Community
 
un.dolce.to...
   
Creato da un.dolce.tormento il 11/12/2011

BREAK MY BREATH

Quando farsi spezzare il respiro... è vita...

 

TEARS IN HEAVEN

 

ARCHIVIO MESSAGGI

 
 << Maggio 2012 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
  1 2 3 4 5 6
7 8 9 10 11 12 13
14 15 16 17 18 19 20
21 22 23 24 25 26 27
28 29 30 31      
 
 

DG VOICE

 

 

Giostra e meraviglia

Post n°140 pubblicato il 24 Maggio 2012 da un.dolce.tormento

(La giostra della vita - tecnica mista su tela )
.

Le giostre, non quelle di oggi luccicanti e colorate dei grandi parchi,
ma quelle old style di piccoli cavalli dai colori tenui
che ripetitivamente girano in tondo,
mi han sempre messo un pizzico di maliconia:
mi pare quasi doloroso quel continuo rigirare
attorno ad uno stesso asse, sempre uguale,
mai una variazione.

 

Eppure basta caricarle di bambini e quell’inutile girare
racchiude l’immensità della gioia,
in un cerchio che diventa d’ incanto.

 

E mi è venuta in mente, questa immensità,
per un frase che qualcuno oggi ha detto,
in modo così perfetto,
da rendere già adesso (ehmmm)
la giornata una meraviglia…

 

“Sarà anche solo un giro di giostra, ma tu li vedi lo stupore, la meraviglia e
 la sopraffazione della gioia dei bambini nello spazio di durata del “gettone”? 
Non troverò mai scuse per fermarmi se una cosa mi rende così felice”.

 
 
 

Volare...

Post n°139 pubblicato il 23 Maggio 2012 da un.dolce.tormento

 

 

Ci sono un sacco di sensazioni / desideri
che affollano la mente.

Stasera pensavo a cosa vorrei fare
per provare un’ebrezza particolare
(a parte scolare il rum  - se mai Tiff me ne lascia -
in preda alla sete dopo aver finito di  ingurgitare
una quantità non citabile, per decenza,  
di cioccolato fondente amaro e speziato).

Mi piacerebbe volare.

Mi han sempre fatto desistere da questo tentativo
di lanciarmi con il paracadute
facendo leva sui probabili orfanelli.

Effettivamente se non si apre potrebbero essere
cavoli amari, e ben più amari del cioccolato.

Stasera che ho le paLe che girano a vortice
l
’esperimento potrebbe riuscire
ma in modo contrario

in senso ascensionale.

Deve essere la mia occasione più unica che rara
se prendo quota, sta a vedere che conquisto fortunosamente
il paradiso! 

 

Ndr: Mi ha colpito molto il titolo dell'immagine che ho messo:


"Ciò che coltivi nel tuo cervello, fiorisce nel tuo corpo" 

 
 
 

Spogliatoio femminile :))

Post n°138 pubblicato il 22 Maggio 2012 da un.dolce.tormento

 

Cos’è il senso del pudore? Esiste? Credo di sì ma ha un perimetro molto ampio!

Devo trascurare quello per le proprie sensazioni, emozioni, sentimenti, tormenti, ove esserne gelosi, o darne sfogo, credo sia una personale, e di conseguenza, rispettabilissima decisione.

Dell’ ‘altro tipo’ parlarne mi sa quasi fuori tempo, considerata la ‘presa’ degli anti-proibizionisti e dei sostenitori tutto sommato di quell’ideologia “egoista” che prevede che ognuno, anche tra gli altri, possa fare quello che gli pare.

Apparentemente, comunque, ci spogliamo con una  naturalezza sempre maggiore, a condizione che di quella naturalezza poi non via siano troppe tracce: corpo perfetto, scolpito, depilato, in alcuni casi artefatto qua e là , insomma solo dopo uno sbattimento totale tra estetiste, dietologhe & Co (sperando di non diventare come mele troppo “lustre” senza sapore).

Esiste, mi chiedo, un equilibrio tra l’esibirsi e il nascondersi?

Dipende dal piacersi l’uno? Dipende dalle insicurezze l’altro?

Nel quotidiano trovo non sia “peccato” mettere il risalto le parti migliori di sé, se ce ne sono, con una scollatura a V, o che scopra le spalle, una gonna un po’ più corta, un pantalone un po’ più basso in vita, purchè ci si senta a proprio agio, nei limiti standard della decenza e lasciando che l’immaginazione altrui possa avere spazio per esprimersi senza rendere tutto scontato… come dire, chiudendo occhi e bocca agli stupidi guardoni.

Stasera, in altro luogo, tra spogliatoio e doccia della piscina, mi ponevo più o meno proprio quella domanda, osservando i diversi, strani, modi di comportarsi.

Dunque: c’è quella che entra in una specie di camerino isolato da una tenda con tanto di giacca, con tutto il borsone e si esprime là dentro:  non si sa come in un angusto spazio di 70x70 cm, riesca a fare il tutto e a ripercorrerlo, all’inverso, alla fine. C’è l’altra che si mette sopra tutto l’accappatoio e lavora là sotto con manovre di contorsionismo dubbio.  Poi quell’altra ancora che non fa nulla, troppo impegnata con il suo sguardo incollato a fissarmi insistentemente forse per riuscire a leggere la composizione dell’etichetta dell’intimo… seta, pizzo, o latta!

E quella che si spalma di niente vestita la sua crema idratante dopo la doccia sbattendo le sue chiappe che fanno provincia in faccia a me, alle prese con l’infilarmi le scarpe.

Ecco, personalmente, non credo di coltivare particolari vergogne, semplicemente non sto troppo lì a guardarmi intorno, mi comporto normalmente, faccio quel che devo fare e stop, ciao, alla prossima.

Gli uomini mi sanno, guarda caso, meno complicati, ma per accertarmene la prossima volta vado nello spogliatoio maschile a dare una controllata …

 

Forse come in tutti gli ambienti, come in ogni situazione, come in tutte le cose, dovrebbe solo valere la regola solita, spesso abbandonata, della giusta misura?!?

 
 
 

Che colpo!

Post n°137 pubblicato il 22 Maggio 2012 da un.dolce.tormento

 

 

Pensiamo e ripensiamo a quale sia la mossa giusta
non sempre per vincere un gioco,

ma semplicemente per trovare una soluzione
c
he ci faccia uscire da una "empasse".

Giorni? Ore? Intere manciate di minuti?

A volte penso quasi rassegnata che sia inutile…

Succede spesso che
la migliore la si trovi in un lampo.

Un colpo di genio

o un colpo di
culo fortuna.


(E non è una sega mentale! Ne ho appena avuto uno!
Della seconda specie, ovviamente  )

 
 
 

Da leggere :)

Post n°136 pubblicato il 20 Maggio 2012 da un.dolce.tormento

 

 

"... solo a 40 anni aveva finalmente capito che non c'era altra soluzione,
altra risposta che l'amore.

Proprio quello che gli aveva sempre ripetuto Ilena all'epoca della loro relazione.

Proprio quello a cui lui aveva sempre replicato "se fosse così facile... ".

E invece lo era.

Fuori si è alzato il vento.

Il temporale fa tremare i vetri e un battente si spalanca di colpo,
urtando un vaso di terracotta che cade sul pavimento, rompendosi.

In lontananza un cane abbaia e qualcuno grida qualcosa.

Loro due, però, se ne fregano dei cani, della gente e di ciò che accade fuori.

Più niente importa, se non l'ebbrezza di perdersi l'uno nell'altra,
la vertigine di scivolare in un baratro e il timore che quel legame si spezzi.

Adesso Ilena si aggrappa a tutto quello cui può aggrapparsi:
i suoi capelli, l'odore della sua pelle, il gusto delle sue labbra.

Benché il cuore le batta così forte da farle quasi male,
vorrebbe che quel momento non finisse mai.

Poi prova una sorta di vertigine, un senso di vuoto allo stomaco e qualcosa erompe in lei.
D'un tratto le pare di essere fuori del tempo, di non tocare più terra, di essere eterna.

Di essere proiettata molto lontano.

Chissà dove.

Altrove."

(Guillaume Musso - "Chi ama torna sempre indietro")

 
 
 
Successivi »
 

CHI PUņ SCRIVERE SUL BLOG

Solo i membri di questo Blog possono pubblicare messaggi e tutti gli utenti registrati possono pubblicare commenti.
 

ULTIMI COMMENTI

 
 

ULTIME VISITE AL BLOG

nomade_assenziotiffany2021maximilian_2010bbcocogek19660ocsurtein_alto_xanymalove69tecladgl6f_i_l_ogffggfxalx67Indomitus1acida.acido