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La vera causa della III Guerra Mondiale

Post n°128 pubblicato il 27 Febbraio 2017 da bb034rl
 
Tag: Guerra

Circa 35 anni fa (1981 o 1982), a causa di un esaurimento nervoso, il medico mi diede da assumere delle pastiglie. Dopo 6 di queste in 7 giorni, mi resi conto che il mio cervello non era più mio ma delle pastiglie e decisi di affrontare l'esaurimento senza questo "aiuto". Per cercare di ridurre i dolori (causati chiaramente dal cervello), cercai il modo di tenerlo impegnato. Il sistema era semplice: cercare di immaginare il futuro.

Scrissi diverse pagine arrivando ad immaginare quanto segue (vado a memoria):

1) una guerra civile in Europa nella prima metà degli anni '90 (effettivamente ci fu, nel 1993 in Yugoslavia);

2) nascita di una rete mondiale di computer circa a metà degli anni '90 (pur se già esistente prima, la vera diffusione di internet iniziò nel 1995);

3) continuo progresso della meccanizzazione del lavoro con conseguente aumento della disoccupazione;

4) aumento della guerre tra il 2003 e 2007;

5) fuga dei ricchi verso il continente australiano;

6) entro il 2020, esplosione della III guerra mondiale in Europa, Asia, Nord Africa, Centro e Sud America e forse anche Nord America, con l'utilizzo di tutte le armi esistenti, ovvero, nucleari, chimiche e batteriologiche.

 

Per quanto riguarda il punto 3, si può vedere il barman robot, l'albergo robotizzato, il robot muratore</a> e la fabbrica senza operai.

In merito al punto 5, si può leggere questo articolo, quest'altro ed anche questo.

E’chiaro che la continua meccanizzazione erode sempre di più i posti di lavoro (con buona pace per quelli che credono che il lavoro si possa inventare). E qui si entrerebbe in un circolo che ci porterebbe alla fine della nostra civiltà: l’introduzione di nuovi robot comporterebbe il licenziamento di persone che dopo un certo periodo smetterebbero di acquistare non disponendo del denaro necessario. Le aziende sarebbero costrette a ridurre la produzione e questo porterebbe a nuovi sistemi meccanici e/o robotici e ad ulteriori licenziamenti.  Le persone licenziate, dopo un certo periodo smetterebbero di acquistare (l’avete già letto, vero?), etc.

Tutto ciò porterebbe al calo del famoso PIL ed al calo degli introiti fiscali degli stati, i quali dovrebbero ridurre le spese pubbliche. Inizierebbero dalle scuole, sanità, smaltimento rifiuti, manutenzioni dei beni pubblici (ad esempio, gli alvei dei fiumi con conseguenti rischi di inondazioni) e per ultimo ridurrebbero il personale delle varie polizie. Avremmo quindi epidemie di ogni tipo (causa i rifiuti non smaltiti e la mancanza della sanità pubblica), guerre tra bande, assalti a negozi, supermercati e, da non escludere, ai palazzi del potere.

Ovviamente, la situazione è perfettamente conosciuta da chi detiene il potere e mai vorrebbe della guerre civili: non sono controllabili (tratto dall’articolo di cui al link: “Secondo l’esperto Tedesco Hans G. Helms, Bernard Baruch, un consigliere di alto grado del Presidente Roosevelt, aveva dato l’ordine di non bombardare certe fabbriche in Germania …”). Da qui la “soluzione” al problema (soluzione di hitleriana memoria): una guerra mondiale con l’utilizzo di tutte le armi esistenti allo scopo di ridurre massicciamente la popolazione (se poi ci scappano anche conquiste territoriali, è solo un di più).

Purtroppo la nostra “civiltà” si basa sulla proprietà. Ciò significa che in un mondo ove la produzione sia meccanizzata e robotizzata, si avrebbero miliardi di disoccupati che nessun ricco vorrebbe mantenere e che invece vedrebbe come un potenziale pericolo al proprio “benessere”.  Un benessere” costruito sul malessere del resto dell’umanità. Per questo motivo tali persone decideranno (se già non lo hanno fatto) di sterminare almeno il 90% della popolazione mondiale garantendo così (solo a sé stessi) un futuro migliore.

Peccato che la vera soluzione, secondo me, sarebbe un’altra ma gli “esperti” l’hanno già bollata come utopia. Prepariamoci quindi alla guerra mondiale, guerra che fa parte della normalità, perché la pace è utopia. Parola di esperti.

 

 

bb034rl

 
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