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Aprilaporta

socchiudi,guarda ...e poi piano apri...

 

MARIA LUISA ORSINI: LA PUPA

 

QUANDO ERO BAMBINA

Quando ero bambina,trascinavo su di una piccola carriola,di quelle per la spiaggia,le cose che amavo di più,pronta a partire per luoghi sconosciuti,dove dopo aver affrontato pericoli ed incertezze,avrei trovato sorprese meravigliose…
Quando ero bambina,leggevo molto,ho cominciato a leggere e scrivere a cinque anni e leggevo di tutto,perché mio padre aveva una biblioteca immensa e io volevo leggere quello che apparteneva ai grandi,per capirli….
Quando ero bambina ridevo,ballavo e chiacchieravo con tutti…
Quella bambina è rimasta soltanto in pensieri sparsi e gocce di ricordi,pesanti di rimpianto.
Ho trascinato la carriola,che si è riempita di affanni,risposte mai avute,piccoli sogni ingialliti,lettere chiuse,obblighi…e i luoghi hanno perso la loro magia,man mano che li scoprivo.
Ho continuato a leggere,ma i grandi ho continuato a non capirli…
Ho perso la capacità di affidarmi al desiderio di ridere,ballare e chiacchierare con tutti…
Sono io la grande ….incomprensibile a me stessa.
Eppure a volte quella bambina senza bambole (mai volute né desiderate),si affaccia al mio presente,
ride e prende il mio posto per condurmi verso  momenti d’infinito…
verso l’Isola Che Non C’è…portando la sua carriola con dentro i miei sogni e la mia anima con passo leggero…
Quasi volasse.


 

MARIA LUISA ORSINI: MONDO MAGICO

 

QUELLO CHE VORREI..

So cosa mi manca…
Quello sguardo
 che per un giorno
un mese,un anno
Dice a tutto il mondo
Sei il mio mondo
Quelle piccole dolci
 passionali attenzioni
La candela accesa,
il calice,la musica scelta
Il bacio leggero
e il sorriso negli occhi
Il fiore con cui sei accolta
Il tempo vissuto come eternità
Che non vorresti passasse mai
 mentre lo vivi insieme
Che vorresti volasse
 quando sei sola
Il silenzio che parla
 la nostra esclusiva lingua
Le parole che scorrono leggere
Il non sapere come sei e come è lui
Perché sei per lui e lui è per te
Il tutto,
che vive come unico grande respiro…
Io non oso neanche dargli un nome
Perché lo sogno .

 
 
 


QUESTO Blog è CONTRO ogni forma di violenza, compresa quella verbale.
E' CONTRO la guerra (qualunque guerra) le armi, la pena di morte, il razzismo, l'intolleranza, la volgarità.
E' a FAVORE della pace e della convivenza civile.








 




 

 

GIORNATA DELLA MEMORIA: LA SHOAH

Post n°51 pubblicato il 27 Gennaio 2010 da morganacri

 

“Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario,perché ciò che è accaduto può ritornare, le coscienze possono nuovamente essere sedotte ed oscurate: anche le nostre.” Primo Levi

 

"Siamo abituati a piantarci su lunghe file alle sette del mattino, a mezzogiorno e alle sette di sera,

con la gavetta in pugno, per un po’ di acqua tiepida dal sapore di sale o di caffè o, se va bene,

per qualche patata. Ci siamo abituati a dormire senza letto, a salutare ogni uniforme scendendo

dal marciapiede e risalendo poi sul marciapiede. Ci siamo abituati agli schiaffi senza motivo,

alle botte e alle impiccagioni: Ci siamo abituati a vedere la gente morire nei propri escrementi,

a vedere salire in alto la montagna delle casse da morto, a vedere i malati giacere nella loro sporcizia

e i medici impotenti. Ci siamo abituati all’arrivo periodico di un migliaio d’infelici e alla corrispondente partenza di un altro migliaio di esseri ancora più infelici … "

Così scriveva Petr Fischl, nato a Praga il 9/9/1929, deportato a Terezin l’8/12/1943,

morto ad Auschwitz l’8/10/1944.
Egli fu uno dei 15.000 bambini e adolescenti ebrei che, strappati per lo più ai loro genitori,

vissero più o meno a lungo nella città-ghetto di Terezin, prima di essere deportati nel campo di sterminio di Auschwitz. Dei 15.000 ne tornarono meno di 100.
Di loro ci restano soltanto un pacco di disegni infantili e poche semplici poesie;

testimonianze angosciose di sofferenze inenarrabili e delitti atroci, motivo insieme di dolore ed orrore.

 

 

“Spaventa il pensiero di quanto potrà accadere tra una ventina d’anni

quando tutti i testimoni saranno spariti.

Allora i falsari avranno via libera e potranno affermare o negare qualsiasi cosa.” (Primo Levi)

 
 
 

PER NON DIMENTICARE

Post n°50 pubblicato il 25 Novembre 2009 da morganacri

 Le parole scivolano seguendo la musica, scorrono come lacrime,il tempo non mi ha regalato la scorza né il marmo che proteggano l'essenza del dolore,e così tutto ciò che la mia mente e il mio cuore accumulano di sensazioni ed emozioni è una ferita che non si chiude.

Così non riesco ad immaginare quale piacere può dare provocare il dolore,quale desiderio nasca dalla tortura,e neanche come si possa passare oltre,giustificare,addirittura spiegare la violenza .

Si nasce da una donna,essa è sempre l'inizio che ci avvolge,quale essere in natura deforma,massacra,non riconosce le proprie radici?

E' servita a quali mutazioni mentali ,a quale follia ,la cultura umana,lo sviluppo che non riesce a riconoscere la semplicità del diritto naturale,che calpesta l'uguaglianza nella diversità,come se il seme avesse più valore della terra,come se la vita potesse essere scissa in una operazione paranoica ?

La musica racconta il viaggio delle emozioni,uno dei tanti che l'umanità ha saputo creare

Ma le note che vibrano,come i colori e i numeri e le parole e tutte le meraviglie inventate o scoperte non bastano a giustificare i crimini che avvelenano l'umanità.


 
 
 

VOCI FRAGILI

Post n°49 pubblicato il 04 Novembre 2009 da morganacri



Ascolta, il passo breve delle cose-

assai più breve delle tue finestre -

quel respiro che esce dal tuo sguardo

chiama un nome immediato: la tua donna.

E' fatta di ombra e ciclamini,

ti chiede il tuo mistero

e tu non lo sai dare...

Alda Merini

 


Le voci fragili sanno come è nero il nero che ti avvolge

il ripetersi di gesti che confondono

le mattine che non hanno albe

ma solo dardi di luce fredda

Le voci fragili consumano l'affanno

inzuppandolo di ricordi

sussurrano e vibrano come farfalle

mentre il mondo gioca a rimpiattino

con la dannazione


 
 
 

TEATRO - Gli ultimi istanti di Ofelia

Post n°48 pubblicato il 13 Luglio 2009 da morganacri

"Ho lasciato l'assurdo sul comodino"
di Luis Gabriel Santiago
(Gli ultimi istanti di Ofelia)

 
 
 

senza titolo

Post n°47 pubblicato il 11 Luglio 2009 da morganacri

Ho il volto di una donna che non conosco

Ho atteso il mare come una musica

Come onda crudele come gioco di onde

Ho raccolto ogni volta la polvere del tempo

Ingoiato frammenti di noia e rabbia

Insipidi e scontati come la routine delle speranze

Ho costruito il puzzle dei sogni spezzati

Guardando i tramonti di mondi tutti uguali

Perché l’eternità è non trovarsi

Perché sono l’ombra di troppi morti

La voce che sussurra un personaggio sbiadito

In una stanza vuota

 

 
 
 
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Un blog di: morganacri
Data di creazione: 19/05/2008
 
 

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MARIA LUISA ORSINI: IL REGNO DELLA NOTTE


 

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MINA


 Per te che sei nata male,sbattuta in un cassonetto
Come un vuoto a perdere,come un rifiuto…
Per te che hai subito fatto sentire la tua voce
con la forza della disperazione
E che sei cresciuta libera,
frequentando tutto il condominio
ovunque a casa tua,
mai troppo affettuosa,
sempre esigente e combattiva…
Per te
che lasci un vuoto in un mondo
 troppo affannato a farsi male
per amare anche poco anche male
 quelli come te.. esseri inferiori….
Per te Mina,
gatta coraggiosa che sei morta
lasciando un vuoto nel nostro cuore….
Nel mio immaginario
 tu cammini nella valle dei semplici,
quelli che attraversano lievi il mondo.