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Libera di esprimermi

Pensieri,Parole, Poesie,Emozioni.Il tutto vola sulle onde del mare,sulle ali del vento.

 

 

Non torno indietro

Post n°124 pubblicato il 22 Marzo 2012 da BGelsomina

In questi giorni vivo una sensazione di stupore, gratificazione e felicità per quello che il Signore mi ha portata a fare nella mia vita con l’aiuto dello Spirito Santo. Ho iniziato la Tradizio, emozionante e sconvolgente; peccato però che adesso sento un'enorme responsabilità per i passi successivi che sto’ per fare e una paura tremenda perchè non so se riuscirò. Qua non parliamo di un lavoro, qua si tratta della mia vita, della grande possibilità del cambiamento. Ho 68 anni e ho sempre creduto di avere la mia vita nelle mie mani. Ora non più… ora seguo il mio cuore attratto dall’amore di Dio. Adesso sto per fare qualcosa di più grande, con l’aiuto dello Spirito Santo portare le meraviglie che il Signore fa a tutti quelli che lo cercano, andremo dai fratelli della parrocchia di Campo Dell’Oro, e potremo dire quanto il Signore ci ama tutti indistintamente buoni ho peccatori spiegare che il Signore non ci giudica se siamo peccatori ma ci ama e ci perdona come un padre perdona una marachella di suo figlio. Cerco di prendermi cura di me stessa, della mia anima, e di tutti quelli che il Signore vorrà affidarmi in questa prova. Sento una grande responsabilità e una grande paura. Adesso ho visto che posso fare cose molto semplici, e non, ma molto importanti per il mio domani, e per quei fratelli che avranno la bontà di ascoltare come il Signore può ridare la vista può aprire i nostri occhi alla luce, quella luce che ci indica la strada da seguire per vivere insieme a Gesù Cristo, non voglio più tornare indietro, sono sorpresa delle capacità che sto scoprendo in me, e tremo, sono agitata. Più avanti faremo la Reddizzio, dove in chiesa apertamente apriremo il cuore e sotto la croce professeremo la nostra conversione. La mente a volte può essere contorta. Quando ero nel buio soffrivo e mi lamentavo con Dio, ma da quando vedo la luce ho paura di guardarla. Il paradosso più grande della vita è di avere paura di se stessi, non affidandoci completamente al Signore, perchè tante volte non dobbiamo lottare contro il mondo intero, ma contro le nostre abitudini, le nostre debolezze, le nostre paure, i nostri idoli, i nostri peccati. Non posso aggiungere nulla. Vorrei solo sottolineare un passaggio per me fondamentale: non si deve più tornare indietro! Quando si riesce a intravedere anche solo un debole raggio di luce, la notte è finita, forse non riesco ancora a distinguere chiaramente le forme e i colori del giorno, ma è solo questione di tempo, la notte è ormai finita, vince la luce, vince la vita eterna….Mina

 
 
 

Sei sempre nei miei pensieri

Post n°123 pubblicato il 20 Febbraio 2012 da BGelsomina

Nei miei pensieri vedo Te mio Dio, immagino i tuoi occhi che mi guardano e mi seguono...ascolto le tue parole d'amore per  me... Tu le semini nel mio cuore, nel mare e nell’ oceano.. ma faticano  a restare nel mio  cuore… grido al vento il mio amore per te… ma sono soltanto parole le mie,  parole che scavalcano colline e montagne...ma non ti dicono nulla... io te le ripeto e spero che finalmente queste escono dal mio cuore...io sono una goccia d'acqua...ma spero di diventare mare e  oceano...vorrei essere un uccello  e seguirti sempre...ma Tu.. sei il mio cacciatore ...mi fai librare in volo... per poi prendermi con Te, il mio ultimo pensiero sarà per te...resteranno i mari e gli oceani...le colline e le montagne...che hanno ascoltato insieme  a Te tutte le mie tribolazioni  terrene.. il vento le porterà e le ripeterà a Te da parte mia...le mie povere parole resteranno per sempre in questo mondo...non annegheranno mai...perchè l’amore non muore mai io sarò sempre presente per Te,Tu lo sai...e un giorno ti amerò come tu mi vuoi...Mina

Cvecchia 20-2-2012

 

 

 
 
 

Lettera ai fratelli...

Post n°122 pubblicato il 20 Febbraio 2012 da BGelsomina

 Ai miei fratelli e sorelle della comunità neocatecumenale di Campo dell’oro di cui faccio parte…e della chiesa…Con umiltà mi rivolgo a voi, il nuovo anno è da poco cominciato, e abbiamo ripreso con più vigore le celebrazioni della Parola e dell’Eucarestia. Abbiamo vissuto il S. Natale con gioia nella parrocchia e nelle nostre famiglie, ora siamo pronti ad iniziare nuovamente il cammino e ad evangelizzare i fratelli meno fortunati di noi, perché non hanno ancora incontrato Dio, ha noi il Signore ci ha presi per mano e ci conduce con il suo amore dai più bisognosi, che poi altro non è che portare la parola di Dio a chi ci accoglie, e uno scambio di sentimenti tra persone sconosciute. Proponiamoci di conseguire tutt’insieme  questa meta, che nella chiesa, ”che siamo anche noi” c’è un progetto di fede adulta nel passaggio alla  reddizzio, che ci vede coinvolti tutti. Facciamo prevalere nel corso della nostra vita, il perdono e l’amore per i fratelli, così che qualsiasi strappo ci fosse  lo affidiamo al Signore che tutto perdona e aiuta. L’asciamoci guidare dai nostri sacerdoti Don Pino e Don Luigi, ciao a tutti, Mina

Cvecchia 20­-2-2012

   

 

 
 
 

IMMACOLATA CONCEZIONE

Post n°121 pubblicato il 08 Dicembre 2011 da BGelsomina

Non memoria di un Santo, ricorre oggi: ma la solennità più alta e più preziosa di Colei che dei Santi è chiamata Regina.

L'Immacolata Concezione di Maria è stata proclamata nel 1854, dal Papa Pio IX. Ma la storia della devozione per Maria Immacolata è molto più antica. Precede di secoli, anzi di millenni, la proclamazione del dogma che come sempre non ha introdotto una novità, ma ha semplicemente coronato una lunghissima tradizione.

Già i Padri della Chiesa d'Oriente, nell'esaltare la Madre di Dio, avevano avuto espressioni che la ponevano al di sopra del peccato originale. L'avevano chiamata: "Intemerata, incolpata, bellezza dell'innocenza, più pura degli Angioli, giglio purissimo, germe non-avvelenato, nube più splendida del sole, immacolata".

In Occidente, però, la teoria dell'immacolatezza trovò una forte resistenza, non per avversione alla Madonna, che restava la più sublime delle creature, ma per mantenere salda la dottrina della Redenzione, operata soltanto in virtù del sacrificio di Gesù.

Se Maria fosse stata immacolata, se cioè fosse stata concepita da Dio al di fuori della legge dei peccato originale, comune a tutti i figli di Eva, ella non avrebbe avuto bisogno della Redenzione, e questa dunque non si poteva più dire universale. L'eccezione, in questo caso, non confermava la regola, ma la distruggeva.

Il francescano Giovanni Duns, detto Scoto perché nativo della Scozia, e chiamato il “Dottor Sottile”, riuscì a superare questo scoglio dottrinale con una sottile ma convincente distinzione. Anche la Madonna era stata redenta da Gesù, ma con una Redenzione preventiva, prima e fuori del tempo. Ella fu preservata dal peccato originale in previsione dei meriti del suo figlio divino. Ciò conveniva, era possibile, e dunque fu fatto.

Giovanni Duns Scoto morì sui primi del '300. Dopo di lui, la dottrina dell'Immacolata fece grandi progressi, e la sua devozione si diffuse sempre di più. Dal 1476, la festa della Concezione di Maria venne introdotta nel Calendario romano.

Sulle piazze d'Italia, predicatori celebri tessevano le lodi della Vergine immacolata: tra questi, San Leonardo da Porto Maurizio e San Bernardino da Siena, che con la sua voce arguta e commossa diceva ai Senesi: «Or mi di’: che diremo noi del cognoscimento di Maria essendo ripiena di Spirito Santo, essendo nata senza alcun peccato, e così sempre mantenendosi netta e pura, servendo sempre a Dio?».

Nel 1830, la Vergine apparve a Santa Caterina Labouré, la quale diffuse poi una “Medaglia Miracolosa” con l'immagine dell'Immacolata, cioè della “concepita senza peccato”. Questa medaglia suscitò un'intensa devozione, e molti Vescovi chiesero a Roma la definizione di quel dogma che ormai era nel cuore di quasi tutti i cristiani.

Così, l'8 dicembre 1854, Pio IX proclamava la “Donna vestita di sole” esente dal peccato originale, tutta pura, cioè Immacolata.

Fu un atto di grande fede e di estremo coraggio, che suscitò gioia tra i fedeli della Madonna, e indignazione tra i nemici del Cristianesimo, perché il dogma dell'Immacolata era una diretta smentita dei naturalisti e dei materialisti.

Ma quattro anni dopo, le apparizioni di Lourdes apparvero una prodigiosa conferma del dogma che aveva proclamato la Vergine “tutta bella”, “Piena di Grazia” e priva di ogni macchia del peccato originale. Una conferma che sembrò un ringraziamento, per l'abbondanza di grazie che dal cuore dell'Immacolata piovvero sull'umanità.

E dalla devozione per l'Immacolata ottenne immediata diffusione, in Italia, il nome femminile di Concetta, in Spagna quello di Concepción: un nome che ripete l'attributo più alto di Maria, “sine labe originali concepta”, cioè concepita senza macchia di peccato, e, perciò, Immacolata.

 

 
 
 

Auguri a Fabio e Alessia

Post n°120 pubblicato il 02 Settembre 2011 da BGelsomina
Foto di BGelsomina

 

Per Fabio e Alessia Sposi

 

Non potendo esservi vicini, vi giungano anche da lontano i nostri più sinceri auguri di felicità. Tutto ciò che non è possibile esprimere a voce  vi giunga con questo augurio,(che questo giorno segni l'inizio di una strada lunga e felice da percorrere assieme.)noi possiamo augurarvi tanta felicità. Il Signore vi benedica con ogni dono dal  cielo. Che il vostro cammino insieme possa durare tutta la vita.

                                                                                              Mario & Mina Scognamiglio

Civitavecchia  03 settembre 2011

 

 

 

 

 
 
 

"Le cose che ho imparato nella vita"

Post n°119 pubblicato il 18 Luglio 2011 da BGelsomina

   -Che non importa quanto sia buon a una persona, ogni tanto ti ferirà. E per questo, bisognerà che tu la perdoni.
-Che ci vogliono anni per costruire la fiducia e solo pochi secondi per
distruggerla.
-Che non dobbiamo cambiare amici, se comprendiamo che gli amici cambiano.
-Che le circostanze e l'ambiente hanno influenza su di noi, ma noi siamo
responsabili di noi stessi.
-Che, o sarai tu a controllare i tuoi atti, o essi controlleranno te.
-Ho imparato che gli eroi sono persone che hanno fatto ciò che era
necessario fare, affrontandone le conseguenze.
-Che la pazienza richiede molta pratica.
-Che ci sono persone che ci amano, ma che semplicemente non sanno come
dimostrarlo.
-Che a volte, la persona che tu pensi ti sferrerà il colpo mortale quando
cadrai, è invece una di quelle poche che ti aiuteranno a rialzarti.
-Che solo perché qualcuno non ti ama come tu vorresti, non significa che
non ti ami con tutto se stesso.
-Che non si deve mai dire a un bambino che i sogni sono
sciocchezze: sarebbe una tragedia se lo credesse.
-Che non sempre è sufficiente essere perdonato da qualcuno. Nella maggior
parte dei casi sei tu a dover perdonare te stesso.
-Che non importa in quanti pezzi il tuo cuore si è spezzato; il mondo non
si ferma, aspettando che tu lo ripari.
-Forse Dio vuole che incontriamo un po' di gente sbagliata prima di
incontrare quella giusta, così quando finalmente la incontriamo, sapremo
come essere riconoscenti per quel regalo.
-Quando la porta della felicità si chiude, un'altra si apre, ma tante
volte guardiamo così a lungo a quella chiusa, che non vediamo quella che è
stata aperta per noi.
-La miglior specie d'amico è quel tipo con cui puoi stare seduto in un
portico e camminarci insieme, senza dire una parola, e quando vai via senti
che è come se fosse stata la miglior conversazione mai avuta.
-È vero che non conosciamo ciò che abbiamo prima di perderlo, ma è anche
vero che non sappiamo ciò che ci è mancato prima che arrivi.
-Ci vuole solo un minuto per offendere qualcuno, un'ora per piacergli, e un
giorno per amarlo, ma ci vuole una vita per dimenticarlo.
-Non cercare le apparenze, possono ingannare.
-Non cercare la salute, anche quella può affievolirsi.

-Cerca qualcuno che ti faccia sorridere perché ci vuole solo un sorriso
per far sembrare brillante una giornataccia.
-Trova quello che fa sorridere il tuo cuore.
-Ci sono momenti nella vita in cui qualcuno ti manca così tanto che
vorresti proprio tirarlo fuori dai tuoi sogni per abbracciarlo davvero!
-Sogna ciò che ti va; vai dove vuoi; sii ciò che vuoi essere, perché hai
solo una vita e una possibilità di fare le cose che vuoi fare.
-Puoi avere abbastanza felicità da renderti dolce, difficoltà a
sufficienza da renderti forte, dolore abbastanza da renderti umano,
speranza sufficiente a renderti felice.
-Mettiti sempre nei panni degli altri. Se ti senti stretto, probabilmente
anche loro si sentono così.
-Le più felici delle persone, non necessariamente hanno il meglio di ogni
cosa; soltanto traggono il meglio da ogni cosa che capita sul loro cammino.
-L'amore comincia con un sorriso, cresce con un bacio e finisce con un the.
-Il miglior futuro è basato sul passato dimenticato, non puoi andare bene
nella vita prima di lasciare andare i tuoi fallimenti passati e tuoi
dolori.
-Quando sei nato, stavi piangendo e tutti intorno a te sorridevano.
Vivi la tua vita in modo che quando morirai, tu sia l'unico che sorride
e ognuno intorno a te piange.

Paulo Coelho

 

 

 
 
 

Un piccolo granello di sabbia

Post n°118 pubblicato il 18 Luglio 2011 da BGelsomina

Lo chiamano granello di sabbia. Ma lui non chiama se stesso né granello né sabbia. Fa a meno di un nome, generale o individuale, permanente, effimero, scorretto o appropriato. Del nostro sguardo e tocco non gli importa. Non si sente guardato e toccato. E che sia caduto sul davanzale è solo un’avventura nostra.... ..... "C'è un'ape che si posa su un bottone di rosa: lo succhia e se ne va... Tutto sommato, la felicità è una piccola cosa." (Trilussa)

 
 
 

[Pablo Picasso]

Post n°117 pubblicato il 18 Luglio 2011 da BGelsomina

Faccio sempre quello che non so fare per imparare a farlo”.

 

 
 
 

Compleanno di Mario 28-marzo 2011

Post n°116 pubblicato il 18 Luglio 2011 da BGelsomina

Quante cose sono accadute in questi mesi! Certamente me ne dimenticherò alcune, spero solo di riuscire a ricordare almeno le più importanti.

Innanzitutto Mario compie gli anni, prepareremo un bella festa in famiglia. Quanto lontano è il ricordo della beata gioventù “la solita festa tradizionale” abbiamo  organizzato tutto in famiglia Senza mezzi termini penso che sia stata più bella di tutte.  Abbiamo fatto il possibile  tutti  affinchè riuscisse bene la festa Ma diciamoci la verità: il compleanno con i parenti è bello, ma con gli amici ancora di più.

                                                                                                            

 
 
 

In Italia il 12 e il 13 giugno 2011 è necessario andare a votare.

Post n°115 pubblicato il 10 Giugno 2011 da BGelsomina

Si vota per un REFERENDUM che verte su tre punti importantissimi:

1 - NUCLEARE

2 - PRIVATIZZAZIONE DELL'ACQUA (questa è suddivisa in 2 quesiti, quindi 2 voti)

3 - LEGITTIMO IMPEDIMENTO.

Affinchè il referendum abbia effetto si deve raggiungere il 50% + 1 degli aventi diritto al voto. Quindi va diffusa la notizia.
Non tralasciare l'importanza di questo voto e rammenta il REFERENDUM è l'unico modo che hai per far sentire la tua voce e manifestare la tua volontà.

Quando si vota?
Domenica 12 giugno: dalle 8 alle 22;
Lunedì 13 giugno: dalle 7 alle 15.

Come si vota?
Siccome il referendum è abrogativo (annulla una legge) per annullare una legge si deve votare SI
Per mantenere una legge si deve votare NO

Quindi:
Se sei contrario al Nucleare, alla Privatizzazione dell'acqua e al Legittimo impedimento vota SI per dire NO.

Se sei favorevole vota NO per dire SI.

 

Ci tengo a pubblicare quindi aderire a questo msg, siamo noi cittadini che con l’unico strumento che abbiamo quale voto e referendum abbiamo il dovere di far cambiare le cose e non far prevalere i soliti interessi economici della cosiddetta cricca,ci son già stati parecchi sprechi…basta vedere striscia la notizia…..E IO PAGO!!!!DEVE FINIRE, uno scossone ai politici ci vuole proprio…..spero di non aver urtato chi la pensa diversamente da me.

 

 

 

 

 
 
 

150 Anni dell'unità d'Italia

Post n°114 pubblicato il 16 Marzo 2011 da BGelsomina

 

Sono orgogliosa di far parte di questo periodo storico 

 

 
 
 

Gesù mio amore

Post n°113 pubblicato il 06 Febbraio 2011 da BGelsomina

Gesù mio amore

E' bello averti qui sul mio cuore,

Gesù mio amore.

E’ bello averti qui, dolce amore.

Quando cala la sera parliamo noi due soli …

che magica atmosfera che c'e' questa sera.

Di colpo sento che mi ami

come non mi sono sentita amata mai.

Nell'aria c’è il tuo profumo,

Gesù mio amore.

Che fai? Te ne vai? No!

Gesù, amore mio cosi' non vale.

Resta sempre presente in me

Se il mondo fosse un angolo di cielo

non potresti nasconderti, perché ti troverei.

Ora so che mi ami

Gesù mio amore,

vola il mio respiro, ti cerca ti raggiunge,

ti prego non andare, dammi la tua mano,

Gesù mio dolce amore...

che grande amore mi dai

da quando ho te mi sento in paradiso.

 

 
 
 

Il tuo DIO

Post n°112 pubblicato il 06 Febbraio 2011 da BGelsomina

Con te in cammino"

Gelsomina!

Sono qui,che cammino con te;

che cammino dentro di te.

 Sono con te, nella tua strada,

nel tuo cuore, ed, ora, anche,nelle tue poesie.

Sono vivo, e tu lo sai,

 perché ogni volta che chiami,io sono con te,

 come sempre,sei tu che mi fai rivivere,

con la tua voce, le tue preghiere.

Gelsomina!

Resta, ancor oggi,

forte e serena;

prega ed ama.

Io sono qui:

io cammino,ininterrottamente,al tuo fianco.

Il tuo DIO

 
 
 

I MIEI PENSIERI

Post n°111 pubblicato il 28 Gennaio 2011 da BGelsomina

I miei pensieri

 

Uso i pensieri come filo sottile e rammendo pagine di vita.
Utilizzo le parole come bottoni per asole rifinite da storie ancora da scoprire, adopero i punti esclamativi come aghi per ricamare le mie iniziali su ricordi del passato, utilizzo ironia e sagacia come piccole forbici per scucire dolori, allungo orli alle giornate per nascondere vecchie cicatrici, i miei occhi sono luci notturne passate a imbastire abiti smessi. Come metro prendo i ricordi e misuro con il silenzio quanto tessuto di vita devo ancora tagliare. Costringo il domani ad essere ditale per non macchiarlo dalle paure dell'oggi. Il tempo è un lavoro di sartoria a volte grezzo altre fine di cucito, rammendo, ricamo e lascio tracce di gesso bianco sul tessuto di giorni scuri per non scordare domani quale taglio dare alla vita...

La fonte è...  profilo_femminile

 
 
 

Dai discorsi di San Leone Magno (Papa)

Post n°110 pubblicato il 06 Gennaio 2011 da BGelsomina

Il Signore ha manifestato in tutto il mondo la sua salvezza
La Provvidenza misericordiosa, avendo deciso di soccorrere negli ultimi tempi il mondo che andava in rovina, stabilì che la salvezza di tutti i popoli si compisse nel Cristo. Un tempo era stata promessa ad Abramo una innumerevole discendenza che sarebbe stata generata non secondo la carne, ma nella fecondità della fede: essa era stata paragonata alla moltitudine delle stelle perché il padre di tutte le genti si attendesse non una stirpe terrena, ma celeste. Entri, entri dunque nella famiglia dei patriarchi la grande massa delle genti, e i figli della promessa ricevano la benedizione come stirpe di Abramo, mentre a questa rinunziano i figli del suo sangue. Tutti i popoli, rappresentati dai tre magi, adorino il Creatore dell’universo, e Dio sia conosciuto in tutta la terra, perché ovunque in Israele sia grande il suo nome, celebriamo nella gioia dello spirito il giorno della nostra nascita e l’inizio della chiamata alla fede di tutte le genti. Ringraziamo Dio misericordioso che, ci ha liberati dal potere delle tenebre e ci ha trasferiti nel regno del suo Figlio. L’aveva annunziato Isaia: Il popolo dei Gentili, che sedeva nelle tenebre, vide una grande luce e su quanti abitavano nella terra tenebrosa una luce rifulse. Di essi ancora Isaia dice al Signore: Popoli che non ti conoscono ti invocheremo, e popoli che ti ignorano accorreranno a te. Abramo vide questo giorno e gioì. Gioì quando conobbe che i figli della sua fede sarebbero stati benedetti nella sua discendenza, cioè nel Cristo, e quando intravide che per la sua fede sarebbe diventato padre di tutti i popoli,diede gloria a Dio, pienamente convinto che quanto il Signore aveva promesso lo avrebbe attuato. Questo giorno cantava nei salmi David dicendo: «Tutti i popoli che hai creato verranno e si prostreranno davanti a te, o Signore, per dare gloria al tuo nome» e ancora: «Il Signore ha manifestato la sua salvezza, agli occhi dei popoli ha rivelato la sua giustizia» Tutto questo, lo sappiamo, si è realizzato quando i tre magi, chiamati dai loro lontani paesi, furono condotti da una stella a conoscere e adorare il Re del cielo e della terra. Questa stella ci esorta particolarmente a imitare il servizio che essa prestò, nel senso che dobbiamo seguire, con tutte le nostre forze, la grazia che invita tutti al Cristo. In questo impegno, miei cari, dobbiamo tutti aiutarci l’un l’altro. Risplenderemo così come figli della luce nel regno di Dio, dove conducono la retta fede e le buone opere.

 

 
 
 

Gesu'

Post n°109 pubblicato il 05 Gennaio 2011 da BGelsomina

 

 

 

 

Gesù mio

insegnami a non giudicare,

perché un giorno sarò giudicata da te.

Riempi il mio cuore di gioia e di pace.

Manda il tuo Santo Spirito

perché io possa fare sempre la tua volontà,

e testimoniarla.

 

5 gennaio 2011

 
 
 

Favole di bambina

Post n°108 pubblicato il 21 Dicembre 2010 da BGelsomina

Favole di bambina.

 

Io rammento, con un pò di nostalgia,

le lunghe notti dell’Epifania

( Babbo Natale ancor non esisteva,

che nelle case dell’alta borghesia )

E nel ricordo, vivo come allora,

quel groppo d’ansia che premeva il cuore

e gli occhi ti faceva spalancare

nel buio, le pupille dilatate,

impensierita dalle birbonate

del giorno prima, poi dimenticate.

 

 

D’un tratto mi addormentavo

sognando… bambole, dolciumi e balocchi,

sotto un albero vero, imponente,

carico di luci e di festoni.

 

 

Nella realtà l’albero era finto e

striminzito, con l’anima di ferro,

i rami spogli,e un esile base

avvolto con carta  per dare

l’impressione di un vaso di coccio,

inesistente…

Il sogno è già svanito…

 

Peccato non si può tornare bambina, e

nel cuore far crescere ancora sogni e illusioni.

 

 
 
 

Natale di guerra

Post n°107 pubblicato il 21 Dicembre 2010 da BGelsomina

 

Natale di guerra

 Nel mondo ancora guerre, tante troppe

Filo spinato, cannoni, trincee…

Uomini che muoino stringendo un fucile.

 Pace fratelli …Pace

 Volano gli aerei,

e  sganciano bombe, non giocattoli,

e  voi bimbi non sorridete

non sognate abeti e doni.

 Perché?

 Le stelle stanotte indicano

la strada dell’Amore.

Oggi è giorno di festa,

di pace e speranza, perché Gesù Cristo

nasce per cancellare le guerre,

deponete le armi e abbracciatevi

in un grande giro tondo

che possa abbracciare tutto il mondo.

Pace fratelli …pace.

 

 
 
 

La storia del Presepe

Post n°106 pubblicato il 20 Dicembre 2010 da BGelsomina
Foto di BGelsomina

 La storia del Presepe... Fin dai primi secoli dell'era cristiana la nascita di Gesù, evento centrale della redenzione del genere umano, fu raffigurata a mezzo di affreschi, bassorilievi, incisioni, su pareti, sarcofagi e formelle inseriti in edifici del culto. Tali testimonianze sono numerosissime e anche molto interessanti perchè l'evoluzione della loro iconografia interesserà anche lo sviluppo del presepe. Nel corso dei secoli il termine presepe (oppure presepio, oppure  greppia, mangiatoia e poi per traslato, stalla, grotta) è stato attribuito via via soltanto alle rappresentazioni plastiche a tutto tondo sia della sola scena della Natività sia di quelle che nel corso dei secoli, sono state aggiunte quali l'Adorazione dei pastori, l'Adorazione dei Magi, l'Annuncio ai pastori, ecc. Ma nessun reperto o testimonianza scritta ci è giunta di opere della Natività fino alla meta del XIII secolo. D'altra parte una sorta di embrione del presepe può essere individuata nelle "tettoie" di legno rette da tronchi d'albero che già Papa Liberio (352 - 355) fece erigere a Roma nella Basilica detta appunto "S. Maria ad praesepe" e che oggi è nota come Santa Maria Maggiore. Dunque una tettoia retta da tronchi d'albero, quasi lo schema essenziale di una stalla, posta davanti ad un altare presso il quale, il 24 dicembre di ogni anno veniva celebrata la Messa di mezzanotte. Altre "tettoie" furono erette in altre Chiese, a Roma (S. Maria in Trastevere), a Napoli nella chiesa detta di S. Maria della Rotonda e certamente in altre chiese di altre città. Si sa pure che Papa Gregorio II (731 - 734) fece sistemare sotto la tettoia di S. Maria Maggiore una statua d'oro della Madonna con il Bambino e che anche in altre chiese furono collocati sotto tali tettoie affreschi o statue che ricordavano il Sacro Evento. E' tradizione solo poeticamente e devozionalmente accettabile che "l'invenzione" del presepe sia di S. Francesco nella Santa notte di Greccio del 1223. Il presepe non ha data precisa di "nascita" ma si è andato formando attraverso un insieme di usi, tradizioni, costumi, addobbi, quadri nelle chiese e sacre rappresentazioni. Il primo presepe con personaggi è del 1283, e fu scolpito da Arnolfo di Cambio su committenza di Papa Onorio IV. É un'opera poderosa della quale rimangono certamente scolpite da Arnolfo, solo cinque statue. Il miracolo di Greccio ebbe certamente vasta risonanza e potrebbe aver stimolato l'allestimento di presepi. É senza dubbio che fu l'Ordine Francescano che ne favorì il diffondersi. A Napoli dove i Francescani furono protetti dagli Angioini e fondarono conventi, il primo presepe ligneo fu donato dalla Regina Sancia, nel 1340 alle Clarisse: ne è giunta a noi solo la Madonna, giacente. Mentre in altre località italiane le Natività sono quasi tutte a bassorilievo a Napoli saranno numerosi i presepi a statue monumentali, ieratiche, opera di un unico artista ad uso quasi esclusivo di chiese. Nel corso del '500, mentre si intravedevano segni forieri di movimenti riformistici della cristianità , si verificò in tutta Italia un intensa e artisticamente valida produzione di presepi, quasi tutti per la chiesa. In Piemonte e in Lombardia, sacre rappresentazioni con statue in pietra a grandezza naturale e con scenografia saranno costruite nei Sacri Monti di Varallo  e Varese; nel Duomo di Modena esiste tuttora il bellissimo presepe in terracotta di Antonio Bagarelli (1527) oltre quello di Guido Mazzoni detto "Il presepe della pappa"; nelle Marche a Piobbico (Urbino) - riprodotto dalle Poste italiane in un francobollo qualche anno fa - e in Urbino stessa sono custoditi due splendidi presepi dello scultore Federico Brandani; a Faenza in quel secolo vennero prodotti in ceramica colorata "calamari a presepe"; a Leonessa (Rieti) "figulini" abruzzesi plasmarono un monumentale presepe con ventisei statue, animali e cavalli; in Puglia, ad opera dello scultore Stefano da Putignano, sorgeranno in chiese di varie località  presepi con statue scolpite in pietra, ambientati in grotte costruite con rocce naturali. A Napoli lo scultore rinascimentale Giovanni Marigliano (Giovanni da Nola) creò per varie chiese splendidi presepi anche con elementi paesistici, con statue lignee policrome, a grandezza naturale e tuttora si ammirano cinque statue residue del presepe commissionatogli da Jacopo Sannazzaro in occasione della pubblicazione del suo poema: "De partu Virginis". S. Gaetano da Thiene, fondatore dei Chierici Teatini, giunto a Napoli nel 1534, avendo il culto del presepe, ne incrementò la costruzione e specie i monasteri femminili fecero a gara per possedere il più bel presepe. Le statue erano lignee e con occhi di vetro. Alla fine del '500, in pieno clima controriformistico i Francescani, Teatini e, dopo poco, gli Scolopi, al fine di alimentare e incrementare sempre di più la fede, la pietà popolare, anche essi favorirono la diffusione del presepe. Si sviluppo così il presepe napoletano barocco che fu detto anche mobile perchè veniva smontato e ricostruito ogni anno. Le monumentali statue di creta furono sostituite da manichini in legno, scolpiti da valenti artisti; essi per i giunti a snodo potevano essere variamente atteggiati, erano di altezza inferiore, avevano parrucche, occhi di vetro, parti nude policromate. Assumono ora, carattere importante la scenografia, la prospettiva e le lampade, specchi e lamiere riflettenti e finti damaschi dietro i quali essi erano celati, inquadravano il presepe come una scena teatrale. Oltre ai personaggi tradizionali, compaiono gradualmente, scene o spunti laici che nulla hanno a che fare col sacro Evento: il mercato, la fontana, il cascinale, la taverna... Sono evidenti, dunque, i caratteri del barocco imperante: spettacolarità , senso del movimento, tendenza al naturalismo, a preferire la realtà circostante e non più i canoni liturgici e delle opere sacre ma quelli estetici del tempo. Innumerevoli furono gli scultori di importanti monumenti e statue che si dedicarono anche alla scultura, in legno, di tali manichini: Pietro Ceraso, Domenico Di Nardo, Giacomo Colombo, il quale, trasferitosi a Genova, dette poi impulso notevole alla produzione del presepe in Liguria. Contemporaneamente, sempre per effetto della Controriforma, per l'influsso del presepe d'arte napoletano, anche in Puglia e in Sicilia il presepe diventa "mobile" con statue di misura ridotta in terracotta, cartapesta, creta e cartapesta o addirittura materiali preziosi (corallo, oro in Sicilia).  Verso la fine del XVII secolo l'artista napoletano Michele Perrone, spinto dalla necessità di soddisfare una richiesta via via pi numerosa ed estesa, creò un manichino, di altezza inferiore a quello a snodo, con l'anima di filo di ferro dolce e ricoperto di stoppa e per il quale erano scolpiti in legno, soltanto la testa e gli arti. Fu un'innovazione importantissima perchè, consentendo estrema mobilità e duttilità di atteggiamento a ciascuna figura conferiva veridicità , naturalezza alla scena di cui faceva parte e creava l'avvio al presepe.  Fu il presepe napoletano del '700 come lo definì lo studioso Raffaello Causa nel suo "IL PRESEPE CORTESE": "... voce tipica della cultura artistica nella Napoli del Settecento... il presepe che diremo "cortese" per differenziarlo dal vecchio presepe di chiesa... si rivela esperienza mondana, sostanzialmente disincantata e laica, giuoco alla moda della corte, dell'aristocrazia e dei ricchi borghesi... disimpegno di lite cui si attendeva nelle ore sfaccendate del giorno..."La favola del presepe "cortese", espressione diretta di una società giunta al crepuscolo, si chiuse definitivamente con la partenza dei Borboni da Napoli. Nel corso dell'800, con l'ascesa della borghesia via via più folta ed attiva nasce il "pastore" (statua/figura) tutto di terracotta, di varia qualità e misura, accessibile a tutte le borse: il presepe così si rinnova e rispecchia una vita pullulante di interessi e di mestieri. Esso testimonia usi, costumi, tradizioni oggi scomparsi ed ai quali il nostro pensiero corre con un sorriso alquanto nostalgico.

 

 

 

 

 

 

 

 
 
 

Beato Vincenzo Romano

Post n°105 pubblicato il 20 Dicembre 2010 da BGelsomina
Foto di BGelsomina

 

Voglio raccontarvi le gesta di questo sacerdote, che pochi conoscono.

 

Beato Vincenzo Romano

 

Nacque a Torre del Greco (NA) il 3 giugno 1751, città marinara posta al centro del Golfo di Napoli, alle falde del Vesuvio, celebre per la sviluppatissima arte del corallo e per il gran numero di addetti alla navigazione.

Parroco per 33 anni (dal 1799 al 1831) dell’unica parrocchia che abbracciava l’intera popolazione di allora, la chiesa di Santa Croce oggi Basilica Pontificia. Studiò nel seminario diocesano di Napoli, ricevendo gli insegnamenti anche di s. Alfonso Maria de’ Liguori.

Ordinato sacerdote il 10 giugno 1775, svolse il suo apostolato per 20 anni nella natia Torre del Greco, dedicandosi a tutte le attività religiose e sociali che questo popoloso paese, posto all’estremo confine della Diocesi napoletana richiedeva, era tanto il suo zelo che meritò l’appellativo di “celebre faticatore”, assisté in particolare i tanti marinai torresi che navigavano per il mondo e le loro famiglie sempre in trepida attesa del loro ritorno non sempre certo.

Il 15 giugno 1794 una terribile eruzione del Vesuvio distrusse quasi completamente la città, compresa la chiesa di S. Croce, egli subito si dedicò alla difficile opera di ricostruzione materiale e morale sia della città che della chiesa, che volle più grande e più sicura.

Il “ministero della parola” e il “Vangelo della carità” sono le basi della sua attività pastorale, aveva una predicazione fluente, non ampollosa, facile a capirsi e i fedeli accorrevano ma soprattutto seguivano e mettevano in pratica ciò che ascoltavano.

La generosa gente di Torre del Greco ha sempre risposto positivamente alle sollecitazioni dei loro parroci, oggi come allora, ed è stata sempre un serbatoio continuo di vocazioni sacerdotali.

Sollecitò la recita del s. Rosario serale, scrisse un libretto per poter seguire meglio la celebrazione della s. Messa.. Alla ricerca di sempre nuovi metodi per avvicinare i fedeli, egli introduce a Torre la cosiddetta “sciabica”, una strategia missionaria tesa ad avvicinare con il crocifisso in mano, capannelli di persone o singoli passanti, improvvisando sul momento una predicazione, salvo poi ad accompagnarli se consenzienti alla più vicina chiesa od oratorio per pregare insieme.

Tiene scuola per i bambini, divisi in classi, nella sua casa. Si fa mediatore dei contrasti sorti fra gli armatori delle ‘coralline’ ed i marinai che affrontano i rischi e la fatica della pesca del corallo.

Gira con infaticabile zelo a sorprendere covi di delinquenti per smorzare i loro loschi intenti malavitosi. Cerca di riscattare i torresi caduti in schiavitù dei corsari barbareschi.

Ebbe la soddisfazione di vedere ultimata nel 1827, la costruzione della maestosa basilica, che ha ricevuto la visita di Pio IX nel 1849 e di Giovanni Paolo II nel 1990.

Morì santamente il 20 dicembre 1831, faro di esempio sacerdotale e pastorale per i parroci di Napoli e d’Italia. Il suo corpo riposa in una artistica urna nella stessa Basilica di s. Croce.

E’ stato beatificato il 17 novembre 1963 da Paolo VI.

La data di culto per la Chiesa universale è il 20 dicembre, mentre a Napoli e a Torre del Greco viene ricordato il 29 novembre.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
 
 
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