Creato da ambretta2009 il 24/10/2009

Spiragli di Luce

La Speranza nel Cristo Risorto

 

Il Getsemani.

Post n°550 pubblicato il 26 Aprile 2015 da ambretta2009
 

Il luogo

Non vedevo l'ora di arrivare, speravo di poter camminare tra gli ulivi, toccarli e rivivere con l'anima e con la mente il momento supremo della sofferenza di Gesù. Invece ho visto un recinto che chiudeva alcuni secolari alberi e il primo impatto è stato quello di delusione! Le aiuole e i piccoli viali attorno, all'inizio hanno tolto quel senso di "antico" che desideravo provare. Sapevo bene che quelle piante, se pur secolari, non erano certamente quelle esistenti all'epoca di Gesù, ma il pensiero che, comunque, fossero "i discendenti" di quegli storici ulivi, mi emozionava e mi avvicinava di molto alla passata esperienza di Cristo in quei luoghi. Così ho cercato di dare un senso alla mia delusione e mi sono immersa nell'idea che in qualche parte di quel luogo Gesù era passsato, aveva pregato da solo e con gli Apostoli, aveva versato il suo sangue, nella più dura solitudine, per me, per tutta l'umanità. Getsemani, luogo da non dimenticare...mai!

 
 
 

La grotta del tradimento.

Post n°549 pubblicato il 26 Aprile 2015 da ambretta2009
 

La luce

"Abbà, Padre! Tutto è possibile a te: allontana da me questo calice!"

Come ogni uomo, anche Gesù ha lottato tra la sua volontà umana che rifiuta la sofferenza e l'abbandonarsi nelle mani di Dio. Come ogni uomo, ha paura della morte, vive la profonda realtà del fallimento umano, la profonda delusione di sentirsi abbandonato dagli uomini e da Dio. Come ogni uomo, anche Gesù ha avuto difficoltà a credere che Dio lo amasse e tutto il dolore fosse "solo bene". Come non mai, quindi, qui Gesù è vicino ai nostri drammi, a ciò che sconvolge l'anima, a ciò che ottenebra la mente. Proprio in questo buio della mente e dell'anima, nella pienezza della solitudine e della totale sfiducia, Gesù accoglie il Mistero di Dio e ha il coraggio di dire:"Non la mia, ma la tua Volonta'". Superando ogni ragionevole realtà, si getta tra le braccia del Padre, con un atto supremo di amore incompreso, di assurdo amore che nasce da un fallimento. Lo stesso accade sulla croce: "Dio mio, perché mi hai abbandonato?". Chi più di Gesù conosceva Dio Padre e chi più di lui proclamava il suo amore? Eppure ha subito la prova dell'assoluto vuoto di amore da parte di Dio. Egli grida, implora, cerca, ma non si ribella! La grande prova di Gesù, prima ancora che vincere la morte fisica, era quella della sua vittoria sulla presunzione umana, sulla nostra autosifficenza. Gesù ha vissuto in pienezza lo scontro tra Dio e l'uomo, tra l'obbedienza e il "faccio da solo, non ho bisogno di Dio". La sottomissione alla prova resta sempre un mistero per l'uomo, ed è solo la fede in Dio, non sempre supportata dalla ragione e dalla solidarietà, che ci aiuta a portare la nostra piccola o grande croce.

I luoghi che più amo della Terra Santa sono proprio le grotte e il deserto, perché sono come l'utero in cui si cela il meraviglioso Mistero di Dio.

 
 
 

Il monte della Quarantena.

Post n°548 pubblicato il 19 Aprile 2015 da ambretta2009
 

La salita

"Allora Gesù gli rispose: " Vattene Satana! Sta scritto infatti: il Signore, Dio tuo, adorerai: a Lui solo renderai culto".

Israele per quaranta anni ha abitato nel deserto; Elia vi si rifugiò nei momenti di paura e di abbattimento spirituale; Giovanni Battista vi esercitò il suo compito di precursore; Gesù lo santificò, con la sua presenza, nei 40 giorni trascorsi in solitudine, dove visse le più aspre battaglie umane di sopravvivenza e di combattimenti spirituali. Anche S. Paolo vi si rifugiò, dopo la sua conversione, e avanti fino all'esperienza più vicina ai nostri tempi di Charles de Foucauld nel deserto del Sahara. Ma l'esperienza del deserto la si può fare ovunque, imparando a spogliarci del superfluo, a ricercare nel silenzio di noi i suoni e i profumi  della natura, che non assordano i timpani e non violentano i sensi, ma ci predispongono all'ascolto della nostra anima...ed ella ci parlerà di Dio! E Dio parlerà al nostro cuore! La nostra mente, libera da frastuoni oppressivi, diverrà vaso vuoto pronto a ricevere la Sua Parola, parola che rinvigorisce, che apre i polmoni ad ossigeno puro e che rigenera a nuova vita fatta di piccole cose. Le piccole cose di Dio capaci di costruire dentro di noi grandi opere...ed è vita vera...ed è deserto che fiorisce! Sia gloria a Dio.



 
 
 

Cafarnao.

Post n°547 pubblicato il 19 Aprile 2015 da ambretta2009
 

volando

Gli abitanti di questa piccola città erano agricoltori e pescatori. Di lì passava la "Via Maris" ed era motlo frequentata da commercianti, che vi transitavano per i loro affari. Qui Gesù ha trascorso una parte del tempo del suo ministero scegliendovi i suoi discepoli. Distrutta da un terremoto nel 746, da non molto sono stati riportati alla luce i suoi resti. Gruppi di case davano vita a piccoli quartieri e una via principale conduceva al lago. Cafàrnao accolse molto bene Gesù e qui ebbe inizio il suo apostolato, qui avvennero tante guarigioni, tra cui la risurrezione della figlia dodicenne di Giairo, capo della sinagoga, con la famosa frase "Talità kum". La vita quotidiana si svolgeva in cortili con sovrastanti rami carichi di fogliame che fungevano da tetto ( vedi episodio del paralitico in Mc. 2,3-4). Gli spazi per dormire erano al minimo necessario per stenderci le stuoie una accanto all'altra. Qui vi era la sinagoga frequentata da Gesù, i cui resti sono stati trovati sotto il pavimento che oggi è visibile. Ma questa cittadina fu anche il luogo in cui Gesù ha provato tante amarezze, quando si è mostrato come "Pane vivo disceso dal cielo", come colui che va accolto nel cuore con un atto di fede e concretamente nell' Eucarestia.

"Molti dei suoi discepoli, dopo aver ascoltato, dissero: "Questa parola è dura! Chi può ascoltarla?" Da quel momento molti dei suoi discepoli tornarono indietro e non andavano più con Lui. Disse allora Gesù ai Dodici: "Volete andarvene anche voi?. Gli rispose Simon Pietro: " Signore, da chi andremo? Tu solo hai parole di vita eterna".

Come possiamo notare dal Vangelo, fin da allora l'uomo aveva dubbi e difficoltà a seguire Gesù, a comprendere il suo messaggio di vita nuova; non scoraggiamoci, quindi, di fronte alle perplessità e agli abbandoni di molti, non tiriamoci indietro a causa di scandali,  ma uniamoci con gli Apostoli a testimoniare con la vita la nostra fede e a ripetere con Pietro, il primo ad essere chiamato a guidare il gregge di Cristo: " Signore, da chi andremo? Tu solo hai parole di vita eterna".

 
 
 

La piscina probatica.

Post n°546 pubblicato il 07 Aprile 2015 da ambretta2009
 

Resti archeologici

A Gerusalemme, presso la porta delle Pecore, vi è una piscina, chiamata in ebraico Betzatà, con cinque portici, sotto i quali giaceva un gran numero di infermi...Gesù, vedendolo giacere e sapendo che da molto tempo era così, gli disse: "Vuoi guarire?...Gesù gli disse: "Alzati, prendi la tua barella e cammina". E all'istante quell'uomo guarì: prese la sua barella e cominciò a camminare. (Giov.5,2-9)

Era una piscina a due vasche di forma trapezoidale, separate da un portico. L'imperatore Adriano la adibì a bagni pubblici. In seguito i Bizantini vi costruirono sopra una chiesa, ripresa poi dai Crociati. Nel 1140 ne costruirono accanto una più grande, dedicata a S. Annna tutt'ora presente. All'interno della chiesa vi è una buona acustica e si presta ad accogliere gruppi di pellegrini o corali che elevano canti.

La piscina probatica è uno dei luoghi certi frequentati da Gesù, sia per l'ubicazione che per l'episodio evangelico.

Signore, spesso non abbiamo chi ci aiuta nelle nostre infermità sia fisiche che spirituali e rimaniamo per lunghi anni schiavi dei nostri limiti, delle nostre malattie. Pensiamo, allora, che tu non te ne accorga, invece tu sai, ma speri che sia l'uomo a soccorrere il fratello. Quando questo non accade, aspetti che noi ti diciamo: "voglio guarire", non solo per non soffrire più, ma perché realmente ti riconosciamo come Signore della vita. Non sempre guarisci il corpo, ma sicuramente guarisci il nostro cuore, la nostra mente che si rendono capaci di riconoscerti come compagno e amico, di amarti con la speranza che, se vorrai, potrai sanarci nel corpo e se questo non accadrà, sarà sempre per il bene nostro. Ciò che ci è incomprensibile oggi, lo sarà domani, se crediamo nella vita eterna, in quella vita che nè la sofferenza, né la morte  interrompe.

 
 
 
 
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Un esempio

Uniti si vince!

Dalle parole di Silvialuce.


 

L'amore

L'amore e la gioia regnino sempre nei nostri cuori!

 

Primavera

Primavera è la gioia nel cuore, la nota che canta la speranza!

 

Evviva la vita!

Il salto

 

 

I colori.

I colori della natura rallegrano il cuore!

 

La luce

Lasciamo che la luce entri ad illuminare il buio della nostra vita!

 

 

La luce

Teniamo sempre accesa la fiaccola della speranza!

 

 

 

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