Il mio amico BALI
AnimaliIL RITORNO DEL PASSERO SOLITARIO
Il sole è alto in cielo e sommerge di luce il paese
avvolto in un piacevole silenzio
mentre nella valle echeggia
qualche distinto rumore dell'agricoltore.
Dalle finestre spalancate sugli orti,
le stanze si profumano ancora di aria fresca di campagna
e si ode lontano il canto melodioso del passero solitario
che ogni anno ritorna in primavera.
Dalla finestra lo vedo lontano in cielo
che lentamente volteggia
e pian piano si avvicina al suolo.
Si posa sull'estrema pietra di un muretto dell'orto
e rimane immobile al sole rivolto verso valle.
Si gira, saltella e vola su un paletto sporgente
dalla grezza parete di pietre della casa vicina
ed entra nel foro accanto.
Poi esce e vola verso la campagna scomparendo nel verde.
Ricomincia a cantare e lo rivedo volteggiare
e poi ripetere i soliti gesti.
Come un emigrante lasciai il paese e tutte le mie cose,
portai con me solo i miei ricordi.
Il passero rimane e ritorna ancora in primavera.
Volteggia sui ruderi del borgo,
ma silenzioso perché,
come me, più nulla vi ritrova.
Pier Donato Iannuzzelli
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Poesia scritta dalla moglie di Filodemo Iannuzzelli - 30 ottobre 2011
Nel silenzio di Castelnuovo
Un sussurro di vento leggero riempie il silenzio assordante di queste dolci montagne,
pennellate di verde scuro contro il cielo terso, bianche file di case lontane sorridono a mezzacosta.
Come in un giorno antico sull’Oreb (*) anch’io, mentalmente velo il mio capo e cado in ginocchio perché Tu sei qui.
Un canto senza parola sgorga da un cuore adorante e si unisce alla liturgia di lode del tappeto rosa di centinaia di ciclamini inconsapevoli cantori della tua bellezza.
Un soffio lieve di vento mi accarezza i capelli, tenero segno del tuo amore,
Dio – Madre
Enza Maria Fenaro Iannuzzelli
(*) Il profeta Elia, in una caverna sul monte Oreb riconobbe la presenza di Dio
in un sussurro di vento leggero.
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I grandi predatori sono minacciati di estinzione in Italia come nel resto d'Europa: ORSO, LUPO E LINCE. La graduale scomparsa dei grandi predatori al vertice della catena alimentare compromette gli equilibri naturali.
LA NATURA LI HA SELEZONATI
PER ESSERE PREDATORI,
N O N V I T T I M E
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Se prendi un cane che muore di fame e lo ingrassi, non ti morderà, è questa la differenza principale fra un cane e un uomo.
[Mark Twain (1835 - 1910) Scrittore statunitense]
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È Lucania anche questa: Castelnuovo di Conza, Santomenna, Laviano
A Castelnuovo di Conza la pena di un paese ricostruito e già in rovina prima di essere abitato. A Laviano la pena e il disgusto per il lavoro degli architetti. Poi il colpo d'ala, la visita a un contadino che conosco. Siamo rimasti due ore noi a fare fotografie alla bella famiglia e alle vacche loro a offrirci il meglio dei loro prodotti. A un certo punto sembrava uno di quegli incontri umani che si facevano una volta. erano tutti felici. Io no, ero immerso nella mia stanchezza. alla fine per qualche motivo non mi trovo mai a tempo con gli appuntamenti della vita. E in questo caso neppure all'appuntamento con la poesia.
Il racconto del viaggio di oggi potrebbe finire qui, in questo veloce riassunto. Ma ricomincio daccapo, frugo nei dettagli, magari è da lì che si apre qualche spiraglio.
Siamo in provincia di Salerno, ma non è il Cilento e neppure la costiera. Siamo molto vicini all’Irpinia d’oriente e alla Lucania. Tre paesi che nessuno aveva mai sentito nominare prima del terremoto dell’ottanta. Il vecchio oblio lentamente sta tornando. Io però ci torno almeno una volta all’anno, sono affezionato a questi tre paesi, sono tra quelli che mi sono più cari. Per i luoghi esistono simpatie e antipatie, come per le persone.
Oggi sono qui coi fotografi della terra dell’osso. Li porto nei paesi, poi ognuno fa quello che vuole.
Prima tappa a Castelnuovo. Andiamo nella piazzetta che una volta era il cuore del paese e ora è un bel cerchio di case vuote, a parte la casa del sindaco. Il baricentro del paese si è spostato più giù, il baricentro è nelle case sparse. Salendo più in alto il senso di sgomento cresce. Non solo non abita nessuno, ma colpisce la grandezza delle case, tutte ricostruite e tutte vuote. Forse in nessun posto in Italia si può vedere una cosa del genere, un patrimonio urbanistico di un certo pregio completamente abbandonato.
Andiamo al Comune voglio parlare con il sindaco. Tempo fa, quando sindaco non era, mi invitò qui a presentare un mio libro. Mi parve una persona buona, garbata, vogliosa di fare del bene al suo paese. Poi un paio di anni fa è stato eletto sindaco. Mi sarei aspettato che si facesse vivo, magari semplicemente per fare quella chiacchierata con me che in effetti ci stiamo facendo oggi. Mi dice che è preso da mille problemi. Fin qui è la solita storia di tutti i sindaci dei piccoli paesi alle prese con problemi oggettivamente enormi. A partire dal fatto che ogni giorno ci sono persone che vanno al Comune per illustrare problemi che prima magari raccontavano al prete o altre figure che nei paesi non hanno più il ruolo di un tempo. Faccio notare lo stato di degrado del centro storico. Magari si potrebbe imitare il sindaco di un paese calabrese che ha messo su internet tutte le case in vendita. Mi risponde che la situazione è complicata per il fatto che molti paesani proprietari delle case sono in Sud America. Spesso è difficile rintracciarli ed essendo quasi sempre persone benestanti non è che hanno interesse a vendere la casa. Poi c’è il fatto che il Comune ha completato una serie di alloggi ma non li ha ancora assegnati agli aventi diritto per cavilli burocratici. Insomma qui i problemi legati alla ricostruzione post-terremoto non sono finiti.
La discussione mi conferma che il sindaco è una brava persona, intellettualmente onesta, ma forse gli manca quel pizzico di spregiudicatezza che forse serve per amministrare un paese che ha ormai meno di cinquecento anime. Mi accenna ai tanti problemi pratici che ci sono ogni giorno. Gli credo, e forse in un paese tanto piccolo è anche difficile che possa disporre di collaboratori adeguati. Rimane il fatto che qui accade qualcosa di scandaloso. Adesso è tornato in funzione un impianto di compostaggio. Oggi c’è un vento che non porta la puzza, ma quando ci andiamo vicino si sente il tipico olezzo dolciastro dei rifiuti messi a macerare senza una tecnologia adeguata per impianti del genere. Il sindaco si lamenta che è previsto solo un controllo all’anno. In passato la struttura fu chiusa perché smaltiva fanghi tossici. Mi dice che hanno provato a ottenere la gestione diretta, ma l’impianto è stato affidato a dei privati ed è immaginabile che le leggi del profitto siano più forti di quelle della morale. Tra l’altro nella struttura ci lavorano alcune persone del posto e ogni azione contro la puzza viene vista come un’azione che può togliere lavoro a dei concittadini. Comunque la conversazione col sindaco è abbastanza disperante: se non succede nulla di buono neppure le poche volte che arrivano ad amministrarli persone oneste e volenterose vuol dire che il rischio di estinzione in paesi come questo è davvero alto. Se il calo demografico è di cerca 200 persone ogni dieci anni e se adesso i residenti effettivi sono quattrocento, si può facilmente fare il mesto calcolo.
È ora di passare per Laviano. Subito dopo lo svincolo, ci fermiamo a un villaggio di baracche in legno che assicurò ospitalità alle persone dopo la fase delle roulotte e prima dell’arrivo della grande colata di cemento con cui hanno fatto migliaia di case. Adesso il luogo si presenta con il nome di “villaggio antistress.” Le baracche si possono fittare al modico prezzo di settanta-ottanta euro al mese. Hanno risposto all’appello molti del salernitano e del napoletano. Il sindaco di Laviano è un’altra persona di valore. In passato si era inventato anche un contributo di diecimila euro per ogni bambino nato. Lui non è responsabile dell’orrenda ricostruzione ed ora si trova a gestire un paese che istiga i nervi solo ad attraversarlo. Il paesaggio intorno è meraviglioso e questo fa venire voglia di andare a cercare gli architetti che hanno lavorato qui per dire loro che meriterebbero un poco di galera. Per la verità un mio amico sostiene che gli architetti dopo la laurea dovrebbero fare un paio d’anni di carcere preventivo, giusto per essere più prudenti quando cominciano a lavorare.
Lasciamo il villaggio e proviamo a trovare la piazza del paese. Niente, non si trova. Finiamo in una zona più periferica dove c’è un grosso complesso abitativo da cui si entra solo da due parti. Questo spazio sarebbe un ideale campo da giochi per bambini, se ce ne fossero, invece ci hanno messo, al centro, sei panchine dove non si sarà mai seduto nessuno. Sarebbe il caso di togliere le marmette e riportare fuori un po’ di terra buona per fare qualche orto, se ci fosse qualcuno a prendersene cura. I miei amici fotografi sembrano piuttosto delusi e direi anche indignati dai posti che hanno visto oggi. Io sono troppo stanco, mi trascino pensando solo al fatto che la giornata a un certo punto arriverà alla sua fine. Ho contato almeno una cinquantina di panchine e nessuna persone seduta: Laviano potrebbe essere definito il paese delle panchine disoccupate. Il comune e la chiesa sono lontani dalla piazza e questa è una delle tante scelte urbanistiche illogiche. Una mia amica di Brescia non riesce a capacitarsi del fatto che ci siano tante case per un numero di abitanti molto piccolo. Io non ho voglia di spiegare i meccanismi che hanno portato allo scenario che teniamo davanti. Mi limito a far girare la compagnia e adesso so che li porterò in un posto in cui tutti si rinfrancheranno. Saliamo verso la montagna dove almeno potremo comprare un buonissimo caciocavallo. Mente procediamo agli acquisti si sviluppa un clima di simpatia. Si comincia con l’assaggio di vari formaggi, poi si passa al salame. Gli amici fotografi scattano e il contadino e la sua famiglia sono contenti. Una bella famiglia meridionale. I ragazzi hanno un fisico assai diverso dagli adolescenti catodici lontani dalla vita all’aria aperta e dal lavoro manuale.
Adesso viene fuori uno straordinario limoncello. Ne bevo quattro bicchierini. Mi cresce un leggero mal di testa, ma il mangiare mi sostiene un poco. Non è una giornata facile. Mi sono svegliato alle quattro e ho lavorato al libro fino alle otto e mezza. Adesso sono sicuramente il meno allegro della compagnia. I contadini ci mostrano in diretta come vengono fuori i caciocavalli. Arriva altra roba da mangiare e arrivano anche parenti e amici di famiglia. I fotografi, a cui si son aggiunte tre persone della comunità provvisoria, sono molto contenti.
Invito tutti ad alzarsi, c’è ancora Santomenna che ci aspetta. È un paese vicinissimo a Castelnuovo, ma ancora più piccolo. Non ci sono neppure le scuole elementari e la media. Arriviamo che c’è una bella luce. Le case qui sono più sobrie. Sembrano attaccate alla montagna giusto per dare l’idea che il paese ancora c’è. E invece tutto si svolge dove passa la strada, in uno slargo in basso tra la chiesa e il Comune. Ritrovo un anziano presente nelle riprese che facemmo per il documentario Di mestiere faccio il paesologo. Santomenna ha un’ aria diversa sia da Laviano che da Castelnuovo. Il paese è veramente ridotto all’osso. Non a caso questa esperienza coi fotografi si chiama proprio: Viaggio nella terra dell’osso.
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Posso immaginare tutto perchè non sono niente. Se fossi qualcosa non potrei immaginare. L'aiutante contabile può sognare di essere un imperatore romano; il Re d'Inghilterra non lo può fare perchè il re d'Inghilterra nei suoi sogni non può essere altro se non il re che già è. La sua realtà non gli permette di sentire.
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Pietro LISTA
Con grande onore ho ricevuto l'incarico dall'Amministrazione di Castelnuovo di Conza per la realizzazione del Monumento alle Vittime del Terremoto del 23 novembre 1980. L'Opera sarà collocata nella Piazza Umberto I° "Lu Chianiedd", del Centro Storico ricostruito. La Piazza che è parte stessa del monumento è il luogo dove quasi tutti i corpi furono portati per essere riconosciuti e pianti. Conoscendo questo paese prima del terremoto e poi averlo visto dopo i crolli mi ha creato una forte emozione. Ricordo il fascino delle sue stradine e l'immenso spazio di orizzonti che circondavano l'intero paese, le figure silenziose dei suoi abitanti, i volti incisi nel tempo ... Tutto era avvolto da un silenzio irreale. Provai allora un senso di pace infinita. Rivisitai il paese nei giorni successivi al terremoto, camminando con l'animo straziato per le stradine devastate. Macerie ovunque. Le mie emozioni del dramma di quel terribile terremoto sono racchiuse nella mia opera così come appresso descritta. Anastasi (resurrezione) " Io sono la porta: chi entrerà attraverso me sarà salvo" così dice Gesù di se stesso nel vangelo di Giovanni (10,9). nella simbologia cristiana indica il potere salvifico di cristo: spezzando le catene dell'antinferno (Lo She'ol), egli redime i meritevoli e riconduce a se. Era giusto, quindi, esprimere il ricordo delle vittime nela figura della "Porta", dove si compie il "Passaggio" dalla condizione terrena a quella celeste; era giusto, inoltre che la porta fosse semiaperta, indicandosi in ciò lo spiraglio della fede quale luce di un orizzonte eterno. A quella luce la "porta" espone il racconto delle virtù e dei vizi degli uomini, ed è un racconto nascosto nei nomi delle vittime: nomi che incidono l'immobile sostanza simbolica, che ritagliano la consistenza metallica e rugginosa. Sono nomi di vittime e come tali non seguono una gerarchia, un ordine. nel loro disporsi, al di qua e al di la della porta, c'è solo la condizione innocente della loro sorpresa, della loro impotenza, colta in un gesto estremo respiro. E per questo motivo che lo spiraglio della fede è attraversato da un sottile tracciato di verde, colore che da sempre appartiene all'attesa dell'ANASTASI. Dopo un'attenta ricerca di dove si trovavano le vittime quella sera, I NOMI SARANNO INCISI SULLE LASTRE IN GRUPPI COME STAVANO NEL TERRIBILE MOMENTO DEL TERREMOTO. Le due lastre saranno collocate in acciaio corten di dimensione cm 100 x cm 300, opportunamente ancorate a suolo.
Novembre 2010
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Prof. Francesco Di Geronimo
Vice Sindaco ed Assessore ai Lavori Pubblici
Nato a Castelnuovo di Conza (SA) il 29 novembre 1945
Laureato all'Università di Salerno
Specializzazione conseguita presso l'Università di Torino
Brevi note biografiche
- Consigliere comunale di Fisciano dal 1968 al 1995;
- Assessore comunale di Fisciano dal 2001;
- Nel 1995 eletto Consigliere Provinciale nel collegio Baronissi, Fisciano e Pellezzano;
- Presidente del Consiglio Provinciale di Salerno dal 1997 al 1999. In questa veste è stato componente della Commissione Nazionale “Presidenti dei Consigli Provinciali” dell’Unione delle Province d’Italia;
- E’ stato anche Consigliere di amministrazione del Centro Studi Salernitani “Raffaele Guariglia”, membro dell’Assemblea Generale della Comunità Montana Valle dell’Irno, nonché dell’Assemblea Generale e del Comitato dei Garanti della USL 47;
- Dal 1991 al 1997 membro del Consiglio Nazionale del Partito Democratico della Sinistra;
- Dal 2004 al 2007 membro del Consiglio Nazionale dei Garanti dei Democratici di Sinistra;
- E’ tra i fondatori del Partito Democratico.
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Museo materiali minimi d'arte contemporanea
presenta il libro di Francesco DI GERONIMO
"Oi Castelnuyov' mij, aria g'ntil'..."
Fotografie e parole del paese di una volta Con il contributo di Onidia Criello, Francesco Custode, Rosamaria Guarino, Ausilia Mondino.
Giovedì 9 settembre 2010 - ore 17,00
Piazza Umberto I° - Lu Chianieddh'
Le foto dei capitoli del libro, per acquistarlo rivolgersi all'interessato o ai suoi collaboratori.
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La suggestione dell’opera d’arte: Mostra personale per la Velasquez
Nei giorni scorsi, presso lo Studio d'arte e cultura del professore Catello Nastro, poeta, scrittore e critico d'arte, e stata inaugurata la mostra personale dell'artista italo-colombiana Leonora Velasquez Di Domenico. Nel suggestivo scenario del centro storico della città capoluogo del Cilento.
Erano presenti all’inaugurazione dell'interessante personale, oltre al professore Catello Nastro, anche l’avvocato Franco Alfieri, consigliere provinciale e sindaco di Agropoli, l’assessore alla Solidarietà Sociale dottor Angelo Coccaro, sempre disponibile alla internazionalizzazione dell'arte e della cultura nel territorio, e la senatrice Olimpia Vano, che hanno avuto parole di elogio verso l'artista che presentava al pubblico agropolese e cilentano in genere ed alla folta rappresentanza dei turisti del nostro paese, una selezione di sue opere, tra paesaggi e figure mirabilmente eseguite con varie tecniche pittoriche.
La sensibilità dell'artista, giunta ad una figurazione quasi informale dopo un lungo periodo di studio figurative, rimane evidente nella maggior parte delle sue tele.
Di grande rilevanza il tratteggio che porta al movimento. Poche linee essenziali che riescono a comunicare al fruitore dell'opera d'arte un messaggio di grande contenuto e di alto valore artistico.
Sentiremo ancora parlare di questa valida artista che ha il coraggio di imporsi con la sua grande personalità al mondo dei fruitori dell' opera d'arte e degli appassionati in genere.
Lorenzo Barone
Grande evento d'arte ad Agropoli Dal 31 luglio, serata di inaugurazione alle ore 20, e fino al 14 agosto 2010, presso lo Studio d’Arte e Cultura di Catello Nastro, in via Filippo Patella n. 46, AGROPOLI, proprio agli inizi degli scaloni che danno al centro storico della cittadina capoluogo del Cilento, con apertura serale ed ingresso libero, si terrà un interessante evento artistico degno di nota. La mostra personale della pittrice Leonora Velasquez Di Domenico Una trentina di opere pittoriche ad acrilico, olio e tecnica mista, proporranno ai visitatori il mondo artistico della pittrice colombiana. Classificare la medesima in una delle tante correnti artistiche contemporanee sarebbe un poco come limitare ed etichettare una espressione che si mantiene sempre libera, in ogni attimo della composizione, da ogni schema e da ogni corrente. La forma reale nella maggior parte delle opere, rimane solo il punto di partenza per la composizione. Il colore, spesso, da solo, riesce a far capire ciò che l’artista vuole esprimere, il messaggio che vuole comunicare ai visitatori. E’ la stessa forza della gradazione del colore e dell’intensità della pennellata che, da sola, crea effetti suggestivi e significativi. L’opera intitolata “Tsunami”, ad esempio, con un semplice ma incisivo getto di colore propone una tragedia quasi cosmica. Nell’opera “Onda” la forza della natura assume un aspetto diverso, pur nella sua dinamicità per così dire, ritmica e controllata, mentre l’altra opera intitolata “Big Bang”, sempre attraverso un dosaggio calibrato di forme e colori, riesce a comunicare l’immensa potenza della natura capace anche di opera distruttiva. Nelle due opere intitolate “Navigare” e “Navigazione” si ritorna all’ordine. Le vele, che fanno bella mostra al centro della tela, sembrano sintetizzare l’opera dell’uomo, con un messaggio ecologico che risulta di grande effetto proprio in questi giorni di inquinamento e quindi grossa sofferenza per il mare ed i suoi abitatori. La mano e la grazia femminile in queste opere diventa evidente. I colori sono tenui, incutono serenità ed anche l’accostamento tra le varie tonalità delle tinte, quasi in un progetto monocromatico, si pongono agli occhi ed allo spirito del visitatore come rappresentazione armonica del soggetto. Se si osserva attentamente il quadro “I pensieri” si nota l’estrema sintetizzazione dei concetti riportati sulla tela. Le sfere con linee curve diverse e colorazioni diverse assumono personalità ben distinte e separate. Nel caso di Leonora Velasquez non possiamo parlare di astrattismo o informale, perché le opere sono leggibili anche all’inesperto d’arte, possiamo parlare invece di un simbolismo coloristico che prevale su quello formale ed assume, molto spesso il ruolo di protagonista della tela. “La spiaggia” sembra quasi una veduta aerea. In effetti si tratta di tre o quattro strisce di colore che però hanno il grande effetto di rappresentare, naturalmente dando ampio spazio all’immaginazione, un riassunto chiaro e leggibile, naturalmente in scala ridotta del cosmo. Quanto sopra asserito potrebbe anche valere per il dipinto intitolato “Passioni”. Foglie di tinte calde e tinte fredde sembra alimentarsi in un solo vaso, mantenere una vita autonoma ma simbiotica allo stesso tempo. Guardando questo quadro sembra quasi di scorgere giovani che danzano in una discoteca prima di appartarsi per un bacio o un abbraccio. Il colore – anche in questo caso – è il vero motivo conduttore di tutta l’opera. In un’altra opera che ha destato il mio interesse, che è immensamente cresciuto nel leggere il titolo “ La speranza” mi fa ritornare al simbolismo di Leonora Velasquez. Quale simbolo migliore poteva avere la speranza se non una goccia quasi umanizzata? Ed il cerchio, che rappresenta la vita, il punto di partenza di tutte le cose del creato, della terra, dei pianeti, degli astri, della riproduzione della specie, diventa anche in questa opera co-protagonista. Certamente se il critico d’arte può “introdurre” a suo singolare giudizio il “lettore” o fruitore dell’opera d’arte è proprio questo ultimo che deve attingere direttamente alla fonte. Visitando la mostra d’arte, parlando con l’artista, cercando di capire meglio il suo messaggio. D’altra parte il vero compito dell’arte, e quindi dell’artista è proprio questo: fare arte ma nello stesso tempo produrre cultura.
Catello Nastro
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2 agosto 2010 - Gita nella GRANCIA, Brindisi di montagna, per assistere allo spettacolo "La Storia Bandita" - CROCCO
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Ho letto la tua mail prima di mezzogiorno quando stavo uscendo di casa per l'allenamento sportivo. Quando ho visto la meravigliosa foto del campanile della nuova chiesa ed il Cervialto sullo sfondo, mi sono incantato davanti al monitor.Poi sono uscito ed ho iniziato a correre ma davanti agli occhi avevo lo scenario della foto e sotto le scarpe non il monotono e duro asfalto ma i serpeggianti e soffici sentieri di codesta valle a me ben noti 'infanzia, ed corso cosi volentieri tanto da non accorgermi della copiosa pioggia che veniva giù in quel momento.
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Castelnuovo di Conza Resta in sella il sindaco architetto II Tribunale di Salerno ritiene inammissibile il ricorso presentato dai consiglieri di minoranza di Castelnuovo di Conza contro 1'elezione a sindaco, nel giugno 2009, per soli otto voti, di Francesco Custode. Per Giulio D'Elia, Antonio Gaudiosi, Guglielmo Figurelli e Onorato Francione, 1'incompatibilità’ era dovuta alla sua professione di architetto e ad alcun incarichi di progettazione e direzione di lavori pubblici assunti per conto del Comune. L'incompatibilità’ sarebbe perdurata, secondo la minoranza, nonostante Custode avesse rinunciato agli incarichi professionali quando si e candidate. Tuttavia, per la prima Sezione civile del Tribunale salernitano, presieduta da Antonio Valitutti, non e cosi, e Custode resta in sella. « Dopo la convalida del Consiglio comunale, un parere del Ministero dell'Interno, questa e la terza pronuncia di legittimità del risultato elettorale democraticamente espresso dai cittadini di Castelnuovo di Conza - dice Custode - Stupisce che la minoranza abbia ritenuto di perseverare nella sua azione quando appariva del tutto evidente la correttezza della posizione del sindaco» . Margherita Siani
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Mi sono candidata perché voglio continuare a fare quello che ho fatto sempre nella mia vita professionale, politica e istituzionale: stare dalla parte degli irpini, lottare per garantire pari opportunità alle donne, sostenere i nostri giovani.
L’ho fatto come professionista quando, subito dopo il terribile terremoto dell’80, ho allestito in tempi brevissimi e in mezzo a mille difficoltà, un consultorio ed un centro sociosanitario a Lioni per dare sostegno e supporto alle famiglie colpite dalla calamità
L’ho fatto come sindaco di Lioni, ridando un volto nuovo al paese, ottenendo una casa per 230 famiglie rimaste senza abitazione dopo il terremoto, aprendo il primo consultorio familiare cittadino già nei primi anni 80, dando largo spazio e supporto al mondo delle associazioni e dei giovani
L’ho fatto come assessore regionale alle politiche sociali, impegnandomi ad aprire le istituzioni e a renderle attente a quanto nel complicato mondo delle donne si muove e ottenendo anche degli atti amministrativi concreti come le leggi sulla dignità sociale e sull’immigrazione. Tantissime sono state anche le esperienze di solidarietà organizzata, come “Civiltà delle donne”, la manifestazione organizzata nella primavera del 2007 e il seminario “Raccontare il lavoro” grazie alle quali ha saputo dare il ruolo decisivo che per una programmazione partecipata devono avere le associazioni, le università, le singole personalità, la cultura.
L’ho fatto come Amministratore Unico dell’Air, che oggi è un fiore all’occhiello del trasporto in Campania per efficienza e puntualità, oltre ad essere l’unica azienda di trasporti regionale con i conti in regola, grazie ad una gestione rigorosa e allo stesso tempo attenta allo sport e al sociale, come dimostra la sponsorizzazione dell’AIR Avellino Basket, punto di riferimento per moltissimi giovani dell’intera provincia.
L’ho fatto come presidente della Fondazione L’Annunziata, promuovendo un dibattito culturale e una serie di iniziative concrete sul ruolo delle donne nella nostra società.
Lo faccio ogni giorno, con semplicità e senza clamore, con dedizione e competenza, per amore della mia terra, per amore dell’Irpinia.
Per questo mi candido, per continuare a fare quello che ho sempre fatto.
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Un video meraviglioso. Lingua inglese e sottotitoli in italiano e francese permettono di cogliere l'essenza di quel che dice il protagonista, senza gambe nè braccia dalla nascita. Quando cadi a terra e sei convinto di non riuscire a sollevare la testa ed a rialzarti non devi far altro che provare, provare e provare di nuovo. Bellissimo, si finisce con le lacrime agli occhi.
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11/1/2010 - Si è aperto ufficialmente l’Anno Internazionale della Biodiversità: il WWF scrive alle massime cariche istituzionali, chiedendo una strategia nazionale per difendere flora e fauna.
Nel giorno del lancio mondiale, a Berlino da parte dell’ONU del “2010: Anno internazionale della biodiversità” il WWF Italia ha inviato una lettera alle maggiori cariche istituzionali italiane, al Presidente del Consiglio e ai ministri competenti in cui chiede uno scatto d’orgoglio al nostro Paese, quale conferma e rilancio di quel primato internazionale che ha fatto dell’Italia il primo Stato membro dell’Unione Europea che ha sottoscritto il “Countdown 2010”, deciso a Malahide (Irlanda) nel 2004, e promosso la Carta di Siracusa nell’aprile 2009, nell’ambito del G8 Ambiente.
Con 57.468 specie animali di cui l’8,6% endemiche, e 12.000 specie di flora, delle quali il 13,5% specie endemiche, l'Italia è il paese Europeo più ricco di biodiversità ma molta della ricchezza si sta perdendo: attualmente sono a rischio di estinzione il 68% dei vertebrati terrestri, il 66% degli uccelli, il 64% dei mammiferi, il 76% degli anfibi e addirittura l’88% dei pesci d’acqua dolce. Tra le minacce principali la modifica degli habitat e il consumo del suolo. Non ultime ancora oggi il bracconaggio ai danni si specie sempre più rare e la caccia eccessiva. Rischiamo di perdere, nei prossimi anni, specie come l’orso bruno, la lontra, il capovaccaio, l’aquila del Bonelli, la pernice.
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Ai fedeli di Castelnuovo di Conza
Visto il mio ultimo scritto, ci tengo ad avvisarvi subito che questa mia lettera non è sullo stesso tono della precedente! È solo una mia riflessione a sei mesi dall'apertura del nuovo tempio del Signore a Castelnuovo di Conza e durante i miei Esercizi Spirituali.
Il 31-10-02 iniziava la mia missione sacerdotale li tra voi, fiero della giovane età e pieno di buoni propositi inculcati presso il seminario, dalla formazione teologica, dalle esperienze in varie comunità che avevo vissuto (Caggiano, Bivio Pratole, Olivete Citra, Puglietta, Stoccarda, New York). Come prima esperienza di parrocato ho avuto voi di Castelnuovo di Conza. Appena arrivato trovo una comunità ben formata e attenta ai momenti liturgici, con una fede semplice ma anche matura, attaccata al culto Eucaristico e Mariano, alla Santa Messa festiva e feriale, amante del bello, del sacro, del pulito, dell'ordinato e della devozione ai Santi Partoni e alla Vergine Maria.
Questo è merito senz'altro dei sacerdoti miei predecessori: don Nicola d'Acunto, don Franco Di Stasio, don Giovanni Gaudiosi, don Domenico Cruoglio che raccomando in modo specialissimo alle vostre preghiere, per le sofferenze a cui è sottoposto in questo periodo. Non di meno vanno ricordate le suore con la loro opera di educatrici alla fede e al vivere umano e sociale, attraverso l'opera dell'asilo e dell' apostolato in parrocchia. La loro assenza è una vera perdita, tanto per voi quanto per me. Ma i meriti restano e si toccano con mano: la presenza di numerose suore originarie di Castelnuovo di Conza e di Giuseppe Bagarozza, finalmente deciso alla strada del sacerdozio, sono il frutto prezioso di un' opera svolta e della santità di sacerdoti e suore succedutisi a Castelnuovo di Conza. Un ulteriore evento di grazia sta fortificando nella fede la nostra comunità parrocchiale: il Nuovo Tempio del Signore. Lungi dall'antico splendore dell'antica chiesa Santa Maria della Petrara, ha anche essa il suo fascino e svolge anche essa il suo ruolo di casa del Signore. La stiamo "vivendo" da quel pomeriggio del 25-07-09 e ogni giorno che passa, la sentiamo sempre più nostra, accogliente, bella, spaziosa, raccolta e idonea all'incontro tra il Divino e l'umano.
Certo, per voi fedeli di una certa età resta impresso lo splendore dell'antica chiesa, ma sia per voi che per le nuove generazioni questa è la casa del Signore: il meglio che la sua divina provvidenza, la sua bontà infinita, la sua misericordia e la sua grazia hanno scelto per noi. Sentiamo ogni giorno di più il gusto della preghiera nel tempio del Signore, luogo intorno ai quale cresce i! nostro tessuto sociale e aggregativo e nel quale ogni giorno si irrobustisce la nostra fede. Un pensiero va a quanti hanno profuso le loro energie nel realizzarla, e un pensiero specialissimo va a quanti non l'hanno mai vista realizzata, dalle vittime del terremoto, a Salvatore Bagarozza, alla mamma dì don Peppino Zarra che proprio nel giorno dell'inaugurazione tornava alla casa del padre. Il mio è un auspicio espresso già il giorno dell'inaugurazione che voglio ribadire in questa circostanza a chiare lettere: la nuova chiesa deve diventare il centro propulsore di una rinnovata vita di fede, sociale, civile e aggregativa del nostro paese.
Troppo spesso, voi, popolo di Castelnuovo di Conza, vi fate prendere dallo scoraggiamento. Lo capisco: il colpo inflitto dal terremoto è stato molto duro; e poi dal terremoto altre afflizioni si sono abbattute sulla vostra comunità: II calo demografico, l'economia cangiata, la mancanza di lavoro, la chiusura di parte delle scuole, l'emigrazione continua e massiccia nelle sue percentuali. Tutto questo tende a far pensare in negativo, in modo pessimistico. Ma come insegna la psicologia, se guardiamo solo le difficoltà, queste si ingigantiscono, ci offuscano la mente e ci gelano il cuore. Non esiste solo questo: se siamo ancora cittadini di Castelnuovo di Gonza ci sarà un perché. "Alziamo il nostro sguardo e contempliamo la nostra liberazione e salvezza" (come abbiamo cantato nelle appena trascorse feste natalizie).
La nuova chiesa, le pulite, restaurate e nuove suppellettili sacre, il gusto del bello che intorno al Tempio si sta manifestando, possa essere foriero di quello che c'è nel cuore dell'uomo. Gesù spesso ammonisce "a che serve pulire l'esterno quando l'interno è marcio?" (Mt. 23,25).
Riprendiamo energie, vigore e slancio per un rinnovamento dei costumi, della fede, della società civile di Castelnuovo di Conza. Non lasciamoci vincere dal male, dal negativo, dal pessimismo. Ritroviamo le motivazioni dentro di noi per non cedere, non mollare ma risalire verso quei valori autentici inscritti in ciascuno di noi: le persone anziane continuino ad essere fonte di saggezza per le nuove generazioni che ha il dovere di reggere la propria famiglia, il vivere sociale e religioso, lo faccia con l'orgoglio "buono" e "proprio" di chi sa di avere un compito arduo, con dignità e fierezza. Chi sta crescendo in età, lo faccia come Gesù, anche in "sapienza e grazia", rubando i segreti della fede e del vivere umano agli adulti e sottomettendosi alla legge di Dio e degli uomini pii.
Vi invito a leggere i segnali positivi che vengono dai vivere comune e ordinario qui a Castelnuovo di Conza. Voglio portarvi alcuni esempi che mi vengono in mente e che possono essere utili per tutti: Ugo "la guardia" con zelo, passione e grande interessamento ed impiego di risorse economiche e di tempo ha tirato a lustro la cappellina della Madonna in loc. Cerza. A lui il mio pubblico grazie. Antonella Sepe con crescente fervore, grinta e buona volontà segue la questione della ricerca AIL, e inoltre con spirito materno aggrega e favorisce i più piccoli della comunità. Tanti giovani hanno toccato il traguardo della laurea e dell'affermazione nel lavoro e nella famiglia. Uno su tutti, il caro Giovanni de Matteo. Alcuni altri esempi più strettamente legati alla vita della parrocchia: Giuseppe Bagarozza, che vogliamo continuare a seguire nel suo discernimento vocazionaie con la preghiera e l'affetto; Pasquale che ormai da anni svolge la sua missione di moderatore nella parrocchia e con diligenza assolve ai suoi compiti di sacrista, accolito, lettore, membro del coro... e pulisce pure la Chiesa e altro!!! (e speriamo che presto prenda pure la patente!!!); le ragazze del coro che da anni con tenacia, diligenza, perseveranza, entusiasmo e autonomia svolgono la loro missione di animatrici della liturgia domenicale e festiva sotto la guida di Emanuela e di Oscar (le porto nel cuore tutte senza bisogno che scriva qui i loro nomi!). I ministri straordinari dell'Eucarestia, Pompeo, Teresina e Rosetta, che tanto bene fanno ai nostri fratelli più bisognosi e ammalati, non solo con la Santa Comunione settimanale a turno, con la preghiera per loro e con il loro servizio in chiesa nei giorni di maggiore affluenza; i catechisti che dalla settimana prossima riprenderanno il catechismo con slancio, fede e buona volontà (anche questi li ricordo ad uno ad uno!). Questi sono solo alcuni esempi che mi vengono in mente, ma certamente ce ne saranno altri che non ricordo. Ma voi certamente avete in mente persone ed eventi che richiamano questo spirito di cui sopra.
Per concludere: nulla ha di meno o di più Castelnuovo di Conza degli altri popoli e paesi! A te castelnuovese di qualsiasi età e qualsiasi responsabilità tu abbia dico: "svegliati dal torpore, riacquista nuovo vigore, slancio e soprattutto rinnova la tua fede, perché nulla ti turbi, nulla ti spaventi, solo Dio basta". La Vergine Benedetta vegli su di noi, ci illumini, ci protegga e ci conduca al cuore di Cristo. Auguri di un sereno cammino ancora insieme.
INVENTA CON IL TUO Dio IL FUTURO CHE EGLI TI DONA;
INVENTA CON IL TUO DIO TUTTO UN MONDO PIÙ BELLO"
(p. Rimaud s.j.)
Matera, Esercizi spirituali 13- 01-10
il vostro parroco don Angelo
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QUI SBARCO’ COLOMBO
Haiti. Un paradisiaco scorcio di Haiti, lo stato centroamericano prima del devastante terremoto. Si estende per ventisettemila chilometri quadrati e occupa la metà occidentale dell’isola di Hispaniola, nel mar dei Caraibi; l’altra metà dell’isola di Santo Domingo, paradiso delle vacanze. Haiti, dove nel 1492 sbarcò Cristoforo Colombo al termine del suo primo viaggio, è il Paese più povero del continente americano: la furia del sisma ha quindi colpito una popolazione già provata da fame e sofferenza.
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Nickname: emioli
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Età: 52 Prov: SA |
NON TI DIMENTICHEREMO MAI!
DIECI COSE CHE DIO NON VORRA’ SAPERE
- Dio non vorrà sapere che genere di automobili hai avuto; ti chiederà se ci hai accompagnato dei bisognosi.
- Dio non vorrà sapere il numero di metri quadri della tua casa, ti chiederà quante persone vi hai accolto.
- Dio non vorrà sapere che tipo di abiti hai indossato; ti chiederà se hai contribuito a vestire esseri umani.
- Dio non vorrà sapere quanto lunghi e belli siano stati i tuoi viaggi; ti chiederà se ti sei fermato per donare una carezza a chi era ai bordi della tua strada.
- Dio non vorrà sapere quanto alto fosse il tuo stipendio; ti chiederà se per ottenerlo hai distolto attenzione e premura a chi ti vuole bene.
- Dio non vorrà sapere quale fosse il tuo titolo di studio; ti chiederà se hai svolto il tuo lavoro al meglio delle tue capacità.
- Dio non vorrà sapere quanti amici hai avuto; ti chiederà se ti sei dimostrato un vero amico.
- Dio non vorrà sapere quale in quale quartiere hai abitato; ti chiederà se hai avuto cura dei tuoi vicini.
- Dio non vorrà sapere quale fosse il colore della tua pelle; ti chiederà cosa era nascosto nel tuo cuore.
- Dio non vorrà sapere perché hai impiegato così tanto tempo per avvicinarti a Lui, ti porgerà la Sua mano e ti accompagnerà amorevolmente verso le porte del Paradiso.
Assessore Regione Campania
Politiche sociali, Assistenza Sociale,
Problemi dell'Immigrazione, Politiche Giovanili,
Pari opportunità, Demanio e Patrimonio.
sito regionale





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il 07/11/2011 alle 15:44
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il 12/06/2011 alle 19:26
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il 25/03/2009 alle 09:19
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il 25/03/2009 alle 08:05
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