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"Questo diario è il mio kif, il mio hashish, la mia pipa d'oppio. E' la mia droga e il mio vizio. Invece di scrivere un romanzo, mi sdraio con questo libro e una penna e indulgo in rifrazioni e diffrazioni." . (Anais Nin)
Mi hanno chiuso tutte le porte astratte e necessarie,
Hanno abbassato le tende dal di dentro di ogni ipotesi che avrei potuto vedere dalla via. Non c'è nel vicolo trovato il numero di porta che mi hanno dato.
Mi sono svegliato alla stessa vita a cui mi ero addormentato.
(F. Pessoa)

E' molto, molto difficile mettere d'accordo cuore e cervello… Pensa che, nel mio caso, non si rivolgono nemmeno la parola.
(da "Crimini e misfatti" di W. Allen)
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Nina
Post n°984 pubblicato il 15 Novembre 2009 da Writer_lady
... Sai…l’abbraccio l’ho avuto. E caldo e forte. Come la cioccolata densa e scura corretta dalla morbidezza infiocchettata di una panna condivisa in un locale affollato, a metà Novembre, fra gente frettolosa in cerca di dolcezze da pasticceria. Lorenzo parlava e rideva. Entusiasta del caos di una Domenica un po’ fuori della monotonia autunnale. Nina pure scherzava. Io interrompevo con più domande di quanto lei potesse fronteggiare. E poi tacevo. Un silenzio che m’imbarazzava. E che ritmavo io, pensa che sciocca! Io sono un’orsa e do zampate scoordinate, manifestando poco di quello che mi ribolle dentro. C’era questa bell’anima davanti a me, sorridente e con il suo entusiasmo gioioso. Col suo viola impavido a spezzare ogni grigiore. E la sua voce che racconta l’amicizia come dono che soddisfa ogni sete. Ci siamo incontrate. Sì. Perché arriva il momento in cui le parole che pure tutti amiamo finiscono per dirti solo una parte della storia. L’altra la devi completare tu anche incastrando il tacco nei sampietrini o facendo rotolare la macchina fotografica per emozione. Io mi sentivo inadeguata. Mi capita sempre. Diciamo che sono paure che mi trascino dietro da una vita. E Nina mi ha detto che no, vado bene così. Che si capisce che sono agitata e non fredda. Che strano … sentire tanto e poi bloccarsi sulla soglia. Stare fermi per paura di sciupare. Ringraziare solo quando l’altro è sul treno e sono più le frasi che avresti voluto dire di quelle che sei riuscita a liberare dalla rete dei tuoi "chissà se posso, se devo, se non penserà...". Che strano questo interruttore che si chiama impaccio. Un boomerang su se stessi. Ho una scorza che sembra scontante freddezza e invece è paura. Ma Nina no. Nina l’ha piegata come il fuoco fa con il metallo, con il suo mondo colorato di lagrime travestite da risate. E ora sono a casa che mi stringo al petto mio figlio mentre mi ripete con il suo trillo quello che la mia voce si è detta in silenzio tutto il tempo: “Ninetta è simpatica, mamma … proprio l’amica giusta per te!” |


Inviato da: LouMelinda
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