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Creato da leonardo377 il 23/05/2009
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Post n°233 pubblicato il 23 Maggio 2012 da leonardo377
Finalmente, dopo tanti rinvii, il vettore Falcon ha portato a destinazione il modulo Dragon. Dopo qualche orbita e dopo vari controlli, si avvicinerà alla stazione spaziale per attraccare. I vari blogger si stanno scatenando preannunciando una nuova era, dove lo spazio non è riservato solo ad astronauti superlaureati e con fisico da atleta ma si è aperto a chi ha un buon portafoglio pronto ad essere svuotato. Per chi invece ha poca disponibilità, dovrà sperare che i prezzi calino grazie al successo del turismo spaziale che verrà. Per i sognatori, lancio un appello ai ricchi a cui chiedo di prenotarsi in massa per questa nuova avventura turistica-spaziale. Più siete e prima calano i prezzi!!!!
Video del decollo: http://www.youtube.com/watch?v=MaItC9Odypg&feature=player_embedded |
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Post n°232 pubblicato il 19 Maggio 2012 da leonardo377
Smilitarizzato lo spazio ....privatizzato lo Spazio. Il dietrofront, probabilmente non a caso, della NASA, con lo Space Shuttle, ha aperto la strada ad investitori privati, ed oggi, dopo tanti rinvii, alle 10:55 ore italiana (19 Maggio 2012) dal Kennedy Space Center a Cape Canaveral in Florida, doveva partire “Dragon”, il primo carico privato verso la Stazione Spaziale Internazionale (ISS). Per motivi tecnici, all’ultimo secondo, il vettore è stato messo in sicurezza e la prossima finestra di Lancio, se verrà confermata, è prevista per Martedì 22 Maggio. Lo spazio, meta del potere politico-militare delle nazioni forti, concede dello spazio al business. Fino al secolo scorso era terreno solo per mostrare muscoli, la propria potenza e capacità tecnologica, insieme allo sforzo militare si era affiancata la ricerca “pubblica” ma tutto sotto un controllo pseudo-militare.
Il nuovo secolo vede la trasformazione dello spazio non più come terreno di conquista politico ma come mezzo per fare soldi, il mondo della finanza ha già preso tutto quello che c’era sulla terra ed adesso occorre allagare i confini, alla ricerca di nuove modalità per accrescere i propri guadagni. Essendo un appassionato di astronomia, vedo di buon occhio questo effetto collaterale del mondo capitalistico e forse, finalmente, dopo quasi mezzo secolo che siamo andati sulla Luna, smetteremo di chiederci come mai pur avendo la tecnologia per essere andati tanto lontano, in definitiva siamo rimasti tanto a lungo qui fermi sulla terra! Questo capitolo è iniziato nel 2009, quando la “Space Explortion Technologies Corporation”, ovvero SpaceX, fondata nel 2002 con sede in California, vince un appalto, da 1,2 miliardi di euro, indetto dalla NASA per la costruzione di una navetta. Dietro a questa compagnia c’è ovviamente un multimiliardario, Elon Musk, nato in Sudafrica e naturalizzato statunitense, presidente di Solar City (principale società americana di energia solare), fondatore di Tesla Motors (auto elettriche) e soprattutto di PayPal, uno dei principali sistemi di pagamento via web. Il modulo è immesso nello spazio dal vettore Falcon-9, sviluppato dalla stessa SpaceX.
La missione di Dragon è quella di portare, dopo pochi giorni dal lancio, circa 600 Kg di attrezzature e rifornimenti destinati alla ISS. Per ottenere questo risultato il progetto della navetta è fatto ad hoc per attraccare su di essa, però non sarà completamente autonoma in quanto necessita di essere catturata dal braccio meccanico della ISS per perfezionare l’aggancio. Al termine della missione, il modulo Dragon, effettuerà un ammaraggio aiutato da paracadute per attenuare la caduta del rientro per essere infine prelevato da un elicottero.
Se tutto funziona a dovere, la NASA, crisi economica permettendo, finalmente potrà risparmiare una cifra astronomica, portando il costo da 80.000 € a 10.000 € il Kg con la speranza di poter vedere accrescere le disponibilità economiche per altre missioni. Entro pochi anni dovrebbero essere completate misure di sicurezza maggiori per la capsula a tal punto da permettere di trasportare astronauti. Dato che l’appetito vien mangiando, Musk, sogna di arrivare a costruire una base su Marte. Molto probabilmente, purtroppo per moltissimi della nostra generazione e per le nostre tasche, rimarrà solo un sogno non alla nostra portata. Al momento, speriamo che il prossimo lancio avvenga davvero e che tutto vada per il meglio!!
Link alla Space X http://www.spacex.com/ Per osservare in diretta il prossimo lancio: http://www.spacex.com/webcast/ Link a wikipedia: http://it.wikipedia.org/wiki/Dragon_(veicolo_spaziale) Video Presentazione della missione: |
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Martedì 8 Maggio alle ore 21.15 presso l’aula di astronomia “Francesco Marsili” della Scuola Media Statale “Eugenio Barsanti” in Via Lunga, 94 (zona Le Torri) di Firenze (http://astrosaf.altervista.org/wordpress/?page_id=89). Leonardo Malentacchi presenterà la seguente conferenza: “La Cosmologia dei Maya” “I Maya avevano un elevato rapporto con l’astronomia interpretata come astrologia. Pur non possedendo né telescopi né strumenti moderni, erano esperti astronomi in grado di osservare i pianeti e le stelle con incredibile precisione. Il cielo, per questo popolo, era diventato il centro di ispirazione, ogni aspetto della vita quotidiana era da esso regolato, ogni attività doveva essere svolta in sintonia con il cosmo. Il compimento di una funzione civile, religiosa o agricola richiedeva la determinazione precisa del momento per effettuarla. Era molto importante adeguarsi ai cicli naturali del cielo, tempo e spazio erano formati da un ciclo infinito in cui gli avvenimenti principali si ripetevano sempre a intervalli predeterminati. La geometria dello spazio tempo del cosmo era considerato come un orologio basato sul moto degli astri ed in particolare del Sole. La filosofia del cosmo si riflette in ogni aspetto, dall’Astrologia, alla Matematica, al Calendario, alla vita, all’Architettura….” L’ingresso è libero e qualora avete amici o conoscenti interessati all'argomento, potete invitarli a partecipare alla serata.
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L'energia del raggio gamma incidente viene equamente ripartita nella particella e nella sua antiparticella corrispettiva. Da un'energia pari ad almeno 1,022 MeV si forma una coppia elettrone-antielettrone (positrone) con ciascuna particella di energia di 511 KeV. Questo scenario è lo stesso che si è presentato a Carl David Anderson nel 1932 quando ha scoperto il positrone dai sottoprodotti degli urti dei raggi cosmici con l’atmosfera. Se in natura o artificialmente siamo in grado di generare Raggi γ con lunghezza d’onda di λ=10-3 nm (~ 3 x 1020 Hz = 300 Milioni di Tera Hz) possedendo tale energia (1,022 MeV) si riesce a produrre antimateria di Positroni. Se siamo in grado di produrre fotoni di energia superiore pari a 1,9 GeV si creano coppie di Protoni/Anti-Protoni. Con fotoni di energia appena superiore si può produrre le coppie Neutroni-Antineutroni. Se si raggiungono i 70 GeV si riuscirebbe a costruire in un sol colpo una coppia Idrogeno-Antidrogeno. Seguendo tale principio, modulando semplicemente l’energia del fotone, si potrebbe fabbricare tutta la tabella degli elementi/Antielementi facendo concorrenza alla nucleosintesi stellare.
Se fosse così semplice non avremmo avuto tanti problemi, la difficoltà è come reperire una radiazione elettromagnetica di tale energia. Dato che ad oggi non ne siamo capaci occorre operare attraverso dei trucchi. Bruno Touschek, nel 1960, migliorò l’efficienza di produzione dell’antimateria semplicemente partendo dagli Elettroni-Antielettroni. La nostra tecnologia oggi è in grado di produrne senza difficoltà, e dato che sono particelle cariche, si possono facilmente accelerare con campi magnetici e fargli acquistare elevate energie cinetiche. Se prendiamo i due fasci accelerati, sia di elettroni che positroni, e li facciamo scontrare, magicamente si crea un'enorme quantità di energia utilizzabile per creare nuove coppie di particelle ed antiparticelle, anche dotate di massa molto più grande. Il trucco consiste che, dato che un fotone non siamo in grado di accelerarlo in quanto già viaggia alla velocità massima, conviene trasformalo in una particella carica (elettrone) che può essere facilmente spinta, una volta raggiunta l’energia desiderata trasformiamo l’energia cinetica della particella di massa piccola, in massa, convertendola in una particella o organizzazione della materia più complessa, di energia cinetica inferiore.
In un documento di James Bickford (Extraction Of Antiparticles Concentrated in Planetary Magnetic Fields del 2007) del Draper Laboratory che collabora con la NASA, si trovano elencate varie tecniche proposte per la fabbricazione dell’antimateria da sviluppare o sulla Terra o direttamente nello spazio. Si va dalla costruzione di bobine di 100 Km di raggio sia a Terra che nello spazio. Ma sembra che il progetto con la prestazione migliore è lavorare con il plasma che permette una raccolta di antimateria più efficiente riducendo il costo e le dimensioni dell’impianto ad un anello di soli 100 metri. Con un progetto ormai vecchio, del 1991 di Haloulakos- Ayotte, si potrebbe riuscire a produrre 8,6 μ grammi di antimateria all’anno ad un basso costo pari a soli $10.000 per nanogrammo per anno. Se si considera che il prezzo delle missioni come lo Space Shuttle sono costate circa 500 Milioni di $ a lancio, la spesa di 0,1 Milione di $ (1/5000) per la sola antimateria, per raggiungere 100 Km/sec, può essere ritenuto più che accettabile.
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Tutta questa antimateria che si accumula nella magnetosfera dei pianeti può essere raccolta per usi pratici all’uomo? Prima di tutto va precisato che al momento questo argomento è fortemente speculativo e se oggi volessimo andare nello spazio a raccogliere quel poco di antimateria nello spazio attorno alla terra se ne rastrellerebbe ben poco, ovvero appena 2 nanogrammi all’anno. Con tale quantità si aprirebbe la strada a ben poche applicazioni, per poter fare un viaggio spaziale, come pensato da Bickford, occorrerebbe la pazienza di un accumulo di 5 anni. Ma si potrebbe avere più fortuna attorno a Saturno che potenzialmente è in grado di fornire 240 μ grammi all’anno e di missioni spaziali se ne potremmo a questo punto realizzare migliaia all’anno. Pertanto, appena la tecnologia del serbatoio per il contenimento dell’antimateria è disponibile, si può partire per innovativi scenari di esplorazione spaziale.
Per evitare di costruire una fabbrica su Saturno non sarebbe male poter riuscire a produrre direttamente a terra quanto necessario, ma ad oggi la produzione è significativa solo come scarto di reazioni delle particelle negli acceleratori per la ricerca della fisica di base. Anche se le valutazioni sono prese da articoli vecchi il costo è enorme in quanto si aggira intorno a 100 Trilioni di dollari per circa 1 nanogrammo per anno. Gli esperimenti più prolifici sono quelli del CERN e del FNAL (Fermi National Accelerator Laboratory). In un articolo si legge che il Fermilab, nel 2010, ha raggiunto una prestazione da record di una produzione in un anno di 1016 Antiprotoni, equivalenti a 17 ngr (nano grammi).
Ovviamente ci aspettiamo dei miglioramenti nella tecnica di produzione, ma c’è da sottolineare che lo scopo di tali esperimenti non è la generazione di antimateria ma il suo studio per finalità di ricerca di base della fisica. Se davvero qualcuno volesse costruire una fabbrica di antimateria, la progetterebbe in modo diverso dagli attuali esperimenti e il costo calerebbe decisamente aprendo nuovi scenari pratici. Ad oggi il meccanismo di base della produzione di antimateria è il processo di «Produzione di Coppia» a seguito di radiazioni di elevata energia (Raggi Gamma) che interagiscono con la materia convertendo la loro energia in materia ed antimateria. Le particelle si generano spontaneamente dalla radiazione elettromagnetica, in base al “Principio di Equivalenza di Einstein” che materia è energia e pertanto vale anche la considerazione inversa che l’energia è equivalente alla materia. Se prendiamo un fotone gamma altamente energetico e lo inviamo contro un bersaglio di materia, questi subisce un urto anelastico materializzando la propria energia, e producendo una coppia di particelle composta da un elettrone (materia) ed un positrone (antimateria).
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Inviato da: andrea antonini
il 23/05/2012 alle 22:02
Inviato da: Andrea Tirinnanzi
il 27/01/2012 alle 03:38
Inviato da: leonardo377
il 22/01/2012 alle 12:22
Inviato da: leonardo377
il 22/01/2012 alle 12:18
Inviato da: Policarpo Ulianov
il 22/01/2012 alle 02:06