IO SONO INTERISTA
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Il lupo perde il pelo ma non il vizio...
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Nazionale maledetta per Santon
Lesione del menisco esterno del ginocchio destro rimediata durante la partita contro l'Under21 lussemburghese. Oggi si opera, e si pensa ad un mese di stop! |
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Post n°558 pubblicato il 19 Novembre 2009 da Black_Hole_Sun84
No, non sono impazzito. E' solo per rispondere a tutte le richieste avute via mail, per dire qualcosa sul benedetto "caso Balotelli". Subito una precisazione: Ma è davvero un "caso"? Ricostruiamo un secondo la vicenda. Balotelli si trova all'Istituto Don Gnocchi di Milano, che organizza corsi di formazione professionale per adolescenti affetti da disabilità motoria, cognitiva e relazionale. Benficienza insomma, ma nelle interviste a latere dal il meglio di sè. Si presenta di cattivo piglio dai giornalisti, ma con la sua classica faccia sorridente. Tipo questa:
Non vuole rispondere alle domande ma a quella su quale sia la sua fede calcistica, risponde: "Io tengo al Milan. Perché, non lo sapevi?" per poi aggiungere "per quest'anno gioco nell'Inter". Sacrilegio! Parte subito il tam-tam mediatico. Via etere e via internet parono dispacci che rubano la scena perfino al vertice Fao a Roma. Opinionisti chiamati d'urgenza dalle varie tv locali e a pagamento, gente che minaccia il suicidio sui vari forum di fede calcistica, altri che vogliono la testa di Balotelli come trofeo in salotto...insomma un gran casino! E un grandissimo "chiessenefrega" l'ha pensato qualcuno? Un "fatti suoi" non l'ha detto nessuno? E anche se tifasse Milan da piccolo qual'è il problema? Preferite chi tifa Inter e poi scappa baciando altre maglie? Ah ma poi il bello arriva quando partono le crociate serali sui vari salotti televisivi: chi pro e chi contro. "Balotelli è solo un ragazzo" "E' un giocatore dell'Inter. Deve tifare Inter." "Ha 19 anni, deve ancora crescere..." "E' uno che non ha voglia. Una mela marcia. Si è già visto in più occasioni" e via via sproloquiando. Che noia! Sinceramente pensare di difendere Balotelli solo per la carta d'identità mi sembra davvero frustrante nei suoi confronti. Un giocatore che comunque gioca in Serie A, indipendentemente dall'anagrafe, deve possedere delle caratteristiche psico-caratteriali più che solide per poter reggere la pressione mediatica (in primis) e sportiva (ahimè al secondo posto). Balotelli non ce l'ha? Non è vero. Ha 19 anni ma certi comportamenti non vengono giustificati dall'età. Secondo. Che noia! Pensare di attaccare Balotelli solo perchè in un intervista lampo, in un contesto comunque molto allegro e buonista, si sia lasciato andare ad una battuta (vera o non vera) sulla sua fede calcistica, è ipocrita e idiota. Cosa cambia se tifa per un'altra squadra? E' solo perchè ha detto Milan? O perchè credevate che fosse anche lui "Interista sin da bambino"? Ma è davvero un "caso"? No! Personalmente penso sia solo una battuta di uno scemo (in senso buono ovviamente) che si diverte a farlo davanti ai microfoni. Altri non è che un bulletto che si diverte a farlo. Forse è su questo punto su cui bisognerebbe focalizzare tutti noi tifosi l'attenzione e anche le critiche, lasciando da parte il buonismo sull'età e le questioni di tifo calcistico. |
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Post n°557 pubblicato il 18 Novembre 2009 da Black_Hole_Sun84
"Se vuole andare ai Mondiali, deve andare via dall'Inter a gennaio"
"Patrick ha bisogno di giocare, a 33 anni è indispensabile per restare in forma. Per la sua visione di gioco e la sua qualità nei passaggi possono essere ancora molto utili alla nazionale. Non credo che Domenech lo abbia dimenticato". Magari un bel ritorno a Londra...pensaci Patrick! |
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"Questa storia comincia dalla fine, perchè grande è la mia convinzione che la gioia più grande della mia carriera debba ancora arrivare, malgrado mi ritenga fortunato e privilegiato: ho giocato in Champions, in Nazionale e con una grande squadra come l'Inter a soli 18 anni. Il calcio è parte di me sin dai tempi del Bosco Mesola, la squadra di mio padre in cui giocai da attaccante essendo il più alto del gruppo. A nove anni i dirigenti del Ravenna richiesero un mio provino, con esito finale positivo. Lì fui fortunato a trovare un valido ausilio in Fulvio Pea, all'epoca già in contatto con la società nerazzurra, a cui mi segnalò. Ottenni un provino, quel giorno non lo scorderò mai. Per farmi sentire a mio agio mi diedero subito la responsabilità di indossare la fascia di capitano, e giocai da esterno di centrocampo. La mia partita fu convincente e condita da un gol, così l'Inter scelse me e mi parcheggiò al Frutteti, una squadra satellite. Giocai con i Giovanissimi provinciali, ma presto mancarano motivazione e stimoli, poichè vincevamo con ampio vantaggio ogni partita. In gioventù le cose semplici rallentano la crescita, così preferii tornare al Ravenna, con cui giocai a livello nazionale siglando persino sette gol. Pian piano il ritmo divenne quasi insostenibile. Scuola, pullman, allenamento, casa, compiti, letto. A 14 anni mi trasferii a Milano, e per me rappresentò un trauma. La mia famiglia era lontana, ma non potrò mai ringraziarli abbastanza per i 600 chilometri che dovevano sorbirsi ogni domenica pur di starmi accanto. Studiavo in un convitto, la cui mensa mi aveva decisamente forgiato lo stomaco, ed anche i sacrifici stavano diventando eccessivi. Attendevo una svolta, e non tardò. Giocai strepitosamente la finale del Torneo Annovazzi e meritai il premio di migliore in campo, con un gol e tre assist. Giunsi ad Interello, in cui cambiò anche la qualità del cibo, essendo sede degi allenamenti della Primavera. Non ho avuto una crescita omogenea, dagli Allievi ho cominciato ad allenarmi con la prima squadra, in cui ebbi grandi soddisfazioni pur non giocando per molto tempo. Un giorno d'estate del 2008 il team manager mi chiamò per comunicarmi di non prenotare le vacanze perchè avrei dovuto raggiungere i campioni in ritiro, ed effettivamente rischai l'infarto. Il resto è storia recente. L'esordio in Coppa Italia, il filotto di partite tra cui due in Champions contro il Manchester Utd del mio idolo Cristiano Ronaldo, la convocazione in Nazionale con esordio a Pisa, i complimenti di Abete. Un sogno, ma ve lo dico, il bello deve ancora venire". Davide Santon, sulla Gazzetta dello Sport
Davide, noi ci siamo. Non mollare! |
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