Creato da ambretta2009 il 24/10/2009

Spiragli di Luce

La Speranza nel Cristo Risorto

 

Il deserto

Post n°614 pubblicato il 02 Settembre 2015 da ambretta2009
 

Il deserto

Il deserto, luogo in cui l'anima incontra Dio. Spogliata del suo sé, veste l'intelligenza del cuore, ascolta il vento del deserto che parla della verità, abbraccia la natura che riempie gli occhi di spazio infinito.

Il Deserto fiorirà con il seme che ognuno di noi pianterà e curerà per farlo crescere, rigoglioso, innestato in Dio, innaffiato dall'amore che ci unisce, nell'armonia della natura, nella bellezza di essere uomo a immagine e somiglianza di Dio. La speranza non muore mai, travalica i limiti temporali e ci unisce a Dio, per sempre.

 

 
 
 

Il Velodi Manoppello: conclusione dell'articolo.

Post n°613 pubblicato il 30 Agosto 2015 da ambretta2009
 

Un sguardo intenso.

Gesù nei suoi Sudari. (rivista Santuario Volto Santo)

di Paul Badde.

"Durante i disordini del Rinascimento era scomparso da Roma e nessun Papa aveva dichiarato apertamente che non era più nella basilica di S.Pietro. Solo nel 2011 il dott. Antonio Paolucci, capo dei Musei Vaticani, per la prima volta ha dichiarato pubblicamente che il velo, la reliquia più venerata, "era andata perduta nel Sacco di Roma del 127". Quindi l'indagine sul Sudario di Manoppello ad oggi non regge il confronto con l'abbondanza delle ricerche effettuate sulla Sindone di Torino. Dal 1714 il velo è sigillato fra due cristalli in una cornice di noce e colla di pesce. Ma ciò che la scienza ha dimostrato per Torino, a Manoppello si rivela ad occhio nudo. Entrambe le immagini mostrano Gesù di Nazaret, morto e vivo. Solo che finora nessuno ha saputo spiegare come si siano formate queste immagini. Probabilmente anche Maria deve averle toccate e baciate e tenute con sé fino alla sua morte (intorno all'anno 50)...come suggerisce un antichissimo scritto georgiano:"...Ogni volta che desiderava venerare suo Figlio, stendeva l'immagine verso Oriente e pregava"... Nessuna predica può rinvigorire oggi in modo credibile la debole fede della cristianità nella risurrezione di Cristo dai morti. Torino e Manoppello invitano a immergersi in questo mistero."

 
 
 

Il Velo di Manoppello: terza parte.

Post n°612 pubblicato il 27 Agosto 2015 da ambretta2009
 

Il volto

Gesù nei suoi sudari (rivista Volto Santo 2015)

Di Paul Badde.

 

"...Ma con questo piccolo velo tutto acquista improvvisamente un senso. Contro la prima luce del mattino che entrava nella grotta dall'ingress, Giovanni vide nel bisso rilucente il Volto del Signore ucciso, ma un volto ripulito, sanato, le lacrime asciugate, con il gonfiore di due giorni prima eppure pieno di pace, senza vendetta. Vivente. Quando lo vide, dovette credere...Entrambi i teli - la Sindone a Torino e il Sudario a Manoppello - ci mostrano dunque Gesù di Nazaret come in un dittico celeste, una volta ccome morto, gravemente ferito e martoriato, l'altra guarito e vivo. Entrambi senza colore, non dipinti, senza prima mano di fondo e creati "non da mano d'uomo", come si diceva fin da principio. Anche il Sudario è completamente senza sangue. Entrambi sono immagini di luce, una su lino, l'altra su bisso. Poiché però entrambe infrangevano radicalmente le prescrizioni ebraiche sulla purezza e il divieto di farsi immagini della divinità...da subito dovettero essere nascoste. Secoli più tardi ricomparve in pubblico prima il piccolo Sudario, ma senza indicazioni sulla sua origine e solo molto più tardi il Sudario più grande, la Sindone...Entrambi i teli compongono una"icona del Dio invisibile"...La prima processione pubblica col Sudario ebbe luogo nel 1208 a Roma sotto Papa Innocenzo III. La Sindone invece comparve per la prima volta in pubblico nel 1355 a Lirey nella Champagne in Francia. Nel 1578 fu portata a Torino, dove da allora viene custodita nella cattedrale di S.Giovanni dei re di Savoia...il Sudario invece, prima di essere lentamente riscoperto negli ultimi decenni era stato dimenticato per secoli..."

 
 
 

Il Velo di Manoppello: seconda parte.

Post n°611 pubblicato il 26 Agosto 2015 da ambretta2009
 

L'occhio

Gesù nei suoi sudari (rivista della Basilica Volto Santo 2015)

di Paul Badde

"Esso (il velo) viene custodito almeno dall'anno 1636 nella piccola chiesa di san Michele dei Cappuccini ai piedi della Maiella, e per decenni fu custodito qui... (esso veniva infatti mostrato una volta all'anno in una breve processione). Solo nel 2004  si scoprì che il tessuto è bisso marino, un antico tessuto prezioso che non può essere dipinto e secondo gli esperti è unico dal punto di vista della tecnica di pittura. E come già per la Sindone di Torino, sono stati fatti molti tentativi per smascherarlo come un falso, ma sempre inutilmente. Tuttavia.. nel 1978 un padre cappuccino di nome Domenico da Cese...aveva scoperto e identificato il Sudario.. Si dovettero attendere, però, altri 30 anni perché Benedetto XVI facesse entrare definitivamente il "Volto umano di Dio" negli annali della storia. Il 1° Settembre 2006 egli, come primo Papa dopo 479 anni, si inginocchiò nuovamente davanti a quello che era stato il tesoro più prezioso dei Papi. La preghiera silenziosa del successore di Pietro e il suo soffermarsi stupito davanti al Volto Santo furono sufficienti per aprire un nuovo capitolo della storia della Chiesa.

L'altro occhio

 
 
 

Nuovo articolo: Il Velo di Manoppello.

Post n°610 pubblicato il 24 Agosto 2015 da ambretta2009
 

L'altare

Gesù nei suoi sudari. (rivista Volto Santo 2015)

di Paul Badde.

"...Nel giudaismo di quell'epoca le sepolture abbondavano di teli e bende. Dunque non  stupisce in un primo momento che Giovanni nel suo vangelo parli non solo di "bende", ma anche di un sudario che lui e Pietro il mattino di due giorni dopo si sono trovati davanti, e per quanto la storia della Sindone di Torino possa sembrare incredibile, è ancora più incredibile che questo secondo Sudario si sia conservato fino ad oggi... a Manoppello, una cittadina delgi Abruzzi, dove possiamo contemplarlo... ogni giorno, sopra l'altare principale di una vecchia chiesa ai confini di una natura selvatica. E' un piccolo velo sottilissimo, trasparente, delicato come una ragnatela, col Volto di Cristo. Intorno all'epoca in cui infuriavano le lotte iconoclaste nell' Impero Romano d'Oriente nel 704, il tessuto quasi immateriale fu trasportato da Costantinopoli da mani ignote e messo al sicuro a Roma. E lì, nella basilica di S. Pietro questo tesoro rimase per ben 820 anni. Era l'epoca in cui furono riprodotte innumerevoli copie... fino alle grandi riproduzioni di maestri italiani, tedeschi, francesi o fiamminghi.  L'icona originale prima e dopo era stata chiamata con diversi nomi: Mandilyon, immagine di Abgar, Velo di Camulia, Veronica e altri ancora. Nessun nome, forse, ha espresso meglio la sua essenza del concetto di "Vera Icona". E' un'immagine vivente. E' il "Sudario" di Cristo. Il delicato panno ritrovato non può essere altro che quel misterioso secondo telo che l'evangelista Giovanni cita... Il "Volto Santo" nel velo si sovrappone in scala 1:1 alle misure del Volto della Sindone di Torino, però come un positivo luminoso. Alla luce si nasconde ed è diverso sotto ogni luce... Esso nasconde in sé miglialia di immagini che sono tutte diverse, a parte la infinita misericordia negli occhi di Cristo. E'il telo dei teli del libro dei libri... E' la madre di tutte le icone di Cristo... Proprio sopra la pietra angolare della nuova Basilica di S. Pietro Bramante fece innalzare allora come primo pilastro del nuovo edificio una "cassaforte" altissima per il velo. La Sindone di Torino non era allora, e non lo fu fino circa al 1500, neanche lontanamente famosa come questo "Sudario".

Basilica.

 
 
 
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