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"Questo diario è il mio kif, il mio hashish, la mia pipa d'oppio. E' la mia droga e il mio vizio. Invece di scrivere un romanzo, mi sdraio con questo libro e una penna e indulgo in rifrazioni e diffrazioni." . (Anais Nin)
Mi hanno chiuso tutte le porte astratte e necessarie,
Hanno abbassato le tende dal di dentro di ogni ipotesi che avrei potuto vedere dalla via. Non c'è nel vicolo trovato il numero di porta che mi hanno dato.
Mi sono svegliato alla stessa vita a cui mi ero addormentato.
(F. Pessoa)

E' molto, molto difficile mettere d'accordo cuore e cervello… Pensa che, nel mio caso, non si rivolgono nemmeno la parola.
(da "Crimini e misfatti" di W. Allen)
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Sequenze
Post n°976 pubblicato il 09 Novembre 2009 da Writer_lady
Per mia madre è il liquorino della sera, dopo cena, sul divano. Zona di sicurezza: l’abitudine di sequenze ripetute.
Per me è la lista delle cose da fare: ore 7 sveglia dei bambini. 7 30 tutti fuori in macchina per scuola. In caso di febbre (38 e mezzo non meno!), 10 mm di tachipirina a 4 ore di distanza, non un minuto in più. La merenda alle 16 perché il range non può andare oltre le 16 e 30. Altrimenti si scivola nella “cena”. Sigh!
A leggermi da fuori mi trovo ossessivo patetico esagerata. Una di quelle persone piccine che non sanno applicare variabili al discorso. E che cercano le orme in terra per camminarci sopra.
Non so i passi: disegnateli voi e io vi seguirò.
Però succede che certe situazioni ti destabilizzino al punto che, a volte, non sai neppure se sarai capace di respirare. Entra in crisi ogni recesso dentro.
Ricordo per es. che cosa accadde quando nacque Alessandro: le infermiere zelanti ci insegnarono a mettere i pannolini ai piccoli, nella nursery. Loro li palleggiavano come fossero giocolieri. E vedevo anche le altre mamme destreggiarsi in due secondi. Invece io restavo lì a chiedermi come non far cadere il bambino mentre staccavo una stupida linguetta adesiva. Operazioni meccaniche (pulisci intorno all’ombelico il moncone del cordone e forza un po’ perché cada)…mi parevano imprese titaniche.
Ogni giorno ti senti sotto processo. E ogni giorno in cerca di assoluzione.
E allora le sequenze ti imprigionano ma, al tempo stesso, ti vengono in soccorso. Se conosco e ripeto…non potrò sbagliare. E poi pagare.
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