Creato da ambretta2009 il 24/10/2009

Spiragli di Luce

La Speranza nel Cristo Risorto

 

Il respiro del Risorto.

Post n°696 pubblicato il 21 Luglio 2016 da ambretta2009
 

La luce

 

Gesù Luce, illumina la verità, affinché risplenda nelle tenebre del mondo e si renda visibile e comprensibile ad ogni uomo. Gesù, effondi su di noi il tuo respiro e donaci la nuova vita in te. Nel respiro del Dio vivente è racchiusa tutta la forza della speranza, che è luce sulle ombre nere dello scoraggiamento, è perseveranza di fede nelle tribolazioni,è certezza nella perdita di ogni sicurezza. Luce e Verità, Risurrezione e Vita, questa è la via che Cristo ha tracciato e nella quale si respira l’ossigeno del Risorto, la via della speranza che si ricongiunge al cielo, fino al godimento del suo Volto.

La Pentecoste non è l’inizio o la fine di un tempo, ma semplicemente l’epilogo della Nuova Alleanza sigillata con il sangue di Cristo. Il cielo si apre alla terra e l’uomo respira Dio in Cristo. Gesù ascende, ma lascia il suo Spirito, che quotidianamente alita su di noi. La strada della salvezza è aperta a tutti, se poniamo la nostra speranza in lui, sempre, sia quando è giorno, sia quando è notte, sia nel dolore che nella gioia, sia nella pace che nella guerra. La speranza vive nel dono della Pace che Gesù ci ha lasciato ed è la perseveranza  di fede oltre ogni ragionevole apparenza e possibilità. La speranza è quella porta stretta a cui fa riferimento Gesù. Nel Messia essa stabilisce il suo trono e nel Risorto si rende visibile fra le sue labbra socchiuse, che si aprono definitivamente allo splendore del suo sorriso verso tutta la creazione. Lo Spirito Santo di Dio dall’eternità è Creatore, ma non c’è Pentecoste senza il Risorto, perché è nel suo nuovo respiro che lo Spirito Santo si presenta all’uomo come Dio, in Persona Trinitaria ed Invisibile che dona i carismi. Il Risorto e il suo respiro, lo Spirito Santo e la Pentecoste sono tra loro uniti nel segno potente della croce, senza la quale ogni speranza di vita muore. Ed è solo morte!

 

 
 
 

La Misericordia.

Post n°695 pubblicato il 13 Luglio 2016 da ambretta2009
 

Il cuore

 

La Misericordia di Dio non ha limiti, ma siamo noi che apponiamo ad essa dei confini oltre i quali non ci può raggiungere. Questi sono, per primi, il nostro carattere e poi tutte quelle apparenti virtù, fatte anche di aspetti concreti, oltre i quali la misericordia, intesa nel senso umano, rischia di diventare debolezza. Il punto importante è superare l’ostacolo caratteriale per ben esercitare la misericordia e donare consolazione. Dico che la Misericordia di Dio, pur essendo illimitata,  subisce, per il nostro comportamento, dei confini invalicabili, perché spesso la vogliamo sfondare con atteggiamenti troppo umani, dove i difetti vorrebbero prendere il posto delle virtù, senza che in realtà ci sia stato un vero cambiamento interiore ed esteriore. Questa non è la Misericordia di Dio, ma la nostra debolezza. Diversamente non dobbiamo mai separare la Fortezza dalla Consolazione, che non è solo un moto emozionale umano, ma dono dello Spirito Santo, che accoglie i difetti  per trasformarli in virtù o attributi di merito. Altri confini non raggiungibili dalla Misericordia sono l’ostinazione, la superficialità, la vanità, la tiepidezza, l’eresia, molto più che il peccato grave, verso cui, invece, apre le sue porte senza limiti quando questo è accompagnato dal pentimento o  causato da profonda ignoranza. La malattia vera, sia fisica che spirituale o solamente mentale, sprofonda nella Divina Misericordia ed è cullata dalle braccia di Dio; la malattia inventata dalla psiche, dal nostro io o usata dallo stesso per trane beneficio illecito a suo favore, trova e tocca i confini della Misericordia, che la sfiorano senza che riesca ad entrarvi, perché l’io, guidato solamente da emozioni o elaborazioni mentali, è di impedimento. Ma anche questo è amore di Dio, che lascia l’anima a purificarsi e a trovare la guarigione attraverso altre strade, alla fine delle quali, però, sempre è presente la Consolazione. Sono queste le anime che di più vivono il peso della croce. Ma tutto è sempre per la salvezza dell’uomo e la gloria di Dio.

 

 
 
 

Dio ascolta.

Post n°694 pubblicato il 04 Luglio 2016 da ambretta2009
 

Liberazione.

Dio ascolta sempre! Il Padre ha un unico amore per tutti. L’alleanza nel Sangue di Cristo rompe l’inimicizia ed è strada aperta e libera per raggiungere il Padre. L’uomo vede e vive l’inimicizia, perché è ancora limitato nella ragione. L’ideologia non appartiene a Dio, ma è un bisogno puramente umano dell’uomo senza la “Famiglia Celeste”. L’ideologia flette le intenzioni verso il basso e, pur avendo motivazioni valide, è frutto di una razionalità emotiva, che in alcuni casi, però, rischia di  divenire asettica, dove istinto, cultura e freddezza creano pericolosa miscela esplosiva tanto dannosa sia all’uomo che a tutto ciò che lo circonda. In questo Satana affonda il suo potere causando la nascita di profonde devianze, sostenute da illusorie mete future. Gesù ha vinto in Sé l’inimicizia, per dare all’uomo la possibilità di imparare “l’Amore” alla Sua scuola. Assumendo su di Sé ogni peccato, ha interrotto l’impedimento all’Unità ed ha aperto “l’Università dell’amore” , alla cui facoltà è iscritta, per i meriti del Suo sacrificio, tutta l’umanità. Ma il tempo per lo studio e per dare gli esami è nella libera scelta dell’uomo, cioè tutti sono iscritti, ma non tutti riescono a laurearsi e comunque ognuno nel suo tempo, secondo la propria capacità e volontà, tempo inteso non solo come terreno, ma anche divino. Cristo, distruggendo in Sé stesso l’inimicizia, ha ricucito insieme cielo e terra. Questo vuol dire che  l‘Amore trova la sua attuazione nella ragione e non nell’istinto, che non ha alcuna consapevolezza di esistenza e che, privato della coscienza, giustifica qualsiasi azione. Cristo, nel Suo essere Gesù–uomo, ha usato sempre la ragione che, illuminata costantemente dallo Spirito Santo, diveniva Sapienza divina. L’istinto di Gesù, quindi, era totalmente e pienamente mozione dello Spirito e non atto di compiacimento o difesa di Sé stesso e di quanto gli apparteneva. La fisicità esponenziale di Gesù non era attrattiva  verso di Lui come uomo, ma verso ciò che emanava  da Lui e che permeava tutta la Sua umanità, quindi anche il suo corpo.

 

 

 
 
 

La rinuncia

Post n°693 pubblicato il 28 Giugno 2016 da ambretta2009
 

L'accoglienza

La prima  rinuncia è quella spirituale. Chiunque sa di “essere”, mette al primo posto la sua relazione con Dio. Non si è in grado di rinunciare all’avere, se prima non si prende coscienza di “essere”. Da questa intima relazione con Dio, nasce la vera rinuncia all’io accentratore, che lascia lo spazio alla santa obbedienza nella libertà di scelta. Ma è sempre l’amore che dirige l’obbedienza e non il contrario. Solo in questa pienezza di Dio, si è capaci di rinunciare all’avere. L’io non ci appartiene più, perché è tutto di Dio, quindi ogni avere che proviene dall’io non ha alcun valore, se non per l’essenzialità della vita umana, di cui il corpo è preparazione a ricevere la gloria di Dio nella risurrezione in Cristo. La prima morte è quella dell’io: prima avviene e prima questa morte germoglierà in noi il Paradiso già sulla terra e ci donerà il frutto dell’infanzia spirituale. Solo così possiamo costruire, sia pur passando attraverso la sofferenza, l’unità tra cielo e terra, tra di noi e Dio, tra di noi e il Suo regno, con tutti i suoi abitanti. Tra un disagio e l’altro, avremo sempre quei grandi incontri dell’anima con il Paradiso e gusteremo gli assaggi di quella gioia senza causa, i cui effetti sono balsamo per ogni ferita. Se siamo di Cristo, niente ci potrà togliere questa dimensione spirituale e saremo veramente come bimbi puri e innocenti, pur essendo adulti intelligenti e accorti. Solo vivendo questa realtà spirituale, si comprende l’inutilità del fare umano, ma contemporaneamente si comprende che la fede, cioè la fiducia in Dio, senza le opere quotidiane non è testimone di sé stessa, perché incapace di vivere il Vangelo. Questo è vivere Cristo nella famiglia, nel lavoro, in ogni ambito della vita; questo è vivere come la famiglia di Nazareth e non ci sono esempi di santità e di discepolato a Cristo più perfetti di Maria e di Giuseppe.

 

 
 
 

Il Calvario e il Cireneo.

Post n°692 pubblicato il 25 Maggio 2016 da ambretta2009
 

Il Calvario

 

E’ questo il punto più importante della Passione di Cristo che ci riguarda. Noi siamo in questa salita e l’umanità intera è il cireneo che porta la croce  con Cristo. Ma la crocifissione fisica la vive Gesù per tutti noi, perché è il suo sangue innocente che lava le colpe e solo dopo di lui può unirsi al suo il sangue dei martiri. L’umanità, principalmente, è chiamata a salire sul Gòlgota, per morire a sé stessa e questo può avvenire solo se accompagnerà Gesù, sotto il peso della croce, per alcuni tratti. Occhi con occhi, cuore con cuore, respiro con respiro. Se saremo docili a questo, la croce non sarà mai totalmente pesante su di noi, ma ne saremo anche sollevati e porteremo quel peso giusto per le nostre forze. Se l’umanità affronterà con fiducia e speranza la salita, automaticamente si troverà ai piedi della croce in compagnia di Maria, la mamma di Gesù, Maria di Magdala e Giovanni a raccogliere il sangue prezioso che lava ogni colpa e ad accogliere gli ultimi gemiti della morte che muore a sé stessa.

Gesù aveva ragione, era necessario che se ne andasse, perché il Padre mandasse lo Spirito Santo. In realtà l’importanza della presenza del Dio invisibile sta proprio nel bisogno che ha l’uomo dello Spirito Santo nel suo quotidiano di vita e di battaglia. Le lingue di fuoco sono l’unico segno visibile della presenza di Cristo nello Spirito Santo, il quale proprio per i bisogni dell’umanità unge alcuni servi inutili con carismi speciali, che mostrano come Gesù sia ancora presente ed operante in mezzo a noi. Ma questi carismi sono solo la punto di un iceberg, che dimostra come sia indispensabile affidarsi e lasciarsi condurre dallo Spirito Santo. In realtà egli si manifesta sempre nei modi più semplici ed umili ed è proprio così che mette il suo seme nell’uomo. Così nasce la nuova umanità in Cristo.

 

 
 
 
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Papa Francesco

Misericordia: è la legge fondamentale che abita nel cuore di ogni persona quando guarda con occhi sinceri il fratello che incontra nel cammino della vita.

Francesco

 

La natura

"L'ambiente si situa nella logica del ricevere. E' un prestito che ogni generazione riceve e deve trasmettere alla generazione successiva" Papa Francesco.

 

 

 

Maria

Io ti scelgo, oggi, o Maria, per mia Madre e Regina, lasciandoti intero e pieno diritto di disporre di me e di quanto mi appartiene, secondo il tuo volere, per la maggior gloria di Dio...

 

Silvia Tassone

"Noi tutti vogliamo la pace e il Signore ce la donerà. E se in lui crediamo ogni cosa sarà più facile".  (dalle poesie di Silvia Tassone - 14/11/1996- 08/12/2007)

 

la felicità

...accogliendo gli altri così come sono!

 

 

La speranza

Conserviamo la speranza nel nostro cuore: sarà sempre piccola luce che illuminerà le notti della vita.


 

Le calle...

Beati i costruttori di Pace,  perché saranno chiamati figli di Dio. Beati i  puri di cuore, perché vedranno Dio.

 

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