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"Questo diario è il mio kif, il mio hashish, la mia pipa d'oppio. E' la mia droga e il mio vizio. Invece di scrivere un romanzo, mi sdraio con questo libro e una penna e indulgo in rifrazioni e diffrazioni." . (Anais Nin)
Mi hanno chiuso tutte le porte astratte e necessarie,
Hanno abbassato le tende dal di dentro di ogni ipotesi che avrei potuto vedere dalla via. Non c'è nel vicolo trovato il numero di porta che mi hanno dato.
Mi sono svegliato alla stessa vita a cui mi ero addormentato.
(F. Pessoa)

E' molto, molto difficile mettere d'accordo cuore e cervello… Pensa che, nel mio caso, non si rivolgono nemmeno la parola.
(da "Crimini e misfatti" di W. Allen)
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Post n°977 pubblicato il 10 Novembre 2009 da Writer_lady
C’è una signora mia coetanea o giù di lì, di 43 anni, tal Jill Price, con la sindrome ipermestica. Ha la memoria così prodigiosa che non scorda nulla. Le hanno chiesto cosa successe il 16 agosto 1977 e non ricorda solo che morì Elvis Presley, ma che fu passata una legge sulle tasse in California. Se poi le domandi chiarimenti sul 25 maggio dell’anno successivo, rammenta che cadde un aereo a Chicago e che invece il 30 Agosto del 1978 fu la prima volta in assoluto che portò l’auto a lavare… Alcuni eventi straordinari, altri del tutto anonimi. Forse significativi per lei però. Fatto sta che ricorda tanto. Troppo. Lei cataloga in testa. Ed archivia. Non cancella. Non sa creare l’oblio. A volte però secondo me scordare aiuta. Sradica traumi o li mette al calduccio in zone latenti dove diventano innocui per un po’. E non a caso esistono beta bloccanti utili a risolvere le paure legate ad esperienze infantili che comprometterebbero il vissuto di persone con problemi cardiaci. Io sto sempre lì a rimestare fra le zone del cervello che riesumano cadaveri. Particolari disordinati e sparsi, più connessi ad esperienze negative che a gioie in verità. E tanto mi piace fare il cancro ortodosso che con le chele procede all’incontrario, quanto però vorrei cancellare certi dati e far tabula rasa di alcuni soggetti. Non sempre è indifferenza il tratto del bianchetto. In qualche caso è sopravvivenza. Perché di ricordi son fatti molti passi, ma di certi pure si muore. In parte. Dentro. Anche in silenzio.
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Inviato da: LouMelinda
il 09/11/2011 alle 10:07
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