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"Questo diario è il mio kif, il mio hashish, la mia pipa d'oppio. E' la mia droga e il mio vizio. Invece di scrivere un romanzo, mi sdraio con questo libro e una penna e indulgo in rifrazioni e diffrazioni." . (Anais Nin)
Mi hanno chiuso tutte le porte astratte e necessarie,
Hanno abbassato le tende dal di dentro di ogni ipotesi che avrei potuto vedere dalla via. Non c'è nel vicolo trovato il numero di porta che mi hanno dato.
Mi sono svegliato alla stessa vita a cui mi ero addormentato.
(F. Pessoa)

E' molto, molto difficile mettere d'accordo cuore e cervello… Pensa che, nel mio caso, non si rivolgono nemmeno la parola.
(da "Crimini e misfatti" di W. Allen)
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Pezzetti di pezzettini ...
Post n°980 pubblicato il 13 Novembre 2009 da Writer_lady
C’è ancora la passione. Un po’ travestita ma c’è. Una l’ho trovata in un ragazzo venuto a parlare delle iniziative del Sermig di Torino, un gruppo che ha riattato un Arsenale e trasformato da luogo di Guerra in occasione di Pace. Una roba da “massimi sistemi” per combattere la Fame, iniziata mettendo insieme 50 centesimi a testa. O portando ognuno un mattone. Una goccia affiancata all’altra e credendoci … diventata mare. Io non sono più credente, l’ammetto. Ma, mentre lo sentivo infervorarsi davanti a 1000 studenti che magari lo prendevano in giro in cuor loro per la sua Fede e che però sono usciti silenziosamente turbati dopo il suo discorso,…ho capito che la passione non ha faziosità, colore, connotazione politica o religiosa. L’annusi e la riconosci. E non puoi non amarla, anche se appartiene a progetti diversi dai tuoi. Anche se caldeggia istanze di un altro mondo che con te sembra nulla abbia a che fare…
L’altra passione, una più piccola, personale, ma non meno nobile, l’ho riconosciuta in un vecchietto di 96 anni. Beltrame Carlo, chiamato Carlin, che ha fatto il carpentiere in Belgio per una decina di anni e poi in Italia, ma, andato in pensione, si annoiava. Così ha fabbricato con le sue mani tutto un paese in miniatura. La casa dal tetto al pianterreno. E dentro tutto: la camera con i letti e gli armadi, la cucina con la credenza, la stufa, il focolare. Rigorosamente in scala uno a dieci: la stalla, la latteria, la cantina, il mulino, l’osteria, le botteghe del fabbro, del falegname, del fornaio, la chiesa di Frisanco, con il suo campanile, il lavatoio, la fontana con l’acqua che zampilla e perfino i salami appesi sulla stanga.
Non so. Ma queste due persone mi hanno commosso. C’è gente che non blatera come me. C’è gente che costruisce cose. E parte da piccole toppe magari, da legnetti e da stoffe sfilacciate o da monetine. Poi fa un patchwork colorato mettendo insieme pezzetti di pezzettini. Cucendo tutto con l’entusiasmo di chi ha un sogno, piccolo o grande, non importa. E io so solo stare lì a guardare il fuoco degli altri che scalda e piega il metallo …
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