in viaggio
ti domanderanno come si attraversa la vita. Rispondi: come un abisso, su una corda tesa: in bellezza, con cautela e oscillandoMême si le mois de mai
Ne vous a guère touché;
Même s'il n'y a pas eu
De manif dans votre rue;
Même si votre voiture
N'a pas été incendiée;
Même si vous vous en foutez!
Chacun de vous est concerné.
Même si vous avez feint
De croire qu'il ne se passait rien,
Quand dans le pays entier
Les usines s'arrêtaient;
Même si vous n'avez rien fait
Pour aider ceux qui luttaient;
Même si vous vous en foutez!
Chacun de vous est concerné.
Même si vous avez fermé
Votre porte à notre nez,
Une nuit que nous avions
Les Céhèresses aux talons;
Si vous nous avez laissés
Matraquer sur le palier;
Même si vous vous en foutez!
Chacun de vous est concerné.
Même si dans votre ville
Tout est resté bien tranquille;
Sans pavés, sans barricades,
Sans blessés et sans granades,
Même si vous avez gobé
Ce que disait la télé;
Même si vous vous en foutez!
Chacun de vous est concerné.
Même si vous croyez maint'nant
Que tout est bien comm' avant,
Parce que vous avez voté
L'Ordre et la sécurité,
Même si vous ne voulez pas
Que bientôt on remett' ça;
Même si vous vous en foutez!
Chacun de vous est concerné
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Il cambiamento, nell’immaginario collettivo, è qualcosa che arriva all’improvviso senza che si abbia fatto nulla, arriva e ci porta quello che desideriamo…chissà…forse speriamo che a suonarci il campanello per una volta non sia il ragazzo che ci riempie la buca di volantini, ma sia George Clooney che ci sorride chiedendoci se la festa è da noi…o Monica Bellucci se chi legge è un uomo.
O forse ci aspettiamo che il biglietto della lotteria acquistato per caso sia foriero di notizie miliardarie, oppure che mentre prendiamo il sole su una affollatissima spiaggia arrivi un affascinante proprietario di yacht e ci inviti a bordo…o ancora che un giorno arrivi la lettera di uno sconosciuto notaio che ci informa che una ancora più sconosciuta parente ci ha lasciato la proprietà di un albergo a cinque stelle alle Mauritius.
Non si pensa, nessuno ce lo ha insegnato, che il cambiamento è frutto del nostro lavoro, fuori, ma soprattutto dentro di noi, frutto della cura con cui scegliamo le nostre letture, le amicizie, le cose che ci sembra giusto fare e quelle che non crediamo adatte a noi, nell’imparare a dire sì ma anche no, l’impegno che mettiamo nel sostenere progetti che non ci appartengono ma che condividiamo, l’amore che mettiamo nel dedicare il nostro tempo ad altri senza aspettative, la forza che spendiamo quando gli eventi sono forti, drammatici, dolorosi e anche se con fatica, con stanchezza, decidiamo che è tempo di tirarsi su le maniche e di fare.
Oggi, mentre leggevo per l’ennesima volta uno dei libri che ritengo preziosi per il mio lavoro, mi ha colpito una frase, letta molte volte, ma solo ora forse compresa fino in fondo.
La frase, scritta al termine di una prefazione a cura di Gloria Steinem è questa: “vorrei che le mie antenate avessero saputo che il loro corpo era sacro. Con l’aiuto di voci straordinarie e di parole sincere come quelle di questo libro, credo che le nonne, le mamme e le loro figlie del futuro guariranno se stesse. E miglioreranno il mondo.”… e io aggiungo… e con l’aiuto di quegli uomini capaci e desiderosi di affiancare queste donne nel cammino.
Il cambiamento fa paura, al punto tale che si rimane in un circolo vizioso di ripetizione sistematica della sofferenza pur di rimanere nel conosciuto…e poi…quando finalmente si intraprende il cammino della propria scoperta e di conseguenza della scoperta dell’altro, dell’apertura, del riconoscimento di sé…ci si sente davvero in cammino per “tornare a casa” e non si rinuncerà più a questa ricchezza infinita, fonte di doni, di scambi, di energie, di emozioni, in una parola: VITA.
Dentro di noi abitano forze misteriose, che gli uomini antichi identificarono con gli dei: sono loro che danno senso alla vita.
Se riduciamo tutto a un calcolo in cui contano solo gli oggetti, l’esistenza naufraga nel non senso.
Ma le energie sconosciute, non hanno smesso di abitarci. Basta affidarsi alla vita.
A un mondo costruito sul fuori, sull’esterno, sull’apparire interessano molto di più le cose da sfoggiare o un po’ di soldi piuttosto che le risorse interne. Eppure nelle risorse interiori sono nascosti gli unici tesori che possediamo. Lì abita il senso della vita.
Le persone vere girano per il mondo con le loro passioni segrete, si riconoscono come diverse da tutti gli altri. Difendono il loro spazio vitale, il loro ESSERE, sono un mistero e sono una benedizione.
Sono gli uomini e le donne che le forze primordiali desiderano incontrare.
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un omaggio in punta di piedi ad una grande Donna, un universo di emozioni, una capacità lieve e intensa di far vibrare gli animi.
grazie, per il patrimonio prezioso che lasci, grazie per il valore e il senso profondo delle tue parole, in un tempo e un luogo dove le parole sono divenute suoni vuoti.
grazie per me, per le cose che mi hai insegnato.....
A Alda Merini scomparsa oggi a Milano.
Il mio passato Spesso ripeto sottovoce che si deve vivere di ricordi solo quando mi sono rimasti pochi giorni. Quello che e’ passato e’ come se non ci fosse mai stato. Il passato e’ un laccio che stringe la gola alla mia mente e toglie energie per affrontare il mio presente. Il passato e’ solo fumo di chi non ha vissuto. Quello che ho gia’ visto non conta piu’ niente. Il passato ed il futuro non sono realta’ ma solo effimere illusioni. Devo liberarmi del tempo e vivere il presente giacche’ non esiste altro tempo che questo meraviglioso istante. Alda Merini A tutte le donne Fragile, opulenta donna, matrice del paradiso sei un granello di colpa anche agli occhi di Dio malgrado le tue sante guerre per l'emancipazione. Spaccarono la tua bellezza e rimane uno scheletro d'amore che però grida ancora vendetta e soltanto tu riesci ancora a piangere, poi ti volgi e vedi ancora i tuoi figli, poi ti volti e non sai ancora dire e taci meravigliata e allora diventi grande come la terra e innalzi il tuo canto d'amore. Alda Merini Sogno d'amore Se dovessi inventarmi il sogno del mio amore per te penserei a un saluto di baci focosi alla veduta di un orizzonte spaccato e a un cane che si lecca le ferite sotto il tavolo. Non vedo niente però nel nostro amore che sia l'assoluto di un abbraccio gioioso. Alda Merini
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c'era una volta un bel fiume che scorreva tra colline e boschi. All'inizio era un gaio ruscelletto, uno zampillo giocoso e canterino che scaturiva rapido dalla cima del monte.. Allora era giovane, ma quando scese in pianura rallentò. Pensava al momento in cui sarebbe arrivato all'oceano. Col tempo, crescendo, imparò a farsi bello, serpeggiando con grazia fra colline e praterie.
Un giorno si guardò e vide riflesse dentro di sè le nuvole, nuvole di ogni forma e colore.. Per giorni non fece altro che rincorrerle. Voleva una nuvola tutta sua per tenerla sempre con sè. Ma le nuvole passano nel cielo senza fermarsi mai e cambiano forma continuamente. l'impermanenza connaturata alle nuvole faceva soffrire il fiume.. Il piacere e la gioia che provava a rincorrerle svanirono, e non vi fu che disperazione e rabbia. Un giorno un vento impetuoso spazzò via tutte le nuvole.. Il cielo restò completamente vuoto. Il fiume pensò che non valesse la pena di vivere, dal momento che non c'erano nuvole da inseguire. Era pronto a morire. Quella notte il fiume ascoltò se stesso per la prima volta. Era stato così occupato a inseguire qualcosa di esterno che non aveva mai avuto il tempo di guardarsi.. Quella notte fu la sua prima occasione di ascoltarsi piangere, di ascoltare il rumore dell'acqua che batteva contro le rive. Prestando ascolto alla sua voce fece una scoperta importante. Capì che quello che aveva tanto cercato era già dentro di sè. Scoprì che le nuvole non sono altro che acqua, che nascono dall'acqua e all'acqua fanno ritorno. E scopriì di essere acqua anche lui..
Il mattino seguente al sorgere del sole vide per la prima volta il cielo azzurro. Non lo aveva mai notato. Interessato com'era alle nuvole non aveva mai fatto caso al cielo. Allora capì che quel cielo immenso dimorava nel suo cuore da sempre. Nel pomeriggio le nuvole tornarono ma ora non gli interessava più possederle. Poteva ammirare la bellezza di ciascuna e dare il benvenuto a tutte. Quando arrivava una nuvola, la salutava con premurosa gentilezza, quando una nuvola andava via con la stessa gentilezza le diceva allegramente arrivederci. Quella sera accadde un fatto magico. Quando il suo cuore si aprì ad accogliere il cielo della sera, il fiume ricevette l'immagine della luna piena, bella e luminosa come un gioiello. Non aveva mai immaginato di poter ospitare un'immagine tanto bella dentro di sè.
Da “ la pace è ogni passo” Thich Nhat Hanh
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Nickname: miladylady
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Età: 109 Prov: TO |
Linda niñita quedada así, sentada en la orilla del mar
y las manos llenas de perlas
el sol en tu frente y en la sonrisa
blanca orquidea, alma y paloma
y la alegría, tú cantas consuelo,
tú cantas esperanza, tú cantas remedios,
espera que un día yo pueda decirte:

"te quiero pequeña, chiquita, preciosa, hermosa.....
falsa solo in parte
e il giusto e l'ingiusto si mischiano
e coloro che rispetti possono deluderti,
coloro che disprezzi possono commuoverti
nella tua fredda stanza
guardi le stelle
che tremano d'amore e di speranza...
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La gentilezza nelle parole crea confidenza, la gentilezza nei pensieri crea profondità, la gentilezza nel dare crea amore.

Inviato da: tigerag
il 24/12/2009 alle 20:51
Inviato da: miladylady
il 03/12/2009 alle 01:05
Inviato da: tigerag
il 02/12/2009 alle 19:53
Inviato da: miladylady
il 24/11/2009 alle 15:55
Inviato da: marieelenoire1
il 24/11/2009 alle 14:35