Creato da ambretta2009 il 24/10/2009

Spiragli di Luce

La Speranza nel Cristo Risorto

 

Pregando..con Silvia Tassone

Post n°716 pubblicato il 10 Dicembre 2016 da ambretta2009
 

La preghiera

"Uniti si vince"

Signore Gesù, tu che hai illuminato la vita di Silvia e l’hai accompagnata come amico fedele fino all’ultimo giorno del suo cammino sulla terra, accogli la nostra preghiera che nasce da un cuore bisognoso di te.

Signore Gesù, tu che sei il Risorto ed hai colmato Silvia di gioia e di saggezza, donaci unità e serenità familiare, amore per la vita. Rendici costruttori di pace, capaci di vera amicizia e condivisione, forti nelle sofferenze e nei combattimenti spirituali.

Gesù, tu che sei il Cristo risorto e hai insegnato a Silvia la bellezza dell’amare ogni cosa creata, aiutaci a riscoprire il giusto senso della vita nelle piccole cose quotidiane.

Meraviglioso Risorto, che hai colorato la vita di Silvia con il tuo amore dolce e rassicurante, illumina i nostri cuori per non cadere nello scoraggiamento, per avere sempre ben visibile davanti a noi il faro della speranza.

Tu che sei il Dio Vivente  e che hai avvolto Silvia nella tua luce misericordiosa, volgi a noi il tuo Volto, abbi compassione delle nostre miserie e debolezze. Tu che ci hai chiamati amici e resi fratelli nel tuo Sangue, donaci sollievo nella sofferenza, libera e guarisci ogni malattia corporale e spirituale, aiutaci nelle difficoltà, guidaci sulla retta via, converti i cuori, donaci il discernimento, rendici coraggiosi testimoni di te.

Signore Gesù, noi crediamo che tu sei veramente risorto, lo proclamiamo con gioia, certi che con te siamo vincitori su tutto. Prendici per mano e conduci tutti noi sulla via della salvezza, così come hai preso per mano Silvia e l’hai condotta dalla sofferenza alla vita eterna.

Signore Gesù, noi mettiamo questa preghiera nel Cuore Immacolato di Maria attraverso il piccolo cuore di Silvia, certi che ci ascolterai ed esaudirai secondo il vero bene di ognuno, che solo tu conosci quale sia.

Gesù risorto, noi ci fidiamo di te e ti ringraziamo per tutto quello che farai, e anche per quello che non sarà secondo il nostro desiderio. 

Grazie Gesù per averci donato Silvialuce!  Certi che  tu, Signore, ascolterai le sue preghiere, ti chiediamo di …

Che tutto avvenga per la tua Maggiore Gloria.

Amen.

Il riposo...

Oltre la vita..

 
 
 

Una vita di nome Silvia Tassone..Otto Dicembre

Post n°715 pubblicato il 07 Dicembre 2016 da ambretta2009
 

Il Natale.

La malattia

Sempre, l'otto Dicembre si rinnova una festa in cielo! L'Immacolata ha preso con sé Silvia, già sua figlia prediletta in terra e l'ha condotta nella sua casa.  L'anima gioiosa di Silvia attende di riavere il corpo nella risurrezione di Cristo. Silvia ora vive nella luce di Dio, quel Padre Nostro che noi invochiamo nella preghiera, ma di cui Silvia ne gode tutto l'amore. Io spero con tutto il cuore che il Signore scelga qualcuno che possa prendere a cuore la vita di Silvia e condurla sulla via della santità, perché il suo amore sincero, semplice, fatto di totale affidamento a Gesù, possa essere di esempio a tanti bambini e  adolescenti, che non hanno ancora avuto la fortuna di incontrare questo meraviglioso amico e fratello di nome Gesù. Questo grande amico non vuole altro che "sentirsi cercato", perciò, anche noi adulti seguiamo l'esempio di Silvia Tassone ed apriamogli la porta. Lui non ci lascerà soli nel dolore e nella sofferenza, ma ci darà tanto coraggio per affrontare ogni difficoltà e gioirà con noi quando saremo felici. Silvia aveva capito che la vita andava vissuta fino in fondo anche nella sofferenza e questa certezza ha illuminato tutto il suo breve percorso sulla terra, fino a renderla "Luce" per chi le stava vicino. Silvia aveva inoltre capito che la morte non era un ostacolo alla vita, ma un salto fiducioso tra le braccia di Gesù, il Vivente. Oggi, infatti, Silvialuce è viva più che mai!!! Ci sono tanti episodi quotidiani che hanno cosparso la sua vita come bellissimi fiori profumati, rendendola unica, straordinaria nella sua normalità. L’ultima volta che ho visto Silvia era sdraiata sulla sua sedia a rotelle e subito constatai che aveva il volto sereno, di una serenità disarmante, ingiustificabile a motivo del corpo chiaramente crocifisso. Era la prima volta che, durante la sua malattia, Silvia mi guardava in viso ed è in quel momento che ,sottovoce  e rivolgendosi ad uno dei genitori disse: “Cambia…” , parolina che arrivò solo alle mie orecchie, essendole vicina. Ma questa parola destò in me una sincera riflessione ed è come se Gesù lo dicesse ad ognuno di noi. Cambiamento … conversione. Già, nel giorno stesso della sua dipartita, durante la veglia avvennero cose  particolari e potrei raccontare tante esperienze successive, ma ritengo che  non debbano essere le nostre parole, le nostre emozioni o considerazioni personali a parlare, se non quelle necessarie per mettere in rilievo l’anima di Silvia sia nella salute che nella malattia, sia nella gioia che nel dolore. La santità cammina nel quotidiano e noi dobbiamo prendere esempio perché tutti siamo chiamati ad essere santi. Ci sono però,alcuni, che Dio sceglie per donarceli come guida a prescindere dall’età, perché l’anima spirituale, quella cioè che non muore, non ha età e fin dal concepimento è presente nella sua completezza.

 

la bellezza

 
 
 

Una vita di nome Silvia Tassone...ed è l'inizio della nuova vita.

Post n°714 pubblicato il 04 Dicembre 2016 da ambretta2009
 

Il sorriso

Compleanno

Arrivò il giorno del suo compleanno e, nonostante le forze fisiche di Silvia andavano diminuendo e continuavano le cure per lenire i dolori, la sua mente e il suo cuore erano sempre aperti alla vita, all’accoglienza, all’amore, alla gioia, alla condivisione, all’amicizia. La famiglia, nel senso completo della parola, era il più bel regalo che potesse ricevere, nonostante i molti doni che le venivano portati. Una sera, mentre si recitava una preghiera, alle parole “chiedete e vi sarà dato” Silvia rivolse ai genitori queste parole: “Io non ho bisogno di niente perché mi sono venduta a Gesù fin da piccola”.Dicembre bussò alla porta e i genitori chiesero a Silvia quale regalo desiderasse ricevere per Natale, ma questa fu la risposta: Non voglio niente, ho tutto!”. Il giorno successivo, però, chiese di avere Cicciobello Bua e passò tutta la sera a “curarlo”. Sebbene molto del suo tempo lo trascorreva tra un esame ed una trasfusione di sangue, era felice di ricevere le visite di alcuni sacerdoti con i quali, oltre a ricevere da loro il corpo di Cristo, amava scherzare e, addirittura, condividere qualche pezzetto di panino. Fu molto felice di ricevere l’unzione degli infermi e sebbene il suo corpo fosse ormai devastato dalla malattia, lei continuava a elargire sorrisi e insegnamenti ai familiari. Era, infatti, piena di ematomi e non la si poteva toccare senza causarle dolore;  questo fu anche motivo di diverbio fra i genitori, ma subito intervenne Silvia e li supplicò con le mani giunte dicendo. “Vi prego, non litigate a causa mia, altrimenti mi sento in colpa! Non capite che solo stando uniti possiamo vincere !”. Ormai la malattia aveva invaso tutto il midollo osseo e l’edema colpì  i polmoni accelerando la sua dipartita. La notte del 7 Dicembre Silvia la passò rimettendo, ma  era contenta di eliminare tutte le tossicità dei farmaci e mostrandosi contenta di questo “chiede scusa ai suoi genitori per aver più volte sporcato le lenzuola e i camicini”. Il giorno successivo, l’8 Dicembre, Silvia lo trascorse attaccata alla flebo, necessaria per lenire i forti dolori e fu un peggiorare di ora in ora. Ma dalle sue labbra non uscì un lamento, non una lacrima scese dai suoi occhi, solo accennava con lo sguardo la comprensione delle parole che i suoi cari le rivolgevano. Così, forte della compagnia del suo Amico Gesù, Silvia, alle 17,15 termina il suo cammino sulla terra con il sorriso sulle labbra. Volto di pace e di serenità, quella pace e serenità da lei vissuta, tanto da lei decantata e che fino alla fine ha donato a tutti coloro che l’hanno conosciuta e accompagnata.

Sempre in ordine...

sempre in ordine...fino all'ultimo respiro!

 
 
 

Una vita di nome Silvia Tassone (VIII)

Post n°713 pubblicato il 30 Novembre 2016 da ambretta2009
 

Lo sguardo

iL RICORDO

L'ultima estate....

Il piacere del cibo per Silvia non era solo legato al gusto, ma pensava che fosse un modo per fare condivisione. Infatti spesso lei stessa amava “fare scambio” con altri dell’ospedale o dividere il cibo anche con le mani dicendo: Se non mangiamo insieme vuol dire che non ci amiamo”. Una mattina così disse al suo papà: “Voglio mettermi seduta sul letto e poi uscire sulla sedia a rotelle fuori dal reparto, non ti preoccupare, non sono pazza, so di farcela.” Al consenso di un medico Silvia pianse di gioia e disse alla mamma: “Sto guarendo, mamma, guarda!” Fortunatamente, grazie alle continue sedute di radio, diminuirono le escrescenze della teca cranica, che provocarono in lei il desiderio di farsi fotografare dopo essersi fatta lo shampoo. Finalmente arrivò il giorno del rientro a casa e tutta felice per la sua nuova sedia a rotelle, Silvia pronunciò queste parole:  "Spero che tutti i malati che useranno il mio letto e passeranno dalle macchine sotto le quali sono stata, ricevano tante grazie per quante sofferenze ho patito io!”. Nonostante facesse molta fatica a muoversi, Silvia conservava una serenità  straordinaria, oltre ogni ragionevole possibilità. Continuava a fare i suoi lavoretti manuali e quando riceveva la visita di amiche voleva essere sempre in ordine e ben vestita. La sua nuova sedia a rotelle era, ormai, una parte del suo corpo ed anche il suo luogo di “lavoro”; amava infatti preparare dei bigliettini di auguri per i suoi familiari. Non potendo più frequentare la scuola sebbene lo studio per lei fosse importante, si dedicava alla lettura dei libri scolastici. Ma era chiaro che la malattia andava peggiorando di giorno in giorno, rendendo sempre più difficoltosi i suoi movimenti, anche quelli manuali. Una mattina Silvia raccontò di aver fatto un sogno: camminava su una strada ostruita da un masso enorme che, però,  riusciva a distruggere con tanto sacrificio; dall’altra parte un cancello dorato aperto la accoglie con una luce infinita ed un Angelo con il flauto esegue una melodia, che lei ripete cantando.  (continua)

Il sorriso

silvia..

20 giorni prima di salire alcielo....

 
 
 

Una vita di nome Silvia Tassone (VII)

Post n°712 pubblicato il 27 Novembre 2016 da ambretta2009
 

la vittoria

La gioia

Nel Marzo del 2007, dopo un anno dall’inizio della sua malattia e dopo aver subito 4 dei suoi 5 interventi chirurgici, Silvia pose fine alle cure dicendo: Mamma, voglio fare una doccia lunga dieci ore e fare tantissime bolle di sapone”. I suoi genitori  attingevano forza da lei, dalla sua eccezionale reazione positiva di fronte alla gravità della situazione e all’arrivo della primavera  Silvia mostrò tutta la sua carica vitale interiore esprimendo il desiderio di andare in mezzo alla natura e di gustare la bellezza dei suoi colori. Un giorno, appunto, i genitori la condussero in campagna e ad un certo punto non la videro più, ma trovarono in terra le sue stampelle e il suo giubbotto. Allarmati iniziarono a cercarla e la ritrovarono, dopo un certo tempo, in un aranceto. Preoccupata per aver causato ansia ai genitori così gli riferì: “Stavo giocando con i gattini, e poi c’era Gesù con me.”. Mi permetto, ora, una osservazione personale: questo episodio mi riporta ad un altro, certamente ben più importante, cioè l’episodio evangelico di Gesù tra i dottori. Silvia amava la vita e la creazione nella sua totalità e quindi anche gli animali erano tra le sue predilezioni. Sembrava che tutto l’iter della malattia procedesse bene e all’arrivo dell’estate  Silvia esplose nella sua gioia di vivere trascorrendo molto tempo tra le onde del mare, nonostante l’apprensione dei genitori. Sprizzava felicità da tutti i pori e sembrava che non si stancasse mai: qualche breve viaggio con i genitori, poi ancora mare, giostre, e un cuore sempre aperto all’amore. Una bellissima gita in Sila fu per Silvia l’incontro festoso con la natura da lei tanto amata … poi la notte la svegliò un dolore :“Mamma, ho tanto male alla gamba destra”. Rimase a letto nascondendo i forti dolori dietro un’altra motivazione: “Ho paura di andare alla scuola media, sono brutta, ho le cicatrici”. Stimolata dalla mamma riprese a scrivere sul suo diario. In realtà Silvia non vedeva l’ora di andare a scuola nonostante la sua sofferenza, ma sopraggiunse la febbre e dovette tornare a casa, suo malgrado. La scintigrafia mostrò in tutta la sua crudeltà segni sul femore destro, sulla colonna, sul bacino, sulla teca cranica ed una frattura patologica motivo del suo iniziale dolore. La partenza per Milano fu immediata e durante il volo la mamma versò silenziosamente qualche lacrima, ma Silvia se ne accorse subito e quasi cantando e muovendo il dito indice disse: “Non si piange!” Mentre i medici prendevano visione dei referti, Silvia si addormentò e al suo risveglio si rivolse così ai suoi genitori distrutti dal dolore: “Mamma, papà, Gesù mi ha detto di non preoccuparmi, perché mi tiene stretta fra le sue braccia e mi lascerà solo quando sarò completamente guarita e potrò camminare da sola, quindi dobbiamo stare tranquilli, tutto andrà per il meglio”. Fortunatamente i medici ritennero di non dover operare, ma di applicare solo un tutore con grande gioia di Silvia. “Me lo sentivo nel cuore che sarebbe andata così, perché le cose quando vanno bene io lo so; dai, andiamo in reparto e cominciamo le cure che ho fretta di guarire:” In realtà la malattia aveva invaso anche il midollo osseo e Silvia dovette affrontare la radioterapia nelle diverse parti del corpo, che le causarono fastidi alla vista. Ma questo non fermò la sua positività e la voglia di impegnarsi nel disegno, in lavoretti e nella lettura. Continuò ad avere desiderio di cibi buoni con quel sorriso che era sempre presente sulle sue labbra. Questo suo comportamento destò l’interesse della primaria che, privatamente disse alla mamma:  "Signora, non ho nulla da aggiungere alla diagnosi! Però le dico una cosa, fin dall’inizio che ho conosciuto Silvia ho visto in lei l’espressione della santità”! (continua)

La vicinanza

gli occhi

Unione.

 
 
 
Successivi »
 

Pace

Se la pace non è dentro di noi, non ci sarà fuori di noi e tra di noi!

 

Madonna

Madonna dei Poveri, solleva le nazioni, guarisci le infermità, benediteci, prega per noi.

 

La libertà

LA VERITA' CI RENDE LIBERI..

 

Il sorriso

Silvia Tassone

 

Il creato.

Siamo creature, non siamo onnipotenti. Il creato ci precede e dev'essere ricevuto come dono. Papa Francesco.

 



Papa Francesco

Misericordia: è la legge fondamentale che abita nel cuore di ogni persona quando guarda con occhi sinceri il fratello che incontra nel cammino della vita.

Francesco

 

La speranza

Conserviamo la speranza nel nostro cuore: sarà sempre piccola luce che illuminerà le notti della vita.


 

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