Molti di voi viandanti che passate per questo blog forse neanche la conoscerete, ma nella mia adolescenza questa era una canzone che andava molto ... ed anche il complesso che la cantava; come si diceva allora era molto gettonata. Sì, perche per ascoltare le canzoni bisognava andare al bar, azionare uno strano marchingegno chiamato Juke-Box, o con monete o con gettoni acquistabili presso la "cassa", da qui canzone molto gettonata.
Ma chi mai avrebbe immaginato lontanamente che, poco più di 40 anni dopo si potessero ascoltare le canzoni con l' MP3, MP4, l' IPod, Emule, e chi più ne ha più ne metta ...
Però quel fascino è passato. Ricordo quando si organizzavano le feste private, a casa chi poteva, o nei "club" ufficialmente per ascoltare musica, di fatto per stare con le ragazze ... ricordi troppo "vintage" ?
Stasera, chissà perchè, mi è tornata in mente questa vecchia canzone e allora ... quale miglior occasione per fare un post? Beh, ascoltate questa chicca dei "CAMALEONTI"!!!
Mamma mia
( Mogol - Battisti )
quanta polvere negli occhi, quasi non vedevo più quanti sogni belli che son crollati insieme a me.
oggi il sole mi ha svegliato e chi ho visto, ho visto te. ma chi sei, chi ti ha mandato, ma sei certa che vuoi me ma sei certa che vuoi me proprio me
mamma mia, mamma mia, il mio cuore scoppierà lei e' mia, lei mi vuole, lei mi ama.
mamma mia, mamma mia, ma che festa ci sarà lei e' mia, lei mi vuole, lei mi ama.
ho imparato a non sperare
a non credere e sognare io ti guardo e penso che sei un miracolo per me,
la tua bocca, le tue mani, sul mio viso, su di me ma chi sei, chi ti ha mandato, ma sei certa che vuoi me ma sei certa che vuoi me proprio me,
mamma mia, mamma mia, il mio cuore scoppierà lei e' mia, lei mi vuole, lei mi ama,
mamma mia, mamma mia, ma che festa ci sarà lei e' mia, lei mi vuole, lei mi ama.
Come ci ricorda la cara amica Miria ( Madonna59 ) oggi è il giorno dedicato alla Terra, alla Santa Madre Terra, che abbiamo santificato sempre meno e che ci siamo dimenticati che è nostra madre.
E riflettendo su questi annosi problemi mi è tornata in mente questa canzone di Francesco Guccini cantata anche dai Nomadi.
Vedremo soltanto una sfera di fuoco, più grande del sole, più vasta del mondo; nemmeno un grido risuonerà e solo il silenzio come un sudario si stenderà fra il cielo e la terra, per mille secoli almeno, ma noi non ci saremo, noi non ci saremo.
Poi per un anno la pioggia cadrà giù dal cielo e i fiumi correranno la terra di nuovo verso gli oceani scorreranno e ancora le spiagge risuoneranno delle onde e in alto nel cielo splenderà l'arcobaleno, ma noi non ci saremo, noi non ci saremo.
E catene di monti coperte di nevi saranno confine a foreste di abeti: mai mano d' uomo le toccherà, e ancora le spiagge risuoneranno delle onde e in alto, lontano, ritornerà il sereno, ma noi non ci saremo, noi non ci saremo.
E il vento d'estate che viene dal mare intonerà un canto fra mille rovine, fra le macerie delle città, fra case e palazzi che lento il tempo sgretolerà, fra macchine e strade risorgerà il mondo nuovo, ma noi non ci saremo, noi non ci saremo.
E dai boschi e dal mare ritorna la vita, e ancora la terra sarà popolata; fra notti e giorni il sole farà le mille stagioni e ancora il mondo percorrerà gli spazi di sempre per mille secoli almeno, ma noi non ci saremo, noi non ci saremo, ma noi non ci saremo...
Ingredienti: aglio, peperoncino, prezzemolo, olio extra vergine, pomodori maturi freschi o pelati, olive nere snocciolate o intere di Gaeta, alici, capperi, sale e ovviamente lo spaghetto!!!
Rosolate aglio e peperoncino in padella aggiungendo le acciughe spezzettate ( si sciolgono poi da sole ) aggiungere poi i capperi ( ben lavati e dissalati ) e le olive ( intere o spezzettate ); far soffriggere ancora qualche minuto ( il composto SOFFRE: SOFFRIVA, SOFFRIVA, ... QUANTO HA SOFFRITTO !! ) e aggiungere il pomodoro ed un po' di prezzemolo tritato. Aggiustare di sale ( fare molta attenzione perché le alici ed i capperi spesso portano fuori strada ) e portare a cottura.
A parte lessate gli spaghetti in acqua salata ( abbondante ) e con cottura leggermente al dente, scolare e versare nella padella con il sugo caldo. Amalgamare il tutto a fuoco spento ( perché altrimenti si incolla il glutine ) servire nei piatti e spolverare con prezzemolo tritato.
Ci potete abbinare un Est est Est di Montefiascone, bello fresco, che stempera i sapori forti delle alici e dei capperi.
E buon appetito.
P.S. ovviamente il commento musicale è sempre Spaghetti a Detroit del grande Fred Bongusto, che accompagna tutte le ricette di spaghetti !!!
Le grandi ruote continuano a girare mi portano a casa per vedere i miei cari Cantando canzoni del sud Ancora una volta mi manca l'Alabama e penso sia un peccato, si Bhe sento mister Young cantare su di lei Bhe sento ole Neil umiliarla Bhe spero che Neil Young si ricorderà un uomo del sud non ha bisogno di lui in ogni caso Dolce casa Alabama dove il cielo é cosi blu Dolce casa Alabama Signore, sto tornando a casa da te A Birmingham amano il governatore Ora tutti noi facciamo quello che possiamo Ora il caso Watergate non mi interessa ti importa della tua coscienza? di la verità Dolce casa Alabama dove il cielo é cosi blu Dolce casa Alabama Signore, sto tornando a casa da te Sto arrivando Alabama Ora a Muscle Shoals suonano gli Swampers* E loro hanno saputo scegliere una canzone o due (sull'Alabama) Signore mi mancano cosi tanto loro mi alzano il morale quando mi sento giu e di te cosa mi dici? Dolce casa Alabama dove il cielo é cosi blu Dolce casa Alabama Signore, sto tornando a casa da te Dolce casa Alabama Oh dolce casa baby Dove il cielo é blu e il governo é vero Dolce casa Alabama Signorino Signore, sto tornando a casa da te
Tagli ai manager pubblici ecco l’elenco dei 900 nomiMastrapasqua, Inps, 1,2 milioni Il Ragioniere generale Canzio 516 mila euro
di Diodato Pirone
ROMA - Reggerà il tetto di 305 mila euro lordi annui alle retribuzioni dei superburocrati deciso con il decreto Salva Italia? Lo si capirà domani quando si aprirà un nuovo round del braccio di ferro in atto fra governo e (parte del) Parlamento su possibili salvataggi.
Il governo, su richiesta dei parlamentari delle commissioni Affari Costituzionali e Lavoro della Camera, consegnerà l’elenco aggiornato delle retribuzioni dei manager pubblici. Un elenco di circa 700 nomi che in sostanza sarà un aggiornamento di quello che il Parlamento già possiede dalla scorsa estate (trattasi del Bollettino sulla situazione patrimoniale dei titolari di cariche elettive degli enti che viene stilato annualmente dai Prefetti).
La fase, dunque, è quella della melina. Di fronte alla quale la posizione del premier Mario Monti e del ministro della Funzione Pubblica Filippo Patroni Griffi resta netta: il tetto deve essere valido per tutti. Ma il Parlamento deve dare un parere e fra i politici, vuoi per convinzione, vuoi per amicizie consolidate con alcuni superburocrati, le opinioni sono discordi.
In ballo ci sono bei gruzzoli di denaro sonante, in parecchi casi a cinque zeri, ma anche la riscrittura del patto fra gli italiani e l’alta burocrazia, chiamata negli ultimi anni a rendere più efficiente la macchina dello Stato con risultati altalenanti. Il tetto poi non va a toccare solo gli alti papaveri. Ne vengono colpiti anche molti dirigenti pubblici non di primissima fila che hanno un doppio incarico (ad esempio i magistrati che fanno anche i capi di gabinetto) ma che d’ora in avanti potranno sommare al primo stipendio solo il 25% della retribuzione del secondo incarico e comunque in nessun caso potranno superare i 305 mila euro complessivi, equivalenti alla retribuzione lorda del primo presidente della Corte di Cassazione.
Comprensibile dunque l’irritazione che si respira negli uffici più importanti di ministeri, Authority (ad eccezione di Bankitalia), Agenzie, enti pubblici di vario genere. Nei corridoi c’è chi si spinge ad ipotizzare ricorsi giudiziari visto che il tetto potrebbe equivalere ad una violazione di contratti in essere. Il fatto è che fra i supermanager pubblici gli stipendi superiori ai 300 mila euro sono tutt’altro che rari.
Forse il caso più noto al grande pubblico è quello di Attilio Befera, l’uomo del fisco, che fra la carica di direttore dell’Agenzia delle Entrate e di presidente di Equitalia arriva a 620 mila euro lordi. Oltre il tetto è anche il neopresidente dell’Antitrust, l’avvocato Giovanni Pitruzzella, il cui compenso ammonta a 475 mila euro circa. Ma anche personaggi insediati in posizioni strategiche come Mario Canzio (516 mila) che dirige la Ragioneria Generale dello Stato; Giampiero Massolo (390mila),segretario generale del ministero degli Esteri o Raffaele Ferrara (390 mila), direttore dei Monopoli andrebbero a perderci quancosa in più di qualche spicciolo. Sfora il tetto anche il presidente del Coni Giani Petrucci (400 mila).
Fuori anche il presidente della Consob Giuseppe Vegas che nell’elenco in possesso del Parlamento dichiara redditi 2009 per 507 mila euro anche se per la sua carica dovrebbe ricevere poco meno di 390 mila euro. C’è poi il caso di Vincenzo Fortunato, capo di gabinetto del Tesoro che somma vari incarichi e il cui reddito, diffuso dall’Agenzia delle Entrate nel 2008 ammontava all’epoca a 788 mila euro.
Nell’elenco che il governo si appresta a presentare al Parlamento ci sarà anche il nome di Antonio Mastrapasqua, presidente Inps, che nel 2009 ha dichiarato oltre 1,2 milioni di euro ovviamente non derivante per intero dall’Istituto di previdenza. E’ noto, infatti, che Mastrapasqua siede in una ventina di consigli di amministrazione di enti e società. E non è nemmeno ancora chiaro se anche l’Inps è compreso fra le società e gli enti che dovranno sottostare al tetto così come non è chiaro il destino dei supermanager delle Poste che sono una Spa del Tesoro ma non quotata. Decine poi i nomi di personaggi poco noti alle cronache ma che nell’elenco già in possesso del parlamento vantano redditi molto alti. Pietro Abate, ad esempio, segretario generale delle Camere di Commercio vanta quasi 497 mila euro. Ma ci sono anche moltissimi manager pubblici con redditi bassissimi. Marco Picchetto, presidente dell’agenzia di promozione di Biella, nel 2009 ha guadagnato solo 5.515 euro.
Da domani, comunque, la parola passa alla Camera che avrà tempo fino al primo marzo per esprimere il proprio parere sull’eventuale sforamento del tetto. In passato ci sono già stati due tentativi di imporre un freno all’espansione dei compensi per i supermanager pubblici entrambi finiti nel nulla.
pensava al magro giorno della sua gente attorno ...
Non so che viso avesse, neppure come si chiamava con che voce parlasse, con quale voce poi cantava quanti anni avesse visto allora, di che colore i suoi capelli ma nella fantasia ho l'immagine sua, gli eroi son tutti giovani e belli, gli eroi son tutti giovani e belli, gli eroi son tutti giovani e belli. Conosco invece l'epoca dei fatti, qual'era il suo mestiere: i primi anni del secolo, macchinista, ferroviere, i tempi in cui si cominciava la guerra santa dei pezzenti sembrava il treno anch'esso un mito di progresso, lanciato sopra i continenti, lanciato sopra i continenti, lanciato sopra i continenti. E la locomotiva sembrava fosse un mostro strano che l'uomo dominava con il pensiero e con la mano ruggendo si lasciava indietro distanze che sembravano infinite sembrava avesse dentro un potere tremendo, la stessa forza della dinamite, la stessa forza della dinamite, la stessa forza della dinamite. Ma un'altra grande forza spiegava allora le sue ali parole che dicevano: "gli uomini sono tutti uguali" e contro ai re e ai tiranni scoppiava nella via la bomba proletaria, ed illuminava l'aria la fiaccola dell'anarchia, la fiaccola dell'anarchia, la fiaccola dell'anarchia. Un treno tutti i giorni passava per la sua stazione un treno di lusso, lontana destinazione vedeva gente riverita, pensava a quei velluti, agli ori pensava al magro giorno della sua gente attorno, pensava a un treno pieno di signori, pensava a un treno pieno di signori, pensava a un treno pieno di signori. Non so che cosa accadde, perché prese la decisione forse una rabbia antica, generazioni senza nome che urlarono vendetta, gli accecarono il cuore dimenticò pietà, scordò la sua bontà, la bomba sua la macchina a vapore, la bomba sua la macchina a vapore, la bomba sua la macchina a vapore. E sul binario stava la locomotiva la macchina pulsante sembrava fosse cosa viva sembrava un giovane puledro che appena liberato il freno mordesse la rotaia con muscoli d'acciaio, con forza cieca di baleno, con forza cieca di baleno, con forza cieca di baleno. E un giorno come gli altri, ma forse con più rabbia in corpo pensò che aveva il modo di riparare a qualche torto salì sul mostro che dormiva, cercò di mandar via la sua paura e prima di pensare a quel che stava a fare, il mostro divorava la pianura, il mostro divorava la pianura, il mostro divorava la pianura. Correva l'altro treno ignaro, quasi senza fretta nessuno immaginava di andare verso la vendetta ma alla stazione di Bologna arrivò la notizia in un baleno: "notizia di emergenza, agite con urgenza, un pazzo si è lanciato contro al treno, un pazzo si è lanciato contro al treno, un pazzo si è lanciato contro al treno." Ma intanto corre corre corre la locomotiva e sibila il vapore, sembra quasi cosa viva e sembra dire ai contadini curvi, il fischio che si spande in aria: fratello non temere, che corro al mio dovere, trionfi la giustizia proletaria, trionfi la giustizia proletaria, trionfi la giustizia proletaria. Intanto corre corre corre sempre più forte e corre corre corre corre verso la morte e niente ormai può trattenere l'immensa forza distruttrice aspetta sol lo schianto e poi che giunga il manto della grande consolatrice, della grande consolatrice, della grande consolatrice. La storia ci racconta come finì la corsa la macchina deviata lungo una linea morta con l'ultimo suo grido di animale la macchina eruttò lapilli e lava esplose contro il cielo, poi il fumo sparse il velo, lo raccolsero che ancora respirava, lo raccolsero che ancora respirava, lo raccolsero che ancora respirava. Ma a noi piace pensarlo ancora dietro al motore mentre fa correr via la macchina a vapore e che ci giunga un giorno ancora la notizia di una locomotiva come una cosa viva, lanciata a bomba contro l'ingiustizia, lanciata a bomba contro l'ingiustizia, lanciata a bomba contro l'ingiustizia.
NEW YORK -E' morta nel giorno dei Grammy, alla vigilia degli Oscar della Musica: Whitney Houston, 48 anni, una pioggia di statuette, 170 milioni di dischi venduti e una vita da diva che da anni era diventata un inferno, non ce l'ha fatta a spravvivere alla sua fama in declino. La Regina del Pop, la Voce, come era stata nominata. Ma non solo. Anche il Corpo della Musica, lo splendido corpo di "The Bodyguard", il film che ne ha incastonato la carriera prima che la depressione e la droga strangolassero la sua voce e la sua anima.
Whitney si trovava a Los Angeles per partecipare a un evento collegato alla consegna dei Grammy. Il corpo senza vita è stato trovato nella sua stanza d'albergo al quarto piano del Beverly Hilton hotel, a Beverly Hills. A dare l'allarme sarebbe stato il compagno, il cantante Ray-J. L'annuncio della morte è arrivato dalla sua pierre Kristen Forster che però non ha specificato le cause del decesso.
Leggendari i suoi successi, da "How Willi I Know" a "I Will Always Love You", così come le battaglie con l'alcol e gli stupefacenti. E nel mito dello showbusiness è già entrato il suo matrimonio con Bobby Brown, anche quello tempestoso come la sua carriera.
La stalla con i buoi, per cielo gli occhi tuoi e l'acqua e i pesci e poi gli uccelli intorno a noi e latte tu berrai e l'anima bianca tu avrai e dopo cena nei boschi correrai poi ansimante nel letto tu sarai e il sonno poi giungerà fermando il tuo sorriso a metà. Se corro ce la farò! Un'altra coda, oh no! E verde ora si può, che strada prendo non so. Nervosa tu sarai sul marciapiede mi aspetterai. Il ristorante fa il turno oppure no stasera al cinema in piedi non starò Prendo un calmante così stanotte dormo oh sì ! Uomo se corri un po' ce la fai! Ho quasi ancora un minuto! Uomo ora vicino tu sei! Io sono quasi arrivato! Uomo ora sei giunto da lei. Anche il posteggio ho trovato! La stalla con i buoi, per cielo gli occhi tuoi e l'acqua e i pesci e poi gli uccelli intorno a noi e latte tu berrai e l'anima bianca tu avrai…
Manovra, via libera a Natale Passera: non ce ne sarà un'altra
Il ministro allo Sviluppo economico rilancia su liberalizzazioni
e frequenze tv e risponde agli attacchi di Tremonti che su Rai3
ha criticato duramente il decreto salva Italia.
ROMA - «Non c'è nessuna altra manovra in arrivo». Dallo studio di
Che tempo che fasu Rai 3, il ministro per lo Sviluppo economico
Corrado Passera risponde agli attacchidell'ex titolare delle Finanze
Giulio Tremonti che nel pomeriggio aveva criticatoduramente il
decreto salva Italia sostenendo la necessità di ricorrere a un'ulte-
riore manovra. Un battibecco a distanza arrivato dopo le parole di
rassicurazione delpresidente del Senato Renato Schifani: «Sono
certo che il Senato farà come semprela sua parte e rispetterà
i tempi. Ci eravamo impegnati nei confronti di questo governo
e del Paese sul fatto che la manovra venisse visitata prima di
Natale e così sarà». «Andare al voto in tempi brevi - ha
aggiunto - sarebbe un non senso e non avrebbe una
giustificazione politica dato il quadro drammatico
della situazione economica».
A lu tiempo de la malora Masaniello è nu piscatore, piscatore nun le rincresce Masaniello se magna 'nu pesce. Vene subbeto 'o Vicerrè chistu pesce spett'a mme tutt'a mme e niente a tte po' si a tassa vuo' pava', chistu pesce t''o può 'mpigna'... A lu tiempo de la malora Masaniello è nu piscatore. A lu tiempo de trivule 'mpizze Masaniello se veste 'a scugnizzo, nu scugnizzo stracciato e fetente, Masaniello se magna 'e semmente. Vene subbeto 'o Vicerrè 'sta semmenta spett'a mme tutt'a mme e niente a tte cu 'a semmenta tu te 'ngrasse, e t''a metto n'ata tassa... A lu tiempo de trivule 'mpizze Masaniello se veste 'a scugnizzo... A lu tiempo de li turmiente Masaniello se veste 'a fuiente. Senza rezza e senza cchiù varca, fa' 'nu vuto a' Maronna 'e ll'Arco.. Vene 'o prevete e 'o Vicerrè 'sta Maronna spett'a mme tutt'a mme e niente a tte, chesta è a tassa p''o Pataterno, o vai subbet'all'inferno.. A lu tiempo de li turmiente Masaniello se veste a fuiente. A lu tiempo d''a disperazione Masaniello se veste 'a lione nu lione cu ll'ogne e cu 'e riente, tene 'a famma e tutt''e pezziente. Vicerrè mò fete 'o ccisto songo 'o peggio cammurrista, io me songo fatto 'nzisto, e cu 'a 'nziria e Masaniello faie marenna a sarachiello... A lu tiempo d''a disperazione Masaniello se veste 'a lione. A lu tiempo de primmavera Masaniello se veste 'a bannera. 'Na bannera ca 'o popolo bascio sona arreto tammorra e grancascia. Attenzione... battaglione s'è sparato nu cannone, è asciuto pazzo lu patrone, ogge 'nce ha avasciato 'o ppane ma nun saie fino a dimmane... A lu tiempo de primmavera Masaniello se veste 'a bannera. A lu tiempo de trarimiento Masaniello 'o vestono 'argiento, tutt'argiento 'e signure cumpite mò ce 'o coseno 'stu vestito. Dice subbeto 'o Vicerrè simmo eguale io e te pazziammo cucù e settè, si rispunne a chist'invito, t'aggia cosere n'atu vestito... A lu tiempo de trarimiento Masaniello 'o vestono 'argiento. A lu tiempo de li 'ntrallazze Masaniello è bestuto da pazzo. Quanno tremma e 'o vestito se straccia, pure 'o popolo 'o sputa 'nfaccia 'Stu vestito fà appaura Masaniello se spoglia annuro, 'a Maronna nun se ne cura po' si 'a capa 'nterra ce lassa accussì pava ll'urdema tassa. A lu tiempo de li 'ntrallaze Masaniello è bestuto da pazzo. A lu tiempo de 'sti gabelle Masaniello è Pulicenella. Si è rimasto cu 'a capa a rinto ll'ate ridono areto 'e quinte. Pò s'aumenta 'o ppane e ll'uoglio saglie 'ncoppa n'atu 'mbruoglio tira 'o popolo ca ce cuoglie, nun ce appizza mai la pelle chi cummanna 'sti guarattelle. A lu tiempo de 'sti gabelle Masaniello è Pulicenella A lu tiempo de chisti scunfuorte Masaniello è bestuto da muorto. Dint''a nicchia 'na capa cu ll'ossa nce ha lassato 'na coppola rossa. Chesta coppola dà 'na voce, quanno 'a famme nun è doce, quann''o popolo resta 'ncroce, quanno pave 'stu tributo pure 'a tassa 'ncopp''o tavuto. A lu tiempo de chisti scunfuorte Masaniello è bestuto da muorto. Masaniello s''o credono muorto...
You know I love you I loved you Girl, I don’t care if you don’t want me You know, I’m yours right now I put a spell on you I put a spell on you Because you're mine You better stop the things you do I ain't lyin' I ain't lyin' You know I can't stand it You're runnin' around You know better babe I can't stand it cause you put me down I put a spell on you Because you're mine Baby I put a spell on you Because you're mine Babe, you better stop the things you do Oh, I ain't lyin' I ain't lyin' Girl, I love you I love you And I don't care If you don't want me You know, I'm yours right now I put a spell on you Because you're mine You know I love you I loved you Girl, I don’t care if you don’t want me I put a spell on you
Era il 1970 e frequentavo il primo anno delle scuole superiori; non ricordo con precisione il giorno ma era prima di Natale; entrò il Preside in classe e accompagnò un nuovo alunno, rosso di capelli, arrivato all'improvviso perché profugo dalla Libia. Ci disse che il nuovo regime aveva sequestrato alla sua famiglia e a quella di tanti altri Italiani tutti i loro averi, beni mobili ed immobili, gli avevano dato una valigia con pochi stracci e un calcio in culo.
Oggi dopo 42 anni la storia ha voltato pagina ....
Berlusconi: "Pm eversivi, con Tremonti è ok Nuovo partito? Lo chiamerei Forza Gnocca"
Nuovo nome del Pdl, opposizione "sdegnata". La nuova denominazione del Pdl, ha spiegato quindi il premier, è necessaria in quanto "il nome del Pdl non è nel cuore della gente". "Si accettano dei suggerimenti, faremo fare dei sondaggi", ha proseguito, lasciandosi poi andare a una battuta: "Mi dicono che il nome che avrebbe maggiore successo è Forza Gnocca". Sdegnata la reazione delle opposizioni. "E' una cosa desolante - ha commentato il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani - Mi viene in mente che in queste ore stanno facendo i funerali delle cinque donne morte a Barletta". "Se dobbiamo rispondere con una battuta si potrebbe dire che è l'unico partito che ha avuto e che non ha bisogno di fondare. Ma non ci possiamo permettere di rispondere con le battute", ha aggiunto la presidente dei democratici Rosy Bindi. Il pensiero ai fatti di Barletta ricorre anche nelle parole del leader Sel, Nichi Vendola: "Nella giornata in cui il nostro Paese celebra il funerale di cinque lavoratrici e il dolore si unisce alla rabbia per questa tragedia ingiusta, il presidente del consiglio si lascia andare in una battuta irripetibile, inaccettabile e assolutamente irrispettosa in un momento così triste". Il portavoce dell'italia dei valori, leoluca orlando chiama in causa le donne del Pdl: "E' grave e imbarazzante il silenzio delle parlamentari del Pdl, soprattutto di quelle che si richiamano ai valori cattolici. Cio' significa che si identificano nel nuovo nome del Pdl dato dal premier?". "Ormai il mondo ci guarda e ride" aggiunge il verde Bonelli. Dura la reazione di monsignor Domenico Mogavero, vescovo di Mazara del Vallo: "Avrebbe forse intenzione di suscitare ilarità, ma suscita solo sconcerto...".
Si... si chiamava Fantoni Cesira, era la figlia d' un alcolizzato che non aveva mai in tasca una lira e per il vino avea tutto lasciato, lavoro e casa, figlia e consorte, che non potendo scordar col bere, perchè era astemia, la sua triste sorte, si tirò un colpo nel '53.
Povera giovane rimasta orfana mentre suo padre si ubriacava trovò lavoro in una fabbrica e sul lavoro ogni tanto sognava, sognava panfili, pellicce ed abiti, non più la fabbrica, ville e piscine, la dolce vita, il bel mondo dei principi, come le dive che vedeva al cine.
Ma quel bel sogno sarebbe rimasto soltanto un sogno mai realizzato, quando in paese nel giorno del santo un gran veglione fu organizzato, ci furon musiche, canti e allegria, danze e coriandoli, spumante e suoni, poi a mezzanotte una scelta giuria fece "miss tette" Cesira Fantoni.
Le circondarono il petto e le spalle con nastri e fasce di seta scarlatte su cui era scritto con lettere d'oro "evviva sempre le mucche da latte", le regalarono trenta garofani, un "necessaire" similoro da viaggio, quattro biglietti con sconto per cinema, cinque flaconi di shampoo in omaggio.
La sera stessa a Fantoni Cesira si presentò, assai distinto, un signore. Disse: "Permette? Il suo viso m' attira; voglia scusarmi, sono un produttore... Se lei permette, io l' accompagno, a far del cine c'è un gran guadagno", ma quella sera non certo del cine il produttore s'interessò.
La brava giovane per far del cinema consentì a perdere la castità, ma non per questo si perse d'animo: le rimaneva Cinecittà! Lasciò il moroso, piantò il lavoro, comperò un "topless" per mostrare il seno, fece mandare suo padre in ricovero e arrivò a Roma con il primo treno.
Cento anticamere fece Cesira e visitò una decina di letti, un onorevole che la manteneva le fece fare un romanzo a fumetti, ebbe da amanti tre o quattro negri, due segretari, tre cardinali, si spogliò nuda a fontana di Trevi e qualche sera batteva sui viali.
La brava giovane campava bene, ma ormai sentiva il richiamo dell'arte: qualunque cosa lei avrebbe donato sol per avere in un film una parte. Se ne andò a letto con tre produttori, studiò dizione, bel canto, regia, mimica, scenica, recitazione e apparve nuda in un film di Golia.
Si è sistemata Fantoni Cesira, fra letto e seno guadagna milioni: ha cominciato a studiar da signora e si fa chiamare Cesy Phantoni (col ph), si è messa stabile, ed è l'amante di un produttore molto influente, tre o quattro film le produrrà, e un "premio Strega" glielo scriverà.
Lui è già sposato, ma che cosa importano queste sciocchezze se si hanno i quattrini, presto nel Messico si sposeranno, potranno fare tanti bambini. E la morale di questa storia al giorno d'oggi non è tanto strana: per aver soldi, la fama e la gloria bisogna essere un poco puttana!
Gelmini, che gioia per i neutrini "Quel tunnel tra Svizzera e Abruzzo"Il ministro dell'Istruzione Università e ricerca si lancia in un comunicato entusiastico per la scoperta sui neutrini. E scivola paurosamente in un tunnel lungo dalla Svizzera all'Italia. "Per realizzarlo l'Italia ha partecipato con ben 45 milioni di euro". Le reazioni di Pd e ricercatori.La replica: "Polemica ridicola"
ROMA- Il troppo entusiasmo e la fretta sono un mix a volte terribile. Ne ha fatto le spese il ministero dell'Istruzione che ha dato alle stampe un comunicato dai toni enfatici dopo la sensazionale scoperta scientifica fatta nei giorni scorsi al Cern di Ginevra. Ma in tanta enfasi si è infilata in paradossi ed errori clamorosi. Così scopriamo che tra il Cern di Ginevra e il Gran Sasso è stato addirittura scavato un tunnel alla cui realizzazione il governo italiano ha partecipato con ben 45 milioni di euro (circa, non sono ben sicuri). Ma d'altra parte il ministero sembra ben lontano dalla misurata soddisfazione di tutti coloro che considerano la scienza come di una faticosa conquista quotidiana: noi invece abbiamo partecipato a una "vittoria epocale". E la ministra finisce sulla graticola, in Rete, a tempo di record.
IL COMUNICATO 2 "Un tunnel che parte dal Gran Sasso e arriva a Ginevra? Costo 45 milioni di euro, grande sponsor o forse finanziatore Maria Stella Gelmini, ministro dell’Istruzione che evidentemente digiuna di fisica,si fida di collaboratori che le mettono in bocca dichiarazioni che scatenano l’ilarità del globo. Siccome non c'è naturalmente nessun tunnel fra l’Infn ad Assergi, sotto quattro chilometri di dura roccia del Gran Sasso e l’Lhc di Ginevra che fine avrebbero fatto quei soldi? O forse questa è una delle grandi opere che questo governo di pressappochisti e venditori di illusioni vuole lanciare?” ironizza Manuela Ghizzoni, capogruppo PD commissione Cultura Camera dei deputati.
Polemica anche la Rete 29 Aprile ("Ricercatori per una università pubblica, libera e aperta"): "Nessun tunnel ma un fascio di neutrini che è stato 'sparato' dal Cern di Ginevra per un viaggio sotterraneo che dura 2,4 millisecondi, raggiunge la profondità massima di tre chilometri per effetto della curvatura terrestre e termina al Gran Sasso, dove il fascio è 'fotografato' da un rilevatore e ne viene misurata la velocità. Quindi tranquilli, soprattutto i cittadini di Firenze che si trovano sulla traiettoria: il viaggio delle particelle, perfettamente rettilineo, non impegna nessuna struttura costruita dall'uomo; e nessuno potrà usare tale esperimento per giustificare una nuova TAV sotto il Trasimeno". Per il segretario della Flc Cgil Mimmo Pantaleo "un ministro convinto che esista un vero tunnel tra il gran sasso e il Cern deve andare a casa al più presto assieme ai suoi degni colleghi del governo".
Replica il ministero: "Polemica destituita di fondamento è assolutamente ridicola. E' ovvio che il tunnel è quello nel quale circolano i protoni dalle cui collisioni ha origine il fascio di neutrini che attraversando la terra raggiunge il Gran Sasso".
Mi manchi... quando il sole da' la mano all'orizzonte, quando il buio spegne il chiasso della gente la stanchezza addosso che non va più via come l'ombra di qualcosa ancora mia...
Mi manchi... nei tuoi sguardi e in quel sorriso un po' incosciente nelle scuse di quei tuoi probabilmente, sei quel nodo in gola che non scende giù e tu, e tu...
Mi manchi...mi manchi... posso far finta di star bene, ma mi manchi ora capisco che vuol dire averti accanto prima di dormire mentre cammino a piedi nudi dentro l'anima
Mi manchi e potrei cercarmi un'altra donna ma m'ingannerei sei il mio rimorso senza fine, il freddo delle mie mattine quando mi guardo intorno e sento che mi manchi ora che io posso darti un po' di più e tu, e tu...
Mi manchi e potrei avere un'altra donna ma m'ingannerei, sei il mio rimorso senza fine, il freddo delle mie mattine quando mi guardo intorno e sento che mi manchi
Inviato da: yogii
il 23/05/2012 alle 21:33
Inviato da: yogii
il 23/05/2012 alle 21:31
Inviato da: gioia58_r
il 23/05/2012 alle 08:47
Inviato da: maraciccia
il 23/05/2012 alle 01:05
Inviato da: Naturae21
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