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Peace and war

L'Occidente che non ha voglia di scomparire

 

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C'è chi è a favore della illegalità

Post n°37 pubblicato il 08 Aprile 2009 da ric72
 

Bisogna smascherare tra i politici chi non ha ancora capito che difendere la clandestinità significa perseguire il male dei cittadini; o forse lo sanno ma hanno altri interessi e legami che gli impongono scelte incoscienti.

Oggi il governo è andato sotto grazie al voto segreto chiesto dall'opposizione (UDC e IDV ma chi rappresentano?) e al conseguente tradimento di parlamentari della maggioranza: tradimento sul fatto che per i Centri di Identificazione e Espulsione ritornano i 60 giorni di periodo massimo in cui i clandestini possono essere trattenuti invece dei 180 necessari. E' ovvio che tale voto permette ai clandestini di continuare a permanere sul nostro territorio e ingrassare le statistiche su criminalità e costi dell'immigrazione. L'Italia continua a comportarsi da Repubblica senza spina dorsale invtando ancora di più ad essere vista come metà dei disperati e purtroppo di malintenzionati.

Basta parlare con un comandante di una qualsiasi caserma dei Carabinieri per sapere che i clandestini attualmente (ancora di più con la Turco-Napolitano) possono essere difficilmente espulsi e quando vengono arrestati per reati altri, godono di una certa impunità burocratica: ci sono episodi intollerabili di Carabinieri beffeggiati da nord-africani arrestati e poi liberati dal giudice il giorno dopo, e poi ri-arrestati e poi ancora liberati. Si presentano alla caserma e salutano con le loro manine i poveri ufficiali. E chi gli fa fare di arrestarli ancora se commettono reati?

Questo schifo deve finire e gli italiani devono punire elettoralmente tutti coloro che si macchiano di tradimento, non di una forza politica, ma dell'intera nazione.

Solo la Lega rimane l'unico movimento coerente nella difesa del cittadino (anche immigrato) dall'ingiustizia della tolleranza verso la clandestinità. A ciò aggiungiamo l'opposizione alle ronde, atto di libertà di cittadini che non sanno più come rendere sicuri i propri territori visto che lo Stato in molti casi non è in grado di intervenire.

Fateci vedere le facce, altrochè voto segreto!

 
 
 

Lasciate in pace Eluana e la sua famiglia

Post n°36 pubblicato il 07 Febbraio 2009 da ric72
 

Ogni persona può vedere che cosa sono la vita e la morte con i suoi occhi o legittimamente con gli occhiali del proprio credo o della propria ideologia. Da qui a voler imporre per legge o tramite di essa scelte che sono naturalmente private è una forzatura che vuole colpire la libertà fondamentale dell'individuo, ossia quella di disporre nel pieno delle proprie facoltà mentali della propria esistenza e di decidere le caratteristiche qualitative di questa, al di là delle quali si preferisce interromperla.


Chi reclama la difesa della vita ad oltranza tramite l'accanimento terapeutico o la continuativa alimentazione artificiale difende solo la propria visione del mondo e le proprie convinzioni.


Chi tuona sul fatto di non sostituirsi a dio, non si accorge che queste persone sono mantenute in vita dalla tecnica dell'uomo che quindi si arrogherebbe il diritto di andare contro natura e sostituirsi a dio stesso. E' una contraddizione.


Chi vuole sindacare nelle decisioni di una persona sulla propria vita o della sua famiglia su un caso come questo, primo si intromette nel diritto naturale all'autodeterminazione e poi scardina il significato stesso di famiglia esautorandolo del rapporto privilegiato tra i suoi membri. Oltre a inficiare il concetto di libero arbitrio che mi sembra un cardine della religione cristiana.


L'unica legge da fare in fretta è quindi quella sul testamento biologico: poi ogni istituzione, secondo il proprio credo convincerà, se ne è in grado, i propri sostenitori a comportarsi di conseguenza. Il crimine non è interrompere lo stato vegetativo-tortura di Eluana, è di non avere ancora fatto una legge che tuteli la libertà personale e regoli la materia. I responsabili, tramite condizionata inattività politica, di questa situazione si vergognino e si ricordino che la laicità dello Stato è un bene comune e che il loro giuramento viene fatto all Repubblica non al Vaticano.

 
 
 

Fanno finta di non capire

Post n°35 pubblicato il 04 Febbraio 2009 da ric72
 

Quando si è persone intellettualmente oneste si evita di far finta di non capire solo per poter rafforzare la propria tesi o dare ossigeno a posizioni contraddette nei fatti e difendibili solo con truffaldina retorica. Invece capita di leggere interventi, i più disparati ma identificabili in posizioni esterne alla Lega, che anche sotto una glassa di equidistanza celano una semplice avversione per la politica che si muove vicino alla realtà delle persone e non ai principi inconsistenti di ideologie e religioni.


L'Italia è succube di un ormai pretestuoso buonismo catto-comunista che provoca danni ingenti alla nazione. Il contrario di buono è cattivo. Se Maroni ha usato il termine cattiveria è solo per dire che si deve cambiare strada perchè quella seguita finora sta distruggendo in primis la serietà di un paese e la sua autostima in nome di principi solidaristici che si avvicinano più al masochismo che a un oculato senso di giustizia. Infatti in un paese normale Maroni avrebbe detto che ci vuole più giustizia e non cattiveria, ma viste le condizioni in cui versa la prima possiamo ben capire che non si avrebbe colto il senso della richiesta di cambiamento di rotta.


Con i franchi tiratori anti-leghisti della maggioranza si evidenzia ancor maggiormente che la Lega Nord è l'unica, e questo è tutto dire, che difende l'interesse nazionale dalla politica della demagogia e dell'allarmismo xenofobo, quando la questione riguarda solo l'assenza di regole severe e una applicazione certa della stesse. Ecco allora che i difensori, coscienti o incoscienti, dell'invasione incontrollata agiscono difesi dal segreto dell'urna parlamentare. Da dove vengano i dictact ai parlamentari di derivazione democristiana è ovvio...

 
 
 

Il problema in Italia sarebbe la Lega... ma andate a quel paese!

Post n°34 pubblicato il 02 Febbraio 2009 da ric72
 

Di fronte ai fatti di cronaca degli ultimi mesi e soprattutto a quello di Nettuno, le forze politiche in generale e le alte cariche dello Stato sono corse subito a denunciare il solito clima latente di odio razziale e intolleranza. Responsabile di questo clima sarebbe l'atteggiamento leghista nei confronti dell'immigrazione. E' ormai da tempo immemorabile che la Lega Nord distingue tra immigrati regolari e clandestini, tra chi lavora onestamente nel nostro paese e chi fancazzeggia o addirittura delinque a danno degli italiani sia prima, che dopo quando vanno a riempire le nostre galere in percentuali impressionanti dal punto di vista statistico e con costi assurdi. Il rispetto della legalità e il primato del cittadino rispetto al non cittadino, principi sacrosanti vengono ogni volta subdolamente ignorati. E' evidente che tutte le forze politiche di maggioranza e opposizione sono allarmate dal successo della Lega sul territorio; successo derivante direttamente dal cercare di risolvere problemi che gli altri non solo non affrontano, ma adirittura negano nella loro lampante esistenza e criticità.

A Nettuno hanno agito tre balordi per motivi futili. Nessuno si preoccupa del perchè ci sono persone nullatenenti che dormono in stazione (qualcuno pensa che il clochard sia una figura romantica da tutelare in quanto tale), nessuno si chiede perchè la noia porti alla violenza sul più debole (qual'è la storia di questi animali?). La fiera delle belle parole xenofobia e razzismo oltre che inutile e fuorviante, è indice di inadeguatezza della classe dirigente.

Poi magari si sono voluti anche coprire gli altri fatti di cronaca per motivi di opportunità o lassismo. La bestialità della solita matrice romena alla quale, pur nelle dimensioni in cui si presenta, non è stata data un briciolo di risposta. E' possibile che uno Stato non possa avere strumenti per colpire i cattivi senza ledere i buoni? Si dice attenzione a buttar via il bambino con l'acqua sporca; ma nella melma ci stanno finendo un pò troppi italiani innocenti.

Insisto come al solito sul fatto che gli italiani, non sono ancora stati consultati sul tema dell'immigrazione e sulle modalità di integrazione che vivono sulla loro pelle tutti i giorni, da Lampedusa a Bolzano. I loro rappresentanti, con un'unica eccezione, si sono dimostrati senza polso e incapaci di tutelare il bene dell'Italia. Dell'Europa poi non parliamo: nessun paese a immigrazione controllata è disposto a darci una mano perchè significherebbe intaccare il loro comunque falso equilibrio.

 
 
 

Demagogia e rassegnazione

Post n°33 pubblicato il 13 Gennaio 2009 da ric72
 

Risulta (non ho dati in merito ma mi sembra semplicemente logico) che se uno va all'estero in molti paesi per avere o rinnovare il permesso di soggiorno paga. I punti fermi sono: l'immigrato non è cittadino del paese ospite e quindi non ha contribuito alla sua economia e al suo status attuale; nel momento in cui lavora (non si parla di sfruttamento che è reato da perseguire) riceve un compenso con il quale si esaurisce equamente lo scambio forza lavoro necessaria (?)-retribuzione. Se l'immigrato paga le tasse allora ha diritto ai servizi come ogni cittadino del paese ospitante. Al di fuori di ciò siamo nel campo del masochismo o dell'irresponsabilità.

Succede invece che lo Stato debba accollarsi tutta una serie di spese eccezionali legate ai clandestini e accessorie legate ai regolari tra cui quella della burocrazia quasi fosse solo l'immigrato a farci un piacere e non fosse invece reciproco il beneficio del rapporto. Ad arrivare alla demagogia e al buonismo insensato si fa presto, soprattutto quando si è ormai abituati al fatto che i regolari non vengono direttamente dal paese di origine ma da un periodo più o meno lungo di clandestinità. Chiedete ai pronto soccorsi quanto tempo e risorse vengono dedicate (casi non urgenti) a persone irregolari o pensate a tutti i costi sostenuti per parcheggiare gente non produttiva nei centri di raccolta. Tutto ciò non ha nulla a che fare con la solidarietà che un paese "ricco" può avere verso chi sta peggio.

La situazione è indice di rassegnazione: rassegnazione a non controllare i flussi e ad avere solo ed esclusivamente immigrazione di basso livello nullatenente e, con la crisi economica, nulla facente. I 50 euro dovrebbero tirarli fuori i datori di lavoro che hanno il beneficio immediato dalla presenza dell'immigrato. Allora le critiche e le proposte dovrebbero finire al "Ministero della Carità a fondo perduto" e non ad altri che tentano di muoversi seriamente non avendo avuto mandato esplicito ad utilizzare le risorse del paese in questo modo.

Se io cittadino pago per avere un servizio che ha un costo burocratico non vedo perchè non possa farlo anche l'immigrato, a meno che non si sia deciso che tale soggetto, in virtù del suo stato di disagio è comunque da favorire, indipendnetemente dal modo in cui vive nel nostro paese; ma nessuno lo ha formalmente chiesto agli italiani.

 
 
 
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Un blog di: ric72
Data di creazione: 12/09/2006
 

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