Affidiamo le nostre vite
solo a coloro che conoscono
il peso della farfalla
e la formula delle coincidenze.
Se vi aspettate che qui ci si
accontenti di qualcosa di meno,
la nostra lingua rimarrà
per voi sconosciuta,
come il silenzio perfetto della neve
o il suono invisibile
delle pietre che cantano.
Susanna Parigi - Liquida
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QUOTIDIANITA' E FILO CONDUTTORE
Post n°97 pubblicato il 04 Marzo 2012 da bisiacaquasidoc
Spesso mi capita che i fatti che vivo nella quotidianità non vadano di pari passo al mio stato interiore. Come è accaduto ieri. A un incrocio, sulle pedonali, ho visto un mio coetaneo (40 anni) che so essere ammalato di cancro in fase avanzata. Al di là delle difese che ciascuno si costruisce quando entra in determinate relazioni, come, nel mio caso, utente/infermiera (e parlo da entrambe le parti), vi è poi un aspetto che oserei definire più reale, in cui ciascuno fa i conti con se stesso quando è da solo. E i miei occhi hanno visto ieri in quella figura forse proprio questo aspetto. Non ho potuto evitare di chiedermi cosa farei io al suo posto. Mi rendo conto di non avere risposte, ma in ogni caso le mie supposizioni non appartengono a questo mio blog. Ho incrociato in libreria una fioraia che conosco da molti anni. Portava una pianta ai proprietari, forse per la recente ristrutturazione della libreria. Un saluto veloce, di circostanza, ma con un sorriso su entrambi i volti. Suo figlio si suicidò uno o due anni fa impiccandosi. Certi argomenti sono intoccabili. E certe difese non vanno divelte. Ho visto una persona a me carissima tornare nella sofferenza fisica acuta. Ha dolori molto forti, almeno quanto la sua testardaggine... Oggi è il primo anniversario della morte di suo fratello, il suo migliore amico. Si chiude in sè, ma a suo modo chiede aiuto. Ora chiudo questo post e vado a trovarlo.
Ecco, ancora mi ritrovo a chiedermi quale sia il senso di queste sofferenze. che messaggio vogliono mandarci, cosa vogliono farci capire. Forse qualcuno dirà che è inutile cercare un senso e, chissà, forse è proprio così, ma non riesco a credere che nulla abbia un senso in questa vita. E non voglio crederlo, perchè la mia esperienza mi ha insegnato che la vita (o come si voglia chiamarla) risponde sempre ai tuoi interrogativi, ma solo quando sei pronto a sentire la risposta... (e già solo per questo ci vorrebbe un post dedicato...) Ecco dunque che il filo conduttore del mio ieri sono stati questi pensieri, mentre facevo la spesa, correvo al negozio di biciclette con mio figlio, a compragli i jeans, a mangiare un gelato e altre mille cose. Sono questi pensieri, il leggere in questo modo certe realtà degli altri, che mi portano a riflettere su quanta ricchezza ho nelle mie mani e sul fatto che a volte la dò per scontata... tra tutte le faccende della mia quotidianità...
Bisiaca doc |
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