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Il pianista sull'oceano

Post n°974 pubblicato il 06 Novembre 2009 da Writer_lady

"Quando ero piccola e ricevevo regali, le nonne, le zie, anche mia madre, dicevano che io "non davo soddisfazione". La verità era l'opposto: io sentivo un'emozione profonda perché qualcuno che non ero io stessa pensava a me, e proteggevo quest'emozione." (Valeria Parrella, Lo spazio bianco)

  

Ho ricevuto un regalo dentro un pacco colorato.

Un’occasione di raccontare una storia diversa senza cercare sempre il male intorno.

(Dio non mi ha fatto miope a caso, spero!)

Una melodia da un pianista sull'oceano che sa guidare la mia nave senza mai prendere il timone, ma assecondando le note secondo il mio respiro.

 

Beh...dicevo...il regalo: l’ho scartato trepida, leggendo che davvero può esserci qualcuno che si prende cura di me quando non so farlo io.

Quando sei piccola ci pensa mamma, magari sbagliando per carità, ma è lei a fare scelte per te, a pulirti, affettarti la carne, a svegliarti, ad aiutarti a fare i compiti.

Poi cresci e ti gettano nel mondo come fosse una conquista.

E un po’ diventa perdita. Tu lo senti chiaro e tondo quando cerchi qualcuno che ti capisca al volo, oltre il non detto. Quando aspiri a relazioni che ti facciano sentire importante.

Che sappiano cogliere il meglio che è in te.

Non sto dicendo “inventarlo”, ma, appunto invece “sottolinearlo”.

 

Sono stata per troppo tempo portata a dare ascolto alle mie intuizioni, ma solo a quelle che vibrassero d’allarme rosso in difesa. A tratti capita ancora.

Quando si sposta l’aria e annusi l’attacco. E per respingerlo, graffi o ti ritrai.

Talmente abituata a proteggere (chissà cosa poi di me…) da non capire che c’è anche chi si accosta con una mano che non chiede, ma dà. Che ti stringe e che ti scalda così, tanto per, perché sei tu e basta...

Si finisce sempre per essere ingiusti con chi si presenta con un tale regalo.

Se ci si costringe solo a dimostrare di dover meritare, si disimpara a ricevere.

E poi si tace per stupore davanti all'inatteso.

O per ignoranza forse.

 

D'altronde come si fa a comunicare quello che non si è ancora conosciuto?

 
 
 
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Un blog di: Writer_lady
Data di creazione: 06/11/2007