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Stamattina sono andata a fare quella che io chiamo "spesona" e così, munita di quattro capienti borse, sono salita sulla mia splendida macchina. Sembra un semplice kangoo ma io e le mie bimbe lo nominiamo proprio come se anzichè il modello quello fosse il suo nome.., beh lo abbiamo un pò personificato! D'altronde ci sono finti gatti che miagolano e fanno pipì cui viene dato un nome... e mi sembra il minimo che anche kangoo abbia diritto ad un pò di considerazione. kangoo è stato magico per me da quando sono nate le mie pupattole. Non immaginate la comodità di poter mettere nel bagagliaio il passeggino senza doverlo neppure chiudere, oppure di mettere la spesa dal carrello alla macchina mentre piove a dirotto e si è circondate da due pargole di cui una arrampicata a mò di scimmia e l'altra nel marsupio. Che ricordi! Ora le mie pupe hanno 5 e mezzo e 7 anni ma quando ripenso a quand'erano piccine è inevitabile pensare, oltre alle cose belle, anche a tutte le difficoltà. Ehm... ma il post non volevo scriverlo su questo.. cavolo comincio ad assomigliare a mio padre che mi racconta le cose di una volta... Riprendiamo la retta via. Stamattina, arrivata al parcheggio del centro commerciale vicino a casa, ho fiduciosamente cercato parcheggio. Fiduciosamente perchè credo e cerco di applicare a mio favore la legge di attrazione; per cui ero sicura di trovarlo. Avendo fatto anche yoga ieri sera ero ancora più sicura di trovarlo dato che la mia mente era ben pronta a visualizzare un parcheggio libero pronto ad attendermi. Invece no. Ad attendere sono stata io! E venti minuti! Non è stato vano: ho osservato, ascoltato, sorriso, corrucciato la fronte, annusato l'aria. Le persone oggi vivono in una frenesia allucinante. Dico le persone perchè ho imparato l'inutilità di tale frenesia ed ho pure scoperto quanto sia possibile vivere senza quell'agitazione continua. Se prendi la vita e te stesso in un modo "diverso" riesci ugualmente a fare ciò che devi (sul verbo dovere ci andrebbe un post a parte... ci penserò..) e con molte probabilità meglio. D'altronde la vita è un punto di vista, o no? Tornando a stamane, ad un certo punto due signori stavano quasi per azzuffarsi per un parcheggio , altre due signore si sono praticamente insultate ed io ero lì ad osservare quelle impazienti macchinine che sembravano formiche. Osservavo i volti delle persone anche all'interno del supermercato ed era triste constatare come la situazione del parcheggio si ripeteva alla cassa, o alla coda dell banco gastronomia.. Non esiste quasi più la gentilezza, il sorriso vero, il contatto umano. E' stato bello però notare che qualcuno ancora ci prova ad essere gentile... peccato che dall'altra parte spesso ci sia qualcuno cui tale gentilezza pare troppo gratuita per essere tale e paradossalmente si convinca che debba essere motivata da qualche segreto opportunismo. Forse ha ragione Mauro Corona che in una recente intervista ha detto :"Per salvare l'uomo ci vorrebbe la miseria". Ho fatto la mia spesa e dopo i miei due piani di scale con quattro borsone in mano ho rispreso fiato e mi sono guardata allo specchio: che bello vedere che i tratti del mio viso non erano tesi e duri come quelli delle persone che ho incontrato in mattinata. Ho sorriso allo specchio e a me stessa perchè scoprire di amarsi e rinnovare l'amore per se stessi non è sempre facile... ;-) Un sorriso a chi passa.
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Ma non era di questo che si parlava, penso che l’evoluzione delle città e dei luoghi di incontro sia sempre più dettata da regole economiche molto spesso lontane dalle esigenze squisitamente umane. I grandi centri commerciali hanno cancellato le piccole botteghe dei fornai, dove potevi decidere non solo della qualità del prodotto, ma anche quella del negoziante. Dove i piccoli spazi disponibili ricordavano di più le pareti domestiche, invece delle aree immense e delle folle popolose che ne usufruiscono. La cosa paradossale è che si vive un culto efficientistico del tempo, che costringe a sentire una fretta terribile, per poi ritrovarsi dentro a momenti di noia. Oltre che il sorriso si è persa l’arte della pazienza, che produce frutti altrettanto saporiti.
C’è da dire delle buone virtù che sono comunque contagiose, risulta difficile coltivare la sgarberia di fronte alla comprensione e l’impazienza davanti alla cortesia; ad un sorriso allo specchio poi, come può non corrispondere un sorriso altrettanto bello? Un saluto sorridente :)