Belle e Musica
La vita è un difficile esercizio di equilibrio. dopo la sentenza di condanna di Pirate Bay, per noi - corsari del web - è tempo di esporsi
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Avril Lavigne - The Best Damn Thing (2007)
Non c’è dubbio che When You're Gone sia il brano più bello ed intelligente di questo album; tuttavia – nonostante altre due ballate intense e toccanti – il cd appare all’ascolto in primo luogo divertente, allegro e pieno di vita come Avril. Non è un piccolo pregio, visto che qualcuno ha lamentato l’assenza in The Best Damn Thing di capolavori assoluti come quelli che hanno caratterizzato le due uscite precedenti, mostrando così di dimenticare quale è sempre stata la loro qualità migliore (il motivo per cui dobbiamo essere sempre grati al piccolo genio dell’Ontario), ovvero la sua trascinante capacità di trasmetterci una irresistibile gioia di vivere.
http://www.youtube.com/watch?v=7cw70ukoHEg
Avril ha riportato nel rock la carica irriverente che lo segnava dalle origini, anarchica (dichiarata, per la soddisfazione dell’amico Otello), trasgressiva e – soprattutto – ilare, travolgente. Una componente essenziale che afferisce alla natura stessa di questo genere musicale e che era stata quasi rimossa nei lunghi anni del punk, del grunge e dell’heavy metal (a volte lugubri, a volte mesti). E ha saputo farlo – questo il suo maggior merito artistico - senza rinunciare a nessuna delle acquisizioni stilistiche che quegli stessi anni avevano espresso. Nella sua musica le lezioni dei Nirvana, degli Alice in Chains - insomma di tutti i maudit – c’erano e intatte, ma a porte spalancate, buttate all’aperto, trascinate via dagli ambienti notturni per essere espresse alla luce del sole.
http://www.youtube.com/watch?v=JpFBCNqgjl0
Scusate se è poco per una ragazzina che al suo disco d’esordio (incredibilmente maturo proprio per questi aspetti) aveva diciassette anni. Solo P!nk ha saputo muoversi lungo un percorso affine sia pur seguendo un itinerario più tormentato.
http://www.youtube.com/watch?v=H-pG5XvRVrQ
Certo il tempo passa per tutti, e dunque anche per Avril. Dai giorni di Let Go (che potete ritrovare, insieme a notizie biografiche ed altro, nel post del 6 agosto o ricercandolo con i tag in alto a sinistra alla voce Avril Lavigne) la ragazzina - che suonava già allora con assoluta naturalezza pianoforte, chitarra e batteria, e che (con la sua sfrontata insolenza) avrebbe sedotto gli adolescenti (e i competenti) in tutto il pianeta – è ben cambiata. Oggi è una donna sposata, una produttrice, una autrice di colonne sonore, una stilista e una scrittrice.
http://www.youtube.com/watch?v=33hS5UvyTW0
Eppure… ascolti Best Damn Thing… e rieccola!... il folletto biondo: la Trilly irridente e provocatoria, che nel 2002 irrompeva come un uragano sulla scena musicale internazionale. Aspettiamo il prossimo album per la primavera del 2010, e la parsimonia con la quale registra è probabilmente uno dei segreti della permanente freschezza dei suoi lavori. Un disco ogni due anni (o più) è una scansione che ci dice anche quanta complessa cura è sottesa all’apparente semplicità con la quale si presentano i suoi album una volta realizzati.
TrackList: 01. Girlfriend
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Fabrizio De André - Tutti morimmo a stento (1968)
"De André è veramente lo chansonnier per eccellenza, un artista che si realizza proprio nell'intertestualità tra testo letterario e testo musicale. Ha una storia. E morde davvero". (Mario Luzi)
http://www.youtube.com/watch?v=bbEkrVHKoQI
Tutti morimmo a stento è il secondo album nella vicenda musicale di Fabrizio, non ha la freschezza irresistibile del primo, inciso l’anno precedente e piombato sulla scena italiana come un carnevalesco festone di sarcastica derisione del malpaese, ma ad esso il vostro Oscuro redattore è legato quasi più che ad ogni altro fra tutti i suoi per motivi biografici. Avevo infatti all’epoca 17 anni: con questo 33 giri scoprivo l’esistenza del giovane cantautore genovese e nella sua poetica trovavo specchio alle mie inquietudini ancora quasi adolescenziali. Mi ero perso il giro iniziale.
http://www.youtube.com/watch?v=B7fVuQadB40
Se vogliamo è un lavoro pieno di difetti: negli arrangiamenti prima di tutto, influenzati com’erano dai primi vagiti del progressive italiano e che a riascoltarli oggi – con le loro barocche orchestrazioni – risulterebbero non poco pomposi se non fossero riscattati dallo strumento principe, ovvero la splendida voce da baritono profondo di Fabrizio, che in quegli anni aveva nelle tonalità più basse un nitore straordinario. Un lavoro pieno di difetti che è comunque splendido passaggio nella maturazione dell’artista. Quando uscì, la critica ufficiale indicava come numi tutelari Dylan e Cohen (già conosciuti in Italia), senza avvedersi – salvo rare lodevoli eccezioni – che i modelli di riferimento dominanti provenivano d’oltralpe e che, caso mai, si poteva imputare all’autore un eccessivo appiattimento su di essi (la Leggenda di Natale è ai limiti della semplice traduzione da Le Père Noël et la petite fille di Georges Brassens e la presenza di riferimenti testuali a Jacques Brel, che attraversa tutti i brani, risulta decisiva nel recupero della quattrocentesca Ballata degli impiccati di François Villon).
http://www.youtube.com/watch?v=eqdpuViMVHE
La formula scelta, come spiegò lo stesso De André, è quella classica della cantata: "in cui tutti i brani sono uniti tra loro da intermezzi sinfonici e hanno come minimo comune denominatore quello di essere nella stessa tonalità, e di trattare lo stesso argomento". Argomento rappresentato dall'emarginazione "psicologica, morale, mentale". A questo proposito il Cantico Dei Drogati - che nasce da una poesia di Riccardo Mannerini (Eroina) - mette le cose in chiaro già dal titolo, in deliberato stridente contrasto con il Cantico delle Creature di San Francesco. Ognuno ha i suoi amori ed io – ero molto giovane – ai primi ascolti mi entusiasmavo per Girotondo (forse premonizione dei miei successivi quindici anni da maestro elementare).
http://www.youtube.com/watch?v=uRxRfmHGRH8
Pur essendo nella copertina del disco attribuite al solo De André, le musiche di tutte le canzoni sono scritte insieme a Gian Piero Riverberi.
Tracce: 01 - Cantico dei drogati
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The Rolling Stones - Singles Collection: The London Years ’60 (1989)
L’amico Otello in un precedente commento scriveva del suo amato suo vinile degli U2, le sue parole mi hanno fatto tornare in mente quanto segue: “Se dovessimo spiegare a un alieno appena sbarcato sulla terra cos'è il rock and roll, dovremmo forse tirare fuori un vinile dei Rolling Stones.” (Michele Mininni)
http://www.youtube.com/watch?v=3lfFOa1OlcY
Oltre 50 di quei dischi in vinile, a 45 giri, in questa collezione del meglio del meglio dei primi anni dei Rolling Stones (gli anni londinesi appunto)… Se non voglio che appaia l’odiosa scritta: “Attenzione il post è troppo lungo”, non posso quasi scrivere altro, vista la lunghezza delle tracce nei tre cd e la conseguente necessità di porre in vetrina più esempi del solito.
http://www.youtube.com/watch?v=XplOk3Do9Gg
Ma non posso esimermi dall’aggiungere tre cose: 1) se non avete conosciuto gli Stones nel loro pieno fulgore non perdete questa occasione (basta un click nei link in fondo al post); 2) in molti brani c’era ancora la chitarra di Brian Jones, bello, maudit e geniale strumentista quant’altri mai: 3) ho amato queste canzoni come poche altre nella vita. E le amo d’indefesso amore, per conoscermi almeno un po’ bisogna conoscerle.
http://www.youtube.com/watch?v=ynoEIIruwAQ (As tears go by:l’unico 45 giri inciso dagli Stones anche in italiano)
http://www.youtube.com/watch?v=AkK_dA11hZ4
http://www.youtube.com/watch?v=M1HjSaf65N4
http://www.youtube.com/watch?v=lfcisnVHtA0
FreeDwonload: http://www.mediafire.com/?ziyjxae3vc2 http://www.mediafire.com/?1gzdtyudfz2 http://www.mediafire.com/?zdbwxj530lv
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Enya - The Memory of Trees (1995)
La sacerdotessa della musica gaelica in realtà si chiama Eithne Patricia Ní Bhraonáin ed è nata in una famiglia di musicisti nel piccolo paesino di Gweedore, sulla costa atlantica all’estremo nord dell’Irlanda, il 17 maggio 1961. Enya è una approssimazione fonetica di come Eithne viene pronunciato nella lingua nativa.
http://www.youtube.com/watch?v=N8XXcDUrdVk
I nonni erano componenti di un gruppo musicale folklorico che griava tutta l'Irlanda fin da prima della seconda guerra mondiale; suo padre era il capo della Slieve Foy Band prima di aprire un pub; sua madre suonava nell’accompagnamento di un gruppo di ballo e i suoi quattro fratelli e quattro sorelle (numeri da clan popolare tipici della patria di San Patrizio) formarono con alcuni zii nel 1968 la band An Clann As Dobhair, più conosciuta negli anni settanta con il nuovo nome, i Clannad. Enya si unì a loro nel 1980: suonava le tastiere e partecipava ai cori.
http://www.youtube.com/watch?v=KIpt_BIrIzM
Due anni dopo il produttore e manager Nicky Ryan lasciò i Clannad, e Eithne si unì a lui per iniziare la sua carriera da solista. Da allora come gruppo musicale la sigla Enya in realtà allude a tre persone: Eithne stessa, che compone, suona e canta; Nicky Ryan, che produce gli album, e la moglie di quest’ultimo, la poetessa Roma Ryan, che scrive i testi in diverse lingue alcune arcaiche altre totalmente fantastiche. Ed è una sigla che è riuscita - a partire da una ricerca musicale, nel campo della tradizione, filologicamente accuratissima ed estremamente colta - a raggiungere un incredibile successo di pubblico e critica: in 22 anni di carriera Enya ha vinto 4 Grammy, ha ricevuto una nomination all'Oscar e ha venduto più di 75 milioni di dischi.
http://www.youtube.com/watch?v=O7APyIigZFI
The Memory Of Trees è il suo quinto album in studio. Per un ambientalista è difficile non amarlo se non altro per il suo titolo. La sua cover è ispirata da un dipinto chiamato The Young King of the Black Isles di Maxfield Parrish, il cui lavoro ha anche ispirato molti dei video musicali di Enya.
http://www.youtube.com/watch?v=AN3uPrJR7IY (nell’album ovviamente questa non c’è, ma prepariamo l’atmosfera… a un livello di qualità un po’ diverso dal solito kitsch natalizio) Alcuni brani di Enya sono interamente in irlandese o latino; l'inglese è spesso mescolato in queste canzoni, altre volte è l'unica lingua. Roma Ryan peraltro ha scritto i testi anche in gallese, spagnolo e nelle lingue create da J.R.R. Tolkien.
TrackList: 01 - The Memory of Trees 02 - Anywhere Is 03 - Pax Deorum 04 - Athair Ar Neamh 05 - From Where I Am 06 - China Roses 07 - Hope Has a Place 08 - Tea House Moon 09 - Once You Had Gold 10 - La Soñadora 11 - On My Way Home
FreeDownload; http://rapidshare.com/files/210188576/_1995__Enya_-_The_Memory_of_Trees.rar
Riserva: http://rapidshare.com/files/298755023/LX_185a.rar password per aprire il zipfile: Lacroix
Riserva: http://www.mediafire.com/?ayjjy4jdyne |
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Bruce Willis
E va bene infine, facciamolo! È una questione di pari opportunità. Ho deciso: d’ora in poi – molto sporadicamente – in luogo che a una “bella” il post sarà dedicato a un “bello”. Ovviamente i miei criteri di scelta non saranno troppo femminili, non ho inclinazione per il mio stesso sesso (purtroppo?) e dunque in qualche modo sarò orientato da quelli - fra gli attori - che mi divertono e che rispetto.
E – da questo punto di vista – Bruce per cominciare va benissimo, abbastanza misconosciuto dalla critica italiana per gli stessi idioti motivi per cui a suo tempo davano del “fascista” a Clint Eastwood confondendolo con l’ispettore Callaghan (come le vecchie zie davanti alla Tv che scambiano l’attore per il personaggio, altro che intellettuali!), è invece geniale interprete dalle sfaccettature delicatissime quanto intense, rimasto – all’inizio della carriera - intrappolato nel ruolo di John McClane, personaggio ricorrente della tetralogia Die Hard.
Di quei quattro film non ne ho visto uno, ma non mi sono certo fatto mancare il meraviglioso Bandits (2001), lo struggente The Sixth Sense (1999), il geniale L'esercito delle 12 scimmie (1995), il rigoroso Sotto corte marziale (2002), il divertente Il quinto elemento (1997), l’immaginifico Sin City (2005), per citarne solo alcuni.
Sarà mica un caso che il primo a dargli la dimensione autoriale, d’attore per grandi firme alla regia, sia stato Quentin Tarantino con Pulp Fiction?
http://www.youtube.com/watch?v=FZnSo1oi5-c
Le ragioni del suo fascino sul pubblico femminile non sono per nulla esclusivamente muscolari come molti uomini stupidamente pensano, ma nel combinato disposto di forza e tenerezza che ne sono la caratteristica più evidente.
Bruce Willis è nato in Germania, a Idar-Oberstein il 19 marzo 1955 – il padre lavorava lì – ma già a due anni era rientrato negli U.S. (la famiglia si è trasferita nel New Jersey). Ha frequentato il college di Penns Grove, dimostrando già da allora un certo carattere energico ed estroverso (era stato anche presidente del consiglio studentesco), e nel 1973 si è iscritto al Montclair State College per studiare arte drammatica. La principale motivazione di questa scelta sta nel fatto che ha scoperto che grazie alla recitazione può sconfiggere il suo problema di ricorrente balbuzie.
Abbandona però presto il college e inizia a svolgere vari mestieri, prima come camionista per l'industria Du Pont, poi come barista per il Café Central, a Manhattan - si era rivelato inadatto per fare il cameriere, perciò è stato messo dietro il bancone - e poi addetto alle pubbliche relazioni per le distillerie Seagram (successivamente licenziato perché arrestato per guida in stato di ebbrezza). Lavora poi come barista nel Kamikaze Club di New York, dove ha modo di conoscere l'attrice Linda Fiorentino con la quale andrà ad abitare.
http://www.youtube.com/watch?v=CXM5_ihlHQI
Del 1980 è il suo primo ruolo in un film, con l'apparizione ne Delitti inutili con Frank Sinatra. Trasferitosi a Los Angeles si farà la sua gavetta in una infinità di telefilm e il 21 novembre 1987 sposa l'attrice Demi Moore: la non comune forza di carattere ed impulsività di entrambi darà vita a una coppia da scintille. Dalla loro unione nasceranno tre figlie.
Nello stesso anno interpreta il film Appuntamento al buio con Kim Basinger e per la regia magistrale di Blake Edwards. L'anno seguente viene definitivamente consacrato come star internazionale grazie a Trappola di cristallo, il primo film della serie Die Hard.
D'allora in poi la sua fama non ha più conosciuto ostacoli. Eppure a Bruce resta una frustrazione, infatti come molti altri attori (il più celebre per non essersi ancora rassegnato è Russel Crowe) è ancora convinto che la sua vera vocazione fosse la musica in luogo del cinema.
Appassionato di blues e rock'n'roll, e suonatore di armonica, Willis ha fondato una sua band (Bruno and the Acceleratos) e nel 1987 ha inciso il suo primo disco, reinterpretando con divertito entusiasmo alcuni brani black (in quell’unica circostanza ha raggiunto anche la top ten).
http://www.youtube.com/watch?v=zATqOWba5Vc
Bruce Gallery (poche cose amiche mie, spiacente ma anche il web è organizzato per gli occhi dei maschi): http://www.bellazon.com/main/index.php?showtopic=7982 http://www.celebs101.com/celebrity-Bruce+Willis-23--gallery.html http://www.shareapic.net/search.php?search=bruce+willis http://www.hotflick.net/celebs/bruce_willis.html http://www.moviepicturedb.com/person/0001306/Bruce-Willis.html http://www.moviewallpaper.net/wallpaper/bruce_willis.html http://www.thewallpapers.org/celebrities2/bruce_willis.php http://www.celebuzz.com/search/bruce%20willis/photos/thumbnail/ http://www.superiorpics.com/bruce_willis/pictures1.html |















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il 21/11/2009 alle 22:57
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il 21/11/2009 alle 17:58
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il 21/11/2009 alle 17:20
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