Post N° 99MINUETTO VII. VUOI BALLARE CON ME? EHI, DICO A TE...
MEDČA. UN DIALOGO IN RIVA ALL’OCEANO, AL TRAMONTO.
Un uomo e una donna si incontrano su una spiaggia, all’imbrunire. Non si conoscono. Siedono su degli scogli, l’uno di fronte all’altro. Poco distante, l’oceano, placido, continua il suo moto incessante, la sua infinita carezza.
Quella che a noi sembra la piů giovane dei due, soppesa l’altro con lo sguardo, indugia con lieve perplessitŕ sulla sua lunga, lunga barba grigio chiaro. Poi, quando finalmente arriva a fissare i suoi occhi in quelli di lui, qualcosa comincia. E questo č ciň che l’oceano mi ha raccontato di aver udito.
Medča : Quanti anni hai?
D : Sono molto, molto vecchio..
Medča : Eppure se ti si guarda bene, sembri un bambino..
D : Tu invece sembri vecchia, e sembri stanca..
Medča : Perché dici questo? Non sono affatto vecchia..
D : Oh, ma non c’č nulla di male ad essere vecchi..
Medča : Sě, ma tu intendevi dire che…
D : Ah, tu sai cosa intendo? Beh, allora perché parlare?
Medča : Ma che dici mai? Io so cosa intendi, o credo di saperlo, mentre parli, e dopo che hai parlato!
D : Dunque ti interessa il suono delle parole che dico, se le vuoi sentire..
Medča : No, non il SUONO delle parole, ma le PAROLE stesse, ciň che dici, ciň che le persone dicono, insomma!
D : Oh, suoni, parole…una cosa vale l’altra, se sai cosa intendo..
Medča : Tu ti prendi gioco di me…dipende dalle parole che dici, e da come le dici..
D : Condividiamo dunque un significato unico? Ognuno di noi usa la STESSA parola quando emette la stessa serie di suoni nello stesso modo?
Medča : Beh…sě, in una certa misura DEVE essere cosě, altrimenti come faremmo mai a comunicare? Certo, le sfumature possono essere differenti, e anche la
nostra interpretazione dipende da un sacco di cose, il nostro background, il nostro stato d’animo…ma in linea di massima sě, condividiamo un
significato unico.
D : (sorridendo piano, impercettibilmente)…nulla DEVE. Semplicemente, ogni cosa č cosě come ogni cosa č.
Nel frattempo, l’universo danzava in silenzio,stelle nascevano, stelle morivano; la luce iniziava a vestire lentamente gli abiti del crepuscolo, l’oceano continuava il suo infinito amplesso con la terra, gli uomini e le donne vivevano e morivano, come in ogni altro istante qualsiasi.
Piano piano, accarezzandosi una sola volta, placidamente, la lunga barba, D. volse lo sguardo indecifrabile e profondo verso l’acqua che lambiva teneramente l’umida spiaggia innamorata. E, con una voce senza tempo, disse, parlň…
eh, mica che vi dico tutto ora...
cosě č l'inizio di come andň, o magari di come va, o forse fore, di come andrŕ.
tanto se poi lo pubblico lo leggete intero, se vi va.
E anche se non lo pubblico.
Sě. Lo so che mi mancate.
Ma ho fatto tantissime cose, proprio tante, che se non fosse che sono un vampiro forse che non ce l'avrei nemmeno fatta.
Alle vostre preziose parole sotto la mia e nostra precedente chiacchierata risponderň prestissimo.
E ho molte cose da dirvi. Anzi, se ci penso (e mi guardo bene dal farlo, penso meno che posso) ho da dirvi qualsiasi cosa.Piů o meno possiamo parlare di qualunque cosa.
Ho piů risposte che domande, da un certo punto di vista...
ah, e chi č sto D.?
Ti bacio sulla bocca, pensa un po' te.
Mi sono fatto audace...
he he he...
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