Creato da ambretta2009 il 24/10/2009

Spiragli di Luce

La Speranza nel Cristo Risorto

 

La scuola della Parola.

Post n°738 pubblicato il 24 Giugno 2017 da ambretta2009
 

Frequentare la "scuola della Parola" apre la mente e il cuore ad una interpretazione della Bibbia meno superficiale, in cui la storia, la geografia, la narrativa sono il supporto necessario ad una più giusta chiave di lettura. Piccoli insegnamenti che sono di grande aiuto, in quanto ci fanno vivere il "Dio con noi", il Dio che passa nella storia della nostra vita così come è avvenuto secoli addietro per gli altri. Comprendere e verificare che "niente di nuovo c'è sotto il sole", ma che tutto è sempre avvenuto e che le differenze, ovviamente, sono da riferire ai vari passaggi evolutivi dell'uomo, in cui cambiano abitudini, culture, ma non la sostanza della storia umana, aiuta a non vedere Dio assiso sul trono, ma accanto a noi. Veramente in Cristo la Parola scritta si è realizzata e si realizza quotidianamente; veramente, per comprendere ed incontrare Gesù nella sua umanità e divinità, dovremmo stuidare la Bibba nella sua interezza, perché non c'è divisione di storia, ma continuità. La Parola di Dio è attuale, perché si è fatta carne come noi e non si scandalizza delle nostre povertà, ma ci aiuta a trovare le risposte con la ragione del cuore e dello spirito, che non sono utopie e quanto meno aspetti eterei del nostro essere, ma l'intelligenza penetrata dallo Spirito Santo, che nulla toglie alla cultura, ma aggiunge saggezza alla sapienza. La difficoltà sta proprio nel non riuscire a mettere sempre in pratica ciò che comprendiamo...e S. Paolo ne sa qualcosa! Proprio in questi nostri limiti incontriamo il nostro amico Gesù!

 
 
 

La Parola di vita.

Post n°737 pubblicato il 24 Giugno 2017 da ambretta2009
 
Foto di ambretta2009

La Parola di Dio è un guado da attraversare e tanto ti illumina quanto riesci a farti penetrare e a penetrarla. Se hai il coraggio di tuffarti in lei lasciando il salvagente sulla riva, se sei pronto a sperimentare l’imprevedibile di Dio mettendo da parte le certezze del tuo ragionare umano, se sei disponibile a lasciarti bagnare nuotando in essa senza timore di annegare, certamente arriverai all’altra sponda, forse un poco stanco, ma contento di averla raggiunta. Per attraversare il guado non è necessario essere provetti nuotatori, basta solo saper stare a galla; il resto lo farà lei, perché si servirà della tua buona volontà. Quanto può durare la traversata? Se vuoi usare la barca non ci impiegherai molto. Resterai sempre in superficie e godrai di una buona vista ammirando tutto il panorama attorno. Non ti stancherai molto, magari avrai anche chi rema per te e quando arriverai all’altra sponda, sarai contento di aver fatto una bella passeggiata, ma niente è cambiato dentro di te, perché niente è penetrato. Se vuoi affrontare la traversata con la canoa, forse impiegherai più tempo. Sperimenterai il contatto con la superficie dell’acqua, gli schizzi ti bagneranno e ti costerà un poco di fatica. Raggiunta l’altra riva, sarai fiero di esserci riuscito e ti porterai a casa la bella esperienza che il tuo io ha fatto nel traversare la Parola, ma nessun seme divino germoglierà in te, perché già il tuo io ha provveduto a seminare il suo orgoglio, la sua sapienza e a raccoglierne la ricompensa. Per attraversare il guado della Parola di Dio, bisogna essere soltanto un poco audaci rischiando per ciò che non si conosce, senza troppi pregiudizi. Se vuoi arrivare all’altra sponda, devi usare te stesso come mezzo. Lascia pure che inizialmente sia la curiosità a spingerti, l’importante è che il tuo spirito sia libero, aperto alle novità, ai cambiamenti, agli imprevisti , a tutto ciò che non segue sempre la logica del mondo. Ciò che conta non è essere arrivati all’altra sponda, ma il tragitto che compi per arrivarci e tutte le esperienze nuove che affronti mentre ti immergi nell’acqua della Parola, camminando e nuotando anche con fatica. Quando uscirai da quest’acqua sarai trasformato e la sponda raggiunta non sarà altro che l’inizio di un nuovo cammino, che durerà fino alla fine dei tuoi giorni terreni, per proseguirlo in cielo nella Luce dell’Eternità di Dio.

 
 
 

Il Consolatore.

Post n°736 pubblicato il 14 Giugno 2017 da ambretta2009
 

Il soffio di Dio

Lo Spirito Santo è il”Consolatore, è il nostro Difensore”. Perché? Egli prega per noi con gemiti inesprimibili. Perché? Gesù, asceso al cielo, non è più visibile, la sua umanità ci ha lasciato e per noi, uomini appartenenti al tempo finito, è difficile considerarlo come allora,  cioè concretamente in mezzo a noi, oggi, nel nostro tempo. Lo Spirito Santo ci ricorda tutti gli insegnamenti di Cristo; è la Luce che illumina la Verità, che è Gesù. Ma Gesù non è più presente  con il suo corpo umano e noi siamo come  s.Tommaso: vogliamo vederlo e toccarlo, vogliamo sentire la sua voce, come accadeva con gli Apostoli, con i discepoli, con gli amici e parenti, con i passanti casuali e persino con i suoi nemici. Lo Spirito Santo scruta i nostri cuori, legge i nostri pensieri e sa tutto di ognuno di noi. Gli anni e i secoli che passano, sempre più ci allontanano da Gesù e la sua immagine umana sbiadisce  a causa delle luci del mondo, a causa delle difficoltà quotidiane che soverchiano la nostra fede, ma anche a causa della scienza e della tecnica che si pone al posto dell’uomo e, quindi, dell’umanità di Cristo, scalzando tutto ciò che è frutto di creatività naturale e divina con perfetti aborti telecomandati di anime e di spiriti. Resta solo il corpo e la ricerca accanita della sua sopravvivenza senza la sofferenza, senza il dolore, visto come uno spettro da allontanare, come una negatività da esorcizzare. Così viene abortita anche l’umanità di Cristo e la sua vita terrena non è più baluardo da seguire per raggiungere la vita eterna, ma solo insieme di storie di tempi passati, ora scavalcate e superate dai frutti dell’emancipazione, della scienza e della tecnica che vede nell’intelletto non più un dono di Dio, ma solo una naturale catena evoluzionistica. L’uomo, fagocitato dalle teorie e dai risultati di queste, che comunque producono benessere fisico, economico e, quindi, psicologico, diviene fautore di autosufficienza e con estrema leggerezza espelle dalla sua mente e dal suo cuore la concezione di “Cristo Salvatore”, ritenendo che la salvezza esca dal proprio io attraverso la capacità di essere più o meno buono, più o meno onesto, più o meno colto, più o meno profondo e così via. L’azione umana personalizzata diventa, così, il centro della propria umanità e fonte della propria salvezza, per cui l’uomo non ha bisogno di un “ Dio Salvatore”, che si fa uomo e versa il suo sangue per salvarlo. Gesù, di conseguenza, è solo un grande uomo la cui intelligenza e sapienza supera quella di molti del suo tempo e lascia tracce di insegnamenti universali da seguire relativamente, perché sono legati alla mentalità e tradizione di secoli addietro, molto lontani dall’evoluzione intellettiva e fattiva dell’umanità odierna. Anche colui che dice di credere nella divinità di Cristo e nella sua risurrezione, in realtà non si discosta da questa mentalità. L’uomo, assoggettato alla volontà della carne, perde la sua volontà di creatura spirituale divenendo facile preda del maligno (la cui esistenza è ampiamente confermata da Cristo) e dei suoi seguaci e…” mentre lo ghermisce, lo accusa davanti a Dio!” Le tenebre hanno invaso un vasto territorio umano, avvolgendo molta umanità imbelle e sprovveduta,  accecandola con la falsa luce e privandola del senso divino della vita. Così la stella polare che è Gesù per loro non brilla più e non è più la direzione da seguire. Lo Spirito Santo prega per noi “con gemiti inesprimibili”, rivolgendo a Dio parole giuste al posto del nostro mutismo. Egli, Persona Trinitaria, conoscendo quanto oggi sia difficile conservare una fede pura, ci sostiene con la Sua presenza invisibile ed in Lui vivono ed operano tutti gli amici che dal cielo ci aiutano: i Santi, cioè coloro che ci hanno preceduto nel cammino verso la santità.

 
 
 

Lodiamo lo Spirito Santo.

Post n°735 pubblicato il 04 Giugno 2017 da ambretta2009
 

Lo Spirito santo

Imparare ad elogiare lo Spirito Santo è una scuola necessaria  alla  nostra mente per abituarla a prendere contatto con Lui e ad assumere coscienza della sua esistenza vera ed eterna e della sua costante presenza nell'uomo. Ma lo Spirito Santo è presente non solo nella creatura uomo, ma in tutta la creazione, che si muove e vive sotto la sua spinta evolutiva. Lo Spirito Santo è il promotore di ogni intenzione ed azione, di ogni cambiamento esteriore ed interiore, che sia esso visibile o invisibile, celato o palese. Lo Spirito Santo è quella fonte inesauribile di vita creativa ed evolutiva che conduce l'Umanità e il suo habitat al perfetto incontro con Dio e alla sua perfetta conoscenza. "Siate perfetti come lo è il Padre vostro", ci invita fermamente Gesù e lo Spirito Santo è l' Unico che possa aiutarci in questo cammino.

 
 

 
 
 

Il cuore di Gesł.

Post n°734 pubblicato il 02 Giugno 2017 da ambretta2009
 

Perché Gesù ha mostrato il suo cuore all’uomo, attirandolo a questa devozione divenuta tanto popolare? Ma ciò che riguarda Gesù non può essere delimitato dalla parola “devozione”. Ancora oggi Egli, presentandoci questa parte del suo corpo, vuole comunicare qualcosa di preciso e di importante ai suoi fratelli e alle sue sorelle. Si, partiamo proprio da qui, da questa fratellanza consanguinea con Cristo. Diversamente non potremmo essere insieme a lui, solamente per lui ed in lui, eredi del regno di Dio. Sappiamo bene che il cuore è un muscolo e sicuramente è il più importante e il più resistente tra tutti quelli del nostro corpo. Diciamo pure che il cuore ha come degli scomparti, che servono a dirigere il sangue verso le varie parti del corpo e immaginiamo che ogni sua cavità sia una piccola stanza da cui il sangue, irrorato di ossigeno, è spinto fuori per portare nutrimento fino all’estrema periferia del corpo. Riflettete su quanta forza debba avere questo piccolo organo muscolare e su quale grande compito gli sia stato affidato dallo Spirito Creatore! Ma ancora possiamo notare che è vicino ai suoi amici più intimi: i polmoni. L’ossigeno è quanto di più caro il “cuore abbia a cuore”. Muscolo come fortezza, cavità come contenitore, sangue come nutrimento ed ereditarietà, ossigeno come essenziale forza motrice. Combinazione che permette al cuore di battere e a noi di respirare.  Cristo, dopo aver donato tutto il suo sangue sulla croce e dopo che il suo cuore fu definitivamente spaccato, nella risurrezione perde ogni peso corporeo e quel muscolo diviene il più grande contenitore di amore che mai si possa immaginare, dove tutti, dico tutti, possono trovare la stanza giusta per sentirsi accolti e ricevere il lavacro perenne nello Spirito Santo. Noi tutti i figli di Dio abbiamo un unico DNA che ci accomuna: quello di Cristo ed è sempre lo stesso che, provenendo dal Padre, ci rende suoi fratelli nel seno dell’Immacolata. Quindi nel nostro Dna c’è anche l’impronta mariana. Credere o non credere, questo è e Cristo mostra il suo cuore per far comprendere che consanguineità significa avere un’unica origine nell’amore di Dio Creatore e Padre. Proprio perché consanguinei, Cristo lava con il suo sangue di innocente i nostri peccati. Nella Risurrezione il cuore di Gesù perde la sua consistenza carnale e diventa solo amore, ma resta il respiro, che non è più necessità vitale umana, ma fonte della nuova vita nell’amore universale, vita che inizia qui sulla terra, perché il Risorto vi è rimasto visibilmente vivo e presente prima della sua ascensione in cielo. Quindi, carissimi fratelli in Cristo, non più solo immaginette colorate e variopinte del cuore di Gesù, ma l’intelligente comprensione del suo significativo messaggio e la profonda fede nel seguire le richiesta di Gesù, che hanno il solo scopo di attirarci tutti a Lui per aumentare il numero delle anime salvate.

 

L'amore

 

 

 

 
 
 
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la natività

Santa Famiglia, ti prego di portare intesa dove c’è incomprensione, accordo dove domina la discordia, pazienza dove ha sede l’intolleranza, verità dove abita la menzogna.

 

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Il sorriso

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