Mi perdo, scivolando sull’emozione e improvvisamente si perde il confine di ogni differenza.
Tutto è ovattato, appoggiata a quel muro mi sento per un istante persa.
Persa tra quelle parole e quei numeri, tra quell’attesa e quell’ambiente che per me è amore e pena allo stesso tempo.
Nell’aria provo a disegnare sorrisi che non ci sono, cercando di andare sotto gli strati di vernice grigia di quei muri che, hanno visto passare corpi e pensieri, sconfitte e attese, come la mia.
Si è li, non per gioia ma per comando di un volere non nostro.
E quel comando, cerco di scardinarlo da quando è diventato motivo della mia Vita, del mio impegno attivo per gli altri.
Così, ancora una volta mi torni in mente Tu, la tua mano a stringere la mia e nei tuoi occhi, la voglia di andare dove ancora io, non ero pronta.
E lacrime, le tue, mischiate con le mie, le mie che non sono scese in quel momento, perché non potevo, perché, avevo da tener stretto, tra le dita, il filo sottilissimo che mi era rimasto per non lasciarti andare via.
Le mie lacrime hanno scavato il tuo spazio.
Il mio vuoto, fatto di Te.
La mia voglia di vivere, comando del tuo Amore.
Quanto ha fato male il cuore in quell’istante, più di quel momento in cui sei ufficialmente diventato una piuma leggera posata sulla mia Anima.
Avrei voluto sentire ancora una volta il sapore del tuo bacio e il profumo della terra mischiata al freddo dei tuoi vestiti.
Tu, il mio rifugio, la mia mente spenta.
Torno indietro, raccolgo il peso della tua Anima e la porto qui. Qui a stringerla con la mia e a superare l’attesa.
Vorrei vederti ancora una volta, con la Luce del mio cuore tra le tue braccia e sorriderti piena di emozione come solo Tu sapevi e sai percepire e comprendere.
Quell’emozione, era celebrata come mai più mi è capitato di vivere e ogni volta che il pensiero torna a quegli istanti, io perdo la dimensione del tempo.
E’ presto, mi ritaglio un attimo e mi trovo incamminata nel freddo di una mattina silenziosa verso il mio ricettacolo emozionale.
Il respiro caldo si miscela all’aria fredda esterna e il ricordo si fa spazio a quel pomeriggio di tanti anni fa, quando eravamo io e Lui a viverci quel lembo di terra, non sentendo più le mani dal freddo e correndo a più non posso, liberi e spensierati.
Se chiudo gli occhi sento ancora il pulsare del battito nelle orecchie, il fiato che manca e il timore di aver fatto tardi. E poi, il sorriso ad abbracciarci e a farci sciogliere nella sicurezza mancata fino all’istante prima.
Mi mancano i tuoi occhi dolci e puliti, quelli che mi hanno permesso di leggere con l’Anima la musica e il mondo.
Mi manca la tua voce e la tua risata, leggera ma pungente, morbida e introversa.
Due fili fragili e forti, intrecciati, paralleli, sangue dello stesso sangue e dolore derivato da altro dolore.
Due destini che hanno dato vita a una miscela di un terzo destino, il mio.
Il mio, qui, a vivere un po’ anche di voi, con coraggio e costanza, con allegria e malinconia.
Ho il sapore impastato di ricordo, scende la Luce e nel buio della notte mi rifugio nell’ombra morbida e materna di una candela.
Mi spoglio di tutto, rimane solo l’abito del Cuore.
Appoggiata alla quiete, mi illumino di speranza e saluto il silenzio.
Eli
[..Un pensiero a Te, che dopo 23 anni non
festeggi accanto a Me.
Il mio sorriso oggi è solo Tuo..]

Inviato da: Atena.88
il 18/05/2013 alle 18:10
Inviato da: coloridivita
il 18/05/2013 alle 17:39
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il 11/05/2013 alle 20:25
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il 11/05/2013 alle 15:34
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il 10/05/2013 alle 19:39