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Creato da pinoster il 16/02/2011
La vera storia di "Ciccilla"

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LI CHIAMARONO... BRIGANTI

 

 

 

Nessuno possiede la libertà,

come condizione per essere libero;

al contrario, si lotta per la libertà

perchè non la si possiede.

(Paulo Freire)

 

'O BRIGANTE

 

 

LE BELLE ISOLE

 

 

Dicono che esistono isole,

dove l'ingiustizia non ha ragione,

dove non c'è pigrizia e non c'è povertà,

e non c'è, nè mai c'è stato domicilio coatto.

Vedi un po' che belle isole ti ho inventato!

(Da una canzone russa)

 

NON ESSERE FOLLE

 

Gli uomini sono così necessariamente

folli che il non essere folle

equivarrebbe a essere soggetto

a un'altra specie di follia.

                       ( Pascal)

 

MI VOTU E MI RIVOTU

 

 

IL PRESENTE

 

Fra il passato, dove sono i ricordi,

e l'avvenire, dove sono le speranze,

è il presente, dove sono i doveri.

                         (Ozonam)

 

BRIGANTI E BRIGANTESSE

 

 
 

 

 

HANNO CONTATO I FUICHI

Post n°17 pubblicato il 22 Dicembre 2011 da pinoster
 
Foto di pinoster

HANNO CONTATO I FUOCHI


Hanno contato i fuochi

sulle terre dei baroni,

soffiando via la cenere.

Non videro la pioggia di sangue

penetrata nelle terra

nè noi vedemmo più teste

appese ai pali.

Il viaggio dei morti s'è compiuto

sotto gli occhi coperti dei vivi.

Ma non tutte le sterpaglie

si son fatte giardino.

Lo scorridore di campagna

s'è trasferito in città.

 
 
 

CICCILLA SOTTO L'ALBERO

Post n°16 pubblicato il 02 Dicembre 2011 da pinoster
 
Foto di pinoster

                              Se state pensando a un bel libro da regalare, ricordatevi del romanzo L'ULTIMA BRIGANTESSA - La vera storia di "Ciccilla" (Marco Valerio Edizioni).
Non c'è tempo migliore per L'ULTIMA BRIGANTESSA delle feste natalizie.
Il racconto si apre, infatti, proprio con la vigilia di Natale del lontano 1863.
E' in quella notte che Maria Oliverio detta "Ciccilla" ricostruisce la sua storia d'amore e la sua vita di brigantessa.
Buona lettura!

 

 

                           

 

 
 
 

L'ULTIMA BRIGANTESSA- La vera storia di "Ciccilla"

Post n°14 pubblicato il 08 Novembre 2011 da pinoster

 

 

                           L’ULTIMA BRIGANTESSA

Sinossi

 

   24 dicembre 1863. La storia inizia in medias res quando la brigantessa Maria Oliverio, detta Ciccilla, si sveglia nel cuore della notte per l’abbaiare insistente

di un cane.

   Nel capanno dove ha trovato riparo, il marito, Pietro Monaco, alias Brutta Cera, sdraiato accanto a lei, continua a dormire e il fuoco sta per spegnersi.

    Il freddo si fa sentire. Maria si alza, alimenta il fuoco e alle fiamme inquiete

 i ricordi la scuotono e la tengono desta.

   Rivive così i suoi primi incontri con Pietro e la sua misera vita da sposata, con il marito che si adatta a fare il boscaiolo.

   Nel Regno di Napoli era consentito dagli ordinamenti militari farsi sostituire da altri giovani per assolvere gli obblighi di Leva.

   Pietro si lascia convincere da un possidente della zona e, dietro un allettante compenso in denaro, va nuovamente sotto le armi al posto di un altro. Non termina

il periodo prescritto e, all’inizio del 1860, diserta e torna dalla sua bella

e giovane moglie.

   Dopo lo sbarco di Garibaldi in Calabria, Pietro segue l’esercito garibaldino, indotto dalle promesse di condono della diserzione.

   Completata l’impresa dei Mille, Pietro torna a casa e la sua delusione è amara nell’apprendere due cose: la mancata applicazione dei Decreti Garibaldi sulle terre demaniali della Sila e la chiamata alle armi dei disertori, di quelli, cioè, che non avevano completato il servizio di leva sotto i Borboni.

   Pietro decide di non rispondere alla chiamata, si rifugia nei boschi della Sila

e si aggrega alla comitiva brigantesca di Domenico Straface, detto Palma.  

   Dopo qualche tempo decide di costituire una sua banda, che diventa la più numerosa e la più temuta della provincia.

   Intanto Maria, nel marzo del 1862, è arrestata insieme alla sorella Teresa

dalle guardie nazionali del Maggiore Fumel e costretta a due mesi di reclusione

nel tentativo di portare il marito allo scoperto.

   Uscita di prigione, viene a conoscenza di una relazione tra la sorella Teresa

e il marito. Sopraffatta dalla gelosia, la notte del 27 maggio del 1862, uccide Teresa brutalmente e, vestiti i panni di brigante, si unisce alla comitiva del marito,

con cui si rende complice di numerosi atti briganteschi.

   Alla vigilia del Natale del 1863, Pietro Monaco viene ucciso da tre dei suoi gregari più fidati. Maria non si arrende. Assume il comando della banda e tiene la campagna per altri quarantasette giorni, sfuggendo alla caccia spietata della forza pubblica.

   Alla fine è catturata nel febbraio del 1864, in una grotta lungo il fiume Neto

in località Bosco di Caccuri nel comune di Santa Severina.

   Processata a Catanzaro dal Tribunale Militare, il 30 aprile del 1864 è condannata

 “a morte mediante fucilazione alla schiena”.

   E’ l’unica brigantessa italiana alla quale è data una tale pena, che però è subito commutata dal Re Vittorio Emanuele II in quella di lavori forzati a vita.

   Viene rinchiusa nella Fortezza di Fenestrelle, in Val Chisone, in quello che

da alcuni è considerato il lager dei Savoia, dove si spegne quindici anni dopo.

 

 

 
 
 

L'ULTIMA BRIGANTESSA

Post n°13 pubblicato il 02 Giugno 2011 da pinoster
 
Foto di pinoster

Sono lieto di poter annunciare l'uscita del mio nuovo libro dal titolo L'ULTIMA BRIGANTESSA, edito dalla casa editrice Marco Valerio di Torino.

UN ROMANZO STORICO

FRA LA CALABRIA E IL PIEMONTE.

 

Vigilia di Natale del 1863. La brigantessa Maria Oliverio, detta Ciccilla, nell’immobile buio di un misero capanno, dove ha trovato riparo insieme al marito, il capobrigante Pietro Monaco, Brutta Cera, si lascia assalire dai ricordi che la  scuotono e la tengono desta.

Quando il marito è ucciso da tre dei suoi gregari più fidati, Maria non si arrende e assume il comando della banda. Catturata nel febbraio del 1864, è processata e condannata a morte “mediante fucilazione nella schiena”. E’ l’unica brigantessa italiana alla quale è data una tale pena, che però è subito commutata dal Re nei lavori forzati a vita. Rinchiusa nella celebre Fortezza di Fenestrelle, si spegne quindici anni dopo.

La storia, tutta vera, fa cogliere il senso di quell’evento complesso e straordinario quale fu il brigantaggio meridionale e disvela scenari che concordano nell’imputare al processo di unificazione politica dell’Italia e alle sue modalità la nascita di una “nazione forzata”.

 

 

 
 
 

VELEGGIO COME UN'OMBRA

Post n°11 pubblicato il 05 Marzo 2011 da pinoster
 

 

Veleggio come un’ombra

nel sonno del giorno

e senza sapere

mi riconosco come tanti

schierata su un altare

per essere mangiata da chissà chi.

Io penso che l’inferno

sia illuminato di queste stesse lampadine.

Vogliono cibarsi della mia pena

perché la loro forse

non s’addormenta mai.

(Alda Merina)

 

 

 

 

 
 
 

VULESSE ADDEVENTARE NU BRIGANTE

Post n°10 pubblicato il 05 Marzo 2011 da pinoster
 

 

 
 
 

SEI LA TERRA E LA MORTE

Post n°9 pubblicato il 04 Marzo 2011 da pinoster
 

 

 

Sei la terra e la morte.

La mia stagione è il buio

e il silenzio. Non vive

cosa che più di te

sia remota dall’alba.

 

Quando sembri destarti

sei soltanto dolore,

l’hai negli occhi e nel sangue

ma tu non senti. Vivi

come vive una pietra,

come la terra dura.

E ti vestono sogni

movimenti singulti

che tu ignori. Il dolore

come l’acqua di un lago

trepida ti circonda.

Tu ti lasci svanire.

Sei la terra e la morte.

                                      (Cesare Pavese) 

 

 
 
 

SECULU BRIGANTE

Post n°8 pubblicato il 22 Febbraio 2011 da pinoster

 
 
 

OPPRESSI

Post n°7 pubblicato il 20 Febbraio 2011 da pinoster
 

La bella brigantessa Michelina De Cessare, compagna del capobrigante Francesco Guerra

 

Chi è preparato, più degli oppressi, a capire il significato

terribile di una società che opprime?

Chi può sentire, più di loro, gli effetti dell'oppressione?

Chi, più di loro, può capire la necessità della liberazione?

 (Paulo Freire)

 

 
 
 

BRIGANTE SE MORE

Post n°6 pubblicato il 19 Febbraio 2011 da pinoster
 

 
 
 

HANN0 CONTATO I FUOCHI

Post n°3 pubblicato il 18 Febbraio 2011 da pinoster

 

 

 

Hanno contato i fuochi

sulle proprietà dei baroni,

soffiando via la cenere.

Non videro la pioggia di sangue

penetrata nella terra.

Noi non vedremo più teste

appese ai pali.

Ma non tutte le sterpaglie

 si son fatte giardino.

Lo scorridore di campagna

 s’è trasferito in città.