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Post n°130 pubblicato il 28 Agosto 2017 da bb034rl
 
Tag: BCE

Bisogna partire con una domanda: cosa è lo Stato? Questa è la definizione che ne dà Wikipedia:

"Lo Stato è un'entità giuridica, che governa ed esercita il potere sovrano su un determinato territorio e sui soggetti a esso appartenenti. La delega e la trasmissione della responsabilità sulla propria esistenza umana sono la base su cui ogni Stato ha fondamento.

Lo Stato si compone di tre elementi caratterizzanti:

Il territorio, cioè un'area geografica ben definita, su cui si esercita la sovranità;

I cittadini, su cui si esercita la sovranità;

Un ordinamento politico e un ordinamento giuridico, insieme delle norme giuridiche che regolano la vita dei cittadini all'interno del territorio."

Dal mio punto di vista, questa è una definizione errata. Per me lo Stato nasce come necessità di un popolo, popolo che condivide una lingua, un territorio, una cultura, etc. (che poi è la definizione di nazione). Lo Stato quindi discende dal popolo per proprie necessità e non viceversa. Se lo Stato contrae un debito con uno Stato terzo, tale debito è a carico del popolo che lo paga tramite le tasse. E' esattamente come l'amministratore delegato di una società, il quale non risponde di crediti e debiti ma solo della conformità alle leggi del proprio operato.

Una volta assunto quanto sopra per vero, od almeno per attendibile, vediamo la situazione finanziaria dello Stato.

Lo Stato produce un PIL (Prodotto interno lordo, ovvero, beni e servizi prodotti da aziende, imprese individuali, liberi professionisti, etc) che viene valorizzato con l'emissione del denaro. E qui arriva l'imbroglio.

La banca che emette il denaro, nel nostro caso la BCE, è una banca privata che stampa il denaro e lo presta agli Stati per "significare" il loro PIL. Questo denaro viene quindi utilizzato, tra l'altro, per pagare gli stipendi.

Benissimo. Ora, supponiamo che una persona guadagni uno stipendio netto (lasciamo stare la tara, ovvero, tasse e contributi) di € 1.000,00 al mese. In quarant'anni di lavoro percepirà stipendi per un totale di € 480,000,00. Su questo denaro, che dobbiamo ricordare essere in prestito, la BCE calcola gli interessi. A quanto ammontano dopo quarant'anni? Ho fatto un paio di calcoli e mi risulta:

- all' 1,00% circa € 40.000,00;

. all' 1,50% circa € 131.000,00.

Sono molto più bassi di quanto vi risulterebbe da un calcolo su un mutuo di pari importo, durata e rate annue, ma il fatto è che il mutuo parte dal totale e va a scendere, mentre in questo caso si parte da € 1.000,00 e si va a salire.

Ora, supponiamo che la BCE chieda la restituzione del capitale e relativi interessi. Il valore di quanto da voi prodotto in quarant'anni di lavoro (al tasso dell'1,50%) sarebbe: +480.000,00 - 480.000,00 - 131.000,00. Ovvero, ammesso di avere il denaro per pagare il capitale, sareste comunque debitori degli interessi. Il che significa che in ogni mese di questi quarant'anni avreste prodotto col vostro lavoro circa - (meni) € 273,00. Cioè, il vostro lavoro sarebbe valso sempre meno di zero. Se invece la BCE si accontentasse dei soli interessi, il vostro stipendio di € 1.000,00 ne valeva in realtà solo € 727,00.

Lo stesso, ovviamente, vale per gli imprenditori.

Va da sé che l'alternativa è privatizzare i beni pubblici: scuole, sanità, pensioni, trasporti, acqua, etc. Beni pubblici che sono stati realizzati dai nostri bisavoli, nonni e padri col loro lavoro per garantire a sé stessi ed ai loro concittadini e connazionali i beni atti a soddisfare le necessità primarie. In definitiva, si lavora per indebitarsi e rinunciare non solo ai frutti del proprio lavoro ma pure ai frutti del lavoro di coloro che ci hanno preceduti.

Affermare quindi che coloro i quali occupano gli alti scranni degli Stati abbiano tradito i loro popoli svendendoli per un piatto di lenticchie ed un po' di bottoncini del potere da premere, non mi pare eresia o complottismo, ma una semplice constatazione dei fatti.

 

ßß034rl

 
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