Creato da BGelsomina il 31/07/2009 |
Libera di esprimermi
Pensieri,Parole, Poesie,Emozioni.Il tutto vola sulle onde del mare,sulle ali del vento.
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Post n°124 pubblicato il 22 Marzo 2012 da BGelsomina
In questi giorni vivo una sensazione di stupore, gratificazione e felicità per quello che il Signore mi ha portata a fare nella mia vita con l’aiuto dello Spirito Santo. Ho iniziato la Tradizio, emozionante e sconvolgente; peccato però che adesso sento un'enorme responsabilità per i passi successivi che sto’ per fare e una paura tremenda perchè non so se riuscirò. Qua non parliamo di un lavoro, qua si tratta della mia vita, della grande possibilità del cambiamento. Ho 68 anni e ho sempre creduto di avere la mia vita nelle mie mani. Ora non più… ora seguo il mio cuore attratto dall’amore di Dio. Adesso sto per fare qualcosa di più grande, con l’aiuto dello Spirito Santo portare le meraviglie che il Signore fa a tutti quelli che lo cercano, andremo dai fratelli della parrocchia di Campo Dell’Oro, e potremo dire quanto il Signore ci ama tutti indistintamente buoni ho peccatori spiegare che il Signore non ci giudica se siamo peccatori ma ci ama e ci perdona come un padre perdona una marachella di suo figlio. Cerco di prendermi cura di me stessa, della mia anima, e di tutti quelli che il Signore vorrà affidarmi in questa prova. Sento una grande responsabilità e una grande paura. Adesso ho visto che posso fare cose molto semplici, e non, ma molto importanti per il mio domani, e per quei fratelli che avranno la bontà di ascoltare come il Signore può ridare la vista può aprire i nostri occhi alla luce, quella luce che ci indica la strada da seguire per vivere insieme a Gesù Cristo, non voglio più tornare indietro, sono sorpresa delle capacità che sto scoprendo in me, e tremo, sono agitata. Più avanti faremo la Reddizzio, dove in chiesa apertamente apriremo il cuore e sotto la croce professeremo la nostra conversione. La mente a volte può essere contorta. Quando ero nel buio soffrivo e mi lamentavo con Dio, ma da quando vedo la luce ho paura di guardarla. Il paradosso più grande della vita è di avere paura di se stessi, non affidandoci completamente al Signore, perchè tante volte non dobbiamo lottare contro il mondo intero, ma contro le nostre abitudini, le nostre debolezze, le nostre paure, i nostri idoli, i nostri peccati. Non posso aggiungere nulla. Vorrei solo sottolineare un passaggio per me fondamentale: non si deve più tornare indietro! Quando si riesce a intravedere anche solo un debole raggio di luce, la notte è finita, forse non riesco ancora a distinguere chiaramente le forme e i colori del giorno, ma è solo questione di tempo, la notte è ormai finita, vince la luce, vince la vita eterna….Mina |
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Post n°123 pubblicato il 20 Febbraio 2012 da BGelsomina
Nei miei pensieri vedo Te mio Dio, immagino i tuoi occhi che mi guardano e mi seguono...ascolto le tue parole d'amore per me... Tu le semini nel mio cuore, nel mare e nell’ oceano.. ma faticano a restare nel mio cuore… grido al vento il mio amore per te… ma sono soltanto parole le mie, parole che scavalcano colline e montagne...ma non ti dicono nulla... io te le ripeto e spero che finalmente queste escono dal mio cuore...io sono una goccia d'acqua...ma spero di diventare mare e oceano...vorrei essere un uccello e seguirti sempre...ma Tu.. sei il mio cacciatore ...mi fai librare in volo... per poi prendermi con Te, il mio ultimo pensiero sarà per te...resteranno i mari e gli oceani...le colline e le montagne...che hanno ascoltato insieme a Te tutte le mie tribolazioni terrene.. il vento le porterà e le ripeterà a Te da parte mia...le mie povere parole resteranno per sempre in questo mondo...non annegheranno mai...perchè l’amore non muore mai io sarò sempre presente per Te,Tu lo sai...e un giorno ti amerò come tu mi vuoi...Mina Cvecchia 20-2-2012
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Post n°122 pubblicato il 20 Febbraio 2012 da BGelsomina
Ai miei fratelli e sorelle della comunità neocatecumenale di Campo dell’oro di cui faccio parte…e della chiesa…Con umiltà mi rivolgo a voi, il nuovo anno è da poco cominciato, e abbiamo ripreso con più vigore le celebrazioni della Parola e dell’Eucarestia. Abbiamo vissuto il S. Natale con gioia nella parrocchia e nelle nostre famiglie, ora siamo pronti ad iniziare nuovamente il cammino e ad evangelizzare i fratelli meno fortunati di noi, perché non hanno ancora incontrato Dio, ha noi il Signore ci ha presi per mano e ci conduce con il suo amore dai più bisognosi, che poi altro non è che portare la parola di Dio a chi ci accoglie, e uno scambio di sentimenti tra persone sconosciute. Proponiamoci di conseguire tutt’insieme questa meta, che nella chiesa, ”che siamo anche noi” c’è un progetto di fede adulta nel passaggio alla reddizzio, che ci vede coinvolti tutti. Facciamo prevalere nel corso della nostra vita, il perdono e l’amore per i fratelli, così che qualsiasi strappo ci fosse lo affidiamo al Signore che tutto perdona e aiuta. L’asciamoci guidare dai nostri sacerdoti Don Pino e Don Luigi, ciao a tutti, Mina Cvecchia 20-2-2012
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Post n°121 pubblicato il 08 Dicembre 2011 da BGelsomina
Non memoria di un Santo, ricorre oggi: ma la solennità più alta e più preziosa di Colei che dei Santi è chiamata Regina. L'Immacolata Concezione di Maria è stata proclamata nel 1854, dal Papa Pio IX. Ma la storia della devozione per Maria Immacolata è molto più antica. Precede di secoli, anzi di millenni, la proclamazione del dogma che come sempre non ha introdotto una novità, ma ha semplicemente coronato una lunghissima tradizione. Già i Padri della Chiesa d'Oriente, nell'esaltare la Madre di Dio, avevano avuto espressioni che la ponevano al di sopra del peccato originale. L'avevano chiamata: "Intemerata, incolpata, bellezza dell'innocenza, più pura degli Angioli, giglio purissimo, germe non-avvelenato, nube più splendida del sole, immacolata". In Occidente, però, la teoria dell'immacolatezza trovò una forte resistenza, non per avversione alla Madonna, che restava la più sublime delle creature, ma per mantenere salda la dottrina della Redenzione, operata soltanto in virtù del sacrificio di Gesù. Se Maria fosse stata immacolata, se cioè fosse stata concepita da Dio al di fuori della legge dei peccato originale, comune a tutti i figli di Eva, ella non avrebbe avuto bisogno della Redenzione, e questa dunque non si poteva più dire universale. L'eccezione, in questo caso, non confermava la regola, ma la distruggeva. Il francescano Giovanni Duns, detto Scoto perché nativo della Scozia, e chiamato il “Dottor Sottile”, riuscì a superare questo scoglio dottrinale con una sottile ma convincente distinzione. Anche la Madonna era stata redenta da Gesù, ma con una Redenzione preventiva, prima e fuori del tempo. Ella fu preservata dal peccato originale in previsione dei meriti del suo figlio divino. Ciò conveniva, era possibile, e dunque fu fatto. Giovanni Duns Scoto morì sui primi del '300. Dopo di lui, la dottrina dell'Immacolata fece grandi progressi, e la sua devozione si diffuse sempre di più. Dal 1476, la festa della Concezione di Maria venne introdotta nel Calendario romano. Sulle piazze d'Italia, predicatori celebri tessevano le lodi della Vergine immacolata: tra questi, San Leonardo da Porto Maurizio e San Bernardino da Siena, che con la sua voce arguta e commossa diceva ai Senesi: «Or mi di’: che diremo noi del cognoscimento di Maria essendo ripiena di Spirito Santo, essendo nata senza alcun peccato, e così sempre mantenendosi netta e pura, servendo sempre a Dio?». Nel 1830, la Vergine apparve a Santa Caterina Labouré, la quale diffuse poi una “Medaglia Miracolosa” con l'immagine dell'Immacolata, cioè della “concepita senza peccato”. Questa medaglia suscitò un'intensa devozione, e molti Vescovi chiesero a Roma la definizione di quel dogma che ormai era nel cuore di quasi tutti i cristiani. Così, l'8 dicembre 1854, Pio IX proclamava la “Donna vestita di sole” esente dal peccato originale, tutta pura, cioè Immacolata. Fu un atto di grande fede e di estremo coraggio, che suscitò gioia tra i fedeli della Madonna, e indignazione tra i nemici del Cristianesimo, perché il dogma dell'Immacolata era una diretta smentita dei naturalisti e dei materialisti. Ma quattro anni dopo, le apparizioni di Lourdes apparvero una prodigiosa conferma del dogma che aveva proclamato la Vergine “tutta bella”, “Piena di Grazia” e priva di ogni macchia del peccato originale. Una conferma che sembrò un ringraziamento, per l'abbondanza di grazie che dal cuore dell'Immacolata piovvero sull'umanità. E dalla devozione per l'Immacolata ottenne immediata diffusione, in Italia, il nome femminile di Concetta, in Spagna quello di Concepción: un nome che ripete l'attributo più alto di Maria, “sine labe originali concepta”, cioè concepita senza macchia di peccato, e, perciò, Immacolata.
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Post n°120 pubblicato il 02 Settembre 2011 da BGelsomina
Per Fabio e Alessia Sposi
Non potendo esservi vicini, vi giungano anche da lontano i nostri più sinceri auguri di felicità. Tutto ciò che non è possibile esprimere a voce vi giunga con questo augurio,(che questo giorno segni l'inizio di una strada lunga e felice da percorrere assieme.)noi possiamo augurarvi tanta felicità. Il Signore vi benedica con ogni dono dal cielo. Che il vostro cammino insieme possa durare tutta la vita. Mario & Mina Scognamiglio Civitavecchia 03 settembre 2011
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Post n°119 pubblicato il 18 Luglio 2011 da BGelsomina
-Che non importa quanto sia buon a una persona, ogni tanto ti ferirà. E per questo, bisognerà che tu la perdoni.
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Post n°118 pubblicato il 18 Luglio 2011 da BGelsomina
Lo chiamano granello di sabbia. Ma lui non chiama se stesso né granello né sabbia. Fa a meno di un nome, generale o individuale, permanente, effimero, scorretto o appropriato. Del nostro sguardo e tocco non gli importa. Non si sente guardato e toccato. E che sia caduto sul davanzale è solo un’avventura nostra.... ..... "C'è un'ape che si posa su un bottone di rosa: lo succhia e se ne va... Tutto sommato, la felicità è una piccola cosa." (Trilussa) |
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Post n°117 pubblicato il 18 Luglio 2011 da BGelsomina
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Post n°116 pubblicato il 18 Luglio 2011 da BGelsomina
Quante cose sono accadute in questi mesi! Certamente me ne dimenticherò alcune, spero solo di riuscire a ricordare almeno le più importanti. Innanzitutto Mario compie gli anni, prepareremo un bella festa in famiglia. Quanto lontano è il ricordo della beata gioventù “la solita festa tradizionale” abbiamo organizzato tutto in famiglia Senza mezzi termini penso che sia stata più bella di tutte. Abbiamo fatto il possibile tutti affinchè riuscisse bene la festa Ma diciamoci la verità: il compleanno con i parenti è bello, ma con gli amici ancora di più.
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Post n°115 pubblicato il 10 Giugno 2011 da BGelsomina
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Post n°114 pubblicato il 16 Marzo 2011 da BGelsomina
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Post n°113 pubblicato il 06 Febbraio 2011 da BGelsomina
Gesù mio amore E' bello averti qui sul mio cuore, Gesù mio amore. E’ bello averti qui, dolce amore. Quando cala la sera parliamo noi due soli … che magica atmosfera che c'e' questa sera. Di colpo sento che mi ami come non mi sono sentita amata mai. Nell'aria c’è il tuo profumo, Gesù mio amore. Che fai? Te ne vai? No! Gesù, amore mio cosi' non vale. Resta sempre presente in me Se il mondo fosse un angolo di cielo non potresti nasconderti, perché ti troverei. Ora so che mi ami Gesù mio amore, vola il mio respiro, ti cerca ti raggiunge, ti prego non andare, dammi la tua mano, Gesù mio dolce amore... che grande amore mi dai da quando ho te mi sento in paradiso.
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Post n°112 pubblicato il 06 Febbraio 2011 da BGelsomina
Con te in cammino" Gelsomina! Sono qui,che cammino con te; che cammino dentro di te. Sono con te, nella tua strada, nel tuo cuore, ed, ora, anche,nelle tue poesie. Sono vivo, e tu lo sai, perché ogni volta che chiami,io sono con te, come sempre,sei tu che mi fai rivivere, con la tua voce, le tue preghiere. Gelsomina! Resta, ancor oggi, forte e serena; prega ed ama. Io sono qui: io cammino,ininterrottamente,al tuo fianco. Il tuo DIO |
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Post n°111 pubblicato il 28 Gennaio 2011 da BGelsomina
I miei pensieri
Uso i pensieri come filo sottile e rammendo pagine di vita. La fonte è... profilo_femminile |
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Post n°110 pubblicato il 06 Gennaio 2011 da BGelsomina
Il Signore ha manifestato in tutto il mondo la sua salvezza
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Post n°109 pubblicato il 05 Gennaio 2011 da BGelsomina
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Post n°108 pubblicato il 21 Dicembre 2010 da BGelsomina
Favole di bambina.
Io rammento, con un pò di nostalgia, le lunghe notti dell’Epifania ( Babbo Natale ancor non esisteva, che nelle case dell’alta borghesia ) E nel ricordo, vivo come allora, quel groppo d’ansia che premeva il cuore e gli occhi ti faceva spalancare nel buio, le pupille dilatate, impensierita dalle birbonate del giorno prima, poi dimenticate.
D’un tratto mi addormentavo sognando… bambole, dolciumi e balocchi, sotto un albero vero, imponente, carico di luci e di festoni.
Nella realtà l’albero era finto e striminzito, con l’anima di ferro, i rami spogli,e un esile base avvolto con carta per dare l’impressione di un vaso di coccio, inesistente… Il sogno è già svanito…
Peccato non si può tornare bambina, e nel cuore far crescere ancora sogni e illusioni.
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Post n°107 pubblicato il 21 Dicembre 2010 da BGelsomina
Natale di guerra Nel mondo ancora guerre, tante troppe Filo spinato, cannoni, trincee… Uomini che muoino stringendo un fucile. Pace fratelli …Pace Volano gli aerei, e sganciano bombe, non giocattoli, e voi bimbi non sorridete non sognate abeti e doni. Perché? Le stelle stanotte indicano la strada dell’Amore. Oggi è giorno di festa, di pace e speranza, perché Gesù Cristo nasce per cancellare le guerre, deponete le armi e abbracciatevi in un grande giro tondo che possa abbracciare tutto il mondo. Pace fratelli …pace.
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Post n°106 pubblicato il 20 Dicembre 2010 da BGelsomina
La storia del Presepe... Fin dai primi secoli dell'era cristiana la nascita di Gesù, evento centrale della redenzione del genere umano, fu raffigurata a mezzo di affreschi, bassorilievi, incisioni, su pareti, sarcofagi e formelle inseriti in edifici del culto. Tali testimonianze sono numerosissime e anche molto interessanti perchè l'evoluzione della loro iconografia interesserà anche lo sviluppo del presepe. Nel corso dei secoli il termine presepe (oppure presepio, oppure greppia, mangiatoia e poi per traslato, stalla, grotta) è stato attribuito via via soltanto alle rappresentazioni plastiche a tutto tondo sia della sola scena della Natività sia di quelle che nel corso dei secoli, sono state aggiunte quali l'Adorazione dei pastori, l'Adorazione dei Magi, l'Annuncio ai pastori, ecc. Ma nessun reperto o testimonianza scritta ci è giunta di opere della Natività fino alla meta del XIII secolo. D'altra parte una sorta di embrione del presepe può essere individuata nelle "tettoie" di legno rette da tronchi d'albero che già Papa Liberio (352 - 355) fece erigere a Roma nella Basilica detta appunto "S. Maria ad praesepe" e che oggi è nota come Santa Maria Maggiore. Dunque una tettoia retta da tronchi d'albero, quasi lo schema essenziale di una stalla, posta davanti ad un altare presso il quale, il 24 dicembre di ogni anno veniva celebrata la Messa di mezzanotte. Altre "tettoie" furono erette in altre Chiese, a Roma (S. Maria in Trastevere), a Napoli nella chiesa detta di S. Maria della Rotonda e certamente in altre chiese di altre città. Si sa pure che Papa Gregorio II (731 - 734) fece sistemare sotto la tettoia di S. Maria Maggiore una statua d'oro della Madonna con il Bambino e che anche in altre chiese furono collocati sotto tali tettoie affreschi o statue che ricordavano il Sacro Evento. E' tradizione solo poeticamente e devozionalmente accettabile che "l'invenzione" del presepe sia di S. Francesco nella Santa notte di Greccio del 1223. Il presepe non ha data precisa di "nascita" ma si è andato formando attraverso un insieme di usi, tradizioni, costumi, addobbi, quadri nelle chiese e sacre rappresentazioni. Il primo presepe con personaggi è del 1283, e fu scolpito da Arnolfo di Cambio su committenza di Papa Onorio IV. É un'opera poderosa della quale rimangono certamente scolpite da Arnolfo, solo cinque statue. Il miracolo di Greccio ebbe certamente vasta risonanza e potrebbe aver stimolato l'allestimento di presepi. É senza dubbio che fu l'Ordine Francescano che ne favorì il diffondersi. A Napoli dove i Francescani furono protetti dagli Angioini e fondarono conventi, il primo presepe ligneo fu donato dalla Regina Sancia, nel 1340 alle Clarisse: ne è giunta a noi solo la Madonna, giacente. Mentre in altre località italiane le Natività sono quasi tutte a bassorilievo a Napoli saranno numerosi i presepi a statue monumentali, ieratiche, opera di un unico artista ad uso quasi esclusivo di chiese. Nel corso del '500, mentre si intravedevano segni forieri di movimenti riformistici della cristianità , si verificò in tutta Italia un intensa e artisticamente valida produzione di presepi, quasi tutti per la chiesa. In Piemonte e in Lombardia, sacre rappresentazioni con statue in pietra a grandezza naturale e con scenografia saranno costruite nei Sacri Monti di Varallo e Varese; nel Duomo di Modena esiste tuttora il bellissimo presepe in terracotta di Antonio Bagarelli (1527) oltre quello di Guido Mazzoni detto "Il presepe della pappa"; nelle Marche a Piobbico (Urbino) - riprodotto dalle Poste italiane in un francobollo qualche anno fa - e in Urbino stessa sono custoditi due splendidi presepi dello scultore Federico Brandani; a Faenza in quel secolo vennero prodotti in ceramica colorata "calamari a presepe"; a Leonessa (Rieti) "figulini" abruzzesi plasmarono un monumentale presepe con ventisei statue, animali e cavalli; in Puglia, ad opera dello scultore Stefano da Putignano, sorgeranno in chiese di varie località presepi con statue scolpite in pietra, ambientati in grotte costruite con rocce naturali. A Napoli lo scultore rinascimentale Giovanni Marigliano (Giovanni da Nola) creò per varie chiese splendidi presepi anche con elementi paesistici, con statue lignee policrome, a grandezza naturale e tuttora si ammirano cinque statue residue del presepe commissionatogli da Jacopo Sannazzaro in occasione della pubblicazione del suo poema: "De partu Virginis". S. Gaetano da Thiene, fondatore dei Chierici Teatini, giunto a Napoli nel 1534, avendo il culto del presepe, ne incrementò la costruzione e specie i monasteri femminili fecero a gara per possedere il più bel presepe. Le statue erano lignee e con occhi di vetro. Alla fine del '500, in pieno clima controriformistico i Francescani, Teatini e, dopo poco, gli Scolopi, al fine di alimentare e incrementare sempre di più la fede, la pietà popolare, anche essi favorirono la diffusione del presepe. Si sviluppo così il presepe napoletano barocco che fu detto anche mobile perchè veniva smontato e ricostruito ogni anno. Le monumentali statue di creta furono sostituite da manichini in legno, scolpiti da valenti artisti; essi per i giunti a snodo potevano essere variamente atteggiati, erano di altezza inferiore, avevano parrucche, occhi di vetro, parti nude policromate. Assumono ora, carattere importante la scenografia, la prospettiva e le lampade, specchi e lamiere riflettenti e finti damaschi dietro i quali essi erano celati, inquadravano il presepe come una scena teatrale. Oltre ai personaggi tradizionali, compaiono gradualmente, scene o spunti laici che nulla hanno a che fare col sacro Evento: il mercato, la fontana, il cascinale, la taverna... Sono evidenti, dunque, i caratteri del barocco imperante: spettacolarità , senso del movimento, tendenza al naturalismo, a preferire la realtà circostante e non più i canoni liturgici e delle opere sacre ma quelli estetici del tempo. Innumerevoli furono gli scultori di importanti monumenti e statue che si dedicarono anche alla scultura, in legno, di tali manichini: Pietro Ceraso, Domenico Di Nardo, Giacomo Colombo, il quale, trasferitosi a Genova, dette poi impulso notevole alla produzione del presepe in Liguria. Contemporaneamente, sempre per effetto della Controriforma, per l'influsso del presepe d'arte napoletano, anche in Puglia e in Sicilia il presepe diventa "mobile" con statue di misura ridotta in terracotta, cartapesta, creta e cartapesta o addirittura materiali preziosi (corallo, oro in Sicilia). Verso la fine del XVII secolo l'artista napoletano Michele Perrone, spinto dalla necessità di soddisfare una richiesta via via pi numerosa ed estesa, creò un manichino, di altezza inferiore a quello a snodo, con l'anima di filo di ferro dolce e ricoperto di stoppa e per il quale erano scolpiti in legno, soltanto la testa e gli arti. Fu un'innovazione importantissima perchè, consentendo estrema mobilità e duttilità di atteggiamento a ciascuna figura conferiva veridicità , naturalezza alla scena di cui faceva parte e creava l'avvio al presepe. Fu il presepe napoletano del '700 come lo definì lo studioso Raffaello Causa nel suo "IL PRESEPE CORTESE": "... voce tipica della cultura artistica nella Napoli del Settecento... il presepe che diremo "cortese" per differenziarlo dal vecchio presepe di chiesa... si rivela esperienza mondana, sostanzialmente disincantata e laica, giuoco alla moda della corte, dell'aristocrazia e dei ricchi borghesi... disimpegno di lite cui si attendeva nelle ore sfaccendate del giorno..."La favola del presepe "cortese", espressione diretta di una società giunta al crepuscolo, si chiuse definitivamente con la partenza dei Borboni da Napoli. Nel corso dell'800, con l'ascesa della borghesia via via più folta ed attiva nasce il "pastore" (statua/figura) tutto di terracotta, di varia qualità e misura, accessibile a tutte le borse: il presepe così si rinnova e rispecchia una vita pullulante di interessi e di mestieri. Esso testimonia usi, costumi, tradizioni oggi scomparsi ed ai quali il nostro pensiero corre con un sorriso alquanto nostalgico.
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Post n°105 pubblicato il 20 Dicembre 2010 da BGelsomina
Voglio raccontarvi le gesta di questo sacerdote, che pochi conoscono.
Beato Vincenzo Romano
Nacque a Torre del Greco (NA) il 3 giugno 1751, città marinara posta al centro del Golfo di Napoli, alle falde del Vesuvio, celebre per la sviluppatissima arte del corallo e per il gran numero di addetti alla navigazione. Parroco per 33 anni (dal 1799 al 1831) dell’unica parrocchia che abbracciava l’intera popolazione di allora, la chiesa di Santa Croce oggi Basilica Pontificia. Studiò nel seminario diocesano di Napoli, ricevendo gli insegnamenti anche di s. Alfonso Maria de’ Liguori. Ordinato sacerdote il 10 giugno 1775, svolse il suo apostolato per 20 anni nella natia Torre del Greco, dedicandosi a tutte le attività religiose e sociali che questo popoloso paese, posto all’estremo confine della Diocesi napoletana richiedeva, era tanto il suo zelo che meritò l’appellativo di “celebre faticatore”, assisté in particolare i tanti marinai torresi che navigavano per il mondo e le loro famiglie sempre in trepida attesa del loro ritorno non sempre certo. Il 15 giugno 1794 una terribile eruzione del Vesuvio distrusse quasi completamente la città, compresa la chiesa di S. Croce, egli subito si dedicò alla difficile opera di ricostruzione materiale e morale sia della città che della chiesa, che volle più grande e più sicura. Il “ministero della parola” e il “Vangelo della carità” sono le basi della sua attività pastorale, aveva una predicazione fluente, non ampollosa, facile a capirsi e i fedeli accorrevano ma soprattutto seguivano e mettevano in pratica ciò che ascoltavano. La generosa gente di Torre del Greco ha sempre risposto positivamente alle sollecitazioni dei loro parroci, oggi come allora, ed è stata sempre un serbatoio continuo di vocazioni sacerdotali. Sollecitò la recita del s. Rosario serale, scrisse un libretto per poter seguire meglio la celebrazione della s. Messa.. Alla ricerca di sempre nuovi metodi per avvicinare i fedeli, egli introduce a Torre la cosiddetta “sciabica”, una strategia missionaria tesa ad avvicinare con il crocifisso in mano, capannelli di persone o singoli passanti, improvvisando sul momento una predicazione, salvo poi ad accompagnarli se consenzienti alla più vicina chiesa od oratorio per pregare insieme. Tiene scuola per i bambini, divisi in classi, nella sua casa. Si fa mediatore dei contrasti sorti fra gli armatori delle ‘coralline’ ed i marinai che affrontano i rischi e la fatica della pesca del corallo. Gira con infaticabile zelo a sorprendere covi di delinquenti per smorzare i loro loschi intenti malavitosi. Cerca di riscattare i torresi caduti in schiavitù dei corsari barbareschi. Ebbe la soddisfazione di vedere ultimata nel 1827, la costruzione della maestosa basilica, che ha ricevuto la visita di Pio IX nel 1849 e di Giovanni Paolo II nel 1990. Morì santamente il 20 dicembre 1831, faro di esempio sacerdotale e pastorale per i parroci di Napoli e d’Italia. Il suo corpo riposa in una artistica urna nella stessa Basilica di s. Croce. E’ stato beatificato il 17 novembre 1963 da Paolo VI. La data di culto per la Chiesa universale è il 20 dicembre, mentre a Napoli e a Torre del Greco viene ricordato il 29 novembre.
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DICHIARAZIONE
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Inviato da: Maurizio Spagna
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