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Ru486: omicidio legale.

Post n°56 pubblicato il 07 Aprile 2010 da Antares_89
 
Foto di Antares_89

Ieri mattina, nella città di Arcene, un operatore ecologico ha trovato, nel parcheggio di una discoteca, più o meno verso le 10.30, un neonato morto. Il cadavere era avvolto da una coperta e sistemato in una busta di plastica. I Carabinieri stanno seguendo la pista della prostituzione, mentre si prepara un esame autoptico per chiarificare le esatte circostanze del decesso.
Nel frattempo, oggi sono arrivati nella farmacia del policlinico di Bari i primi dieci trattamenti per utilizzare la pillola Ru486, per il primo aborto farmacologico avviato in regime di ricovero ordinario. La venticinquenne paziente, già sottoposta agli accertamenti clinici, è ora disponibile al trattamento, dopo che, nei giorni scorsi, aveva scelto di interrompere la gravidanza usando la pillola abortiva invece dell’intervento chirurgico. Sarà il primo intervento d’interruzione di gravidanza con metodo farmacologico in Italia, da quando la Ru486 è in commercio. Qualcuno ne andrà fiero.
Non certo chi ha il minimo rispetto per la vita umana, e che prova orrore vedendo un bambino distrutto con una pillola come se si curasse un fastidioso mal di testa. È incredibile fin dove può spingersi in negativo la scienza umana. Mentre si cercano disperatamente quanto inutilmente cure efficaci contro il cancro o contro l’AIDS, sperando nella vita, in troppi laboratori non si ha altro di meglio da fare che creare strumenti chimici per inventare nuovi tipi di morte. Ricerche, queste, sostenute da moltissime persone, che ritengono un dovere del progresso permettere alle persone di uccidersi e di uccidere chi hanno dentro di sé. Senza remore anche gli Stati. La tanto acclamata riforma sanitaria promossa da Obama consentirà a migliaia di persone di accedere a servizi sanitari a loro prima preclusi, ma stabilisce anche fondi federali, pagati da tutti gli americani, per gli aborti e per rendere questi aborti sempre più semplici. Non so chi abbia mai detto che la somministrazione ospedaliera della pillola Ru486 servirà a ridurre gli aborti, e non voglio nemmeno saperlo: una persona che dice una cosa del genere dovrebbe essere rinchiusa in un manicomio criminale a vita. Oppure ha fatto una battuta di pessimo gusto. Come si può pensare a una cosa del genere? Adesso i giovani, cioè la stragrande maggioranza di coloro che ne faranno uso, saranno ancora meno attenti durante i rapporti. Non c’è più bisogno di tutta la serie di anticoncezionali in commercio. Tanto se si rimane incinta basta un ricovero e si è già a posto, senza neanche una goccia di sangue, pronta per ricominciare. Non è difficile immaginare questo, considerando il tipo di ragazzi che esistono adesso. Con l’età del primo rapporto che si sta vertiginosamente abbassando, e con ragazzine quindicenni che vanno in giro ‘vestite’ come donne da marciapiede. Ma che ci possiamo fare? Questo è il progresso.
Sono certo che tutti rimangano schifati e allibiti di fronte alla crudeltà di una persona che abbandona e uccide un bambino appena nato, ma la situazione cambia radicalmente se quel bambino è appena un po’ più giovane. Perché tante di quelle persone nel primo caso tristi per quel bambino risulteranno assolutamente d’accordo nell’ucciderne un altro solo perché ha qualche settimana in meno. La scusa che addurranno costoro alla loro posizione sarà semplicemente quella solita, che l’embrione, cioè, non è una persona. Grazie! È ovvio che non è una persona, lo si uccide prima che venga alla luce! La maggior parte di queste persone non sanno, e altre faranno finta di non sapere, che anche il laicissimo e defunto scrittore Uberto Scarpelli non condivideva questa idea. Si rifece, al contrario, al concetto di potenza, di persona potenziale. Non si può non capire un concetto così semplice. L’embrione non è ancora una persona adulta, ma se gli si lascia compiere il percorso naturale della vita lo diventerà senz’altro. Dire che finché non nasce effettivamente è passibile di morte a discrezione dei genitori è contro ogni principio d’intelligenza e di morale umana. Da questa morale si chiama fuori con orgoglio Peter Singer, autore di vari libri sulla bioetica. Questi arriva a proporre, in caso di epilessia di uno dei genitori, di concepire ad arte un bambino epilettico da far abortire per abbassare le probabilità che il prossimo concepito risulti affetto dalla malattia. È un abominio tale che può riscontrare il consenso di molte persone, soprattutto fra le schiere dei radicali. Che forse non sanno che nel ’75 Emma Bonino, che avrebbe potuto diventare Governatore del Lazio, venne incriminata per aver effettuato aborti clandestini. Con l’ausilio di una pompa da bicicletta. D’altronde, come criticarla? All’epoca non aveva una pillola abortiva da sostenere. E pensare che questa donna (non so se degna di tal nome) poteva diventare Governatore! Adesso si sarà ripresa dalla sconfitta, e avrà motivo di gioire vedendo che la pillola della morte, di cui tanto è innamorata, verrà finalmente usata. Magari brinderà con Pannella, oppure con la sua cara pompa da bicicletta, compagna di tanti aborti.

Quello che non riesco a capire è perché debba essere concessa questa libertà. È assurdo permettere, nell’Anno del Signore 2010, a una persona di ucciderne un’altra deliberatamente, senza che questa si possa difendere. Perché una donna deve voler abortire, uccidendo la creatura che tiene nel suo corpo? Esistono casi eccezionali, come sempre, come, per esempio, quando il parto potrebbe uccidere la madre. Per il resto, però, è un crimine. Capisco che una donna stuprata possa considerare il bambino che porta in grembo il risultato della sua terribile esperienza, ma perché ucciderlo? Che colpa ne ha il bambino se il concepimento è stato di quel genere? Tutte le istituzioni cristiane del mondo sono pronte a farsi carico dei bambini, nel caso i genitori non li volessero, e ci sono migliaia di coppie che adotterebbero volentieri un bambino. Allora che problema c’è? Forse quella ragazza barese vuole semplicemente mantenere bello e intatto il suo apparato, in modo da poterlo esibire come nuovo ai suoi partner. Non può certo permettersi di ‘rovinarlo’ mostrando i segni del parto! Quella ragazza è l’emblema del tipo di donna che farà uso della Ru486, commercializzata da oggi in Italia.
Qualcuno parla di ‘libertà’ e di ‘progresso’; per me chi uccide senza motivo la vita umana è sempre e solo un criminale e un assassino.

 
 
 

Pretese islamiche a Grosseto.

Foto di Antares_89

Riconosco che il repertorio dei miei post non sia molto vario, in particolar modo quando parlo dei rapporti con i musulmani. D’altra parte, non è colpa mia se ogni giorno i seguaci di Allah si rendono protagonisti di fatti spiacevoli, il cui obiettivo occulto è sempre uno solo. Lunedì, sfogliando Libero, sono stato colpito da una notizia: la comunità musulmana di Grosseto aveva intenzione di adibire a centro culturale un edificio situato a pochi metri dalla chieColonizzazione islamiccsa della città. Questo edificio è l’ex cinema Marraccini, al cui proprietario la comunità islamica ha fatto un’offerta d’acquisto. La reazione politica è stata quasi bipartisan nell’opporsi all’operazione. Il sindaco Bonifazi (PD) ha dichiarato che tempo fa Provincia e il Comune si erano mostrati interessati all’acquisto del cinema per farne un centro congressi, ma la trattativa non si era concretizzata.  Insieme all’assessore per il patrimonio culturale Guidoni, Bonifazi spiega che “La trattativa in corso tra il proprietario dell’ex cinema Marraccini e la comunità musulmana è trattativa tra privati”, che non può essere impedita dal Comune, ma anche che “nessuno strumento urbanistico prevede in quel palazzo la realizzazione di un edificio di culto, cosa che invece è prevista in zone periferiche della città”. Il centrodestra, intanto, ha organizzato una raccolta di firme, che in poche ore sono state più di 3.000. A parlare è stato il coordinatore provinciale del PdL Agresti: “Di fronte alla concreta possibilità che l’ex cinema Marraccini possa essere acquistato dalla comunità islamica per realizzarci un centro culturale islamico, pur riconoscendo alle persone di fede musulmana il diritto di praticare il loro culto e di disporre di un apposito luogo dove riunirsi, riteniamo l’ipotesi Marraccini la meno opportuna per ragioni di ordine culturale e logistico”. Finora, nessuna dichiarazione da parte della curia, che qualche mese fa aveva fatto un’offerta per trasformare il palazzo in un museo d’arte sacra. Non tace, invece, il presidente della comunità islamica Mohamed Rhallab: “Non vedo perché dovremmo rinunciare all'acquisto dell'ex cinema. È un nostro diritto e sono convinto che la maggior parte dei grossetani sia favorevole a questa possibilità”. L’ultima affermazione suona quantomeno fuori luogo, ricordando le 3.000 firme di cui sopra. Ma Grosseto non è che l’ultima città toscana vittima delle pretese musulmane. Uno dei primi casi fu Colle Val d’Elsa, dove la giunta di centrosinistra concesse alla comunità islamica di costruire una moschea capace di contenere mille persone, con un minareto di otto metri e una cupola. I lavori, iniziati, hanno subito uno stop, a causa di un problema giudiziario: a giugno saranno processati l’imam e i responsabili del progetto e dei lavori per abuso edilizio, poiché nel seminterrato erano stati costruiti due locali più grandi di quanto previsto. Oriana Fallaci nel 2006 dichiarò al “The New Yorker”: “Se sarò ancora viva andrò dai miei amici anarchici di Carrara, prendo gli esplosivi e la faccio saltare per aria. Non voglio vedere un minareto nel paesaggio di Giotto”. Purtroppo il cancro l’ha portata via prima, in tempo per evitarle di sentire che nel suo paese, Greve, nel Chianti, si parlava di costruire una moschea. Tornando a Grosseto, è curioso che l’attenzione della comunità islamica si sia posata proprio sull’edificio che la curia aveva intenzione di comprare per farne museo d’arte cristiana, ed è curioso che l’edificio prescelto sia a pochi passi dalla cattedrale e vicino al municipio e al palazzo della Provincia. Curioso. O no? In effetti, non meraviglierebbe nessuno se la scelta fosse caduta proprio su quell’edificio. Una posizione che imponga la presenza culturale e religiosa musulmana tra il centro del culto cristiano e i palazzi del potere amministrativo statale. Questo spiega il significato della seconda frase del post: l’obiettivo occulto (per modo di dire, poiché è chiaro a tutti) è sempre e solo quello di imporre il potere religioso e culturale islamico al centro delle nostre città. Non è certo un caso che il ‘centro culturale’ sia vicino alla chiesa: l’osservatore che guarda la chiesa non potrebbe fare a meno di notare anche l’edificio musulmano. Questa contiguità non è certo un segno di pace, ma di sfida. Come sfide lanciate alla nostra religione sono le pretese di costruire minareti più alti dei nostri campanili, con i berci del muezzin che sovrastano il suono delle campane, che da più di dieci secoli è parte della nostra vita e della nostra cultura. Sfide sono i fondi provenienti dai Paesi musulmani per costruire moschee in Europa, veri e propri atti di colonizzazione culturale. E sfide sono gli episodi come quelli di Colle Val d’Elsa, dove i musulmani non solo costruiscono moschee enormi con l’intento di sovrastare le nostre chiese, ma tentano anche di ampliare illegalmente i loro spazi, rubandoci più terra di quella che i comunisti gli regalano. Certo, come non parlare dei comunisti, che con il loro maledetto buonismo ci stanno portando alla sconfitta? Fanno esattamente come fecero i nativi americani con gli spagnoli, subendo una colonizzazione che li portò a vivere nelle riserve. In pratica, i comunisti ragionano come uomini di cinquecento anni fa che praticavano ancora i sacrifici umani. Non c’è da stupirsi, tra belve ci s’intende. Come sempre non faccio di tutte le erbe un fascio, e come sempre non dico che tutti i musulmani sono cattivi. Ma solo il più testardo buonista con paraocchi grandi come ombrelloni riesce a non accorgersi dell’invasione che stiamo subendo, sempre più veloce. Basta contare quante erano le moschee cinquant’anni fa e quante sono adesso. I musulmani hanno capito che siamo molto diversi dai crociati che sbarrarono loro le porte dell’Europa, che ci siamo rammolliti, che chi grida all’invasione viene zittito e condannato. Il re fa imprigionare le sue guardie credendo stupidamente che i barbari che sono alle porte siano amici che gli tendono la mano. Alcune luci grazie a Dio feriscono le tenebre: in Olanda ha vinto il partito di Geert Wilders, che da anni combatte la minaccia islamica, e per questo condannato a morte secondo la shari’a. Evidentemente gli olandesi si sono svegliati. È giunta l’ora che anche noi solleviamo la testa, e che ci opponiamo alla minaccia. Il vero nemico, però, non viene da fuori: il vero nemico è il cancro del buonismo comunista, che, come l’HIV, impedisce alle nostre difese di reagire. Tolleranza per coloro che rispettano la nostra cultura e le nostre leggi, e soprattutto non vogliono imporre la loro cultura nel nostro Paese. Di fronte a tutti gli altri, invece, alziamo gli scudi e sguainiamo le spade, e prepariamoci a difendere la nostra terra!

 
 
 

La legge a Rosarno.

Foto di Antares_89

Il telegiornale mostra le ruspe che demoliscono l'ex deposito alimentare occupato dagli immigrati di Rosarno, mentre questi ultimi sono stati portati via. Un'immagine forse triste, ma che è l'applicazione della legge. Maroni è stato chiaro: "Queste situazioni le abbiamo ereditate e sono frutto di tolleranza sbagliata". "Ci sono responsabilità diffuse che non intendiamo più tollerare", e se gli immigrati risulteranno clandestini "verranno espulsi". "C'e tanta gente che parla di cose che non conosce", " Per esempio l'on. Casini ha detto che a Rosarno la polizia è stata inviata 48 ore dopo i disordini. Non è vero, é male informato A Rosarno, "la polizia era lì dal primo minuto". Alcuni immigrati, intervistati, si chiedono dove stia la l'accoglienza tipica della Calabria: "State perdendo tutti i nostri valori". Mentre Napolitano invita a fermare la violenza, la Cassazione si difende: "Italiani razzisti? Macché. Siamo un popolo tollerante." A sinistra Bersani parla, ovviamente, di razzismo e xenofobia, Loiero, Presidente della regione Calabria, afferma come lo Stato non sia intervenuto prima e Rosy Bindi vuole "evitare una guerra fra poveri". Donadi, capogruppo Idv alla Camera, definisce "molto gravi" le parole di Maroni: "E' ora che il governo la smetta di fare solo demagogia elettorale e che cominci a concentrarsi sulla trave della 'ndrangheta", " non sull'immigrazione ". Ferrero dichiara che "Il vero nemico è il lavoro nero e schiavistico ma questo problema Maroni non lo vuole risolvere perché la Lega esprime, al governo, il peggio di una politica xenofoba e razzista". Casini afferma come a Rosarno lo Stato sia morto e governi la 'Ndrangheta. Mentre gli immigrati rimossi sono più di mille, il parroco, don Pino, dice che "Siamo tutti più poveri". La Russa, la pensa come Maroni: "Troppa tolleranza verso i clandestini. Lo Stato ha il dovere di fare rispettare le leggi", "Non può esserci tolleranza, specie per chi usa la violenza in maniera così evidente, per il solo fatto che è un immigrato". Loiero, ammette che: "Non può essere giustificata la reazione violenta degli extracomunitari. Ormai sembra un'abitudine, e su Facebook è stato creato un gruppo: 'Primo Marzo 2010'. Stefania Ragusa, una componente, dichiara che: "Il nostro obiettivo non è solo quello di riempire le piazze italiane. Vogliamo mandare dei segnali forti, intraprendere un percorso insieme alle altre associazioni, alla società civile, agli italiani e agli immigrati per costruire insieme il futuro, perché tutti possano realmente avere diritti certi e uguali", " basterà" - "mettersi al polso un braccialetto giallo per testimoniare la propria adesione". Sulla manifestazione  Maroni  dichiara che: "La legge viene applicata anche il primo Marzo".  Il Papa, all'Angelus di oggi, afferma che "Bisogna ripartire dal cuore del problema". " Un immigrato è un essere umano, differente per provenienza, cultura e tradizioni, ma è una persona da rispettare e con diritti e doveri". " Invito a guardare il volto dell'altro e a scoprire che egli ha un'anima, una storia e una vita: è una persona e Dio lo ama come ama me". Durante la manifestazione una troupe de "La vita in diretta, è stata aggredita dagli immigrati, e stessa sorte è toccata a inviati del Tg2. Intanto, un comitato di cittadini presidia il municipio: "Non li vogliamo più qui", "non siamo razzisti ma non è possibile vivere in questa situazione". E invece per i comunisti questa è vera e propria xenofobia. Poco importa che le violenze siano state scatenate dagli immigrati: basta che chi commette un reato sia straniero che la legge che lo condanna è bollata come razzista. La Russa si è accorto di questo, e immediatamente ha difeso l'operato del Governo a Rosarno. Non gli è importato nulla, come assolutamente non importa a me, di essere definito razzista. A parte il fatto che vi avrà ormai fatto l'abitudine, non si lascerà fermare da queste parole per non intervenire. E tantomeno lo farà Maroni, il diretto interessato, il bersaglio delle critiche, il mostro xenofobo. Nonostante la sinistra affermi che il vero problema è la 'Ndrangheta, infatti, non c'è motivo di non intervenire sul caso dell'immigrazione. Soprattutto quando gli immigrati si scatenano in episodi di violenza. Secondo Ferrero e Bersani, in effetti, è proprio così: dato che c'è il problema della 'Ndrangheta tutto il resto può aspettare. Anche la guerriglia. E se, a questo punto, tutta Rosarno è xenofoba, c'è un paradosso: gli immigrati sono braccia per i campi, quindi perché allontanarli? Se la loro paga non gli andava a genio potevano benissimo andare via e trovarsi un posto migliore dove lavorare. E, al contrario, hanno scatenato una violenta guerra contro la popolazione e le forze dell'ordine. Guarda caso, come succede sempre, il maggior numero di feriti sono agenti. Vorrà dire qualcosa? Per me sì, per i comunisti è solo un dettaglio: l'importante è che la piccola rivolta degli immigrati sia stata fermata dalle forze dell'ordine, e i poveri, innocenti criminali siano stati arrestati. E che dire delle parole del Papa? Parole normali per il Pontefice, parole cristiane. Cosa diranno, a questo punto, i comunisti che sempre attaccano la Chiesa e il Papa, senza ritegno? Ascolteranno queste parole? E se gli si va a chiedere cosa ne pensano come reagiranno? Basti pensare che mia madre, votante PD, cristiana ma abbastanza avversa alla Chiesa, ha detto che adesso è sempre più vicina al Papa e sempre più lontana da Bersani e compagnia. Chissà se ce ne sono altri come lei. E come, poi, non parlare del gruppo su Facebook? Visto che sono riusciti a realizzare la pseudo manifestazione contro Berlusconi adesso credono di poter diventare i signori della guerra comunista, i peggiori nemici del Governo (molto più del PD, ma, in effetti, non ci vuole molto). Che si mettano il braccialetto giallo. Mi dispiace solo che non sia periodo di lezioni, altrimenti vorrei vedere quanti, nella mia facoltà comunista, se lo sono messi. Grazie a Dio, però, loro non contano nulla. Contano i voti delle persone intelligenti, e conta il loro apprezzamento nei confronti del Governo. Che, dopo aver risolto il problema della spazzatura a Napoli e aver affrontato perfettamente il disastro a L'Aquila, adesso interviene per frenare le masse di immigrati, spesso clandestini, che si trovano  nel Meridione. Non credo che il comitato dei cittadini pensi che il Ministro Maroni sia xenofobo. Al contrario, penso che appoggeranno perfettamente la sua decisione, che libererà la città da pericolosi disperati. Questo sono, principalmente. Ma questo non giustifica i loro reati, come vorrebbe la sinistra. La legge esiste ed è stata applicata. Che poi ai comunisti non piaccia è normale.

 
 
 

Lista nera e Berlusconi.

Post n°53 pubblicato il 04 Gennaio 2010 da Antares_89
 
Foto di Antares_89

Qualche tempo fa mi è successa una cosa che mi ha dimostrato quanto poco io conosca ancora il mondo dell'informazione e del confronto virtuale. Non è mia abitudine, penso, lamentarmi di cose che mi sono successe, ma in questo caso credo di doverlo fare. Semplicemente perché il caso mi sembra emblematico riguardo alla posizione della sinistra in questo momento. Giorni fa ho avuto il grande piacere di discutere con tale mascia100. In effetti, però, la parola discutere non ha motivo di essere usata. Questa donna, infatti, appartiene alla stirpe di coloro che hanno in profondo odio Berlusconi, ma, non riuscendo ad attaccarlo sul piano politico lo offendono in ogni modo. Non con confutazioni, ripeto, politiche, ma con gli sputi e il fango che vomitano continuamente. La discussione, se così vuole essere chiamata, è stata definitivamente troncata dalla donna, che ha deciso che fosse meglio mettermi in lista nera. Ovviamente questa non è una critica per tutti quelli che mettono in lista nera qualcuno. Anzi, a volte è molto utile per liberarsi di chi offende o nei casi di stalking. Io non ho mai messo in lista nera nessuno, ma lo farei subito se questi continuasse a mandarmi messaggi offensivi o dopo che gli ho detto espressamente di non farsi sentire. Non è la prima volta che vengo messo in lista nera da qualcuno. L'ultima che ricordo è stata una donna, della quale non ricordo il nome, che professava l'ateismo come la distruzione completa e fisica di tutti i cristiani (ovviamente senza nessun accenno ai musulmani). Anche questa decise che non era il caso di continuare la discussione. Certo, a volte mi accorgo di essere forse pesante, ma questo non è fatto con cattiveria: è semplicemente un modo di esprimersi, e basta dire esplicitamente a qualcuno di cambiare registro. Non di valori, ma semplicemente linguistico. La cosa che mi ha fatto infuriare, però, è stata un'altra. Questa donna io l'avevo tranquillamente dimenticata, come si fa con le persone inutili, senza peso. Sennonché sabato (credo che il giorno fosse quello) mi arriva un suo messaggio, nella casella di posta, dove mi consiglia il suo blog. Ovviamente accetto, ritrovandomi nel suo antro, con una foto sfuocatissima di Berlusconi, che, immagino, avrete visto tutti. Supponendo che mi avesse tolto dalla lista nera ho provato a commentare, rimanendo assai stupito quando ho appreso che ero ancora assolutamente in lista nera. Il che significa una sola cosa: provocazione. Mi mostra il suo assurdo blog e le volgarità che scrive senza darmi la possibilità di commentare. Questo indica molto della persona. Mi sarei accontentato di un commento, per dimostrare quanto ammirassi il suo bellissimo post, aspettandomi certo una replica alla quale non avrei risposto. Invece nulla. Solo l'immagine di Berlusconi. Forse pensava che non l'avessi già vista, e questo dimostra il suo livello intellettuale, poiché ormai la foto campeggia in ogni blog di quel tipo. Senza ragione di causa, in effetti. E la signora, che si presume sapiente in ambito calcistico, amando il "suo" Bologna, non lo capisce. Le sinistre pensano che Berlusconi si sia fasciato per dimostrarsi ancora più vittima di quello che è. La metafora calcistica è evidente: se un giocatore prende una botta al volto può continuare a giocare fasciato, ma la giornata in cui tornerà in campo sarà con una vistosa mascherina. Al di là dell'immagine sportiva, un altro elemento ridicolizza quello che loro pensano. Potrebbero benissimo essere stati i medici a imporre nuove fasciature, e non per bloccare il sangue, ma per controllare la rimarginazione delle ferite e l'aggiustamento delle ossa. Berlusconi è assai abituato alle cattiverie che vengono dette su di lui, e sicuramente immaginava che continuare a portare le fasciature avrebbe implicato l'irrisione e nuove offese da parte comunista. A tutte queste persone, comunque, vorrei dire: "Fatevi tirare una statuetta in faccia, e poi vediamo come reagite".Certo avrà qualche collaboratore che visita internet, e che gli spiega che ogni giorno mille offese lo infangano. Perché, quindi, far diventare quelle mille offese un milione? Contrariamente a quello che pensano i comunisti, Berlusconi non è stupido. Tuttavia, a loro basta una foto per fare il post. Non hanno bisogno di fare ricerche in rete o di informarsi. Gli serve solo una foto. E quando non c'è la foto vanno benissimo le vignette. Tutte uguali, mi sembra dello stile di Vauro, anche se sono felice di non conoscere bene questo stile. Ognuna con la solita frase che dovrebbe far ridere e che non nasconde per niente l'offesa a Berlusconi. Al contrario di questi, apprezzo i blog, pur d'idee politiche diverse dalle mie, che fanno post interessanti, dotati di cultura, con argomenti validi. Che non si accontentano di una foto o di una vignetta per criticare, come nella loro piena libertà, il Premier. Non so cosa farò con questa mascia100. Sinceramente non vorrei più averci a che fare. Ho visto che ha un profilo uguale, mascia1001, nel quale non sono in lista nera. Ho quindi colto l'occasione per rispondere quello che pensavo. Cioè che la consideravo una persona senza un minimo di dignità e di valori nulli. Forse mi risponderà, me lo aspetto, e poi mi metterà in lista nera anche su quel profilo. Lo immagino, ma le ho detto che per me è stata già una grandissima vittoria averle potuto esprimere il mio più sincero disprezzo e il compatimento che provo quando penso a lei. Come ho detto prima, la lista nera va utilizzata, come consiglia anche la stessa dirigenza di Libero, ma i motivi sono molto diversi. Un conto è farlo per proteggersi dai seccatori, altra cosa è farlo per non affrontare una discussione che si teme di perdere. Qui non c'è onore. Rispetto chiunque abbia usato la lista nera in modo corretto, ma per gli altri la cosa è completamente diversa. Molti si saranno accorti che qualche tempo fa il mio blog era visitato da tale luloca. Le idee erano simili, se non uguali, a quelle di mascia100, ma non mi ha mai messo in lista nera. Inoltre, se nel mio blog tendo a volere l'ultima parola nel discorso con chi discuto, accetto che sia così anche nel caso opposto. A meno che le offese non siano troppo pesanti. Chi mi conosce sa che ho messo la moderazione ai commenti più che per, effettivamente, moderarli, per poter rispondere a tutti senza perderne di vista nessuno, e non potergli rispondere. La lista nera è un oggetto particolare e preciso. Differenti sono i modi di usarla: alcuni in modo corretto, nel modo in cui era stata ideata, altri per non rispondere a un discorso a cui non può rispondere. Quanto alla foto di Berlusconi, attaccarsi a quello pur di criticare il Governo è pietoso. Tipico di una sinistra, eccetto qualche eccezione, pietosa.

 
 
 

Ancora scontri in Iran.

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I numeri sono contrastanti fra loro, ma una cosa è certa: l'Iran sembra aver finalmente capito qual è l'arma da usare contro il dittatore che da anni insanguina la nazione. Oggi la televisione di Stato, in lingua persiana, ha dovuto ammettere i 15 morti totali, mentre l'altra emittente in inglese ha parlato di cinque morti nella sola Teheran. Il capo della Polizia ha minimizzato, asserendo che i suoi agenti non erano dotati di armi da fuoco. Viene da chiedersi, a questo punto, che arma sia stata utilizzata per infliggere il colpo di arma da fuoco, come afferma il sito dei parlamentari riformisti Parlemanews, a Seyed Alì Mussavi, nipote del leader dell'opposizione. Casualità? Sembra assai strano. La manifestazione è stata organizzata nella commemorazione del terzo imam sciita, Hossein, nel 680 a.C., l'Ashura. Alla manifestazione hanno partecipato migliaia di persone, fra cui molte donne, e, alla fine, gli arrestati sono stati 300. Hanno anche fatto in tempo a impadronirsi di un camion dei Vigili del Fuoco, usando l'altoparlante per scandire slogan contro Ahmadinejad, come "Morte al dittatore!" o "Oh Hossein Mir Hossein!", associando il terzo imam al leader dell'opposizione. Durante la contromanifestazione organizzata dalle forze governative, Obama ha stigmatizzato la repressione, così come la Francia e l'Italia, per la quale "la vita umana costituisce un valore fondamentale" che va sempre difeso. Oggi sono stati arrestati diversi collaboratori del leader dell'opposizione, come il consigliere e il capo di gabinetto. Lo riferisce il sito web Jaras, mentre il sito conservatore Tabnak denuncia l'arresto del capo dell'organizzazione dissidente "Movimento per la Liberazione dell'Iran". Purtroppo sono costretto, dai fatti, a ripetermi. D'altronde, la colpa non è mia, perché, grazie a Dio, le manifestazioni di questo tipo sono sempre più frequenti nelle città del Paese forse più sanguinario e retrogrado del mondo intero. Sono state proprio le manifestazioni di piazza a far crollare il regime degli scià, instaurando quello degli ayatollah. È stata una manifestazione studentesca a distruggere lo Stato filoccidentale per crearne uno completamente diverso, nemico per antonomasia di quell'Occidente che sperava di usarlo come arma strategica, al pari della Turchia. Gli studenti hanno dato vita a questo regime, e ora devono tenerselo. Sono passati circa trent'anni da quella rivoluzione, e, forse, tra quei manifestanti c'è n'è qualcuno che, tre decadi fa, ha contribuito a creare il mostro contro cui adesso combatte. Non sarebbe così strano: avrebbe dovuto essere, all'epoca, assai giovane, e adesso sarebbe un uomo di mezza età. Chissà, se esistesse, come si sentirebbe. Di fronte ai Pasdaran che prima gli sembravano eroi, di fronte a quell'ayatollah che sta sostituendo degnamente il suo predecessore, di fronte a quello Stato che ha sognato e che ha creato. Io non so come mi sentirei, ma sicuramente non bene, e certo non in pace con me stesso. Ma queste sono solo supposizioni, parole che non servono a nulla, se non a creare un ambito di mistero e di fantasia. Quello che veramente importa è che il Paese si sta svegliando dal suo sonno di morte. Finalmente la rivoluzione e il Governo della shari'a non sono più tanto bramati dalla gente. Finalmente ci si accorge che quello degli ayatollah è un regime sanguinario che non ha nessun rispetto per la gente. Non segue la shari'a, ma il volere degli ayatollah di turno dell'ayatollah che ha il controllo più saldo. In effetti, solo da poco ho scoperto che i musulmani non hanno una vera guida, ma tanti ayatollah. In questo momento, ovviamente, chi governa è Khamenei, ma potrebbe benissimo essere qualcun altro. Chi ha combattuto per rovesciare gli scià adesso è combattuto nel cuore. Magari vedendo il figlio che va alle manifestazioni antigovernative e, forse, anche lui vorrebbe seguirlo, ma non lo fa per rispettare gli ideali che lo hanno convinto a partecipare alla Rivoluzione di Khomeini. Guarda i soldati che tanto ha ammirato combattere contro suo figlio, prendendo a manganellate chiunque si opponga al regime. Io credo che persone del genere esistano davvero. L'importante, tuttavia, è che la gente faccia una vera controrivoluzione, che tiri giù dal suo seggio il grande ayatollah e che mandi in esilio perpetuo il dittatore Ahmadinejad, responsabile della morte di così tanti innocenti. I numeri, come ho detto all'inizio, sono contrastanti, perché nessuno sa veramente quanta gente sia stata uccisa, nessuno sa veramente quanti colpi siano stati esplosi, o quante persone siano rimaste a terra per le percosse subite. Al contrario di quanto successe a Genova, chi è morto a Teheran l'ha fatto da innocente, per l'ideale di sconfiggere un regime sanguinario. Sicuramente non è morto lanciando un estintore contro i Carabinieri, per l''ideale' di rovesciare un sistema agli occhi di chiunque democratico, per instaurare un'anarchia della quale non capisce neanche il significato del nome. Chi ha orecchie per intendere intenda. Il nome non lo pronuncio, perché sacro, e tanto basterebbe per farmi chiudere il blog, penso. A Teheran, al contrario di Genova, chi è caduto l'ha fatto per rovesciare un regime che da anni si macchia di orribili delitti, e che non ammette, nella sua Costituzione, il termine 'democrazia'. Un Paese che fa paura al mondo intero, per le sue mire espansionistiche, per la sua volontà di cancellare Israele dalle mappe geografiche e, soprattutto, per un Presidente (o, meglio, un dittatore) che si paragona con gioia e riverenza a Hitler. Questo dovrebbe far pensare alle Nazioni Unite che bisogna agire al più presto, per evitare il peggio. Ma, evidentemente, i direttori dell'ONU, così come Ahmadinejad con Hitler, vogliono seguire le orme della Società delle Nazioni. Cioè la più stupida e inutile coalizione di Stati nella storia. Evidentemente vogliono aspettare la Terza Guerra Mondiale prima di intervenire. A quanto pare vogliono aspettare che Israele debba far esplodere tutti (si spera) i missili iraniani prima di intervenire, attirandosi contro tutti i Paesi islamici circostanti. La guerra porterebbe, chiaramente, a una crisi petrolifera, cioè una gran bella cosa, soprattutto per noi, che dipendiamo solo dal petrolio. L'unica cosa che potrebbe evitare questo è una nuova rivoluzione in Iran. Che scalzi Khamenei e il suo braccio armato Ahmadinejad dal loro trono. Creando un nuovo Stato. Non democratico come i Paesi occidentali (non pretendiamo troppo) ma che rispetti la vita umana per quello che è, e che abbia un diritto legislativo ben definito. Basta una rivoluzione.

 
 
 
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