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"Questo diario è il mio kif, il mio hashish, la mia pipa d'oppio. E' la mia droga e il mio vizio. Invece di scrivere un romanzo, mi sdraio con questo libro e una penna e indulgo in rifrazioni e diffrazioni." . (Anais Nin)
Mi hanno chiuso tutte le porte astratte e necessarie,
Hanno abbassato le tende dal di dentro di ogni ipotesi che avrei potuto vedere dalla via. Non c'è nel vicolo trovato il numero di porta che mi hanno dato.
Mi sono svegliato alla stessa vita a cui mi ero addormentato.
(F. Pessoa)

E' molto, molto difficile mettere d'accordo cuore e cervello… Pensa che, nel mio caso, non si rivolgono nemmeno la parola.
(da "Crimini e misfatti" di W. Allen)
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La Standa
Post n°1038 pubblicato il 04 Febbraio 2010 da Writer_lady
Mi ricordo una bambina col grembiule bianco e il fiocco azzurro. Un pezzo di pizza al taglio e poi la Standa. Credevo fosse il paese dei balocchi: tanti reparti e bambole da guardare. Papà e il concentrato di pomodoro da aggiungere al sugo. Tempi di magra quando correggevi i pelati con qualcosa che sembrava dar corpo ai sapori. Mamma che comprava i Tresor della Pavesi. Peccato. Stamane leggo che la “casa degli Italiani” diverrà Billa a Marzo. Sfogliando il giornale, mi è parso il gusto delle madeleine e ho fatto un salto indietro col carrello della memoria. La Standa era un paese magico, quello del desiderio per gli occhi. Il paese del “guardare e non toccare”, quello del “se fai la brava, forse”. Nel suo reparto profumeria ho celebrato la mia iniziazione al mondo del make up. Il mio primo ombretto. Lì ho fatto il primo giro sulla “scala che si muove e tu stai ferma ferma che se no ti mangia i piedi”… Le rampe coi corrimano liquirizia erano il regno dell’oltretomba (“Smettila di chiedere”) o il Paradiso (“Ora mamma ti compra…”). Buste di plastica, quando non pensavamo che si potesse riciclare. Né che si dovesse. E ora l’insegna rossa la schiodano fra clacson impazienti e trambusto di gente che passa.. Come un teatro dismesso. Un altro pezzettino che si perde nelle cose che cambiano. E avevano per me sentore di buono.
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