BREAK MY BREATH
Quando farsi spezzare il respiro... è vita...
TEARS IN HEAVEN
DG VOICE
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Post n°140 pubblicato il 24 Maggio 2012 da un.dolce.tormento
(La giostra della vita - tecnica mista su tela ) Le giostre, non quelle di oggi luccicanti e colorate dei grandi parchi,
Eppure basta caricarle di bambini e quell’inutile girare
E mi è venuta in mente, questa immensità,
“Sarà anche solo un giro di giostra, ma tu li vedi lo stupore, la meraviglia e |
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Post n°139 pubblicato il 23 Maggio 2012 da un.dolce.tormento
Ci sono un sacco di sensazioni / desideri Deve essere la mia occasione più unica che rara
Ndr: Mi ha colpito molto il titolo dell'immagine che ho messo:
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Post n°138 pubblicato il 22 Maggio 2012 da un.dolce.tormento
Cos’è il senso del pudore? Esiste? Credo di sì ma ha un perimetro molto ampio! Devo trascurare quello per le proprie sensazioni, emozioni, sentimenti, tormenti, ove esserne gelosi, o darne sfogo, credo sia una personale, e di conseguenza, rispettabilissima decisione. Dell’ ‘altro tipo’ parlarne mi sa quasi fuori tempo, considerata la ‘presa’ degli anti-proibizionisti e dei sostenitori tutto sommato di quell’ideologia “egoista” che prevede che ognuno, anche tra gli altri, possa fare quello che gli pare. Apparentemente, comunque, ci spogliamo con una naturalezza sempre maggiore, a condizione che di quella naturalezza poi non via siano troppe tracce: corpo perfetto, scolpito, depilato, in alcuni casi artefatto qua e là , insomma solo dopo uno sbattimento totale tra estetiste, dietologhe & Co (sperando di non diventare come mele troppo “lustre” senza sapore). Esiste, mi chiedo, un equilibrio tra l’esibirsi e il nascondersi? Dipende dal piacersi l’uno? Dipende dalle insicurezze l’altro? Nel quotidiano trovo non sia “peccato” mettere il risalto le parti migliori di sé, se ce ne sono, con una scollatura a V, o che scopra le spalle, una gonna un po’ più corta, un pantalone un po’ più basso in vita, purchè ci si senta a proprio agio, nei limiti standard della decenza e lasciando che l’immaginazione altrui possa avere spazio per esprimersi senza rendere tutto scontato… come dire, chiudendo occhi e bocca agli stupidi guardoni. Stasera, in altro luogo, tra spogliatoio e doccia della piscina, mi ponevo più o meno proprio quella domanda, osservando i diversi, strani, modi di comportarsi. Dunque: c’è quella che entra in una specie di camerino isolato da una tenda con tanto di giacca, con tutto il borsone e si esprime là dentro: non si sa come in un angusto spazio di 70x70 cm, riesca a fare il tutto e a ripercorrerlo, all’inverso, alla fine. C’è l’altra che si mette sopra tutto l’accappatoio e lavora là sotto con manovre di contorsionismo dubbio. Poi quell’altra ancora che non fa nulla, troppo impegnata con il suo sguardo incollato a fissarmi insistentemente forse per riuscire a leggere la composizione dell’etichetta dell’intimo… seta, pizzo, o latta! E quella che si spalma di niente vestita la sua crema idratante dopo la doccia sbattendo le sue chiappe che fanno provincia in faccia a me, alle prese con l’infilarmi le scarpe. Ecco, personalmente, non credo di coltivare particolari vergogne, semplicemente non sto troppo lì a guardarmi intorno, mi comporto normalmente, faccio quel che devo fare e stop, ciao, alla prossima. Gli uomini mi sanno, guarda caso, meno complicati, ma per accertarmene la prossima volta vado nello spogliatoio maschile a dare una controllata …
Forse come in tutti gli ambienti, come in ogni situazione, come in tutte le cose, dovrebbe solo valere la regola solita, spesso abbandonata, della giusta misura?!? |
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Post n°137 pubblicato il 22 Maggio 2012 da un.dolce.tormento
Pensiamo e ripensiamo a quale sia la mossa giusta
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Post n°136 pubblicato il 20 Maggio 2012 da un.dolce.tormento
"... solo a 40 anni aveva finalmente capito che non c'era altra soluzione, Proprio quello che gli aveva sempre ripetuto Ilena all'epoca della loro relazione. Proprio quello a cui lui aveva sempre replicato "se fosse così facile... ". E invece lo era. Fuori si è alzato il vento. Il temporale fa tremare i vetri e un battente si spalanca di colpo, In lontananza un cane abbaia e qualcuno grida qualcosa. Più niente importa, se non l'ebbrezza di perdersi l'uno nell'altra, (Guillaume Musso - "Chi ama torna sempre indietro") |
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