Creato da pacatissima il 31/10/2010

Affreschi Yin

racconti

 

 

IRISATIONS

Post n°115 pubblicato il 27 Dicembre 2013 da pacatissima
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J’ai préparé une grande chambre, silencieuse, parfumé, avec des arcs, des amples haleines et musique d’élite. Un temple accueillant. Pour se reposer et regarder ce qui est sorti des mes mains. J’offre du thè parfumès aux épices, comme font les Arabes. Just certains on y s’arretent. Si me montre à la porte, je vois des tourists aux pieds fatigués suspendus aux leurs caméras.
Quelqu’un boite, mais n’abandonne pas sa course en direction des les indications proposées par les guides touristiques.
Des tapis invitent à la détente, mais ils sont très peu à le faire. Avant de fermer la porte de la chambre, je nettoie les traces de poussière laissés par leurs chaussures. Papyrus et bonzai sont arrosées régulièrement. Après je m’endors.
Dans la transition de la veille au sommeil, des fils d’or, d’argent et pourpre on se croisent, on s’enroulent,se contrastent.
A tout autre moment j’aurais vu des rayures d’ombre, mais pas maintenant. Maintenat, les ombres on s’alternent à des rayures si vibrant de les percevoir comme s’ils étaient des feux bleus.
Magnifique! Presque au point d’etre terrible.
Il ya des portes que ne s’ouvre pas sur commande, mais quand s’ouvrent produisent des perturbations. Une perturbation que on peut contenir. Aprés, quand on se referment, laissent un souvenir vif.
 
Ne se vide pas cette coupe et c’esta à moi de boire plus d’un verre. Donc, je n’evite pas les lances, car je sais que la braise est le premier des aliments.
 
Dans cette sale, j’ai appris à me sentir vivant en le silence qui m’enveloppe. Je vais m’arreter ici.
Puis, lentement et avec la meme delicatesse, je m’en vais.

 
 
 

PROSECUTIO TEMPORUM e Minimal Music

Post n°114 pubblicato il 18 Settembre 2013 da pacatissima
Foto di pacatissima

 

La musica che cerca di riprodurre mio figlio è una miscellanea di brani esistenti da cui preleva una cellula madre che, ripetuta ossessivamente, produce trance.

L’aggiunta di una nuova cellula, all’inizio inghiottita da un ritmo tribale, si manifesta lentamente, salendo in superficie.

Ciò che ammiro in questa scelta è la coesistenza fra un ritmo maschio e profondo e una melodia urlata, femmina e popolare.

La necessità di essere inghiottiti, transeuntati in lidi dove il movimento ripetitivo è richiesto, lo stordimento mentale garantito ( a chi non si pone troppe domande), mi dà il senso di una civiltà o di una cultura dove non resta, per il momento, altro da fare che rievocare, riesumare le uniche cellule valide di brani, dalla breve ma intensa vita, in  uno zibaldone che spinga il corpo a muoversi.

Unendo, macinando e mixando dire la propria.

Sono, non proprio incuriosita, ma interessata a scoprire cosa lo tiene nella ripetizione in modo così passionale.

“ Levati di torno, non darmi consigli, questa è minimal music! ”

“ Bene. E che vuol dire? Che le variazioni devono essere poche e minime? Ma quelle poche e minime non dovrebbero scatenare il delirio dei sensi? E’ quello che aspetto! “

Dovrei appartenere ai suoi millesimi di anno per captare al volo le sue intenzioni. Dovrei essere cresciuta e aver visto il sole alzarsi solo nei giorni che la sua generazione ha condiviso.

Non sono una reietta, né una che non si interroga.

Forse dovrei smettere di farlo per poter interagire col suo costume.

Lui registra, compone e guarda, oltre che ascoltare, i segnali provenienti da un apparecchio che, se sapessi usare, sarebbe il mio incanto e un lasciapassare nel proseguire del tempo.

 

 
 
 

ANDARE VERSO

Post n°113 pubblicato il 19 Marzo 2013 da pacatissima
Foto di pacatissima

 

Quale tempo è finito?

Non è finito alcun tempo.

Ne sono iniziati altri e con piacere li osservo.

Più che viverli  li osservo.

 E'questo il mio modo.

Mi osservo in essi.

  Gradisco aggredire.

Ad-gredior: andare verso.

Poi torno dentro per scoprire gli affanni e trasformarli in  luminose scie di vittoria.

E’ un abito che mi concedo perché gli accadimenti  me l’hanno fornito.

Bello e finalmente pronto nel mio armadio interiore.

So indossarlo nelle dovute occasioni.

In difesa di chi credo ne abbisogni

la  testa arietina si abbassa

  la coda scorpionica punge, carica e muta

la determinazione capricornina detta legge indiscutibile.

Di tali fattezze mi adorno

ma so anche metterle da parte

ridere di loro

 innalzarmi  in voli entusiastici

  e adoperarmi in attraenti rammendi  .

 

 
 
 

LA BIEN PAGA

Post n°112 pubblicato il 07 Gennaio 2013 da pacatissima
Foto di pacatissima

 

 

Dove poca è la terra

Approva e risponde.

D’oro sottovestita

Leggera l’anima distante.

Innamorata di territori orientali

tende le braccia in un incantevole volo.

Inumidire. Necessaria passione dell’acqua.

Legando ordine, gesto e dovere

Esprime la vita di questo momento.

Divenuta madre

osservo fino in fondo.

Fornendo idee, spazi e metafore non riconosciute.

Sadica madre.  Con i tuoi colori mi imbratti i pensieri.

Scempio necessario del tuo osservare. La certezza del divenire ti assomiglia.

Per questo dormi quieta

Nell’incavo dei miei sogni.

 

 
 
 

AZIONI

Post n°111 pubblicato il 21 Dicembre 2012 da pacatissima
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Tornare piccola

 D’accordo con qualcuno che condivida il gioco

Qualcosa passò scintillando

Ti definisti Capo

con  voce così tagliente da farmi saltare i circuiti.

Sentii chissà quale tratto seducente

Esitavo

Chiedevi che tornassi piccola

Prima adorabile

Poi infastidita

Aderii al richiamo

Nel silenzio accordammo  capacità reciproche

Un respiro rauco rivestiva gli animi

Colse sensibile ogni mia aspettativa

Piuttosto che aggredirmi volle un vincolante silenzio

Quando vivere seppe d’altro

 Lo seguii.

 

 
 
 
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