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discussione sui problemi della nuova era

 

 

Nichi Vendola:l discorso della luce- Intervista a Vendola

Post n°33 pubblicato il 19 Luglio 2010 da blog8
Foto di blog8

Il discorso della luce agli Stati Generali  - Vendola 18 7 2010 http://www.youtube.com/watch?v=NQV4Oom50d4
 
Intervista a Nichi Vendola

Cultura e politica per una trasformazione profonda, la creazione della massa critica, la libertà, la connessione di scienza, morale, arte, la divisione nord-sud, sulla politica mediterranea, sul rapporto fra trasformazione individuale e collettiva, ecc.

 

vai al link sopra o di seguito il testo:

 

Bari 17 luglio 2010 – Eaco Cogliani, direttore editoriale

Alba Magica: Rivista di approfondimento dei temi della nuova visione del mondo. albamagica@fastwebnet.it  - No copyright. Diffondere liberamente senza alterarne il contenuto in nessuna parte.

L’intervista è stata condotta durante gli Stati Generali delle fabbriche di nichi a Bari, i laboratori sociali creativi per un nuovo linguaggio della politica e una profonda trasformazione sociale.

 

L’intervista

 

Nel suo messaggio alle fabbriche per gli Stati Generali lei ha affermato:

<<Cultura, bellezza, creatività SONO PAROLE CHE fanno orrore ad una certa destra reazionaria.   E significa che cominciano ad intuire…………il pericolo che noi rappresentiamo ..

Perché la cultura e la bellezza possano assediare e strangolare la cattiva politica...>>

 

1-Come ritiene possa essere superato il divario tra il livello delle conoscenze dell’umanità e dello stesso nostro popolo e quello delle forze politiche, dei loro esponenti e del personale politico in generale ai vari livelli, che dovrebbe essere addetto all’utilizzo delle conoscenze umane per le applicazioni nel sociale, nella collettività umana e nei rapporti con tutto l’ambiente naturale e culturale che ci circonda e che abbiamo ereditato?

 

Vendola.

C’è un problema che emerge da questa domanda e che è di drammatica attualità.

La povertà culturale del ceto politico, un impoverimento culturale che penso non sia una caratteristica solo italiana ma che in Italia è un fenomeno esplosivo: diciamo che ci sono parlamentari che noi ascoltiamo talvolta in tv e alla radio che non potrebbero superare l’esame di terza media. C’è un fenomeno di analfabetismo delle classi dirigenti che è un fenomeno inquietante, ma si inscrive in un contesto che è quello dell’impoverimento culturale della nostra società. L’impoverimento culturale passa attraverso lo spostamento dei luoghi della formazione, dall’università e dalla scuola verso la televisione. La televisione è diventata la cattedra fondamentale di propalazione delle conoscenze, che sono conoscenze appunto scheletriche, a volte manipolate. Governare i cicli complessi di questo evo: il ciclo delle migrazioni, il ciclo idrico, il ciclo energetico, il ciclo dello smaltimento dei rifiuti, il ciclo dell’urbanizzazione, in assenza di cultura generale e di conoscenze specifiche, rischia di essere davvero un gioco d’azzardo con i diritti del vivente e della specie umana. Per questo, per la politica che ambisca a cambiare il mondo, uno degli ingredienti fondamentali di una strategia di alternativa è puntare sull’accumulo e la disseminazione di saperi critici, fare una battaglia che dica “la libertà è direttamente proporzionale alle conoscenze”. Non esiste libertà nell’ignoranza: l’esercizio della padronanza dei saperi fondamentali consente un esercizio pieno di libertà. Ecco, su questo penso che noi abbiamo da fare proprio una battaglia culturale. La libertà non è avere i mille tasti del canale del telecomando, non è poter comprare le mille merci  prodotte dalla rete globale della mercificazione del mondo. La libertà è avere gli elementi fondamentali di conoscenza, che riguardino la storia del mondo, la sua geografia, che riguardino la sua organizzazione economica. Nell’ignoranza si producono forme inedite di totalitarismo.

 

 

 

2-Quali sono secondo lei i passaggi per sviluppare e accelerare il processo di formazione di una massa critica che possa, appunto perché consapevole collettivamente, innescare un processo di trasformazione profonda ormai ineluttabile per il Paese e quindi anche di formazione di una nuova classe politica all’altezza del momento di enorme complessità che attraversiamo?

 

Vendola.

Io credo che si tratta di connettere i luoghi della lotta, e di farli diventare luoghi formativi. Se la battaglia contro le riforme, che sono controriforme, della scuola e dell’università, se la battaglia contro il ritorno ad una concezione apertamente classista dell’alta formazione, se la battaglia contro la soggezione della ricerca al primato del sistema d’impresa, si connette alla battaglia per la difesa dei diritti nel lavoro subordinato a cominciare dal lavoro operaio, allora il mondo visto da Pomigliano è più chiaro: perché svela il trucco delle apparenti neutrali leggi dell’economia; non sono neutrali, sono leggi ferocemente classiste, difendono interessi e massacrano la carne e l’anima delle persone vere. Il mondo visto dall’università è un mondo che racconta cose molto inquietanti sulla privatizzazione del sapere. Allora, la privatizzazione del sapere, la privatizzazione della società, la privatizzazione della società, la privatizzazione e la mercificazione della vita, sono il nostro grande nemico. Abbiamo diversi possibili osservatori: le lotte per esempio degli operai di Pomigliano, o le lotte contro il nucleare, o le lotte per la proprietà pubblica dell’acqua, o le lotte per l’università pubblica, sono anche costruzione di saperi collettivi. Il problema è connettere queste lotte per costruire un sapere globale che sia un sapere critico.

 

3-Qual’è il suo punto di vista sulla relazione tra interiorità, ovvero trasformazione personale, e esteriorità, ovvero trasformazione istituzionale e collettiva?

 

Vendola.

Credo che abbiamo avuto due opzioni, per circa un secolo, che si sono, con svariati registri culturali, contrapposte: l’idea che il mutamento si realizza introspettivamente oppure l’idea che il mutamento si realizza sulla scena esteriore dell’organizzazione sociale. Sono due idee che hanno un pò cozzato, sono contrastate: le culture religiose sostengono che il mutamento avviene soltanto per via introspettiva, il cambiamento è nel cuore dell’uomo. Ma anche le culture delle nuove scienze dell’analisi della psiche hanno sostanzialmente immaginato la centralità del cambiamento per via introspettiva. Le scienze sociali, il loro salto culturale nell’epoca del marxismo, hanno immaginato che il cambiamento si fà a partire dal cambiamento dei rapporti di produzione. Credo che fossero, diciamo, livelli di approssimazione alla verità. La verità é che è difficile scindere il foro interiore dal foro esteriore. Anche qui la parola chiave è connessione. Il pensiero femminista è stato ad oggi l’espressione più matura della capacità di connettere la trasformazione per via esteriore, esterna, legata alla centralità del corpo sociale, e la trasformazione a partire dal corpo individuale e dal suo foro interiore. Penso che la parola chiave sia connessione. Non si può immaginare il cambiamento del mondo che non sia anche un cambiamento della soggettività.

 

 

4-Qual’è il suo punto di vista sulla politica mediterranea dell’Italia, attuale e in prospettiva?

 

Vendola.

Per l’Italia di oggi, e per la sua classe dirigente, il Mediterraneo è un accidente geografico. Penso che il discorso si possa chiudere qua. Nella crassa ignoranza di questa classe dirigente non c’é nessuna idea della vastità, della latitudine, della complessità e della ricchezza del Mediterraneo, e del fatto che è la storia del Mediterraneo che dovrebbe indurci a rifiutare la cultura dello scontro di civiltà e l’atteggiamento razziale e razzista che noi abbiamo nei confronti di tutti coloro che attraversano questo mare magnum che è stato un mare di civiltà. Purtroppo oggi siamo in presenza di una classe dirigente che è più interessata alle mitologie celtiche che alle grandi avventure del Mediterraneo.

 

 

 

5-Il Paese è, di fatto, diviso in due parti, nord e sud, come anche recenti lavori di economia su  tutto l’arco dei 150 anni hanno dimostrato [ad es, “Il prodotto delle regioni e il divario Nord-Sud in Italia (1861-2004)” di Vittorio Daniele - Paolo Malanima del cnr
http://www.rivistapoliticaeconomica.it/2007/mar-apr/Daniele_melanima.pdf]:                                 -Cosa ritiene si debba fare rispetto all’eventualità di una secessione effettiva (aperta o mascherata) di una o più regioni del nord? O comunque nella prospettiva di una ulteriore accelerazione del divario quale sta già avvenendo e come avverrebbe in modo più enfatico con l’applicazione della riforma fiscale?

 

Vendola.

Noi siamo in piena secessione. La manovra finanziaria del ministro Tremonti è un atto eversivo, è un atto di secessione, perché completa un processo di smantellamento dei diritti, delle prerogative del mezzogiorno d’Italia. Negli ultimi 10 anni il sud è passato da una percentuale del 45% dei trasferimenti ordinari dello Stato a riceverne una percentuale del 36%. Contemporaneamente il sud vede la finanza straordinaria, quella europea, che dovrebbe essere mirata a coprire il divario di sviluppo con il nord, viene sottratta al sud per finanziare gli ammortizzatori sociali, la ricostruzione dell’Abruzzo dopo il terremoto, ecc.  

Quindi il sud è un immenso salvadanaio continuamente a disposizione delle classi dirigenti del nord, con quella cultura lombrosiana e razzista che nelle espressioni sprezzanti  del ministro dell’economia hanno dato cittadinanza al peggio del leghismo. Il peggio del leghismo oggi parla attraverso la voce del ministro Tremonti. Siamo dunque ad una secessione quasi fatale. Devo dire che nel mezzogiorno d’Italia c’è chi comincia a immaginarla piuttosto che come un processo da subire come un processo da attivare. Perché, diciamo, il nord senza il sud non conosce né l’Europa né il Mediterraneo: per ragioni storiche, per ragioni culturali, per ragioni economiche. Quando finirà la grande campagna propagandistica antimeridionale, quando si accorgeranno che le mafie non sono una questione etnica, ma sono ormai abbondantemente radicate nel nord, e infiltrate nella pubblica amministrazione e nella politica del nord, e nei sistemi d’impresa del nord; quando scopriranno che dipendono dal sud per tante cose decisive, forse avranno un atto di resipiscenza rispetto alla spinta secessionista. Non vorrei che quella resipiscenza arrivasse troppo tardi.

 

 

6- L’autore americano considerato il più rilevante esponente della nuova visione e della pratica integrale, Ken Wilber - che include nei suoi insegnamenti fondamentali quelli di J. Habermas e N. Bobbio così come del suo maestro Zen e numerosi altri punti di riferimento della conoscenza universale di diverse civiltà e provenienze - afferma, in ‘La Nuova Era Integrale’ confermando e sviluppando quanto già anticipato nella sua opera ‘Sex, Ecology, Spirituality’ e in ‘Una Teoria del Tutto’: <Ciò che la modernità ha differenziato, la postmodernità deve integrare. Il problema centrale della postmodernità è l’integrazione dei Grandi Tre: scienza, morale, arte>  

  -Ritiene che una visione di questo genere, integrale, non riduzionista, possa essere di aiuto ad uno sviluppo della massa critica quale lei auspica < Perché la cultura e la bellezza possano assediare e strangolare la cattiva politica> ma anche perché il movimento che si sta sviluppando attorno a lei non sia finalizzato solo alla dimensione politica ed elettoralistica ma abbia una dimensione universale molto più ampia e profonda? [Ci riferiamo in particolare alla sua affermazione, sempre nel messaggio alle fabbriche, <L’obiettivo delle Fabbriche è innovare il modo tradizionale di fare politica introducendo il principio della cooperazione, quando invece i soggetti politici tradizionali sono basati sulla competizione. E poi le Fabbriche non si  candidano alle elezioni….>].

 

 

Vendola.

Noi non stiamo fondando un soggetto politico. Stiamo dicendo alla politica e segnatamente alla sinistra, che non si può combattere sulla scena politica oggi - a fronte di una crisi del mondo che è una crisi per certi versi con i tratti di un’ipoteca apocalittica sul futuro - non si può combattere una partita sulla scena politica se non si mette in campo una nuova antropologia, un nuovo umanesimo, una nuova visione del futuro. Se la modernità, se vogliamo usare questo genere di categorie, ha prodotto - nell’epoca della globalizzazione dei mercati, dell’integrazione dei mercati – la disintegrazione delle consapevolezze, delle culture dei corpi sociali, allora noi abbiamo un grande problema di riunificazione del genere umano. Il genere umano che non si percepisce nella sua unità rischia di pensare che ci si possa salvare per pezzi. Non si salva il nord del mondo se non si salva anche il sud del mondo. Non si salva l’ovest del mondo se non si salva l’est del mondo. Non si salva il genere maschile se non si salva il genere femminile. Non si salvano i vecchi se non si salvano i bambini, e viceversa. E non si salva il genere umano se non si salva il vivente in tutte le sue forme. E allora l’idea di connettere - anche qui, torna questa parola chiave, connessione - scienza morale e arte, è un’idea intelligente, è un’idea interessante, per certi versi è un’idea necessaria. A condizione che la scienza non si presenti come una religione dogmatica, che la morale non si presenti come una subordinazione dei diritti soggettivi alla dittatura statistica dei comportamenti della maggioranza, e che l’arte non si presenti come una pedagogia neosdanoviana; ma grandi campi di applicazione della libertà degli individui e della responsabilità degli individui. Appunto, la scienza, la morale, l’arte, sono, diciamo, le costruzioni più importanti della casa degli uomini e delle donne: degli uomini e delle donne che devono imparare a vivere la differenza come un dono e a proporsi come custodi della Terra.

 

http://www.albamagica.com/attualita-interviste.html   

biografia di Nichi Vendola http://www.nichivendola.it/cat/sito/mc/biografia/

video vari: http://www.nichivendola.it/cat/sito/mcc/informazione/prefisso/video/

Redazione:  3474418930 - 0498648301 

 albamagica@fastwebnet.it     

Indici rivista: vedi alle apposite pagine sul sito http://www.albamagica.com

 

 

 

 

 

 

 

 

 
 
 

Intervista a Nichi vendola-Cultura e politica per una trasformazione profonda, la creazione della massa critica

Post n°32 pubblicato il 19 Luglio 2010 da eacus0
Foto di blog8

Il discorso della luce - Vendola 18 7 2010 http://www.youtube.com/watch?v=NQV4Oom50d4
 
Intervista a Nichi vendola

Cultura e politica per una trasformazione profonda, la creazione della massa critica, la libertà, la connessione di scienza, morale, arte, la divisione nord-sud, sulla politica mediterranea, sul rapporto fra trasformazione individuale e collettiva, ecc.

vai al link sopra o di seguito il testo:

Intervista a Nichi Vendola

Cultura e politica per una trasformazione profonda, la creazione della massa critica, la libertà, la connessione di scienza, morale, arte, la divisione nord-sud, sulla politica mediterranea, sul rapporto fra trasformazione individuale e collettiva, ecc.

 

Bari 17 luglio 2010 – Eaco Cogliani, direttore editoriale

Alba Magica: Rivista di approfondimento dei temi della nuova visione del mondo. albamagica@fastwebnet.it  - No copyright. Diffondere liberamente senza alterarne il contenuto in nessuna parte.

L’intervista è stata condotta durante gli Stati Generali delle fabbriche di nichi a Bari, i laboratori sociali creativi per un nuovo linguaggio della politica e una profonda trasformazione sociale.

 

L’intervista

 

Nel suo messaggio alle fabbriche per gli Stati Generali lei ha affermato:

<<Cultura, bellezza, creatività SONO PAROLE CHE fanno orrore ad una certa destra reazionaria.   E significa che cominciano ad intuire…………il pericolo che noi rappresentiamo ..

Perché la cultura e la bellezza possano assediare e strangolare la cattiva politica...>>

 

1-Come ritiene possa essere superato il divario tra il livello delle conoscenze dell’umanità e dello stesso nostro popolo e quello delle forze politiche, dei loro esponenti e del personale politico in generale ai vari livelli, che dovrebbe essere addetto all’utilizzo delle conoscenze umane per le applicazioni nel sociale, nella collettività umana e nei rapporti con tutto l’ambiente naturale e culturale che ci circonda e che abbiamo ereditato?

 

Vendola.

C’è un problema che emerge da questa domanda e che è di drammatica attualità.

La povertà culturale del ceto politico, un impoverimento culturale che penso non sia una caratteristica solo italiana ma che in Italia è un fenomeno esplosivo: diciamo che ci sono parlamentari che noi ascoltiamo talvolta in tv e alla radio che non potrebbero superare l’esame di terza media. C’è un fenomeno di analfabetismo delle classi dirigenti che è un fenomeno inquietante, ma si inscrive in un contesto che è quello dell’impoverimento culturale della nostra società. L’impoverimento culturale passa attraverso lo spostamento dei luoghi della formazione, dall’università e dalla scuola verso la televisione. La televisione è diventata la cattedra fondamentale di propalazione delle conoscenze, che sono conoscenze appunto scheletriche, a volte manipolate. Governare i cicli complessi di questo evo: il ciclo delle migrazioni, il ciclo idrico, il ciclo energetico, il ciclo dello smaltimento dei rifiuti, il ciclo dell’urbanizzazione, in assenza di cultura generale e di conoscenze specifiche, rischia di essere davvero un gioco d’azzardo con i diritti del vivente e della specie umana. Per questo, per la politica che ambisca a cambiare il mondo, uno degli ingredienti fondamentali di una strategia di alternativa è puntare sull’accumulo e la disseminazione di saperi critici, fare una battaglia che dica “la libertà è direttamente proporzionale alle conoscenze”. Non esiste libertà nell’ignoranza: l’esercizio della padronanza dei saperi fondamentali consente un esercizio pieno di libertà. Ecco, su questo penso che noi abbiamo da fare proprio una battaglia culturale. La libertà non è avere i mille tasti del canale del telecomando, non è poter comprare le mille merci  prodotte dalla rete globale della mercificazione del mondo. La libertà è avere gli elementi fondamentali di conoscenza, che riguardino la storia del mondo, la sua geografia, che riguardino la sua organizzazione economica. Nell’ignoranza si producono forme inedite di totalitarismo.

 

 

 

2-Quali sono secondo lei i passaggi per sviluppare e accelerare il processo di formazione di una massa critica che possa, appunto perché consapevole collettivamente, innescare un processo di trasformazione profonda ormai ineluttabile per il Paese e quindi anche di formazione di una nuova classe politica all’altezza del momento di enorme complessità che attraversiamo?

 

Vendola.

Io credo che si tratta di connettere i luoghi della lotta, e di farli diventare luoghi formativi. Se la battaglia contro le riforme, che sono controriforme, della scuola e dell’università, se la battaglia contro il ritorno ad una concezione apertamente classista dell’alta formazione, se la battaglia contro la soggezione della ricerca al primato del sistema d’impresa, si connette alla battaglia per la difesa dei diritti nel lavoro subordinato a cominciare dal lavoro operaio, allora il mondo visto da Pomigliano è più chiaro: perché svela il trucco delle apparenti neutrali leggi dell’economia; non sono neutrali, sono leggi ferocemente classiste, difendono interessi e massacrano la carne e l’anima delle persone vere. Il mondo visto dall’università è un mondo che racconta cose molto inquietanti sulla privatizzazione del sapere. Allora, la privatizzazione del sapere, la privatizzazione della società, la privatizzazione della società, la privatizzazione e la mercificazione della vita, sono il nostro grande nemico. Abbiamo diversi possibili osservatori: le lotte per esempio degli operai di Pomigliano, o le lotte contro il nucleare, o le lotte per la proprietà pubblica dell’acqua, o le lotte per l’università pubblica, sono anche costruzione di saperi collettivi. Il problema è connettere queste lotte per costruire un sapere globale che sia un sapere critico.

 

3-Qual’è il suo punto di vista sulla relazione tra interiorità, ovvero trasformazione personale, e esteriorità, ovvero trasformazione istituzionale e collettiva?

 

Vendola.

Credo che abbiamo avuto due opzioni, per circa un secolo, che si sono, con svariati registri culturali, contrapposte: l’idea che il mutamento si realizza introspettivamente oppure l’idea che il mutamento si realizza sulla scena esteriore dell’organizzazione sociale. Sono due idee che hanno un pò cozzato, sono contrastate: le culture religiose sostengono che il mutamento avviene soltanto per via introspettiva, il cambiamento è nel cuore dell’uomo. Ma anche le culture delle nuove scienze dell’analisi della psiche hanno sostanzialmente immaginato la centralità del cambiamento per via introspettiva. Le scienze sociali, il loro salto culturale nell’epoca del marxismo, hanno immaginato che il cambiamento si fà a partire dal cambiamento dei rapporti di produzione. Credo che fossero, diciamo, livelli di approssimazione alla verità. La verità é che è difficile scindere il foro interiore dal foro esteriore. Anche qui la parola chiave è connessione. Il pensiero femminista è stato ad oggi l’espressione più matura della capacità di connettere la trasformazione per via esteriore, esterna, legata alla centralità del corpo sociale, e la trasformazione a partire dal corpo individuale e dal suo foro interiore. Penso che la parola chiave sia connessione. Non si può immaginare il cambiamento del mondo che non sia anche un cambiamento della soggettività.

 

 

4-Qual’è il suo punto di vista sulla politica mediterranea dell’Italia, attuale e in prospettiva?

 

Vendola.

Per l’Italia di oggi, e per la sua classe dirigente, il Mediterraneo è un accidente geografico. Penso che il discorso si possa chiudere qua. Nella crassa ignoranza di questa classe dirigente non c’é nessuna idea della vastità, della latitudine, della complessità e della ricchezza del Mediterraneo, e del fatto che è la storia del Mediterraneo che dovrebbe indurci a rifiutare la cultura dello scontro di civiltà e l’atteggiamento razziale e razzista che noi abbiamo nei confronti di tutti coloro che attraversano questo mare magnum che è stato un mare di civiltà. Purtroppo oggi siamo in presenza di una classe dirigente che è più interessata alle mitologie celtiche che alle grandi avventure del Mediterraneo.

 

 

 

5-Il Paese è, di fatto, diviso in due parti, nord e sud, come anche recenti lavori di economia su  tutto l’arco dei 150 anni hanno dimostrato [ad es, “Il prodotto delle regioni e il divario Nord-Sud in Italia (1861-2004)” di Vittorio Daniele - Paolo Malanima del cnr
http://www.rivistapoliticaeconomica.it/2007/mar-apr/Daniele_melanima.pdf]:
                                 -Cosa ritiene si debba fare rispetto all’eventualità di una secessione effettiva (aperta o mascherata) di una o più regioni del nord? O comunque nella prospettiva di una ulteriore accelerazione del divario quale sta già avvenendo e come avverrebbe in modo più enfatico con l’applicazione della riforma fiscale?

 

Vendola.

Noi siamo in piena secessione. La manovra finanziaria del ministro Tremonti è un atto eversivo, è un atto di secessione, perché completa un processo di smantellamento dei diritti, delle prerogative del mezzogiorno d’Italia. Negli ultimi 10 anni il sud è passato da una percentuale del 45% dei trasferimenti ordinari dello Stato a riceverne una percentuale del 36%. Contemporaneamente il sud vede la finanza straordinaria, quella europea, che dovrebbe essere mirata a coprire il divario di sviluppo con il nord, viene sottratta al sud per finanziare gli ammortizzatori sociali, la ricostruzione dell’Abruzzo dopo il terremoto, ecc.  

Quindi il sud è un immenso salvadanaio continuamente a disposizione delle classi dirigenti del nord, con quella cultura lombrosiana e razzista che nelle espressioni sprezzanti  del ministro dell’economia hanno dato cittadinanza al peggio del leghismo. Il peggio del leghismo oggi parla attraverso la voce del ministro Tremonti. Siamo dunque ad una secessione quasi fatale. Devo dire che nel mezzogiorno d’Italia c’è chi comincia a immaginarla piuttosto che come un processo da subire come un processo da attivare. Perché, diciamo, il nord senza il sud non conosce né l’Europa né il Mediterraneo: per ragioni storiche, per ragioni culturali, per ragioni economiche. Quando finirà la grande campagna propagandistica antimeridionale, quando si accorgeranno che le mafie non sono una questione etnica, ma sono ormai abbondantemente radicate nel nord, e infiltrate nella pubblica amministrazione e nella politica del nord, e nei sistemi d’impresa del nord; quando scopriranno che dipendono dal sud per tante cose decisive, forse avranno un atto di resipiscenza rispetto alla spinta secessionista. Non vorrei che quella resipiscenza arrivasse troppo tardi.

 

 

6- L’autore americano considerato il più rilevante esponente della nuova visione e della pratica integrale, Ken Wilber - che include nei suoi insegnamenti fondamentali quelli di J. Habermas e N. Bobbio così come del suo maestro Zen e numerosi altri punti di riferimento della conoscenza universale di diverse civiltà e provenienze - afferma, in ‘La Nuova Era Integrale’ confermando e sviluppando quanto già anticipato nella sua opera ‘Sex, Ecology, Spirituality’ e in ‘Una Teoria del Tutto’: <Ciò che la modernità ha differenziato, la postmodernità deve integrare. Il problema centrale della postmodernità è l’integrazione dei Grandi Tre: scienza, morale, arte>  

  -Ritiene che una visione di questo genere, integrale, non riduzionista, possa essere di aiuto ad uno sviluppo della massa critica quale lei auspica < Perché la cultura e la bellezza possano assediare e strangolare la cattiva politica> ma anche perché il movimento che si sta sviluppando attorno a lei non sia finalizzato solo alla dimensione politica ed elettoralistica ma abbia una dimensione universale molto più ampia e profonda? [Ci riferiamo in particolare alla sua affermazione, sempre nel messaggio alle fabbriche, <L’obiettivo delle Fabbriche è innovare il modo tradizionale di fare politica introducendo il principio della cooperazione, quando invece i soggetti politici tradizionali sono basati sulla competizione. E poi le Fabbriche non si  candidano alle elezioni….>].

 

 

Vendola.

Noi non stiamo fondando un soggetto politico. Stiamo dicendo alla politica e segnatamente alla sinistra, che non si può combattere sulla scena politica oggi - a fronte di una crisi del mondo che è una crisi per certi versi con i tratti di un’ipoteca apocalittica sul futuro - non si può combattere una partita sulla scena politica se non si mette in campo una nuova antropologia, un nuovo umanesimo, una nuova visione del futuro. Se la modernità, se vogliamo usare questo genere di categorie, ha prodotto - nell’epoca della globalizzazione dei mercati, dell’integrazione dei mercati – la disintegrazione delle consapevolezze, delle culture dei corpi sociali, allora noi abbiamo un grande problema di riunificazione del genere umano. Il genere umano che non si percepisce nella sua unità rischia di pensare che ci si possa salvare per pezzi. Non si salva il nord del mondo se non si salva anche il sud del mondo. Non si salva l’ovest del mondo se non si salva l’est del mondo. Non si salva il genere maschile se non si salva il genere femminile. Non si salvano i vecchi se non si salvano i bambini, e viceversa. E non si salva il genere umano se non si salva il vivente in tutte le sue forme. E allora l’idea di connettere - anche qui, torna questa parola chiave, connessione - scienza morale e arte, è un’idea intelligente, è un’idea interessante, per certi versi è un’idea necessaria. A condizione che la scienza non si presenti come una religione dogmatica, che la morale non si presenti come una subordinazione dei diritti soggettivi alla dittatura statistica dei comportamenti della maggioranza, e che l’arte non si presenti come una pedagogia neosdanoviana; ma grandi campi di applicazione della libertà degli individui e della responsabilità degli individui. Appunto, la scienza, la morale, l’arte, sono, diciamo, le costruzioni più importanti della casa degli uomini e delle donne: degli uomini e delle donne che devono imparare a vivere la differenza come un dono e a proporsi come custodi della Terra.

 

http://www.albamagica.com/attualita-interviste.html   

biografia di Nichi Vendola http://www.nichivendola.it/cat/sito/mc/biografia/

video vari: http://www.nichivendola.it/cat/sito/mcc/informazione/prefisso/video/

Redazione:  3474418930 - 0498648301 

 albamagica@fastwebnet.it     

Indici rivista: vedi alle apposite pagine sul sito http://www.albamagica.com

 

 

 

 
 
 

VENETO-PARTE L'OFFENSIVA NAZISTA NELLA SANITA'

Post n°31 pubblicato il 04 Giugno 2010 da blog8

Morte per QI - Parte dal Veneto l’OFFENSIVA NAZISTA ATTRAVERSO LA SANITA’
– Nuovi sviluppi -


I
n VENETO SI PUO’ MORIRE DI QI E TRA POCO…..VEDRETE VEDRETE….STIAMO ARRIVANDO anche da voi.......

Informazione a carattere sociale e umanitario di primaria importanza.

...Se non hai il QI adatto devi morire!!!!!!! –Leggi i Nuovi sviluppi – QI per tutti e a portata di mano!!! Altrimenti…….vale per tutti, non solo per i disabili certificati, e poi…..
           leggi il seguito, lo avresti mai immaginato?

Ah! Pare che Bossi, suo figlio e Borghezio si sottopongono subito al QI !!!! per dare l’esempio, anche se non stanno in Veneto, così la delibera potrà avere porte aperte prima nelle altre regioni Legiste-Pdl-iste e poi…….

Sei SINGLE, sei DISABILE, da un pò sei meno ‘sveglio’, hai l’Alzheimer, ecc.ecc.
IN VENETO RISCHI DI ESSERE UCCISO DALLA SANITA’ per effetto QI se hai bisogno di un trapianto.
Di che cosa puoi morire? di QI.

La decisione della Regione Veneto di permettere i trapianti solo a quanti hanno un Quoziente Intelletivo (QI) superiore al 70% sconvolge ogni principio sui diritti umani sia a livello costituzionale che internazionale che medico.
 
E naturalmente si pongono subito molti problemi pratici visto che l’assessore alla sanità non solo vuole che sia applicata la delibera ma intende discuterne con le altre regioni per uniformare le disposizioni.

L’ Assessore alla regione Veneto Luca Coletto della Lega nord, sta cercando di inserirla nella discussione d’insieme con le altre regioni per una ‘regolamentazione uniforme’potete leggerla all’allegato pdf http://bur.regione.veneto.it/BurvServices/pubblica/DettaglioDgr.aspx?id=214438

essa stabilisce l'esclusione dai trapianti d'organo in base al quoziente intellettivo QI.
- Ma essa, oltre alla discriminazione immediata nei confronti dei diversabili in condizione di minore attività mentale (che scientificamente non significa neanche che non vi siano le capacità, ma solo la loro relativa attuazione che può essere variabile) COINVOLGE CHIUNQUE SI TROVASSE ANCHE PER UN CERTO PERIODO IN STATO DI PARTICOLARI FORME DI DEBILITAZIONE (cosicché se in quel periodo uno avesse bisogno di un qualche trapianto anche piccolino piccolino, ad es. di un pezzo di pelle per ricostruzione, sarebbero cavoli e QI) e APRE LA PORTA AD UN PRINCIPIO CHE INEVITABILMENTE SAREBBE APPLICATO AD ALTRE TIPOLOGIE DI INTERVENTO E DI CURE !!!!!!!!!!!!!!
 
Ma c’è di più: oltre ai disabili conclamati (per cui c’è una certificazione per ragioni varie, ad es. per integrazione scolastica cioè per dare loro un maggior contributo a scuola), come fare a sapere se il QI è maggiore o minore del 70% per ognuno????- Prescriverlo a tutti obbligatoriamente? Ad esempio prima dell’intervento; o addirittura prima del ricovero?O saperlo prima in modo che in caso di urgenza ognuno abbia già il suo bel QI pronto ? E come fare dato che può variare? Ad esempio: farlo ogni mese!

Ma allora cominciamo da Bossi, da suo figlio (che non ha superato per tre volte l’esame di maturità), da Borghezio, dai proponenti della Lega e del Pdl che l’hanno fatto passare in regione Veneto….non foss’altro che per dare il buon esempio.

Non solo: MA CHI PIU’ CERTIFICHERA’ UN DISABILE RISCHIANDO COSI’ DI MANDARLO A MORTE??? O CHI PIU’ SI SOTTOPORRA’ A UN QI SE NON CON LA VIOLENZA?????

E CHI RIVELERà DI ESSERE SINGLE DAL MOMENTO CHE TRA LE ALTRE NORME DI NON AGIBILITA' AL TRAPIANTO VI E’ QUELLA del “Limitato supporto sociale e familiare”?

- Ma chi più certificherà un disabile che avesse ritardo mentale rischiando di mandarlo a morte????????

La delibera si occupa di trapianti e liste d'attesa, e prevede, testuali parole, tra le "controindicazioni assolute al trapianto d’organo" i "danni cerebrali irreversibili" e il "ritardo mentale con quoziente intellettivo inferiore a 50", e tra quelle "relative", il "ritardo mentale con quoziente intellettivo inferiore a 70".

Posizione contestata dai professori Nicola Panocchia e Maurizio Bossola, nefrologi del «Gemelli » di Roma, e da Giacomo Vivanti, psicologo dell’Università della California, che in un articolo pubblicato sull’«American Journal of Transplantation » hanno accusato il Veneto di discriminare i disabili mentali.

Per giustificarsi l’assessore alla Sanità, Luca Coletto dichiara: al contrario, vogliamo assicurarci che questi pazienti abbiano qualcuno che li segua dopo l’operazione.

E infatti vedendo la delibera appaiono ulteriori discriminazioni sociali e psicologico mentali tra le quali: Limitato supporto sociale e familiare;12. Insufficiente grado di informazione (già, proprio così!!).
 
Vi invitiamo a riflettere e informare e a prendere posizione in tutte le sedi fiduciosi che le persone a cui arriva questa comunicazione appartengano a quel ramo della nostra civiltà che non rinuncia a combattere violazioni fondamentali dei diritti umani né tace dinanzi alle mostruosità.
E' superfluo precisare qui perché questo ricordi talune misure che presero i NAZISTI

Si sta tentando di fare passare analoghe misure in altre regioni. La misura non riguarda solo i diversabili di diverse tipologie, ma é una direttiva generale che può coinvolgere anche chiunque si trovasse in situazione psicologica o mentale debilitate per un  certo periodo. Oltre all'assurdo criterio di usare fattori psichici e mentali per stabilire il diritto alla cura e alla vita.


Titolo dell'articolo:
Transplantation and Mental Retardation: What Is the Meaning of a Discrimination?

 

 
 
 

Bloccare esplosioni nucleari nel golfo del Messico

Post n°30 pubblicato il 17 Maggio 2010 da eacus0

Comunicato – 17 maggio 2010  - Urgente – Comunica ad altri - Urgente

Alba Magica News – Fermare eventuale decisione di esplosione nucleare nel Golfo del Messico – Urgente - Non aspettate !!!!!!!!!!!!!!!!!!! Bloccare esplosioni nucleari nel golfo del Messico - Ambiente e Vita all over the world

 

Il comunicato è stato formulato dal Prof. Eaco Cogliani, direttore editoriale della rivista Alba Magica e autore del Manuale di protezione dalle radiazioni nucleri per la popolazione e dei relativi Corsi, Milano 1989. Per contatti e quant’altro ai telef. ed email sotto indicati della redazione.

 

 Bloccare l’eventuale uso di esplosioni atomiche nel golfo del Messico – Danni immensi e incalcolabili per ambiente, oceano e mari, vita in ogni parte del mondo.

           Cosa Fare Subito - Comunicare a tutti

 

-Occorre sollecitare il governo italiano a intervenire per evitare una simile eventualità, ed eventualmente muovere subito interrogazioni parlamentari sia in Italia che a livello europeo.

-Occorre sollecitare le strutture dell’Europa e dell’Onu a intervenire per fermare una eventuale decisione del governo USA in tal senso.

 

N.B. La questione, seppur soggetta direttamente al governo USA, è di portata mondiale e non solo locale.

-inviare direttamente messaggi di rifiuto a governo USA e Messico da parte di organizzazioni e semplici cittadini di ogni parte del mondo

-inserire in blog e newsgroup (andare sui siti relativi dei vari governi-vedi motori di ricerca).                   Comunicare a tutti

 

 

 

USA e BP stanno studiando l’eventuale uso di esplosioni atomiche (una o più)  nel Golfo del Messico per ‘TAPPARE’ il buco di 53 centimetri (il principale) e altri da cui la BP ha dichiarato di non sapere come fare a fermare la fuorisuscita di petrolio.

– Oltre ai danni incalcolabili della fuoriuscita di petrolio già avvenuta e di quella che verrebbe fino a che non si trovasse un’altra soluzione (vedasi precedente nostro comunicato del 13.5.2010), i danni sarebbero dovuti anche alle radiazioni e alle sostanze radioattive (isotopi rad.) immessi nell’oceano dall’esplosione nucleare.

 

Ricordiamo:

1-La corrente del Golfo trasporta le acque (in questo caso sarebbero irrorate di isotopi radioattivi) fino in Europa e altrove.

N.B.[gli ultimi studi vedono una circolazione della c.d.g. più ampia e interconnessa a livello planetario che prima non era nota - vedi Nature* (452, 206-209).

 

2- E’ possibile che con l’evaporazione e i flussi di piogge collegati alla corrente del Golfo ci possano essere immissioni in quota con la formazione di nubi radioattive (gli isotopi radioattivi più leggeri possono essere portati in aria dall’evaporazione delle gocce d’acqua) anche in altre aree del globo.

Dicono gli esperti che hanno condotto lo studio pubblicato: <<I nostri risultati mostrano che la Corrente del Golfo influenza l’intera troposfera. Nello strato limite marino, regolazioni pressione atmosferica a gradienti di temperatura in superficie del mare forte portano alla superficie una convergenza del vento, che àncora una stretta fascia di precipitazioni lungo la Corrente del Golfo. In questa fascia di pioggia, il movimento verso l'alto e la formazione di nubi si estendono nella troposfera superiore, come confermato dal frequente verificarsi di temperature-top in nubi molto basse.>>*

 

2-La o le esplosione/i nucleari nel Golfo del Messico ovviamente apporterebbero un ulteriore danno specifico sugli esseri viventi di tutta l’area direttamente assoggettandole ad una dose di radiazioni immediatamente con l’esplosione e in seguito per un tempo indeterminato di almeno decenni alle conseguenze della presenza di un intero ecosistema radioattivo.

 

3-Il trasporto di una massa d’acqua radioattiva attraverso l’Oceano Atlantico in particolare avrebbe conseguenze imprevedibili e dannose sugli altri ecosistemi marini - Europa in primis dove vari rami tra i più consistenti della Corrente del Golfo arrivano su tutta la costa dell’Atlantico e soprattutto dall’altezza della Francia alla Scandinavia.

 

4-I danni economici e per la vita sono imprevedibili e incalcolabili ancora di più che per l’eventualità, in varie parti del mondo e non solo per l’economia che ruota intorno al Golfo del Messico (pesca, turismo, ecc.)

 

5- Come detto anche in qualche comunicato d’agenzia: NON VI SONO MAI STATI ESEMPI DI ESPLOSIONI IN QUESTE CONDIZIONI

< "In passato questo metodo e' stato usato almeno 5 volte - aveva scritto il quotidiano - la prima per spegnere i pozzi a gas di Urt Bulak, il 30 settembre 1966. La carica usata fu da 30 chilotoni, una volta e mezza quella di Hiroshima, ma fatta esplodere a 6 chilometri di profondita"'.
C'e' un particolare tuttavia, e non e' un dettaglio da poco: il metodo dell'esplosione controllata non e' stato mai testato sott'acqua.> (Anche in comunicato Rainews24 16-5-2010)
>

*Dall’abstract di Nature 452, 206-209 (13 March 2008) | doi:10.1038/nature06690 - Influence of the Gulf Stream on the troposphere by  Shoshiro Minobe1, Akira Kuwano-Yoshida2, Nobumasa Komori2, Shang-Ping Xie & Richard Justin Small3

1.       Department of Natural History Sciences, Graduate School of Science, Hokkaido University, Sapporo 060-0810, Japan

2.       Earth Simulator Center, Japan Agency for Marine-Earth Science and Technology, Yokohama 236-0001, Japan

3.       International Pacific Research Center,

4.       Department of Meteorology, University of Hawaii at Manoa, Honolulu, Hawaii 96822, USA

Correspondence to: Shoshiro Minobe1 Correspondence and requests for materials should be addressed to S.M. (Email: minobe@sci.hokudai.ac.jp).

           

Non aspettate !!!!!!!!!!!!!!!!!!!

 

Alba Magica

rivista interattiva con  links di riferimento diretti a saggi di ricerca, audio, video, web tv PERCORSI DELLA NUOVA VISIONE La Visione e la Pratica Integrale - rivista di approfondimento spirituale e scientifico della nuova era

V.le F.Testi 216  20126 Milano  -   0498648301 - cell. 3474418930 albamagica@iol.it

 

-inserire in blog e newsgroup-COMUNICARE A TUTTI

 

 

 

 
 
 

MAREA NERA-PROTEGGERE IL MEDITERRANEO

Post n°29 pubblicato il 14 Maggio 2010 da blog8

13 5 2010       h.16,00  Comunicato Stampa - Alba Magica News – per messaggi, adesioni, interventi (che metteremo sui nostri blog)   albamagica@iol.it  

LA MAREA NERA SI SVILUPPA NEL GOLFO DEL MESSICO – SITUAZIONE E SVILUPPI A BREVE E MEDIO TERMINE (con servizio fotografico allegato)

Occorre una iniziativa in ambito mediterraneo SUBITO coordinata tra i vari paesi che vi si affacciano

Dici la tua per messaggi, adesioni, interventi (che metteremo sui nostri blog)   albamagica@iol.it  

Blog
http://blogchefare.splinder.com     

http://blog.libero.it/BlogChefare  

 

VEDI SERVIZIO FOTOGRAFICO (40 foto) al sito

http://www.celestinian-center.com/marea_nera.html

(AGI) - Washington, 13 mag. - La piattaforma petrolifera della Bp affondata nel golfo del Messico aveva almeno quattro problemi gravi di sicurezza: e' questa la conclusione a cui e' giunta la commissione del Congresso Usa che indaga sull'incidente e che ha gia' raccolto 100mila pagine di documentazione. Il Washington Post ha citato il presidente della Commissione per il quale l'impianto Deepwater Horizon era "tutt'altro che sicuro" .

*La marea nera distrugge un ampio ecosistema comprendente decine di migliaia di specie animali e vegetali di cui almeno 1000 già in pericolo d’estinzione. Potrebbe segnare la fine anche del Tonno rosso (già specie protetta e in via d’estinzione) che si riproduce nel golfo e poi si sposta fino nel Mediterraneo. Tra gli altri, almeno 5mila delfini a rischio

*La marea nera – se non fermata entro pochi giorni al massimo due settimane- pervaderà l’oceano Atlantico senza amplificando le conseguenze negative su diversi livelli.

*La corrente del Golfo potrebbe trasportare parte del petrolio che continuerebbe a fuoriuscire

*L’evaporazione dell’acqua dell’oceano viene influenzata con conseguenze imprevedibili per il clima - già influenzato in questa fase dalla riduzione dell’insolazione ed altri fattori a causa del vulcano islandese Eyiafiallajokull. Di poche ore fa la notizia d’agenzia:

ISLANDA - Eruzione Islanda, allerta geosismica: si sta svegliando un altro vulcano. I vulcanologi islandesi, sempre all'ascolto di fenomeni che presagiscono eruzioni imminenti, sono preoccupati. A turbare i loro sonni non sarebbe Eyiafiallajokull, la cui eruzione sembra stabile, ma il suo "fratellone maggiore": Katla. I due vulcani fanno parte di un unico comprensorio montuoso e Katla dista appena 20 km ad est del compagno. Eyiafiallajokull può arrivare ad eruttare 300 metri cubi di ceneri e 750 tonnellate di lava al giorno, Katla raggiunge il miliardo, facendo una proporzione attendibile è circa cinque volte più grande e cento volte più potente. Adesso provate ad immaginare che "nube" può saltar fuori da un mostro del genere: altro che voli cancellati, dovremmo domandarci se non ci sarebbero danni alla nostra salute...  

-------------

Controllare le piattaforme per estrazione del petrolio e di gas in Italia e nel Mediterraneo. Non è sufficiente un semplice richiamo del ministero e di qualche regione.

Occorre una iniziativa in ambito mediterraneo SUBITO concertata tra tutti i Paesi.

Occorre una verifica urgente e messa  a punto di eventuali sistemi in casi gravi come questo e altri.

Un disastro analogo nel Mediterraneo sarebbe ancora più disastroso che nel golfo del Messico!!!!!!!!!

Alba Magica

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