SerendipityIn cerca di equilibrio e di un caldo abbraccio... |
IL MIO BLOG
"Questo diario è il mio kif, il mio hashish, la mia pipa d'oppio. E' la mia droga e il mio vizio. Invece di scrivere un romanzo, mi sdraio con questo libro e una penna e indulgo in rifrazioni e diffrazioni." . (Anais Nin)
Mi hanno chiuso tutte le porte astratte e necessarie,
Hanno abbassato le tende dal di dentro di ogni ipotesi che avrei potuto vedere dalla via. Non c'è nel vicolo trovato il numero di porta che mi hanno dato.
Mi sono svegliato alla stessa vita a cui mi ero addormentato.
(F. Pessoa)

E' molto, molto difficile mettere d'accordo cuore e cervello… Pensa che, nel mio caso, non si rivolgono nemmeno la parola.
(da "Crimini e misfatti" di W. Allen)
MENU
ULTIMI COMMENTI
I MIEI BLOG AMICI
- Caterina
- Chiara
- Luci
- PaperiNick
- Red Lady
- Ger
- Dolce
- Sonic
- Fatastrega
- Nefesh
- Kras
- LuceNera
- sfiorata.mente
- parlodime
- la mappa è il mondo
- CAOS CALMO Pipitola
- Wish
- Who am i?...SaM...
- Dadina!
- Miriam
- Abitandomi
- MisterGulp!
- Cindyli :
| « Dipendenze | Oxford lesson » |
Meta...fore...
Post n°1030 pubblicato il 25 Gennaio 2010 da Writer_lady
Mercoledì tocca alla dublinese Catherine Dunne e al suo At a time like this. Speriamo piaccia al mio uditorio. E’ un romanzo su quattro donne i cui vissuti s’intrecciano per 25 anni. Si direbbero amiche. Di fatto però ognuna mantiene sempre una stanza segreta anche con chi è più complice fra le altre. Non si denuda mai del tutto. Ecco, mi chiedevo…perché…? Non voglio per carità generalizzare, ma se penso ai miei rapporti con le colleghe, uff, mi accorgo che con loro per es. è tutto uno strano gioco a parlar per metafore. Spostiamo il cuore del discorso su esempi che finiscono per deviare sempre un po’ dal percorso. Come chi getta il sasso e fa cerchi sempre più grandi in acqua. E il sasso intanto va a fondo. Si allude molto, non si dice mai tutto però. Cos’è? Un modo per mantenere un margine di fuga? Un modo per colpire senza ferire? Per affermare ed eventualmente correggere? C’entra il fatto che quando ti senti giù non puoi vedere un’altra donna che consegue un successo perché sottolinea il tuo fallimento? E hai bisogno di far gruppo con un’altra per riportare la vincente a un livello in cui sia possibile il confronto? C’entra sempre questo bastardissimo bisogno di confronto? O quello di rassicurazione? |


Inviato da: LouMelinda
il 09/11/2011 alle 10:07
Inviato da: chiaracarboni90
il 10/10/2011 alle 10:45
Inviato da: TaciMaParlami
il 22/09/2011 alle 09:28
Inviato da: stradioto
il 14/09/2011 alle 12:28
Inviato da: lightdew
il 12/08/2011 alle 12:29