, si nascose dietro a una nuvola. |
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Post n°669 pubblicato il 06 Agosto 2009 da Luxxil
Lei togliendosi il cappello coperto da lunghe fasce colorate, e scuotendo i capelli -" Ti stai preoccupando eccessivamente, non è mia intenzione morire in queste terre, ma solo diventare più forte, superando gli ostacoli che mi si pongono davanti. Quando ho visto che ci impiegavo il tempo di un battito di ciglia a diventare cattiva e un intera giornata di riflessione per diventare buona, ho capito che dovevo rifletterre su questa cosa. Allora sono venuta qui, nella solitudine che nessuno vuole, a contare i miei passi con pazienza, permettendo al mio cuore di respirare liberamente, e lasciando ai piedi di quei monti lontani la mia armatura. Non c'è nessun demone che cerca l'oblio nelle mie carrni, sono il demone di me stessa, colei che brucia delle mille passioni che crea la vita"-. e poi ridendo e lasciandosi andare fra le sue braccia -" E tu sei una di queste!!"-. Lui la bacio con la passione che li univa e teneramente le disse -" Ti aspetto al di la di queste terre, sulla strada maestra, non ci impiegare molto tempo che ho voglia di far l'amore con te "-. Lei lo attiro nuovamente a sè trattenendolo con un lungo bacio, e lasciandolo andare con un allegra risata e lui inchinandosi davanti a lei si trasformo in un falco, lasciandole fra i capelli una piccola piuma. |
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Post n°668 pubblicato il 05 Agosto 2009 da Luxxil
Teneva la lunga pertica ben salda fra le mani, il cavallo la seguiva passo dopo passo. Tastava il terreno prima di camminarci sopra, e mormorava fra se -" Ogni passo mi porta una briciola in più di pazienza, nella solitudine imparerò a riconoscere i pericoli prima ancora che la pertica tocchi terra, farò tornare il cuore ad essere cacciatore di emozioni e sentimenti, lo nutrirò come se fosse un infante..."-. e mentre era tutta intenta a tracciare una pista, si senti chiamare e guardando davanti a sè lo vide. L'uomo che si trasformava in mille personaggi, per farla ridere e pensare, tanto pazzo da lasciare un regno per una notte di amore con lei. Non sapeva piu da quanto tempo era nella sua vita, ne entrava e usciva come il susseguirsi del giorno e la notte, ma era l'unico amore nella sua esistenza errabonda. -" Ecco la mia bambina alle prese con una delle sue belle pensate, cosa c'è di meglio di affondare nelle sabbie mobili, quale divertimento può eguagliare un simile trastullo?"-. e mentre parlava rideva di gusto. -" Cosa ci fai qui?"-. " Sono passato a far visita ad una vecchia amica a cui regalai a suo tempo una piuma con un campanellino attaccato e mi ha parlato di te, del tuo proposito insensato di attraversare il regno delle paludi, quando c'è una strada che lo costeggia senza pericoli di sorta"-. -" Si, lo so, ma preferisco fare questa"-. -" Idea insensata che mi porta a chiederti di fermarti un attimo"-. " Non vedi, non posso fermarmi, se mi fermo rischio di distrarmi e sprofondare da qualche parte".- Leggero come se fosse una piuma portata dal vento, fece un balzo e le si mise davanti a sbarrarle il passo -" Adesso, lentamente torni sui tuoi passi e mi fai leggere fino al fondo dei tuoi occhi"-. Con una mano fece il gesto di volerlo allontanare da sè, come se tenendo lontano lui tenesse lontano il mondo. Prendendola per una mano, con una stretta decisa le disse -" Che ti piaccia o no, non ti lascerò qui a sprofondare maledicendo il cielo"-. Tutto intorno il paesaggio sembrava chiamarla, sentiva un ronzio alle orecchie, e senza volerlo si appoggio a Lui, che la strinse sussurandole -" Ti libererò l'anima incatenata, ti riporterò ad essere guerriera fiera, toglierò dal fondo del tuo sguardo quel demone che cerca l'oblio nella tua carne, e brinderò sulle tue labbra al nostro ritrovarci"-. Gli occhi di lei tornarono a splendere e gli disse -" Provo a tornare indietro, ma da sola, aspettami sulla strada"-. Tenendola stretta come se fosse la cosa piu preziosa che esisteva -" Conosco tutti i trucchi di parole e finti fatti che potresti dirmi,per tenermi lontano da te, per cui torneremo insieme, perchè so che tu da sola, da questa palude non uscirai più"- ( continua)...
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Post n°667 pubblicato il 05 Agosto 2009 da Luxxil
Si fermò davanti alla tenda in sella al suo cavallo, e agilmente ne scese. Scostò la tenda dell'ingresso e fu sommersa dal profumo degli incensi. Una donna dal volto coperto da una fitta rete di rughe, ma in cui si intravedeva un' antica bellezza, era seduta con le mani in grembo intenta a sciogliere i nodi di una lunga corda. -" Vorrei mangiare qualcosa, e dissettarmi, ti pagherò un giusto prezzo"-. disse rivolta alla donna seduta. Questa non alzo neppure il capo per guardarla, con voce bassa le rispose -" Ti è forse sembrato un posto di ristoro questo?...Hai visto qualche insegna che indicava che qui avresti trovato quello che stai cercando? La mia ospitalità non ha prezzo e non la vendo "-. e con un dito affusolato da regina, le indico l'uscita. Uscì ma rientro subito-" Non posso pretendere il tuo cibo e il tuo aiuto, ma il mio cavallo è stanco ed ha sete, e lui non sa parlare, per cui ti chiedo al suo posto, di dargli da mangiare e da bere e ti pagherò il doppio di quello che avrei pagato per me"-.La donna la ascoltò in silenzio e poi si apri al sorriso e ad una risata argentina.-" Riconosco in te la forza che dominava e trasportava la mia vita fra deserti e foreste, riconosco la tua voce come quella della figlia che non è nata "-. e con un agilità sorprendente si alzò e le si mise davanti, si guardarono, pur sapendo di essere sconosciute una all'altra, con la curiosità di chi si ritrova dopo tanto tempo, e si abbracciarono. -" Con la tua spada avresti potuto ottenere non solo il mio cibo, ma la mia tenda e prenderti anche la mia vita"-.-" Ma se avessi usato la spada solo per aver un piatto di cibo, sarebbe stato un dispendio di energie inutile, della tenda non saprei cosa farne, e la tua vita è preziosa più per te che per me, e poi non avrei mai attaccata per prima una regina guerriera sul suo territorio, la piuma con il campanellino appesa fuori dalla tua tenda è un simbolo che conosco bene "-. -" Potevi anche vincerrmi, e avresti avuto gloria"-....-" La gloria non è ciò che cerco, ma quello che tu hai trovato in questo luogo, ed è cosi prezioso che mi inchino davanti a te, come ancora una umile ancella della vita"-. -" E poi sai che ciò che ho non potresti mai prendermelo"-.-" Esatto, allora mi offri il tuo cibo e la tua tenda?"-. -" Certo, era un pò che ti asspettavo, ma non sapevo ancora che viso tu avessi"-. Si ritrovarono nella notte al chiaro della luna, a raccontarsi le mille e duecento vite vissute sempre alla ricerca di qualcosa, che sfuggiva dalle loro mani appena toccata.Si fermò alcuni giorni, e poi quando sia lei che il cavallo ebbero forze sufficenti, riprese il viaggio verso le grandi paludi. Si salutarono con un brillio negli occhi, e lei le fece una promessa, che appena giunta al di la delle terre paludose e ricche di sabbie mobili, avrebbe lasciato libera di tornare indietro, una colomba bianca per segnalarle che era giunta al di là di ogni pericolo, e di averlo superato.... salendo sul cavallo reprimette un moto di sconforto, per la lunga strada che doveva ancora percorrere e alzando la mano con un sorriso disse un semplice ma ricco di toni affettuosi-" Arrivederci"-.a colei che era come sarebbe stata lei un lontano giorno....( continua) |
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Post n°663 pubblicato il 04 Agosto 2009 da Luxxil
...respirava i colori seduta sull'arenile con gli azzurri del mare che si infrangevano sul cuore diventato sabbia fine e leggera. ...il sole era tenace nel suo giallo intenso e come un amore passeggero permetteva solo uno sguardo fugace per non bruciare l'anima innamorata. ...di sfumature celestiali erano le albe e i tramonti e i colori danzavano fra le palpebre abbassate.
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Post n°662 pubblicato il 02 Agosto 2009 da Luxxil
Aveva varcato il grande cancello, che conduceva nella magione, dove i sogni prendono vita. Si sedette su di una poltrona posta di fianco a un basso tavolino, con sopra un portacenere di vetro soffiato , color dell'ambra, vuoto. I sogni avevano voci modulate, e ogni tanto si fermavano, ad ascoltare un desiderio che saliva fino a quelle altezze dal cuore di un uomo. I sogni parlavano dei desideri raccolti e messi in grandi ceste sparsi per le camere. Lei ossevava in silenzio i sogni che si muovevano, lasciando impronte argentate sui pavimenti e sui tappeti, nella grande casa, salendo e scendendo scale, mormorandosi frasi che si perdevano nell'aria, come se lei non esistesse. Arrivava fino a Lei il il profumo dei ciclamini , chiuse gli occhi e respirò profondamente, e un sogno prendendola per mano, l'accompagno fuori nel silenzio della notte, e la lascio sola con i suoi pensieri fra le dune della luna.
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Post n°656 pubblicato il 24 Luglio 2009 da Luxxil
E lì, in mezzo al petto dove prima c’era un cuore. E’ un mare notturno Scuro con bagliori in lontananza, e un sordo boato che ha il sapore del dolore che sale dalle viscere di un mondo che non c’è più… un microcosmo di affetti sfaldati dal tempo… dove la mano calda di una bimba non cerca più la mia.
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Post n°649 pubblicato il 07 Luglio 2009 da Luxxil
Mi ha fermato il gesto a mezz'aria, l'imponderabile, che si muove e staglia indifferente del chiaro e dello scuro delle ore. Passa per le vie fra l'andirivieni della gente, a rivedere gesti, movenze, lacrime, singhiozzi e risate scroscianti. Coglie al volo un sospiro, una carezza e sussurrando portato dal vento, suggerisce le parole che il cuore ha perso, dietro ad una porta.
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Inviato da: mizar_s_light
il 21/11/2009 alle 00:49
Inviato da: stella1500
il 20/11/2009 alle 23:11
Inviato da: ellen_ellen
il 20/11/2009 alle 22:21
Inviato da: Luxxil
il 20/11/2009 alle 22:10
Inviato da: Luxxil
il 20/11/2009 alle 22:07