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Sequenze

Post n°976 pubblicato il 09 Novembre 2009 da Writer_lady

Per mia madre è il liquorino della sera, dopo cena, sul divano.

Zona di sicurezza: l’abitudine di sequenze ripetute.

 

Per me è la lista delle cose da fare: ore 7 sveglia dei bambini. 7 30 tutti fuori in macchina per scuola. In caso di febbre (38 e mezzo non meno!), 10 mm di tachipirina a 4 ore di distanza, non un minuto in più. La merenda alle 16 perché il range non può andare oltre le 16 e 30. Altrimenti si scivola nella “cena”.

Sigh!

 

A leggermi da fuori mi trovo ossessivo patetico esagerata.

Una di quelle persone piccine che non sanno applicare variabili al discorso.

E che cercano le orme in terra per camminarci sopra.

 

Non so i passi: disegnateli voi e io vi seguirò.

 

Però succede che certe situazioni ti destabilizzino al punto che, a volte, non sai neppure se sarai capace di respirare.

Entra in crisi ogni recesso dentro.

 

Ricordo per es. che cosa accadde quando nacque Alessandro: le infermiere zelanti ci insegnarono a mettere i pannolini ai piccoli, nella nursery. Loro li palleggiavano come fossero giocolieri. E vedevo anche le altre mamme destreggiarsi in due secondi.

Invece io restavo lì a chiedermi come non far cadere il bambino mentre staccavo una stupida linguetta adesiva. Operazioni meccaniche (pulisci intorno all’ombelico il moncone del cordone e forza un po’ perché cada)…mi parevano imprese titaniche.

 

Ogni giorno ti senti sotto processo. E ogni giorno in cerca di assoluzione.

 

E allora le sequenze ti imprigionano ma, al tempo stesso, ti vengono in soccorso.

Se conosco e ripeto…non potrò sbagliare.

E poi pagare.

 
 
 
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Un blog di: Writer_lady
Data di creazione: 06/11/2007