Aprilaportasocchiudi,guarda ...e poi piano apri... |
QUANDO ERO BAMBINA
Quando ero bambina,trascinavo su di una piccola carriola,di quelle per la spiaggia,le cose che amavo di più,pronta a partire per luoghi sconosciuti,dove dopo aver affrontato pericoli ed incertezze,avrei trovato sorprese meravigliose…
Quando ero bambina,leggevo molto,ho cominciato a leggere e scrivere a cinque anni e leggevo di tutto,perché mio padre aveva una biblioteca immensa e io volevo leggere quello che apparteneva ai grandi,per capirli….
Quando ero bambina ridevo,ballavo e chiacchieravo con tutti…
Quella bambina è rimasta soltanto in pensieri sparsi e gocce di ricordi,pesanti di rimpianto.
Ho trascinato la carriola,che si è riempita di affanni,risposte mai avute,piccoli sogni ingialliti,lettere chiuse,obblighi…e i luoghi hanno perso la loro magia,man mano che li scoprivo.
Ho continuato a leggere,ma i grandi ho continuato a non capirli…
Ho perso la capacità di affidarmi al desiderio di ridere,ballare e chiacchierare con tutti…
Sono io la grande ….incomprensibile a me stessa.
Eppure a volte quella bambina senza bambole (mai volute né desiderate),si affaccia al mio presente,
ride e prende il mio posto per condurmi verso momenti d’infinito…
verso l’Isola Che Non C’è…portando la sua carriola con dentro i miei sogni e la mia anima con passo leggero…
Quasi volasse.
QUELLO CHE VORREI..
So cosa mi manca…
Quello sguardo
che per un giorno
un mese,un anno
Dice a tutto il mondo
Sei il mio mondo
Quelle piccole dolci
passionali attenzioni
La candela accesa,
il calice,la musica scelta
Il bacio leggero
e il sorriso negli occhi
Il fiore con cui sei accolta
Il tempo vissuto come eternità
Che non vorresti passasse mai
mentre lo vivi insieme
Che vorresti volasse
quando sei sola
Il silenzio che parla
la nostra esclusiva lingua
Le parole che scorrono leggere
Il non sapere come sei e come è lui
Perché sei per lui e lui è per te
Il tutto,
che vive come unico grande respiro…
Io non oso neanche dargli un nome
Perché lo sogno .
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Post n°51 pubblicato il 27 Gennaio 2010 da morganacri
“Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario,perché ciò che è accaduto può ritornare, le coscienze possono nuovamente essere sedotte ed oscurate: anche le nostre.” Primo Levi
"Siamo abituati a piantarci su lunghe file alle sette del mattino, a mezzogiorno e alle sette di sera, con la gavetta in pugno, per un po’ di acqua tiepida dal sapore di sale o di caffè o, se va bene, per qualche patata. Ci siamo abituati a dormire senza letto, a salutare ogni uniforme scendendo dal marciapiede e risalendo poi sul marciapiede. Ci siamo abituati agli schiaffi senza motivo, alle botte e alle impiccagioni: Ci siamo abituati a vedere la gente morire nei propri escrementi, a vedere salire in alto la montagna delle casse da morto, a vedere i malati giacere nella loro sporcizia e i medici impotenti. Ci siamo abituati all’arrivo periodico di un migliaio d’infelici e alla corrispondente partenza di un altro migliaio di esseri ancora più infelici … " Così scriveva Petr Fischl, nato a Praga il 9/9/1929, deportato a Terezin l’8/12/1943, morto ad Auschwitz l’8/10/1944. vissero più o meno a lungo nella città-ghetto di Terezin, prima di essere deportati nel campo di sterminio di Auschwitz. Dei 15.000 ne tornarono meno di 100. testimonianze angosciose di sofferenze inenarrabili e delitti atroci, motivo insieme di dolore ed orrore.
“Spaventa il pensiero di quanto potrà accadere tra una ventina d’anni quando tutti i testimoni saranno spariti. Allora i falsari avranno via libera e potranno affermare o negare qualsiasi cosa.” (Primo Levi)
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Post n°50 pubblicato il 25 Novembre 2009 da morganacri
Le parole scivolano seguendo la musica, scorrono come lacrime,il tempo non mi ha regalato la scorza né il marmo che proteggano l'essenza del dolore,e così tutto ciò che la mia mente e il mio cuore accumulano di sensazioni ed emozioni è una ferita che non si chiude. Così non riesco ad immaginare quale piacere può dare provocare il dolore,quale desiderio nasca dalla tortura,e neanche come si possa passare oltre,giustificare,addirittura spiegare la violenza . Si nasce da una donna,essa è sempre l'inizio che ci avvolge,quale essere in natura deforma,massacra,non riconosce le proprie radici? E' servita a quali mutazioni mentali ,a quale follia ,la cultura umana,lo sviluppo che non riesce a riconoscere la semplicità del diritto naturale,che calpesta l'uguaglianza nella diversità,come se il seme avesse più valore della terra,come se la vita potesse essere scissa in una operazione paranoica ? La musica racconta il viaggio delle emozioni,uno dei tanti che l'umanità ha saputo creare Ma le note che vibrano,come i colori e i numeri e le parole e tutte le meraviglie inventate o scoperte non bastano a giustificare i crimini che avvelenano l'umanità. |
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Post n°49 pubblicato il 04 Novembre 2009 da morganacri
assai più breve delle tue finestre - Alda Merini
Le voci fragili sanno come è nero il nero che ti avvolge il ripetersi di gesti che confondono le mattine che non hanno albe ma solo dardi di luce fredda Le voci fragili consumano l'affanno inzuppandolo di ricordi sussurrano e vibrano come farfalle mentre il mondo gioca a rimpiattino con la dannazione |
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Post n°48 pubblicato il 13 Luglio 2009 da morganacri
"Ho lasciato l'assurdo sul comodino" |
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Post n°47 pubblicato il 11 Luglio 2009 da morganacri
Ho il volto di una donna che non conosco Ho atteso il mare come una musica Come onda crudele come gioco di onde Ho raccolto ogni volta la polvere del tempo Ingoiato frammenti di noia e rabbia Insipidi e scontati come la routine delle speranze Ho costruito il puzzle dei sogni spezzati Guardando i tramonti di mondi tutti uguali Perché l’eternità è non trovarsi Perché sono l’ombra di troppi morti La voce che sussurra un personaggio sbiadito In una stanza vuota
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MINA
Per te che sei nata male,sbattuta in un cassonetto
Come un vuoto a perdere,come un rifiuto…
Per te che hai subito fatto sentire la tua voce
con la forza della disperazione
E che sei cresciuta libera,
frequentando tutto il condominio
ovunque a casa tua,
mai troppo affettuosa,
sempre esigente e combattiva…
Per te
che lasci un vuoto in un mondo
troppo affannato a farsi male
per amare anche poco anche male
quelli come te.. esseri inferiori….
Per te Mina,
gatta coraggiosa che sei morta
lasciando un vuoto nel nostro cuore….
Nel mio immaginario
tu cammini nella valle dei semplici,
quelli che attraversano lievi il mondo.
















Inviato da: lughe_sarda
il 04/11/2009 alle 17:13
Inviato da: lughe_sarda
il 29/08/2009 alle 22:36
Inviato da: d0lcevelen0
il 15/07/2009 alle 04:03
Inviato da: morganacri
il 14/07/2009 alle 00:11
Inviato da: lughe_sarda
il 12/07/2009 alle 23:30