Creato da ambretta2009 il 24/10/2009

Spiragli di Luce

La Speranza nel Cristo Risorto

 

Il coraggio.

Post n°512 pubblicato il 20 Novembre 2014 da ambretta2009
 

Il buio


Quando sembra che la notte non finisca mai, non scoraggiarti! In un angolo della tua vita c'è lo spazio giusto per acccogliere la luce! La luce, per entrare, ha solo bisogno di un piccolo angolo di te...libero da te! Le tenebre rimangono tali quando oscuriamo la nostra anima e la nostra mente con la sfiducia e la paura.  La speranza, infatti, va oltre la durezza del nostro presente, è quel sole che fa capolino nel buio del nostro tempo. Anche quando non riusciamo ad elevare il nostro sguardo verso l'alto, anche quando sembra che Dio non risponda, anche quando ci sentiamo soli e abbandonati, il Signore vive l'abbandono con noi e mentre soffriamo, Lui soffre con noi. Anche il buio nella nostra vita ha un senso, solo se vogliamo fortemente venire alla luce! Cerchiamo la luce nei nostri deserti non solo interiori, ma anche di vita concreta, chiediamo aiuto quando ne abbiamo bisogno, senza vergogna, cerchiamo Dio e lasciamoci trovare da Lui.

 

 
 
 

Ricordando la Terra Santa.

Post n°511 pubblicato il 12 Novembre 2014 da ambretta2009
 

La grotta.

 

Durante il  tragitto verso Nazareth sento un profumo dolcissimo. Giovedì si parte alle 8 di mattina e andiamo a visitare la Basilica dell’Annunciazione…Come fossi andata a visitare un luogo a me caro, come un legame ancestrale che mi rapisce silenziosamente, mentre mi inginocchio davanti alla casa di pietra, alzandomi e inginocchiandomi ancora. Ma devo dare spazio agli altri. Un amorevole abbraccio di qualcosa che tiene immobile la mia anima, come di conosciuto e di ritrovato, atteso e trovato. Tutto mirabilmente semplice e normale eppure carico di un amore perso nel tempo, come di persona cara che muore e che si va a visitare, sapendo che lì non c’è più il corpo, ma che c’è stato. Si celebra la S. Messa nella cripta e non mi accorgo che tutti hanno occupato i  posti. Penso di rimanere in piedi, ma in un angolino proprio vicino alla casa di Maria vedo un piccolo sgabello e mi siedo lì. Questa è la mia visuale: al centro l’altare, a sinistra la casa, di fronte a me, nella parte superiore della Basilica, una cappella con il cancello chiuso in cui si trova la statua della Madonna e sopra di Lei troneggia il Crocifisso di S. Damiano. Tutto mi sembra meraviglioso. Durante la celebrazione i miei occhi vanno dalla casa all’altare, dall’altare alla statua per ricominciare il giro mentre si intona qualche canto. Mi sento spinta a cantare. Dopo il Santo don Luigi prosegue nella liturgia e una voce femminile prosegue a cantare “Osanna, osanna” continuando con parole che non comprendo e unendosi alla voce del sacerdote senza coprirla. Ho la sensazione che la voce venga da sopra, ma in alto non vedo nessuno. Dura forse un minuto, poi tutto torna normale. Ho pensato a un canto islamico da qualche minareto, ma la voce era chiaramente di donna e la parola “osanna” non è loro, ho pensato potesse essere qualche frate, ma non è pensabile lo facesse durante la celebrazione. Ho chiesto alla nostra guida, che non aveva sentito nulla e ha aggiunto che poteva essere qualche gruppo fuori della Chiesa, ma la voce era una, di donna dolcissima e con intonazione melodiosa. Ho chiesto ad un amico del gruppo e anche lui non ha sentito nulla. In realtà nel mio interno non mi sono posta alcuna domanda e  non faccio alcuna affermazione, perché la presenza di Maria la vivi e ti porta con sé. Non dici è vero o non è vero, ma vivi quel momento della tua vita che è reale, ma che non puoi condividerlo con nessuno, neanche se lo racconti e se credono. Siamo poi andati alla fontana di Maria nella Chiesa ortodossa e anche lì la presenza di Maria è stata particolare. La guida racconta come la fontana fosse il luogo di incontro tra fanciulle e giovani che cercavano qualche ragazza da sposa, cosa che sarà avvenuta anche per Giuseppe e Maria…ed è proprio ciò che ho vissuto nella storia di Giuseppe ricevuta anni fa. Poi siamo andati a visitare la casa di Giuseppe, il musei e i resti di una casa-grotta, così come realmente era quella della sacra Famiglia. Insomma tutta la mattina per me è stato “l’incontro con Maria e Giuseppe”. A Nazareth si respira in modo particolare la loro presenza, la loro vita precedente alla venuta di Gesù e la loro vita di famiglia. Abbiamo proseguito il giro sul monte Tabor e poi a Cana.           

Sul monte Tabor ho abbracciato tutta la meravigliosa vista dei monti della Giordania e della Samaria, con il piccolo villaggio di Naim. Penso al cammino a piedi di Gesù con i discepoli e a come l’uomo, con la sua presenza, tende a coprire quella di Cristo, trasformando i luoghi a propria immagine. Credo che certi posti sono di per sé talmente santi, che nessuna costruzione può aumentarne la bellezza e l’infinita santità. C’è troppo di uomo e poco di Dio! Accogliere i pellegrini o costruire chiese o santuari troppo grandi, tolgono al luogo il senso del “senza tempo” che Cristo vi ha lasciato. Si sarebbe dovuto  lasciare tutto come era, facendo attorno solo ciò che è necessario. Purtroppo a Cana sono rimasta perplessa, non ho provato emozioni, come ci fosse qualcosa che non va.

Venerdì, lago di Tiberiade.

Gesù risorto prepara i pesci. Luogo della mensa del Signore…Sulle sponde del lago…toccare i luoghi, unirsi ai momenti vissuti da Gesù, toccare la roccia…vivo l’esperienza del toccare. Giro in battello sul lago…i gabbiani accompagnano, mentre getto loro pezzettini di pane…bellissima esperienza! Momento di silenzio…quante volte Gesù ha vissuto questo, quante volte si allontanava dalla folla per restare in contemplazione del panorama, in preghiera, in ascolto della voce del Padre o semplicemente insegnando agli Apostoli nella pace!

Monte delle Beatitudini…Il troppo umano a volte mi disturba, l’autenticità del luogo viene sommerso dall’uomo, che per amare Dio e dargli gloria imprime se stesso! Questa sensazione mi accompagna sempre.

Sabato: Monte Carmelola grotta di Elia…tutto ciò che è naturale lo sento più vero, non conta tanto il punto preciso, quanto il luogo dove si svolge un vissuto.

Basilica della Nativitàla nascita e la culla, ma troppo chiuso nel limitare il punto. La grotta si espande all’interno e vai nella sua realtà, senza fronzoli. Anche qui tocco e respiro l’aria, sento tanta unità con la S. Famiglia, li sento semplici, persone autentiche e trasparenti nella loro umanità, così diverse da tutti coloro che continuano a girarvi dentro, pellegrini e non…Un’aria completamente diversa da quella che vivo nel pellegrinaggio, qualcosa di misteriosamente umile e pulito. Inconsciamente il mio è un ritorno nel passato, l’ascolto di una vita nascosta nei secoli e dai secoli, che sovrappongono cose, idee, strategie di possesso, ipotesi, ricerca puntigliosa di certezze. Tutto, tranne quello che era: l’amore di Dio che si apre all’uomo e scende nel basso più basso per farsi accogliere. In questa fase orizzontale emergono due persone capaci di accoglienza piena e  restano l’esempio luminoso di questa. Niente grandezze, niente parole inutili, piuttosto mortificazioni iniziali e necessità di adattamento ai cambiamenti che la vita gli sottoponeva. Tutto nel piccolo, tutto nel quotidiano, tutto nella forza della fede. Continuamente sento il bisogno di tornare indietro, la ricerca delle origini è indispensabile per riprendere il cammino verso Dio; allora sì che la scienza e la tecnica aiuterà l’uomo a ritrovare se stesso. Diversamente sarà come boomerang che torna indietro e finché tutto resterà sempre nelle mani dell’uomo come proprietà da gestire, non ci sarà pace e i tempi del ritorno del Risorto si allungheranno. Tra l’altro non è vero che l’uomo, per essere felice, ha bisogno che tutto venga sostituito nel tempo: questo è un grande errore che costerà caro e riporterà l’umanità sempre indietro, fin quando non fermerà la sua ascesi solo tecnologica e non si concederà tempi più ritmici e meno caotici…come è nel cosmo. Equilibrio e armonia…tutto si muove secondo i propri ritmi, tutto si incrocia e niente si scontra…e quando avviene c’è un motivo! Raccogliamoci nella grotta per ascoltare!

Domenica: Deserto di Giuda…Masada…Mar Morto.

E’ una giornata piuttosto fredda, il cielo è grigio, sembra quasi che voglia piovere. Tira molto vento. Scendiamo sotto il livello del mare, la strada taglia in due il deserto, qua e là si vedono piccoli accampamenti di beduini…altri hanno costruito case e non sono più nomadi. Lo spettacolo naturale crea in me un grande silenzio, mi sembra di entrare in un altro tempo. La vista del Mar Morto accompagna il nostro viaggio. Sento amore per questo posto, dove l’uomo ha fatto l’indispensabile. La salita a Masada, la visita alla fortezza, i resti  parlano di un passato remoto, il vento sferza il viso, la polvere entra nelle narici. La mattina, quando mi sono alzata, ero stanca e piena di dolori, pensavo di non farcela, invece il deserto mi ha ridonato forza, come fossi a casa, come mi appartenesse. Poi grotte di Qum ram…il ricordo di Mosè riaffiora alla mia mente, l’esperienza anche fisica vissuta nel racconto, ora la rivivo realmente, respiro quell’aria che ha su di me un effetto intrigante, di fascino interiore, che mi porta nel tempo di Gesù, Maria e Giuseppe, nella vita vera di Gesù e della storia che lo aveva preceduto, del tempo antecedente la sua venuta, passando in mezzo ad altre vite, altre storie altre morti. Tutta la natura è vera e mette a nudo se stessa, laddove l’uomo non la violenta, ma la domina dolcemente, avendo imparato a sapersi ritirare quando è necessario e a sottometterla quando la sua vita lo richiede. Tutto in armonica amicizia tra l’uomo e la natura! Così l’acqua e la luce cammina nel deserto e la strada permette di percorrerlo senza aggiungere ciò che non è necessario, ma solo frutto della concupiscenza umana che, alla fine, toglie la vera libertà. L’esperienza del deserto mi ha fatto assaporare la vera libertà, quel respiro dell’anima e della mente che ti unisce a Dio attraverso il luogo e l’uomo che lo abita o che lo ha abitato. Una esperienza indimenticabile, quasi fossi parte di quel posto! Una resistenza interiore e fisica che il deserto imprimeva in me in modo inspiegabile, come vi avessi abitato! Mi piacerebbe tornarci, ma sicuramente ci torno con la mente e con l’anima! Poi la discesa alla spiaggia del Mar Morto, l’acqua è come oleosa, la semplicità della bellezza, diversa da quella a cui sono abituata, una gioia e un odore che si fondono creando uno stato interiore e fisico particolare…anche questo è il mio mare, un posto familiare dove sono a mio agio!

Lunedì: Gerusalemme…di nuovo profumo di incenso, così particolare. Visita alla grotta dei pastori.

Di nuovo l’esperienza del toccare e la gioia di vedere qualcosa di vero, anche se ritoccato in qualche parte. Non costruzioni monumentali sopra, ma il necessario per conservarlo e renderlo agibile per i visitatori. Le grotte-casa! La quotidiana vita di chi ci ha vissuto o sostato è racchiusa nelle pareti rocciose. Non ha importanza se quello è il punto preciso di un determinato episodio, ma è il luogo simile ad altri dove queste cose avvenivano. Questa esperienza per me è partita dal luogo, per ritrovare l’uomo che ci vive attraverso Dio. Deludente la visita agli altri posti…nascita di Giovanni Battista, La Visitazione, la Dormitio, il Pater e soprattutto il Getsemani. Ho sentito Gesù come soffocato dall’uomo, appesantito da strutture di muro che vogliono segnare al cm. i suoi passi, togliendogli il respiro, a Lui che camminava passando attraverso valli e monti, città e laghi, case e zone solitarie, dove gli alberi e le pietre gli facevano compagnia ogni volta che voleva appartarsi; a Lui che passava ore tra la folla e il piccolo gruppo degli Apostoli, la gente che lo cercava e il suo ritirarsi in solitudine, nel suo intimo colloquio  con il Padre, a Lui che visitava amici che lo ospitavano o che dormiva con il cielo per tetto e con i raggi lunari come luce, a Lui, unico Dio e unico come vero uomo. La vera mia gioia è, invece, sapere che in quei posti è vissuto Gesù, è passato con i suoi piedi, ha respirato quell’aria, ha consumato la sua vita per amore donandocela rivestita di gloria nella Risurrezione. Israele non è certamente la terra più bella dal punto di vista panoramico e vegetativo, eppure quel susseguirsi di pianure e colline , quasi seguendo un movimento ondulatorio per poi salire più in alto e discendere nuovamente in linee morbide fino a sotto il livello del mare, mentre il deserto forma disegni a gradini in continuo alternarsi di rocce erose a formare caverne, unite tra loro da pendii più o meno lunghi, tranne qualche tratto in cui troneggia un altura solitaria. Una terra che esprime armonie di linee, come uomini che si tengono per mano da un capo all’altro, dove la fatica e l’ozio sono due estremi che non coincidono con le sue strutture, fatte di bellezza essenziale, di natura semplice, per una vita essenziale, dove per salire è sufficiente tenersi per mano. Una vita a misura nostra, così come Gesù ce l’ha mostrata e per questo invita tutta l’umanità a seguire le sue orme.

Martedì..la Via Crucis…il Gòlgota, il Santo Sepolcro.

Ognuno ha partecipato a portare la Croce per una stazione: io sono capitata nella sesta…Gesù è passato tra la gente che badava ai suoi affari…la via stretta è battuta e impedisce il cammino…Gesù passa tra i rumori del mercato, tra gente distratta o semplicemente incuriosita, tra il vociare di gente che vende e che compra, maggiormente strattonato per la difficoltà del cammino. Abbiamo accompagnato la Croce cantando e con grande devozione.

Mercoledì: visita alla piscina probatica e alla Chiesa di S. Anna…

Appena arrivata, guardando il luogo, l’ho riconosciuto come posto vissuto in uno degli esercizi di qualche anno fa. Io ero la paralitica ed ho avuto un bellissimo incontro con Gesù. Anche qui ho provato una sensazione di familiarità.

Ultima tappa: i Discepoli di Emmaus. Entrata nella Chiesa dedicata a S.Anna, ho sentito una voce di donna che ha emesso un suono, come di una sola nota allungata. Ho osservato in giro, ma niente poteva giustificarlo. E’ stato un canto breve…allora ho compreso: il pellegrinaggio è iniziato con il canto nella Chiesa dell’Annunciazione ed è finito con il canto ad Emmaus.

 Non ho fatto foto, perché priva della macchina, ma ho cercato di stampare tutto nel mio cuore e nella mia mente. Il caos nella Basilica del S. Sepolcro mi ha fatto riflettere che solo Gesù poteva fare questo: in sé stesso distruggere l’inimicizia e tenerci fianco a fianco, nonostante le differenze, le liti, le guerre. Se potessi ci tornerei volentieri, perché il tempo è poco per visitare, ma soprattutto per “vivere dentro”. Abbiamo visitato, a Gerusalemme, il Museo della Memoria e le immagini vere hanno toccato profondamente le corde del mio cuore…un viaggio nel passato per non dimenticare!

 Altra bella esperienza è stata quella di Cafàrnao…la casa di Pietro…la Sinagoga. Pensare che Gesù è vissuto lì per tre anni, ha letto il rotolo del profeta Isaia…tutto ha creato in me silenzio e ascolto…tutto ciò che è luogo antico mi attira molto di più del nuovo, che quasi non lo guardo.

E ancora il Cenacolo…Gesù intinge il pane e giuda fa lo stesso…Gesù esce cantando e si avvia alla Croce…

I pendii del monte Sion ricoperti di tombe…la valle del Cedron…le tombe  islamiche…anche nella  morte  divisi, ma vicini…la spianata islamica…le porte di Damasco, di Giaffa..la porta chiusa! La grandezza del primo Tempio! Seguire con sguardo panoramico il tragitto che Gesù ha percorso dal suo arresto fino al Gòlgota: circa 12 chilometri…La Chiesa  del  Gallicantu…ogni giorno, ancora, siamo Pietro che lo rinnega!     

 


 

 
 
 

La fontana della Vergine.

Post n°510 pubblicato il 05 Novembre 2014 da ambretta2009
 

Antica fontana.

A Nararet, nella Chiesa parrocchiale ortodossa di S. Gabriele, a circa 200 m. di altezza, si trova una sorgente d'acqua all'interno di una cripta medioevale. Potrebbe essere un antico lavatoio del villaggio a cui si andava ad attingere acqua. Si è propensi a credere che questa fosse la vera "fontana della Vergine" e forse anche Gesù vi sarà andato con sua madre. Qui probabilmente è avvenuto l'incontro con Giuseppe, qui, secondo la tradizione, l'Arcangelo Gabriele apparve a Maria, invitandola a tornare a casa,  dove ebbe a ricevere "l'Annuncio". I Musulmani, che hanno una grande venerazione per Maria, chiamano questa fontana "Ain Sitti Mariam".

Dolcissima e giovane fanciulla, scelta da Dio ad essere madre di Cristo, nella più pura semplicità hai accolto in te un mistero immenso. Giovane donna di tutti i giorni, in cui niente era particolare se non la tua ferma fiducia in Dio, niente ti distingueva dalle altre fanciulle della tua età, se non una fede certa ed una schietta bellezza interiore ed esteriore, aiutaci a dire il nostro "sì" a Dio, ogni giorno, nella normalità della nostra vita, nell'intimo della nostra anima, con la convinzione della nostra mente, nel silenzio del nostro cuore. Il "sì" che non ha bisogno di telecamere per farsi riprendere, nè di altoparlanti per farsi sentire, né di pubblicità per farsi conoscere, ma solo del nascondimento tanto gradito a Dio.

 

 
 
 

Preferisco credere

Post n°509 pubblicato il 01 Novembre 2014 da ambretta2009
 

Il mare

“O mio Dio!”…Inconsapevolmente, nel momento del bisogno, l’istinto mi porta a nominarti.  Così, per abitudine o per un semplice intercalare, ammetto la Tua esistenza, io che mi proclamo agnostico per dare risposta al mio dubbio. Dio c’è? Dio non c’è? Non lo so! Ma le parole “O mio Dio!” escono dalle labbra contro la mia volontà, segno che tu sei in me anche se non ti riconosco. Mio Dio, fa che io possa dire “preferisco credere!”, perché nel caso Tu esistessi veramente e nel caso in cui, dopo la morte, mi trovassi di fronte alla Tua divina Maestà, come potrei  ancora dubitare o negare la Tua esistenza e come potrei, volendo, recuperare tutto il tempo perduto a cercarti sui libri, a studiare la storia delle diverse religioni, per arrivare a scoprire l’unica Verità che io cerco, ma che non trovo? Mio Dio, dammi il coraggio di dire “preferisco credere” e sarò liberato dal mio dubbio. Dammi la forza di dirlo anche al mio nemico, che usa tutti i mezzi per deviare la mia mente  dalla Verità che sfugge  alla mia intelligenza. Mio Dio, mandami lo Spirito di Luce, perché comprenda ciò che non vedo, non tocco e possa far cambiare direzione al mio pensiero. Se ci sei, aiutami! Donami lo Spirito di conversione, perché possa dire “no”, alla verità che proviene dal mondo, un no secco e deciso al tentatore, così come Tu hai  insegnato ed agito. Anche se ho fatto scelte sbagliate, se non ti ho mai cercato nel modo giusto, a modo mio ci ho provato e poiché tu sei Dio e puoi fare ciò che io non posso, Ti prego di farti trovare . Così, quando sarò davanti a Te, ogni dubbio sarà svanito e il mio cuore sarà tutto tuo. Nonostante la mia debole volontà, fa che io possa dire “preferisco credere”, così, se tu ci sei veramente, mi accoglierai come il Padre accoglie il figliol prodigo e sarò salvo. Non ha importanza quanto dovrò penare prima che possa immergermi nella Tua Luce, quanto dovrò starti lontano, nel silenzio, prima di vedere il Tuo volto. Alla fine è importante dire no al peccato e sì a Dio. Mio Dio, se Tu ci sei, sei il Dio che vince e io vincerò con Te. O mio Dio, fa che io possa dire “preferisco credere” e ti ringrazierò per l’eternità! Amen.

 
 
 

Preghiera a tutti i Santi.

Post n°508 pubblicato il 30 Ottobre 2014 da ambretta2009
 

I Santi

Voglio dedicare a voi, santi del cielo e cari amici dell'uomo, canti di onore e di ammirazione! Il Signore vi ha accolto nella sua luce destinandovi ad aiutare l'uomo. Ogni giorno dell'anno è legato ad un nome e alla storia di amore tra l'uomo e Dio, ogni giorno voglio ricordare quel nome, guardando all'esempio di vita che ci tramanda. Ognuno di voi, cari sorelle e fratelli del cielo, rappresentate membra diverse, ma tutte unite a Gesù e rispondenti ad un'unica volonta: quella del Padre. Amo tutti, anche coloro di cui non conosco il nome e la storia, perché tutti riuniti nella comunione dei santi. Credo che siete segno di vera fede e portatori della nostra voce al Padre, messaggeri della sua Parola e del suo amore e per questo credo nella vostra intercessione. Insegnateci a pregare nel modo che piace a Dio, sosteneteci nella battaglia della nostra vita come veri compagni di viaggio. Siate nostri consiglieri per ottenere la conversione delcuore e il perdono di Dio. Noi speriamo e confidiamo nel vostro aiuto, rimanendoin ascolto dei vostri saggi richiami. Voi tutti che siete vissuti in terra cercando di imitare Gesù, insegnateci ad amare il Crocifisso, a sopportare il dolore come Gesù e Maria e ad offrirlo a Dio peer mezzo di loro. Voi che ora popolate il regnodi Dio, che avete amato Dio più della vostra vita pur riconoscendo la bellezza della vita stessa; voi che siete riusciti ad amare tanto Gesù e il prossimofino al martirio, insegnateci ad avere piena fiducia in lui e a riporre in lui tutte le nostre speranze. Insegnateci a non assopirci nel presente, a non fermarci nel ricordo del passato, ma a guardare sempre avanti, a seguire le orme di Gesù che mai tornano indietro, se non per cercare la pecora smarrita. aiutateci a comprendere che ciò che conta è la perseveranza ad andare avanti nonostante gli ostacoli. Insegnateci la pazienza di Cristo, che rallenta il suo passo per darci la possibilitàdi raggiungerlo. Fateci incotrare il volto di Cristo, il suo sorriso, aiutateci a camminare verso di lui che ci attende con le braccia aperte per accoglierci. Pregate che lo Spirito Santo scenda su di noi con il dono della fortezza e dispensando  la salute del corpo e della mente; che come vento benefico spazzi via la polvere dal nostro cuore,  dalla nostra anima e dalle nostre vecchie abitudini. Carissimi amici del cielo, visitate le nostre case, le nostre famiglie, il luogo di lavoro, ovunque ci sia la presenza dell'uomo, dove abita la miseria e la desolazione. Visitate anche le case di sorella ricchezza e felicità, che si sono dimenticate delle case di sorella povertà e tristezza. Infine visitate quella casa-uomo che si è allontanata dalla casa di Dio e vi preghiamo di usare tutta la vostra sapiente e amorosa saggezza nell'itercedere per il recupero di quella casa diroccata. Osservate, ascoltate, aiutateci a prendere le giuste decisioni nelle difficili scelte a cui la vita ci sottopone. Non permettete che restiamo in balia dell'incertezza e dell'errore. Benediteci dal cielo e anche quando non vi cerchiamo restate sempre nostri fedeli amici.

 
 
 
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Un esempio

Uniti si vince!

Dalle parole di Silvialuce.


 

L'amore

L'amore e la gioia regnino sempre nei nostri cuori!

 

Primavera

Primavera è la gioia nel cuore, la nota che canta la speranza!

 

Evviva la vita!

Il salto

 

 

I colori.

I colori della natura rallegrano il cuore!

 

La luce

Lasciamo che la luce entri ad illuminare il buio della nostra vita!

 

 

La luce

Teniamo sempre accesa la fiaccola della speranza!

 

 

 

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